Kiki e Man Ray primo incontro

Man Ray lascia l’America e arriva a Parigi IL CAPPELLINO

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Man Ray agente secreto americano arrivato a Parigi da qualche giorno, entrato in un locale parigino (Birreria) per una consumazione breve, fu testimone di uno scontro  verbale tra  una “gentile” signorina  e il cameriere, il quale, invitava la signorina Alice ( futura Kiki)  ad abbandonare il proprio onorato locale per l’atteggiamento scandaloso di lei. La giovane ragazza inscenò una piazzata contro il cameriere asserendo  che non avrebbe abbandonato il locale dopo un simile trattamento, volendo spiegazioni sul disprezzo nei suoi confronti. Il cameriere rispose seccato che nel suo onorato locale erano interdette le puttane! Infuriata, la signorina Kiki chiese immediate e pubbliche scuse: “Cosa le fa pensare che io sia una puttana?” Il cameriere in tutta solennità pinguina le rispose:  ” Signorina, lei non porta alcun cappellino e quindi…”. Prontamente Kiki preso il  cappellino  dal capo dell’amica, accomodatolo in testa, tiratasi su la sottana, si accomodò scomposta portando un piede su di una sedia vicina l’altra gamba sul tavolino mettendo in bella vista la propria patatina depilata e priva di mutandine, e, di risposta: “Egregio signore, ora col cappellino le sembro meno puttana?”.

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Foto: 1 -Le Moulin de la Galette   2-  Parapioggia  by Pierre Auguste Renoir

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Per il fotografo Man Ray fu un colpo di fulmine, immortalando la posa,  innamorandosene immediatamente è perdutamente. Per sei anni la vorrà sua modella preferita e amante prediletta finendo quel pomeriggio stesso a letto insieme. Ma  a causa del carattere indipendente di KIKI, ghiotta di erotismo, arrivò a farsi strada la gelosia e quindi Man Ray, non solo la sgridava  pubblicamente – se troppo osè – ma la gelosia lo portò a picchiarla anche in pubblico a causa di quella sua dissolutezza erotica  indipendente:  ” Puttana va bene, ma solo con me!”. KIKI, rivendicando il proprio orgoglio e rispetto alla indipendenza, di risposta lo prendeva a calci e borsettate, tornando a casa insieme a braccetto.

                                                                                                                                     foto: Kiki – La robe rouge-1933 by Moïse Kisling

Kiki ai tempi del cappellino

Man Ray, reporter, cosa scoprì in KIKI che le altre modelle non possedevano ancora? Le-Violon-dIngres KIKI. Regima di Montparnassse

Modella e Musa di tanti fotografi e artisti del quartiere Montparnasse,  Kiki resterà un personaggio storico memorabile offrendoci il massimo del suo splendore erotico in perfor-mance fotografiche e cinema di straordinaria semplicità e simpatia.

Foto:  “Violon d’Ingres” 1924 Kikki de Montparnass by Man Ray

Le indagini continuano…


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Kiki e Tsuguharu Foujita

Lolita prodigio e Musa

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Alice Prin, soprannominata Kiki de Montparnasse.

Kiki, per un periodo  di tempo fu amata e adulata dal “pittore” giapponese Tsuguharu Foujita, personaggio doppiogiochista legato ai servizi segreti franco-giapponesi in servizio per conto del  proprio paese durante la preparazione della Seconda Guerra Mondiale come agente degli “Alleati” e anche per conto dei servizi tedesco-giapponesi. Un patto segreto univa i democratici con le nuove destre europee nel piano comune di aggredire l’URSS. Durante il percorso storico che porterà alla Seconda Guerra Mondiale, la Germania, il Giappone e l’Italia si staccheranno dall’Alleanza Cosmopolita angloamericana creandone una alternativa: l’Asse Roma,  Berlino, Tokio..
L”URSS verrà aggredita e, per la quarta volta con una “Guerra ampo” contro di lei., ma che  falli miseramente anche questa volta, allungandosi i tempi di ben 6 anni, spezzandosi in più fronti estendendosi la guerra anche alle colonie arabo/africane.  Tsuguharu Foujita vista la malaparata dei tedeschi e del suo paese, porterà a termine i suoi Servizi per conto della sola Francia. Infine verrà insignito al valore militare da Francia e Belgio nel cospirare da giapponese contro l’asse Roma-Berlino-Tokio.

