MAN RAY: Il grande testimone

IL GRANDE TESTIMONE

72816 Foto: Autosatto

Emmanuel Radnitsky alias: Man Ray

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e all’avanzata dei nazisti in Francia, Man Ray, viste le sue origini ebraiche, fu costretto a lasciare Parigi. Riparò a New York dove divenne famoso come fotografo di Moda. Il suo cuore però era rimasto a Parigi, patria di adozione. Così, a guerra conclusa, Man Ray fa ritorno nella capitale francese e torna a vivere a Montparnasse il quartiere degli artisti. Rimarrà lì fino alla sua morte, il 18 novembre del 1976.

Pur cimentandosi  in pittura, pur aderendo ai Surrealismo, grazie a questa sua ignoranza artistico-concettuale godette di  quella ingenuità gli ha dato modo, nel mondo della Fotografia, di sperimentare e coltivare nuove frontiere tecniche usando la pratica di laboratorio. Diventa così uno dei padri fondatori delle “nuove tecniche” della nascente arte ipnotica che il diaframma  dona nelle sequele e scatti successivi. Nella Storia della Fotografia, Man Ray è stato un sovrano indiscusso e riconosciuto per forze di causa maggiore. La sua presenza assidua sulla scena artistica parigina lo premiara di fama. Punto di riferimento per le indagini sulle Avanguardie e studiarne i loro movimenti, gli spostamenti e le convivenze sotterranee, il suo archivio fotografico e di grande aiuto.

Man Ray fu, il Grande Testimone al “centro dell’obbiettivo” perche lui stesso era il periscopio  che si muoveva in incognita sul territorio pre bellico europeo.

Man Ray e l’Arte

L’ indagine sulla ricostruzione della sua fotografia, la più Enigmatica (in Stil Life) è certamente la macchina da cucire nascota con manico d’ombrella,  rivestita con un Sacco e poasta dul piano di un tavolo di divisezione. Questa opera  lo collecherà nel ristretto cerchio stellato degli Artisti” concettuali di inizio novecento. Alla domanda cosa rappresenti tale enigma, Man Ray, evasivo, come sempre,  non seppe mai dare una spiegazione plausibile se non cedere all’ubbidienza verso Duchamp che a sua volta ubbidiva al volere del Poeta Invisibile, il reale inventore e suggeritore di quella profezia.

Quell’enigma per Man Ray  assunse un valore superiore alle sue stesse aspettative. Quell’immagine  diventerà una icona artistica di primaria importanza perchè riporta un  “suggerimento”  dell’Arte enigmatica.
La domanda leggittima fa nascere il quesito: “ E’ l’Arte che fa l’artista o è l’artista che fa Arte”.

Spesso è la nostra curiosità o accettazione alla sfide a far ingigantire le cose. Poi, ad un tratto, il mistero si rivela da solo spiazzando la presunzione di chi ha creduto di aver capito anticipatamente un fatto storico che “sarebbe seguìto” più in la. 

Più di due istantanee di Man Ray, fotografo prediletto di Marcel Duchamp, collocheranno il fotografo nell’Olimpo dell’Arte moderna. Qui avremo modo di riprendere l’intera questione. Queste immagine ( non le opere) ci daranno modo di  capire come l’Arte sia una Entità suprema che utilizza gli artisti senza che questi vengano a conoscenza, e prima del tempo, negandogli i suoi disegni mistieriosi... “nemmeno dopo la morte” dirà il Poeta Invisibile ispiratore, neanche per lui che morì senza vedere realizzati i “propri sogni”, oggetti di studio, profezia e ispirazioni per molti altri artisti  a seguire.

 

Enigmi Nascosti

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Il segreto di Maldoror (foto Man Ray)
 
 
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Duchamp: Underwood (foto Man Ray)
 
Primo dei  redy made svelato. 


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Matisse: La chitarra e l’intrigo.

IL POTERE DELLE DONNE

 

Quando s’indaga sulle Donne in Arte, purtroppo, come col “tea” delle 17,00, il passino filtra solo ciò che i fori permettono. Le bustine ancor peggio, fanno passare solo l’odore e  meno il sapore, il te poco sa o di nulla e con lo zuccheriamo si assimila teina. Tali sono i personaggi femminili quando vengono filtrati da studiosi censori i quali vogliono far passare delle artiste solo ciò che torna comodo. Ma quando sono le donne a narrare se stesse, sono uno spasso.

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foto: Mantide Religiosa

Qui sotto, ho voluto riportare un dialogo tra due donne poco note all’Arte Moderna e che la critica, molto distratta nei loro confronti, hanno omesso dettagli importantissimi per la comprensione storica dell’Arte Moderna. Snobbando questo dialogo e le opinioni delle nostre due  interpreti,  gli storici non avendole  mai prese in seria considerazione non si sono accorti della loro denuncia che magistralmente presenta tutto il  potere occulto delle donne e senza pudore alcuno. Come mai le hanno omesse?

Sappiamo che quando due donne si ritirano in camera a fare toilette, allontanano in altre stanze gli incomodi osservatori prendendosi tutta la tranquillità che il caso richiede, mostrando tra loro anche le parti intime, senza pudore e senza peccare. Le donne tra loro hanno un altra considerazione del proprio corpo, meno oggettuale e più clinico. Il peggiore difetto degli uomini invece, è quello di dare poca attenzione ai pettegolezzi femminili in quanto, tra donne, quando parlano pubblicamente il pudore vela scandali e vanti, ma quando parlano tra loro e in modo libero, i puntini di sospensione vengono a meno assumendo le confidenze denudate, pettegolezzi al limite dello scandalo. Così le due artiste, letterate, ci svelano allegramente in un breve dialogo le giuste trame  da inserire nella  Storia dell’Arte e aggiornarla, chiarendo il potere femminile nell’arte. Vediamole insieme:

Dall’Autobiografia di Alice Toklas:
GERTRUDE STEIN A PARIGI (1903-1907)

Pag. 40 CAPITOLO TERZO

Matisse stava in quel momento dipingendo Madame
Matisse in costume da zingara con la chitarra. C’era a pro-
posito di questa chitarra tutta una storia, che a Madame
Matisse piaceva enormemente raccontare. In quegli anni,
insomma, lei non aveva mai finito di darsi d’attorno, e per
di più le toccava posare: aveva un’ottima salute e un gran
bisogno di sonno. Un giorno che appunto posava e il ma-
rito dipingeva, le cominciò a cadere il capo avanti e alla
scossa la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – sve-
gliati -. Lei si svegliò, lui riprese a dipingere; le ricadde il
capo e la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – svegliati-
Si svegliò, ma poco dopo tornava a ciondolare e la chitarra
a vibrare più forte. Matisse su tutte le furie diede di piglio
alla chitarra, spaccandola. E qui Madame Matisse
aggiungeva sconsolatamente: – “Eravamo in bolletta a quei
tempi, ma ci toccò farla riparare per continuare il quadro. “

Reggeva appunto nella posa questa chitarra riparata, il
giorno che arrivò il biglietto del segretario della Mostra
d’Autunno. Matisse era fuori di sé dalla gioia. – Sicuro che
accetto, – diceva. – No, – disse Madame Matisse, – se questi
tali (ces gens) s’interessano del quadro al punto da fare
un’offerta, vuol dire che se ne interessano abbastanza per
pagare quel che hai chiesto. E la differenza, – aggiunse, –
servirà per vestire Margot quest’inverno -. Matisse esitava,
ma alla fine si lasciò convincere e scrissero un biglietto che
lui insisteva sul suo prezzo. Non seguì nulla e Matisse entrò
in uno stato terrificante, traboccava di rabbia e di rimproveri.

