PROCESSO 1: Imputati DADA alzatevi!

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati DADA alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in Russia e Finlandia del 1905. La Finlandia fu conquistata, la Russia no. Le traccie degli organizzatori sparirono durante le due Guerre europee.
Chi meglio di Arte attraverso le sue opere riuscirebbe a raccontarci meglio e svelarci gli stretti passaggi politici di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quei sbandati senza cibo e tetto, tentarono attraverso le arti di riorganizzare le fila per un altro tentativo di “colpo di stato”, più mirato, più decisivo che culminerà nell’Ottobre del 1917 vedendoli conquistatori ed occupanti abusivi del  “Palazzo d’Inverno” a San Pietroburgo sede e residenza dello Zar Nicola II Romanov.

Quella insurrezione ci ricorderà la storia della Russia, essere stata non una “Rivoluzione d’Ottobre” ma un bel “colpo di stato” che culminerà con l’arresto (sequestro di persona) dell’Imperatore Nicola II Romanov fucilato in seguito con l’intera famiglia (minore compreso).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora in vita e reggenti, il Re di Spagna e d’Italia protetti dalla vecchia nobiltà di Francia, ma sopratutto dalla Chiesa Cattolica Romana che possiede un impero troppo vasto pur senza stato, proprietario della totalità delle anime cristiane nel mondo Occidentale e Americhe.

Ufficialmente in Russia, in quell’Ottobre del 17 le perdite umane raggiunsero la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese europea camuffata da socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi.

Il cinema e la letteratura, enfatizzeranno quel Golpe come una epopea comunista con migliaia di morti quando il comunismo in Russia non era ancora nato. Ma i disegni eversivi cosmopoliti si rivelarono anche questa volta brutali come i loro scarabocchi “artistici” Dadaisti. Ma oramai la rivoluzione dell’intera Russia si era messa in moto sfuggendo di mano ai progettisti cosmopoliti .
Soltanto dopo due mesi dalla scintilla dell’Ottobre 17 si può incominciare a parlare di vera e propria processione rivoluzionaria armata del popolo con motti di piazza, barricate, battaglie sanguinarie, processi politici impari per scovare i reciproci  oppositori infiltrati, trasformandosi quel processo politico in  un feroce azzeramento dello zarismo e del colonialismo angolo americano.
Ma in quel crogiolo infernale, anche per la borghesia russa golpista furono anni difficili, di contro moti, passioni violente, vittorie e sconfitte dove verranno espropriate dal popolo i mezzi di produzione agli industriali, motore centrale del Capitalismo Imperialista per la modernizzazione della produzione e futuro modernizzato.

La metamorfosi.

In quel disordine emergerà a fatica una nuova rivoluzione di stampo proletaria  che prenderà le sembianze del socialismo sovietico e che darà alla luce, un nuovo soggetto politico senza l’ausilio del danaro,  un nuovo modello che verrà contrastato  per più di 70 anni dagli eserciti europei, angloamericani e con l’ausilio  di tutti gli eserciti appartenenti alla ALLEANZA che oggi chiamiamo NATO. Con la Rivoluzione Comunista, la Borghesia cosmopolita scopre esserci a sinistra dei loro parlamenti una compagine rivoluzionaria con le carte in regola capace di amministrare i beni industriali e distribuzione dei prodotti senza il loro consenso monetario.

Con la conquista della Russia, il Capitalismo cosmopolita sperava di governare un così vasto impero  infettandolo col  principio della Proprietà Privata a conduzione Capitale sancendolo come “principio universale”.
Tale ideologia dovette fare i conti con dei  rivoltosi poveri e sovietizzati e socialisti, e poichè per secoli non conobbero l’uso della moneta alla base delle unità di scambio, non capivano il senso parlamentare dei quei privatisti che volevano tutte per se le cose altri .

Cosa centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo questo Blog, FiloRossoArt vi porterà a ricostruire la storia negata all’Europa moderna presentandovela sotto una nuova veste rivoluzionaria: l’Arte e politica.
Chi è libero e senza pregiudizi ci segua perchè qui scoperchieremo i più noti  sepolcri imbiancati trovandoli vuoti d’Arte ma pieni di soldi.


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(DADA)

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Processo 3 : Imputati Dada alzatevi.

San  Nicola II Romanov (detto ZAR)
Iconoclasta ortodossa
(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

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Oggi, a distanza di un trentennio dalla caduta dell’URSS, grazie alla straordinaria ripresa politico/economica della Nuova Russia, risorta sotto forma di Federazione e supportata dal riassetto e ammoderna-mento della Difesa (Armata Rossa e l’Esercito Nazionale di Russia insieme); la Chiesa Ortodossa d’Oriente è stata riconosciuta ufficialmente: “Religione di Stato” da Putin. Tale ordine religioso fu già dichiarato ufficialmente religione di stato da quel “diavoletto” di Stalin durante la seconda guerra mondiale dopo aver sconfitto nell’Armata Rossa lo strapotere militare ancora saldo nelle mani degli ebrei trotzkisti incapaci. 

Foto: Zar Nicola II° Romanov Santificato.

Ma il controllo politico e totale sul’URSS da parte dell’ebraismo cosmopolita ,    fu sancito dopo l’esplosione delle due Bombe Atomiche in Giappone, mandando Eisenhower, Stalin agli arresti domiciliari (non uscirà mai più vivo dalla sua dacia fino alla morte per avvelenamento)  e l’Armata Rossa, fu rinchiusa nelle caserme rimettendo  in  sella al comando dell’URSS gli Ebrei sotto il vigile comando del micidiale Berija (Capo KGB), il quale, fece arrestare tutta la compagine comunista presente nel governo per sostituirla coi suoi “compagni di fede ” . Fu ancora una volta  un bel Colpo di Stato con la benedizione americana come nel 17. La colpa storica di quegli arresti fu attribuita, come sempre a  Stalin,  definendo noi occidentali quelle nostre riforme subdole, le purghe staliniane “. 

Piove? “Colpa di Stalin”; Nevica? “Colpa di Stalin”; Manca l’acqua? “Colpa di Stalin”; Deragliamento? “Colpa di Stalin”; Muore il Patriarca, “Colpa di Stalin”; muore il Papa  Cristiano? “Colpa di Stalin”; Muore Stalin? “Colpa di Stalin”  ecc ecc Da quel momento qualsiasi cosa di negativo succedesse in URSS fu sempre: “Colpa di Stalin” . (propaganda Cosmopolita).

