Man Ray: Profilo artistico

Chi è Man Ray?

A quei tempi, poco più che ventenne, illustratore, i cambiamenti di prospettiva politico-militare  internazionali gli faranno scegliere una nuova identità anagrafica ed artistica. Da  Emmanuel Radnitsky, assumerà una nuova identità diventando Man Ray (Uomo Raggio), colui che avrebbe tessuto i fili invisibili dell’asse America – Francia – Russia.

I suoi studi presso il circolo artistico anarchico Francisco Ferrer, le conversazioni con il fotografo e gallerista Alfred Stieglitz alla Galleria 291, dove il giovane si recava ad ammirare i collage di Picasso o gli acquerelli di Cézanne; l’incontro col Dada di Francis Picabia e Marcel Duchamp soprattutto, fanno sì che la sua ricerca sino allora influenzata dal Cubismo converga sulla luce (flash), elemento primario delle immagini e visione illustrate.

La sua origine ebraica lo porterà aderire alla causa mondiale sulla rinascita del dissolto stato d’Israele. Le convivenze con personaggi esclusivamente di fede  ebraica lo collocano sulla scacchiera di Marcel Douchamp come un “uomo ombra”, quale agente  con compiti da tenere sempre segretati.

Ancora oggi di Man Ray è difficile tracciare un profilo netto, anche se, su di lui e sul suo operato, molto si sa, ma sfugge come un “ragno” ai bordi della sua tela invisibile e “lucente”, entrando in azione solo per iniettare il suo insidioso veleno.  Una sorta di “purezza” artistica lo circonda in quanto, mai gli si  addicono fatti spregevoli o di crimini diretti; egli invece vanta un ottimo servizio soft a suoi Superiori  come anche una buona  onestà intellettuale mai espressa vivacemente. 
Se ci saranno reati ai quali dovrà rispondere davanti a un Tribunale Internazionale  d’Arte, senza nulla a carico risponderà  di aver svolto il proprio mestiere artistico con molta discrezione, professionalità e dovizia. Per quanto riguarda i disastri  politico militari di cui le Avanguardie si sono macchiati in Europa, il suo nome rientrerà nel cono d’ombra dei semplici “sospettati”. Man Ray, nella sua professione si è sempre contornato di personaggi femminili di alta qualità, scaltrezza e spregiudicatezza  alle quali assegnava di volta in volta i compiti di penetrazione spionistici e controllo.

D’Arte con la A maiuscola non ne capiva molto. Le sue opere ancora oggi sono lineari e di facile lettura. Più interessanti invece sono le opere commissionategli da Marcel Douchamp che, per quanto fossero intimi amici, Marcel Duchamp lo ha sempre tenuto all’oscuro sulle manovre sensibili atte all’allargamento dell’Alleanza, (Arca) organizzazione militare  che si trasformerà nel dopo guerra in NATO.

Le immagini in se , quelle cui a dato il permessi di accedere, viste con gli occhi di oggi non dettano grandi entusiasmi artistici, segueno un regolare andamento lineare. Interessante invece è il lavoro fatto di catalogare e storicizzare  gli eventi di quegli anni.

A parte due o tre invenzioni sullo stile fotografico legato al ritocco di immagine o effetti speciali ricavati in camera oscura, la fotografia è un argomento tecnico, dove l’arte è circostritta al fotografo e il suo modo di illuminare le scene dei loro quadri. Le prospettive, le macro, i grand’angoli sono di competenza della tecnica meccanica, mentre la composizione è pertinente al singolo fotografo. in Fotografia, il soggetto fa Arte, il fotografo poi pensa al buon ritocco. Questo vale anche in pittuta fino alla fine dell’ottocento, poi, le Avanguardie per un piacere di conquista che le nuove bombe promettevano, come le chimiche nel cervello hanno generato una Nuova Era.

Non è il caso per Man Ray che, metodista in camera di sviluppo e amante della pulizia estrema come l’Arte della fotografia pretende, si asterrà da tutto ciò che gli avrebbe generato confusione in testa, restando sempre lucido ed equilibrato.

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Arte e Libertà d’Azione.

Putti (1)ARTE E LIBERTA’

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Forse perché l’Arte non è materia per idioti o forse perché gli idioti presero possesso delle leve di comando nell’Arte, le Avanguardie del primo Novecento si sono fatte carico da se stesse, quali responsabili della decadenza generale nell’Arte in occidente  finendo nelle brutture dei campi di battaglia marziali e Lager. (Marte).

Con le Avanguardie, le vecchie Accademie delle Belle Arti dovettero fare i conti con le nuove  Accademie delle Brutte Arti. Questo errore che ci trasciniamo nel XXI° secolo  ci costerà caro, in quanto, i nuovi artisti arrivati su questo pianeta, seguiranno le orme dei loro predecessori fino a quando capiranno che, alla Libertà di Azione  vanno tolte le catene accademiche e avanguardiste che l’hanno imprigionata nel “Mercato” di titoli, collezioni, oro, gioielli e spezie varie il valore mistico dell’avere saputo fare.

