Arte Capitale 1/3

Arte Capitale

Saranno proprio i finanziamenti illeciti delle “Lobby del Cotone” di fine ottocento a cambiare il corso della storia e dell’Arte con “investimenti” clandestini per tele senza valore artistico, tele trasformate in carte di credito o titoli senza scadenza sotto l’aspetto di  quadri. Finanziamenti occulti  per operazioni di arrembaggi contro le Monarchie europee da eliminare fisicamente, ivi compresa le case Reali d’Europa e Russia. Un progetto ambito ma possibile.

Tale valore economico truffaldino, fuori da ogni considerazione e controllo,  faranno smarrire gli artisti classici del novecento e il corso del collezionismo mondiale. Gli artisti, per accedere ai falsi lucrosi guadagni dalle Aste d’Arte, dovranno  scimmiottare le Avanguardie sperando di attirare l’interesse di quegli strani  collezionisti “generosi” finendo invece tutti in miseria, senza commesse, senza capire cosa fosse quel modernismo d’Arte senza figure umane che tanto piaceva ai ricchi, quadri “inespressivi” ,scarabocchi infantili come eseguiti da invalidi di guerra o da rinchiusi in manicomi e cottolenghi.
La Psiche chiederà il suo  giusto spazio nell’arte moderna diranno, mentre  i critici abbelliranno i concetti  con retoriche ritorte contorte, a volte armoniose ed eleganti, altre volte non credibili definendole Astratte e quindi di non facile comprendonio.

Bianco è Moderno

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Era la censura biblica contro l’idolatria pagana. Le Cattedrali Protestanti, le Assemblee pastorali, gli ordini scissionisti, le Sinagoghe e le Moschee, decapiteranno con un taglio netto il capo all’Arte Iconoclasta sfrattandola dai  Templi, ma non solo dal mondo religioso. Il loro veto si estese anche negli ambienti borghesi dove nessun simbolo politico e religioso o ideologico prevalesse su altri.

La Geometria verrà riconosciuta quale Musa dell’Ordine Numerico e la scrittura a seguire. Come arte concettuale per la realizzazione di tesi filosofiche o psicologiche, l’arte moderna cancella tutto nel suo processo distruttivo verso il nulla, dove diventerà l’espressione del “quadro bianco” o pura imbiancatura. Tale concetto libererà lo spazio dalle immagini inospitali esaltando la sola architettura dalla forma inutile. L’esercizio d’impiego ne determinerà il valore commerciale e sociale.

Viaggio nelle 12 più belle Chiese abbandonate in Italia: Cristo ...

I “molti punti prospettici” esaltati da Picasso alla nascita del Cubismo (1905) spariranno anche loro dall’Arte. La fede, l’ideologie, la poetica, diverranno prive di prospettive. Il materialismo storico industriale si impose e si scrollò di dosso anche il mantello decorativo indicando nel suo prodotto nudo le future prospettive universali preferendo le vie prospettiche modulate dalle fabbrica determinando le prospettive urbane, unificandole in seriali. Con un giro concettuale di parole, la metafisica iconoclasta si spense e con sé le teologie di genere. L’Ateismo, parte integrante dell’industrialismo, attraverso i miracoli della moltiplicazione della tecnica sopperiva a tutte le domande metafisiche possibili; la quantità delle merci era il vero “miracolo economico” e quindi l’industria poteva sostituire anche alla domanda del Cristo dei Miracoli.
L’arte monoteista astratta, priva di immagini, aveva vinto trasformandosi in ateismo, ma poi, lo stesso monoteismo verrà surclassato con l’avvento dell’indisciplina sociale nichilista
Con due potenti guerre sanguinarie, l’ateismo aveva annullato tutte le periferie religiose e gli ordini che le costituivano. L’Ateismo industriale si impose come oggetto non creato da Dio ma dall’intelletto umano. Il Capitale diventerà la Religione capace di governare i popoli e mestieri, determinare mode e Arte. Il valore dell’Arte sarà misurabile solo in valore monetario d’Asta o di Mercato.

“Chi offre di più?”

Nel suo processo di smaterializzazione dei contenuti d’Arte, oggi, nelle dimore umane, lo schermo è il “quadro” più animato e adorato della storia dell’Arte. Basta un solo quadro per vedere dei vari mondi le illusioni come i sogni creati al limite della fantascienza.
Nasce dalla robotica dello schermo ipnotico che un giorno si dissolverà in sculture animate, composte di solo luce.