Poi, qualche giorno dopo, mentre Madame Matisse stava
ancora una volta posando con la chitarra e Matisse dipingeva,
ecco entrare Margot con un petit-bleu. Matisse l’apre e fa
una faccia. Madame Matisse, atterrita, temette il peggio.
La chitarra andò in terra. – Che cos’è? – disse lei.
– L’hanno comperato. – Che bisogno c’è di fare quella faccia,
allora? Spaventarmi così e andare a rischio di farmi rom-
pere la chitarra? – Facevo segno per farti capire, – disse
Matisse. – Ero talmente commosso che non potevo parlare.
Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
– dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.

MANTIDE RELIGIOSE

Ecco svelato il segreto del successo di Matisse. L’ereditiera americana G. Stein, avendo messo gli occhi su Matisse e decise di finanziarlo occultamente e diffondere i suoi lavori in America senza che a questi trapelasse mai l’idea che dietro le future  vendite milionarie c’era lo zampino della signorina Geltrude Stein in buona intesa con la consorte di Matisse ignaro di tutto.

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foto: Gertrude Stein e Alice Toklas                       foto: Coniugi Matisse

Ora, il concetto che nello strapotere ebraico le donne non hanno un ruolo importante è falso. Le confidenze tra la Signora Matisse (ebrea), la signorina Alice Toklas (ebrea) che firma il brano,  ci svelano, non solo esserci grandi donne di Potere  nel loro sistema ma anche l’esistenza di una rete sotterranea molto ampia tra le donne. Traspare anche l’esistenza di una organizzazione ben mimetizzata, intrigante, penetrante e spesse volte decisionista. Muovendoci nel sottobosco femminile dell’Arte e della Politica del novecentodieci, le donne potenti si raccontano confidenze come fossero “madamigelle al bagno” e in quelle loro toilette letterarie e intellettuali Dio solo sa cosa si confidano. Quando le donne escono imbellite dalle toilette, chi avesse avuto modo di osservarle bene, in quella metamorfosi estetica assumono un tono superbo, di sfida magistrale, e, come amazzoni, nella recita che s’apprestano gioiosamente a sostenere in scena o fuori casa, partono decise e tornano sempre vincenti con qualche trofeo.

Poiché per cultura ereditata i consorti tendono a isolare o sotto considerare le proprie donne, in generale poi, le femmine, vuoi per debolezza fisica o stupida presunzione dei maschi,  sviluppato nella loro cultura le “alleanze sotterranee”, alleanze strategiche con chiunque ritengono manipolabili  pur di portare a termine i loro piani con fermezza e prudenza vincente .

Madre Matrioska (la Matriarca)

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Gertrude Stein

Dopo quell’acquisto del quadro, l’irascibile Enri Matisse finirà sotto scacco della consorte per tutta la vita, ignaro che, il proprio destino sarà invece nelle mani della signorina Gertrude Stein, la quale, forte delle sue conoscenze in materia di Alleanza Internazionale Finanziaria, obbligherà i contribuenti ebrei di tutto il mondo a sottoscrivere con l’acquisto dei “brutti quadri” le varie operazioni segrete di politica finanziaria a beneficio dell’Arca dell’Alleanza. Nella stessa rete finirà non solo Pablo Picasso, ma tutte le Avanguardie francesi, Futuristi italiani compresi ad opera di rete segreta di Matriarche devote. La Regina sulla scacchiera dell’Arte in Europa fu certamente la signorina Gertrude Stein, “Matrioska” di un domino senza fine  a capo di un esercito intelligente di sole donne come anche mecenate delle migliori menti intellettuali maschili europee di fede cosmopolita .




Concludendo rileggiamo:

Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.


La Matriarca Etta Cone (grande collezionista e ricca ebrea americana) chiarisce meglio il concetto dandoci di lei un proseguo giusto. La signorina Etta Cone e la sorella Claribel, venivano da Baltimora a Parigi per passare l’inverno. Etta Cone si era prestata, tempo permettendo,  a fare da dattilografa a Gertrude Stein (innamorate). Etta, alla mattina aveva il compito di trascrivere i pensieri notturni sparsi di Gertrude Stein, pensieri  annotati rigorosamente con la matita scolastica su pezzetti di carta scritti tutta notte per poi coricarsi fino a mezzogiorno. Le scritture di Gertrude erano passaggi di informazioni strategiche. Etta Cone, ebbe anche un altro compito sensibile oltre quello di finanziare indirettamente i coniugi Picasso, imparare il linguaggio codificato di Gertrude Stein per diventare poi la sua referente politica d’oltremare in America.

Leggiamo insieme il passo:

Sempre di ALICE TOKLAS: Bibliografia.

Per Etta Cone, i Picasso erano terrificanti ma tanto romantici.
Ve la conduceva Gertrude Stein ogni qual volta che le finanze
dei Picasso erano al di là di ogni soccorso umano, e le faceva
acquistare un centinaio di franchi di disegni. Dopo tutto, cento
franchi a quei tempi valevano venti dollari. Quella era incantata
di compiere una così romantica carità. Inutile dire che quei disegni
divennero molti e molti anni dopo, il nucleo della sua collezione.

Claribel Cone – Getrude Stein – Etta Cone in vacanza lavoro in Italia 1903

Si possono elencare altri casi di arsiti le cui finanze erano sotto il diretto controllo delle donne “del giro” e che, in caso di capricci del partner, avvertivano la centrale economica femminile che provvedeva a bloccare le entrate finanziarie del artista disobbediente. Se ubbidienti invece, tornavano in auge. Tremende erano le amministratrici russe, scrupolose nei conti e severe contabili le quali, avevano anche compiti di tessere al femminile una fitta rete di matriosche in Russia, in quanto, gli ebrei russi milionari versavano forti somme clandestine all’Alleanza pur di destituire lo Zar, acquistando “scarabocchi” europei d’Arte Moderna.

La moglie di Picasso era filo russa, come anche l’ultima Amministratrice di Matisse dopo il decesso della moglie; anche  Gala moglie di Salvador Dalì, ecc. Le Matriosche  tenevano in ordine fotografico e tutti rigorosamente numerati, i quadri del consorte artista. I conti, o i versamenti da restituire ai finanziatori, avvenivano durante le Aste di collezionisti anonimi , agenti bancari o garanti finanziarie, che, restituivano ai legittimi proprietari dei quadri allora sostenuti, la somma restituita dopo la vittoria o conquista di operazione politico militari avvenute con i rispettivi interessi dovuti.

Tutto ciò si svolgeva tra il 1903 – 1907, prima, durante e dopo la guerra Russia-Giappone e proseguirà ancora oltre.matrioska-25-novembre-contro-la-violenza-sulle-donne

Foto: Matriosche Russe


alla pagina Gertrude Sten

Man Ray: La quarta dimensione

 

REBUS

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Man Ray : La Quarta dimensione.

Rebus: Gioco enigmistico che richiede la ricostruzione di una parola o di una frase per mezzo di segni ( r. letterale ) o di figure ( r. figurato ).

Se l’enigma e il rebus superano (come in questi due casi)  il concetto stesso di chi lo ha idealizzato, gli artisti restano  esclusi a vita dalla soluzione. Le duue opere furono descritte e narrate senza soluzione nell’opera univa del “Poeta Invisibile” .
Le due istantanee riportate sotto, collocheranno il fotografo Man Ray nell’olimpo dell’arte moderna.  Quando ritorneremo sul tema della “Quarta Dimensione” queste due immagini verranno richiamate più volte avremo modo di capire come l’Arte sia una Entità suprema che utilizza gli artisti senza che questi vengano a conoscenza prima del scadenza sui segni mistici di cui sono portatori… “nemmeno dopo la morte”. 

Tipo: “E’ come un manico d’ombrello sopra una macchina da cucire avvolta da coperta sopra un tavolo di divisezione” Isidor Ducasse.

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Foto 1: Man Ray, ricostruzione di un rebus di Isidor Ducasse – Oggetto Spaziale

 

ENIGMA

Da TRECCANI.

