Poesia Cosmica n. 50

cosmos

Giudizio Universale

Gli economisti parlavano parlavano…
davano i numeri, numeri sapienti dicevano.
Erano discorsi i loro oramai senza senso.

Se ne parlava già lo scorso secolo,
era il 12 Febbraio prima del Corona Virus
2.020 dopo Cristo.

Cristo era morto da 34 anni
radioattivo, e nessuno s’era accorto,
nessuno, era risorto.

Poeti, distratti!
Siamo ufficialmente nell’Aquarius
siamo usciti dalla Corona dei Pesci
Guardate le stelle, guardatele,
le riconoscete?

Osservate l’asse solare,
Acquario  è privo di Pesci
E’ finita! E’ finita!
Si cambia.

La Terra fu salva,
salva per un pelo!

Si  dannavano gli operosi senza impegni. 

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Poesia Cosmica n.49

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NATO malata!

 Quella bolla sconosciuta appariva ogni qualvolta
la sua mente percepiva frammenti di tutto l’estinto.

Sarà forse per motivi sconosciuti che quella bolla
prendeva una forma germinale nella stanza vuota.

Urla di gioia s’elevano al cielo, ” impossessatevi !!
impossessatevi di tutto ciò che apparteneva alle stelle”

Quali stelle? Riempite i carrelli e svuotate le banche
la Nato è malata!

28/03/2020
Sono nel cosmo da tre settimane, le parole galleggiano,
nella mia stanza prigioniero del lockdown
respiro me stesso dissolto nell’etere d’oriente
dove le guerre sono finite.

ONU: “Sospendete ogni guerra!
Non è tempo, dopo il Covid 19 potete riprenderle”

29/03/2020
Non si odono sparare colpi, gli eserciti sono a letto.
Non vale malati imbroglioni malati, 
la Guerra deve continuare ALZATEVI!
troppo facile uccidere i feriti quando non siete malati… vero?
ALZATEVI! e combattete codardi!

La NATO è morta? No? 
NATO è malata.
Si!
Alleluia! Alleluia!
Fa lo stesso,
accontentiamoci.


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la

Poesia Cosmica n. 48

il dono

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Come ieri raccolsi sui prati fiori non miei per te
oggi ho colto questo foto porgendotela in dono
“al ladro! al ladro !” amor mio mi sgridano dal WEB,
umiliato, mai più nei loro prati coglierò doni per te.

Torno la, dove ieri colsi i liberi fiori e li ammirerò
so esserne spuntati di nuovi sui prati fuori dal WEB
con queste mie povere parole poetiche te li narrerò,
tu narrami dei tuoi liberi fiori spuntati,
il dono primaverile per me.


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Poesia Cosmica n. 44

Stella alpina

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Giuditta implora:
“Poeta, nulla sparisce del tutto
Qualcosina rimane in fondo al cuore,
Vero? Dipende da noi se conservarla
O seppellirla del tutto.”

Mia Giuditta:.
“La Memoria è indelebile,
La puoi rimuovere se vuoi
I suoi semi sparge ovunque
Qualcuno si salva sempre e rinasce.
Esso sa mettere radici tra i sassi
O sotto la neve e ci rincuora.

 


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Poesia Cosmica n. 43

A POETI e SIBILLE

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Mentre per il Vate greco antico (Poeta e sacerdote), l’interpretazione dei sogni, i voli degli uccelli, i presagi femminili e gli eventi storici umani e altro erano materia indovina imparando a interpretare in essi i dettami riconosciuti quali DNA del nostro destino (Fato); alfabetizzandosi il poeta torna Vate se interprete delle parole dette e scritte, riconoscendo in esse il DNA del nostro ed altrui destino quale Volere misterioso Divino.

 

 


foto
: Omero


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Poesia cosmica: Mitomania 1

BAGHDAD

L’OSSERVATORIO

Note si belle escon da un plano
Create lievi da mane maestra
Sussurro soave discende dall’alto
al pian di sopra richiamano la mente.

Salito sulla Loggia per scoprire l’incanto
Appare luminoso il cosmo stasera
Quel cielo blu aprendo il manto
Svela apertamente l’intero Emisfero.

Una ad una nel profondo spazio
Sfavillano di luce le mille stelle
Sparse per tutto il grande campo
Senza coprir le altre si lascian vedere.

contastelle

Questa poesia introduce “MITOMANIA”, la mia prima collezione poetica di facile lettura che pecca d’ingenuità in quanto non essendo ancora formato  poeta, mi cimentavo per divertimento con gli amici poeti di NPS (1990), ponendo poesie a indovinello per eludere la censura mentre a Baghdad si uccide-va ferocemente. I computer degli anni  novanta, in Italia,  funzionavano ancora da telescriventi in supporto ai fax, Videotel, o alla contabilità generale e segreteria aziendale… poi, fu la volta della posta elettronica.

Window non era ancora arrivato da noi e il linguaggio d’uso corrente era Dos.  A quei tempi non erano possibili le correzioni automatiche, ne apporti fotografici o gli ornamenti di squisito sfarzo decorativo come ora. Avevo smarrito il tutto per via di un virus sconosciuto, ma non gettati mai via l’hard disk. Chissà… un giorno…. Qualche settimana fa avvenne miracolo, rileggendomi allora.