L’Arte si trasformerà in trucco magistrale simile al reale. Il “falso simili al vero”, la manipolazione cerebrale, la deviazione culturale e concettuale saranno di proprietà. Come asserviva Picasso, in arte: è tutto un “copiare e rubare” distruggere per ricreare il medesimo distrutto: “simile ma non uguale”,

continua: segue 2/3


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Picasso: 120.000 quadri e più.

La Fabbrica Picasso

Se Pablo Picasso non fosse al riparo dai “Segugi di Artemide”,  i suoi cataloghi, gli articoli d’Arte, le recensioni che ripetono a memoria la stessa cantilena da anni osannandolo  maestro al di sopra di ogni suo collega, i mercati d’Asta non saprebbero come nascondere una anomala “Fabbrica Picasso” che gli stava alle spalle con tanto di dipendenti, manager, mercati,  collaboratori  esterni, battitori d’Asta, critici, fotografi, scenografi, cineasta, giornalisti e mille intellettuali che gli facevano quadrato intorno e altro ancora e di più .

La Fabbrica Picasso era una macchina perfetta e mimetica. Analizzandola da vicino è un macchina isterica d’alta produzione di quadri  ed oggetti d’arte e cose di terzi firmate per un totale 120.000 pezzi catalogati come se non fossero soprammobili e ceramiche fortemente decorative da  espandere sul Mercato mondiale a chi è disposto a sostenere un mito fortemente economico e non certamente l’Arte. Picasso è un Copy severissimo a protezione di una Industria funzionante 24 ore su 24 in tutto il mondo. Quanto lavoro dietro.
Se aggiungessimo a ciò le sue avventure amorose, politiche, belliche e relazioni artistiche o ministeriali, pare legittimo chiedersi: “Quanti erano i Pablo  Picasso nel mondo? ” e qual’era il suo carburante da renderlo  iperattivo?
Alice Toklas nelle due biografie degli artisti conosciuti ai tempi, ci narra di un Picasso che avesse degli allievi in Spagna, ma anche copisti e riproduttori in Romania. Nella corrispondenza col suo gallerista/piazzista, Picasso ci confida attraverso il suo Agente dal quale passare per firmare opere di cui non era a conoscenza. Che Picasso fosse un disegnatore assiduo, quello si, e che spedisse i bozzetti da far realizzare ai propri collaboratori per poi passare per la firmare è poco noto. Per il pubblico americano G. Stein racconta esserci stato il suo copista fisso (da lei ingaggiato) che riprodurre in bella copia i quadri brutti o i commissionati a bozzetto. Quindi chi disegna su blocchetto assiduamente si presuppone essere un dirigente alla scrivania… quale? Verrà indagata.

Nel frattempo le indagini proseguono verso la sospettata produzione della misteriosa “Fabbrica Picasso”.

foto: Atelier di Picasso

Se prendessimo tutte le sue opere sparse nel mondo e aggiungessimo quelle mai catalogate e le volessimo suddividere in ore di lavoro, il conto non torna. Una simile produzione non può realizzarla una singola persona. Indagando nella sua vita privata troveremo molti giorni scioperati, mesi e anche qualche anno passato senza produrre nulla. Il  calcolo delle ore fa dedurre che a monte di tale produzione qualcosa non torni, quindi l’idea di una Fabbrica o marchio di Fabbrica prende legittima forma. Tornando a chi, futura socia in affari parlò di lui, di Gertrude Stein leggiamo quanto segue:

Una delle cose che m’interessarono di più furono le conversazioni che ebbi dopo aver scritto L’Autobiografia.
C’è sempre qualcosa che uno vi dice su qualcuno che non si conosce ancora, Marcoussis mi parlò di Picasso e Guillaune Apollinaire e Max Jabob. Mi disse che lo sapeva da quei tempi, eppure era molto giovane, comunque mi disse che in quei primi tempi Picasso aveva concepito la produzione in serie esattamente come la facevano in America. Diceva che ogni poeta doveva scrivere una poesia come lui doveva dipingere un quadro al giorno e se lui dipingeva un quadro al giorno ci sarebbe stato un tale ammasso che avrebbe completamente forzato un mercato per le poesie e i quadri e sarebbe successo questo. Diceva che dovevano portare ogni giorno la poesia a lui, e naturalmente lui avrebbe avuto un quadro pronto da mostrare e così faceva e loro facevano. Certo, loro non facevano tante poesie ma lui fece un quadro al giorno.

