L.H.O.O.Q. (2/2): il Ladro, il Copista e altri

Rebus: Dai due mondi.

da L.Q.O.O.H. ( pag. 2/2)

Vediamo lo svolgere il compito della pag.1 , poi lo so, come dice Gertrude Stein :
“Si parte sempre da una parte e si finisce in un altra”

Liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico;
Colui che spezie, droghe e profumi delle Americhe perviene
Alla carrettiera andiamogli incontro cantando:

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Tranquilli: “La signora ha il culo al caldo” così lasciava intendere metaforicamente Marcel Duchamp con L.Q.O.O.H.

I Briganti:
Pablo Picasso, Guillame Apollinaire, Marcel Duchamp, Francis Picabia
                                  Vincenzo Perugia                                        

Come in tutti i reati di “sequestro di persona”, oltre la buona riuscita dell’operazione il gruppo di sbanditi hanno bisogno di una prigione ben mimetizzata ove nascondere il sequestrato. Per evitare ogni sospetto e prove di partecipazione al reato, gli  ordini o  comunicazioni avvengono per iscritto su “pizzini” (foglietti) e distrutti appena ricevuti. Questa tecnica di comunicazione primitiva era ancora in voga a Parigi e la polizia militare usava frequentare gli ambienti dove si producesse scrittura, manuale o di stampa, non solo: gli agenti frequentavano Hotel, Ristoranti, Bar e luoghi ove il Lapis (matita) era di frequente uso per via dei conti da pagare e che la polizia finanziaria volle per legge i conti con la matita “copiativa”. Le stilo e le “stilò a bille” verranno molto più in la.

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Esempio: la nota ballerina e artista Margaretha Gertruida Zelle alias  : Matha Hari fu arrestata in un bar sorpresa a sfilare un “pizzino” sotto la  tazzina da caffè e  il piattino. Arrestata fu condannata a morte e fucilata il lunedì 19 marzo 2018 . Su 12 fucilieri, solo tre la centrarono in petto, gli altri vollero sbagliare appositamente il tiro.  La povera “vittima innocente” fu data in pasto dai Servizi tedeschi caricandola di sospetti e prove ingannevoli sapendola agente dei Servizi francesi infiltratasi tra le fila tedesche facendola risultare doppiogiochista. Tale mossa fu un  forte segnale militare per far capire ai francesi poi,  che la Germania sapeva da tempo di essere intercettata dall’antenna mimetizzata sulla Torre Eiffel e nella “Ruota di Bicicletta“, rudimentali  trasmettitori  e intercettatori  di segnali elettro-magnetici, mettendo la Torre Eiffel fuori uso militare.

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foto: fucilazione di Mata Hari, un errore imperdonabile.

Scusate il fuori tema ma, per Mata Hari ho ancora una devozione artistica profonda. Questo era il clima inquinato in cui l’Arte si muoveva e veniva utilizzata a rischio degli artisti ingaggiati.


Tornando al sequestro di persona, la donna sequestrata dell’apparente età di quarant’anni era la Signora “Monna Lisa” nota come “La Gioconda” , Musa ispiratrice e protettrice dell’artista rinascimentale italiano: Leonardo da Vinci.

In Francia quella notizia fece molto scalpore perché come asseriva il direttore del Louvre precedentemente al furto presso un giornale, la Gioconda era esposta senza nessun sistema di sicurezza. Quell’opera di inestimabile valore era semplicemente appesa a muro ad un chiodo come un ritratto di famiglia.

 Cenni storici e giornalistici.
La Monna Lisa, scomparve il 22 agosto 1911 a Parigi, direttamente dal Museo del Louvre. Prima del furto, il direttore rilasciava appunto la dichiarazione sublimata: “Solo in caso di furto della Gioconda…”  si sarebbe scomodato. Quello era il segnate atteso che dava il via libera al furto. Ciò avvenne.
Nelle indagini preliminari venne arrestato Joseph Géry Pieret detto “il ladro” il quale, ribalterà le accuse contro Apollinare che prontamente le rimbalzerà a Picasso. I tre verranno arrestati.

