Lingue d’Italia – introduzione

Dialetti Italiani:

Trovo questo articolo interessante come anche lo sviluppo che ne segue . Quindi lo reblog qui, da me. Per chi ama leggere solo i telegrammi e risposte telegrafiche e basta, farà fatica a seguirlo , ma per chi sa legge e comprendere ciò che si scrive, troverà questo blog divertente e istruttivo.

Complimenti all’autore e buona lettura


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Quanti sono i dialetti (dal greco διάλεκτος, dialektos, letteralmente “per mezzo della parola”, quindi il “parlare”) nel mondo?

A rigor di logica, la risposta dovrebbe essere la seguente: ci sono tante lingue e dialetti quante sono le persone al mondo. La mia non è una boutade provocatoria, ma un’asserzione corretta, da un certo punto di vista.

Infatti, mentre da una parte esiste una  lingua ufficiale per ogni luogo, ogni persona interpreta questa lingua in base al proprio background rendendola unica. Il cosiddetto “lessico famigliare”, descritto da Natalia Levi in un racconto del 1963.

 Il romanzo della Levi (in Ginzburg) descriveva dall’interno la vita quotidiana della propria famiglia, dominata dalla figura del padre Giuseppe. Il libro era la cronaca ironico – affettuosa della famiglia dal 1925 ai primi anni ’50, attraverso abitudini, comportamenti e soprattutto la comunicazione linguistica, da cui derivò il titolo.

Ora, mentre in molte parti del mondo i…

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G. Stein: il Potere della Lingua.

All’ombra delle Piramidi (1/2)

 

G. Stein: “A incominciare in un posto si finisce sempre in un altro.”

Narrava un  giovane egiziano a Parigi a Gertrude Stein…

1913: “C’erano due lingue in Egitto, la lingua corrente e la lingua parlata; poi venne la lingua francese. Tre lingue.
Le due lingue egiziane, per quanto la mia famiglia fosse egiziana fin dall’inizio dei tempi, parlava spesso francese. A poco a poco la due lingue egiziane le spensero del tutto: la madre lingua e l’altra.”

M13: “Spiegati meglio”

1913: “Gli egiziani in passato avevano solo una lingua, vale a dire, nella vita quotidiana tutti usavano soltanto un po’ di quella lingua antica ed era in possesso di chiunque. Ma quando erano innamorati o parlavano ai cavalli o erano commossi o narravano storie, allora parlavano in quella diversa lingua “esaltata e fantasiosa” che adesso è diventata una lingua solamente scritta, e poiché oggi, di questi tempi, gli egiziani non si esaltano più nel parlare e adoperano sempre una lingua quotidiana comune a tutti, noi egiziani siamo finiti col dimenticare la lingua dell’esaltazione diventata buona solo per la scrittura e mai più parlata nelle enfasi d’amore.” Così narrava la spia egiziana al Superiore Francese.

 

M13: È molto interessante”  disse la spia americana al giovane egizio ambedue dal pessimo francese:

M13 Ribatté: “Invece l’inglese ha fatto tutto il contrario. Ha sempre cercato di scrivere come si parla, ed è soltanto da poco che, quella lingua scritta non interessa più a nessuno, e non si può più fare nulla o scrivere come si parlava un tempo, perché non lo fa più nessuno.
Oggi invece, tutti parlano come i giornali, i cinematografi e le radio che insegnano a non parlare la lingua parlata di un tempo perché non è più interessante. E così, a poco a poco, la lingua scritta dice qualcosa, e lo dice in modo diverso dalla vecchia lingua parlata. La nuova lingua scritta ci ha modificati.

Riflette M13: Mi interessava molto quel che dicevo via via che lo esprimevo, ed è molto importante, specie ora; così arriveremo presto a una lingua scritta che è più un inglese a se.

Occhio di Horus

Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare innamorati,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare ai cavalli,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno amare la Storia ecc

Meditava ancora: “A incominciare in un posto si finisce sempre in un altro.”

