IL GRANDE TESTIMONE
Foto: Autosatto
Emmanuel Radnitsky alias: Man Ray
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e all’avanzata dei nazisti in Francia, Man Ray, viste le sue origini ebraiche, fu costretto a lasciare Parigi. Riparò a New York dove divenne famoso come fotografo di Moda. Il suo cuore però era rimasto a Parigi, patria di adozione. Così, a guerra conclusa, Man Ray fa ritorno nella capitale francese e torna a vivere a Montparnasse il quartiere degli artisti. Rimarrà lì fino alla sua morte, il 18 novembre del 1976.
Pur cimentandosi in pittura, pur aderendo ai Surrealismo, grazie a questa sua ignoranza artistico-concettuale godette di quella ingenuità gli ha dato modo, nel mondo della Fotografia, di sperimentare e coltivare nuove frontiere tecniche usando la pratica di laboratorio. Diventa così uno dei padri fondatori delle “nuove tecniche” della nascente arte ipnotica che il diaframma dona nelle sequele e scatti successivi. Nella Storia della Fotografia, Man Ray è stato un sovrano indiscusso e riconosciuto per forze di causa maggiore. La sua presenza assidua sulla scena artistica parigina lo premiara di fama. Punto di riferimento per le indagini sulle Avanguardie e studiarne i loro movimenti, gli spostamenti e le convivenze sotterranee, il suo archivio fotografico e di grande aiuto.
Man Ray fu, il Grande Testimone al “centro dell’obbiettivo” perche lui stesso era il periscopio che si muoveva in incognita sul territorio pre bellico europeo.
Man Ray e l’Arte
L’ indagine sulla ricostruzione della sua fotografia, la più Enigmatica (in Stil Life) è certamente la macchina da cucire nascota con manico d’ombrella, rivestita con un Sacco e poasta dul piano di un tavolo di divisezione. Questa opera lo collecherà nel ristretto cerchio stellato degli Artisti” concettuali di inizio novecento. Alla domanda cosa rappresenti tale enigma, Man Ray, evasivo, come sempre, non seppe mai dare una spiegazione plausibile se non cedere all’ubbidienza verso Duchamp che a sua volta ubbidiva al volere del Poeta Invisibile, il reale inventore e suggeritore di quella profezia.
Quell’enigma per Man Ray assunse un valore superiore alle sue stesse aspettative. Quell’immagine diventerà una icona artistica di primaria importanza perchè riporta un “suggerimento” dell’Arte enigmatica.
La domanda leggittima fa nascere il quesito: “ E’ l’Arte che fa l’artista o è l’artista che fa Arte”.
Spesso è la nostra curiosità o accettazione alla sfide a far ingigantire le cose. Poi, ad un tratto, il mistero si rivela da solo spiazzando la presunzione di chi ha creduto di aver capito anticipatamente un fatto storico che “sarebbe seguìto” più in la.
Più di due istantanee di Man Ray, fotografo prediletto di Marcel Duchamp, collocheranno il fotografo nell’Olimpo dell’Arte moderna. Qui avremo modo di riprendere l’intera questione. Queste immagine ( non le opere) ci daranno modo di capire come l’Arte sia una Entità suprema che utilizza gli artisti senza che questi vengano a conoscenza, e prima del tempo, negandogli i suoi disegni mistieriosi... “nemmeno dopo la morte” dirà il Poeta Invisibile ispiratore, neanche per lui che morì senza vedere realizzati i “propri sogni”, oggetti di studio, profezia e ispirazioni per molti altri artisti a seguire.
Enigmi Nascosti

Il segreto di Maldoror (foto Man Ray)

Duchamp: Underwood (foto Man Ray)