ENIGMA, (o enimma) s. m. [dal lat. aenigmaătis, gr. αἴνιγμαατος, dal tema di αἰνίσσομαι «parlare copertamente»] (pl.-i). – 1. Breve componimento, per lo più in versi, che propone, attraverso immagini e allusioni, un concetto o una parola da indovinare (se l’enigma è breve e si riferisce a cosa comunissima si chiama indovinello): proporre, risolvere, decifrare, spiegare, sciogliere un e.; Edipo spiegò l’e. della Sfinge. Il nome è spesso esteso a indicare anche altri giochi enigmistici. 2. estens. Detto, frase di significato oscuro, espressione ambigua o velata: parlare per enigmi; le Sibille davano i loro responsi per mezzo di enigmi; di grazia, padre guardiano, non mi dica la cosa così in enimma (Manzoni). Quindi, cosa oscura, inspiegabile, incomprensibile: certe poesie sono veri e.; come facciano a trovare tanti soldi è un e. per tutti; anche di persona misteriosa, che non lascia intendere quello che pensa e sente: quel ragazzo è per me un vero enigma.

 

l’Enigma dell’opera di Duchamp si è rivelata nel Desret Storm – Iraq. 1991

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 foto 2 Man Ray : Coltivazione della Polvere newyorchese depositasi sul “Grande Vetro”
                               di Marcel Duchamp


home page :  Man Ray

home page:   Marcel Duchamp

 

Marcel Duchamp & Man Ray: Telepatia – Transmentale

Alla ricerca della Quarta Dimensione
(Articolo. 1/4)

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La ” Trasmissione di pensiero” fu oggetto d’interesse delle Avanguardie. Estrapolare dall’Alchimia le possibili profezia o intenzioni di Fato destino, abbisognava una  smaterializzazione nomade della ragione, antico sogno di streghe e maghi che in tale arte occulta e immaginifica credevano assai cimentandosi nella ricerca del potere assoluto sui destini umani e correggerli a piacimento. Le  fiabe narrano soluzioni Patafisiche immaginarie e che sarebbero diventate un giorno opere per mano dell’uomo: Specchi, sfere, ampolle, carte, pendolini ecc. L’interesse per tale materia verrà abbandonata con l’avvento del Telegrafo e della Radio, vedendo in queste, la pratica dell’esoterismo Patafisico fattasi materia.

Marcel Douchamp e Man Ray, venuti a conoscenza degli esperimenti di psicocinesi e trasmissioni delle immagine col pensiero da parte del pittore russo Kazimir Severinovič Malevič inventore dell’astrattismo geometrico, i due artisti intrapresero studi ed sperimenti di autoipnosi per spostarsi oltre la  barriera del Tempo per decodificare e interpretare visioni, anticipando in tal modo  e spionisticamente gli avventi tecno/industriali altrui per creare monopoli.

A Duchamp non interessavano i santi, ma rendere profetiche le immagini estrapolate nel  ventre dell’Arte avventurandosi come spia. Il Grande Vetro fu in parte il risultato di quell’avventura che, Arte, visto la malafede dell’intruso, impedì alla sua mente di andare oltre, vietandogli  dettagli ulteriori onde impedire ciò che Fato vuol concludere a modo suo e a tempo dovuto i destini umani. E’ riconoscibile nell’opera incompleta del Grande Vetro di Duchamp, l’insindacabile decisione di fato, capendo l’artista che il Libero Arbitrio in quel mondo non esiste, ma essere tutti noi e sempre condotti per mano rendendo sovrane la Fatali decisioni.
Marcel Ducamp sentendosi respinto, abbandonerà il Grande Vetro chiudendosi nel silenzio per non subire il tremendo castigo Prometeo, punizione  subita dagli artisti  suoi predecessori condannati per essere andati oltre il tempo prestabilito.

2… l’Arte è una Entità suprema che utilizza gli artisti senza che questi vengano a conoscenza di ciò che fanno prima del tempo compiuto. ES cristiano: “...perdona loro perché non sanno quello che fanno“… come dire : guai se venissero a sapere non si compirebbe la volontà divina!

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Ipnosi

I due artisti-argonauti alla ricerca dell’Arca perduta,  inventeranno la loro macchina del tempo: Duchamp  le “rotative”,  una sorta di rotore sul quale venivano montati dischi spiralici per l’auto ipnosi, mentre Man Ray assemblò un giocattolo composto da un metronomo musicale al quale applica il ritaglio fotografico di un occhio della modella e fotografa sua amata, musa ispiratrice: Lee Miller.

foto: Lee MiIleer

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Vuoi che la nascente Psicoanalisi di Freud fece breccia presso i razionalisti; vuoi che le nuove teorie mistiche del  discepolo Jung restituì una via d’uscita nobile ai religiosi; i due medici si avvicinarono all’ipnosi utilizzando il “pendolino” o l’orologio da tasca  ma con scarsi risultati. Saranno ancora le droghe i migliori alleati ipnotici per lo studio della psicanalisi.

                                                               

I Militari si avvicinarono perplessi  alla ipnosi scoprendola soggettiva capendone i limiti, quindi pensando ai tradizionali mezzi ipnotici come la letteratura, la radio , il cinema, la musica ecc. “Arma letale per il domino delle menti.”
La scelta dei Media fu dominante persuasione in tutto il novecento. Delle droghe se ne fece grande uso all’insaputa di  soldati e civili. Tra le vittime delle droghe, furono colpite molte mogli, compagne , amanti e artiste stesse, di cui anche la reporter Lee Miller .

                                                                                                                                   


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Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela dintorni

Quando le donne parlano delle donne non hanno bisogno di un avvocato difensore. Il sito: enciclopediadelledonne.it/  segnalato da Daniena Dintorni Bloger in Word Press, ci rimbalza una buona scheda di presentazione di Valeria Palumbo per parlare in futuro e in modo approfondito di Meret Oppenheim, altro personaggio artistico avvicinatosi all’Arte con scopi non artistici e che avremo modo di approfondire allargando la rosa degli “allegri sospettati”, o finti artisti/e che, misero a rischio la propria vita per fini e ideali diversi dell’Arte e che, invischiati/e nella Storia d’Europa si ritrovano eroi/eroine della rivoluzione di inizio secolo XX°.

Meret Oppenheim, modella di posa per nudo, noleggiò il proprio corpo in diversi studi artisti francesi infilandosi nelle spesse maglie dei servizi segreti europei che inquinarono il mondo dell’Arte dalla metà delll’Ottocento fino ai nostri giorni assumendo poi,  nella “ricostruzione” del dopoguerra ’45, la strada concettuale che chiamiamo oggi Arte Moderna.
Anche Meret Oppenheim verrà arruolata da Man Ray (Uomo Ragno) come altre modelle  con mansioni delicate di fotoreporter o artiste o amanti in Avanguardia scoperta. Scaltra, spregiudicata ma di alta fermezza, dopo i tormentati anni bellici, forte della esperienza presso la corrente surreslista ,  si riaffacerà in arte utilizzando il chick come arte dissacratroria, spalancando all’informale scenico, una sorta di novità per la Moda, introducendo il concetto di “osceno”,  performance ad alto effetto sureale e scandalistico. Queste parole oggi non hanno piu senso in quanto abbiamo digerito quel’ “Oltreconfine” nel quale fu impegnata Meret con altre artiste, negli anni 40/50/60 le sue idee fecero breccia  contro il formalismo borghese di vecchio stampo, introducendo nuove tecniche dissacranti ed esibizioniste, divenedo ella stessa: il motore creativo.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/ Charlottenburg (Berlino) 1913 – Basilea 1985 Berlinese: Meret Oppenheim nacque il 6 ottobre 1913 a Charlottenburg, oggi nel cuore della capitale tedesca e fino al 1920 una città autonoma. Suo padre era un medico di Amburgo, Erich Alphons. Sua madre, Eva Wenger, era svizzera. Il suo insolito nome, Meret, veniva dall’episodio Meretlein del […]

prosegue ne Link: Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela e dintorni 