Bene; quando afferma: “Picasso aveva concepito la produzione in serie esattamente come la facevano in America.” si parla di “catena di montaggio” seriale come quella idealizzata dall’economista americano Federisc Taylor per la Ford.

Ora facciamo due conti della serva.

Concediamo a Picasso 360 giorni lavorativi per un totale di 360 quadri all’anno che moltiplicati per 72 anni lavorativi dall’impegno preso ai tempi del  BateauLavoir fanno un totale di 25.920 quadri. Andare a 120.000 quadri mancano all’appello 94.080 quadri. Per correttezza di calcolo e per realizzare una simile produzione ci vogliono almeno 5 Pablo Picasso impegnati tutti i giorni e per tutta la vita, sparsi nel mondo senza fare mai un giorno di riposo o vacanza altrimenti i conti andrebbero a rialzo.

Numero 120.000 quadri e non c’è una sola fotografia sua con la maglietta sporca di colore, ne maniche, ne mani?

Pablo Picasso e B.B. (Brigitte Bardot)

Approfondendo la ricerca sulla sua vita privata ne esce un Pablo Picasso “Noir”, pedinato dai servizi segreti francesi che mette a dura prova i migliori ispettori e detective  politico/militari stranieri, professori d’Arte, Critici, Collezionisti e agenti di Finanza, venendo alla luce, tracce di una serie di reati da citare Pablo Picasso a giudizio davanti ad un tribunale Internazionale d’Arte  per un severo Giudizio Universale.


Cubismo e Picasso
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DADA: Sindrome Giacobina (1/2)

DADA: Orrore amato

E’ tradizione francese rivoluzionaria decapitare i sovrani o a chi, onesto, capito il gioco, smaschera gli agguati degli assaltatori mimetizzati. Quella feroce crudeltà francese non è l’espressione del popolo di Francia ma di quelle Avanguardie infiltratesi diversi secoli prima  (450 anni max sanciti dalla legge divina) per appropriarsi di tutto l’Oro e le ricchezze di uno stato e lo stato stesso come successe ancora oggi dai tempi dei faraoni.

Fu grazie alla “Rivoluzione” aizzata in nome della Liberazione (da cosa poi?), che i giacobini hanno perpetrato i peggiori crimini e massacri che la Francia potesse subire a proprie spese. Per fare ciò, ci volle una reparto specializzato che non avesse – per legge  divina – l’anima (fenech), e che nessun vivente fosse considerato  possessore di anima, per  poterli  decimare senza rimorsi di coscienza ed eliminarli come corpi animali da macello e conquistare la Francia. Conquistarla non sui campi di battaglia, ma dal suo interno stesso senza essere riconosciuti, appunto, con la Rivoluzione.
I Borghesi di Francia insorti, inscenarono  una rivoluzione popolare che popolare non era ma Borghese, rivoluzione per la trasformazione dello Stato Monarca in Stato liberista. I Giacobini furono la colonna armata di quei feroci Borghesi.

Ma chi erano veramente i giacobini e come si sono costituiti in banda armata così tanto potente? I Giacobini erano le Avanguardie alla riscossa appartenenti ad un antichissimo esercito senza nome e stato che tutti gli eserciti del mondo vogliono possedere (per legge divina). Stiamo parlando dei cosmopoliti discendenti della tribù di Giacobbe conosciuti alla Storia moderna come i Giacobini. Altre tribù di Davide, in altre Nazioni del mondo,  hanno preparato le loro rivoluzioni sanguinarie o le stanno preparando come “rivoluzioni colorate”, non sempre finite nel sangue, ed altre ancora ne seguiranno ciclicamente in tutti i settori sociali e di sviluppo nei vari stati; tutte  uguali, stesse modalità, rituali.

II°
Perché furono tanto feroci?

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Per capirli bisogna andare a leggere il loro manuale comportamentale: Genesi-Bibbia: la quale chiarisce il senso di tanta violenza rituale ed odio. Giacobbe, figlio di Isacco, colui che sul patibolo, il padre Abramo tentò di recidergli la gola per attuare la giustizia paritetica esemplare contro la moglie Sarah che aveva condannato a morire di stenti il primogenito di Abramo Ismaele, avuto da Agar, giovane schiava favorita, e che per non condividere Sarah con nessuno  il  futuro regno mondiale “Promesso” dal loro Dio, in tal modo, Sarah sarebbe diventata la Regina Madre (la Matriarca) generatrice del popolo degli ebrei fondatori del popolo di Israele. All’inizio di ogni futuro impero, c’è sempre a monte un rito di morte tra fratelli o coi genitori ove si da luogo a un giuramento tra la Vita e la Morte.