Peggio ancora sono andate le cose  nell’Italia democratica decadentista dove l’Arte l’hanno incatenata da idioti  nel circo equestre (arena) dello Sport e Spettacolo, confondendo le Olimpiadi col volere dell’Olimpo. Chi greco, e dunque   occidentale ci ha insegnato l’Arte usando il  marmo bianco nudo per sfidare le intemperie, volle insegnarci nella purezza la via casta, una elegante salvezza attraverso la quale l’Arte stessa ci aggrazia poi dei suoi  doni quando l’artista e portatore di messaggi e ordini dalle “Grazie” ricevuti da diffondere.

Spogliando l’Arte, (Vergine: Sposa messa a nudo dagli scapoli anche.. M.D. )  i nostri predecessori greco-romani  vollero raffigurarcela nuda, senza fronzoli inutili con i quali tendiamo a venerare la bellezza rivestita, ed essendo questi il mascheramento del nostro piacere al  mistero oscuro della lussuria estetica,   volle la Signora Era (Giunone), di Aphrodite sublime creatura uscita dalle acque nuda, rivestirle il corpo a primavera “onde” tenere velate le motivazioni del proprio essere nata Titanessa dimenticata, sfuggendo   dalle grinfie della perfida intrigante Lussuria di Crono egoista.

Venere venne alla luce quale ultima figlia titanessa di Urano Stellato, eiaculata nel dolore della castrazione subita ad opera del figlio Crono divenuto imperatore del Cosmo. Urano padre, umiliato, attraverso la grazia di Venere ci ricorda la via che a lui conduce, sede sicura del Creato per chi vuol essere Creatore e generatore universale di cose e immagini che Arte custodisce.

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L’Arte ha scelto nelle doti della  Donna, il femminile quale vettore primario degli incantesimi di Metamorfosi che, attraverso la sua arte mimetica impedisce di accedere all’originaria fonte dalla quale pervenimmo e in cammino raggiungerla. Accecandoci, Metamorfosi  c’impedisce di carpire il passato ove risiede il punto di partenza del creato, costruendo noi stessi il futuro nel Libero Arbitrio, innocente abito intelletuale che ci tiene lontano dalle segrete vie di “Fato Creatore dei destini”, vivendo noi il nostro avvenire  nella “Libertà d’Azione“, ingannevole magia che ci riempie di soddisfazione.

Pertanto, rivestita a dovere dalle ancelle, Venere diviene l’irraggiungibile più scandalosa bellezza e grazia ,  che il “trucco” vuol raggiungere il “senno” perduto che ci allontana dal “seno” dell’Arte, ugello attraverso il quale  di incantesimi ci ammalia e nutre infondendoci “Ipnosi”.

Il seno di Aphrodite non è la mammella madre Rea, ma l’ugello del capezzolo attraverso il quale con amore Ella ci nutre di siero “divino”, che gli artisti, da quel nettare nutriti, l’Arte generata diviene “incantesimo” dell’uomo fattosi Opera.

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E saranno proprio le aphroditee dee scolpite nella pietra  le opere che hanno saputo sfidare il “Tempo” (Crono), e che,  usando la strategia della sposa sua Rea Madre, volle sotto forma di “sasso” fasciato ingannare l’eternità di Crono, Falce seghetatta bilancere, per far diventare Era, la sposa celeste  del tempo Zeus lampo  elettrico.Mehrgart02

 

 

 

 

 

 

 

Ciò vale anche per i distruttori di idoli da Era beffati, i quali, distrutti i simulacri divini, dovettero imporre alle proprie invenzioni l’utilizzo del corpo nudo della donna da copula per avere la sua bendizione e di Aphrodite, vedi: fotografia, cinema, televisione, pubblicità, teatro, internet ecc.

Scoperto il gioco, con le Avanguardie ripartì l’opera maligna distruttrice di simulacri  pagani favorendo l’antico monoteismo maschilemediorientale che ne vieta i simulacri divini chiamati “Idoli”. Disprezzando la donna, escludendola dalle Arti, per amore degli oggetti perchè privi di anima (comandamento religioso monoteista) le nuove arti del ‘900 alla fine si inchinaranno al seno di Aphrodite chiamando i propri falsari: i sex Divi.

Della Sposa messa a Nudo, preferito il solo abito, l’Arte Moderna essendo priva di corpo umano e dell’anima sua, diventa opera Decorativa, oggetto inanimato  che senza l’uso delle parole non riesce spiegare se stessa ripetendosi all’infinito nelle sue stanezze decorative: Moda.

Oggi siamo circondati di stranezze che ci diventano sempre più estranee e il loro culto risiede nel prezzo. Così, come una vergine rapita é oggetto al mercato della Lussuria  comperata come “schiava” ambita, Novità e Novizie vengono presentate dai mercanti come bottino di lontani mondi o imperi decaduti nelle mani di mercanti e ladri senza scrupoli. Al collezionista, della Vergine, resta solo l’abito ambìto.


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Avanguardie e Spie: Bernard Fay

Appunto!  Chi era Bernad Fay?

“…sospettato di essere un agente della Gestapo  per gran parte dell’occupazione in Francia da parte della Germania, proteggeva Gertrude Stein e Alice B. Toklas “.

