Alice B. Toklas e le Avanguardie 1900

La caduta degli Dei

Con le confidenze pervenute da Alice  B. Toklas su Césanne, cade definitivamente la prima testa di un artista dell’Avanguardia del Novecento invitando i collezionisti, prima di vantare di essere in possesso di un capolavoro  di Césanne, di valutare bene l’originalità del prodotto e comunque, chi vende, di avvertire il collezionista ignaro sulla truffa avvenuta alle spalle dell’artista e diffidare dei quadri che riportano la data dal 1903 al 1906 anno di morte dell’artista.

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A riconferma l’arguta Alice B. Toklas dice su gli Stein: “… furono presto i privilegiati che potevano demolire le cataste di tela e frugare nel mucchio a proprio gusto”.
Cataste? Privilegiati? Un Mucchio di che e di chi? Di Paul Césanne.
Chi oltre al  mercante d’arte Ambrogio Vollar in quel periodo rivendeva ai collezionisti d’Arte ignari, i falsi quadri di Cèsanne e Daumier destinati al mercato USA?                                                                         Foto; Alice Babette Tocklas

Valore economico ed artistico 

I quadri di Cèsanne dal 1900 in poi, se stimati oggi,  il reale valore verrebbe dimezzato o addirittura annullato, oppure, ridotto al valore di otto ore di lavoro di due servette polacche immigrate a Parigi nei primi del novecento, che pur dipingendo bene come copiste  i quadri di Césanne,  lavoravano al primo piano della bottega di Ambrogio Vollar dipingendo di fresco i futuri quadri attribuiti a Paul Césanne. Alice Toklas, per aver fatto la spia pubblicando la notizia sul suo capolavoro di Biografie , verrà punita severamente.

Sul finire dei suoi anni, Alice B.Tocklas, invecchiata, rimasta sola. Ella verrà espropriata di tutti i suoi beni personali dalla famiglia degli eredi Stein, espropriata di tutti i quadri accumulati e relativi capitali personali e ridotta in miseria. Ma poco importa alla piccola  Alice Toklas  di  quella “robaccia” della quale sapeva il vero valore perché priva di magia artistica di Césanne.
Ella volle infine – pagandola anticipatamente qualche anno prima – essere tumulata vicino a Gertrude Stein, compagna e unica vera “
amica del cuore”.

Ai collezionisti 

I collezionisti di tutto il mondo oggi hanno il diritto di chiedere le perizie e il rimborso della spese sostenute per l’acquisto di quadri di Césanne e che, a sua volta, il venditore d’Asta girerà al rivenditore precedente le spese e cosi via fino arrivare al patrimonio di famiglia dei veri truffatori: Ambrogio Vollar e gli eredi Stein. A quel punto dopo le controversie giuridiche e critiche si può ricominciare da capo e rilanciare sul Mercato la stessa merce al prezzo che un estimatore  decide in cuor suo il valore di partenza o che voglia esso  sostenere.
Che altro c’è da dire su questa brutta “Storia dell’Arte”, è che verrà richiamata in causa  per rispondere di altre malefatte nascoste presenti tra le pagine in svolgimento di questo Blog, L’arte delle Avanguardie verrà citata rea imputata più volte, artisti compresi. Qui in FiloRossoArt non si cerca la Verità, ma la Realtà, ovvero ciò che è successo veramente. “Qui da noi si fa così”, si vuol sapere storicamente come sono andati i fatti e rendere Giustizia all’Arte per  liberarla dai Mercanti di diamanti di vetro e Vergini innocenti bistrattate.

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Ma chi era veramente Alice Babette Tocklas la gentile signorina americana il cui volto assomiglia a un noto poeta francese misteriosamente defunto a finire Ottocento? Che reato ha commesso per essere diseredata dopo una vita di Servizi Segreti  resi agli USA  in Francia assegnando documenti falsi e  cambi di identità nelle relazioni pericolose di agenti segreti americani nella preparazione e svolgimento della Prima e Seconda Guerra Mondiale?

Le indagini continuano…

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Alice T.

Paul Césanne: Più falsi che veri.