Vedi l’impresa di Lee Miller in Egitto


un-giovanissimo-james-laughlin-minSei anni dopo, nella primavera/estate del 1934 a fare da chauffeur della Ford, incluso il servizio di cambio gomme a terra, per un giro nella Francia meridionale di Gertrude Stein e della compagna sua Alice B. Toklas, nonché da press agent per un tour di conferenze che la Stein avrebbe dovuto fare negli Stati Uniti, è un diciannovenne spettacolarmente alto, atletico, incredibilmente bello, coltissimo e poliglotta e, soprattutto, ricchissimo di nome James Laughlin (1914-1997). James è di Pittsburg, come Gertrude, ed è uno degli eredi della Jones and Laughlin Steel Company, la quarta acciaieria degli USA fondata dall’omonimo bisnonno di origini irlandesi nel 1824. Da qui il sopranome dinastico di: James Laughlin IV°. Pittsburg: Piramide del Mondo.


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Incontro con Ezra Pound

Poco tempo dopo, il superlativo James, che aveva interrotto gli studi ad Harvard (2° anno di medicina…) per il suo viaggio in Europa, scrisse a Ezra Pound chiedendo se poteva vederlo e, con sua sorpresa, il poeta gli rispose: Visibility High, visibilità alta. Cominciò così quella che Laughlin chiamò l’immatricolazione alla “Ezuniversity” (Università Ezra Pound) , un corso informale e intensivo di sei mesi su letteratura e storia che di solito consisteva in conversazioni o al ristorante dell’Albergo Rapallo di fronte al mare o durante le nuotate nel golfo del Tigullio o nel corso di tirate partite di tennis. James aspirava di diventare poeta e voleva da Pound un parere sulla sua scrittura, ma, alla fine del suo soggiorno, Pound, scettico sulle sue qualità letterarie, lo consigliò «di fare qualcosa di utile» dedicandosi all’editoria più che alla poesia.

James Laughlin IV° quell’incarico accettò svolgendolo col tempo e brillantemente.

Nel 1936, conseguita la laurea in latino e italiano ad Harvard, usò il denaro di famiglia per fondare, a soli 22 anni, la casa editrice New Directions, cominciando a pubblicare (dei fratelli di fede), non solo la Stein e Ezra Pound, ma anche E.E. Cummings, William Carlos Williams, Elizabeth Bishop e Henry Miller. Alla laurea, per la sua start up, come si dice oggi, il padre – come casualmente si menzionò in un’intervista – gli diede 100 mila Dollari pari a 100 anni di stipendio medio alto (nel ’36 il reddito di una famiglia della media borghesia americana era di 2 mila dollari annui).

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Anche James Laughlin IV° da buon giovane “egiziano” costruttore di “piramidi” dirà: «Il mondo è in crisi, e il linguaggio è allo stesso tempo la causa e la cura».

James, “mezzo medico” impegnerà per tutta la vita il suo capitale e altro di guadagnato nel promuovere ad Harward letterati di fede insegnanti, capaci di diffondere il modificato senso delle parole dette, favorendo le scritture della sua scuderia New Directions sostituendo con altri diversi sensi quelli generalmente parlati.

Tra i nomi, solo per citarne alcuni: Tennessee Williams, Randall Jarrell, John Berryman, Karl Shaphiro, Jean Garrigue, John Frederick Nims, Paul Goodman, Eve Merriam, Djuna Barnes.

La lista degli autori di fede nel corso dei decenni successivi si fece davvero impressionante. Fu Laughlin IV° a pubblicare George Oppen, Carl Rakosi, Delmore Schwartz, John Hawkes, Charles Reznikoff, Lawrence Ferlinghetti, Paul Bowles, Robert Creely, Gregory Corso, Gary Snyder, Kenneth Rexton, Denise Levertov, Thomas Merton, Edward Dahlberg e Robert Duncan, ma anche a ristampare Henry James, E.M. Forster, Ronald Firbank, William Faulkner ed Evelyn Waug….

Anche questa è Storia dell’Arte.