Dopo la condanna a morte di Giuseppe Stalin,  ad opera di Berija, (avvelenamento socrastico) qualche mese dopo il nuovo segretario del PCUS: Nikita Crusciov, maresciallo dell’Armata Rossa,  farà fucilare Berija per alto tradimento e arrestare i sette golpisti beriani che verranno a sua volta trasferiti in Siberia, mentre la figlia di Stalin scappò in America… come mai? I comunisti sttalinisti verranno liberati e rimessi nei rispettivi uffici di comando, conclamando nuovamente la Chiesa Ortodossa: Religione di Stato.

Per ritorsione ai suoi agenti fucilati e arrestati, la Nato, qualche mese dopo in Europa  inscenerà la prima “rivoluzione colorata”  del dopoguerra in Ungheria ad opera dell’agenzia pubblicitaria americana  “Casa delle Libertà” (Cia: Freedon Hause ), organizzazione spionistica cosmopolita che rivedremo in scena e baldanzosa   in modo permanente dopo la caduta del Muro di Berlino  rompendo le scatole a mezzo mondo.  La rivoluzione politica e anticomunista della “Casa delle Libertà” in Italia, vedrà la sua ascesa rapida con Berlusconi grazie ai finanziamenti illeciti legalizzati sotto forma di pacchetti Pubblicitari televisivi: (P2- Propaganda due, “Pubblicità”). A elargire i pacchetti pubblicitari è sempre la nota “Freedon Hause ” finanziatrice di tutte le rivoluzioni colorate con l’ausilio finale della televisione imbonitrice sequestrate.  

Di quella rivoluzione ungherese non se ne fece nulla, i carri armati sovietici restaurarono  l’Ungheria sotto l’ordine di “prigionieri di guerra”, patto  sancito a Yalta 1945. Perché gli americani non intervennero pesantemente? Seppero che c’era in produzione  la più potente bomba atomica mai registrata al mondo. la cosa che li scoraggiò è che era  avio trasportabile. La super bomba  in questione sarà la micidiale “ZAR”, la sua onda d’urto fece quattro volte il giro del mondo spostando di due gradi l’asse terrestre.

In quel clima postbellico (guerra fredda) passano gli anni dandosi i colpi nascosti e si entra nel peggiore dei colpi per i Russi che decreta la sconfitta dell’Armata Rossa nel 1986 Cernobyl. La Chiesa Ortodossa  dovette fare i conti anche con le ingerenze fastidiose della Chiesa Cattolica Romana (Polonia/Solidarnosc). Lo sforzo della rinascita (o resurrezione) della Russia, è una storia infinita censurata in europa, dove alla giuda della nuova Russia e Armata Rossa, ci saranno si,  uomini responsabili, ma anche di ferro; uomini di forte fede Ortodossa che prepareranno il Tranello del Golfo in Iraq.

Le battaglie post 91 irakena, e quelle  in corso oggi, evidenziano la direzione politico militare Ortodossa. Al Vertice della politica della Russia moderna in espansione i comandi militari risorti vogliono indietro tutto ciò di cui sono stati derubati illegalmente con l’uso della forza e inganno.

Tra tutte le rivoluzioni di ammodernamento militari e sociali di questi ultimi 30 anni, la trasformazione della New Russia, per voce della “Santissima Madre Chiesa di Russia” è stata decretata nella santificazione della famiglia Reale Romanov II°, quale Zar di tutte le russie e nel tradizionale stile bizantino.

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In Arte, per noi occidentali orfani di anima a causa delle Avanguardie filosofiche del 900, perdemmo l’anima durante la nascita della Psiche Freudiana quale materia medica e politico/mediatica o quant’altro se ne faccia uso, che ci ha condotto allo spazialismo, all’astrattismo estetico  modernizzandoci, si, e  ciò ci fa trovare scandaloso il comportamento della Chiesa Ortodossa di Russia in materia d’Arte. Ma  non lo è per la Chiesa Ortodossa stessa che nel santificare la famiglia dello Zar Nicola II° ce la  spiega con logiche teologiche, metafisiche, divinatorie e politiche, argo-mentandole con un linguaggio a noi ritenuto ostile  rispetto al nostro  modello di pensiero e d’arte moderna, pensiero tendente alla aconcettualità effimera che non sa produrre più nulla di concreto,  ma  che rimasti orfani di forme sacre e simulacri, ed avendo ucciso l’anima  delegando la sua in funzione alla  Psiche, siamo diventati feticisti e adoratoli di “roba” commerciale con valore dettato dalle “Leggi  di Mercato”.
Quando si accennano le “leggi del Mercato” quale governatore assoluto di tutte le transazioni umane, la Democrazia si trasforma – per sua logica – in Mercatocrazia. ovvero, un amministrazione politica e umano diretta dai Mercanti.
Sapendo che il Dio dei Mercanti è Ermes ( il dio ladro), i suoi sacerdoti sono coloro che chiamiamo Mercanti, ed essi  sono devoti ai furti,  truffe, gabelle più o meno legalizzate, divenendo queste il motore ‘inquinante” delle società capitalistiche  bancarie di oggi.

Come asserivano i dadaisti di inizio  secolo ; Noi siamo l’Anti Arte” vantandosene, si deduce che le forme di oggi, loro creature, cosa sono diventate in realtà? Cose? Roba? Mode? Maniere o Arte? Se mai fossero veramente Arte, quella Ortodossa di oggi  siede sulla scranna lasciata libera dai dadaisti diventando quella ortodossa, la moderna “Anti/Arte” all’avanguardia, in quanto, l’immagine iconoclasta riprende il posto nella “non più Immagine dadaista”.

LA PAROLA

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Che i dadaisti fossero una compagine ebrea è notoria, e che, per entrare nel gruppo bisognava fare domanda,  questo era meno noto, ma, se non si era fratelli di fede , la domanda veniva respinta. Punto.
Possiamo dedurre che, il dadaismo è un’arte circoscritta ad una sola etnia e quindi , per ragioni religiose non potendo essi produrre –  come i mussulmani monoteisti- immagini che raffigurano similmente corpi umani o animali animati (anima), la loro arte si distingue come espressione “tipografica.”  Gli ebrei ortodossi, come i mussulmani integralisti, non sono di cultura occidentale ma mediorientale, quindi, per loro  in arte, è permesso raffigurare solamente la “parola“, qualche omaggio floreale e geometrie.

Da qui è possibili capire il loro comportamento soggettivo, ricreativo, di pensiero, e il culto per certe opere, in quanto, sono espressioni formali ed estetiche della parola (vedi poesia e filosofia) usate abusivamente per far passare in codice i messaggi criptati per le Avanguardie o per il controllo e orientamenti delle masse. La funzione della loro arte diventa azione eversiva o squisitamente tipografica in quanto è basata sulla sola PAROLA.