1900 Parigi: ” C’era una volta una banda di truffatori d’Arte.”

Di patacche “artistiche” sono pieni i Musei e le Collezioni d’Arte dei privati. Non è facile dimostrarlo ma possibile. Con Césanne possiamo cominciare ad aprire scenari d’Avanspettacolo all’italiana e parlare di “Storia della Pittura” truccata e falsificata. Qualche accenno sui quadri falsi è già stato dato con lo studio di Pablo Picasso inerente al ratto della Gioconda, ma la lista delle opere  false è lunga e mettere insieme le prove non è facile

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Paul Cézanne ( Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906) è stato un pittore francese. Il padre del pittore si chiamava originariamente Luigi Augusto Cesena (della popolosa comunità ebraica di Cesena) e che da giovane, appreso il mestiere di cappellaio si trasferisce in Francia ad Aix en Provence dove sposa una operai della bottega nella quale lavorava e gli darà alla luce: Paul e Luigi. Il padre, grazie al successo nel gestire una Banca locale, avvierà agli studi d’arte a Parigi il figliolo Paul. (sulla metamorfosi da cappellaio a Banchiere ci torneremo). Scopriremo nelle indagini che le Accademie di Belle Arti e il Biennio di Medicina, erano per la comunità ebraica delle vere e proprie palestre  “Accademiche” adunanti adepti per la formazione di “Quadri” politici futuri. Sembra una metafora ma vedremo che cosi si muoverà la loro realtà.

Su Paul Césanne studente e pittore si hanno poche informazioni e irrilevanti. Pittore onesto, senza pretese economiche, l’arte per lui fu una grande sofferenza condita di scarsa valenza economica fino al programmato “colpo di stato” ai danni dello Zar nel 1905, diventando le sue opere ricercatissime, divenendo Césanne un punto di riferimento finanziario fondamentale e illegale. Sulle sue opere invece, pare che il mondo femminile italiano nutra un sentimento particolare, forse scaturito da quel sentimento materno che le distingue o forse perché, trovavano intima la sua arte nell’arredo casalingo. 

L’artista Paul Césanne, malato di diabete, muore nel 1906 e, dovendo il collezionismo rastrellare dell’artista altre risorse disseminate in Francia,  Gertrude Stein e il fratello Leo,  (collezionisti), nel 1904 decisero di annettere nella loro scuderia “artistica” Paul Césanne rintracciando le sue opere in Parigi per rivenderle in America esportando la notorietà del  pittore  nel mondo del collezionismo americano.

Il Pittore era già anziano e malato quando Gertrude Stein si cimentò a rintracciare le opere sparse segnalate al fratello a Firenze. Conosciuto il signor Charles Loeser, egli indicò nel mercante Vollard la persona ideale per tale ricerca. Gli Stein si portarono alla galleria di un Monsieur Vollard in Parigi per  fare acquisti da rivendere in America. Vollard pare fosse il più grosso mercante di Paul Cesanne in Francia. Cosi ci narra quell’incontro Alice Toklas nella sua Autobiografia: Getrude Stein finiva a Baltimora l’ultimo biennio (1900-903) nella scuola di Medicina alla Johns Hopkins,”.

La prassi di frequentare il “biennio di Medicina”  la troveremo spesso  tra i giovani artisti ed intellettuali di origine ebrea. Gertrude Stein è ebrea come i Cèsanne. Originaria di famiglia tedesca ebbe tre fratelli: Michael, Simon e Leo ed una sorella Bertha tutti maggiori di lei.

L‘importanza del biennio di Medicina come accennato è presumibile dal fatto che, chi frequentava quel biennio sarebbe stato impiegato in “prima linea” sui fronti rivoluzionari o insurrezionali e, a tale scopo, veniva conferito all’adepto  un alto grado di comando per compiti particolarmente delicati e a rischio di vita cui impiegato. Ciò permetteva di partire agevolati nelle cordate gerarche potendo arruolare un esercito di volontari o di arditi per svolgere i  compiti ricevuti. Per tali operazioni,  abbisogna un paramedico per le ferite urgenti .

Foto 1 Leo e Gertrude Stein                          Foto 2 Michel e Gertrude  Stein

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Leo Stein, terzo  dei 5 fratelli (3 maschi e 2 femmine), in quel tempo era di stanza a Firenze presso il fratello Michel lasciando ambedue pochissime tracce bibliografiche dietro loro durante il soggiorno italiano, ma rivedremo invece il fratello maggiore Michel Stein residente per molti anni in Italia (toscana) assieme a Ezra Pound (Rapallo)  e altri intellettuali esteri ad organizzare i finanziamenti ai “Futuristi” e i loro Avanguardisti per l’ascesa della gerarchia Fascista mussoliniana e la costituzione degli “Avanguardisti”, futuri giovani fascisti col compito di squadristi.