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Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu

Chissà perché, diceva Gertrude Stein intellettuale simpaticamente svalvolata: “Si comincia sempre da una parte e si finisce da un altra parte.” Non che sia un male, penso, anzi, spaziare non vuol dire uscire di tema anche se poi, una professoressa liceale come la gentile Mizaar, ha il dovere di rimproverare l’allievo sbadato (io). Perché? Perché mentre le gentile Professoressa ci narrava il Salento durante una trasferta scolastica coi sui allievi, camminando dietro il gruppo dei ragazzi e seguendola come Guida turistica, sono stato catapultato dalla Lombardia in Puglia in una frazione di tempo.
Colpa mia? Si si, colpa mia; ma il viaggio alla scoperta del Salento vi porterà alle soglie di qualcosa di misterioso e affascinante avvenuto in quella terra, ovvero: una pagina di Storia d’Italia che merita il giusto interesse perché mai catalogata e insegnata agli allievi pugliesi; storia bisbigliata tra gli abitanti ma mai ufficializzata. Che cosa si nasconde a Santa Maria al Bagno (LE)  di tanto strano? Leggiamolo

Buona Lettura.

ebrei a santa m. al Babno

Ebrei nord europei in fila per essere imbarcati, scortati a vista dagli americani subito dopo il 25 Aprile 1945


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Avatar di mizaarchi ha paura di virginia woolf?

Santuario del santissimo Crocifisso – Galatone ( Lecce )

Come da copione, la settimana scorsa ero in viaggio di istruzione: mete predestinate Galatone e Lecce. ( Il ricordo dei trascorsi scolastici gitaroli precedenti ti prende sempre al ritorno, quando ormai la frittata è fatta e tu sei più sbattuta delle uova della frittata! Com’è la storia che ti eri detta la volta prima? Mai più viaggi di (d)istruzione e invece… rieccoti lì alle sei e un quarto del mattino a contare pecore sparse! Per fortuna stavolta ci è venuta in soccorso la dea necessità che presiede l’ingegno e invece di un pulmone avevamo due pulmini separati! Così una parte delle alunne chiacchierone è stata epurata su un mezzo e il resto della banda Bassotti sull’altro. ) Quasi da non credere, all’andata, all’aria pacata e tranquilla dei più, da non credere al fatto che nessuno avesse particolari esigenze fisiche e/o idrauliche…

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Poesia cosmica n. 7

Stupro

Teste! Si confessi:

“T’amo – disse – Sei mia!”  e nell’esalare
ciò che fu  il suo unico sospiro d’amore,
tra le spire di un abbraccio gigante
mi ritrovai costretta al muro poi a terra.
E al lobo poggiato il labbro, sentii
il respiro bestiale diventare più pesante,
possente, potente, furioso nell’incedere
come da fonda caverna uscito il bestiale
per avvolgermi d’afosa calura quel corpo
teso, indurito, ringhiante animale che…

con colpi di reni nel fondo delle viscere
cercava di sfondare con rantoli e artigli
ferrei sui miei polsi deboli, a terra schienata,
sottoposta a peso, avvertivo lo stupro iniziare
dimenandomi di furie impazzita  ma ristretta.

Sentii uscire dal profondo suo ampio petto
la spaventosa voce  cavernicola: carnivora!
Potente! Bestiale! esalando io dallo spavento
un gemito tremulo come di preda ferita ,
sottomessa a quel taurino mugghiante che
di pene inflittami, cerva urlavo prigioniera
a tanto ardore e passione d’uomo che no sa fare,
e che comunque,  disperato, voleva riversare
col seme nel lavacro del ventre mio, la sua vite;
due volte credo poi più, chetandosi il mio lamento
divenuto placido, accomodante la passione discesa
fino a quando le forze gli vennero a meno.

Denuncialo!
Già fatto.
E’ stato arrestato.

Tra le braccia sue protettrici,  ancor io pulsante
di fremiti interni gli accarezzai il corpo ampio
su di me adagiato per calmarlo privo di forze tese,
reso scolpito e pallido, immobile nella placata fantasia
e bello da vedersi nudo disteso su di me e poi di fianco.
Lo ammirai, lo accarezzai, era divenuto mansueto.

Or condannato, come posso chiedergli perdono.
Mi amava a modo suo, mi amava… e non lo sapevo:
ero l’unica sua esperienza e mia di etera amata.

Non so… non so…
Or quel muggito or mi manca.


 

 

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Poesia cosmica n. 6

Siamo stati denutriti.