Mai creduti appieno, verranno rilasciati. Però… però… però…

La Monna Lisa riapparve due anni dopo e precisamente  nel 1913. Il Louvre dichiarerà il suo ritrovamento (in quell’anno) non specificando il giorno ma solo il luogo del ritrovamento: Firenze.
La polizia investigativa  italiana dichiarerà che il presunto ladro non fu il povero Pieret, ma l’italiano Vincenzo Peruggia e che l’avrebbe rubata per amor di Patria non sapendo che il quadro era di proprietà della Francia donato dallo stesso Leonardo al momento della sua morte 1519.

Rivediamo il passaggio:

Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire vengono arrestati come committenti del furto e incarcerati. I pianti lacrimosi di Pablo Picasso pare abbiano convinto le autorità giudiziarie francesi a scarcerarlo con l’impegno di mettersi a disposizione della magistratura come  collaboratore nelle ricerche.
Ciò  che non scagiona il Maestro Picasso sono diversi fattori; per esempio, l’essere un ottimo copista dimostratoci negli studi approfonditi presso un collezionista spagnolo in Francia,  titolare del capolavoro di El Greco: “Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse”, 1608–1614, olio, 225 × 193 cm, oggi a New York, oggi presso Metropolitan Museum of Art, ciò gli accolla il sospetto di essere un buon copista.  Le relazioni amorose e  passionali per il quadro di El Greco. Altri quadri di El Greco scomparvero dalle collezioni ecclesiastiche spagnole quando Picasso ricopriva un incarico di Direttore del Museo Nazionale del Prado. Questo incarico straordinario a Picasso, ricordiamo ai lettori,  fu promosso in cambio di due aerei donati per la difesa contraria ai Repubblicani. (Democratici) 

I quadri di El Greco scomparsi, verranno accreditati ai vandalismi degli atei anarchici durante i la Guerra Civile spagnola di cui Picasso fu un forte animatore, artefice e sostenitore ma di tutte e due le parti. I suoi misteriosi viaggi in Marocco non riveleranno appieno i suoi moti oscuri, sparendo per quasi un anno dalla vita sociale  ed artistica,  come se in Marocco ordisse a  qualcosa di poco chiaro. Troveremo a fine rivoluzione spagnola il generalissimo Franco nella parata della Vittoria scortato oltre che dalla sua Guardia Civile, anche da fasci italiani, i nazi tedeschi  come anche dalla cavalleria del Marocco utilizzata nel massacro dei rivoluzionari.

A proiettare queste oscure ombre su Picasso concorre il quadro “pentagonale” le Demoiselle d’Avignon dove le maschere africane sono pertinenti a reparti militari magrebini che abbiamo visto alleate alle forze militari del  Generale Franco. Sulle Demoiselle di Avignone torneremo ancora quando verrà citato a giudizio il quadro Danza ovvero il “girotondo sul mondo ” di Enri Matisse, perché  un filo comune legherà queste due opere, che si riveleranno infingarde fino al momento della controrivolu-zione russa  ancora in cantiere in Svizzera nei Centri Direzionali  L’immagine di Pablo Picasso per tutto il periodo franchista in spagna resta adombrata dal profilo basso dell’artista.


Tornado  alla Gioconda scomparsa, Francis Picabia ci da nella sua mappa le coordinate per capire il giallo. L’oggetto” misterioso” sarebbe transitato nel Quartiere “L’Hospitalet de Llobregat” in Barcellona suo quartiere residenziale e centro direzionale.

Ma dov’era la Gioconda?
Ripercorriamo le tracce interessanti lasciateci da Francis Picabia,  osservandole attentamente notiamo una “Mappa del Tesoro” disegnata dall’artista che ha le stesse insegne della cartolina di Marcel Duchamp: L.H.O.O.Q.

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Titolo: Le double monde  (I due mondi)

Fragile: imballo delicato (cassa)
Bar (rovescio ): dietro al Bar (o sul retro)
A’ Domicilio = Un domicilio (di Picabia?)
Haut =  Superiore
M’Amenez y =  Mi porto li (o la) (Porto?)
Que les malades =Che gli ammalati
Dieu n’a jamais guerì = Dio non sa guarire. Ospedale dei Terminali o Lazzaretto?

Foto: “Le duoble Mond” –  Francis Picabia 1915

Ora si tratta di ipotizzare se questa ‘mappa del tesoro’ di F. Picabia è il rientro clandestino della Monna Lisa dall’America  o se la stessa era in partenza per le Americhe. L’opera sparisce nel 1911, la  Monna Lisa ritrovata annota l’anno 1913, la mappa di Picabia data 1915, mentre la cartolina di Marcel Duchamp  data 1919. (dopo guerra)

Domanda: trattasi di quadro originale quello del Louvre o una copia perfetta?