Mentre il dadaista Duchamp parlava di ” arte retinica”, oggi possiamo catalogare i suoi giochi di parole, Arte fonetica p tipografica. Ciò non vale per i redymade in quanto oggetti sotto il controllo politico militare, quindi “cimeli di guerra”  ( più avanti analizzeremo le sue opere piene di sorprese)

Invece, l’immagine iconoclasta dei Cristiani Ortodossi, come quelle classiche religiose dei Cristiani Romani, rientrano in un altro filone d’Arte e che nulla hanno a che vedere o confrontarsi con l’Arte Mediorientale della Parola Scritta. Infatti, l’arte imbrogliona mercanteggiante, fonda la sua ricchezza e successo  sull’astuzia ingannevole utilizzando l’arte del “raggiro”componendo con le parole quella retorica squisitamente contorta e truffaldina “. Vedi l’arte concettuale di Marcel Duchamp (ebreo giacobino) e associati Avanguardisti Concettuali come i pittori, i poeti, i letterati tutti legati a quel filo rosso che li dirigeva dall’Arca.

L’arte Figurativa ferita, che l’Arte Moderna voleva assolutamente morta per sempre,  Oggi può liberarsi dall’abbraccio mortale dei confabulatori dialettici tornado a dipingere quello che gli pare dando il valore all’opera in se, non la determina il Battitore d’Asta in quanto “tutto è Arte e tutto non è arte” come diceva il buon Lucio Fontana scoraggiato.

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Foto 1:   I Martiri Romanov: “La Madre e le vergini ” Sullo sfondo le immagini sacre

Hunt for missing Romanov treasures

Foto n. 2:  Il Patibolo ” La stanza del Martirio” priva di Icone e arredi

i trucidati Romanov

Foto 3: La “Sacra Famiglia” santificata nella logica estetica modernizzata occidentale


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Lee Miller: il Quartiere Generale

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Occhio di Horus in Lee Miller.

Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare innamorati,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare ai cavalli,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno amare la Storia.

Nei Grand’ Hotel d’Egitto
Su morbidi cuscini nuziali
Sono rime ascese ai padri
Ad indicare sulla lingua di Nilo,
l’occhio nudo di Horus, occhio
femminile che deve indicare qual è
il palazzo Centrale da dove Seth
Trama tra le mura dell’antica Sirio,
Costellazione in terra e non in cielo,
Porta d’Oriente della Mano Nera
Sigillo di morte dell’anarchia,
mano armata contro i RE d’Europa.

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La falsa Ombra.
In questa città non esistono Piramidi. L’effetto ombra fu un trucco ad Arte di Lee Miller indicante il punto preciso del Quartiere Generale eversivo degli attentatori “Ammazza Reali”. Per scovare il covo sposò – segnalatole dalla Stein – il ricco industriale egiziano Aziz Eloui Bey, direttore generale del ministero delle Ferrovie, del Telegrafo e dei Telefoni. Lo seguì in Egitto asservendolo. Finito il suo compito militare divorziò portando a casa il trofeo ambito sotto forma di fotografia manipolata, superando, tra le migliaia fotografie, la terribile censura e dogana egizia.

Foto 1: Oggetto per autoipnosi di Man Ray con affisso l’occhio di Lee Miller.(occhio di Horus)
Foto 2 : Reporter Lee Miller, agente, fotografa e informatrice cosmopolita.

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La ricerca continua…


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Lee Miller

La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC

TINA MODOTTI

Tina Modotti è una immagine di donna politico/artistica (fotografa) da inserire nel misterioso mondo delle Matriaoske (Matriarche), spie e controspie politiche sovietiche di alto livello che hanno svolto il loro servizio militare e militante per conto dei due blocchi imperiali che hanno saputo modernizzare con la forza e violenza il nuovo mondo industriale.  Il teatro della sua  scena sarà il Mexico postmoderno negli anni che seguono la Rivoluzione Messicana del 1910/1913  di stampo anarco/socialista capitanata da una serie di eroi rivoiluzionari come: Pancio Villa, Emiliano Zapata, Pascual Orozco, Oscar Braniff Ricard e Peppino Garibaldi (omonimo), e la teosofica americana Annie Besant, ispiratrice e ideologa dei quadri animatori del fermento politico, fortemente contrastato dagli Usa e che durerà nei suoi alti e bassi quasi un secolo. Anche quella rivoluzione vedrà i suoi cospiratori, finanziatori dell’arte collezionista, i maggiori capitani d’indutria mexicana del cotone.

Tina Modotti sarà richiamata piu avanti quando verrà analizzato il comportamento politico di Lev Davidovič Bronštejn detto Lev Trotsky o Leon Trotsky, inquetante personaggio che si muoverà tramando a  livello internazionale anche nel mondo dell’Arte.

Buona lettura

S Nella rinascimentale sede di Palazzo Bisaccioni di Jesi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi propone dal 13 aprile all’1 settembre 2019 la mostra Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria. L’esposizione intende celebrare una delle più grandi fotografe del Novecento raccontando la sua vicenda biografica ed artistica. Saranno sessanta le fotografie provenienti dalla Galerie Bilderwel di Berlino, attraverso […]

autrice del testo, Link:
La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC


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M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”


Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi (antenna?). A differenza di quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare, parlare un cabina, tramando d’Arte e altro per aria.

 

Parigi 

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Cenni storici

L’Esposizione di Parigi del 1900 è una delle ultime a rispettare il significato letterale di universale. In effetti le mostre che conosciamo dagli anni ’20 non hanno nulla di universale perché tutte sono tematiche. Alla Mostra del 1900 furono discussi tutti i temi e tutte le nazioni potevano essere rappresentate. Riteniamo che questa mostra sia stata l’evento festivo e commerciale più importante nella storia dell’umanità. Commerciale perché è stato presentato tutto il genio creativo dell’uomo che era industriale o artistico. Festa perché per le popolazioni le mostre rappresentavano soprattutto luoghi di ricreazione, scoperte insolite e meraviglie.L’esposizione di Parigi del 1900 era di 113 ettari intramurali e 110 ettari nel Bois de Vincennes. 76.000 espositori hanno presentato le loro creazioni e oltre 156.000 persone hanno lavorato lì. Durante i 212 giorni di apertura, 52 milioni di visitatori hanno pressato (popolazione della Francia nel 1900 = 38 milioni).Ecco i motivi che ci hanno motivato ad esplorare in dettaglio questo evento tanto pubblicizzato ma così poco conosciuto.

In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu costruita la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.

In seguito furono costruite moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.