Siamo privi di elevazione spirituale,
la nostra ragione vuole avere ragione
a tutti i costi perché capitalizzati
quantificando ciò che vorremmo
di un peso che non sa più elevarci.

Abbiamo perso le ali, siamo illeali.

Ascolta, la senti la musica, è senza anima,
oscilla il tuo corpo sinuoso al richiamo
e ti guardo come non mai sei stata guardata
sapendo che non t’inseguirò più.

Senza te mi eleverò e ti sentirai tradita. Vado
nello spazio indefinito permesso a coloro
che sono stati inascoltati e tu: “Sessista!
Maschilista! Etero bastardo! Torna in te!”
E mi scuoti per risvegliarmi. Inutile.
Stai per piangere e non devi. Hai ragione.

Ma non ho più compassione da donare
alle parole, devo andare, voglio andare là
dove nessuno mi attende e in silenzio
aspettare in abbandono il ritorno di chi
smarrito spirito non si ritrovava con te.

Non c’è più nulla da brucare
quindi cerco un pascolo altrove,
perché in Poesia so che ci sarà
Vuoi venire anche tu?

 

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Poesia cosmica n. 5

Dallo spazio: A Barcellona.


Le città sono fatte di odori;
da qui l’odore del mare sale
si sente con gli occhi in cielo.

Guardate! Guardate come è bello il mare…

Colori, tante lingue, arriva umanità varia
come vari sono i pesci nel mare di Barcellona.

Il cemento si impasta con l’acqua
e l’acqua si cementa a blocchi,
deve essere per questo che qui sotto
ci sono numerose cliniche dentali:
il sorriso qui non manca,
è la cosa più importante.

Si sorride a Barcellona, i denti costano
e i Conto Correnti postali si svuotano.

Reina Isabella ancora qui sul mare
sei lembo di vestaglia a fiori tra le vie,
dedali senza entrate e a uscire si spinge:
così dice Franca Massaiu che parla e canta
ad orecchio dal rosone della Cattedrale.

Poetessa, non vuole più self specchianti,
mi chiama al cellulare: “Enea, sei tu?
Volevo sentire la tua voce, mi basta.”

“Poetessa, ti vedo presso la macelleria:
comperi carne vero? Alza gli occhi al cielo
e guardami… vedo i tuoi seni scollati da qui,
coprili con la mano, ti fanno più bello il volto
da ritrarre in estasi al cielo rivolto.

Barcellona: riso, sorriso costoso e carne:
niente pesce intorno, non c’è più mare.

 

barcellona aerea


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Enea archivio

Poesia Cosmica n. 4

Diffidente!

La grazia ti possiede eterna e mi possiede.
Nell’apparire il tuo volto tuo così ho voluto
eternamente in memoria tua:  immagine.

Il tempo che ci condusse per mano
percorse con noi la lunga strada 
senza farci voltarci indietro e si andava.

Ha ragione Orfeo nel dire: “Non ti voltare”
non voltarti indietro perché non risorgerà
chi in vita hai amato e mai più tornerà.

Io, Enea, mai orfico abbastanza mi volto,
e ti ammiro immortalata nell’attimo che fu
quel tuo momento migliore fotografico.

indietro mi volto , mi volto spesso sai?
ma non devo perché so che rivederti,
l’amore rinnovato lentamente mi consumerà.

Poi: quando non ti penso, svanisci.
La gioia torna a corre in autostrada
si va a lavorare sereni con gli operai
e allegri d’impresa si ride e si va, si va.

Stasera poi tornerò e mi volterò,
immagine tu, finita in cornice d’argento
sul comodino: “Non ti scordar di me…”

Vabbhè! Buona Pasqua tesoro.
Buona Pasqua di resurrezione!
Però non tenermi il musetto
se non sei stata invitata;
è per i vivi la felicità.

Non ci credi? (gne! diffidente…)

 

.la grazia
 

 
Enea Archivi

Poesia cosmica n. 3

SULLE GEMME

L’ultima pioggia invernale saluta la primaverile.
Quelle due sono d’accordo da tempo, le conosco bene.
S’incontrano, si scambiano le consegne, si raccomandano
senza che nessuno le ascolti: “Come va?…
Come è andata st’inverno?.. Hai nevicato? ” ecc.