 

Da anni i due mondi, America e Francia tramano manovre congiunte militari per lo studio insurrezionali di “Rivoluzioni” che le vedeva promotrici e  fiancheggiatrici l’una all’altra. Una  cosa che le unisce  è l’essere andate al potere con l’insurrezione popolare violente instaurando governi a conduzione Borghese.

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Dalla decriptazione della mappa di Francis Picabia e le indicazioni da parte di Marcel Duchamp che utilizza una cartolina postale quale missiva  in  codice e pubblicata sulla sua rivista d’Arte nel 1915, Duchamp,  intendeva con quel ready made LHOOQ allertare  il ritrovamento  della Gioconda di Leonardo avviando delle trattative segrete in corso di trasferimento.

Le rispettive residenze operative dei tre indiziati  furono: Barcellona-Hospitalet  per Picabia: Roses per Marcel Duchamp e Gosol per Pablo Picasso, sede ufficiale dei  suoi contrabbandieri e cubisti.

Se questa ipotesi si rivelasse veritiera  l’attuale copia della Gioconda al Louvre risulterebbe ancora un falso, in quanto, il geniale “copista” italiano  ne avrebbe fatte certamente altre di copie e prima di raggiungere la perfezione dell’originale quante altre  prove furono fatte e vendute sottobanco ad estimatori truffaldini convinti di portare a casa delle due esposte  una terza originale? Se la copia è di ottimo livello, chiunque ne venga in possesso, da buon feticista può vantare  segretamente di possedere l’originale, ma se la Monna Lisa fosse un opera veramente iconoclasta con la quale si può intercedere con l’Arte maiuscola, domanda: a chi sono andati i benefici metafisici delle scienze leonardesche?

“Tranquilli” dice Duchamp alla comunità artuistica: “La Signora ha il culo al caldo” ciò vuol dire che la Gioconda espatriando lontana dal conflitto mondiale, poteva definirsi al sicuro in America? Se si, il suo ritorno nel 1913 dall’Italia in Francia, per quale motivo sarebbe stato programmato nel 1915 da Picabia quando le sorti della guerra per la Francia non erano ancora chiare chiedendo un aiuto all’Italia a dar man forte nel conflitto?

Quindi, quando la Gioconda sparisce nel 1911 dal Louvre i piani bellici erano già stati definiti e la sua sparizione fu programmata dallo stesso Museo Louvre e Governo? Forse sul quel quadro inestimabile pende una ipoteca bancaria americana per un prestito per avviare una produzione prebellica francese in vista della Grande Guerra programmata?. L’inestimabile Mona Lisa era finita al Banco de pegni con tanto l’ipoteca e interessi pari a una facoltosa cambiale.

Alla luce di quanto detto, altre formulazioni ipotetiche terrebbero  insoddisfatto  un ricercatore d’Arte osservando sul tavolo le diverse cartellette ipotetiche aperte:

  1. L.H.O.O.Q. di Duchamp, si presenta all’Arte come una normale cartolina postale con inscritto un messaggio criptato che tranquillizza, dagli Stati Uniti sul dove e la garanzia sul buon trattamento riservato  dall’Ostaggio Eccellente.
  2. Oppure, il  Governo francese era già sotto scacco per debiti regressi o acquisiti con gli americani dopo il fallito golpe allo Zar?
  3. Oppure potrebbe essere la solita mascalzonata picassiana  pubblicitaria e  mafiosa per ricattare il mondo dell’Arte Accademico obbligandolo a riconoscere la sua nascente arte cubista come Arte Moderna a cospetto dell’Arte Classica ed essere ospitata a pari dignità nel Louvre, perché poi cosi avverrà.

Ad ogni buon conto, quale sia o quale sviluppo prenderà la ricerca, l’avventura della Gioconda fu una operazione eccellente, avanguardista, politico/militare ma non artistica.

“Scacco al Re?

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“Maestro a voi la mossa”

la partita continua ….

 

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Marcel Duchamp

Arte: Concetto e Idea

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Come già accennato nel capitolo sul duchampiano readymade: Underwood, ripartiamo dalla deduzione concettuale espressa per capire ciò che ha scatenato nell’Arte Moderna l’opera: Fontana.