Abramo venutolo a sapere, per punire Sarah del gesto sacrilego con la sua lama giustiziera stava incidendo la gola innocente del povero Isacco ancor prima di essere avvertito in tempo da un messo,  annunciante il ritrovamento del figlio Ismaele e la madre sua ricondotti a casa vivi. Isacco, si narra, fosse un taciturno dalla voce fievole ed afona, silenzioso, parlando poco per tutta la vita. La lama di Abramo aveva inciso a fondo senza recidere la carotide creando danni alla laringe. Mistero del rito ebraico che li lega alla parola nascosta o non pronunciata.

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Da quel sacrificio umano è possibile  comprendere appieno il comporta-mento dei discendenti di Giacobbe figlio di Isacco nipote di  Abramo.
I Giacobini vedranno in quel gesto teologizzato, la “giustizia” divina in loro favore  contro chiunque  avesse mandato a morte uno di loro, diven-tando quel rito umano propiziatorio, scuola del pensiero abramitico.

Foto: Ghigliottina giacobina.

III°
Palazzo Eliseo
I giacobini, sterminata la famiglia  reale e concubini, da  quel momento in Francia  la pittura greco/romana  di stampo pagana, cui i Sovrani amavano circondarsi per lo splendore pittorico a decoro delle loro reggi e giardini, la bandirono per sempre. Sfrattate le autorità monarche e cortigiani, una serie di palazzi residenziali della nobiltà monarchica pagana furono adibiti a usi diversi. Tra queste c’e ne una che desta la dovuta attenzione, un palazzo diventato poi noto in tutto i mondo come “Palazzo Eliseo”, residenza stabile del Presidente della Repubblica di Francia.

Domanda: “La sontuosa dimora pagana dei Campi Elisi, costruita a monte delle modeste botteghe e via di commercio,  posta nel centro di  un faubourg , si ammantò segretamente fin da principio come Palazzo dedicato ai pagani Campi Elisi o la sua destinazione fu camuffata solo in seguito per altri intenti?   Perché in arte ci si deve porre questa domande e a quale fine? Ricordiamo il lettore che questo articolo nasce per scoprire le origine profonde del Dadaismo.
In Arte questo “test” diventa un bel dilemma, in quanto poco si sa sulle tribù di Israele presenti in Parigi prima della Rivoluzione, tribù adunatesi per la grande impresa finale rivoluzionaria per poi scomparire nel nulla facendo perdere le proprie tracce nel sommerso urbano, dirigendo come setta segreta la Francia.
I soli giacobini non sarebbero stati in grado di inscenare una simile rivoluzione e di così grande portata. Palazzo Eliseo sorgeva sopra un Borgo (i borghesi) con un’ampia strada centrale che portava fino all’uscita verso le Porte della città. Di mattina presto, il portone veniva aperto e,  su quella strada, avveniva il mercato di merci varie per l’approvvigionamento e funzionalità della città di Parigi.
E’ arcinoto che la dove c’è il Mercato, i cosmopoliti razzolano per il monopolio di tutte le merci per poi distribuirle per la città variegando i prezzi  asseconda delle opportunità. Nasce il monopolio etnico e con esso una robusta economia in mano a pochi. E’ arcinoto anche che, la Francia aveva i suoi confini sconfinati fino in America e il re Sole solea dire per quella questione geografica estesa: “Sul mio Mondo non tramonta mai il sole”, quindi neanche il cibo.
Che sia stato il Palazzo Eliseo la sede ideale di cospirazione giacobina fin dalla nascita e organizzatrice di lobby commerciali dei discendenti del culto del profeta Eliseo?

Vediamolo.
Nel lessico francese i campi Elisèe e il profeta Elisèe si scrivono e pronunciano allo steso modo. Sfido chiunque riconoscere tra i due “Élisée et Élisèe”
dove si nasconda il Profeta.
Si narra che il giovane Eliseo fu trovato nel suo Campo arandolo alla guida di una nutrita muta di buoi. Elia il profeta passando, lo spronò a seguirlo scegliendolo quale suo allievo e successore, appunto: Campo di Eliseo, un campo ostile alla coltivazione. ecc.