 

Nel rovistare nei Blog di Daniela Dintorni è possibile imbattersi in una sua singolare esperienza molto curiosa, quando la bloger narra su ciò che le è accaduto con la direzione di Face Boock, quando ha cominciato a trattare inconsapevolmente l’argomento  “Meret Oppenheim” tra le sue dive femminili da divulgare, rimanendo interdetta per i successivi incomprensibili scatti di censura da parte della direzione di Face Book in difesa dell’artista. Daniela Dintorni si era limitata a pubblicare una serie di foto che ritraggono l’artista nuda e da parte di Face Book c’è stata una alzata di scudi protettivi a favore dell’artista, quindi vi troverete davanti a due quesiti di estrema sensibilità da parte del Network e sono:

  1. che i titolari dell’impresa FB essendo di fede ebraica si assumono il compito di difendere una loro consorella di fede da eventuali comportamenti scandalosi di consumo rete.
  2. potrebbe essere che Face Book abbia voluto salvaguardar un diritto di immagini quando lo stesso Network lascia che si diffondano le stesse immagini per aumentare la notorietà dell’Artista loro protetta.
  3. Tutte e due insieme.

A causa di questa osserrvazione, siete invitati a leggere alla sua pagina:
https://danielaedintorni.com/2018/10/07/facebook-e-i-suoi-assurdi-standard-di-oscenita-di-daniela-domenici/  dinamiche di censura e che vanno al di là di ciò che la Daniela Dintorni neanche immagina.

L’articolo mette in luce le relazioni segrete della Meret Oppenheim con due noti personaggi inquietanti della Storia dellArte quando nell’articolo leggiamo :

E lì conobbe Alberto Giacometti e Hans Arp. In qualche modo il suo successo cominciò con l’orecchio di Alberto: la prima opera di Meret che ebbe risonanza si intitolava appunto L’orecchio di Giacometti. L’artista aveva allora 20 anni. Giacometti e Arp la invitarono a esporre, sempre nel 1933, al Salon des Surindependentes. Da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti.

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Cio è a dimostrazione che, gli incontri perfetti nella storia non sono mai casuali, ma “presentazioni Ufficiali”

L’articolo in realta è di Valeria Palumbo, ella col suo metodo ordinato di presentare i fatti, ci da modo di capire le convivenze intriganti nel Mondo dell’Arte di quegli anni, presentandoci lo spezzone di un filo rosso appartenente a una matassa molto complessa da smatassare, filo da riannoidare, e che grazie a ciò, mi scagiona da eventuali imputazioni di costruire imputazioni falsificate nel processo ai danni subiti dall’Arte.

 

Visita guidata presso la “galleria”  Googli Immagini al link sottostante dove è possibile avere una panoramica delle opere artistiche dell’Artista: Meret Oppenheim

(fare copia-incolla dell’indirizzo sotto):
https://www.google.it/search?q=meret+oppenheim+opere&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjw47is0s3gAhVswYMKHVs0CrgQ_AUIDigB&biw=1280&bih=869#imgdii=dpq72T3CsVFA0M:&imgrc=sbP3U__Bi74znM:

 

Ultime volontà dell’artista: “Mi chiamo Meret La Roche Oppenheim, sono una pittrice e scultrice. Le cose che ho fatto non hanno molta importanza, vorrei essere cremata e non desidero sacerdoti al mio funerale.”

 


(indagare su X è un coniglio)

l’indagine continua

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Arte e Libertà d’Azione.

Putti (1)ARTE E LIBERTA’

bellezza greca

Forse perché l’Arte non è materia per idioti o forse perché gli idioti presero possesso delle leve di comando nell’Arte, le Avanguardie del primo Novecento si sono fatte carico da se stesse, quali responsabili della decadenza generale nell’Arte in occidente  finendo nelle brutture dei campi di battaglia marziali e Lager. (Marte).

Con le Avanguardie, le vecchie Accademie delle Belle Arti dovettero fare i conti con le nuove  Accademie delle Brutte Arti. Questo errore che ci trasciniamo nel XXI° secolo  ci costerà caro, in quanto, i nuovi artisti arrivati su questo pianeta, seguiranno le orme dei loro predecessori fino a quando capiranno che, alla Libertà di Azione  vanno tolte le catene accademiche e avanguardiste che l’hanno imprigionata nel “Mercato” di titoli, collezioni, oro, gioielli e spezie varie il valore mistico dell’avere saputo fare.

Peggio ancora sono andate le cose  nell’Italia democratica decadentista dove l’Arte l’hanno incatenata da idioti  nel circo equestre (arena) dello Sport e Spettacolo, confondendo le Olimpiadi col volere dell’Olimpo. Chi greco, e dunque   occidentale ci ha insegnato l’Arte usando il  marmo bianco nudo per sfidare le intemperie, volle insegnarci nella purezza la via casta, una elegante salvezza attraverso la quale l’Arte stessa ci aggrazia poi dei suoi  doni quando l’artista e portatore di messaggi e ordini dalle “Grazie” ricevuti da diffondere.

Spogliando l’Arte, (Vergine: Sposa messa a nudo dagli scapoli anche.. M.D. )  i nostri predecessori greco-romani  vollero raffigurarcela nuda, senza fronzoli inutili con i quali tendiamo a venerare la bellezza rivestita, ed essendo questi il mascheramento del nostro piacere al  mistero oscuro della lussuria estetica,   volle la Signora Era (Giunone), di Aphrodite sublime creatura uscita dalle acque nuda, rivestirle il corpo a primavera “onde” tenere velate le motivazioni del proprio essere nata Titanessa dimenticata, sfuggendo   dalle grinfie della perfida intrigante Lussuria di Crono egoista.

Venere venne alla luce quale ultima figlia titanessa di Urano Stellato, eiaculata nel dolore della castrazione subita ad opera del figlio Crono divenuto imperatore del Cosmo. Urano padre, umiliato, attraverso la grazia di Venere ci ricorda la via che a lui conduce, sede sicura del Creato per chi vuol essere Creatore e generatore universale di cose e immagini che Arte custodisce.

clessidera

L’Arte ha scelto nelle doti della  Donna, il femminile quale vettore primario degli incantesimi di Metamorfosi che, attraverso la sua arte mimetica impedisce di accedere all’originaria fonte dalla quale pervenimmo e in cammino raggiungerla. Accecandoci, Metamorfosi  c’impedisce di carpire il passato ove risiede il punto di partenza del creato, costruendo noi stessi il futuro nel Libero Arbitrio, innocente abito intelletuale che ci tiene lontano dalle segrete vie di “Fato Creatore dei destini”, vivendo noi il nostro avvenire  nella “Libertà d’Azione“, ingannevole magia che ci riempie di soddisfazione.

Pertanto, rivestita a dovere dalle ancelle, Venere diviene l’irraggiungibile più scandalosa bellezza e grazia ,  che il “trucco” vuol raggiungere il “senno” perduto che ci allontana dal “seno” dell’Arte, ugello attraverso il quale  di incantesimi ci ammalia e nutre infondendoci “Ipnosi”.

Il seno di Aphrodite non è la mammella madre Rea, ma l’ugello del capezzolo attraverso il quale con amore Ella ci nutre di siero “divino”, che gli artisti, da quel nettare nutriti, l’Arte generata diviene “incantesimo” dell’uomo fattosi Opera.

millenium

E saranno proprio le aphroditee dee scolpite nella pietra  le opere che hanno saputo sfidare il “Tempo” (Crono), e che,  usando la strategia della sposa sua Rea Madre, volle sotto forma di “sasso” fasciato ingannare l’eternità di Crono, Falce seghetatta bilancere, per far diventare Era, la sposa celeste  del tempo Zeus lampo  elettrico.Mehrgart02

 

 

 

 

 

 

 

Ciò vale anche per i distruttori di idoli da Era beffati, i quali, distrutti i simulacri divini, dovettero imporre alle proprie invenzioni l’utilizzo del corpo nudo della donna da copula per avere la sua bendizione e di Aphrodite, vedi: fotografia, cinema, televisione, pubblicità, teatro, internet ecc.