Nei grandi eventi bellici, gli Agenti segreti spesso cambiano umore con le vicissitudini che la guerra prende.  Kiki fu per lui un amore insano ma di grande  rispetto verso colei che le fu Musa  posandogli modella per molto tempo, cadendo ambedue nel gioco sottile dei sentimenti. Il compito di Kikki era di istruirlo e sorvegliarlo svelandogli il mondo seducente della cultura francese, ammaliandolo non poco, dandogli in uso non solo il corpo ma anche l’anima. Si lasceranno quando i rischi di guerra si fecero pericolosi.  Tsuguharu Foujita capito il mondo femminile francese si adeguerà a quel modello di vita difendendolo. Avrà altri due incontri delicati prima dell’approdo definitivo che gli darà figli legittimi.

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Chi è Tsuguharu Foujita?

Spia non ben identificata ma ben collocata fin dall’inizio del suo Servizio, lavorerà per conto dell’ambasciata belga e francese. T. Foujita era un residuo bellico dei trattati diplomatici franco/giapponesi sotto la regia di Claude Monet il Gran Giardiniere risalenti alla preparazione della Guerra Russia-Giappone del 1905 che univa nell’Alleanza: Usa, Inghilterra, Francia e Giappone.
Tsuguharu Foujita restò un perfetto anello di congiunzione diplomatico durante la rottura del Giappone con l’USA nel ’35, preferendo la via occidentale  e abbandonò  il suo popolo.
La Germania era più generosa  rispetto gli USA e anche più malleabile nel rilasciare licenze tecnologiche e concessione e bassi tassi di interesse rispetto il Capitalismo strangolante americano rivelatosi poco affidabile alle promesse fatte.

Tsuguharu Foujita, fu accolto subito nelle sfere  cosmopolite dell’Avanguardia e imparò a dipingere uno stile personale su commissione (Copyright)  utilizzando anche lui l’Arte come portafoglio per i  finanziamenti illeciti per la sussistenza del suo “gruppo di fuoco” spionistico ben inserito in Giappone e Germania. Nel periodo che precedette la guerra si rilassò imparando a dipingere utilizzando il colore a “lavatura” come fosse china diluita. La tecnica è giapponese classica. Le sue opere avranno un impennata proporzionata all’impegno militare preso. Scoveremo dietro la sua arte pittorica i movimenti dei finanziamenti illeciti a beneficio della sua “Sezione” di agenti giapponesi presso l’ Accademia della  “Ecole de Paris”.  Questa era una accademia concettuale composta prevalentemente da ebrei facenti parte sei servizi segreti Cosmopoliti di tutta europa, non francesi, che perpetuavano la tradizionale esperienza di truccarsi da artisti per altri scopi e fini politico/eversivi. Praticamente La Scuola di Parigi era un centro direzionale di finanziamento e organizzazione eversiva occultato detto: Avanguardie per gli stili d’intervento a guida delle varie centrali operative. 

Tsuguharu Foujita  fece scalpore la priva volta al Salon d’Automne – Parigi 1922 col suo quadro che ritraeva Kiki nel “Nu couché à la toile de Jouy,” acquistato per oltre 8.000 franchi di allora. Kiki gli fece da madrina.  Kiki fu colei che gli apriva le “porte del cielo” e Tsuguharu Foujita in cambio eseguiva scrupolosamente  gli ordini ricevuti dalla centrale delle Avanguardie riportandoli o depistando o favorendo il proprio paese e i suoi agenti in Germania senza sapere bene da quale centrale partissero gli ordini. Doveva informare Kiki la quale provvedeva a girare le informazioni.  Per l’occasione, e per essere meglio affiliato al progetto di adesione germanico, si fece crescere i baffetti a “mosca” sotto il naso con Hitler.  Era la guerra a volerlo, e lui, attore doveva adeguarsi al gioco in quanto era a conoscenza dell’esito finale vincente. Il suo Stato, il Giappone, finn dal principio fu vincolato all’Alleanza USA per amministrare il dominio dell’Asia. Tutto ebbe un corso regolare senza troppi scossoni fino a quando…