Da Wikipedia France:

Élisée (hébreu : אלישע ; arabe : اليسع) Élisée est un prophète de l’Ancien Testament dont l’activité est edécrite dans le deuxième livre des Rois. Son nom vient de l’hébreu El Yasa que l’on peut traduire par Dieu a aidé. À une époque troublée où les rois d’Israël successeurs de Salomon s’adonnaient à l’idolâtrie et à la débauche, Élie et Élisée ne cessaient de rappeler à ces derniers qu’ils devaient se détourner des divinités étrangères, Baal et Astarté, et retourner au culte du seul vrai Dieu. Il est fêté le 14 juin

traduzione:

Eliseo (ebraico: אלישע; arabo: اليسع) è un profeta dell’Antico Testamento la cui attività è descritta nel secondo libro dei Re. Il suo nome deriva dall’ebraico El Yasa che può essere tradotto da “Dio aiutato”. In un momento travagliato in cui i re di Israele, successori di Salomone, si abbandonarono all’idolatria e alla dissolutezza, Elia ed Eliseo continuarono a ricordare loro che avrebbero dovuto allontanarsi dalle divinità straniere (pagane), Baal e Astarte, e tornare al culto dell’unico vero Dio. Eliseo si celebra il 14 giugno.

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La traduzione presenta un difetto di forma  sui tempi di adorazione del Vitello d’Oro, cosmologia  già sistemata da Mosè nei confronti del fratello Aaron fondendo il Vitello a favore della conia monetaria, imponendo le tasse su tutto.
Tornando al Palazzo Eliseo, pochi storici si accorsero sulla manipolazione segreta e sostituzione d’intenti nel quale finirono i nobili Campi Elisi  in ciò che è l’attuale Palazzo Eliseo, oggi sede del Presidente della Repubblica di Francia. La Repubblica divenne un modello sociale laddove i cosmopoliti vincenti governavano. La loro organizzazione sociale prenderà il nome politico di Partito Repubblicano.

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Il primo Presidente della Repubblica francese  a prendere dimora fissa nel 1874 a Palazzo di Eliseo fu M. Mac Mahon, Gran Generale del Risorgi-mento italiano, di stampo repub-blicano, diventato poi   Maresciallo di Francia che a seguito della caduta del secondo impero divenne prescelto quale Presidente della Terza Repubblica francese, proclamata il 30 gennaio 1875.
Il Risorgimento italiano diretto dal Generale Mac Mahon,  fu una manovra militare di successo che mette in luce però la matrice di quella strana rivoluzione italiana presentandoci il nostro Generale come un Gran Massone Cosmopolita. (altro argomento)

Palazzo Eliseo da Wikipedia:

Imponente dimora signorile, sorse fra le modeste botteghe del sobborgo (faubourg) Saint-Honoré. Venne edificato dall’architetto Armand-Claude Mollet fra il 1718 e il 1720 per Louis Henri de La Tour d’Auvergne, conte d’Évreux. Il complesso venne concepito, secondo il gusto del tempo, sul tipico impianto dell’Hôtel particulier: palazzo inserito lungo un asse trasversale dove sul davanti si apre la corte d’onore e, dietro, i giardini. Ne rappresenta uno dei migliori esempi.

Patrizio M. Mac Mahon duca di Magenta e Maresciallo di Francia poi, nel 1874  in una  Francia caotica che si stava normalizzando divenne Presidente. Da quel momento in poi, la Francia si ammanterà di oscure trame internazionali alleandosi agli Stati Uniti d’America tramando contro tutte le Corone europee da scalzare. L’Arte diverrà un mantello floreale da dove tramare una futura Europa da conquistare; da qui hanno radici  le Avanguardie artistiche francesi, avanguardisti che in nome dell’arte facevano valere il diritto di sconfinare in altri Stati usando linguaggi criptati dentro l’Arte.

Da quel momento cominciarono in Francia le prime timidi operazioni “Anti Arte” sostituite i tradizionali decoratori figurativi per dare spazio agli imbianchini dalle tinte monocromo piatte, le operazioni di messa al bando  del paganesimo e per l’ennesima volta da parte del sistema monoteista biblico diede il via a quel lungo processo mimetico di smantellamento della figura umana e animali, possessori di anima e quindi di  sentimenti per far posto alla disintegrazione pittorica a favore della  geometrica decorativa piana o astratta futura. Con la retorica dei nuovi filosofi sostenitori della logica pura, cominciava a farsi strada in  Parigi la Seconda Repubblica, Parigi fu sottoposta a una forzata modernizzazione da reggia Città Stato Borghese, dove vigila la proprietà privata esentasse. L’adesione fu totale come anche l’illusione. Nel frattempo  s’impose il modello industriale, sistema dai grandi numeri e prodotti innovati. Nasce una città moderna fatta di grandi viali, amplissime piazze esaltate da monumenti in centro, punto di incrocio di molte strade. 