Il Mercante Ambroise Vollard (Saint-Denis, 3 luglio 1866 – Versailles, 21 luglio 1939) è stato un imprenditore e gallerista francese. Fu il mercante d’arte di importanti artisti come: Paul Cézanne, Aristide Maillol, Pablo Picasso, Georges Rouault, Paul Gauguin e Vincent van Gogh, e di Marc Chagall. (tutti ebrei). La sua galleria si trovava al n.6 di rue Laffitte a Parigi. Vollard fu un promotore delle Avanguardie francesi. Nella sua galleria vendeva i suoi pupilli ai più grandi collezionisti europei e americani. Nel 1901 fu uno dei primi a promuovere le opere di Pablo Picasso appena arrivato a Parigi.

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Di quell’incontro con il mercante Volladr così prosegue Alice Babette Toklas a pag, 30:

Dissero a Monsieur Vollard che volevano qualche paesaggio di Césanne: Li manda il signor Loeser di Firenze. – Oh, certamente- disse Vollard con aria più allegra, e andò su e giù per la stanza, poi scomparve dietro a un divisorio di fondo e si sentirono i passi pesanti su di una scala. L’attesero un bel po’. Quando ridiscese aveva tra le mani un quadretto di una mela, ma il più della tela non era dipinto. Insieme studiarono il quadro attentamente, poi dissero – Già ma, sapete, noi si voleva vedere un paesaggio.- Oh certamente, – sospirò Vollard e prese un aria anche più allegra;…”

Deduzione:
In se, la narrazione presenta un particolare anomalo: la “collezione” di Cèsanne non era esposta al pubblico, non era visibile. La lunga attesa degli Stein nascondeva qualcosa d’imprevisto, sorprendentemente comico ed illuminante.

… dopo un momento tornò a scomparire e questa volta ritornò con un quadro che rappresentava una schiena: era un quadro magnifico senza dubbio, ma fratello sorella non erano ancora in grado di comprendere a fondo i nudi di Césanne; ritornarono perciò all’attacco. Quel che chiedevano di vedere era un paesaggio. Stavolta Vollard tornò dopo un’assenza anche più lunga con una tela grandissima dov’era dipinto un piccolo frammento di paesaggio. SI, ci siamo, dissero, è un paesaggio, ma loro chiedevano una tela più piccola, che fosse per tutta dipinta. Si vorrebbe vedere appunto qualcosa di questo genere, – dissero. Intanto era sceso il rapido crepuscolo invernale di Parigi e in quel momento una vecchia donna di servizio discese da quella scala dal fondo, brontolò: ~ Bonsoir, messieurs et mesdames,  e se andò senza rumore; un istante dopo, un’altra donna di servizio discese quella scale, borbottò – Bonsoir, messieurs et mesdames, – e se ne andò senza rumore. Gertrude Stein cominciò a ridere: e disse al fratello: – Ci pigliano in giro, qui non ci sono Cézanne. Vollard va di sopra e dice a queste vecchie che cosa debbono dipingere: lui non capisce noi e quelle non capiscono lui; dipingono qualcosa e lui ce lo porta e sarebbe un Cézanne -. Tutti e due non si tennero più dal ridere.
Quando si furono calmati gli tornarono a spiegare del paesaggio. Gli dissero che cercavano uno di quei gialli e meravigliosi paesaggi di sole ad Aix, come ne aveva parecchi Loescr. Ancora una volta Vollard scomparve e finalmente ritornò con un bellissimo paesaggio verde. Era un amore, copriva tutta la tela e non costava caro; lo acquistarono.
In seguito Vollard. spiegava a tutti, che erano stati a visitarlo due americani pazzi che ridevano tutto il tempo e ciò l’aveva molto seccato, ma a poco a poco s’era accorto che, quando più ridevano, compravano poi qualcosa e cosi aspettava sempre che ridessero.
Da quella volta, non smisero più di frequentare Vollard.
Furono presto tra i privilegiati che potevano demolire le cataste di tela e frugare nel mucchio a proprio gusto. Comperarono un minuscolo Daumier: la testa di una vecchia. Poco alla volta si interessarono ai nudi di Césanne e finì.

