Poesia cosmica n. 25

Anaffettivo

Perché mi vuoi assolutamente?
posso anche non corrisponderti
non sono obbligato amarti se mi ami.
Le tue paturnie d’amore, le insonnie
che hai per me e che mi descrivi
non mi obbligano a stare con te:
io sono anaffettivo e non so perché.
amo te, amo l’altra, amo tutte
ma non desidero nessuna mia:
“e guardami negli occhi !” mi sgridi;
scusami, stavo osservando le formiche.

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Poesia Cosmica n. 12

Amor platonico

L’Arte, bisogna essere stati scultori per capire la tortura cui è sottoposto l’artista nella grande tentazione di palpare le parti anatomiche più intime, proibite, e lisciarle e levigarle ogni giorno con acqua e lasciva, scoprendo quelle parti sempre più belle accarezzevoli. Arte è l”unica testimone rinchiusa in quella stanza delle torture sessuali.

Chi ha fatto scultura sa che si finisce per innamorarsi perdutamente di ciò che si crea.

Chi tra gli uomini dell’Arte ha goduto di un simile dono, con gratitudine, senza senso del peccato, all’Arte dedica il suo intimo amore e desiderio insaziabile, a riconoscenza.

E l’Arte? Immobile ammira divertita il suo artista e sorride maliziosa in segreto perché sa che sotto quei tessuti fini marmorei è deliziosamente amata, accarezzata e desiderata per giorni e giorni, innamorandosi del suo piccolo genio dalle tozze mani rugose che con rispetto devoto, la lava, raschia, accarezza e asciuga stimolandola col piccolo puntale lieve, smarrendole i sensi nell’orgiastico reciproco desiderio del quale l’artista ci farà dono ad opera finita. Gli riconosceremo nell’opera, l’essere stato un amante prediletto della  Belle Arti, ed Ella, riconoscente, in cuor suo lo renderà eterno perché grazie a lui, Arte è  venerata, amata, ammirata nel desiderio che non sa nascondere.

E del sesso infuso nella pietra? Che c’entra, se Amor, tutti riconosciamo, rincorriamo ed ambiamo per la sua delicatezza?

 

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              foto: PIO FEDI  scultore
(Viterbo, 31 maggio 1816 – Firenze, 1º giugno 1892)


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Enea Archivio

Enea: Poesia Cosmica n.1

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Intingolo bianco

L’intimo o intimità, è un luogo prettamente
personale velato di pudori che amiamo
in quanto
cripta poetica ove le pulsioni
in moto ci traslano nell’immaginario
con soave potenza suadente.

Eppure riuscite bene nei verbi:
così il sapiente ama vagabondare
come gli stalloni eruditi su piste ove
furono condannati a morire con voi
in battaglie di lance e spade taglienti.

Narrate o intinte piume calamaie
poemi lucenti insanguinati. Orsù!
Testimone, canta ai bianchi crini
la via indicata da Pegaso Alato,
l’intrepido Unicorno reciso dal Cielo
per ciò che rivelò alle Arpe segrete
gli incantesimi i da non rivelare.


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Enea archivio

 

Tamara de Lempicka – pittrice

Questa galleria fotografica delle opere della de Empirica, la vorrei qui mia ospite per metterla a conoscenza del mio futuro pubblico. Ringrazio il presente Blog che l’ha proposta e sostenuta. Altri link verranno aggiunti a sostegno della femminilità giunonica smarrita.

Pur segretata dalla “Buon Costume” per anni in Italia, anche se criticata severamente dalle castità curiali, anche se disprezzata dalle Avanguardie e dalle correnti moderniste che si sono spinte fino all’astrattismo, la Tamara de Lempicka è emersa nella Storia nell’Arte grazie alla Moda, Ministero dell’Estetica che tutti i costumi osserva in silenzio e “modifica” in meglio, arrestandosi senza commenti davanti ad una simile sostenitrice, artista e pittrice, promotrice di quella Lussuria che Moda cercava quale rappresentante di un mondo effimero moderno a sostegno continuo e creativo dell’imporsi sensuale. Con la Tamara de Lempicka, ecco apparire la fatale stella che senza parlare commenta da sola i desideri femminili di fatalità che le donne non vorrebbero mai vedere sopprimere. L’immagine, l’apparire, l’affascinare e l’ipnotizzare, è brama femminile alla ricerca della sua immortalità non criticabile da nessuna religione, ideologia, o cinica critica. Il fascino è una tappa innata da raggiungere, beata chi la gode in felicità.


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Nata Maria Gurwik-Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), è stata una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell’Art Déco.

Una donna affascinante quanto misteriosa, simbolo dell’emancipazione femminile e di un secolo rivoluzionario come il Novecento. Per capire Tamara dobbiamo sapere che è la diva, l’eleganza, la trasgressione, l’indipendenza e la modernità. La “donna d’oro” come la definì d’Annunzio durante il suo insistente corteggiamento.
Tutte le sfaccettature di Tamara de Lempicka, come donna, sono racchiuse nei suoi personaggi, solitamente modelle prese dai più eleganti ritrovi di prostitute. Donne sensuali, vestite solo di un rossetto, che si accarezzano e si riversano sul divano o sul letto. Scene, erotiche, intime e familiari che coinvolgono lo spettatore, uomo o donna che sia.

#arte, #pittura, #quadri, #opere, #artista, #eleganza, #trasgressione, #Art Déco, #Tamara de Lempicka,

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Poesia saffica n. 52

Brrrr..

Questo ottobre a maggio mette di un buon umooore…
Guardo i prati in fiore vicina al camino acceso.
Nonno scrive col cappello in testa e pensa,
mamma che rammenda gli parla con affetto.
Infreddolita te la dedico in segreto dallo Smart
volendoti accanto. A scuola, vicine, te la leggerò:

MSM: “Fracy amore mio, nel frattempo,
è da te la primavera?”

Blu Marina
(Pavia, Domenica in collina  05.05.2019)

ps: compito, imparare poesia  5 Maggio su Napoleone

Poesia saffica n. 49

Bigama

ogni tanto vorrei essere un ragazzo
per fare casino, loro si che si divertono,
lo vorrei per fare il filo alla mia amica
per vedere se riesco farla arrossire.

e ancora vorrei essere un ragazzo per vedere
come è bello avere due fidanzate insieme
due che si vogliono bene, per spassarmela
di bocca in bocca senza dirglielo.

 

Blu Marina
(brrr.. al mare 22. 04. 2019)


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poesie saffiche

Poesia saffica n. 46

20 giorni a Pasqua

Il tempo che trascorso con te non esiste
saranno le vacanza a dirci che è la fine.
Con i miei andrò  alla casa sul mare
mi mancherai tanto Fra, sarà infinito.

Le cose che amiamo ci circondano
quelle che ci amano ci circuiscono,
circuiscimi Fra, ti amo un casino
tornerò salata per te. “Buona Pasqua”

MSM Fra:”.. ihihi e se nevica?”

 

 

BLU Marina
(Pavia 03/04/2019)


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Poesia saffica n. 37

Senza ragione

Le voci che parlano vanno a tempo prestabilito
sono matta se le rincorro, mica ho il suo fiato io.
Parla veloce perché non vuole essere interferita;
non apre parentesi non condivide la ragione
e con una espressione involontaria l’ho stordita:
si è bloccata nel vedere come muovevo la lingua
e mi ha tirato un sberla!…

Fra, ma cos’ha capito quella li?
mentre parlava pensavo a te, lingua a lingua.

 

 

Blu Marina
(Pavia, oggi 12.03.2019)


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