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Verrà arrestato e condannato all’ergastolo.
Funzionario del governo filo nazista di Vichy in Francia e studente di “Harward”  (nota Università ebraica americana), era conosciuto al mondo artistico come ebreo e agente della nota agenzia Freemason  (Casa delle Libertà). Spia, fu un ottimo e sfrontato “doppiogiochista”. Chi proteggeva?
Innanzitutto le nostre due “spie eroine” come  la lunga lista di artisti francesi spie.  Al servizio e fiancheggiatore delle segrete liste di  “Avanguardie” impegnate nel rastrellamento finanziario a favore delle  organizzazioni eversive, amico intimo di G. Stein e A.Toklas, riusciva a muoversi indisturbato tra le fila di tutti gli artisti nei vari stati europei, siano essi: letterati, musici, poeti,  pittori, fotografi ecc.

Si narra di Lui:

Gertrude Stein scrisse una lettera a favore di Faÿ quando fu processato come collaboratore.  Nel 1946 un tribunale francese lo condannò al “degrado nazionale”  e al lavoro forzato a vita, ma riuscì a fuggire in Svizzera nel 1951, e a facilitare la sua evasione dalla prigione, furono i capitali finanziari provenienti da Alice B. Toklas.

Bernard Faÿ, fu graziato dal Presidente della Repubblica francese René Coty nel 1959.

Ci sono molti spunti in quelle due pagine (vedi  G. Stein: Femminicidio di una spia tra le spie), due paginette di un libro saturo di altri spunti incredibili per ricostruire nella Storia dell’Arte, le Avanguardie e che ci fanno capire come tutti quei  cittadini del paesello di campagna (Bilignin, Belley, Francia.) facevano parte della stessa organizzazione paramilitare ebraica.  Siamo in presenza di una “Base Eversiva” con sede in Chicago. Questa losca città americana, verrà menzionata dalla Stein più volte.

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Seguendo le orme suggerite dalla scrit-trice, scopriremo nelle Università Americane i quarti di potere delle amministrazioni degli Stati Uniti, ateene slegati dal nostro concetto italiano di farre Università di Stato che aduna a se e impartisce ordini direttamente dai Ministeri preposti.

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La parola Chicago, nel nostro immaginario europeo spazia nel repertorio cinematografico del proibizionismo  acquisito nella filmologia americana di inizio secolo che rispecchia una malavita agguerrita per il controllo dell’alcol, prostituzione, cocaina, bische clandestine e d’azzardo. I banditi formarono  eserciti di Gangster efferati pronti a tutto. Quella di Chiacago fu una scuola di veri Killers urbani. Quel modello asociale fu di esempio al moderno modello capitalista esportato in tutto il mondo nei primi novecento controllato da squadristi gangster e paramilitari.

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Se 1+1 fa 2, possiamo liberamente ipotizzare che gli allievi americani di Matisse  provenienti in gran parte da Chicago, non venivano in Francia per apprendere lezioni artistiche di Fauvesmo (Bestie) dal Maestro. Quando si accenna l’Accademia di Belle Arti di Matisse e alla gommapane mangiata da qualche allievo “per la durezza delle sue lezioni”, Alice Toklas si riferiva alla scuola per l’addestramento di agenti americani capaci di tenere testa ai mafiosi italiani, gangster irlandesi, spie tedesche, cartelli latini ecc., oppure alla malavita spagnola e altro in Francia.
Le Bande operanti a Chicago per il controllo della grande finanza capitalista da esportare nel mondo, non erano interessate al solo danaro o alla volontà di dirigere i monopoli mondiale (Multinazionali), ma una  volta addestrati come la “feroceGuardia scelta di Napoleonica, tale forza criminale  fu impegnata anche per risolvere i  problemi interni sindacali negli Stati Uniti.
La specializzazione della Università di Chicago di ieri come oggi, era la Finanza politica. Il  compito che si ponevano quelle Università era di esportare con le buone o con le cattive  il modello ultra Liberal in Europa,  in quanto, le formazioni europee socialiste conquistavano grandi consensi elettorali e sindacali che andavano assolutamente fermate e annientate.

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La scuola di Chicago era prevalentemente Liberista, mentre quella d’Europa: Socialista. Gli scioperi operai di inizio secolo acquisivano rapidamente consensi tali da mutare la gestione del lavoro. Al Manifesto di Carlo Marx, i Liberisti dovevano opporre altri Manifesti di “distrazione di massa”, dove si acclamasse  i vantaggi di un modernismo capitalista lucroso e imminente e privatista. Ma poiché, l’opposizione al socialismo in Europa, poco scalfiva gli ideali di uguaglianza tra i popoli e tra i lavoratori, i Liberal attuarono tutta la repressione spregiudicata sperimentata nelle colonie d’Africa, India e Oriente.

Intanto la scienza moderna americana, attraverso i “Diritti d’autore” applicati alle arti, mestieri e  scienza d’impresa,  ricompensava lautamente la nascente modernizzazione del lavoro e del divertimento spensierato. Quel loro modello di società diventerà nel mondo la “Fiaccola splendente sui Mari” , l’Eldorado dei miseri, il grande Sogno Americano, attirando a sè i migliori artigiani, artisti e costruttori mondiali attratti dal  facile guadagno. La grande fame di fortuna, l’ambita rendita democratica  a vita applicata sui “Diritti d’autore” , fu la chiave di successo dell’egoismo soggettivo nichilista contro il socialismo collettivo e comunista. Questi due modelli sociali progettuali del futuro industrilale, scatennarono la Seconda Guerra Mondiale dopo la crisi del ’29 dove Stalin fece crollare la borsa americanana mettendo sul mercato le derrate a gratis.