La prima ruota panoramica nasce a Chicago nel 1893 e fu progettata dall’ingegnere americano George Washington Ferris, da cui il nome “Ferris wheel” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Venne demolita nel 1906.

Nel 1905 fu costruita a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone, e fu demolita nel 1907.

la Great Wheel di londra

Nel 1896 fu costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Fu progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di poter ammirare il panorama della capitale austroungarica.

Vienna

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La più alta ruota panoramica è attualmente la Singapore Flyer, completata in febbraio del 2008, che raggiunge i 165 metri. È destinata però a perdere presto questo primato, in quanto sono in costruzione tre ruote più alte: una di 208 metri a Pechino, una di 175 metri a Berlino e una di 185 metri a Dubai.

SingaporeSingapore Flyer #2

 


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M. Ray – M. Duchamp: Stallo?

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

La Topologia: sostantivo femminile, nella lingua italiana ha assunto due significati precisi e diversi;
  1. Lo studio del paesaggio dal punto di vista morfologico.
  2. In linguistica, lo studio relativo alla collocazione delle parole nella frase.

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

I due inseparabili amici Marcel Duchamp e Man Ray avevano ben presente il significato della tale parola, specializzandosi separatamente, ma in simbiosi, sulle loro opere artistiche senza mai confrontarsi. Man Ray non farà quasi mai uso della parola in Arte se non in casi eccezionali o casuali, mentre Marcel Duchamp , passerà tutto il tempo della breve vita artistica a giocare con le parole. I ready made, sono puri giochi linguistici per la creazione di Rebus criptati.

Quando un buon giocatore a scacchi come Duchamp decide di apprestare la sua mossa per indurre l’avversario alla risposta, come un qualsiasi giocatore, egli presenta all’avversario una “mossa enigmatica” nel senso che, dietro quella mossa egli sta preparando uno schema di mosse successive obbligatorie che indurranno l’avversario a muovere i pezzi degli scacchi, obbligandolo a una “mossa riparatrice” obbligandogli percorsi indesiderati facendolo “ballare”.

A quel punto non sono i pezzi della scacchiera avversaria sotto scacco, ma lo sfidante. La “mossa enigmatica ” è la mossa risolutrice dirà Duchamp che annoverando tanta esperienza formulerà: “negli scacchi ci sono mosse invisibili.”

Ma , anche il miglior giocatore di scacchi ha dei momenti in cui subisce la strategia avversaria. Una volta che il campione se ne accorge, e riconosce tra gli “schemi” memorizzati la partita che vorrebbe condurre l’avversario, parte un contro schema già collaudato, Altrimenti passa lunghi momenti di silenzio e riflessione provando partite su partite fino a trovare la mossa decisiva che era a lui invisibile. Scatta l’offensiva.

E’ il caso del Grande Vetro di Duchamp o il mistero di Isidoro Ducass, due opere Enigmatiche dove la topologia linguistica prende forma sotto forma di immagini. La prima di M. Duchamp è una visione aerea del grande vetro rimasto abbandonato nell’appartamento di New York mentre era in trasferta per Servizio in Argentina; l’altra, di Man Ray, è la ricostruzione di un passo del “peota invisibile” Lautréamont datogli in concessione a Man Ray in quanto lamentava a se stesso una scarsa produzione artistica di elevata concettualità.

A parte le due fotografie come supporto cartaceo delle due idee geniali, possiamo cominciare a parlare di livello superiore d’Arte, talmente superiore che i due artisti sono stati interdetti dalla comprensione dal loro lavoro fissandosi nelle loro mente la meditazione di una mossa invisibile senza speranza per una partita a scacchi senza fine.

I due srtisti sanno che le due opere sono legate tra loro da un “filo invisibile” comune non capacitandosi una soluzione che tarderà a venire.

Passeranno quasi 50 anni da quegli scatti fotografici morendo ambedue senza venire a capo della soluzione. Intanto sto meditando sulla “partita senza fine” per ambedue, perché il loro silenzio considerato una mossa sotto “Stallo” in realtà evidenzia lo Scacco Matto subìto se si conosce il volere dell’Arte.

 

L’Enigma associato indivisibile

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Foto Man Ray: coltivazione polvere – Duchamp                    Foto Man Ray: Mistero di Isidore Ducasse.

 

 

Man Ray: Foto, Cartografia e Matrioske

Arte e Matrioske.

Le immagini artistiche di Man Ray, quelle d’Arte rivolte all’Arte e  scattate per l’Arte sono pochissime anche se, dobbiamo ammettere che, senza l’operato fotografico di Man Ray, sarebbe impossibile avere oggi un quadro ampio sulle Avanguardie e dei loro lavori andati dispersi durante i conflitti bellici, come anche i reportage sugli incontri , le convivenze e gli amori tra gli artisti.

Come già detto, le sue immagini veramente artistiche sono quelle commisionategli da M.D. e che restano enigmatiche anche per se stesso in quanto, essendo supporter ed amico di Marcel Duchamp, Man Ray, non aveva una cultura metafisica in Arte, specie sul sapere enigmatico dell’Alchimia, lezioni che prenderà in seguito con l’amico M.Duchamp.
Man Ray, in questo settore si è sempre mosso in modo impacciato e non faceva domande perché è buona regola per chi lavora nei Servizi di non fare mai domande ad un proprio collega. Nei Servizi, il punto interrogativo è severamente vietato, ciò è uno regola militare alla quale attenersi. Una domanda in più o fuori luogo, e si era tacciati di controspionaggio. Quindi, il sacro ermetismo nell’arte delle Avanguardie, era semplicemente una regola del silenzio imposta dai Servizi. Se depistare, depistare e depistare sempre è il dovere dell’avanguardista, ricostruire il processo avvenuto nell’Arte nei primi del novecento è cosa difficile e merita molta attenzione.

Oggi, spiegare di Man Ray le immagini enigmatiche che lo resero famoso, supererebbe la sua stessa aspettativa. L’archivio immenso fotografico di Man Ray, furono scatti di “Servizio” in quanto, essendo responsabile americano in Europa per conto della Moda (diceva lui), ma da come si sono avvicinate e mosse e assunte certe modelle e pedine femminili a lui legate, evidenzia del Maestro, un impegno politico/militare per conto degli Americani e Massoneria.