Scoperto il gioco, con le Avanguardie ripartì l’opera maligna distruttrice di simulacri  pagani favorendo l’antico monoteismo maschilemediorientale che ne vieta i simulacri divini chiamati “Idoli”. Disprezzando la donna, escludendola dalle Arti, per amore degli oggetti perchè privi di anima (comandamento religioso monoteista) le nuove arti del ‘900 alla fine si inchinaranno al seno di Aphrodite chiamando i propri falsari: i sex Divi.

Della Sposa messa a Nudo, preferito il solo abito, l’Arte Moderna essendo priva di corpo umano e dell’anima sua, diventa opera Decorativa, oggetto inanimato  che senza l’uso delle parole non riesce spiegare se stessa ripetendosi all’infinito nelle sue stanezze decorative: Moda.

Oggi siamo circondati di stranezze che ci diventano sempre più estranee e il loro culto risiede nel prezzo. Così, come una vergine rapita é oggetto al mercato della Lussuria  comperata come “schiava” ambita, Novità e Novizie vengono presentate dai mercanti come bottino di lontani mondi o imperi decaduti nelle mani di mercanti e ladri senza scrupoli. Al collezionista, della Vergine, resta solo l’abito ambìto.


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Arte e Ragione di Stato (1/2)

Azioni e motivazioni delle Avanguardie del XX° secolo

Dopo il fallito Colpo di Stato da parte del Capitalismo Borghese Internazionale ai danni della Russia governata dallo Zar Nicola II – colpo di mano progettato dalla Massoneria americana congiuntamente alla francese e inglese e con il forte contributo militare dato dal Giappone (alleato) nella “Guerra Russia-Giappone del 1905 – lo Zar, scoperto nei rivoltosi l’élite massonica europea interna, organizzatrice dei disordini, il Tribunale speciale militare di Russia diede ordine di  fucilare i propri cittadini insurrezionali per Alto Tradimento come protocollo impone. I capi rivoltosi aizzati nel nome della Rivoluzione Popolare furono fucilati sul posto durante le manifestazioni, altri in separata sede. Tra gli organizzatori furono  fucilati i solo i cittadini di nazionalità russa – c’era in atto una guerra perdente con 2 milioni di morti – furono a invece allontanati e scortati  gli  stranieri agitatori non residenti o senza cittadinanza come da trattato di pace di Portsmouth sottoscritto dai russi.

La decisione di tale gesto repressivo delle milizie russe fu una decisione drastica quando la casa reale si accorse di essere finita in una “Operazione Tenaglia” di grandi propor-zioni che li vedeva impegnati su due fronti opposti e distanti fra loro migliaia di chilometri. Nel conflitto i giapponesi rivendicavano l’autorità coloniale su Cina, parte della Manciuria e Corea. L’altro fronte interno a Pietroburgo era inscenato dai rivoltosi manipolati da vari Consolati esteri di cui uno in particolare: la Francia.
L’esercito russo  sul fronte giapponese fu quasi annientato, esercito imperialista presente da un secolo su quelle terre, mentre sul fronte Ovest sguarnito di militari, era attaccato dalle forze rivoluzionarie destabilizzanti a guida massonica e senza divise. I Servizi segreti militari  russi scovarono tra i rivoltosi, agitatori di masse esteri,  esperti in  “sindrome cubana” sobillatori in vista della caduta del regno di Russia.

potemkinmarchFoto: La Ragion di Stato – Russia, efferate risposte repressive ai moti insurrezionali.

La Rivoluzione popolare istigate su rivolte alimentari  erano animate dai BUND,  una sorta di stato nello stato composto dalla comunità ebrea di cui la Storia mai accennò la loro esistenza. Questi infiammarono le agitazioni appena videro partire le prime navi da guerra della Marina di Russia dai porti del NORD e Mar Nero in appoggio agli schieramenti dei fanti sul fronte giapponese in Cina, fronte  in serio pericolo a causa della presenza di una  nuova arma di sterminio di massa: la Mitragliatrice, arma sconosciuta ai russi, la futura “DADA!”

Allo scoppio del conflitto le navi da guerra Russe furono interdette  dall’Inghilterra a passare lo Stretto di Gibilterra e  Canale di Suez, subdola partecipante di quella guerra. Per raggiungere il fronte giapponese, la flotta Russa fu obbligata a circumnavigare l’Africa impiegandoci molti mesi, arrivando in ritardo per il buon esito della guerra, trovando con sorpresa le navi giapponesi munite di potenti cannoni inglesi, nuove navi mai prima dichiarate  le quali imposero una sonora sconfitta navale alla  Russia. Il Giappone diventerà una super potenza navale aumentando il proprio parco di navi inglobando le navi russe arresi o lesionate ma riparabili.

Esito della battaglia: NAVAL BATTLE OF TSUSHIMA

Per l’Alleanza occidentale le operazioni militare furono studiate nei minimi dettagli, quindi, per i multinazionali cosmopoliti d’Europa e d’America, la campagna di Russia  era già vinta sulla carta, bisognava solo aspettare che i BUND socialisti ebraici portassero a termine il Colpo di Stato civile e la Russia sarebbe finita sotto scacco. Per i Giapponesi, anche se non persero neanche una battaglia a terra,  arrivarono a fine guerra stremati e in tempo prima che finissero le riserve economiche e derrate alimentari, altrimenti avrebbero avuto un tracollo.
A questo punto gli americani imposero un trattato di Pace altrimenti sarebbero intervenuti loro a finire la guerra indebitando pesantemente il Giappone negandogli i diritti di sfruttamento coloniale sugli stati sottomessi. Nel dopo guerra, le condizioni economiche giapponesi furono disastrose con forti scioperi popolari nella capitale durati molti mesi, con gli americani che, non gli avrebbero riconosciuto  alcun prestito ulteriore finendo il Giappone  sotto scacco.

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La stessa fine politico militare  l’avrebbero avuta la Russia accerchiata ad Ovest in  Europa dai BUND. (organizzazioni socialiste operaie ebree lettoni) miranti al Colpo di Stato con guerra civile; ma  per un dettaglio non previsto, il fronte Ovest fu sbaragliato con l’arrivo dei temibili Cosacchi, soldati di ferocia inaudita che salvarono tempestivamente la Corona di Russia e il suo Impero. Gli americani se ne guardarono bene di inscenare il proseguo della guerra contro una Russia, una territorio vergine di risorse di cui nessun esercito occidentale era in possesso di mappe di territorio cosi vasto e sconosciuto con centinaia di etnie diverse. Le sorti di una eventuale guerre via terra era senza esito a tavolino. (Non lo capì più avanti anche la Germania nazista che a fronte di 26 milioni di soldati e civili russi morti la Russia disponeva ancora di altrettante forze pronte a scendere in guerra.)