I giovani  europei  crescevano ignari; marciavano in fila per due, scolaretti dai canti di gloria alla Patria, in divisa militare e finti moschetti sulle spalle pronti a combattere e morire per la Patria che aberrava il mondo socialista di altra scelta, atea e comunista amica dei cinesi detti “Pericolo Giallo” senza sapere die essere parte integrante del vecchio piano Théodore Roosevelt, enigma irrisolto di una partita militare rimasta in sospesa a ‘inizio secolo: conquistare la  Russia. Il piano verrà portato avanti da Franklin Roosevelt

Tornando al Salon d’Automne e i meccanismi che lo governavano, nell’Autobiografia di Alice T. Toklas, la scrittrice ci racconterà in un brevissimo dialogo a tre: Alice Toklas, Gertrude Stein e Pablo Picasso, sulle motivazioni e fini del   Salon d’Automne, in quello che non doveva essere un normale “Salon d’Arte” per cui fu fondato, ma una volta conquistato dal capitalismo, essere la base logistica dei finanziamenti illeciti passati attraverso la copertura di Aste d’Arte.  (una sorta di Borse dell’Arte)
Quei finanziamenti, tenuti sotto controllo da prima di Monet in poi, ci porteranno  a comprendere perché l’Arte francese moderna si espanse nel mondo in modo così rapido e anomalo con l’ausilio delle Avanguardie.
Le “Avanguardie” la “Ecole de Paris” come la “Session d’Or” spagnola, avevano il compito di spacciare brutte opere d’arte in opere “tres magnifique”,
dove i collezionisti finanziatori erano tutti rigorosamente Cosmopoliti cospiratori a parte qualche piccolo malcapitato  che ci era cascato, strapagando uno scarabocchio artistico senza copertura finanziaria futura americana o Svizzera in quanto non coperto dalla “Organizzazione” etnica mondiale.

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Foto: Kiki in “Nu couché à la toile de Jouy,” by Tsuguharu Foujita, ( 8.000 franchi)

La lieve peluria sul pube di Kiki è un arbitrio dettato dalla morale giapponese che ne vieta l’esposizione pubica in quanto a riprova lei  narrerà nella sua biografia di modella su quelle sessioni di posa nel  1929:
piedi sporchi

“… posai anche per Foujita. Ciò che lo stupì di me era il mio sesso depilato. Veniva spesso a metterci il naso per vedere se i peli  non crescessero durante la posa! disse… “Questo è più igolo … senza peli!
Perché hai i piedi sporchi? “.
Avevo l’abitudine di camminare a piedi nudi ed egli si era dimenticato di mettere i tappeti … “

 

La prima moglie di Tsuguharu Foujita fu giapponese, le altre due francesi. Sul finire del suo impegno, davanti al disastroso risultato della Seconda Guerra Mondiale, come altri artisti abbandonerà l’organizzazione e subirà la conversione al Cattolicesimo assumendo il nome di Leonard Tsuguharu Foujita. Le conversioni ebraiche in cristiane o cattoliche non sono ben viste tra gli ebrei, per loro è una sorta di tradimento mentre per gli interessati, è un addio ufficiale al mondo dei Fratelli e Patriarchi in quanto non più d’accordo sui metodi e la gestione dei risultati. Ciò accade sempre in tarda età quando gli uomini sapendosi prossimi al trapasso, prepara l’anima per il grande viaggio senza ritorno verso un altro mondo non più Cosmopolita.

Nonostante i servizi resi alla Francia, solo nel 1955 riceverà la Medaglia d’Onore, il grado di Ufficiale dell’Esercito Francese e la cittadinanza francese.

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Nel dopoguerra, il suo tour in sud america sarà un tripudio artistico di pubblico e vendite, ma sapendo il sud america essere diventata la seconda patria delle destre eversive europee esiliate senza subire un regolare processo, qualcosa non “quadra” nei suoi “disegni” eversivi.