Le pedine anticomuniste erano state collocate, le pedine naziste e fasciste, finanziate e potenziate. Il ventennio per la preparazione scolastica dei futuri eserciti aggressori era avviata. Gli artisti delle Avanguardie prezzolati con laute ricomprese per umili quadri.

L’Orchestrazione mondiale dava inizio al girotondo. In Russia le rosse nude ballerine rosse pentagonali di Enri Matisse e le mischiate odalische pentagonali di Picasso davano il via ai “Balletti” (esercitazioni).

Bernard Frey del governo Viky in Francia se ne stava comodamente al comando della destra francese  con un piede in due scarpe, Cosi per Benito Mussolini in Italia, Adolf Hitler in Germania, Francisco Franco in Spagna e altri dittatori minori collocati in altri stati pronti a prendere il potere con piccoli colpi di stato  orditi dalla Germania.

Ma per quel “Sole sulla terra” (ricerca atomica Università di  Pisa) annunciata sul Manifesto dei Futuristi italiani, non fu mai preso in seria considerazione, abbandonando Duchamp i futuristi , ma che cambierà sorprendentemente le sorti della programmata Seconda Guerra Mondiale che per quel “Sole”,  diventeranno feroci, crudeli e bestiali.


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G. Stein: Femminicidio di una spia tra le spie

Che gli artisti deplorino la Guerra è arcinoto, lo hanno dichiarato nei loro Manifesti fondativi. La Storia dell’Arte esonera i propri eroi dalle responsabilità belliche santifi-candoli con aureole sul capo o petto per essere stati “obiettori” di coscienza. Ma le cose sono andate veramente cosi?

L’assassinio bellico (Fratricida) è pertinente al mondo delle armi. Le donne furono  esonerata dai campi di battaglia godendo di una protezione straordinaria quasi mistica: “La donna genera la Vita, l’uomo genera la Morte”. Tutto seguì il normale corso delle guerre e gli ordini cavallereschi  fino a quando i contendenti  sconfinarono dai campi di battaglia per entrare nelle città. da 1930 ad oggi   e gli eserciti fascisti per stanare i rivoltosi  decisero di bombardare la città di Guernica. La guerra dello straniero contro civili,  sconfinò.

Con l’avvento delle Avanguardie artistiche nel XX° secolo, la pentola del diavolo si scoperchiò e nel brodo delle passioni infere vennero messe in cottura anche le donne. Il Manifesto Futurista  declamerà la morte della ” donna romantica ” (dalla gran sottana) chiedendone l’impegno di sacrificare la propria femminilità trascinandola in un mondo asessuato fatto di lavoro. La rivoluzione femminile di allora, vista da lontano, fu una rivoluzione esplosiva per le donne che videro in breve tempo  stravolto non solo il guardaroba ma anche la propria presenza nella corsa selvaggia della industrializzazione.

Tante scuse artistico-letterarie e bugie furono dette, solo per sostituire  i giovani operai caduti in trincea. I Manifesti Futuristi osannavamo la guerra come scatto di emancipazione sociale, e qui, possiamo anche essere d’accordo alla luce dei risultati tecnologici stupefacenti che quei  demoni ci donavano, ma, la coscienza umanitaria del poi, vanificherà ogni sforzo dichiarando che si sarebbe raggiunto quel traguardo anche senza le disastrose risse nazionali.

Ma la comunità ebraica quando chiama all’adunata i suoi fedeli per un esercizio militare di conquista suprema, tutti rispondono prontamente  e animosamente all’appello; siano essi maschi o femmine, poveri o ricchi, i richiamati fanno quadrato insieme. Quindi ora, grazie a Gertrude Stein ci spostiamo con la macchina del tempo (Letteratura) in una base segreta di guerra, ufficialmente camuffata nella placida vita di campagna, si prepara-vano e impartivano anzitempo gli ordini di guerra ai confratelli impegnati nella grande rivoluzione industriale prebellica.

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Leggiamo su “Autobiografia di tutti” della Stein:

… Madame Caesar non molto ma un po” preoccupata per lei. E poi Madame Steiner se ne andò e doveva ritornare l’inglese. Bernard Fay stava a casa nostra allora e George Lyon, George Lyon, era di Chicago e voleva fare il diplomatico ed era cattolico e ora è impiegato in una fabbrica di cibi in scatola ma questo non importa perché tutti si interessavano a lui proprio come tutti si interessano a tutti.
L’uomo di cui tutti parlano se non parlano di qualcos’altro mi chiamò al telefono e disse che l’inglese era morta, be’ dissi, sí disse, che cosa è successo dissi, è morta disse ma è appena arrivata dissi sí lo so disse ma è morta . Oh sí dissi be’ mi dispiace molto dissi sí disse, be’ dissi, come è morta be’ disse l’hanno trovata morta nel fosso, chi dissi, be’ disse, l’hanno trovata morta. Oh be’ dissi che cos’è successo se è morta be’ disse è venuta la polizia perché dissi l’ha uccisa qualcuno, be’ disse credo sia meglio che venga disse, dissi lei c’è no disse non ci sono, e la morta c’è, no disse non c’è, be’ dissi ci sono i cani l’hanno trovata, no non l’hanno trovata disse, ma comunque disse sarebbe meglio che venga. Così Bernard Fay e io andammo.
Piango verso lacrime ma questo non c’entra per niente.
Piange versa lacrime.
Tutti quelli che sono venuti là hanno occhi bellissimi così disse Bernard Fay (1) e non sbagliava Madame Caesare e Madame Steiner li avevano. C’era anche un’americana che sapeva tutto su Benjamin Franklin. Bernard Fay sa tutto anche lui su Benjamin Franklin, e fuori , c’erano due l”uomo che installa le stufe elettriche e la moglie e dentro c”era una donna molto grassa che non si muoveva ed era tutta in nero come se fosse sera. Era la madre della moglie dell’elettricista e più tardi rimase lì.
E l’inglese era morta. Madame Caesar disse che era arrivata a casa e avevano chiacchierato e organizzato insieme e l’indomani mattina nessuno l’aveva vista e poi l’avevano trovata e dissi ma se voleva uccidersi doveva farlo durante la traversata e non aspettare fin quando l’aveva fatto era ed era molto considerato da parte sua. Sì disse Madame Caesar ed era stata non molto considerata con me. Poi ripetemmo tutti questa cosa molte volte, la polizia era venuta e l’aveva presa ma non avrebbe dovuto farlo.

Be’ comunque non successe altro.

C°erano due pallottole nella sua testa, il berretto basco che portava spesso era stato messo con cura su un sasso

l dottori dissero che nessuno si spara mai due volte, tutti quelli che erano stati al fronte durante la guerra dissero (*) che a volte quando ci si voleva uccidere ci si sparava due volte.
Comunque fu solo una volta che rivedemmo Madame Caesar, venne a trovarci e quelli che volevano vederla tirano da lei e dopo un po’ tutti avevano paura di lei e per lei e poi dopo un po’ per quanto fosse da lei nessuno era da lei «vale a dire la signora Steiner non c”era più e c’era la moglie dell’elettricista.

Non ci infastidì mai più ma ogni volta che voglio scrivere voglio scrivere su ciò che le accadde. Comunque è inutile non dimenticare quel che si sa, e non sappiamo quel che le accadde.

E Poi quell’estate finì

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Chi erano e quanti erano i “Medici” presenti e che, anzitempo, favorirono le mosse della Germania Nazista che stava diventando con la benevole autorizzazione- la prima futura potenza nucleare al mondo? Dada ci darà le risposte.

Di fatto, una eroina di nome Steiner (cognome ebraico pure quello )  fu sentenziata a freddo dopo essere stata scoperta anche se aveva gli stessi “occhi belli” dei confratelli?

Mha!? La sentenza rimane ancora sconosciuta, segretata nelle “Ragioni del Stato” franco-americane.


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Gertrude Stein

Monet: il Gran Giardiniere.

monet_giardiniere_vv8311900: I quadri di Claude Monet,  nella seconda parte della sua esistenza artistica, ebbero una impennata economica straordinaria quando gli  americani pilotarono i loro interessi strategici verso questo artista aumentandogli di colpo: commesse, richieste e prezzo. L’Eccessivo costo delle sue opere nascondevano di fatto, il trasferimento di capitali illeciti, dai privati alle organizzazioni eversive europee. Monet, divenne la sede logistica e diplomatica oculata nelle relazioni diplomatiche e militari tra America, Francia e Giappone in vista della presa del Palazzo d’Inverno dello Zar Nicola II Romanov.  Di fatto, per meglio ospitare le autorità giapponesi e dargli un asilo confortevole e mistico, Monet volle trasformare la sua abitazione in uno ostello accogliente con giardino giapponese attiguo. Quindi, i quadri di Monet non sono vettori  economici, alcuni subliminali o criptati (vedute di porti e industrie) a fini bellici; non solo, ma  sopratutto cambiali a buon fine una volta portata a termine la guerra Russia-Giappone.  Tutti gli ossequi a buon rendere sugli impressionisti,  servono al sistema di mercato Borghese industriale per glorificare i suoi eroi come grandi combattenti della causa ebraica mondiale sostenendogli il prezzo, e certamente, non per fini artistici. Il piacere di avere o di osservare un quadro impressionista diventa infine un piacere personale dello spetattore condizionato dalla propaganda culturale a favore di una rivoluzione artistica poco rivoluzionaria e fortemente reazionaria di natura bellico-economica.

foto: Caude Monet investito del grado di “Gran Maestro Savio”.

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foto: Claude-Oscar Monet (Parigi,14 novembre 1840 – Giverny , 5 dicembre 1926)
Investito del grado massimo di Gran Savio eccolo nella sua residenza diplomatica di Giverny FR. in compagnia di un alto funzionario giapponese.

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foto: due sue vedute pittoriche del giardino di Giverny con ponte e ninfe.

La malattia agli occhi già dava segni di avanzamento. Sarà motivo per i critici di aggiungere “cose” la dove non c’erano, avviando un processo involontario dialettico di “modernizzazione seriale” che, portandola all’estremo, divenne anticipatrice di correnti pittoriche evolutive in direttiva del futuro “Astrattismo”.
L’approsimatismo pittorico di Monet è riconducibile sia alla malttia della vista come all’alta serialità cui sottoposto per soddisfare il collezionismo europeo, d’oltreoceano Atlantico e Pacifico. Chi era la “Galleria” e Banca in grado di garante ai collezionisti il rimborso di capitale in caso di recesso d’opera?