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Quindi nelle trattative di pace gli americani inserirono  sottointeso anche la liberazione di prigionieri organizzatori dei BUND ebrei. Poiché le trattative di pace di Portsmount avvennero in un altro oceano, nello stato americano New Hampshire sulla costa Atlantica;  nel 2006 in questo stato si è ufficializzata la Giornata della Pace di Portsmount con alcune delle seguenti motivazioni illuminanti sul suo coinvolgimento navale:

Considerando che il 5 settembre 2010 è designato dalla legge come “Giornata del trattato di pace di Portsmouth”, per sempre, in tutto lo stato;

Considerando che l’intenzione della Giornata del trattato di pace di Portsmouth è di commemorare la designazione del presidente Theodore Roosevelt del New Hampshire  come ospite della conferenza di pace che ha posto fine alla guerra russo-giapponese, la più grande guerra moderna terrestre e marittima che il mondo abbia mai visto; e

Considerando che, il presidente Roosevelt non è mai venuto a Portsmouth, basan-dosi invece   sull’assistente segretario di Stato americano, la Marina degli Stati Uniti e il governatore e i cittadini del New Hampshire per facilitare i 30 giorni di negoziati formali e informali tra i diplomatici giapponese e russo dentro e intorno a Portsmouth ; e

Considerando che a Portsmouth nel 1905  “un insolito impegno per la pace è diventato una virtù comune” in quanto la “diplomazia dei cittadini” – il coinvolgimento della popolazione locale – ha contribuito in modo significativo all’esito favorevole dei negoziati che hanno fruttato al Presidente Roosevelt il premio Nobel per la pace del 1906; e…

ecc ecc

“considerato che, che , che… ” Portsmount Day

Ci trovavamo a solo 10 anni dalla morte di Alfred Nobel fondatore per sua volontà del Prestigioso Premio Nobel che premia gli ebrei che si  distinguano per eccellenza nella causa Cosmopolita nel mondo. Il premio a Theodore Roosevelt presenta tutti i difetti di forma politica e ideologica di cui ancora soffre oggi il Premio Nobel e che mai è riuscito a scrollarsi di dosso quel mantello di paternità etnica.
I porti navali del New Hampshire situati sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti sono parte della regione del New England (Nuova Inghilterra), Con il loro proclama del 2006 la comitato promozionale mise il luce il diretto coinvolgimentod ella Marina Americana in quella guerra. Nel Porto di Portsmouth si svolsero le trattative di pace  umilianti per i russi, che nei passi dei trattati si sottintendeva anche la lista dei prigionieri di guerra degli insurrezionalisti sul fronte europeo arrestati da liberare entro giorni 15 massimo dalla firma di PACE, comprendente tutta lista completa dei dirigenti e volontari pervenuti dall’Europa in Russia per il Colpo di Stato andato a male. Il trattato chiamando in causa le parti in guerra, fucilando l’esercito i civili BUND per alto tradimento, furono chiamati in causa come belligeranti e quindi tutti liberati.

BUND (Bundismo)
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La “Ragion di Stato” di certe azioni repressive verso il proprio popolo interno diventato estraneo e sconosciuto come i BUND ebrei, essendo  queste rivolte consumate all’interno dei confini nazionali furono punite severamente dai militari in quanto odore di “Alto Tradimento” col nemico. Ciò metterà in moto contro questa Comunità una vasta letteratura accusatoria di crudeltà e sospetti e di tradimenti  avvenuti da parte di intellettuali governativi che scatenarono una tifoseria contrapposta difficile da domare e governare all’interno di un impero multirazziale come quello russo dove questa comunità faceva fatica ad integrarsi in quanto senza patria e senza terra e che comunque non riconosceva nessuna autorità fuori di se stessa. L’escalation di queste contrapposizioni mai risolte  dureranno ancora un decennio  fino al Colpo di Stato del 1917 ad opera dei Bund,  dando vita  a reciproci rancori nella storia interna  della Russia contro i suoi nemici  interni Bundisti   e gli stati esteri sottomessi dai cosmopoliti quali : Europa, America, Giappone e i nuovi Alleati compresi nella loro espansione e crescita, controversie non ancora risolte a tutt’oggi. Non è un caso che nell’URSS , la festa nazionale della Rivoluzione del 17 poco importa ai russi preferendo quella del 9 Maggio festa della Vittoria dove sfilano tutti i reparti militari di tutte le etnie che composero la difesa dell’URSS contro l’invadenza nazista.

Il presidente americano (n.25) Theodore Roosevelt non esce limpido da questa sua impresa maniacale bellica ancora in odore di guerra oggi contro la Russia. C’è da chiedersi quali siano le motivazioni politiche e morali del Prestigioso Premio Nobel per la PACE riconosciute al presidente Americano sapendo già allora che fu: il progettista,  cospiratore, fornitore generale di logistica ed armi, munizioni, navi, mitragliatrici e capitali  dati al Giappone a fronte dei 300 mila giapponesi caduti in battaglia contro 2 milioni di  russi caduti anch’essi combattendo. (Sono esclusi dal conto i cinesi caduti in guerra e le seguite decimazioni  subite in rappresaglia dai giapponesi a fine conflitto).

La  decimazione di 2 milioni di soldati russi voleva dire indebolire seriamente l’Armata Russa. Quindi i reduci ebrei rientrati dalla Russia a Parigi avranno un ruolo politico ben definito nella preparazione delle Avanguardie “artistiche” ed “intellettuali” da esportare per tramare e penetrare l’invasione  successiva in Russia. Nonostante le perdite avute, la Russia si rimetterà in piedi malamente trovandosi coinvolta di nuovo nella guerra  mondiale succeduta dove la famiglia reale dello Zar Nicola II° nel 1917 verrà decimata da 5 pistole americane su sette Cosmopolite  presenti come segnale storico all’esecuzione dell’ignobile martirio.

Quindi, se Nobel non ritira il Premio etnico all’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Theodore Roosevelt si copre di ridicolo e malafede.


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G. Stein: Femminicidio di una spia tra le spie

Che gli artisti deplorino la Guerra è arcinoto, lo hanno dichiarato nei loro Manifesti fondativi. La Storia dell’Arte esonera i propri eroi dalle responsabilità belliche santifi-candoli con aureole sul capo o petto per essere stati “obiettori” di coscienza. Ma le cose sono andate veramente cosi?

L’assassinio bellico (Fratricida) è pertinente al mondo delle armi. Le donne furono  esonerata dai campi di battaglia godendo di una protezione straordinaria quasi mistica: “La donna genera la Vita, l’uomo genera la Morte”. Tutto seguì il normale corso delle guerre e gli ordini cavallereschi  fino a quando i contendenti  sconfinarono dai campi di battaglia per entrare nelle città. da 1930 ad oggi   e gli eserciti fascisti per stanare i rivoltosi  decisero di bombardare la città di Guernica. La guerra dello straniero contro civili,  sconfinò.

Con l’avvento delle Avanguardie artistiche nel XX° secolo, la pentola del diavolo si scoperchiò e nel brodo delle passioni infere vennero messe in cottura anche le donne. Il Manifesto Futurista  declamerà la morte della ” donna romantica ” (dalla gran sottana) chiedendone l’impegno di sacrificare la propria femminilità trascinandola in un mondo asessuato fatto di lavoro. La rivoluzione femminile di allora, vista da lontano, fu una rivoluzione esplosiva per le donne che videro in breve tempo  stravolto non solo il guardaroba ma anche la propria presenza nella corsa selvaggia della industrializzazione.

Tante scuse artistico-letterarie e bugie furono dette, solo per sostituire  i giovani operai caduti in trincea. I Manifesti Futuristi osannavamo la guerra come scatto di emancipazione sociale, e qui, possiamo anche essere d’accordo alla luce dei risultati tecnologici stupefacenti che quei  demoni ci donavano, ma, la coscienza umanitaria del poi, vanificherà ogni sforzo dichiarando che si sarebbe raggiunto quel traguardo anche senza le disastrose risse nazionali.

Ma la comunità ebraica quando chiama all’adunata i suoi fedeli per un esercizio militare di conquista suprema, tutti rispondono prontamente  e animosamente all’appello; siano essi maschi o femmine, poveri o ricchi, i richiamati fanno quadrato insieme. Quindi ora, grazie a Gertrude Stein ci spostiamo con la macchina del tempo (Letteratura) in una base segreta di guerra, ufficialmente camuffata nella placida vita di campagna, si prepara-vano e impartivano anzitempo gli ordini di guerra ai confratelli impegnati nella grande rivoluzione industriale prebellica.