E, camminando, riconosco le gocce fredde invernali
dalle tiepide primaverili. Le seconde sono più umide
e sui rametti restano appese inzuppate senza cadere.


Si posano la, dove sbocceranno le gemme,
risvegliandole imboccate, dissetandole;
gemme aperte durante tutta la stagione,
piovosa o, primaverile si spera.
V’è! Finalmente
posso spogliarmi mentre camino
e respiro con la pelle le prime brezze.
Basterà solo un cappello alle intemperie.
Sono uomo, un uomo vero; chi lo avrebbe mai immaginato:
Io,
col cappello in testa, diventato uomo e a passeggio
che gocce guarda estasiato appese sulle future gemme.
.
gocce di primavera

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Enea Archivio

Mercanti d’Arte: Minotauri e filande di Arianna

Chi sono i Mercanti d’Arte?

Cenni storici:
I mercanti nella storia dell’umanità sono i mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio, assumendo spesso, un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al consiglio migliore per entrambi e arrivare alla conclusione delle trattative lasciando ambedue soddisfatti ricavando da ciascuno un piccolo compenso: il guadagno.

La storia dei Mercati ha radici lontane nella storia dell’umanità. Dapprima nascono in aree all’aperto sui confini territorriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana, gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti naturali in cambio di vettovaglie o utensilerie che migliorinoo la propria esistenza e produzione alimentare. L’unità di misura iniziale era il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo quando decise di trasferirsi per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo inopportuna in quanto truffaldina; additato e allontanato dai mercati prende forma morale nei sacerdoti (Vate) e che cominciarono a governare l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei templi e non prima che le parti avessero giurato dentro al tempio, l’onesta a Dio.

Il Vate, divenutoa Ministro della Religione di stato, assume i pieni poteri, il quale si limitava a chiedere una percentuale fissa a chiunque frequentasse nella misura del loro interesse.. Nascono le imposte ai templi. Per evitare le imposte templari per la costruzione e mantenimento dei Tepli i produttori cominciarono a spostarsi in luoghi appartati sotto la vigilanza del ben noto mediatore.

Poiché il malcostume generava finanze sot eterranee lucrose, i mercati clandestini divennero vere trappole costruite a doc dai mediatori i quali, comperavano a monte la merce per rivenderla a piacimento nei mercati, privatizzandoli. Il loro potere d’acquisto arrivò al punto di affamare i mercati templari in quanto gli iimpedivano il nomele approvvigionamento delle merci comperate a priori e in blocco prima che entrassero nelle aree urbane.

Ciò è quello che sta succedendo nei moderni Supermercati, rivelatisi manipolatori dello “Spread” e che, con questa moderna mossa azzardata, hanno dato “scacco al Re e Stato. Diranno poi come sempre puntando il dito altrove: “E’ tutta colpa di Stalin.”

Tornando al tema  iniziaale, il mercante parigino Paul Durand-Ruel (1831-1922) ad esempio, fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoire Mary Cassat e, per lunghi anni è stato praticamente il solo. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo.

Chi è Paul Durand-Ruel ?

Dirà nelle sue ultime parole velate di bugie: «Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvente, in mezzo a tesori misconosciuti.»

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – e muore sempre a Parigi il 5 febbraio 1922. E’ è stato un imprenditore francese. Come accennato, fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti,  Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra.

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foto: Paul Durand-Ruel                                                                             Foto: Interno della galleria

Tra il 1891 e il 1922, Paul Durand comperò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni fu il solo a farlo. Di lui disse Monet: « ..senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto. »

In economia, dodicimila quadri non sono singole lenticchie ma un patrimonio ben speso. Per immagaz-zinare tante opere e rivederle, ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra”. Vediamo cosa.

Foto: sorelle Kone e G. Steincone-sisters-5-5-11-11 (1)

Dall’altra parte del mondo, ad Ovest, oltreoceano, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 di Picasso, questi numeri appartengono alla sorella minore Etta, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto segreto della sorella più grande e geniale: Clairbel Cone.