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Foto: Arco del Trionfo e Champs Elisèè

Espandendosi le città a dismisura, furono abbattute le mura di cinta e le Porte doganali  difensive d’entrata, diventarono Monimenti storici e crocivie in tutte le città d’europa

La pittura classica del tardo Ottocento, attraverso una congrega di allievi cosmopoliti che  occuparono lentamente la direzione delle Accademie d’Arte a Parigi avviarono quel processo di astrazione rappresentativa composta da solo oggetti quotidiani (e nature morte) o figure ridondanti piane, dando la preferenza alla linee geometriche e filiformi (Art Nouveau e Liberty). Le Avanguardie più avanti, consolidatesi, bandiranno dai loro Manifesti dogmatici  l’ipnotica “Grazia Femminile” svuotandola delle ridondanti superfici carnali preferendole in figure piane sempre più invisibili, eteree femminilità, in favore di una donna Borghese composta a mo di manichino come le mode dettano, inneggiando la propria sartoria mentre stava avanzando il fatidico giorno in cui i Manifesti artistici bandirono ufficialmente la donna romantica a favore di una donna  rilegata e imbruttita addetta alla produzione industriale in vista delle mattanze belliche in cantiere che essi stavano progettando.

Ma la Rivoluzione francese cosmopolita, che si era monopolizzata l’intera filiera produttiva e politica dello stato, non volle dividere la torta (come promesso) col i volghi lavoratori suoi. La Borghesia aveva generato promesse piene di speranze ma mai mantenute. I Borghesi, con l’inganno avevano seminato qualcosa che gli si rivolterà contro: il Socialismo e con esso il primo vessillo rosso nato in Francia: la Bandiera Rossa.

continua:  Sindrome giacobina (2/2) 


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Picasso: Bateau-Lavoir

“Arriva un Bastimento carico, carico, di?…nuovi  Artisti!”

800px-Modigliani,_Picasso_and_André_SalmonFoto: Modigliani, Picasso e André Salmon, 1916

Andrè Salmon nato nella Polonia russa, da una famiglia ebrea di nove figli. I suoi genitori, Schlomo Leb Goldberg e Julie Danzyger, sono commercianti ricchi e ben istruiti. Ha svolto una parte dei suoi studi a “Ginevra” prima di andare a Parigi nel 1891, si iscrisse alla Facoltà di Medicina per “studi medici che non finirà mai.” (un altro dal biennio medico) ,

Un decreto di espulsione adottato contro di lui il 26 dicembre 1896, lo esiliò  per Londra dove fu imprigionato per le sue attività anarchica. Alla fine ottiene un permesso di soggiorno a Parigi. Soggetto a buona condotta (avrà gli arresti domiciliari). Si dedicherà alla letteratura.

Mecislas Golberg, dopo tante controverse politiche manifestò tendenze anarcoidi per sfociare infine nell’anarchismo ufficiale. Fu uno degli scrittori più rappresentativi dell’anarchismo di alto livello. Si arruolò nella Legione Straniera e tornò a Parigi. Diventerà attivista negli anni che porteranno la Spagna sull’orlo dell’abisso ideologico e rivoluzionario sfociato nella Guerra Civile. Stiamo parlando di una Spagna che sarebbe dovuta diventare il primo Stato Anarchico al Mondo. Ciò non  fu possibile a causa di interventi militari delle destre fasciste italo/tedesche che diedero manforte con il proprio volontariato ed apporto tecnologico assicurando la Vittoria al Generalissimo Franco.  Mercilas Golberg come altri artisti dell’ Avannguardia (i surrealisti) vedrà sfumare il suo sogno d’amore per l’Anarchia vittoriosa, ma verrà mai a sapere sul tradimento dei propri compagni di fede doppiogiochisti a favore delle  destre, controspie presenti nello stesso  Bateau.Lavoir?

Morì di tubercolosi poco prima della pubblicazione di The Morality of the Lines , uno studio ispirato e illustrato coi disegni di André Rouveyre (le seguenti divinità di Carcasse ), presentato come un trattato di estetica precubista .