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Quando Alice Toklas scrive “ da quella volta non smisero più di frequentare Vollard.”, ciò conferma che di falsi Cèsanne in circolazione sono pieni i Musei e le Collezioni Private.
A giudicare dalle risate degli Stein quando si accorsero che i primi due quadri “pagati a basso costo” i quadri erano due falsi appena sfornati, dipinti su richiesta alle due anziane pittrici straniere vestite da serve. La narrazione ci  rivela anche di essere in presenza di due ottime copiste di manierismi pittorici e che diventano  falsarie nel momento in cui si apporta sulla copia d’Arte  la firma falsificata dell’artista (erano ignare?). Se Césanne nel 1900 era già ammalato e muore nel 1906 per quella  malattia degenerativa, chi dipingeva al posto suo?
Erano forse le due anziane servette  di Vollard o lo stesso Vollard a produrre i falsi firmati?  Se due delle copiste stavano uscendo dalla bottega e Vollar continuava le transizioni pittoriche clandestine, chi c’era ancora al piano di sopra che continuava a  dipingere su ordinazione di Vollard? Quanti dipendenti disponeva Vollard per mettere in piedi una cosi alta produzione di quadri sconosciuti al pubblico parigino e americano ignari, i quali credevano di trovarsi davanti a quadri d’autore? Poi c’è quel saluto sgrammaticato delle due copiste: “Bonsoir, messieurs et mesdames,”  Per chi è francofono forse riesce a capire la nazionalità delle copiste.
Quando Gertrude sussurra al fratello Leo confabulando sottovoce: “Ci pigliano in giro, qui non ci sono Cézanne. Vollard va di sopra e dice a queste vecchie che cosa debbono dipingere: lui non capisce noi e quelle non capiscono lui; dipingono qualcosa e lui ce lo porta e sarebbe un Cézanne “, scoppiarono a ridere in quanto capirono di colpo come funzionava la famosa Arte in Francia conosciuta in tutto il mondo: napoletani.

Quella occasione scatenerà in Gertrude Stein  un’altra grande idea, ed è  l’operazione artistica truffaldina di nome “PABLO PICASSO” e Cubismo. Gli Stein prenderanno coscienza che quel che conta nel mondo moderno artistico non è l’opera ma la FIRMA, un culto feticista arrivato ai nostri giorni indenne.

Falsificando la firma era possibile falsificare tutta l’Arte che volevano e, far nascere un collezionismo industriale all’americana viziato. L’Arte mediata dal Capitale assunse le sembianze mascherate della Tragedia Greca ispiratrice, dove anche il filosofo Friedrich Nietzsche e il dottor Sigmund  Froid in quegli anni faranno ampio abuso speculativo delle tragedie per la costruzione  del Nuovo Dirigente Moderno ideale per le conquiste.
Dicevano a Zeus per regnare: “fare cose simile ma non uguale”

Cezanne - Le grandi bagnanti

il successo di Paul Cézanne

Solo negli anni Novanta e agli inizi del Novecento, perdute le tracce di queste falsificazioni, la “critica” riconobbe il valore dell’ opera di Paul Césanne.
La mostra personale del 1895 fu il primo vero trionfo per l’artista, e un successo fu anche l’esposizione al Salon d’Automne del 1904.
E che dire del successo di Calude Monet (Il Gran Giardiniere) che  coincise anche verso lui l’interesse americano di inizio secolo, interesse verso quegli  artisti senza Patria, cosmopoliti, finanziandoli profumatamente?
Paul Césanne, ammalatosi di diabete dal 1900, verrà sostituito come dirigente insurrezionale cedendo lo scettro “artistico” all’amico di cordata Claude Monet che vide anche lui impazzire le proprie quotazione ad opera sempre degli americani, mentre Césanne, tenne sempre un profilo basso per malattia, restando ad Aix-en-Provence.
Negli ultimi anni di vita lavorerà a “Le grandi bagnanti” (1898-1905), sintesi degli studi che aveva accumulato nei dieci anni precedenti. (Sarà poi vero?). Una indagine particolare andrebbe fatta verso tutte le “nude danzanti e bagnati” del tempo, tema prediletto dei “Balletti russi”  che la Stein ci svela essere altra cosa, tema pittorico ricorrente tra gli artisti che squassarono il novecento.  Césanne, era veramente un pittore o erede di una gestione occultata in  Aix in Provence  della dimenticata Banca  paterna?

