Lee Miller

LEE MILLER: Modella e Fotografa

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Modella e Fotografa di Moda

Elizabeth “Lee” Miller, Lady Penrose  (Poughkeepsie 23-Aprile_1907 – Chiddingly, 21 luglio 1977),  è stata una modella, una fotografa e fotoreporter di guerra degli Stati Uniti.

Chiunque, in grado di guardare una figura impressa in una fotografia s’accorge dallo sguardo di questa modella che qualcosa non sta andando per il verso giusto e che il soggetto non sa nascondere. L’immagine sprigiona qualcosa di molto profondo come chi è punita ingiustamente da Fato per un destino che  mal sopporta non sentendolo meritato. Quella lunga attesa nei suoi occhi, presente in tutte le immagini e che la ritraggono è lo stato di “rassegnazione”. Lee Miller è portatrice di un male oscuro quanto palese: un’infezione di “gonorrea” , microbo minore del ceppo della sifilide, male contratto da bambina durante una violenza carnale subita da un marinaio – sostiene il padre – male che le impedirà di avere normali rapporti sessuali vivendo in castità. Ciò è l’origine della sua mancata felicità nel suo sguardo.

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La famiglia di Lee Miller è di origine ebrea, composta dal padre Theodore, ingegnere, inventore e uomo d’affari di origine tedesca e dalla madre Florence Miller nata MacDonald, di origine canadese, scozzese ed irlandese; dal fratello minore Erik e dal fratello maggiore John. 
Lee era la figlia preferita del padre. Egli si dilettava con la fotografia amatoriale insegnando tutto sulle tecniche fotografiche ai propri figli quando erano ancora piccoli. Lee Miller oltre ad esserle allieva, fu del padre la modella preferita  che la ritraeva spesso nelle sue fotografie ” stereoscopiche”.


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In tutte le immagini dove ella posa solitaria, il suo sguardo si abbandona in un limbo ove cerca la causa del proprio peccato originale a motivo  del suo male nascosto. I Psicologi analisti sforneranno  molteplici soluzioni immaginarie per lei ma senza risultati, in quanto, la psicanalisi di quegli anni era ancora una materia sconosciuta in fase primordiale. Ma il male oscuro di Lee Miller non era psicologico ma  di  natura batteriologica e inguaribile ai tempi. Oggi è divenuta una malattia curabile. Solo negli anni cinquanta, l’avvento dell’antibiotico metterà fine al suo disturbo fisiologico e dell’anima diventando anche madre.
Nel frattempo non potendo donare niente di proprio ad un amore etero, Man Ray rimase fulminato la prima volta che la vide in scena da modella. Egli s’innamorò perdutamente di Lee Miller, perdendoci la testa Saputo della tragedia non potendola amare, l’avviò delicatamente ad accettare amorini saffici  ai quali aderì svogliatamente.  Dopo tutto, non aveva scelta: la malattia era incurabile e i lamenti e pianti per bruciore durante al toilette mettevano in chiaro la sorte sessuale di Lee Miller. Eppure Man Ray la volle sempre vicina per quella sua delicatezza e femminilità, arte che seppe ammaliare i colleghi artisti dell’avanguardia francese,  ignari della tragedia, amandola per quel portamento divino, statuale e di bella presenza.


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Analizzare l’Arte di Lee Miller, ci obbliga ad andare lontano, e più ci allontaniamo dal punto di partenza  più la Macchina del Tempo (la Storia), ci conduce verso le responsabilità del Padre, sospettato di essere l’ipotetico violentatore iniziale,(soffrivano dello stesso male). Tutto ciò poco interessa per tracciare un profilo chiaro della nostra artista,  ma andando oltre il consentito, oltre il privato, su Theodore Miller padre, la ricerca ci porterà ai limiti di un reato politico di fine ottocento.

Trasferendoci negli anni in cui T. Miller era ancora giornalista, egli venne  coinvolto quale testimone diretto di  un sacrilegio politico avvenuto negli Stati Uniti nel quale, forti sospetti lo vedono tra gli indiziati ma che, grazie alla sua testimonianza di giornalista  depistò dai fatti la pubblica opinione americana. Tutto ciò meriterebbe un capitolo che verrà svolto più avanti, un indagine che si presenta difficile perché impossibilitato ad andare oltreoceano. Ci affideremo ad internet .