Mettendo momentaneamente in disparte il suo operato militare, l’impegno civile e artistico di Man Ray pare sia stato eccellente. Dedico alla Moda, e messi a fuoco i suoi spostamenti e frequentazioni, il suo, fu un Servizio eccellente su “modi e maniera” di vivere dei francese. In tal modo M.R. aggiornava le centrali operative americane sull’andamento dell’Europa da manipolare in seguito. L’America nutriva per noi progetti di vita e di trasformazione alla maniera americane e quindi, modelli industriali nuovi in grado di trasformare gli ambienti urbani europei per l’arrivo industriale dei “beni di consumo di massa“. Arrivava il Consumismo.

Ora, visto che dopo la prima guerra mondiale lìAmerica è l’unico stato che si è arricchito con le munizioni, impoverendo tutti gli stati coinvolti in quella guerra, all’Alleanza che non aveva ancora una aviazione d’alta quota e le ottiche capaci di fare rilevamenti minuziosi, gli abbisognava molti fotografi, incisori minuziosi e cartografi per mappare i terreni e città di tutti gli stati debitori sotto il suo controllo e le cartine venivano spedite alla ” The American Geographical Society Library” dentro i bauli diplomatici mai aperti dalla Finanza appartenenti delle super collezioniste d’arte:  le Sorelle Cone. Ogni squadra d’arte doveva dare il proprio contributo. Per l’occasione vennero in Francia centinaia e centinaia di americani disegnatori e pittori a prendere lezione “d’arte Moderna” dai Maestri francesi che vantavano primati d’aste nel mondo (tipo Matisse e Picasso e soci).

L’Europa non era adeguata a tale trasformazione industriale, troppo piccola e ristretta. Come Nerone per Roma da modernizzare, l’Europa andava distrutta, abbattuta e ricostruita secondo i nuovi canoni industriali per far circolare meglio i nuovi mezzi di trasporto pubblici, le automobili private e camion  in arrivo alle industrie europee. I motori avrebbero preso il posto di carrozze e cavalli. Il monopolio sarebbe stato il carburante, il terziario del trasporto: ponti, strade, porti e gallerie, verranno lasciati alla libera interpretazione degli stati ma da attenersi alle normative urbane internazionali redatte dalle capitali americane super collaudate. Tale progetto si rivelerà per noi europei un disastro umano: due grandi guerre fratricide e massacri infernali.

La sfida alla Russia da convertire al consumismo e capitalismo, doveva essere diretta da  agenti americano/russo, persone che parlassero la lingua russa, capace di contattare e adunare i rifugiati politici russi e motivarli, uomini e donne da usare per contattare i fratelli ebrei al di là  della impenetrabile frontiere russe.  Quel maledetto 1917 sfascista in Europa, sfasciò le finanze di molti stati, gli animi, il lavoro, e milioni di ragazze e donne rimaste senza mariti, madri senza più figli, orfani di padri, tutto ciò  si rivelò un disastro umano di proprozioni immani; poi ci si era messo per la seconda volta, il fallimento di conquista della Russia che diventava Comunista, quindi gli approvigionamenti della ricostruzione europea sarebbero stati tutti a carico dell’America, la piu ricca di risorse e mezzi.

Uno di questi agenti organizzatori di reduci di seconda ondata dalla Russia monarcha e anticomunisti,  fu Man Ray, colui che conoscendo l’arte della cartografia, fotografia e delle “Matrioske”,  l’applicherà alle sue squadre parigine e spagnole nella creazione della sua Avanguardia Surrealista e Dadaista, basi del nuovo servizio segreto camuffato nell’Arte per relazioni diplomatiche pericolose.

 

SCACCO ALLE AL-FIERE

 

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Tutte RUSSE E “sorelle” DI FEDE ecc. ecc. ecc.

 


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                     SCACCO ALLA ANCELLA

 

Chi era la stampatrice ufficiale delle mappe?

 

 

 

Foto Man Ray: Meret Oppenheim al torchio

 

l’Architetto Man Ray aveva lavorato con passione e imparato il mestiere in una ditta di cartografia…  se lo ricordo bene, solo poi divenne fotografo a 24 anni frequentando la scuola anarchica spagnola di New York.

 

la ricerca contunua


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Man Ray: La Scena.

LA SCENA

Narra di Man Ray il Prof. Artur Swartz:

...  Alcuni anni dopo in California Man Ray fu attratto da un altra configurazione casuale. Aveva appena ricevuto un pacco; impaziente di vedere il contenuto, strappo via lo spago lo gettava sul pavimento. Quando rivolse gli occhi in basso il disegno casuale formato dai pezzi di spago si rivelò più interessante per lui del contenuto del pacco stesso. In questo caso non poteva conservare quella configurazione incollando lo spago al pavimento, cosicché fissa immediatamente la “scena” fotografandola. La foto è “Abbastanza corda” 1944 , fotografia solarizzata.

Una scena è la più piccola unità narrativa che abbia una propria autonomia all’interno di una sceneggiatura più ampia o un evento ordinario. Scena è lo spazio che un immagine memorizzata occupa in un evento statico o dinamico indipendentemente sia costruita su un set televisivo, cinematografico o teatrale. Scena è un ambiente circoscritto al campo visivo che la memoria riesce a contenere dentro un area prestabilita: quadro, riquadro o inquadratura.

La fissazione scenica genera un tatto metafisico nell’area della meditazione o riflessione sospendendo il tempo, riducendolo “attimo” senza sequenze conseguenziali. Tale attimo, fissatosi nella mente, affiora nella mente sviluppato dentro una placca mnemonica più solida di altre per poterla richiamare senza esserne aggrediti. La fissazione (o trauma) è l’affiorare in modo imprevedibile di un attimo fulgente. Cio permette all’analista  una messa a fuoco logica sul nesso contenuto.
La Macchina fotografica si comporta nello stesso modo, impressiona l’attimo di una sequenza di vita quotidiana impressionata su un supporto chimico o elettronoico l’attimo grazie a ottiche lettrici di ciò che la luce esternamente illumina.

Per Ray la Luce è luce, la storia è storia, la posa è posa e la scena è scena. Ma quanti sono i Ray nel mondo? Be’ sono tanti quante le macchine fotografiche prodotte e in circolazione. L’industria missi gli occhi sopra questa invenzione pensò bene di divulgarla alla popolazione avviando un circuito di “consumo” e manutenzione tale da essere premiata come una gratificazione ricreativa della società moderna.

Assecondo l’uso o impiego cui è destinata la singola macchina fotografica, questa genera immagini di sequenze di vita che verranno a far parte immediatamente del passato in quanto le nuove ancora da scattare appartengono ancora al futuro.

L’industria fotografica a questo punto genera prodotti intermedi per il grande consumo, preparando un produzione separata per i soli professionisti i quali, descrivendo alle fabbriche costruttrici le loro esigenze, hanno dato modo di sviluppare nuove tecnologie a supporto. Quindi le ottiche professionali sono costruite con ottimi cristalli che ne fanno la qualità d’immagine.