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Il Paravento:
Qui non si tratta di fare “dietrologia” al “paravento” di Vollard ove nascondeva la scala che portava al piano di sopra, segreto laboratorio delle falsarie, ma le risate incontenibili di Gertrude e Leo Stein parlano chiaro quando si accorsero che  Vollard faceva eseguire in serie i quadri falsificati di noti pittori contemporanei a lui “vicini”. Alice B. Toklas, ci dà d’intendere questo nella sua “velata confessione”  biografica?
foto : Autoritratto di Paul Cézanne

Qui in Italia vigila il detto: “ E’ l’occasione che fa l’uomo ladro…” ma è anche vero che sussurriamo sottovoce ” Non dare al ladro l’occasione”. Di fatto gli Stein fiutato l’affare del quadro “Ricevuta Bancaria”, manovra finanziaria non sospetta a quei tempi che nascondevano gli autofinanziamenti illeciti in vista della  presa del Palazzo d’Invero nel 1905, residenza dello Zar Nicola II.

Alla luce di quanto citato, chi oggi Gallerista d’Arte, Battitore d’Asta, Critico, o Professore d’Arte,  si arrischia di affermare che questo  o quel quadro sono dei veri capolavori di Césanne e non opera delle copiste anziane dipendenti del mercante truffatore Ambrogio Volllard?


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Gertrude Stein

G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

Quando l”amore condiziona l’Arte 

L’amore di coppia così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico nella cultura monoteista mediorientale (catto/judea/islamica) è diventata dominante. L’unione della coppia è santificata dal sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri coniugali non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie insorgono perché latenti nati rima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Foto: Getrude Stein e Alice Toklas 

bdede480fe33955f7b77356938de4698Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento ses-suale di Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, e alcuni aspetti comporta-mentali che hanno modificato le scelte e il percor-so dell’Arte in Europa. Sembra assur-do sostenerlo ma questo elemento di analisi risulta aver  determinato lo spostamento dell’asse artistico.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è condizionato da una censura diretta da parte di una regia occulta politica nazionale. Non  è un caso se   Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia collettiva apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale andata a buon fine ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si era diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti  europee nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittorico, era molto elevato, diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti, presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie, le belle modelle, i colori s’impastano tra loro sporcandosi, insudiciandosi ed appare il nero graffite a peggiorare la situazione, special modo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente tra le Avanguardie si comincia a vendeva di tutto e di peggio. Anche i brutti disegni a carboncino erano grezzi e sbavati, però  bastava che fossero una espressione delle Avanguardie per diventare ufficialmente Storia. Da quel momento in Arte non si buttò via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchissimi.
Che strano essere il ricco; più è ricco e più compera senza guardare a spese le brutalità?  “Come mai? si chiedevano le Accademie di allora. Domandandosi in cosa consisteva il trucco o il raggiro”.
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob diversi articoli in merito che tentano di spiegare questo fenomeno: ma questa volta, per chiarire meglio il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire , dove ci portano dove vanno a finire e dove si trovano parcheggiate.

Lobby del Cotone

Il Capitale industriale, dalla meta dell’ ’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli ancor più. Il capitale conquistava con enfasi e allegria tutto e tutti ampliando, diffondendo i propri prodotti modernizzati migliorando la vita quotidiana dell’Uomo e riempendolo di nuovi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che viene chiamata la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte senza mezzi termini.
Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve, mise in moto in arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana”. Dirà la Stein  a Picasso,  li capitalizzeremo immediatamente.
Nelle indagini dobbiamo capire innanzitutto chi sono gli artisti, la loro fede e il funzionamento dell’economia globale del territorio ciò per meglio capire chi sono i loro collezionisti, per comprendere le loro ragioni, le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti da parte di coloro che poteva comperare il meglio preferendo il peggio?

 

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Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che di feticismo non si tratta ma di una spinta innovativa verso il futuro tenuto segreto, quasi immotivato.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro due è un possibile reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fede religiosa?  (ebree) Eppure sono presentate alla storia come due  chiacchierate lesbiche, o forse il loro lesbismo è stato  un normale rapporto fedele consolidato?
Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano ricche, milionarie le loro famiglie, figlie legittime americane, un giorno decisero, separatamente l’una dall’altra  di andare in Europa per fare vacanze quando ancora non si conoscevano.