 

Si sono scritti  volumi e volumi di parole e tante  mostre sull’operato dei readymade senza capire molto sul vero senso e significato, come ad esempio Fontana o la custodia dell’oggetto smarrito della ditta americana di macchine da scrivere Underwood come se questa fosse scomparsa sul cavalletto espositivo in galleria.

Dall’opera “Fontana” in poi, i readymade di Marcel Duchamp divennero un delizioso appuntamento d’Arte Moderna dilettando come un tormentone estivo i critici di tutto il mondo nel favorire le migliori interpretazioni artistiche o critica nel parlare di un artista come Duchamp che, pur vivente, restava praticamente muto o assente alle domande inquirenti, oppure, evasivo, il quale, doveva tacere assolutamente per sviare l’attenzione per non far trapelare nulla sulle ingerenze militari del suo Stato Maggiore ai danni di altri stati minori e cominità.

L’artista Marcel Duchamp fu tanto menzionato e chiacchierato nella storia delle Avanguardie che se ne parla ancora oggi a cento anni e più dai suoi primi readymade. Se ne deduce oggi nuove versioni e interpretazioni immaginarie.
Sulla base di tanti errori aconcettuali d’Arte inscritti ingenuammente nella Storia dell’Arte, la critica, senza volerlo, ha partorito nuovi filoni creativi d’Arte/progettuale per cui, ogni artista/progettista tende a creare un brevetto artistico proprio, commerciale o concettuale che sia, spingendo  tanti nuovi artisti disciplinati al Concetto verso un nuovo modo di fare Arte. Il nuovo sul nuovo del nuovo, diventa la regola principale di chi vuol fare arte concettuale e, per non ripetersri o sbagliare, deve restare sempre informato sull’operato mondiale di tutti gli artisti del settore. Insomma, l’arte concettuale diventa una condanna a vita per l’artista alla ricerca di un Record che non raggiungerà mai, morendo nel dubbio.

Prima di ciò, la concettualità era imposta su dettato dei Dogmi Santi, in quanto, la religione, essendo una Ragion di Stato e quindi economicamente fonti generative di danaro, sia esso privato o pubblico, commissionava agli artisti  la rappresentazione dei Dogmi sotto forma di immagine, ciò  al fine di erudire i propri fedeli analfabeti attraverso forme scultoree e  pittoriche e musicali e poetiche o  geometriche ecc.  (Muse d’Arte),tutto ciò per diffondere i Dogmi santi. Dio aveva preso corpo e il corpo doveva regnare sugli altari come da dio creato (nudo).
Tutto doveva restare immobile e tradizionale nelle opere dell’Uomo dedicate a Dio. Pe rdogma l’Uomo doveva amnistrare il creato ma non Creare. Creare per l’ uomo era un peccato di vanità, blasfem, eretico. Bisognava disobbedire per uscire dalle stagnazioni millenarie religiose e per fare ciò, la concettualità doveva liberarsi della forma.

La Concettualità è cosi sintetizzabile: “Mettendo insieme i <concetti non definiti> con gli <enunciati non dimostrati> si ottiene il fondamento di un sistema deduttivo, “punto di partenza” da cui ricavare tutti gli altri teoremi e concetti.”

Se questa è la nuova legge universale del Concetto, dove l’oggetto enunciato  e non definito o non definibile in quanto smaterializzato, svanisce dal contesto dell’arte ciò che “materialmente” la rappresenta, però la domanda creatrice resta sempre la medesima : “Cos’è l’Arte?” .

Si deduce che:
l‘Arte è un Concetto senza Oggetto e quindi è la rappresentazione di una Idea.

La filosofia di materializzare una idea, oggi non ha più bisogno di nuovi rappresenti in quanto, l’Illuminismo ci ha dato delle riflessioni confezionate talmente ben atte che, una volta applicate al lavoro progettuale e produttivo hanno generato straordinarie e potenti industrie delle mille idee concrete, ma in Arte, persiste quel vuoto generativo sconosciuto che da impulsi dominanti alla creazione del nuovo, anche all’ultimo artista pervenuto sul pianeta, quindi: Creare e Generare in arte sono due discipline apparentemente dissimili  ma nello stesso tempo: interdipendenti unite.