Morirà di cancro in Svizzera nel 1968 quando le destre  internazionali cominciarono a rialzare la testa. Leonard Tsuguharu Foujita, lasciamolo sepolto in pace con la seconda moglie francese tumulati insieme nella cappella di famiglia da lui stesso progettata e costruita, ultimo suo “sforzo artistico” completato prima di riposare in pace. Dentro, sui muri, è possibile ammirare la sua sacralità affrescata dove evidenzia ancora  tutto l’orrore subito in guerra, morendo nel rancore per aver combattuto per una fede a lui mai ben compresa, (Atomica) esaltando l’armonia delle madonne, condannando la cattiveria degli uomini assassini.

Una cosa è possibile ammirare all’interno della cripta, ed è, che, nonostante tutte le pressioni subite dalla rivoluzionaria “Arte Moderna”, vedrete  l’esperienza interna sua d’Arte concludersi nell’ultimo respiro pittorico nel risorgere  tutta la sacralità della bistrattata “Arte Iconoclasta” combattuta per un intera vita, per poi tornare a decorare intimamente nella sua cripta, la spiritualità che torna a narrare i Segreti dell’Arte nel figurativo pregno di umani  o gloriosi difetti, espressioni che sui volti beati o dannati si manifestano senza parlare.

link: Cappella Tsuguharu Foujita
accenni artistici in lingua francese: di T. Fujita: 

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Dopo che divenne cittadino francese nel 1955, iniziò a seguire le lezioni di cattolicesimo, convertendosi infine nel 1959. Al suo batte-simo prese il nome aggiuntivo Léonard come riferimento sia al martire giapponese Leonard Kimura sia in omaggio a Leonardo da Vinci. Durante il suo periodo di istruzione cattolica, Papa Benedetto XV ha aperto le porte delle collezioni vaticane all’artista giapponese. Era particolarmente ammirato dalle opere di Giotto e dai murales della Cappella Niccolina.

Le opere di Foujita includevano sempre più scenari religiosi con un fascino particolare per la madre col bambino.

 

Kiki ?
Della nostra simpatica “Regina di Montparnasse ” che ne fu?
Ebrea come Man Ray come tutto il gruppo delle Avanguardie, è loro abitudine religiosa lanciare il sasso e poi scappare  trasferendosi per sicurezza personale negli Stati Uniti d’America come tanti altri altri artisti lapidatori intellettuali legati ai Servizi Segreti Cosmopoliti, fautori della Seconda Guerra Mondiale.
Ella morirà in sovrappeso avvelenata da alcol e droghe a Parigi, girando tra i tavolini misera come nell’infanzia zingaresca a leggere la mano dei clienti, lei , che dell’Arte fu una Musa prescelta, poi spia diseredata per aver rinnegato  l’operato della sua intera organizzazione.

Tsuguharu Foujita dei “fratelli” d’avventura delle Avanguardie nei bei tempi bohemien  e amanti di letto di una “sorellina” considerata meno di due di picche e da tutti, fu l’unico che si presentò silenzioso e sommesso ai funerali di Kiki, la modella dai piedi sporchi che si vendeva per poco: un letto caldo, una cipolla, un po di pane e una bottiglia di vino.

E del nostro Man Ray nel frattempo che ne fu?… Figura poliedrica è sotto indagine.

images.jpg3      kiki3                     MAN RAY                                                                                 KIKI

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Kiki 2

kiki scheda personale

Kiki de Montparnasse o semplicemente Kiki , (di origine ebrea) , nome anagrafico Alice Ernestine Prin, nasce  il 2 ottobre 1901 a Châtillon-sur-Seine ( Côte-d’Or ) muore il 23 marzo 1953 a Parigi.

Figlia illegittima,  Alice E. Prin crebbe in grande povertà presso la nonna materna. All’età di dodici anni scappò da Châtillon alla volta di Parigi  per riunirsi a sua madre Marie Prin, linotipista. A tredici anni, scolara svogliata e indisciplinata, la madre disperata l’avvia al lavoro come piccola apprendista: pinzatrice, fioraia, lavabottiglie presso Félix Potin e screwer di ali di aeroplano. Qui si avviene un incontro segreto: un ingaggio che durerà tutta la vita.