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Tornando alla delicata figura di Lee, ignara e lontana dai sospetti accennati, la vita artistica della modella fotografa e promotrice dei cambiamenti del costume femminile americano (Moda), fu tutto sommato un’avventura scontata, borghese e poco interessante, fino a quando, “sulla strada che porta Damasco” incontrò quel bell’imbusto di Man Ray, che narrandole il pensiero avanzato di Parigi, capitale delle arti e mode le introdurrà nella macchina delle Avanguardie , promotori di nuovi modelli di pensiero e comportamento. Lee  lo inseguì in Europa. Aggiornandosi spogliandosi del provincialismo americano e una volta acquisiti i principi generali della cultura europea,  applicò alla lettera, negli Stati Uniti, quel nuovo modo di pensare, creare, fare Arte e Moda in modo propositivo, contribuendo ad elevare di grado la Moda americana fino a diventare questa, propositiva attraverso  il cinema, arte che seppe conquistare le sale cinematografiche mondiali.


 

Arruolata da Man Ray come spia e poi reporter di guerra per la futura Nato, presterà servizio in Europa attraversandola sotto le bombe per conto dell’esercito degli Stati Uniti. Diventerà la prima e forse l’unica americana reporter con le credenziali di guerra. Dopo aver visto, fotografato e testimone il pessimo risultato degli ideali di gioventù per la nascita un mondo migliore (Israele), vederselo in diretta sfociare in quel grande macello di carne umana senza fine, tragedia organizzata dai suoi dirigenti politici americani, cadde in una profonda “crisi depressiva”. Cominciò a rifiutare l’organizzazione cui ebbe aderito con entusiasmo, crisi che colpirà altri agenti segreti ebrei che si dissoceranno dalla grande direzione ebraica mondiale: i Cosmopoliti. Alcuni si convertirono ad altre religioni, ma per tali scelte verranno  puniti dalla stessa macchina infernale misteriosa che li costituì e che infine li scomunicò, altri invece, diventeranno cimeli di guerra e cimeli d’arte del “raggiro”, diventando ricchi e fmosi

LEE MILLER

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                    Lee Miller Penrose

Poesia saffica n. 2

Rossetto indelebili

Narrano le mie dita dissolute
sorrisi nostri e bocche ovunque,
timbri di lacca sulla pelle amata
lasciando impronte ad ogni passo,
cuoricini di baci su noi supine spoglie
petali sparsi da rosetti indelebili
e, dell’opera amata ci si compiace
ancora e ancora e ancora
per baci reciproci indelebili.

 

Blu Marina (Pavia, da me 11/01/2019)


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“ready made” – La mossa invisibile.

La Mossa invisibile”

il ready made

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Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano, raccomandano e insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una lunga ricerca sull’artista, è possibile scoprire narrativa dell’artista, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, nel raccontare di lui si sanno le stesse medesime cose.

Ciò che spicca maggiormente, e che tutti ripetono di lui, sono le stesse nozioni identiche fino alla nausea. Il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come “Grande artista e inventore dell’arte moderna. Ma per me, che ho conseguito gli studi d’arte presso una nota accademia artistica italiana, la cosa non mi ha mai convinto abbastanza, credo nemmeno l’accademia stessa, ma venivo catalogato dalla mia insegnante un scettico in Arte.

“Scettico” all’ora, era offensivo per me, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Duchamp era la paladina innamorata in quanto, se mai fosse venuta a conoscenza sulle mie intuizioni, le sarebbe caduto addosso l’intero impalcature che aveva appreso presso l’Università Statale di Milano che di Lauro le aveva cinto il capo.

Per chi come me non dotto, conveniva tacere o ingoiare, ma i suoi bocconi li ritenni amari e indigesti ripromettendo a me stesso un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma per capire perché Perseo una volta asservito la Vergine, riavvolta la matassa decise di esiliare Arianna su di un isola infelice dopo che l’ebbe abusata.

Qui nasce l’idea di FiloRossoArte. Ispettore d’arte e politica europea che cerca di ricucire i tessuti stracciati di un Europa delle Nazioni, bistrattata e dimenticata. Nel frattempo questa indagine ebbe una battuta d’arresto allontanandomi dal mondo dell’Arte fino al fatidico 1991 quando mi apparve la “Mossa Invisibile” che Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel  Grande Vetro senza mai riuscirci.

