dalle finestre si vuole l’opposto di ciò che sta fuori dall’anima si vuole sapere ciò che sta dentro dalla promessa si vuole il suo mantenimento dall’amore imprevisto un suo giuramento.
siamo cresciute in breve tempo mi sento una vecchia di 30 anni. è bastato un anno di isolamento per generare ricordi sbiaditi pensieri sbadati, amicizie scadenti e mi ritrovo consolidata con lei solo lei e mi basta; msm: “Francy mi ami? Posso venire da te? Oggi ho paura..”.
i cuscini abbracciati, bagnati, presagiscono lacrime notturne i pensieri della sera preoccupano il domani, ci si rifugia nel sonno per non volerne sapere ci si nasconde al buio per non essere scovati.
La coperta, il lenzuolo, la posa fetale il mondo dei sogni ci richiama per nome al sonno si va incontro, madre liberazione, sperando sia eterno, senza più ritorno.
ci fu un tempo prima che il disastro prendesse il sopravvento ci fu un tempo quando per strada amici ci si dava appuntamento ci fu un tempo quando le labbra baciavano e baci ricevevi le parole erano allegre prive di doppi sensi.
ci fu un tempo quando contare non aveva importanza ci fu un tempo quando dentro la mia stanza mi dissero di non uscire e tenere le distanze ci fu un tempo senza televisione dove i nostri sogni risplendevano a colori.
XXIII. Capelli riccioluti sino alla scollatura! Boccoli profumati carichi d’indolenza! Estasi! Per popolare quest’oscura alcova dei ricordi che dormono nella tua capigliatura la scuoterò nell’aria come un fazzoletto. La rovente Africa e la languida Asia, tutto un mondo lontano, assente, quasi estinto, vive nel tuo profondo, foresta di aromi! Alcune anime navigano immerse nella musica, […]
Riblogghiamo questa pagina di Marcello Comitini nella nostra sezione dedicata ai Reblog. In tale pagina M. Comitini ci presenta di Baudelaire una bella traduzione del XXIII canto dal francese eseguita di suo pugno. Riteniamo interessante questa sua personale traduzione dal francese (di cui è cultore) sottoponendolo alla vostra l’attenzione:
Charles Baudelaire(Traduzione di Marcello Comitini) da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male 1857-1861”, Edizioni Caffè Tergeste, 2017
A fondo pagina (tra i commenti) troverete un giro di corrispondenza dove si mette in luce due modi diversi di leggere la stessa poesia, una poetica (di Comitini) e l’altra istruttiva e decriptata (Nostra).
Il poema “I fiori del Male” di Charles Baudelaire riteniamo giustamente vi sia nasconda una verità che si è voluta negare per ragioni politiche morali.
Belladonna- ipnotico Il suo odore sgradevole assomiglia ai profumi confusidi catrame, di muschio e di olio di cocco
“O capelli blu, drappo teso di tenebre, siete l’azzurro di un cielo immenso e rotondo; sui bordi vellutati delle ciocche ondulate con furore m’inebrio ai profumi confusi di catrame, di muschio e di olio di cocco.
Alla fine del risultato del Referendum NO/SI possiamo asserire che: ” il Parlamento vinto è come l’età dell’uomo, meno ce ne sono e meno anni gli restano da vivere.”
Avevamo un monolocale con camino: i mie genitori, sei capre e tre fratelli. Il cane pastore in catena alla porta tutto l’anno fuori senza entrare. Poi, a Gennaio, facevamo spazio anche lui. Scodinzolava la coda in festa, felice di dormire insieme al tepore del camino.