La raccolta poetica nacque nel 1991 sotto le bombe quando restai shockato sul comportamento scandalo-so della Democrazia che credevo incapace d’inscenare una guerra tracotante a proprio vantaggio e nome. Restai basito quando vidi i cieli di Baghdad infiammarsi di bombe scintillanti, antiaeree saettanti e fiamme alte e verdi (infrarossi,) in visioni Demoniache.

“Eccoli!” mi dissi, “ecco il segnale divino… ci siamo, sono tornati!” 

Nasce MITOMANIA, (i Miti si ripetono) 

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Incapace di annotare appunti politici che cambiavano ad ogni ora, utilizzai la rima poetica ottocentesca, rime  popolari per annotare il tutto, con strofe brevi di alta sintesi. La collezione narra le motivazioni ideologiche, politiche e religiose di Desert Storm , prima guerra incompiuta americana (e persa) nel Golfo Persico  seguita passo passo di notte e giorno per 42 giorni, tanti furono i giorni impegnati contro i tre giorni preventivamente program-mati da George Bush. “Guerra Chirurgica” per la sua precisione elettronica, non gli faremo male. Così non fu.
foto: Baghdad – Desert Storm 1991.

Quella guerra svelerà tutta la metafisica evangelica sfuggita al controllo dei Cristiani che cimentatisi in quel sacrilegio in veste di aggressori, non capirono di essere loro i demoni fiancheggiatori e che sarebbero stati sconfitti da chi nel deserto pativa sete e fame in attesa del fatidico momento.
Il Dio babilonese “Marduk” era tornato per sconfiggere un altra volta Tiàmat venuta via mare e cielo. Sconfisse con tre “dardi di luce” luce l’orribile Bestiaccia cui nessun aveva il coraggioso di sfidare, bestia spaventosamente enorme dalle mille bocche di fuoco. Marduk nelle vesti di Saddam, ritornato conquistò  per la seconda volta nel Mito il suo primato divino di imbelle. Guerreggerà per conquistare i “dardi di luce”, dardi simile alla spada infuocata che fende la roccia, Arma di distruzione di massa che terrorizza ancora oggi il suo nemico numero uno: la NATO. 

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Desert Storm 1991

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Desert Storm 1991

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TEMPESTA DI SABBIA 1991

battaglia-tra-marduk-e-zu-rilievo.jpgNB: La profezia di Marduk è un testo “Vaticinium ex eventu” che descrive i viaggi della statua di culto di Marduk da Babilo-nia. Prima di Desert Storm, in Iraq, si festeggiò pubblicamente la “rievocazione mistica” del Dio Marduk in abiti antichi  babilonesi e riti antichi propiziatori. Saddam, suo discendente, nel rito ebbe la certezza della vittoria e si cimentò in battaglia senza paura. Marduk nella sua profezia diceva che sarebbe tornato una seconda volta.

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Un lucifero Nato-F117

continua…


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Poesia Cosmica: n. 46 Cernobyl

Da MITOMANIA: Cernobyl

La spada che fende la roccia
antica leggenda dei padri
estratta , alzata ai cieli
punisce piegando gli Stati

“Chi ti ha trafitto con lancia di fuoco?
Chi mi chiama Drago o mio Signore”.

Chi dalle stelle il colpo ti ha inflitto?”
Chi per tre volte il lancio ha fallito”.

Chi alle tue spalle il Male ha favorito?”
Chi su otto vulcani lavora con profitto”.

“Chi delle scienze il Frutto ha profanato?”
Chi come un Dio or governa sugli Stati”.

Stolto è colui che si è preso gioco
del destino altrui scherzando col fuoco.”

“Chi ti ha curato l’aperta ferita?”
Chi con la vita ha seppellito il mio cuore”.

Chi ha sigillato il Sacro Sarcofago?
“Io afflitto che ha perso il suo onore”.

Chi vendicandoti sarà il mio favorito?
Chi al sacrificio condurrà la sua Nazione

Chi da me si aspetti il Giudizio?
Chi colpendomi recitava impunito:

“Drago Comunista, sotto spada di fuoco
zimbella il tuo mondo o sarai ancor minacciato!

“Vai, quella spada avrai anche tu,
promessa santa, si risvegli Marduk.

 

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Poesia Cosmica n. 42

FANES il Dio Serpente.
(Cosmogonia greca)
.
“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava.”

(da: Dio Fanes, 459 a C.)
.
.
Zeus per governare il mondo aveva bisogno di FANES il Dio Serpente, l’Incantatore di tutte le menti; un uovo di vetro rannicchiato con spalle rivolte e spento, un Dio  confinato in fondo all’universo nero. Zeus si avvicinò, lo prese per la coda e gli infuse la luce del suo lampo. Fanes si accese. Zeus governa tutti da quel volto acceso. Come del padre Crono, egli amava tutto ciò che il padre aveva in se in fatto di conoscenza, emanandola sotto forma d’immagini col Fanes, immagini “simili ma non uguali al vero”  Zeus si nascose dietro il volto dell’Inganno, mondo accessibile solo al poeta… se Vate.

Foto: Fanes, il suo arrivo in Italia.

 

fanes

“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti (pixel)
la luce emanata dal proprio ventre (tubo catodico)
nascondeva tra i gas chi le promanava.” 

Fanes, incantatore di tutte le menti

Spunto poetico tratto da: “Le nozze di Cadmo e Armonia” – di Roberto Calasso Prof.-

nozze-di-cadmo

un opera perfetta


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