Il suo superiore e Maestro, lo aveva avvertito che certe profezie l’artista non le avrebbe mai viste neanche dopo la morte e oltre. Quel poeta chi era? Dove si nascondeva? Dove era possibile raggiungerlo per interrogarlo?

Duchamp, pittore stratega , perché ad un certo punto della sua vita carriera decise si servire la Patria con l’Arte, non come arma di difesa, ma d’offesa.

E’ risaputo che i militari hanno da sempre utilizzato l’Arte come arma “offensiva”, arte che si è sempre prestata per far passare codici cifrati. Già i poeti in passato furono arruolati mettendoci in guardia attraverso altri codici cifrati mimetizzati nelle opere stesse, sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti, le eventuali responsabilità da imputare ai mandanti.

“E’ per una ragione di stato” si diceva allora e adesso, ma, mai è trapelato dalla Storia una sola chiave di lettura per interpretare o decodificare tali messaggi sublimati.

Poi, si cimentò anche la letteratura a raffinare l’arte bellica alleggerendo le responsabilità alla pittura nel rappresentare eventi complessi.

Fare un ritratto di un Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano responsabile, o altro ancora che governasse il paese, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso nemico e quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti” fare molteplici copie del volto dei sovrani, castellani, cortigiane ecc. da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta. Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere veritiere le opere ci voleva un Ordine segreto degli Artisti capace di passare i ritratti originali. Ci volevano dei Giurati integerrimo: i Massoni

Sto parlando di tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa; avvenuta poi, spostando l’interesse strategico verso comunicazioni sublimate circoscritte in nuovi modi di fare arte.

Quindi l’Arte moderna aveva bisogno di nuovi stili per meglio mimetizzare le informazioni sublimate, e, l’economia moderna, mise i suoi occhi sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i piani eversivi in materia di finanziamenti occulti, illegali.

Con le Avanguardie (Picasso) il quadro divenne Ricevuta Bancaria al portatore. L’acquirente in tale modo poteva finanziare illegalmente manovre economiche e industriali di ampia portata eludendo sia le banche che l’Intendenza di Finanza dei vari stati. In Francia la cosa fu possibile in quanto, dentro all’Intendenza di Finanza si nascondeva il Regista assoluto sugli spostamenti Capitali.: Il Poeta.

Uno degli artisti vicini a Duchamp, poeta pure lui, in un momento di delirio di droga e alcol – che spesso assumeva e poi frequentemente- in quel momento di concitazione psichica svelò il nome. Da quel momento, tutte le mosse invisibili delle Avanguardie divennero visibili. Il poeta nascosto presso la Finanza aveva la chiave di lettura di tutte le opere delle Avanguardie di fine ‘800 e inizio ‘900, correnti artistiche che in Francia teneva sotto stretto controllo. Nelle sue opere poetiche, si possono riconoscere tutte le chiavi d’interpretazione e nascita delle idee dell’Arte Moderna.

La “mossa visibile” di Andre’ Breton svelò l’Invisibile.

Morto l’Invisibile, M. Duchamp crollò psicologicamente ritirandosi dall’Arte. Il Grande Vetro dettatogli dall’Invisibile restò per Duchamp un “enigma insoluto”. Fu la mossa dentro la quale c’era la mossa delle mosse, la “più invisibile” e segreta, mossa futura che lui stesso non avrebbe mai comunicato ai suoi superiori perché incomprensibile per se stesso, scervellandosi tutta la vita, non venendo mai a capo di nulla.

“Jole, mia cara Jole, peccato che sei deceduta prematuramente, te l’avrei svelata.


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Poesia saffica n. 10

E SI CRESCE

Rapita da turbamenti
smarrimento dei sensi,
mi lascio condurre per mano
alla scoperta del corpo mio,
piccoli seni da crescere,
snelle anche, senza fianchi
e bruno vello appena cresciuto.

So di non essere più bambina
quindi mi depilo quanto serve
su consiglio dell’amica migliore
contenendo dentro confini
i superflui tra orli e merletti,
eleganza consigliata da riviste
alla moda per non essere troglodite,
e dedico alla ”cosina” più attenzione
in attesa dell’avvento inaspettato
da scoprire insieme, tra ragazze,
cercando chi matura ne sappia più di me
al fine di non trovarmi impreparata
al fatale momento del sapere,
ogni giorno scoperto nell’igiene.

Dice: “Vai su Internet, c’è di tutto…” 

E nei reparti del sesso maleducato
resto basita per come lo fanno
offendo ai babbuini anche il sedere.