La fotografia se storica seguirà un percorso d’archivio o didattico, se commerciale ne seguirà quello spregiudicato e accattivante del profitto e quello amatoriale finisce negli album tascabili, scatole di scarpe o nei raccoglòitori elettronici dei Personal Computer.

Invece, le fotografie d’Arte finiranno al mercato delle vergini dove sceicchi e mercanti se le aggiudicheranno come trofei di ricchezza al rialzo.

arthur-rimbaud-a-17-anniQuando  Charles Baudelaire (nella foto) s’infuriò all’avvento della macchina fotografica asserendo che, “non sarebbe mai stata in grado di generare Arte”, un fondo di verità ce l’aveva in quanto, il concetto di Arte ai suoi tempi non era stato stravolto dall’uragano modernista delle Avanguardie, ma che, grazie a quella sgridata, il mondo dell’arte tenne lontano l’occhio del Diavolo dal tempio dell’Arte. Ma la petulanza è arte dell’efimero, e piano piano attra-verso la bellezza delle Donne e l’ipnotico corpo nudo, senza far rumore la fotografia s’impose piantastabile nel grande Templio di Arte asserendo di essere immagine anch’ella, bella e illustrativa.

L’immaginifico della Fotografia poteva generarsi in multipli e quindi essere alla portata di tutti, sostituendo immagini iconoclate di Santini ed Eroi, infilandosi come  peccato seducente con tutta la grazia che le donne sanno donare. Da li, eccola spadroneggiare sui videi di tutto il mondo pronta per essere amministrata secondo i suoi fini.


Le-Violon-dIngresLa rivoluzione fotografica concettuale.

Man Ray, capito tutto ciò, fu uno assalta-tore spregiudicato nel diffondere le sue prime “scene” nude scene più moderne delle tradizionali “figurine” della Bella Epoque, scoprendo in Kiki di Montparnasse (la Regina) il corpo moderno attraverso il quale aggiornare il concetto di donna moderna utilizzando quel piccolo trucco aggiuntivo: la “scena vuota” , astratta senza piu fronzoli orientaleggianti, sminuendone la lussuria, risvegliando la curiosità dell’Alta Moda parigina affascinata da quel modo  moderno, cominciando a rivalutare le “svergognate” ballerine Blu Belle elevandole a Modelle di Alta Moda, modelle propositive per Vogue. La visione modernista di Man Ray, Americano a Parigi, poteva eccedere in quel suo modernismo continuo e costante assimilato all’istituto artistico: Francisco Ferrer Social Center sotto l’attenta istruzione dell’insegnante anarco-rivoluzionaria Emma Goldman la quale gli impartì il seguente comandamento:

Abbiamo bisogno di Uomini capaci di svilupparsi incessantemente …, di rinnovarsi; di uomini la cui indipendenza intellettuale sarà la loro massima forza, …, di uomini che aspirino a vivere in una vita una molteplicità di vite.”

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Alice Prin, soprannominata Kiki de Montparnasse, fu la prima Musa di Man Ray per la quale perderà la testa.

Arrivato a Parigi, Man Ray metterà in “scena” il suo piano: creare una squadra di fotografe/modelle capaci con la propria personalità e bellezza fisica di deviare i concetti d’Arte nell’immagine, nel portamento, nella posa, donne disinibite  pronte a posare su fondi scenici museali  per foto “artistiche” rapprentanti non più gli attimi fulgenti barocchi, ma icone statiche fortemente esensuali e composte, prive di attrazioni pornografiche spicciole o da cassetta. Finiva la Belle Epoque iniziava per la fotografia: l’Era Moderna reale.

 

Chi è KIKI?
(vedi Link)   KIKI de Montparnasse


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Man Ray: “Escuela Moderna”

Le segrete origini politiche di Man Ray.

Come asserisce la Bibliografia di Man Ray redatta del prof. Arturo Swart, il quale scrive che, Man Ray ancora studente di architettura a New York, per sopravvivere accettava ogni opportunità di lavoro che gli si presentava. Trovò i primi impieghi come disegnatore e poi come  impagintore presso piccole riviste varie, o, come disegnatore tecnico; infine si appassionò illustratore presso una una casa editrice di piantine geografiche, come premessa, posso accettarla anche se… approfondendo…

Affascinato dall’illustrazione come mezzo di comunicazione, frequentò presso gli Istituti serali i corsi artistici uscendone sempre insoddisfatto. Aveva voglia di qualcosa che soddisfasse la sua bramosia di sapere, ma non accademica, qualcosa di più, di diverso, qualcosa affine al suo sentirsi  diverso. In America, in quegli anni, venire in possesso di una invenzione (copy) era la garanzia di successo sociale ed economica. Man Ray Vagò fino a quando identificò presso l’istituto artistico serale “Francisco Ferrer Social Center“ il luogo giusto, ideale, dallo spirito appagante le proprie aspirazioni, sentendo avvolgenti gli insegnanti e in particolare modo Emma Goldman e Alexsander Berkman (due cognomi ebrei), insegnanti affini al suo mondo immaginario e di appartenenza libertaria asserirà Man Ray: “Era come quando andavo a scuola da bambino, quando tutti mi dicevano quello che devo fare. Io invece volevo già fare ciò che uno non dovrebbe fare“ Li, invece, si poteva fare.
Le scuole in genere si differenziano tra loro per lo spirito di condotta degli insegnanti. Man Ray era arrivato nel luogo giusto al momento giusto? Tra gli insegnati spiccavano altri nomi che diverranno importanti come: Will Durant (ancora studente di filosofia), o come i pittori George Bellows e Robert Enri.

Due parole su questa scuola devono essere spese per capire le scelte sulle adesioni politiche future di Man Ray in Europa, sia presso i Surrealisti, gli anarchici e gli spagnoli “rivoluzionri”.


Francisco Ferrer è il fondatore della omonima scuola alla quale darà nome e lustro all’Istituto frequentato da Man Ray, all’anagrafe è Francisco Ferrer Guardì. (nato ad Alella il 10 gennaio 1859 – deceduto a Barcellona il 13 ottobre 1909), ed è stato un anarchico, pedagogista, massone e libero pensatore spagnolo.

tratto da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Francisco_Ferrer_Guardia

“Fu un seguace del capo repubblicano Manuel Ruiz Zorilla, ma il suo impegno politico gli procurò ben presto dei problemi perché perse il posto di lavoro per aver aiutato dei rifugiati politici a nascondersi. Inoltre nel 1885 fu esiliato a Parigi con la moglie Teresa Sanarti e i quattro figli perché implicato nell’insurrezione di Santa Coloma de Farners. Ben presto però intervenne una crisi familiare dovuta sia all’educazione religiosa che la moglie impartiva ai figli in contrasto con le idee libertarie di Ferrer, sia alla prematura morte di due dei bambini. La crisi sfociò in modo violento con una revolverata della moglie a Ferrer per costringerlo a fargli dire dove si trovavano gli altri due bambini superstiti e finalmente divorziarono nel 1899. Ferrer si risposò poco dopo, con una facoltosa insegnante parigina.”