A causa delle mille domande e mille risposte che gli enigmi readymadeiani ponevano, questi hanno scatenato scenari Patafisici persistenti alla ricerca continua e costante di un Arte senza oggetto e quindi, la capacità di attivare l’immaginazione come processo creativo dando più risposte patafisiche diversificate e contemporanee. La Patafisica fu adottatta quale insegnamento  per la costituzione di designers capaci di creare  nuove forme avvenieristiche.

Nel novecentodieci la giovane Arte Moderna Patafisiica attacca di petto l’Arte Classica Metafisica vincendola. L’Arte Moderna, essendo stata generata da monoteisti ananimati (privi di anima), preferì come territorio di scontro la sconosciuta Patafisica, terreno vergine a lei idonea e quindi, la non rappresentatività del corpo teologico a favore di  COSE immaginarie, diventa la manifestazioni d’Arte vincente nel XX° secolo. Essa invaderà tutti i settori produttivi dell’industria, editoria, animazione, danza , teatro, musica ecc fino alla creatività impulsiva della Guerra, (officine)  generando prodotti bellici di squisita fattura distruttiiva atti allo sterminio di masse, oggetti  capaci di uccidere a distanza i  corpi umani ritenuti appunto tali, perchè privati di anima.

Le meditazioni concettuali in terrazza o a passeggio tra Duchamp e Picasso erano su questa natura di interpretazione della macchina pensante, capace di scatenare nuove  idee belliche, in uno ed estetiche nell’altro in vista della “rivoluzione mondiale”, apprese Picasso da Marcel  Duchamp i principi fondamentali della Patafisica. Marcello Duchamp. recise il cordone ombelicale di Picasso quanto l’istruzione politico/artistica spagnola nel cubismo ebbe termine. Ritenuta questa Sezione Artistica (d’Oro) arruolata al processo geopolitco in fase di allestimento, Pablo Picasso, promosso in campo con un alto grado di Ufficiale dell’Alleanza, in cambio garantirà a Duchamp il porto di Roses in provincia di barcellona, per le operazioni di sbarco di uomini e merce clandestina proveniente dall’America. Duchamp  proseguirà il suo viaggio di istruttore militare incontrando i Futuristi italiani attirando la sua attenzione in quanto, sul loro primo manifesto si accennava la “profezia ” di una Opera d’Arte straordinaria, un capolavoro ; il “Sole in Terra” che si rivelerà risolutrice al termine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo i primi contatti, Duchamp in Italia si assicurava una rete informativa universitaria di alta affidabilità seguita direttamente dal Fratello maggiore della Gertrude Stein, il quale avrà in Italia la sua seconda residenza permanente seguendo da vicino l’ascesa del Fascismno. Il viaggio di Marcel  Duchamp proseguirà per la fondazione, organizzazzione dei giovani militanti artisti da educare alla Patafisica: i DADA.


Dirà in merito il fondatore di tale pensero, lo scrittore francese Alfred Jarry:

  «Profeticamente ammiccante [la sua] scrittura energica, lucida, dirompente […] affida la funzione simbolica agli oggetti più triviali, la dinamica teatrale ai sussulti farseschi più corrivi e sbrigativi»

Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie.

Io e le sue vacche (Je et ses vaches) è un racconto breve scritto da Alfred Jarry nel 1894. L’opera è da alcuni considerata un manifesto ante litteram del teatro surreale francese. Il testo compare per la prima volta nella raccolta di testi Visions actuelles et futures (1894).


Secondo Marcel Duchamp, le Avanguardie del novecento, nelle operazione di distruzione dell’Arte Classica erano impegnate militarmente anche alla distruzione di tutto ciò che il vecchio mondo aveva costruito a propria immagine e somiglianza di  Metafisico (chiese, templi e monumenti). Per le Avanguardie quel vecchio mondo andava distrutto senza sentire rimorsi, ed edificare dalle sue ceneri il Nuovo Mondo. Ciò sarebbe stato possibile solo se la mente  dell’artista e i partecipanti dirigenti fossero istruiti alla  Patafisica.

