PICASSO: Ritratto di Gertrude Stein

L’incontro con l’Artista

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Gertrude Stein arrivò a Parigi dall’America, via Londra, con suo fratello Leo nel 1903. La guerra Russia-Giappone scoppierà nel 1905.
Gertrude Stein si prese l’incarico di riassettare le fila sparpagliate degli insurrezionalisti europei a cominciare dagli artisti, distribuendo i finanziamenti della Comunità americana in aiuto a quella europea. Sentendo elogiare un certo Pablo Picasso come un pittore moderno, dopo l’incontro in galleria lo andrà a trovare nello suo studio di Montmartre per conoscerlo e  commissionargli un proprio ritratto.

Foto: Gertrude Stein

Per chi pittore ha modo di osservare questo quadro e pensa che ci sono voluti 93 giorni intensi di posa, (quasi tre mesi), su ciò che sia veramente accaduto fra loro in quello studio, solo Dio lo sa.

Per venirne a capo di quei giorni non ci vuole molta immaginazione per trarre delle deduzioni: la prima è quella di una consumazione abbondante erotica e cibo, la seconda è che, tra una prestazione a l’altra si sia intavolata una alleanza strategica franco-spagnola-americana con i relativi studi e vidimazione di piani da perseguire.
Quando Gertrude Stein lascerà lo studio di  Picasso, al 93esino giorno, il quadro non è ancora terminato. Verrà ultimato più avanti.
Il vero Picasso non ancora identificato per quello che vedremo poi essere , lamentava che non riusciva a capire chi avesse davanti, lasciando incompleto il volto del ritratto.
Di ritorno dalla Spagna, presenterà in fretta e furia il ritratto con un evidente fuori assetto dell’occhio sinistro come chi, persona losca, verrà identificata in futuro come potenziale “spia organizzatrice”. Altri pittori (vedi Modì) adotteranno questo codice pittorico durante i ritratti dei “quadri” cosmopoliti organizzatori.

Dopo l’input di Picasso, per altri pittori parigini dello stesso periodo, raffigurare ritratti di persone note, o intellettuali senza un bulbo oculare (orbi o loschi) fu un tema ricorrente in Arte. Studiando la simbologia, quel modo di rappresentare fu un vero codice cifrato. Per gli ospiti del “sabato sera” a casa di Gertrude Stein, chi avesse avuto modo di conoscere altri agenti non presenti nella stanza, notare nel ritratto dell’interessato la mancanza dei bulbi o fuori orbita, era sinonimo di fiduciario confratello, segno politico dell’Avanguardia.

In quel periodo G. Stein era una giovane americanotta dalla vita stretta, fianchi e bacino ampi, forma che denota forte appetito culinario e sessuale, ma il suo “compito” era un altro, non di cercare marito o amante, ma adunare e istruire intorno  a se “uomini ombra” dalla condotta sfrontata e audace per piani militari arditi. Aveva sentito parlare, di un certo Pablo Picasso (piccolo boss) dal cognome genovese, un giovane pittore con la capacità di polarizzare intorno a se una piccola banda di giovani spagnoli motivati ad emergere, decisi, intrepidi, ma anche comandante di una vasta rete di contrabbandieri di montagna in Spagna presso i Baschi), e come tutti i bulli esordienti, gli mancava un riconoscimento e un protettore d’eccezione per cominciare a imporsi oltre il quartiere parigino di Montmartre. Picasso aveva i requisiti per l’organizzazione richiesta e, la signorina Gertrude, se lo lavorò per benino. Picasso invece vedeva nella ricca ereditiera americana la piattaforma per lanci imminenti verso il successo. Assoggettandosi a quel “gioco d’azzardo” , Picasso porterà a termine gli impegni presi con lei.

Dopo l’incontro con Gertrude Stein, nella vita di Picasso cominciano aggirarsi i primi personaggi strani che cambieranno la sua vita e la storia degli stati europei. Negli stessi anni avverranno altre due Grandi Guerre Mondiali che insanguineranno l’Europa e la Russia; e sempre in quegli anni nascerà il nuovo collezionismo di Arte Moderna a prezzi vertiginosi , generando il Mercato d’Arte, la Critica, le Gallerie ed infine i Musei.

Tratto da: Autobiografia di Alice B. Toklas

Fernande era, come sempre, molto grande, molto bella e
molto gentile. Si offri di leggere ad alta voce i Cantes di La
Fontaine a Gertrude Stein per divertirla mentre posava.
Gertrude Stein prese la posa, Picasso sedette sull’orlo della
sedia, addosso alla tela, e poi su una minuscola tavolozza
di un color grigio bruno uniforme spremette un altro pò di
grigio bruno, e si mise a dipingere. Fu questa la prima di
qualcosa come ottanta o novanta sedute.
Sulla fine del pomeriggio i due fratelli di Gertrude Stein,
sua cognata e Andrew Green, vennero un po’ a vedere.
Furono tutti meravigliati della bellezza dell’abbozzo e
Andrew Green pregava e strapregava Picasso di lasciarlo cosi
com’era. Ma Picasso crollò il capo e disse di no.
E un vero peccato che in quei tempi nessuno abbia pensato
a far la fotografia del quadro cosi come era, perché va
da sé che nessuno dei presenti allora si ricorda più come
fosse, nemmeno Picasso o Gertrude Stein.

Scrive, concisa una bloger della quale ho perso il contatto: “Dopo ottanta o novanta sedute, il risultato – secondo i loro reciproci amici – non assomigliava minimamente a Gertrude Stein”. La risposta di Picasso fu una scrollata di spalle. ”Non importa,” rispose, “alla fine gli assomiglierà”.
Oggi rimane uno dei ritratti più famosi ed emblematici che Pablo Picasso abbia mai prodotto: Il ritratto profetico di Gertrude Stein vista anticipatamente a trent’anni di distanza.

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              1904                                              1906                                             1930

Questa paginetta prendiamola come punto di partenza per spingerci oltre.

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