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Leggiamo su “Autobiografia di tutti” della Stein:

… Madame Caesar non molto ma un po” preoccupata per lei. E poi Madame Steiner se ne andò e doveva ritornare l’inglese. Bernard Fay stava a casa nostra allora e George Lyon, George Lyon, era di Chicago e voleva fare il diplomatico ed era cattolico e ora è impiegato in una fabbrica di cibi in scatola ma questo non importa perché tutti si interessavano a lui proprio come tutti si interessano a tutti.
L’uomo di cui tutti parlano se non parlano di qualcos’altro mi chiamò al telefono e disse che l’inglese era morta, be’ dissi, sí disse, che cosa è successo dissi, è morta disse ma è appena arrivata dissi sí lo so disse ma è morta . Oh sí dissi be’ mi dispiace molto dissi sí disse, be’ dissi, come è morta be’ disse l’hanno trovata morta nel fosso, chi dissi, be’ disse, l’hanno trovata morta. Oh be’ dissi che cos’è successo se è morta be’ disse è venuta la polizia perché dissi l’ha uccisa qualcuno, be’ disse credo sia meglio che venga disse, dissi lei c’è no disse non ci sono, e la morta c’è, no disse non c’è, be’ dissi ci sono i cani l’hanno trovata, no non l’hanno trovata disse, ma comunque disse sarebbe meglio che venga. Così Bernard Fay e io andammo.
Piango verso lacrime ma questo non c’entra per niente.
Piange versa lacrime.
Tutti quelli che sono venuti là hanno occhi bellissimi così disse Bernard Fay (1) e non sbagliava Madame Caesare e Madame Steiner li avevano. C’era anche un’americana che sapeva tutto su Benjamin Franklin. Bernard Fay sa tutto anche lui su Benjamin Franklin, e fuori , c’erano due l”uomo che installa le stufe elettriche e la moglie e dentro c”era una donna molto grassa che non si muoveva ed era tutta in nero come se fosse sera. Era la madre della moglie dell’elettricista e più tardi rimase lì.
E l’inglese era morta. Madame Caesar disse che era arrivata a casa e avevano chiacchierato e organizzato insieme e l’indomani mattina nessuno l’aveva vista e poi l’avevano trovata e dissi ma se voleva uccidersi doveva farlo durante la traversata e non aspettare fin quando l’aveva fatto era ed era molto considerato da parte sua. Sì disse Madame Caesar ed era stata non molto considerata con me. Poi ripetemmo tutti questa cosa molte volte, la polizia era venuta e l’aveva presa ma non avrebbe dovuto farlo.

Be’ comunque non successe altro.

C°erano due pallottole nella sua testa, il berretto basco che portava spesso era stato messo con cura su un sasso

l dottori dissero che nessuno si spara mai due volte, tutti quelli che erano stati al fronte durante la guerra dissero (*) che a volte quando ci si voleva uccidere ci si sparava due volte.
Comunque fu solo una volta che rivedemmo Madame Caesar, venne a trovarci e quelli che volevano vederla tirano da lei e dopo un po’ tutti avevano paura di lei e per lei e poi dopo un po’ per quanto fosse da lei nessuno era da lei «vale a dire la signora Steiner non c”era più e c’era la moglie dell’elettricista.

Non ci infastidì mai più ma ogni volta che voglio scrivere voglio scrivere su ciò che le accadde. Comunque è inutile non dimenticare quel che si sa, e non sappiamo quel che le accadde.

E Poi quell’estate finì

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Chi erano e quanti erano i “Medici” presenti e che, anzitempo, favorirono le mosse della Germania Nazista che stava diventando con la benevole autorizzazione- la prima futura potenza nucleare al mondo? Dada ci darà le risposte.

Di fatto, una eroina di nome Steiner (cognome ebraico pure quello )  fu sentenziata a freddo dopo essere stata scoperta anche se aveva gli stessi “occhi belli” dei confratelli?

Mha!? La sentenza rimane ancora sconosciuta, segretata nelle “Ragioni del Stato” franco-americane.


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Gertrude Stein

Gertrude: L’Eschimese e l’Elettricista

Perhè Gertrude Stain scriveva di notte e Alice Tokla traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono da sempre agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e egli eschimesi. I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso ancora sconosciuto alla moltitudine europoea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina  veniva menzionata  in codice: “stufetta elettrica” e l’installatore, manutentore e responsabile del “centro dati”:  in: “Elettricista“. (seguirà: l’omicio-suicidio della telegrafista inglese Madam Steiner)

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse, non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto stesso poteva “tradursi” in alfanumerico editoriale con le telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)

Samuele Morse, pittore,  poi  in ventore  pluridecorato Gran Savio (USA)


 

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Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’       

Traduzione. “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi con parole squisite”

 

foto: pizza ottica rotante per ipnosi duchampiane.

 

I codici criptati per le comunicazioni militari misero fuori gioco l’Arte, gli artisti e le correnti artistiche in generale. Ciò successe quando sulla scena apparve la Radio Telegrafica, anche se, dobbiamo ammetterlo, l’immagine pittorica restò ancora un valido mezzo di comunicazione sofisticato nonostante la presenza massiccia delle macchine fotografiche e quelle più piccole utilizzanti i segretati “microfilm”. Quindi, già dal 1906 si pensa di utilizzare l’Arte per il solo esclusivo scopo di finanziamento privato occulto già in voga ai tempi di Monet. Gertrude Stein coinvolgera Picasso nel diventare un pittore seriale da distribuire nel mondo massone per l’autofinanziamento eversivo.
(Segui l’articolo: Monet: il Gran Giardiniere.)


 

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Lorenz si distinse da Enigma, l’altra famosa macchina di crittografia usata dai nazisti, per operare su un circuito teletype, che richiedeva un dispositivo aggiuntivo per la crittografia. Date le dimensioni maggiori del Lorenz, le macchine furono sorvegliate dai tedeschi con la massima cura: la seconda guerra mondiale finì senza gli inglesi, che decifrarono il codice nel 1942, dopo aver visto uno di questi prototipi

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foto: corrispondenza digitale della tastiera Lorenz.

L’Arte della Musica colpisce anch’ella.
I posizionamenti digitali degli strumenti a fiato denotano sul pentagramma una musica melodica si, ma in questo caso la musica è “pentatonica”.  Cos, anche la Musa della Musica orchestrale viene imprigionata e arruolata a fini belllici. Il “Direttore d’Orchestra” in massoneria è colui che avendo la conoscenza “armonica” totale diventa il  direttore e detentore responsabile dell’intero sistema criptografico con il quale diffondere segretamente gli ordini da impartire anche agli eserciti in campo. (vedi le opere di Wagner)

Il concetto pentatonico in arte moderna, perno centrale nel far ruotare le Avanguardie, ci porterà alla fondazione del Pentagono Usa quale base logistica militare della “Arca della Alleanza”. Da qui lo sviluppo che ne consegue quando decripteremo il valore artistico ed economico di due  noti capolavori di pittori moderni: Picasso e Matisse.
Invece, la chiave di volta sulla nascita dell’Aereonautica Militare americana è leggibile  in una performance giovanile di Marcel Ducamp.

 

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Foto: la micidiale macchina crittografica tedesca ENIGMA ideata da Arthur Scherbius. Questa, sbarazzò ogni forma di DADA artistico restando in vita la sola funzione militare del gruppo artistico: “Sparavamo dai tetti in Germania contro destre e sinistre istigandole al disordine.”

Alan Mathison Turing (Alan Turingfu il giovane scienziato inglese che decritò la criptatrice bellica tedesca Enigma in ditazione alla Marina Militare Tedesca.