Francisco Ferrer , insurrezionalista, è stato incarcerato e liberato più volte anche quella volta che fu accusato dell’attentato ai sovrani. E a proposito di Manuel Ruiz Zorilla capo insurrezionalista spagnolo, la sua affinità ci porta ad un altro Ruiz di fama internazionale: lo spagnolo Pablo Ruiz y Picasso. Da qui è possibile capire perchè Picasso volle sopprimere il cognome paterno Ruiz e defilarsela a Parigi,  allontanando in questo modo da se, i sospetti di collusione politica con i repubblicani di “Ruiz Zorilla” che poi insceneranno la feroce Guerra Civile di Spagna. Era un parente?


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La “Escuela moderna “ di Fancisco Ferrer
fu fondata per insegnare i valori sociali radicali; ebbe molte filiali in Europa di cui una anche a New York dove Man Ray fu educato a tale pensiero ed azione.
La “Escuela Moderna” ebbe il meritato successo per simpatia e adesione di giovani “allievi” tale da fondare diverse succursali in giro per l’Europa (Italia compresa). Fu infine condannato a morte.

Ferrer fu arrestato il 31 agosto 1909 con l’accusa di essere il fomentatore della rivolta contro la Guradia Civil. Sottoposto ad un processo farsa da parte del tribunale militare, venne condannato a morte con prove artefatte e fucilato a Barcellona, il 13 ottobre 1909 nella fortezza di Montjuich.
Francisco Ferrer Guardi diventerà un mito presso i gruppi anarchici di tutto il mondo. S’inscenarono cortei di protesta e petizione, ma a nulla valse salvarlo dalla pena capitale. Gli verranno dedicate Targhe, Piazze e Strade.

Ora, da queste poche informazioni è possibile imbastire molte deduzioni che porteranno l’avvicinamento di Man Ray a Pablo Picasso, ai Surrealisti spagnoli defilandosela invece dalla Guerra Civile di Spagna seguendola da Parigi.

Su Emma Goldman e Alexsander Berkman non ci sono parole per descrivere il loro impegno politico avventuroso diventando i due simboli anarco/rivoluzionari per eccellenza, special modo per Emma che in America è stata la madre fondatrice dell’Anarchia americana.


Emma Goldman: https://en.wikipedia.org/wiki/Emma_Goldman

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…nasce in una famiglia ebrea ortodossa a Kovno nell’Impero russo, che oggi conosciuta come Kaunas in Lituania. Subirà dal padre ortodosso pesanti punizioni corporee per richiamarla alla disciplina, invano. Dopo vicissitudine rocambolesche e fallimentari del padre, riuscirà a sbarcare in America dove l’aspetterà una vita dura e difficile. Ma per quel suo spirito combattivo e indomite, diventerà una grande organizzatrice di scioperi e comizi dove la sua voce si affermerà tra i lavoratori spingendoli verso l’anarchia. Organizzo anche un attentato fisico ai danni di un imprenditore, asserendo pubblicamente:

Nel suo primo giorno in città, Goldman ha incontrato due uomini che hanno cambiato la sua vita. Al Sachs’s Café, un luogo di ritrovo per i radicali, fu presentata ad Alexander Berkman, un anarchico che la invitò a un discorso pubblico quella sera. Andarono ad ascoltare Johann Most, direttore di una pubblicazione radicale chiamata Freiheit e sostenitrice della “propaganda dell’azione“, l’uso della violenza per istigare al cambiamento. Rimase impressionata dalla sua ardente orazione e la maggior parte la prese sotto la sua ala, addestrandola nei modi di parlare in pubblico. La incoraggiò energicamente, dicendole che avrebbe “preso il mio posto quando me ne sarò andato”.

Lei e lo scrittore anarchico Alexander Berkman, il suo amante e amico di lunga data, progettarono di assassinare l’industriale e finanziere Henry Clay Frick come un atto di propaganda dell’azione. Frick sopravvisse all’attentato nel 1892 e Berkman fu condannato a 22 anni di carcere. Goldman fu imprigionata più volte negli anni seguenti, per “incitamento alla rivolta” e distribuzione illegale di informazioni sul controllo delle nascite. Nel 1906, Goldman fondò la rivista anarchica Madre Terra.

Leggere la scheda di Emma su Wikipedia ci si accorge che Man Ray qualche bugia l’ha raccontata, in quanto, le lezioni di Emma Goldman non erano certamente di disegno artistico ma piuttosto di disegno eversivo. Quindi prima di parlare d’Arte andiamoci piano. Magari di Politica mi trova anche d’accordo .. ma d’Arte no!

Che le Scuole e le Università americane fossero, e lo sono tutt’ora, “centri di potere eversivi ” è arcinoto, quindi, quando il Prof. Artur Swartz, curatore in Italia dell’immagine di Man Ray ci presenta tutta l’Innocenza della “Esquela Moderna” per la creazione di alunni da inserire nel mondo dell’Arte … bhe , un sorrisino beffardo ci scappa.


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Man Ray: CADEAU

ariaroliCadeau, 1921, edizione del 1974,

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Cadeau tradotto in “Dono”, è una famosa icona del surrealismo francese.

E un ferro da stiro dei primi del novecento. Si metteva sulla stufa calda a riscaldare. Una volta bollente, lo si adoperava per stirare i panni. A tale ferro Man Ray aggiunse dei chiodi di rame incollati. A primo acchito l’oggetto perde la sua originaria funzione diventando un Ready Made. Ma tale non fu mai classificato in quanto l’intervento umano apportava  una trasformazione e lo rendeva manu-fatto (fatto a mano), quindi non più oggetto trovato integro che non abbisogna di un intervento artistico esprimendo appieno il concetto sottinteso dall’artista. Dono rientra nella composizione concettuale e quindi scultura.   

