Picasso: ritratto da Juan Gris

Il tricolore di Picasso 

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Sul finire del 1905, Montmartre-Parigi, fu invasa da una comunità ebraica internazionale allo sbando trasformando quel quartiere urbano in un  “Ghetto” mimetizzato.Il quartiere era affollato prevalentemente da insurrezionalisti internazionali reduci sconfitti  da battaglie a sostegno dei moti popolari di piazza nella  Russia durante la guerra del 1905 contro il Giappone.
La Rivoluzione Bundista (BUND ebrei di stampo socialista), forza animatrice per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, le Forze Armate non previste dei Cosacchi non permisero di portare a termine quel Colpo di Stato.
Vigila nella comunità ebraica una sorte di regola (molto rispettata) che chi chiede prestiti  d’impresa – tra loro – e fallisce, deve con le proprie forze e inventiva onorare il prestito. altrimenti scattano le sanzioni debitorie accompagnate da pesanti interessi sul capitale ricevuto (Spread). La comunità colpita, coinvolta insieme,  si fa carico del debito risparmiando anche sul pane. Le comunità ebraiche di Montmartre si strinsero intorno attivando la sussistenza. Ma poiché la loro operazione bellica rientrava nella strategia americana nella guerra russo/giapponese, nei confronti degli insorti avevano un debito morale organizzando la ripresa economica. con aiuti umanitari. E’qui che entra in scena Gertrude Stein agente. 

Scriverà Gertrude Stein sulla biografia di Picasso:

 “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Rileggendo il testo attentamente notiamo che i tre periodi colorati di Picasso:  Blu, Rosa e Nero,  corrispondono a tre tempi socio-politici diversi. Nel “Periodo Blu” legò il suo impegno a favore della casa Reale di Spagna, (sangue blu). Gli resterà vicino fino a quando un ventennio più tardi il Sovrano  sarà  sotto scacco  dei Liberali e i “motti popolari”.  Picasso ai sovrani regalerà due aerei da guerra. Nel Periodo Nero, o squattrinato, anche lui doveva sopperire con aiuti alla comunità ebraica spagnola reduce della guerra del 1905, mentre nel seguente “Periodo Rosa” l’artista piantò le radici nella ricchezza grazie ai collezionisti americani, curati da  Gertrude Stein quale piazzista e garante (1906). Coi proventi delle vendite cubiste l’artista finanzierà le operazioni prebelliche che  sfoceranno nella Prima Guerra Mondiale: nome in codice “Parade”.

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Superato lo shock nero, Picasso tornerà dalla Spagna in Francia entusiasta col suo nuovo progetto Copyright, il “Cubismo” . A  quel punto dichiarerà chiusi  i  tre “periodi”  colorati della sua gioventù.

Foto: base logistica di Picasso e dei capi “cubisti in Spagna.

Nota: Cosmopolita,  colui che riconosce o rivendica il Mondo come Patria o di luogo nascosto in cui far confluire caratteri, motivi, interessi universali della Lobby.

Domanda: Come funzionarono i piani insurrezionali dei Cosmopolita per conquistare uno Stato estero e far crollare i Governi in carica? Nella guerra Ispano-Americana del 1898 la corona di Spagna si trovò a combattere sulla questione CUBA. La Spagna perderà con essa la flotta navale e il possesso coloniale dell’isola come anche i porti dell’intera America Latina. In una lettera intercettata  di José Martí, al suo amico Gonzalo de Quesada i quali animavano la rivoluzione cubana per l’indipendenza dalla Spagna scrive il 4 dicembre 1889 mettendolo in guardia sulla possibilità di un intervento decisivo statunitense:

“Sulla nostra terra, Gonzalo, grava un altro piano più tenebroso […]: il diabolico piano di forzare l’isola, di farla piombare nella guerra per avere il pretesto per intervenirvi e con il credito di mediatore e garante, tenersela per se”.