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Bateau-Lavoir :
Il Bateau- Levoir era uno stabile sito al numero 13 di place Émile-Goudeau nel quartiere di Montmartre a Parigi e famoso per essere stato l’abitazione di numerosi artisti del XX secolo di fama internazionale.

Note:
Edificio ampio e fatiscente, era stato un laboratorio di pianoforti poi dis-messo. Nel 1889 venne “rimodernato” dal proprietario che volendo realizzare un discreto guadagno lo trasformò in una palazzina con dieci appartamenti.Lo spazio riattato, essendo stato suddiviso in millesimali,  fu molto ridotto a causa dei nuovi lungi corridoi. Per realizzarli si utilizzarono delle carpenterie mobili in legno ricavando nuovi ambienti e trasformando l’immobile simile ad un labirinto.

Essendo privo dei servizi primari, quali gas ed elettricità, il covo si presentava “sparta-no”. L’acqua arrivava solo al primo piano, e gli appartamenti avevano delle pareti divisorie così sottili che gli ambienti erano freddi d’inverno e caldi d’estate. Picasso lo volle come base operativa per il  suo gruppo  cosmopolita nascente capace di tenere rapporti trasversali in Russia, compreso  quei paesi europei che avrebbero subito la trasformazione violenta inscenata nella prima Guerra Mondiale. Affermerà infine Pablo Picasso: “La Grande Guerra l’abbiamo fatta noi Cubisti”

ELENCO DEGLI ARTISTI residenti e frequentatori abituali

l primo artista a viverci fu Maxime Maufra. E’ stato pittore, incisore e litografo francese. Fece parte della Scuola di Pont-Aven,  pittori del Dipartimento della Marina. Maxime segnalò a Picasso la palazzina e in breve, il luogo divenne punto di incontro per molti “artisti” fino a diventare celebre quando Picasso andò a viverci. Il gruppo più consistente di artisti che si stabilì nel 1908 e comprendeva:

Georges Braque,
Max Jacob,
Marie Laurencin,
Guillaume Apollinaire,
André Salmon,
Maurice Raynal,
Juan Gris,
Fernand Léger,
Robert Delaunay,
Albert Gleizes,
Andre Lhote,
Jean Metzinger,
Francis Picabia,
Alexander Archipenko
e Paul Gauguin
(ospite di ritorno dal suo primo viaggio a Tahiti.)

Nello stesso anno, in onore del povero pittore naif  Henri Rousseau del quale aveva appena acquistato un quadro, Picasso preparò  in onore dello sfortunato Rousseau, un banchetto memorabile nel locale che in seguito prenderà il nome la “Villa Medici della pittura moderna”.

Tra le personalità che invece frequentarono solo per contatti il Bateau-Lavoir, ricordiamo: Matisse, Modigliani, Derain, Dufy, Utrillo, Apollinaire, Gertrude e Leo Stein, Alice B. Toklas, Cocteau, Radiguet, Dullin, Vollard, Denis, Ardengo Soffici, van Dongen, Gris e Brâncuși.


Ideali comuni.

Foto : Jun Gris,  ritratto di Paplo Picassso in divisa militare della Marina Francese.148B1220.jpg

Cosa avevano in comune tra loro oltre ad essere operatori di arti figurative  e arti varie? Erano tutti rigorosamente ebrei. A questo punto si chiarisce da se il concetto “Cosmopolita”.
Il giornalista e teorico Theodor Herzl realizzò il primo Congresso Sionista Mondiale a Basilea dal 29 al 31 agosto 1897. Gli ebrei, esuli senza patria da 2 mila anni, si presero l’impegno di far risorgere la perduta Israele entro l’anno 2.000. Sottometteranno tutti gli stati del mondo al loro volere. Basilea fu il giuramento dagli affiliati dando vita al concetto Semita  durante quel  Congresso.
Per gli artisti, l’Arte sarebbe dovuta essere la loro Sinagoga per eccellenza, ma cosi non sarà quando si rivelerà nel corso delle indagini essere la Svizzera la madre patria di tutti i Cosmopoliti indipendentemente dalla fede religiosa o politica nell’arte,  letteratura e scienza. Ma la “questione ebraica” esula in parte da questa ricerca sull’uso indiscriminato e improprio dell’Arte per altri fini, anche se, dopo tutto, l’arte rientra anch’essa in quei confini che si reputano nel mondo essere “Neutrali”: la Svizzera, deposito valutario e patrimoniale dell’Arte di tutto mondo fino alla nascita d’Israele. A quel punto le regole cambiano e la Svizzera di troverà spogliata sempre più in materia di “sovranità neutrale”.