“I quattordici chiodi incollati” dichiarerà Man Ray, “sfuggendo alla regola logica di appartenenza, diventa oggetto riflessivo”, quindi psicologico e surreale, L’oggetto o la visione surreale è ciò che diventerà parte della “realtà visiva non più oggettuale” immagine pervenuta da un altro mondo: dall’irreale, dalla fantasia. L’ascesa a tale mondo immaginifico, l’artista ce la ripropone  tra il “surreale” e l’irreale, ma sempre oggettuale resta. L’osservazione sposta lo spettatore all’interno della sua razionalità in cerca di una risposta o un orpello che dia una risposta, oppure sorride nel Surreale Buffo o ironico sarcasmo. 

Man Ray, adulatore del Marchese De Sade, amava trasfondere come sangue trasfuso l’oggetto rendendolo “simile ma non uguale” al suo concetto nervoso, evidenziando dell’oggetto il piacere del sottile dolore che produce (tortura) ma oggetto da diffidare per chi fa uso della sana ragione. La tortura è  Arte prelibata del folle Marchese de Sade e parzialmente godereccia delle sue vittime amanti.
La tortura durante il novecento diverrà una pratica quotidiana del Potere militare contro gli insorti riconoscendo Man Ray in de Sade, il piacere degli oggetti da tortura. De Sade fu un testo letterario in voga tra le Avanguardie del ‘900. Fu infatti rivalutato e riscoperto ad opera del Surrealismo,  dell’Esistenzialismo e della Psicoanalisi. L’interesse di Freud (medico) era direzionato inizialmente sullo studio della “soglia del dolore”, che nelle donne in amore la natura vuole che si elevi rendendole meno sensibili e permettere la copula selvaggia all’uomo garantendo una solida erezione e più guizzante eiaculazione, garantendo copule fecondative. Freud aggiungerà qualcosa di suo diventando per se , l’Eros. sede e principio di ogni malattia mentale.

Quando in Arte la presentazione deve nascondere un messaggio sublimato, la tesi di Man Ray calza perfettamente quanto dice a proposito: “Ci sono oggetti che hanno bisogno di nomi“, essi devono manifestare ciò che evidenziano. In questo caso, cosa, chi e a chi?

Il giorno dell’inaugurazione della sua prima mostra personale a Parigi, Man Ray si concesse un aperitivo con il compositore Erik Satie; al momento di lasciare il bar vide in un negozio di ferramenta gli ingredienti per l’Opera che stava per apprestare,  opera commissionata a facoltosi imprenditori e militari … con l’aiuto concettuale di Erik Satie?

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Indagandolo, il noto pianist – di nascita scozzese –  condusse una vita un po rocambolesca. Massone Rosacrociano dell’Ordine di Scozia, dichiaratosi Anglicano, si convertì al cristianesimo fondando una Chiesa dove lui era l’unico sacerdote e unico fedele. Passerà in Francia il resto della sua avventura artistica (non a caso) a Montmartre.  Che ci faceva quel giorno Erik Satie in compagnia di Man Ray, americano da poco sbarcato in Francia il quale non sapeva mettere insieme una sola frase completa in lingua francese? In quale lingua comunicarono? Visto la provenienza di Erik Satie scozzese, certamente in inglese. Il dibattito che in America nel 1922 l’elettro saldatura (uso di elettricità per unire parti metalliche fra loro ) pur essendo già in uso industriale, segretato metodo di saldatura, era da divulgare alle carpenterie generali e navali in vista della guerra prossima alla Germania del Kaiser. 1914/18. Ciò fa dedurre che questo oggetto/concetto di Man Ray fu indirizzato non tanto al pubblico dell’Arte figurativa, ma a chi Cosmopolita tra il pubblico del Salon de Automne , riconoscesse in quell’oggetto l’esempio di alta carpenteria, e, che l’autore, avesse risolto l’enigma anche tra metalli diversi. Avvicinandosi per informazioni e acquisto dell’oggetto, pagava in modo criptato il contatto la licenza ad uso industriale, e quindi il compratore avrebbe contattato il compositore Erik Satie per le formalità commerciali.

In Arte (al Salon) ciò che determinava le condizioni di acquisto o di licenza, avrebbe coperto l’affare commerciale. Il  prezzo  di acquisto dell’opera lasciava interdetti e smarriti i critici d’arte per tanto interesse intorno ad un oggetto blasfemo.
Si da il caso che, nel pomeriggio stesso l’opera Mode non fu venduta perché “rubata”. Ciò eleverà l’interesse generale tra sorrisini e interessi mondani d’Arte. Mode verrà pubblicato e divulgato come opera sulle riviste d’arte, seguendo il regolare percorso artistico dovuto regolato dalle avanguardie.

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Il primo sistema di saldatura con l’elettricità fu ideato nel 1877 dall’ingegnere americano Elihu Thomson. Consisteva nel serrare le parti da saldare tra due elettrodi di rame riscaldati dal passaggio di una corrente elettrica. Gli elettrodi a loro volta scaldavano i due metalli tra loro al punto da creare un punto di fusione. L’esperimento avveniva sulle cime degli elettrodi di rame e non è un caso che i chiodini saldati sul ferro da stiro sono in rame. Il suggerimento a Man Ray sulla possibilità di realizzo tra i due metalli chi glie lo diede?

Ora, Erik Satie oltre essere un eccentrico pianista bocciato più volte alla sua accademia, riparò per un certo tempo nell’esercito Francese come ufficiale. Intollerante alla disciplina di caserma, si procurò volutamente un  problema polmonare nel cortile stresso della caserma. Subì un principio di congelamento e che per tale infortunio  venne congedato. In Francia una volta che si diventa ufficiali dell’Esercito Nazionale non si è mai esonerati, e si passa ai “Servizi” correlati. Le strade tra i due “artisti” non si separeranno mai più… come mai? Anche Man Ray era un ufficiale in “servizio” permanente.

“Dono”… Perchè Dono?

A A A cercasi imprenditore capace d’intraprendere – su licenza – il metodo rivoluzionario per la realizzazione di carpenteria elettro saldata senza costo aggiuntivo all’acquisto, ma riconosca nel Diritto d’Autore la donazione ai singoli pezzi venduti (Copy). (rendita base di Enry Satie)

I Multipli entreranno ufficialmente nella storia dell’Arte, in quanto quell’lettrosaldatura fu veramente un capolavoro del saper fare arte operaia.

Qualcuno, passando, letto il titolo dell’opera e compresa appieno, sottoscrisse il primo “Dono” iniziale. Quante furono le licenze mondiali alla  produzione di viti, chiodi, perni e carpenterie termosaldate? Quei doni, sommandoli per cinquemila esce il prezzo finale dell’opera d’Arte.

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Multipli di CADEAU di Man Ray , riprodotti e  catalogati dal prof. Artur Swartz (Milano)


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