Poesia cosmica n. 17

Come ti chiami ?

Vega_star - Lira

Il vento del nord fermò la bufera di neve,

le costellazioni brillavano e tra i dispersi notturni

dovetti ospitare  sotto la tenda da campo

nel sacco a pelo, una morettina infreddolita.

Troppo stretto per due: “Mi scaldi la schiena?”

S’addormentò cosi, di colpo, accovacciata.

Respirava lentamente e serena.

All’alba, ancora rannicchiata, girato il volto

era ancor più carina col sorriso riposato

quando disse: “Come ti chiami?”


home page 
Enea archivio

Poesia Cosm/orfica n. 15

Il paese muore.

 

Con la valigia in mano non saluta nessuno.

Il tramonto è veloce e sereno come ogni sera.

Due gabbiani ondeggiano al vento solitari

con l’unica bambina sotto che gioca sola;

ultima persona nata dall’intimo atto d’amore.

“Signore, anche lei se va… non torna più?…”

Le cade sulla fronte una goccia commossa dal cielo

la gabbinella lo conosce, sa che non tornerà.


home page
Enea archivio

Poesia cosm/orfica n. 14

Il Velo del Tempo

Voglio vederti, riconoscerti.
E’ passato tanto tempo, lo so,
da quando ti ho dimenticata.

Ora sono un uomo libero
e vorrei scegliere te.

Sei pazzo!” esclami
e di nuovo lo dici,
di nuovo, di nuovo.

mi piace come lo dici.

Mi convinci a darti ragione.
Non conviene voltarsi indietro
potrei rivedere un altra,
come affermi laconica
una che più non sei.

 

3efdd271e87d6edf4de0eead25eec73b


home page: 
Enea archivio

Poesia cosmica n. 10

A SATURNO

Intona mp3,  intona un altro brano ancora.

Lei oscilla i fianchi come inghirlandati

Danza per altro uomo e lo sogna, si vede…

Perché distrarla dal floreale sogno d’amore?

E i saturnidi piatti oscilla sotto l’acqua, li lava,

Li plana dischi volanti senza alga alcuna

Risvegliarla dall’ altro.. no no..  non ci penso :

Com’era bella di me innamorata prima d’ora

bella così sarà ancor per lui.” Così di lei dirò

solo cose belle perché lei sa amare veramente.

Il mio amore, lo ha saputo  adorare veramente

e piove… piove ancora in me lo sciacquo dei piatti

cosi che ella ancor mi riaffiori in mente.

garofani-rossi-rosa-zoom

 


home page

Enea Archivio

 

 

 

Poesia cosmica n. 9

Arrestati! Sei bello!
becca

Enea:
“Musa, sono venuto per non tornare.”

Rebecca Abdu‏ (a memoria)
:

“Perché sei tornato Bianco Destriero?”
Con che tenacia sei tornato a divorarmi.
Non è passato un anno e ancora ti presenti,
perché vuoi la mia vita e io sarò costretta  cederla. Con te non si combatte, si può solo sperare di non soffrire.

Enea:
” Mai corrisposti noi poeti, gli amori possiamo solo inventarli per amarvi a modo nostro.

Musa, voglio un goccia della tua essenza
o dall’anima te la strapperò e in me rivivrà eterna anche senza la tua presenza.

Mai nessuno riconoscerà la tua essenza
sulle labbra mie dalla favella prigioniera,
rima incantata innamorata e mai baciata.”

Rebecca Abdu;
“Amami se vuoi, lo voglio!
Baciami sulle lebbra senza farmi male, 
ti sverserò il nettare che vuoi, senza lacrimare.

Altri verranno ancora a implorare
ma tu, non tornare ti prego,
me lo hai promesso, non tornare!….


home page
Enea Archivio

Poesia cosmica n. 7

Stupro

Teste! Si confessi:

“T’amo – disse – Sei mia!”  e nell’esalare
ciò che fu  il suo unico sospiro d’amore,
tra le spire di un abbraccio gigante
mi ritrovai costretta al muro poi a terra.
E al lobo poggiato il labbro, sentii
il respiro bestiale diventare più pesante,
possente, potente, furioso nell’incedere
come da fonda caverna uscito il bestiale
per avvolgermi d’afosa calura quel corpo
teso, indurito, ringhiante animale che…

con colpi di reni nel fondo delle viscere
cercava di sfondare con rantoli e artigli
ferrei sui miei polsi deboli, a terra schienata,
sottoposta a peso, avvertivo lo stupro iniziare
dimenandomi di furie impazzita  ma ristretta.

Sentii uscire dal profondo suo ampio petto
la spaventosa voce  cavernicola: carnivora!
Potente! Bestiale! esalando io dallo spavento
un gemito tremulo come di preda ferita ,
sottomessa a quel taurino mugghiante che
di pene inflittami, cerva urlavo prigioniera
a tanto ardore e passione d’uomo che no sa fare,
e che comunque,  disperato, voleva riversare
col seme nel lavacro del ventre mio, la sua vite;
due volte credo poi più, chetandosi il mio lamento
divenuto placido, accomodante la passione discesa
fino a quando le forze gli vennero a meno.

Denuncialo!
Già fatto.
E’ stato arrestato.

Tra le braccia sue protettrici,  ancor io pulsante
di fremiti interni gli accarezzai il corpo ampio
su di me adagiato per calmarlo privo di forze tese,
reso scolpito e pallido, immobile nella placata fantasia
e bello da vedersi nudo disteso su di me e poi di fianco.
Lo ammirai, lo accarezzai, era divenuto mansueto.

Or condannato, come posso chiedergli perdono.
Mi amava a modo suo, mi amava… e non lo sapevo:
ero l’unica sua esperienza e mia di etera amata.

Non so… non so…
Or quel muggito or mi manca.


 

 

home page

 

 

 

 

Poesia cosmica n. 6

Siamo stati denutriti.

Siamo privi di elevazione spirituale,
la nostra ragione vuole avere ragione
a tutti i costi perché capitalizzati
quantificando ciò che vorremmo
di un peso che non sa più elevarci.

Abbiamo perso le ali, siamo illeali.

Ascolta, la senti la musica, è senza anima,
oscilla il tuo corpo sinuoso al richiamo
e ti guardo come non mai sei stata guardata
sapendo che non t’inseguirò più.

Senza te mi eleverò e ti sentirai tradita. Vado
nello spazio indefinito permesso a coloro
che sono stati inascoltati e tu: “Sessista!
Maschilista! Etero bastardo! Torna in te!”
E mi scuoti per risvegliarmi. Inutile.
Stai per piangere e non devi. Hai ragione.

Ma non ho più compassione da donare
alle parole, devo andare, voglio andare là
dove nessuno mi attende e in silenzio
aspettare in abbandono il ritorno di chi
smarrito spirito non si ritrovava con te.

Non c’è più nulla da brucare
quindi cerco un pascolo altrove,
perché in Poesia so che ci sarà
Vuoi venire anche tu?

 

digiuno


home page
enea archivio