( seguirà: Capitalizzazione dell’ARTE)

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Gertrude Stein: Ritratto di Picasso

Il Pittore visto con gli occhi dalla modella.

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Come scriverà Gertude Stein nella biografia intitolata: “Picasso” (ed. Adelphi): “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Foto: Getrude Stein, Parigi 1904

Clima politico.
Siamo nel 1906  a Parigi, “i colori sono molto costosi” dicevano: “non ce li possiamo permettere”  e utilizzavano quel poco che bastava per fare apparire un immagine, un quadro. Indagando si scoprirà che ciò non era vero, il motivo era un altro, era religioso.

Da qui partono le indagini sull’ereditiera americana Gertrude Stein e Pablo Picasso.

Gertrude Stein nasce in Allegheny, 3 febbraio 1874, Pennsylvania, città americana industriale nota per i suoi laminatoi e le acciaierie. Sull’origine della fortuna economica  di famiglia Stein, poco si sa se non che il padre dirigesse in città una linea tranviaria di proprietà. Nell’universo letterario dell’arte poco si sa di lui , qualcosa verrebbe fuori dai testi teatrali scritti da Gertrude, ma non essendo egli pertinente alla storia dell’Arte la figura paterna passerà in secondo piano anche se, come figura politica e che abbia determinato la costruzione del carattere di Gertrude,  sapere qualcosa in più di lui risolverebbe certi aspetti politici avvenuti in Bruxelles, città chiave di lettura degli avvenimenti politici europei e dell’universo delle Avanguardie, ma soprattutto del perché Bruxelles  è stata al centro di grandi eventi storici succeduti in Europa per diversi secoli.

I fratelli Stein sono cinque, tre maschi, lei e la sorella Berta. Quelli che  arrivano a Parigi nel 1904 via Londra sono Leo e Gertrude, attorno ai quali, ruota la storia dell’Arte delle Avanguardie dei primi ‘900. Dovendo gli Stein  distribuire a Montmartre una discreta somma di danaro come “aiuti umanitari” della Comunità ebraica americana alla Comunità ebraica europea caduta in disgrazia durante i motti in Russi 1905, Gertrude Stein, dopo essersi guardata intorno a Parigi, puntò gli occhi su in certo Pablo Picasso, pittore chiacchierato,  per meglio sondarlo da vicino, e se il caso d’ingaggiarlo per ulteriori piani eversivi futuri.

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Gertrude seppe di Lui da un uomo della “Centrale” e volendo sondare sulle acclamate capacità sovversive, organizzative ed intellettuali, lo volle avvicinare. Perché scelse Pablo Picasso e non altri artisti contemporanei più noti e più bravi di lui?

Fiuto di donna?
No! Gertrude Stein seppe dai suoi informatori di un certo  Pablo Picasso da contattare quale piccolo capo banda di un gruppo di manigoldi e truffatori rigorosamente ebreo-artisti che si animavano nella illegalità di Montmartre per campare ed imporsi. La sua  Centrale Ebraica stava creando piccole gang  locali in Parigi (città cosmopolita), per la ricostruzione di gruppi dal forte carattere spregiudicato per  imprese ardite a cui affidare la gestione di merce illegale proveniente via Spagna dalle Americhe. Ma essendo la Spagna da poco vittima perdente nella guerra di Cuba contro la marina USA, nessun spagnolo amava dare servizi agli americani e Gertrude era americana e quindi doveva avvicinarsi al giovane Pablo Picasso in modo soft per conquistarlo quale futuro interlocutore ambizioso per compenetrare il sistema finanziario spagnolo e francese; insomma, doveva farselo amico e trasformarlo in spia americana. Pablo Picasso poteva essere la chiave di volta per intraprendere l’impresa che Gertrude Stein  aveva in testa.

La presenza di una giovane donna disinibita per un “contatto” difficile iniziale si prestava come l’unica occasione possibile per lei, e poiché Picasso presentava le caratteristiche di macho spagnolo, l’occasione sensuale si sa, fa l’uomo amante. Si trattava di dargli in seguito una licenza di agente  particolare con forte copertura politico/militare, licenza da concedere sulla fiducia “imprenditoriale” ad un arrivista, parola ancora poco in uso nella Francia di inizio secolo.
Tale licenza, se ben gestita, poteva creargli un discreto indotto iniziale sanando l’economia disastrata della sua piccola Comunità di Montmartre. Il progetto era di avere un agente  per poi usarlo, come  fecero gli americani in passato con Claude Monet, in veste di “Ambasciatore” occulto tra i giapponesi, ma Monet era arrivato al suo tramonto e andava sostituito, diventando Picasso “l’artista” attraverso il quale far entrare in Francia un cospicuo capitale  illegale da giostrare internamente a fini insurrezionali, diventando Picasso e il suo gruppo di fuoco, la possibile Centrale antagonista da mettere in concorrenza a Enri Matisse, oramai totalmente assorbito nella preparazione di agenti internazionali nei sotterranei della sua Accademia di belle Arti, per riorganizzare intrighi in Russi, Giappone e Usa, atti alla preparazione della prima Guerra Mondiale.