Lo stesso Picasso dichiarerà alla G. Stein e Alice T. interdette davanti a due bruttissimi quadri in esposizione,  che non essendoci nulla di più nuovo dei suoi, il pubblico si sarebbe abbituato alle sue brutture. Le opere cubiste più belle, le avrebbero fatte i suoi seguaci perchè non dovendo fare nessuno sforzo mentale per inventare qualcosa di nuovo, le loro opere sarebbero state il Nuovo brutto abbellito perchè ispirati da suo  Nuovo.
Al Pubblico diceva Picasso, quando gli si presenta il Nuovo non deve avere scelte, altrimenti preferisce il vecchio. Su questo principio, essendo possessori del Nuovo e degli spazi espositivi, le Avanguardie potevano imporre tutto ciò che volevano.
Il Brutto era l’Idea  primordiale, primitiva, da qui la caccia a tutto cio che in arte rappresentasse il primitivo e imitandolo come il Nuovo che avanzava. Altri arttisti  lo seguiranno nell’imppresa in quanto il primitivo era  stato sdistrutto dalle Belle Arti e quindi sconosciuto al pubblico.

“Tutti i grandi imperi cadono sotto l’avanzare del primitivo”

Da quel giorno l’Arte Moderna assunse il ruolo concettuale di IDEA, e per le Mostre, le esposizioni e i cataloghi d’Arte fu un susseguirsi di elaborazioni ideali, rappresentazioni ideali, supposizioni ideali, forme ideali  e via e via a seguire. La dialettica in Arte, vinse la battaglia sull‘immagine. La parola prese il posto del colore, i monoteisti ebbero la meglio, ma, divenuti monopolio dell’Arte rischiano oggi di ritrovarsi non solo senza immagini, ma anche senza parole scritte che spieghino a parole le Parole inesistenti come verbo. Rischiano che la trappola scatti con dentro loro.

Anafunzionali, per nutrire orde e orde barbare di  analfabeti/funzionali che passano migliaia di ore della loro esistenza davanti al “quadro dei quadri”, la macchina dei sogni perfetti, l’uomo è  alla divinizzazione del proprio simile fattosi Divo, divino. L’immagine diventa il vecchio simulacro statico (scrittura) in movimento nella filmologia.

Nella concettualità in Arte resta il dogma : “Non è l’Opera che conta ma l’Idea.”


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Fanes Dio Serpente pagano, cosi lo
narravano  i poeti greci:

“Si poteva dalla Luce esserre invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava”

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Zeus il lampo, presolo per la coda lo accese.


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M. Ray – M. Duchamp: Stallo?

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

La Topologia: sostantivo femminile, nella lingua italiana ha assunto due significati precisi e diversi;
  1. Lo studio del paesaggio dal punto di vista morfologico.
  2. In linguistica, lo studio relativo alla collocazione delle parole nella frase.

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

I due inseparabili amici Marcel Duchamp e Man Ray avevano ben presente il significato della tale parola, specializzandosi separatamente, ma in simbiosi, sulle loro opere artistiche senza mai confrontarsi. Man Ray non farà quasi mai uso della parola in Arte se non in casi eccezionali o casuali, mentre Marcel Duchamp , passerà tutto il tempo della breve vita artistica a giocare con le parole. I ready made, sono puri giochi linguistici per la creazione di Rebus criptati.

Quando un buon giocatore a scacchi come Duchamp decide di apprestare la sua mossa per indurre l’avversario alla risposta, come un qualsiasi giocatore, egli presenta all’avversario una “mossa enigmatica” nel senso che, dietro quella mossa egli sta preparando uno schema di mosse successive obbligatorie che indurranno l’avversario a muovere i pezzi degli scacchi, obbligandolo a una “mossa riparatrice” obbligandogli percorsi indesiderati facendolo “ballare”.

A quel punto non sono i pezzi della scacchiera avversaria sotto scacco, ma lo sfidante. La “mossa enigmatica ” è la mossa risolutrice dirà Duchamp che annoverando tanta esperienza formulerà: “negli scacchi ci sono mosse invisibili.”

Ma , anche il miglior giocatore di scacchi ha dei momenti in cui subisce la strategia avversaria. Una volta che il campione se ne accorge, e riconosce tra gli “schemi” memorizzati la partita che vorrebbe condurre l’avversario, parte un contro schema già collaudato, Altrimenti passa lunghi momenti di silenzio e riflessione provando partite su partite fino a trovare la mossa decisiva che era a lui invisibile. Scatta l’offensiva.