Vediamole:
Le due amabili signorine  in America frequentano i primi due anni di medicina (pure loro) presso le  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare ad altra disciplina universi-taria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono i loro racconti, i conoscenti artisti e letterati che si frequenteranno a Parigi, hanno fatto lo stesso percorso universitario con a monte due anni di medicina. Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentare medicina o è un lascia condotto per altre mansioni?

Sia Toklas che Stein hanno due anni di Medicina alle spalle, durante quegli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio di donna), ereditiere le quali famiglie si sono arricchite in America delle fortune del padre padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo pure lui).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone  in elegante posa

Quindi, un filo rosso invisibile legava tutte e tre le  ragazze in quegli anni universitari quando erano spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria, è quindi ,studentesse al pari dei rampolli di industriali, erano matricole di una Università che aveva il compito di erudirle a “Manager” di altissimo livello da impegnare in società finanziarie.


La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo  sull’Elettricista, Gertrude Stein comunicava di notte con la sua Comunità diurna americana dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, al mattino, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti da trascrivere a macchina in mattinata per la stesura delle sue opere concettuali future, e dispacci finanziari, mentre Gertrude Stein  andava a riposare fino a mezzogiorno.

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Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa, una sirena dolcissima le incantava il suo dolce amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre ai Servizi segreti, ella comunicava via telex con Etta, l’altro cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbe-dienze amorose con Etta Cone.

Foto: Clairbeled Cone,  Gertrude Steine,  Etta Cone.
1904  in Italia

cone-sisters-5-5-11-11 (1)Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte esponendo la sola collezione privata di Etta Cone. Di Etta Cone è stata esposta tutta la collezione privata d’arte, mentre della riservatissima dottoressa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver perso l’occasione di visitare il museo KAREN LEVITON, un nitrito numero di lettere era presente e confutabili su richiesta al direttore della mostra per riuscire meglio comprendere certe dinamiche politiche. La mostra intitolata “Vendemmia dei Souvenir” se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Pablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.  Il numero è impressionante! Il giro d’affari degli Stein andavano a gonfie vele e la Comunità ebraica poteva far viaggiare via nave  le casse personali di Etta Cone rigorosamente sigillate sente pagare dazi e dogana via Francia.

Quei quadri, furono frutto del collezionismo feticista o un finanziamento illecito occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein un dì  sarà  possibile avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari dei susseguiti “viaggi vacanza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Gertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

 

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L’indagine sul misterioso “Cartello del Cotone” finanziatore  continua.
Ci sono tracce profonde che ci porteranno  alle Filande di Russia.


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Gertrude Stein 

Matisse: La chitarra e l’intrigo.

IL POTERE DELLE DONNE

 

Quando s’indaga sulle Donne in Arte, purtroppo, come col “tea” delle 17,00, il passino filtra solo ciò che i fori permettono. Le bustine ancor peggio, fanno passare solo l’odore e  meno il sapore, il te poco sa o di nulla e con lo zuccheriamo si assimila teina. Tali sono i personaggi femminili quando vengono filtrati da studiosi censori i quali vogliono far passare delle artiste solo ciò che torna comodo. Ma quando sono le donne a narrare se stesse, sono uno spasso.

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foto: Mantide Religiosa

Qui sotto, ho voluto riportare un dialogo tra due donne poco note all’Arte Moderna e che la critica, molto distratta nei loro confronti, hanno omesso dettagli importantissimi per la comprensione storica dell’Arte Moderna. Snobbando questo dialogo e le opinioni delle nostre due  interpreti,  gli storici non avendole  mai prese in seria considerazione non si sono accorti della loro denuncia che magistralmente presenta tutto il  potere occulto delle donne e senza pudore alcuno. Come mai le hanno omesse?

Sappiamo che quando due donne si ritirano in camera a fare toilette, allontanano in altre stanze gli incomodi osservatori prendendosi tutta la tranquillità che il caso richiede, mostrando tra loro anche le parti intime, senza pudore e senza peccare. Le donne tra loro hanno un altra considerazione del proprio corpo, meno oggettuale e più clinico. Il peggiore difetto degli uomini invece, è quello di dare poca attenzione ai pettegolezzi femminili in quanto, tra donne, quando parlano pubblicamente il pudore vela scandali e vanti, ma quando parlano tra loro e in modo libero, i puntini di sospensione vengono a meno assumendo le confidenze denudate, pettegolezzi al limite dello scandalo. Così le due artiste, letterate, ci svelano allegramente in un breve dialogo le giuste trame  da inserire nella  Storia dell’Arte e aggiornarla, chiarendo il potere femminile nell’arte. Vediamole insieme:

Dall’Autobiografia di Alice Toklas:
GERTRUDE STEIN A PARIGI (1903-1907)

Pag. 40 CAPITOLO TERZO

Matisse stava in quel momento dipingendo Madame
Matisse in costume da zingara con la chitarra. C’era a pro-
posito di questa chitarra tutta una storia, che a Madame
Matisse piaceva enormemente raccontare. In quegli anni,
insomma, lei non aveva mai finito di darsi d’attorno, e per
di più le toccava posare: aveva un’ottima salute e un gran
bisogno di sonno. Un giorno che appunto posava e il ma-
rito dipingeva, le cominciò a cadere il capo avanti e alla
scossa la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – sve-
gliati -. Lei si svegliò, lui riprese a dipingere; le ricadde il
capo e la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – svegliati-
Si svegliò, ma poco dopo tornava a ciondolare e la chitarra
a vibrare più forte. Matisse su tutte le furie diede di piglio
alla chitarra, spaccandola. E qui Madame Matisse
aggiungeva sconsolatamente: – “Eravamo in bolletta a quei
tempi, ma ci toccò farla riparare per continuare il quadro. “

Reggeva appunto nella posa questa chitarra riparata, il
giorno che arrivò il biglietto del segretario della Mostra
d’Autunno. Matisse era fuori di sé dalla gioia. – Sicuro che
accetto, – diceva. – No, – disse Madame Matisse, – se questi
tali (ces gens) s’interessano del quadro al punto da fare
un’offerta, vuol dire che se ne interessano abbastanza per
pagare quel che hai chiesto. E la differenza, – aggiunse, –
servirà per vestire Margot quest’inverno -. Matisse esitava,
ma alla fine si lasciò convincere e scrissero un biglietto che
lui insisteva sul suo prezzo. Non seguì nulla e Matisse entrò
in uno stato terrificante, traboccava di rabbia e di rimproveri.

Poi, qualche giorno dopo, mentre Madame Matisse stava
ancora una volta posando con la chitarra e Matisse dipingeva,
ecco entrare Margot con un petit-bleu. Matisse l’apre e fa
una faccia. Madame Matisse, atterrita, temette il peggio.
La chitarra andò in terra. – Che cos’è? – disse lei.
– L’hanno comperato. – Che bisogno c’è di fare quella faccia,
allora? Spaventarmi così e andare a rischio di farmi rom-
pere la chitarra? – Facevo segno per farti capire, – disse
Matisse. – Ero talmente commosso che non potevo parlare.
Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
– dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.

MANTIDE RELIGIOSE

Ecco svelato il segreto del successo di Matisse. L’ereditiera americana G. Stein, avendo messo gli occhi su Matisse e decise di finanziarlo occultamente e diffondere i suoi lavori in America senza che a questi trapelasse mai l’idea che dietro le future  vendite milionarie c’era lo zampino della signorina Geltrude Stein in buona intesa con la consorte di Matisse ignaro di tutto.

le due terribili zitelle      x-default
foto: Gertrude Stein e Alice Toklas                       foto: Coniugi Matisse

Ora, il concetto che nello strapotere ebraico le donne non hanno un ruolo importante è falso. Le confidenze tra la Signora Matisse (ebrea), la signorina Alice Toklas (ebrea) che firma il brano,  ci svelano, non solo esserci grandi donne di Potere  nel loro sistema ma anche l’esistenza di una rete sotterranea molto ampia tra le donne. Traspare anche l’esistenza di una organizzazione ben mimetizzata, intrigante, penetrante e spesse volte decisionista. Muovendoci nel sottobosco femminile dell’Arte e della Politica del novecentodieci, le donne potenti si raccontano confidenze come fossero “madamigelle al bagno” e in quelle loro toilette letterarie e intellettuali Dio solo sa cosa si confidano. Quando le donne escono imbellite dalle toilette, chi avesse avuto modo di osservarle bene, in quella metamorfosi estetica assumono un tono superbo, di sfida magistrale, e, come amazzoni, nella recita che s’apprestano gioiosamente a sostenere in scena o fuori casa, partono decise e tornano sempre vincenti con qualche trofeo.

