Santo Padre (Pope)
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Non è Dio a nominare i Santi
Ma chi li ha amati quaggiù.
Non sta a Dio elevare ai cieli i Santi
ma ai fedeli che li invocano da quaggiù.
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“Santo Padre Stalin, aiutaci tu”
“Santo Padre Stalin, pensaci tu”

SUA SANTITÀ’
Così lo invocavano gli oppressi ucraini, polacchi, lettoni e tutti gli stati invasi confinanti all’avanzata delle armate nazi/fasciste sterminatrici.
Nei campi di sterminio Dio è morto, o fu impotente, inesistente, assente. Pur pregandolo, invocandolo disperatamen-te, Egli non dava segni di vita:
il loro Dio era morto.
Come l’ateo nel deserto smarritosi invoca un Dio inesistente quale ultima possibilità per una goccia d’acqua e non dover morire crudelmente, cosi i popoli europei invasi dai folli, videro in Stalin il Divin Salvatore. E lo pregarono, lo invocavano, affrettandolo.
Stalin era l’ultima goccia d’acqua nel loro deserto.
L’uomo Salvatore diventa fratello, diventa santo, diventa Dio perché la metafisica osservando la battaglia nota un “riscatto invisibile” rimontare nelle battaglia.
L’assetato salvato in extremis santifica con giusta ragione il Salvatore e i soldati suoi immortali che avanzano senza paura affrontando il mostro umano, inseguendolo senza dargli tregua.
Quando il salvatore appare, l’invocazione prende luce mistica nella ragione oppressa, divinizzandolo il liberatore con riconoscenza. Nasce la fede politica, storica, il “segno divino”.

Il bambino Pope Stalin, seminarista ortodosso che sospese gli studi per dirigere la Rivoluzione socialista russa, prima della grande rimonta nella Seconda Guerra Mondiale farà riaprire le 20.000 chiese ortodosse chiuse, libera i sacerdoti e, nominato POPE della Patria (Padre della Sacra Madre Russia) porterà l’Arte iconoclasta in processione aerea sorvolando tre volte su Mockba, chiedendole la protezione mistica.
Foto: Madonna di Karzan
Risultato quando il popolo riprende fede: Sfilata dei prigionieri tedeschi.

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La “Poesia fotografica” può diventare anche “Poesia Epica” insegnandoci che, la metà dei prigionieri fece ritorno per volontà atomica altrui; l’altra metà si diedero per dispersi sposando le vergini e le vedove russe dopo che chiesero perdono dei 25 milioni di giovani soldati mai piu tornati a casa. Il “Prodigio” divino si avverò per un “volere umano”.
Ecco, che la nostra Storia, in futuro, sboccerà nuove origini metafisiche. La nostra storia, forse, tra 300 anni, diverrà materia di religione perché di Segnali mistici e Prodigi ce ne sono stati veramente tanti, ma troppo distratti noi per non averli recepiti in tempo. Ai poeti il compito.
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