Quindi la caduta di Santiago di Cuba avvenuta nel 1898 segna il tramonto della presenza spagnola in America. Cuba diverrà l’esperimento americano d’esportazione per tutte le rivoluzioni avvenire: l’Embargo (termine coniato dalla marina militare americana a Chicago), ovvero: affamare il popolo per farlo ribellare ai propri superiori e intervenire poi con gli “Aiuti Umanitari” come grdto di clemenza internazionale. Di fatto quel porto marittimo finito sotto il controllo degli Stati Uniti, proprio perché gli Usa si erano affacciati al mondo come il “Mediatore e Garante” dell’isola, Cuba divenne per decenni il “Porto Clandestino” strategico da dove far partire tutto ciò che di illecito potesse raggiungere l’Europa e viceversa negli Stati Uniti.
Le Rotte marittime Cuba-Spagna le ritroveremo approvvigionatrici di capitali illeciti, contrabbando di armi, droga, articoli, sussidi  per finanziare i cosmopoliti europei per nuovi piani d’intervento strategici, ancora una volta, contro la Russia. Useranno le Avanguardie artistiche come manovalanza per l’invasione culturale e ideologica. Su questo principio bellico, Cuba diverrà in futuro una colonia americana fantasma, base affaristica di tutti i Capi Mafia e Gangster cosmopoliti mondiali.

Gertrude Stein, aveva messo gli occhi sul Fratello di fede Pablo Picasso ingaggiandolo quale futuro governatore ideale per tali traffici in Spagna. Si trattava di integrare il piccolo contrabbando di Pablo Picasso col grafo di Ufficiale nella Marina Militare americana nella grande organizzazione mondiale Cosmopolita: “l’Arca dell’Alleanza”.

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Juan Gris: Ritratto di Picasso del 1912.

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80"><em>S</em>ebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: <em>“Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.<br></em>Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell'Alleanza. Aveva ancora i capelli.Sebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: “Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.
Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell’Alleanza. Aveva ancora i capelli.

FOTO: Pablo Picasso in Uniforme

Juan Gris muore l’11 maggio 1927 a Boulogne-sur-Seine senza vedere la sua programmata Guerra Civile di Spagna, tanto simile a quella cubana, e che erigerà al potere il Generalissimo Fancisco Franco deporre il sovrano: Alfonso XIII di Borbone e governare al posto suo per conto del grande “Mediatore Garante”.
Per il Grande Mediatore (USA), la Spagna Repubblica era troppo inquinata di Anarchia, Socialismo e Comunismo e quindi da ripulire. Dopo l’esempio rivoluzionario popolare del 1917 che vedrà Lenin beffare il “Grande Mediatore” finanziatore, la Spagna divenne per precauzione il primo laboratorio di sterminio di masse delle Sinistre europee e sperimento della guerra tradizionale da trincea trasformarsi in guerra urbana e quindi la legittimazione di bombardare i centri civili e città dal cielo: Barcellona e Guernica.

Nel 1906 Juan Gris si trasferisce a Parigi e diventa amico di Henri Matisse, Georges Braque e Fernand Léger (gran soggettoni pure questi)

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Braque
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L’indagine continua…


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A differenza di Picasso e Braque le cui opere sono  monocromatiche, Juan Gris si concentrerà  sulla pittura a colori vivaci, l’ordine e composizione equilibrata.

L’indagine continua..


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Il Cubismo

DORA MAAR

DORA MAAR Fotografa (compagna di Picasso?)

Dora Maar, il cui vero nome di battesimo era Henriette Theodora Marković.
Il padre è l’autore del padiglione della “Bosnia Erzegovina” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 che gli permetterà buone commesse in Argentina.
Durante gli studi  artistici di pittura, Dora Maar si appassionerà alla fotografia e si iscrive all’École de Photographie de la Ville de Paris.

A parte qualche opera pittorica (tra le quali due nature morte su legno ovali  che Dora vendette per necessità economica dopo essersi divisa da Picasso, Dora abbandonerà da subito la pittura per dedicarsi alla fotografia. Conoscerà Man Ray.
Durante la crisi del 1929 si dedicherà alla “fotografia di strada” scattando fotografie ai miserabili delle baraccopoli parigine. Ciò la spingerà ad aderire al modello comunista dal quale, conosciuto Picasso, si allontanerà.

