Corilla n. 58

Reparto femminile

I rosario è un grande aiuto agli agonizzanti
prega accanto suor Maria finché è tranquilla,
avverto interiormente le sue preghiera aver effetto
la serenità ha allontanato il senso afflitto.

La ringrazio con carezze nel mio noviziato medico
ed ella si avvicina ad altre per altre consolazioni;
si china, il respiro ascolta e si ferma a pregare
come staccasse indolore dal corpo le anime sfinite.

Orfeo: I°Canto (definitivo) pdf

E’ sempre cosi, so dove voglio andare ma non so mai dove finisco.

Alla fine ho deciso, visto che il Virus Giallo ci ha messi tutti quanti agli arresti domiciliari ne ho approfittato per riordinare le idee nel blog e fare le dovute correzioni. (in genere scrivo di getto).

Ho adunato tutte le frattaglie dell’improvvisazione sul poema dedicato ad Orfeo e  ordinate  in un unico file.

Mi raccomando, fate i bravi bambini e state a casa che Papà Lavoro poi ritorna per tutti.

Buona Lettura a tutti:  ORFEO pdf  I canto (smarrito)


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Poesia Cosmopolita n. 29

Non c’è sasso uguale all’altro

Si è figli di genitori
trasmettiamo i geni dei loro genitori e via via così…
C’è chi ha la presunzione di avere i geni di Adamo
così è scritto; ma devono leggere e studiare assai
quel manuale educativo  prima di dimostrarlo
e imitarlo senza sbagliare i tanti paragrafi,
eppure ci tiriamo quei sassi senza guardarli.

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Poesia cosm/orfica n. 19

Il granchio

Non c’era pace a nord di Oristano
ferie in un mare orribile e rumoroso.
Milioni di esseri neri si muovevano
sulla riva a pasteggiare ondulando
un mantello tenebroso: “Ci mangeranno!”
e si fuggiva più lontano spaventati
a guardare l’orrore. Poi sparivano.

Era ricco il mare di Oristano, ricco.

A sera la spiaggia si tingeva di rosso.
Altri granchi uscivano dal mare
a pasteggiare gli avanzi dei neri
erano più grossi con chele minacciose.

Le famiglie dei pastori avevano capanni,
aglio e olio e rami di limoni sulla soglia;
mettevano in bocca i mostri marini
e ridevano. Pucci, la mia ragazza, ci provò.

Ci provò col nero spaventoso, si fissarono
negli occhi e apertoglielo ancor vivo e condito:
”Chiudi gli occhi è buono” e le fu in bocca!

Mi guardava schifata… supplichevole
io, “dai, giù”, lo deglutì con brutte facce
come chiedere perdono e compassione.

UNO su milioni è Cosmos.

Acc! Fu Epatite virale,
per lei fu Epatite ‘C’  e tanto digiuno seguì,
digiuno e pianti per quel granchio nero
che dentro la rimproverava.
Uno su milioni… pensava
Uno su milioni


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Poesia Cosm/orfica n. 15

Il paese muore.

 

Con la valigia in mano non saluta nessuno.

Il tramonto è veloce e sereno come ogni sera.

Due gabbiani ondeggiano al vento solitari

con l’unica bambina sotto che gioca sola;

ultima persona nata dall’intimo atto d’amore.

“Signore, anche lei se va… non torna più?…”

Le cade sulla fronte una goccia commossa dal cielo

la gabbinella lo conosce, sa che non tornerà.


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Poesia cosm/orfica n. 14

Il Velo del Tempo

Voglio vederti, riconoscerti.
E’ passato tanto tempo, lo so,
da quando ti ho dimenticata.

Ora sono un uomo libero
e vorrei scegliere te.

Sei pazzo!” esclami
e di nuovo lo dici,
di nuovo, di nuovo.

mi piace come lo dici.

Mi convinci a darti ragione.
Non conviene voltarsi indietro
potrei rivedere un altra,
come affermi laconica
una che più non sei.

 

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