Poesia cosmica n. 20

Tokio è vicina.

Solo il cuore è sempre sveglio di notte,
mummie in catalessie si dorme tutti.

Li sento battere uno ad uno i cuori
e il mio cuore stanco, suggerisce:
“Dai, fai il bravo, dormi un pochino.”

Ma Sa-ya- Maki Mochida poetessa
dice che mi vuole parlare per iscritto,
tradotti i suoi geroglifici uncinati:
“Resta ancora un pochino è presto.”

Presto?.. Alle ore: 03.00 del mattino è presto?
“Maki, è tardi, ti lascio o perdo il tram!”
tanto lei sui nostri tram che ne sa?

 

giap 1


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Enea Archivio

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Poesia Cosmica n. 4

Diffidente!

La grazia ti possiede eterna e mi possiede.
Nell’apparire il tuo volto tuo così ho voluto
eternamente in memoria tua:  immagine.

Il tempo che ci condusse per mano
percorse con noi la lunga strada 
senza farci voltarci indietro e si andava.

Ha ragione Orfeo nel dire: “Non ti voltare”
non voltarti indietro perché non risorgerà
chi in vita hai amato e mai più tornerà.

Io, Enea, mai orfico abbastanza mi volto,
e ti ammiro immortalata nell’attimo che fu
quel tuo momento migliore fotografico.

indietro mi volto , mi volto spesso sai?
ma non devo perché so che rivederti,
l’amore rinnovato lentamente mi consumerà.

Poi: quando non ti penso, svanisci.
La gioia torna a corre in autostrada
si va a lavorare sereni con gli operai
e allegri d’impresa si ride e si va, si va.

Stasera poi tornerò e mi volterò,
immagine tu, finita in cornice d’argento
sul comodino: “Non ti scordar di me…”

Vabbhè! Buona Pasqua tesoro.
Buona Pasqua di resurrezione!
Però non tenermi il musetto
se non sei stata invitata;
è per i vivi la felicità.

Non ci credi? (gne! diffidente…)

 

.la grazia
 

 
Enea Archivi

Poesia cosmica n. 3

SULLE GEMME

L’ultima pioggia invernale saluta la primaverile.
Quelle due sono d’accordo da tempo, le conosco bene.
S’incontrano, si scambiano le consegne, si raccomandano
senza che nessuno le ascolti: “Come va?…
Come è andata st’inverno?.. Hai nevicato? ” ecc.

E, camminando, riconosco le gocce fredde invernali
dalle tiepide primaverili. Le seconde sono più umide
e sui rametti restano appese inzuppate senza cadere.


Si posano la, dove sbocceranno le gemme,
risvegliandole imboccate, dissetandole;
gemme aperte durante tutta la stagione,
piovosa o, primaverile si spera.
V’è! Finalmente
posso spogliarmi mentre camino
e respiro con la pelle le prime brezze.
Basterà solo un cappello alle intemperie.
Sono uomo, un uomo vero; chi lo avrebbe mai immaginato:
Io,
col cappello in testa, diventato uomo e a passeggio
che gocce guarda estasiato appese sulle future gemme.
.
gocce di primavera

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Poesia Cosmica n. 2

la Macchina del tempo è la “Memoria”

I bombardieri su Barcellona furono incursioni aeree compiute durante la Guerra Civile di Spagna da parte dell’Aviazione Legionaria italiana con il supporto della Legione Condor tedesca nei giorni del 16, 17 e 18 marzo 1938.

Mentre la tragedia sottostante mieteva ferocemente  le speranze, una lettera d’amore pervenne all’amato al fronte da un’anima ignara alla fonte innamorata.

poesia alla fonte

Foto: Milano, lettera ritrovata presso il mercatino dei collezionisti di francobolli.

CERTEZZA

Tu sei l’erba e la terra,
il senso quando uno cammina
a piedi scalzi per un campo arato.

Per te annodavo il mio grembiule rosso
ed ora prego (o piego) a questa fontana
muta immersa in questo grembo di monti:

so che ad un tratto il mezzogiorno
sciamerà gridi dei suoi fringuelli
sgorgherà il tuo volto nello specchio
sereno, accanto al mio.

9 genn. 1938

bombardamento barcellona
 Barcellona Bombardata 16 Marzo 1938.
Foto: tratta dagli archivi della Aviazione di Spagna: Immagine sacrilega.

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Enea: Poesia Cosmica n.1

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Intingolo bianco

L’intimo o intimità, è un luogo prettamente
personale velato di pudori che amiamo
in quanto
cripta poetica ove le pulsioni
in moto ci traslano nell’immaginario
con soave potenza suadente.

Eppure riuscite bene nei verbi:
così il sapiente ama vagabondare
come gli stalloni eruditi su piste ove
furono condannati a morire con voi
in battaglie di lance e spade taglienti.

Narrate o intinte piume calamaie
poemi lucenti insanguinati. Orsù!
Testimone, canta ai bianchi crini
la via indicata da Pegaso Alato,
l’intrepido Unicorno reciso dal Cielo
per ciò che rivelò alle Arpe segrete
gli incantesimi i da non rivelare.


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