 Per onestà intellettuale una cosa va sottolineata ed è che, nella religione ebraica il danaro non ha la funzione di ricchezza personale come in genere si crede, esso va reinvestito per la conquista del mondo in quanto, tale Capitale non appartiene al singolo individuo ebreo, ma alla intera comunità che si autofinanzia attraverso il risparmio dei fedeli portandola fino all’estremo cavilloso risultato. Tale risparmio è frainteso come “avarizia ebraica”, ma che avarizia non è in quanto, è orgoglio individuale apportare il massimo risparmio personale nelle cassa della Comunità  . La “Proprietà Privata” è il meccanismo attraverso il quale essi possono “amministrare e governare” gli stati conquistati. Il modello promosso è il Capitalismo e quindi i partecipanti sono tutti associati rigorosamente al registro delle quote individuali che ne determina il diritto decisionale sulle singole azioni politiche nel mondo e i rispettivi futuri guadagni. Insomma, la Comunità ebraica è di fatto una S.p.A Multinazionale e quindi non politica come la intendiamo noi  ma Cosmopolitica, senza confini. 

Chi alla signorina Gertrude Stein aveva segnalato Pablo Picasso? Il suo fiuto? Macché!

Le indagini ci porteranno al “Poeta Innominato ”, che dall’interno dell’Intendenza di Finanza di Francia seguiva scrupolosamente gli spostamenti delle banconote numerate che transitavano illegalmente tra Spagna, Francia, Inghilterra e America. Altri all’interno dell’Intendenza seguiranno miriadi di conteggi, canali e canaletti cosmopoliti; questi sono gli impiegati “ombra” che formano un esercito sociale esterno ma anche interno allo stato cui appartengono.

Gertrude Stein super agente,  attuò il suo piano: incontrare presso il noto mercante d’arte Vollard quel tale Picasso  commissionargli “casualmente” un propino ritratto pagandolo bene. Picasso sentito la cifra accettò immediatamente. Quel giorno, nello studio di Montmartre, i due giocatori d’azzardo si affrontarono. I due caratteri mastini si saranno  squadrati e, per due tipi del genere basta un occhiata o l’odore del sudore per capire chi hanno davanti. Accordata la sostanziosa somma di partenza, la scelta del soggetto lo impose la nostra super tarantola. Gertrude  si  presentò dal pittore vestita di scuro, imponendolo di propria volontà, il colore marrone predominante: “Lo voglio bi-cromo. Prendere o lasciare”.

Prima di iniziare: Mi parli di lei …” disse Picasso.

Ella accettò, fissandolo negli occhi come chi giovane intraprendente americana non abbassa mai lo sguardo davanti a nessuno, e cominciò con un racconto enigmatico: parlava di aver incontrato a Bruxelles in piazza: una bambina mentre giocava, sui 12 anni circa, con le trecce, “vestita di marrone” e che alla domanda rivoltale,  la bimba rispose che stava giocando a imitare il padre che era morto. Quella bambina era Gertrude Stein.

“BRUXELLES?” annui Picasso…

Pablo Picasso intuì subito il grosso “calibro” che aveva davanti e cominciò il ritratto. E lei?
Lei spiegava, si spiegava e lo interrogava,  e lo ascoltava, spiegandosi reciprocamente  tra le pieghe e sottintesi … “Bruxelles?..”  Eravamo all’ inizio ventesimo secolo…

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Pablo aderì al progetto Cosmopolita con tutti i rischi e le “prospettive”  presentate. Picasso cancellò il volto del ritratto e si recò immediatamente a Gòsol in Spagna. Li incontrerà chi doveva, ricevendo e impartendo nuovi  ordini alla sua organizzazione di contrabbandieri diretti da cosmopoliti di Barcellona i futuri “Cubisti” . Tornato a Parigi, senza la presenza della modella, Picasso portò a termine il volto del ritratto facendolo pervenire finito. Come buon augurio le aveva dipinto il volto come sarebbe stato 25 anni dopo.” se non le assomiglia” – ripeteva agli amici scherzosi – “Le assomiglierà“. Picasso su ciò non sbagliò affatto. Lei, di quel quadro sosterrà sempre: “sono io” e lo amò.

gertrudestein

l costo dell’opera fu di zero franchi francesi. I giorni di posa 93. Picasso del quadro gliene fece dono. Il patto Gertrude Stein / Pablo Picasso andò a buon fine. Picasso fu arruolato nell’Alleanza. La loro amicizia durò fino alla morte di lei.

l’indagine continua


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(Gertrude Stein)

PICASSO: Ritratto di Gertrude Stein

L’incontro con l’Artista

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Gertrude Stein arrivò a Parigi dall’America, via Londra, con suo fratello Leo nel 1903. La guerra Russia-Giappone scoppierà nel 1905.
Gertrude Stein si prese l’incarico di riassettare le fila sparpagliate degli insurrezionalisti europei a cominciare dagli artisti, distribuendo i finanziamenti della Comunità americana in aiuto a quella europea. Sentendo elogiare un certo Pablo Picasso come un pittore moderno, dopo l’incontro in galleria lo andrà a trovare nello suo studio di Montmartre per conoscerlo e  commissionargli un proprio ritratto.