Dietro alle innocenti “filande di Arianna” si nascondevano altri Minotauri? Vediamoli.

Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin.

Chi era costui?

sergio    palazzo

foto: S. I. Shchukin                                Foto:  Galleria: ” Shchukin”

In seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) eredita una grande fortuna e industria tessile in Russia. Si trasferisce momentaneamente per affari a Parigi dove incontra, su presentazioni, il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha istruito e perché?  Paul Durand-Ruel? No no. Pare di no in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Piu avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la feroce scuola dei Fauves.

Ora, si presenta e non casualmente un particolare che li accomuna; Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Enri Matisse, hanno tre matrici in comune: l’essere collezionisti , ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili. Sulle prime due matrici, per il momento sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce  notiamo che per “matar” lo Zar Nicola II, qualcosa comincia a trasparire ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane” e ad dir poco, una rivoluzione molto discutibili che rasenta il tipico colpo di Stato Borghese, con siindrome cubana..

Per S. I. Shchukin, fu fondamentale l’incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui, trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione ”Shchukin”. Matisse, in quell’occasione, gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista.

I finanziamenti illeciti della Massoneria Borghese Cosmopilita proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale. La collezione finisce di crescere nel 1914 e dopo la rivoluzione bolscevica e nel 1918, viene nazionalizzata. Nel 1922 la collezione è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921) per diventare il Museo della pittura occidentale moderna. Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato alle filande di Arianna.

Attraverso la lettura dell’Arte, ci troviamo davanti ad un progetto Cosmopolita di grandi dimensioni. La traccia artistica ci mette in evidenza , in quegli anni, la formazione di un “Cartello” commerciale tessile che, detenendo il “Monopolio” di settore, da vita alla formazione di imprese industriali a modello “Multinazionali”, aziende che determinano i prezzi di mercato mondiale disobbedendo gli ordini nazionali, ubbidendo invece ad una organizzazione  etnica non visibile,  strutturata come una “Nazione aliena” presente in tutte le Nazioni.

Non si tratta di dietrologia spicciola, ma di aver intuito i progetti di distruzione delle Nazioni ancora viventi secondo un concetto ottocentesco obsoleto oramai superato. Nasce la parola Internazionalismo, parola più o meno abusata da tutte le organizzazioni multinazionali  siano esse politiche, militari, religiose, commerciali,  industriali.. ecc.

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Nel 1948 la collezione Shchukin,  che comprendeva ben 275 opere di altissima qualità,   pagate a suon di rubli, viene destinata una  parte all’Ermitage di San Pietroburgo e in parte al Mueso Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mette le sue profonde radici anche in Russia. Stalin per voce del PCUS, scoperto l’inganno, le farà rimuovere e rilegare per 70 anni nei sotterranei museali  come “ Arte Borghese”
Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992 caduto il comunismo, sdoganare il Minotau-ro  dai sotterranei.

 


Foto:
La Vergine offerta al Minotaturo.

 

 


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Poesia Cosmica n. 2

la Macchina del tempo è la “Memoria”

I bombardieri su Barcellona furono incursioni aeree compiute durante la Guerra Civile di Spagna da parte dell’Aviazione Legionaria italiana con il supporto della Legione Condor tedesca nei giorni del 16, 17 e 18 marzo 1938.

Mentre la tragedia sottostante mieteva ferocemente  le speranze, una lettera d’amore pervenne all’amato al fronte da un’anima ignara alla fonte innamorata.

poesia alla fonte

Foto: Milano, lettera ritrovata presso il mercatino dei collezionisti di francobolli.

CERTEZZA

Tu sei l’erba e la terra,
il senso quando uno cammina
a piedi scalzi per un campo arato.

Per te annodavo il mio grembiule rosso
ed ora prego (o piego) a questa fontana
muta immersa in questo grembo di monti:

so che ad un tratto il mezzogiorno
sciamerà gridi dei suoi fringuelli
sgorgherà il tuo volto nello specchio
sereno, accanto al mio.

9 genn. 1938

bombardamento barcellona
 Barcellona Bombardata 16 Marzo 1938.
Foto: tratta dagli archivi della Aviazione di Spagna: Immagine sacrilega.

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