E’ il caso del Grande Vetro di Duchamp o il mistero di Isidoro Ducass, due opere Enigmatiche dove la topologia linguistica prende forma sotto forma di immagini. La prima di M. Duchamp è una visione aerea del grande vetro rimasto abbandonato nell’appartamento di New York mentre era in trasferta per Servizio in Argentina; l’altra, di Man Ray, è la ricostruzione di un passo del “peota invisibile” Lautréamont datogli in concessione a Man Ray in quanto lamentava a se stesso una scarsa produzione artistica di elevata concettualità.

A parte le due fotografie come supporto cartaceo delle due idee geniali, possiamo cominciare a parlare di livello superiore d’Arte, talmente superiore che i due artisti sono stati interdetti dalla comprensione dal loro lavoro fissandosi nelle loro mente la meditazione di una mossa invisibile senza speranza per una partita a scacchi senza fine.

I due srtisti sanno che le due opere sono legate tra loro da un “filo invisibile” comune non capacitandosi una soluzione che tarderà a venire.

Passeranno quasi 50 anni da quegli scatti fotografici morendo ambedue senza venire a capo della soluzione. Intanto sto meditando sulla “partita senza fine” per ambedue, perché il loro silenzio considerato una mossa sotto “Stallo” in realtà evidenzia lo Scacco Matto subìto se si conosce il volere dell’Arte.

 

L’Enigma associato indivisibile

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Foto Man Ray: coltivazione polvere – Duchamp                    Foto Man Ray: Mistero di Isidore Ducasse.

 

 

Man Ray: Foto, Cartografia e Matrioske

Arte e Matrioske.

Le immagini artistiche di Man Ray, quelle d’Arte rivolte all’Arte e  scattate per l’Arte sono pochissime anche se, dobbiamo ammettere che, senza l’operato fotografico di Man Ray, sarebbe impossibile avere oggi un quadro ampio sulle Avanguardie e dei loro lavori andati dispersi durante i conflitti bellici, come anche i reportage sugli incontri , le convivenze e gli amori tra gli artisti.

Come già detto, le sue immagini veramente artistiche sono quelle commisionategli da M.D. e che restano enigmatiche anche per se stesso in quanto, essendo supporter ed amico di Marcel Duchamp, Man Ray, non aveva una cultura metafisica in Arte, specie sul sapere enigmatico dell’Alchimia, lezioni che prenderà in seguito con l’amico M.Duchamp.
Man Ray, in questo settore si è sempre mosso in modo impacciato e non faceva domande perché è buona regola per chi lavora nei Servizi di non fare mai domande ad un proprio collega. Nei Servizi, il punto interrogativo è severamente vietato, ciò è uno regola militare alla quale attenersi. Una domanda in più o fuori luogo, e si era tacciati di controspionaggio. Quindi, il sacro ermetismo nell’arte delle Avanguardie, era semplicemente una regola del silenzio imposta dai Servizi. Se depistare, depistare e depistare sempre è il dovere dell’avanguardista, ricostruire il processo avvenuto nell’Arte nei primi del novecento è cosa difficile e merita molta attenzione.

Oggi, spiegare di Man Ray le immagini enigmatiche che lo resero famoso, supererebbe la sua stessa aspettativa. L’archivio immenso fotografico di Man Ray, furono scatti di “Servizio” in quanto, essendo responsabile americano in Europa per conto della Moda (diceva lui), ma da come si sono avvicinate e mosse e assunte certe modelle e pedine femminili a lui legate, evidenzia del Maestro, un impegno politico/militare per conto degli Americani e Massoneria.

Mettendo momentaneamente in disparte il suo operato militare, l’impegno civile e artistico di Man Ray pare sia stato eccellente. Dedico alla Moda, e messi a fuoco i suoi spostamenti e frequentazioni, il suo, fu un Servizio eccellente su “modi e maniera” di vivere dei francese. In tal modo M.R. aggiornava le centrali operative americane sull’andamento dell’Europa da manipolare in seguito. L’America nutriva per noi progetti di vita e di trasformazione alla maniera americane e quindi, modelli industriali nuovi in grado di trasformare gli ambienti urbani europei per l’arrivo industriale dei “beni di consumo di massa“. Arrivava il Consumismo.