Nel 1917  si specializzerà da un fornaio in  piazza Saint-Georges (Parigi 9 e ). Ribellatasi ai maltrattamenti subiti verrà licenziata. Si ricicla posando di nascosto  presso lo studio di uno scultore. La madre venuta a sapere sui facili  guadagni, la segue e la trova nuda in posa presso lo studio di uno scultore dove le pianta una sceneggiata di rimproveri e, vista la sfrontatezza della figliola irrequieta che si opponeva con strilli ad ogni ordine materno, la madre l’abbandona sedutastante nello studio dell’artista col divieto di tornare a casa nonostante l’inverno rigido e la giovane età della  ragazzina. L’artista scultore sapendosi responsabile, la ospiterà in studio  qualche giorno dove conoscerà altri artisti. Vista la malaparata, la furbetta Kiki comincerà a farsi ospitare di letto in letto scaldandosi ospite,  nutrendosi con quel poco che il cliente permetteva. Tra quegli artisti occasionali, in primavera, ll  pittore Chaïm Soutine s’innamorerà di lei ospitandola e cercarle una collocazione adottiva.

Nel 1918 si stabilisce presso la famiglia di un giovane pittore ebreo polacco Maurice Mendjizki di anni 23 circa. (A questi verrà dedicato il futuro museo Mendjisky sull’ Écoles de Paris creato da suo figlio Serge Mendjisky, oggi chiuso per ragioni economiche.
Maurice Mendjisky, giovanissimo, nel 1906 faceva già parte del “gruppo di  fuoco” delle Avanguardie parigine:  esporrà al Georges Petit nel 1912. La prefazione al catalogo è di André Salmon già inquilino al Bateau-Lavoir di Pablo Picasso.

Maurice Mendjizki  trasferitosi a  Montparnasse presso lo Studio  Bateau-Lavoir,  presenterà Kiki a Léopold Zborowski , uno dei grandi commercianti d’arte dell’epoca. Kiki conoscerà Amedeo Modigliani , Pablo Picasso , Auguste Renoir , Jacob e tutta la banda del Battello e gli artisti di Montparnasse.

Kiki è il soprannome che  Alice Ernestina adotterà nell’allegra compagnia di vita notturna a diventando in breve  “la Regina” di Montparnasse sia per fama che per le  sue doti amatoriali, spiritosa e di grande compagnia. Fu modella e musa ispiratrice di  pittori, fotografi e poeti; amante di artisti che diverranno famosi, ma fu anche cantante, ballerina, direttrice di cabaret, pittrice, attrice cinematografica nel periodo di pace a cavallo delle due guerre (1921-1939) 

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Kiki posa per tutti i pittori come anche per  il giapponese  Tsugouharu Foujita il cui “Nudo disteso sulla tela di Jouy” sarà l’evento del Salon d’Automne del 1922 e che ufficializzerà l’artista giapponese di far parte del gruppo di fuoco di Montparnasse diventando amante fisso dell’allegra Kiki, la quale lo istruirà. Kiki adotterà il modernissimo taglio a “caschetto” in uso presso i ragazzi giapponesi, (Ma senza i tirabaci del parrucchiere Antoine). Il “caschetto”imperverserà nella moda negli anni venti come in America e che verrà rivaluto dopo anni anche dallo stilista  “Vergottini”.  Gli occhi sottolineati abbondantemente con il kohl, le labbra dipinte di rosso vivo e il pseudonimo di Kiki ultimano la sua estetica permanete.

 

kiki e peggy guggenheimFoto: I tre assi femminili di un “Poker” o “Full” senza fine, by Man Ray 1923.
Kiki de Montparnasse, Peggy Guggenheim, Clotilde Vail  e Louis Aragon in Paradiso.

Nel 1921 Kiki divenne da subito la compagna e modella preferita di Man Ray che trovò il suo fisico “dalla testa ai piedi, impeccabile”.  La presentò agli ufficiali dadaisti Tristan Tzara , Francis Picabia e ai Surrealisti Louis Aragon , André Breton , Paul Éluard , Max Ernst e Philippe Soupault. In quella frase di Man Ray “dalla testa ai piedi, impeccabile” evidenziava il suo stupore fotografico nel già fatto “ready made” di none Kiki. Quel suo corpo acerbo evidenziava tutto il futuro estetico del mondo femminile futuro americano.