 


Da: “Primting telegraphy… a new era begins” di Eduad E. Kleinschmidt

È interessante notare che di tutti i sistemi di telegrafo elettrico di vecchia data, sembra che solo quelli che usavano il codice puntino Morse inventato nel 1837 e il codice di permutazione ideato da Gauss e Weber nel 1833 (ora noto ovunque come codice Baudot ) sono sopravvissuti oggi.

Il codice di Samuel Morse, che è stato leggermente modificato in diverse composizioni di codici postali per facilitarne l’uso in qualsiasi parte del mondo, è diventato un linguaggio internazionale udibile e facilmente appreso, amato ovunque dai suoi utenti. Sicuramente continuerà ad essere usato per un po ‘di tempo a venire, purché i nostri operatori telegrafici della ferrovia, radioamatori, sistemi CW della polizia, alcuni rami delle Forze Armate, e tutti gli altri che conversano in dits e dahs.

Anche il codice di permutazione ha preso piede saldamente. Il suo uso di cinque impulsi trasmessi in diverse combinazioni di on e off, o di condizioni positive e negative, ha un’ampia applicazione nei sistemi di comunicazione stampati di oggi.  Come nel Morse…

Arte o macchine della scrittura?

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Gertrude Stein, non ancora nota conferenziera, essendo di origine ebraico-tedesca la si presume di Loggia “Aschenazita”. Un legame profondo legherà i tedeschi d’America coi fratelli  aschenaziti d’europa.
Convertitasi al Giudaismo primario d’America gli resterà fedele fino alla morte. La miscela etnica Aschenazita e tedesco-americana, la Stein aveva le carte in regola per la creazione di un sistema forte di natura nazionalsociale da opporre al Comunismo. Dopo il successo della Grande Guerra 1914-18 ai danni dell’impero austroungarico, la vedremo ideologa e collaboratrice durante del regime nazista.

La vedremo anche promotrice per la  nomina di Adolf Hitler a Premio Nobel, ma poi, quando il mostro Nazista, sfuggirà al controllo dell’Alleanza, la Stein come molti ebrei si batterono per polverizzare la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini e il Giappone imperiale coalizzati sullo stesso asse. Roma- Berlino- Tokio.

Gertrude Stein,  capitalista ma intellettualmente onesta, non ha mai negato la sua origine ebraica, anzi, l’ha sottolineata più volte, cosa che  farà anche la sua amica del cuore Alice B. Toklas della quale, poco si sa e poco trapela sulla sua origine vera. Lei affermerà nelle nella “Autobiografia di Alice Toklas” di essere di origine  ebreo-americana,  essere di origine Californiana, con alte conoscenze di Stato  che le permetterà di cambiare le generalità di agenti segreti e rifugiati dando nuovi documenti ufficiali. Ma da un dettaglio inquietante, non solo la si saprà di genitore paterno francese, ma anche pedina sulla scacchiera ebraico-giacobina francese sotto la giuda del noto scacchista Marcel Duchamp che la utilizzerà nelle sue partite d’azzardo e mosse strategiche.

Fu il Poeta Invisibile a dare ordini a Duchamp di usare Alice Toklas  per  spiare la stessa Gertrude Stein? Questa è normale  prassi dei Servizi segreti di tenere sotto crollo i propri agenti anche se fedelissimi, in quanto, i crolli psicologici per stress avvengono sovente. Negli ultimi anni di vita di Alice Toklas, per il trattamento inflittole dalla FBI ad opera degli eredi di Gertrude Stain, si porterà verso la conversione Cristiana per due motivi:

  • il primo è d’amore verso Gertrude sentendo il suo  spirito defunto  aggirarsi nelle stanze riconoscendo la presenza dell’anima viva in una vita extra terrena, cosa che l’ebraismo nega in modo assoluto.
  • Il secondo motivo fu, che nelle “Autobiografie di Alice B. Toklas” e in alcune ricette (in codice), la Toklas svela molte responsabilità sugli intrecci della Comunità Ebraica  ai danni dell’Umanità europea e russa nelle tre guerre mondiali fratricide. (Guerra zero la rima e la seconda guerra mondiale)

Per tale motivo Alice entrò come altri americano-europei (vedi Duchamp) nel mirino della FBI quale spia comunista per l’esportazione di materiale scientifico atto alla costruzione dell’Atomica russa, quindi per questi ed altri motivi ancora, le furono requisiti tutti i beni materiali e patrimoniali acquisiti durante la vita di coppia con la Stein riducendola in miseria (Ragione di Stato). Ciò mette in luce che, alla fine di una vita sotto mentite spoglie di “artisti”,  l’Arte vera, si presenta in tutto il suo mistero, imponendosi per confonderci e smarrirci nei suoi misteri.

Gertrude Stein, donna di lettere, grazie all’opera enigmatica del Poeta Invisibile francese, studiandolo a fondo imparerà a mettere tra le parole  le soluzioni enigmatiche utilizzando la “circolarità della frase” criptate, metodo per ingannare spie e lettori – come la stessa Alice Toklas che, nonostante che, quelle frasi riscriveva a macchina di giorno gli sfuggivano i sensi annessi delle misteriosi notti di Gertrude stando e la Sirena che stava in fondo al mare.
Il piacere di Gertrude Stein era di ingannare l’astuta Alice e il piacere della Toklas era di scovare i messaggi criptati dell’amata Gertrude. In questo idillio intellettuale, l’astuzia le farà innamorare una dell’altra. Mai ignare nemiche, si sfidarono anche se sospettose, divertendosi assai ambedue. Divennero amanti intriganti non tanto per il sesso che con l’arte e  la storia ha poco a che vedere,  ma per il piacere dell’anima  quando diventa gemella di tradire e rincorrere e amare la gemella. Da qui, l’attributo convivio Lesbico.

Ambedue amavano la Francia e l’America in quanto Stati  alleati da sempre, e dobbiamo ammetterlo servirono le rispettive patrie a meraviglia. Ambedue comunicavano con dovizia religiosa riportando ogni cosa ai Superiori, Grandi Ufficiali e severissimi intelligenti. Sui loro superiori si potrebbero aprire oscure cartelle (dossier)  che stanno emergendo in queste indagine. Ma per la complessità storico militare si rischia di uscire dal tema Arte, e di essere forvianti. Il nostro compito artistico invece è indagare sulla “Fine dell’Arte” come la fine di un mondo per cercare di comprendere il meccanismo intrinseco sull’autodistruzione.
Ma per noi artisti poco importa per comprendere meglio l’Arte Moderna scatenata all’inizio del secolo novecento da una truffa intellettuale. A noi interessa liberare l’Arte dalle catene della disonestà intellettuale.

Perché Gertrude Stein scriveva di notte e Alice Toklas traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e eschimesi dove per fondo non s’intendo l’abisso sottostante profondo, ma infondo intendevano oltre l’orizzonte del mare, la dove ci sono le verdi praterie.
I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso e ancora sconosciuto alla moltitudine europea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina scrivente viene menzionata  in codice come “stufetta elettrica” e, l’installatore manutentore responsabile del “centro dati” del paesino “vacanziero” di Belley, base logistica vicino al confine di Ginevra, dove tutto si tramerà, sarà noto col nikname l’ “Elettricista”.

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse nel 1905 non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto poteva “tradursi” già in tipografico editoriale grazie alle telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)


Foto:Samuele Morse,
pittore pluridecorato inventore USA dell’omonimo linguaggio  Morse e telescrivente.

 


 

cri_000000434540linguaggi criptati: 

Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’

Traduz. 1 “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi dalle parole squisite”

Traduz. 2 “Schiva i lividi degli eschimesi con parole squisite ”

Pizza per nastrini  di Telescriventi?

 

cf7d327806b868dd312c06538c115089     Foto : DADA Tristan Tzara

 


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