Dora: “A venticinque anni ero molto di sinistra, non come adesso…”

Questa sua presa di posizione entrò in contraddizione con l’istintiva inclinazione all’esoterismo soprannaturale, pratica che sovente rapisce gli artisti sensibili e sensitivi durante la ricerca  ed esperienza di lavoro durante lo  svolgimento di opere nuove dai lunghi silenzi per concentrazione artistiche che il caso richiede.
Le pratiche spirituali le rivedremo in altri colleghi nel mondo delle Arti e non solo, negli  affari, in  politica, scienze, religione ecc. Magie per scopi e fini diversi legati alla gestione del Potere. Parlare di Arte esentando le esperienze spiritistiche e spirituali è pressoché impossibile, a meno che si resti nella sfera artigianale e non è detto, in quanto la magia è un desiderio antico dell’uomo che per elevarsi è disposto fare i patti con chiunque, anche col diavolo. Siamo  negli anni in cui il confine che separa la Vita dalla Morte è breve e la medicina era ancora impotente. L’immortalità dell’anima era sentita come una esigenza inseparabile dalla Vita quotidiana. Tutto ciò era affidato in larga parte al mondo metafisico e religioso e la psicologia muoveva i primi passi verso la distruzione di quel mondo. Quindi la Psicologia divise fin da principio nei suoi primi passi, il mondo metafisico dell’anima immortale  dallo spirito dissolto o dissoluto dell’IO materiale.
La strada intrapresa da Dora Maar nell’arte fu quella di allearsi a Picasso restando affascinata dalla sua dissolutezza intellettuale e pratica quotidiana aderendo al mondo giudeo di Picasso dove l’anima raggiunge l’immortalità attraverso l’Impresa.

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Prima di scoprire le carte su Dora Maar, bisogna sapere chi è il vero Pablo Picasso che si nascose sotto il mantello protettivo dell’Arte e che non si vuole far conoscere; solo poi è possibile capire perché Dora Maar sia uscita dalla corrente Surrealista per confluirei nel Cubismo mettendosi a disposi-zione di Pablo  Picasso con tutta la propria esperienza divinatoria. Divenuta compagna spirituale non che fotoreporter ed altro  nella “organizzazione” presieduta da Picasso, terrà in ordine  gli archivi.
Scoperta l’entità sull’impero di Picasso e il ruolo da lui presieduto, Dora Maar lo asservirà in segreto come maga, fotografa archivista e pittrice, lavorando per lui in sua assenza. Nell’amministrare quel  “Tesoro” verrà a conoscenza della lunga e riservatissima lista di finanziatori del Cubismo e dell’intera organizzazione eversiva con base a Barcellona. Come fotografa, sono famose le sue sequenziale durante la lavorazione del quadro “Guernica”.

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Dora: “Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone.

 

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Dora Maar

Per un certo periodo della vita segreta di Picasso, di Dora si scoprirà essere stata tutto per lui: assistente spiritistica, dipendente, segretaria, archivista, servizio stampa, responsabile della produzione esterna e interna e distribuzione delle opere. Pagata bene? No.
Dora Maar era per Pablo una deliziosa e affidabile sensuale mantenuta dipendete della    poliedrica organizzazione cubista, la Fabbrica di “Vida o Muerte” (vita o morte) della famigerata Pablo Picasso & Cubisti Associati, un infernale macchina da Guerra. Non le fece mancare niente, ma non poteva toccare niente.

Di Picasso dirà Dora, essere stato per lei il Titolare d’Impresa. (Padrone)
Per la collaborazione data fu licenziata senza una dignitosa liquidazione.
Perché fu diseredata? Quale sacrilegio ha commesso?

Dora Maar cristiana?… Non puoi entrare a far parte di una organizzazione militare ebraica come quella Cubista se non si è di origine ebrea.