Ora, visto che dopo la prima guerra mondiale lìAmerica è l’unico stato che si è arricchito con le munizioni, impoverendo tutti gli stati coinvolti in quella guerra, all’Alleanza che non aveva ancora una aviazione d’alta quota e le ottiche capaci di fare rilevamenti minuziosi, gli abbisognava molti fotografi, incisori minuziosi e cartografi per mappare i terreni e città di tutti gli stati debitori sotto il suo controllo e le cartine venivano spedite alla ” The American Geographical Society Library” dentro i bauli diplomatici mai aperti dalla Finanza appartenenti delle super collezioniste d’arte:  le Sorelle Cone. Ogni squadra d’arte doveva dare il proprio contributo. Per l’occasione vennero in Francia centinaia e centinaia di americani disegnatori e pittori a prendere lezione “d’arte Moderna” dai Maestri francesi che vantavano primati d’aste nel mondo (tipo Matisse e Picasso e soci).

L’Europa non era adeguata a tale trasformazione industriale, troppo piccola e ristretta. Come Nerone per Roma da modernizzare, l’Europa andava distrutta, abbattuta e ricostruita secondo i nuovi canoni industriali per far circolare meglio i nuovi mezzi di trasporto pubblici, le automobili private e camion  in arrivo alle industrie europee. I motori avrebbero preso il posto di carrozze e cavalli. Il monopolio sarebbe stato il carburante, il terziario del trasporto: ponti, strade, porti e gallerie, verranno lasciati alla libera interpretazione degli stati ma da attenersi alle normative urbane internazionali redatte dalle capitali americane super collaudate. Tale progetto si rivelerà per noi europei un disastro umano: due grandi guerre fratricide e massacri infernali.

La sfida alla Russia da convertire al consumismo e capitalismo, doveva essere diretta da  agenti americano/russo, persone che parlassero la lingua russa, capace di contattare e adunare i rifugiati politici russi e motivarli, uomini e donne da usare per contattare i fratelli ebrei al di là  della impenetrabile frontiere russe.  Quel maledetto 1917 sfascista in Europa, sfasciò le finanze di molti stati, gli animi, il lavoro, e milioni di ragazze e donne rimaste senza mariti, madri senza più figli, orfani di padri, tutto ciò  si rivelò un disastro umano di proprozioni immani; poi ci si era messo per la seconda volta, il fallimento di conquista della Russia che diventava Comunista, quindi gli approvigionamenti della ricostruzione europea sarebbero stati tutti a carico dell’America, la piu ricca di risorse e mezzi.

Uno di questi agenti organizzatori di reduci di seconda ondata dalla Russia monarcha e anticomunisti,  fu Man Ray, colui che conoscendo l’arte della cartografia, fotografia e delle “Matrioske”,  l’applicherà alle sue squadre parigine e spagnole nella creazione della sua Avanguardia Surrealista e Dadaista, basi del nuovo servizio segreto camuffato nell’Arte per relazioni diplomatiche pericolose.

 

SCACCO ALLE AL-FIERE

 

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Gala


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Tutte RUSSE E “sorelle” DI FEDE ecc. ecc. ecc.

 


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                     SCACCO ALLA ANCELLA

 

Chi era la stampatrice ufficiale delle mappe?

 

 

 

Foto Man Ray: Meret Oppenheim al torchio

 

l’Architetto Man Ray aveva lavorato con passione e imparato il mestiere in una ditta di cartografia…  se lo ricordo bene, solo poi divenne fotografo a 24 anni frequentando la scuola anarchica spagnola di New York.

 

la ricerca contunua


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Marcel Duchamp gioca a scacchi

Questo RiBlog è’ nato da un incontro casuale fortunato che si è animato su Marcel Duchamp e gli scacchi, sua grande passione, come se avesse un nesso con l’Arte. Seguirlo, per chi si interessa di Arte delle Avanguardie, è divertentissimo ed istruttivo.

buona lettura

https://rebstein.wordpress.com/2019/05/02/marcel-duchamp-gioca-a-scacchi/


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Avatar di Antonio Devicientila Dimora del Tempo sospeso

La decisione è, apparentemente, radicale: a partire dal 1923 abbandonare le arti figurative per dedicarsi agli scacchi – in realtà Duchamp continua a praticare il pensiero, ma, diciamo così, allo stato puro, svincolato da qualunque fine espressivo o rappresentativo (“retinico” secondo una sua nota formulazione) – con indeflettibile coerenza egli continua la propria ricerca intellettuale.

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