No!

Preferisco i siti delle solitarie
per vedere come si fa da sole,
trovando la mia tipa glusta
molto bella nell’estasi d’amore
ammirandone la pelle seducente,
furiosa su pistillo martoriato,
pube completamente depilato
da confidare all’amica migliore
fingendomi turbata e sbalordita:

Dice:“Fammi vedere la tua tipa?…”.

“No daai! mi vergogno…” però cedo.

Dio che tenerezza… zoommala!”

E insieme si cresce…
guardando come si fa si cresce
aspettando sia lei a provocarmi
innamorata di me da sempre,
lo so, da tanto, tanto tempo,
ammirandomi fi da bambine
divenuta mia amica del cuore.

BLU Marina
(Pavia 20 giugno 2018)


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Processo all’Arte delle Avanguardie

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati delle Avanguardie alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi fu l’epicentro europeo di un vasto movimento artistico  improvvisato ed esercitato da manigoldi, faccendieri di ogni specie,  cosmopoliti, invalidi e falliti di ogni specie sorta,  come di intellettuali,  agenti segreti, finanzieri, reduci della fallita “rivoluzione” del 1905 in Russia e Finlandia. La Finlandia fu conquistata in breve tempo, la Russia no.

Le traccie degli organizzatori franco/angloamericani sparirono e poco ci rimase di credibile a disposizione tra le pagine di storia al fine di  ricostruire fatti e misfatti.
I dispacci militari russi furono distrutti in  gran parte nel successivo Colpo di Stato del 1917 conosciuto alla Storia come “La Rivoluzione russa del 1917”

Chi meglio dell’Arte attraverso le sue opere riuscirebbe ricostruire e raccontarci meglio gli eventi rivelando i segretati passaggi politici nascosti di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quegli sbandati senza paga, cibo e tetto, tentarono attraverso l’Arte di riorganizzare le fila per il successivo tentativo di “Colpo di Stato”; colpo più mirato, più decisivo, che culminerà nell’Ottobre del 1917.

Quell’anno, quel mese  e in quella data, l’orologio cosmico segna l’apertura di una epoca bellica tra due forze antagoniste per la gestione del pianeta dando un imprinting sociale culturale e politico che durerà per 100 anni e più: Il Capitalismo e il Comunismo.

A tagliare di netto i tempi cosmici espansivi del Capitalismo, si opporrà il Comunismo, una disciplina sociale e gestionale capace di auto-sostenersi senza l’uso del Danaro (il Capitale)
Quell’insurrezione pilotata,  dalla Storia verrà ricordata come la “Rivoluzione  d’Ottobre”; culminerà con l’arresto  dell’Imperatore Nicola II Romanov, fucilato con l’intera famiglia (minori compresi).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora veggenti e reggenti: i Sovrani di Spagna, d’Italia, D’Inghilterra (gia sotto scacco) e altre case reali minori le quali, molte si assoggetteranno per timore e prudenza sotto il controllo dei segretissimi Cosmopolita imperanti nelle industrie e finanze di tutto il mondo.  Nel settecento, era nata una nuova monarchia sotto l’effigia di “Borghesia” che si rivelerà vincente a livello planetario. Ma….

I sovrani d’Italia e Spagna, godendo della protezione della Chiesa Cattolica Romana  entità politica /religiosa che possiede un impero troppo vasto da sottomettere , e proprietario di quasi la totalità delle anime cristiane nel mondo occidentale e Americane.  

Ufficialmente, in Russia, in quell’Ottobre, le perdite umane dei rivoltosi raggiungeranno la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese camuffata socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi reali.

Che centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo FiloRossoArt vi aiuterà a ricostruire la storia negata all’Europa presentandola sotto una nuova lettura rivoluzionaria.


NB:
FiloRossoArt non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non si può quindi considerare un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7-03-2001] .
Filorosso è un deposito di analisi e ricerche nel campo dell’Arte ristrette alle Avanguardie del Novecento. Tutto ciò che è riportato, sono frutto di ricerche confutate  ed estratte a partire dalle “Biografie di Tutti” (gli Artisti) di Gertrude Stein, agente segreto degli Stati Uniti d’America in servizio a Parigi dal 1906 la quale ci racconta tutto sulle malefatte di chi “non artista”(come lei)  ha utilizzato l’Arte per altri scopi e fini.


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(DADA)