Man Ray in Kiki aveva trovato casualmente tutto, ma proprio tutto insieme e pronto all’uso in ciò che l’America aveva bisogno per uscire dal provincialismo e primeggiare nel mondo delle mode e sotto l’insegna della Libertà. L’America doveva lanciare il nuovo “Stile di Vita” disinibito, una nuova moda sexy, leggera, libera e spensierata che attirasse con le sue sirene discografiche (grammofono)  i giovani imprenditori e gli scienziati che  accompagnassero gli anni Venti e Trenta con nuovi stili musicali, una nuova donna libera e da Bordelli Jazz (ex Saloon) espressione di spensieratezza, lussuria depravazione all’insegna del divertimento smodato. Cocaina, alcool, bische in un unico stile americano: il Charleston, spopolò in tutto il mondo occidentale. Lo style Charleston che prende il nome dalla città Charleston,  in particolare nell’elegante Quartiere Francese nel distretto di Battery.  Chicago, città  americana ebraica dalle trame oscure finanziarie, belle Pupe e alcol ne fece la bandiera ufficiale del divertimento durante il periodo del “Proibizionismo” .

Kiki aveva squarciato il velo sacro del Tempio di Gerusalemme, dove  la donna mutandona e sottanona dal cappellino sottovaso e piumaggi, obbligatorio nei locali pubblici, quel suo corpo avvolto nell’ingenuità virginea Kiki pareva uscire dalla stanza da bagno come una Veneree ancora svestita pronta per scendere in strada a comperare ciò che gli abbisogna e risalire in casa alle faccende sospese accomodandosi svestita sul sofà a limarsi le  unghiette coperta della sola sottoveste, indumento femminile di raso o seta che sia che diverrà la bandiera  della vera liberazione della donna moderna costretta dai barbudos Judei e santoni Cristiani, severi nel giudicare male le donne, dando all’ebraismo femminile industriale uno scatto rivoluzionario  verso la libertà del corpo ipnotico  femminile in ciò che gli abbisognava per emancipare un Arte della quale le Grazie non si sono risparmiate in nulla nel rivestire in meglio il povero corpo oppresso delle lavoratrici industriali Retroguardie sfruttate per la guerra.

 

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Kiki sulla propria pelle, alcune volte maliziosamente o  provocatoriamente esaltava la propria libertà sessuale di andare a letto con chi le pareva o piacesse meritandosi il titolo “Regina”. Ciò faceva ingelosire il fotografo Man Ray,  ma era un titolo onorifico che si donava alle migliori amanti e prostitute del regno di Francia.

Man Ray conobbe Kiki quando  indispettita dagli insulti allusivi ricevuti dal cameriere, spalancava le gambe nude esponendo del suo punto intimo la pelle depilata del tutto.
Man Ray, appena la vide – in quella situazione imbarazzante – con uno scatto fotografico aveva fatto centro  esportando in America nelle agenzie FASHION il futuro costume scostumato della donna libera e moderna,  rinnovandone con classe e leggerezza  il personaggio  senza che Kiki sapesse niente, mentre Man Ray  innamoratosene perduta-mente,  altro da lei apprese segretamente osservandola,  arrivando oggi per capire meglio l’origine del nostro presente.

Quadri? Sculture? Poemi? Letterature artistiche ed erotiche in onore di chi? delle donne?
Kiki aveva capito fin da bambina i desideri nascosti degli uomini verso le “Reginelle” dell’erotismo. A lei bastò spogliarsi del cappellino e, dei capelli di troppo, come degli  inutili vestiti per spalancare le soglie sbarrate alla Storia dell’Arte e farla girare velocemente come una trottolina da una rivoluzionaria autodidatta incosciente alla quale non fu mai riconosciuto alcun titolo d’Arte.

Kiki divenne la Pupa delle Pupe e  allegra collaboratrice dei suoi “Gangster Art” preferiti.

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