Poiché per cultura ereditata i consorti tendono a isolare o sotto considerare le proprie donne, in generale poi, le femmine, vuoi per debolezza fisica o stupida presunzione dei maschi,  sviluppato nella loro cultura le “alleanze sotterranee”, alleanze strategiche con chiunque ritengono manipolabili  pur di portare a termine i loro piani con fermezza e prudenza vincente .

Madre Matrioska (la Matriarca)

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Gertrude Stein

Dopo quell’acquisto del quadro, l’irascibile Enri Matisse finirà sotto scacco della consorte per tutta la vita, ignaro che, il proprio destino sarà invece nelle mani della signorina Gertrude Stein, la quale, forte delle sue conoscenze in materia di Alleanza Internazionale Finanziaria, obbligherà i contribuenti ebrei di tutto il mondo a sottoscrivere con l’acquisto dei “brutti quadri” le varie operazioni segrete di politica finanziaria a beneficio dell’Arca dell’Alleanza. Nella stessa rete finirà non solo Pablo Picasso, ma tutte le Avanguardie francesi, Futuristi italiani compresi ad opera di rete segreta di Matriarche devote. La Regina sulla scacchiera dell’Arte in Europa fu certamente la signorina Gertrude Stein, “Matrioska” di un domino senza fine  a capo di un esercito intelligente di sole donne come anche mecenate delle migliori menti intellettuali maschili europee di fede cosmopolita .




Concludendo rileggiamo:

Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.


La Matriarca Etta Cone (grande collezionista e ricca ebrea americana) chiarisce meglio il concetto dandoci di lei un proseguo giusto. La signorina Etta Cone e la sorella Claribel, venivano da Baltimora a Parigi per passare l’inverno. Etta Cone si era prestata, tempo permettendo,  a fare da dattilografa a Gertrude Stein (innamorate). Etta, alla mattina aveva il compito di trascrivere i pensieri notturni sparsi di Gertrude Stein, pensieri  annotati rigorosamente con la matita scolastica su pezzetti di carta scritti tutta notte per poi coricarsi fino a mezzogiorno. Le scritture di Gertrude erano passaggi di informazioni strategiche. Etta Cone, ebbe anche un altro compito sensibile oltre quello di finanziare indirettamente i coniugi Picasso, imparare il linguaggio codificato di Gertrude Stein per diventare poi la sua referente politica d’oltremare in America.

Leggiamo insieme il passo:

Sempre di ALICE TOKLAS: Bibliografia.

Per Etta Cone, i Picasso erano terrificanti ma tanto romantici.
Ve la conduceva Gertrude Stein ogni qual volta che le finanze
dei Picasso erano al di là di ogni soccorso umano, e le faceva
acquistare un centinaio di franchi di disegni. Dopo tutto, cento
franchi a quei tempi valevano venti dollari. Quella era incantata
di compiere una così romantica carità. Inutile dire che quei disegni
divennero molti e molti anni dopo, il nucleo della sua collezione.

Claribel Cone – Getrude Stein – Etta Cone in vacanza lavoro in Italia 1903

Si possono elencare altri casi di arsiti le cui finanze erano sotto il diretto controllo delle donne “del giro” e che, in caso di capricci del partner, avvertivano la centrale economica femminile che provvedeva a bloccare le entrate finanziarie del artista disobbediente. Se ubbidienti invece, tornavano in auge. Tremende erano le amministratrici russe, scrupolose nei conti e severe contabili le quali, avevano anche compiti di tessere al femminile una fitta rete di matriosche in Russia, in quanto, gli ebrei russi milionari versavano forti somme clandestine all’Alleanza pur di destituire lo Zar, acquistando “scarabocchi” europei d’Arte Moderna.

La moglie di Picasso era filo russa, come anche l’ultima Amministratrice di Matisse dopo il decesso della moglie; anche  Gala moglie di Salvador Dalì, ecc. Le Matriosche  tenevano in ordine fotografico e tutti rigorosamente numerati, i quadri del consorte artista. I conti, o i versamenti da restituire ai finanziatori, avvenivano durante le Aste di collezionisti anonimi , agenti bancari o garanti finanziarie, che, restituivano ai legittimi proprietari dei quadri allora sostenuti, la somma restituita dopo la vittoria o conquista di operazione politico militari avvenute con i rispettivi interessi dovuti.

Tutto ciò si svolgeva tra il 1903 – 1907, prima, durante e dopo la guerra Russia-Giappone e proseguirà ancora oltre.matrioska-25-novembre-contro-la-violenza-sulle-donne

Foto: Matriosche Russe


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