I cosmopoliti del 1917 si ritroveranno ad apprendere le nuovi lezioni  “d’intervento” aggiornando il nuovo lessico a Zutigo, facendo sparire le proprie tracce dei moti precedenti dando vita con nuovi incensurati soggetti “artistici “.   A dar vita e  designare le nuove strategie in sinergia con le “correnti del disordine” di agenti artistici e politici, assumeranno il nuovo titolo artistico privo di radici,  identificative, dal nome DADA.

Sarà proprio Marcel Duchamp, fondatore della corrente DADA,  il filorosso che ci permetterà di pedinarli tutti  sulla scacchiera geoartistica da lui diretta.

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 continua


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Arte: La Rosa dei Venti… e i Rosacroce.

“ROSE is rose, is rose is rose…”

alice toklas

All’inizio del 1900, mentre le due scoperte, il Telefono e Telegrafo avanzavano prepotentemente dando il loro immediato risultato in benessere alla società americana, modernizzandola, una altro elevato Genio nato a Milan (Ohio-USA), inventore del Fonofrago – primo linguaggio sonoro saturnide – darà alla Luce: Edison.
Thomas Alva Edison: affiliato alla grande organizzazione segreta ebraica accentratrice di novità, che grazie al suo ingenio e capacità di generare e adunare a se più di 1000 scoperte ed invenzioni, diventerà per la storia fantastica del genio umano una delle stelle più scintillanti della cosmogonia industriale.

Avvallato il meccanismo perenne delle invenzioni continue, il secolo Novecento si aprirà all’insegna dei Monopoli, segrete organizzazioni affaristiche, e che tali resteranno per tutto il secolo e in  poi. Queste, ambiscono a diventare – con le buone o con le cattive – i Governatori del Mondo. Nasceranno come piccoli gruppi omogenei e sempre tali resteranno al vertice o assecondo del potere acquisito. Le lobby Multinazionali  si formeranno in Ministeri antigovernativi che si  aggireranno  come ombre furtive e invisibili rispetto ai cavalierati  Statali e ufficiali. Nessuno deve sapere chi sono e come agiscono, se non i comandanti stessi delle Lobby o i loro fidi sottufficiali, futuri eredi legittimi alla successione di Morte. Proprio perché questo popolo non ebbe Patria nel mondo, si aggirava indisturbato in quanto, i fedeli, erano “agenti” perennemente in servizio e a vita. Unico segno di riconoscimento nei maschi: la Circoncisione.

Eccolo il segno divino di Saturno contaminato con Crono: il prepuzio reciso, la castrazione, l’anello circolare di fede, la falce di Vita/Morte che miete, il RE/cidere i sovrani; l’accerchiamento,  la circospezione, la circolazione di dati; la circumnavigazione di isole econtinenti, il nascondere i propri figli nel ventre delle nazioni (Arca), il Re-ccidio dei propri figli  traditori ecc . Eccolo il Grande Ventre apparire come “Arca dell’Alleanza” e, gli Alleati dopo il ’45, alla nascita della Nato, saranno i primi ad essere presentati ufficialmente come “eletti pubblici” pronti per ulteriori  battaglie tra Titani e Giganti alla conquista finale del pianeta e Universo.

Nel 1905 apparve tra i belligeranti la prima Stella Bianca americana dell’Alleanza in armi, madre della futura Nato fondata il 4 aprile 1949.

Il Monopolio economico per l conquista dell’Arte europea atta alla manipolazone delle coscienze fu affidato dai monopolisti del cotone e acciai alle signorine:  Gertrude Stein e Alice Babette Toklas. Esse aduneranno e finanzieranno gli insurezionalisti i reduci di Russia e gli intelletuali squttirnati il vista del mutamento politico europeo da stati Monarchici a stati assogettati ai regimi paramilitari in vista della programmata invasione e conquista della Russia. La scienza rosacrociana degli stati nazifascisti europei sconfitti, verranno trasferiti in massa nelle strutture di intelligents, scientifiche, industriali e militari d’America e colonie sparse aumentando il patrimonio politico della Nato.

 

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foto: 1949 Consiglio Superiore NATO: “La rosa dei Venti” … rose, is rose, is rose, is rose


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