(altre indagine sono ancora in corso)


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Dora Maar

 

 

 

 

Gertrude Stein e Alice Toklas, le 2 “spie”

I Reduci, gli artisti e le spie

Ogni guerra produce i suoi veterani, reduci o sbandati che siano:

Non avvezzi a contrarre nozze né ad allevare figliuoli, essi lasciavano le case vuote e senza prole»
Tacito, Annales, XIV, 27,2:

1905

Parigi divenne il serbatoio più grande d’Europa nel dare asilo a sbandati , reduci  e perdenti della “Campagna di Russia 1905” , esercito civile di volontari partito baldanzoso per realizzare un sogno di conquista a proprie spese in Russia. “Un boccone facile” dicevano…

Le operazioni rivoluzionarie se non sono supportate da una forza governativa straniera non potranno mai avere la meglio, quindi, la comunità massonica francese, partita per la Rivoluzione di Russia, torna perdente e squattrinata e la “patria” li accoglie reduci.

Di ritorno, gli agitatori ebbero bisogno non solo di riorganizzare le proprie fila e lo spirito belligerante distrutto, ma di in supporto economico e di chi se ne facesse carico. Lo stato di Francia, ufficialmente se la defilò lavandosene le mani. La Francia non voleva essere politicamente compromessa. Per evitare lo scandalo diplomatico di aggressore lascerà gestire tale impresa a carico totale della comunità massonica internazionale: i Cosmopoliti.

Poiché gli Stati Uniti erano i diretti responsabili della guerra del 1905, l’amministrazione americana dovette farsi carico degli aiuti umanitari, e, quando si programmano gli  aiuti, l’esperienza insegna che,  è bene consegnarli  a mano dal proprio personale di fiducia.

Per gli Stati Uniti d’America, quella mezza vittoria e mezza sconfitta in Russia, non gli bastava, quindi pensò di riorganizzare le fila e preparare un’ulteriore attacco  allo Zar usando la super collaudata mascherata: “Rivoluzione! Libertà! Democrazia!”

Il piano stavolta doveva essere più ambito. Si trattava di immigrare uomini straordinari russi, forniti dalla massoneria espulsa da rieducare con una serie di Conferenze e rispedirli ai paesi di origine in quanto, se l’agente spia parla bene la propria lingua e con accento originale diventa più difficile identificarla come agente ostile.

Questo modello americano spionistico multirazziale oggi e  diventando universale in tutti gli stati alleati aprendo i confini alle giovani generazioni straniere da specializzare a diverse discipline e rimandarle nei rispettivi paesi d’origine per la resa del potere  consolidandoli nelle future alleanze.  Dietro la parola democrazia in verità si nasconde da sempre la vecchia strategia greco-romana di utilizzare i prigionieri di guerra, rieducarti da riportare nei paesi d’origine sotto forma di Avanguardie. Creata la finta  maggioranza, saranno i cannoni ad imporsi, Seguiranno elezioni  fittizie,  l’importate è che gli “eletti” siano belli, e graziosi, bene educati e vestiti bene per essere credibili.

Come Pericle il greco che per magnificare la Grecia diede il “Salario d’Ingresso”, attirando a se le migliori menti e maestranze mondiali di allora, cosi il sistema capitalista americano prepara i propri agenti futuri aprendo le frontiere,  promettendo ottimi profitti ai golpisti, Con questo sistema il Colonialismo americano ed europeo dominò il mondo intero per diversi secoli . La “Tuta mimetica” che meglio di tutte si prestò a questo gioco d’inganno allontanando  ogni sospetto politico fu l’Arte. Attraverso il finanziamento geopolitico di noti pittori “Impressionisti”  sarà possibile notare il mondo artistico francese corrotto, compromesso e monopolizzato. 

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Ed ecco in Francia apparire a tappe successive alla chetichella, le nuove spie informatrici pronte a penetrare il mondo intellettuale ed artistico. Americane ambedue,  di origine  ebrea,  di Pittsburg la prima, e  dichiaratasi californiana la seconda, si scoprirà infine essere la seconda la figlia segreta di un poeta francese deeduto.
Le due Signorine americane ambedue di origini europee (tedesca e francese) quale ruolo hanno avuto nella Storia dell’Arte europea?
Le seguiremo passo passo mentre si muoveranno tra le Avanguardie francesi come agenti straordinari piene di “mosse invisibili” e grandi sorprese.


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