Foto: Gertrude Stein

Per chi pittore ha modo di osservare questo quadro e pensa che ci sono voluti 93 giorni intensi di posa, (quasi tre mesi), su ciò che sia veramente accaduto fra loro in quello studio, solo Dio lo sa.

Per venirne a capo di quei giorni non ci vuole molta immaginazione per trarre delle deduzioni: la prima è quella di una consumazione abbondante erotica e cibo, la seconda è che, tra una prestazione a l’altra si sia intavolata una alleanza strategica franco-spagnola-americana con i relativi studi e vidimazione di piani da perseguire.
Quando Gertrude Stein lascerà lo studio di  Picasso, al 93esino giorno, il quadro non è ancora terminato. Verrà ultimato più avanti.
Il vero Picasso non ancora identificato per quello che vedremo poi essere , lamentava che non riusciva a capire chi avesse davanti, lasciando incompleto il volto del ritratto.
Di ritorno dalla Spagna, presenterà in fretta e furia il ritratto con un evidente fuori assetto dell’occhio sinistro come chi, persona losca, verrà identificata in futuro come potenziale “spia organizzatrice”. Altri pittori (vedi Modì) adotteranno questo codice pittorico durante i ritratti dei “quadri” cosmopoliti organizzatori.

Dopo l’input di Picasso, per altri pittori parigini dello stesso periodo, raffigurare ritratti di persone note, o intellettuali senza un bulbo oculare (orbi o loschi) fu un tema ricorrente in Arte. Studiando la simbologia, quel modo di rappresentare fu un vero codice cifrato. Per gli ospiti del “sabato sera” a casa di Gertrude Stein, chi avesse avuto modo di conoscere altri agenti non presenti nella stanza, notare nel ritratto dell’interessato la mancanza dei bulbi o fuori orbita, era sinonimo di fiduciario confratello, segno politico dell’Avanguardia.

In quel periodo G. Stein era una giovane americanotta dalla vita stretta, fianchi e bacino ampi, forma che denota forte appetito culinario e sessuale, ma il suo “compito” era un altro, non di cercare marito o amante, ma adunare e istruire intorno  a se “uomini ombra” dalla condotta sfrontata e audace per piani militari arditi. Aveva sentito parlare, di un certo Pablo Picasso (piccolo boss) dal cognome genovese, un giovane pittore con la capacità di polarizzare intorno a se una piccola banda di giovani spagnoli motivati ad emergere, decisi, intrepidi, ma anche comandante di una vasta rete di contrabbandieri di montagna in Spagna presso i Baschi), e come tutti i bulli esordienti, gli mancava un riconoscimento e un protettore d’eccezione per cominciare a imporsi oltre il quartiere parigino di Montmartre. Picasso aveva i requisiti per l’organizzazione richiesta e, la signorina Gertrude, se lo lavorò per benino. Picasso invece vedeva nella ricca ereditiera americana la piattaforma per lanci imminenti verso il successo. Assoggettandosi a quel “gioco d’azzardo” , Picasso porterà a termine gli impegni presi con lei.

Dopo l’incontro con Gertrude Stein, nella vita di Picasso cominciano aggirarsi i primi personaggi strani che cambieranno la sua vita e la storia degli stati europei. Negli stessi anni avverranno altre due Grandi Guerre Mondiali che insanguineranno l’Europa e la Russia; e sempre in quegli anni nascerà il nuovo collezionismo di Arte Moderna a prezzi vertiginosi , generando il Mercato d’Arte, la Critica, le Gallerie ed infine i Musei.

Tratto da: Autobiografia di Alice B. Toklas

Fernande era, come sempre, molto grande, molto bella e
molto gentile. Si offri di leggere ad alta voce i Cantes di La
Fontaine a Gertrude Stein per divertirla mentre posava.
Gertrude Stein prese la posa, Picasso sedette sull’orlo della
sedia, addosso alla tela, e poi su una minuscola tavolozza
di un color grigio bruno uniforme spremette un altro pò di
grigio bruno, e si mise a dipingere. Fu questa la prima di
qualcosa come ottanta o novanta sedute.
Sulla fine del pomeriggio i due fratelli di Gertrude Stein,
sua cognata e Andrew Green, vennero un po’ a vedere.
Furono tutti meravigliati della bellezza dell’abbozzo e
Andrew Green pregava e strapregava Picasso di lasciarlo cosi
com’era. Ma Picasso crollò il capo e disse di no.
E un vero peccato che in quei tempi nessuno abbia pensato
a far la fotografia del quadro cosi come era, perché va
da sé che nessuno dei presenti allora si ricorda più come
fosse, nemmeno Picasso o Gertrude Stein.

Scrive, concisa una bloger della quale ho perso il contatto: “Dopo ottanta o novanta sedute, il risultato – secondo i loro reciproci amici – non assomigliava minimamente a Gertrude Stein”. La risposta di Picasso fu una scrollata di spalle. ”Non importa,” rispose, “alla fine gli assomiglierà”.
Oggi rimane uno dei ritratti più famosi ed emblematici che Pablo Picasso abbia mai prodotto: Il ritratto profetico di Gertrude Stein vista anticipatamente a trent’anni di distanza.

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              1904                                              1906                                             1930

Questa paginetta prendiamola come punto di partenza per spingerci oltre.

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