DADA: Orrore amato
E’ tradizione francese rivoluzionaria decapitare i sovrani o a chi, onesto, capito il gioco, smaschera gli agguati degli assaltatori mimetizzati. Quella feroce crudeltà francese non è l’espressione del popolo di Francia ma di quelle Avanguardie infiltratesi diversi secoli prima (450 anni max sanciti dalla legge divina) per appropriarsi di tutto l’Oro e le ricchezze di uno stato e lo stato stesso come successe ancora oggi dai tempi dei faraoni.
Fu grazie alla “Rivoluzione” aizzata in nome della Liberazione (da cosa poi?), che i giacobini hanno perpetrato i peggiori crimini e massacri che la Francia potesse subire a proprie spese. Per fare ciò, ci volle una reparto specializzato che non avesse – per legge divina – l’anima (fenech), e che nessun vivente fosse considerato possessore di anima, per poterli decimare senza rimorsi di coscienza ed eliminarli come corpi animali da macello e conquistare la Francia. Conquistarla non sui campi di battaglia, ma dal suo interno stesso senza essere riconosciuti, appunto, con la Rivoluzione.
I Borghesi di Francia insorti, inscenarono una rivoluzione popolare che popolare non era ma Borghese, rivoluzione per la trasformazione dello Stato Monarca in Stato liberista. I Giacobini furono la colonna armata di quei feroci Borghesi.
Ma chi erano veramente i giacobini e come si sono costituiti in banda armata così tanto potente? I Giacobini erano le Avanguardie alla riscossa appartenenti ad un antichissimo esercito senza nome e stato che tutti gli eserciti del mondo vogliono possedere (per legge divina). Stiamo parlando dei cosmopoliti discendenti della tribù di Giacobbe conosciuti alla Storia moderna come i Giacobini. Altre tribù di Davide, in altre Nazioni del mondo, hanno preparato le loro rivoluzioni sanguinarie o le stanno preparando come “rivoluzioni colorate”, non sempre finite nel sangue, ed altre ancora ne seguiranno ciclicamente in tutti i settori sociali e di sviluppo nei vari stati; tutte uguali, stesse modalità, rituali.
II°
Perché furono tanto feroci?

Per capirli bisogna andare a leggere il loro manuale comportamentale: Genesi-Bibbia: la quale chiarisce il senso di tanta violenza rituale ed odio. Giacobbe, figlio di Isacco, colui che sul patibolo, il padre Abramo tentò di recidergli la gola per attuare la giustizia paritetica esemplare contro la moglie Sarah che aveva condannato a morire di stenti il primogenito di Abramo Ismaele, avuto da Agar, giovane schiava favorita, e che per non condividere Sarah con nessuno il futuro regno mondiale “Promesso” dal loro Dio, in tal modo, Sarah sarebbe diventata la Regina Madre (la Matriarca) generatrice del popolo degli ebrei fondatori del popolo di Israele. All’inizio di ogni futuro impero, c’è sempre a monte un rito di morte tra fratelli o coi genitori ove si da luogo a un giuramento tra la Vita e la Morte.
Abramo venutolo a sapere, per punire Sarah del gesto sacrilego con la sua lama giustiziera stava incidendo la gola innocente del povero Isacco ancor prima di essere avvertito in tempo da un messo, annunciante il ritrovamento del figlio Ismaele e la madre sua ricondotti a casa vivi. Isacco, si narra, fosse un taciturno dalla voce fievole ed afona, silenzioso, parlando poco per tutta la vita. La lama di Abramo aveva inciso a fondo senza recidere la carotide creando danni alla laringe. Mistero del rito ebraico che li lega alla parola nascosta o non pronunciata.

Da quel sacrificio umano è possibile comprendere appieno il comporta-mento dei discendenti di Giacobbe figlio di Isacco nipote di Abramo.
I Giacobini vedranno in quel gesto teologizzato, la “giustizia” divina in loro favore contro chiunque avesse mandato a morte uno di loro, diven-tando quel rito umano propiziatorio, scuola del pensiero abramitico.
Foto: Ghigliottina giacobina.
III°
Palazzo Eliseo
I giacobini, sterminata la famiglia reale e concubini, da quel momento in Francia la pittura greco/romana di stampo pagana, cui i Sovrani amavano circondarsi per lo splendore pittorico a decoro delle loro reggi e giardini, la bandirono per sempre. Sfrattate le autorità monarche e cortigiani, una serie di palazzi residenziali della nobiltà monarchica pagana furono adibiti a usi diversi. Tra queste c’e ne una che desta la dovuta attenzione, un palazzo diventato poi noto in tutto i mondo come “Palazzo Eliseo”, residenza stabile del Presidente della Repubblica di Francia.
Domanda: “La sontuosa dimora pagana dei Campi Elisi, costruita a monte delle modeste botteghe e via di commercio, posta nel centro di un faubourg , si ammantò segretamente fin da principio come Palazzo dedicato ai pagani Campi Elisi o la sua destinazione fu camuffata solo in seguito per altri intenti? Perché in arte ci si deve porre questa domande e a quale fine? Ricordiamo il lettore che questo articolo nasce per scoprire le origine profonde del Dadaismo.
In Arte questo “test” diventa un bel dilemma, in quanto poco si sa sulle tribù di Israele presenti in Parigi prima della Rivoluzione, tribù adunatesi per la grande impresa finale rivoluzionaria per poi scomparire nel nulla facendo perdere le proprie tracce nel sommerso urbano, dirigendo come setta segreta la Francia.
I soli giacobini non sarebbero stati in grado di inscenare una simile rivoluzione e di così grande portata. Palazzo Eliseo sorgeva sopra un Borgo (i borghesi) con un’ampia strada centrale che portava fino all’uscita verso le Porte della città. Di mattina presto, il portone veniva aperto e, su quella strada, avveniva il mercato di merci varie per l’approvvigionamento e funzionalità della città di Parigi.
E’ arcinoto che la dove c’è il Mercato, i cosmopoliti razzolano per il monopolio di tutte le merci per poi distribuirle per la città variegando i prezzi asseconda delle opportunità. Nasce il monopolio etnico e con esso una robusta economia in mano a pochi. E’ arcinoto anche che, la Francia aveva i suoi confini sconfinati fino in America e il re Sole solea dire per quella questione geografica estesa: “Sul mio Mondo non tramonta mai il sole”, quindi neanche il cibo.
Che sia stato il Palazzo Eliseo la sede ideale di cospirazione giacobina fin dalla nascita e organizzatrice di lobby commerciali dei discendenti del culto del profeta Eliseo?
Vediamolo.
Nel lessico francese i campi Elisèe e il profeta Elisèe si scrivono e pronunciano allo steso modo. Sfido chiunque riconoscere tra i due “Élisée et Élisèe” dove si nasconda il Profeta.
Si narra che il giovane Eliseo fu trovato nel suo Campo arandolo alla guida di una nutrita muta di buoi. Elia il profeta passando, lo spronò a seguirlo scegliendolo quale suo allievo e successore, appunto: Campo di Eliseo, un campo ostile alla coltivazione. ecc.
Da Wikipedia France:
Élisée (hébreu : אלישע ; arabe : اليسع) Élisée est un prophète de l’Ancien Testament dont l’activité est edécrite dans le deuxième livre des Rois. Son nom vient de l’hébreu El Yasa que l’on peut traduire par Dieu a aidé. À une époque troublée où les rois d’Israël successeurs de Salomon s’adonnaient à l’idolâtrie et à la débauche, Élie et Élisée ne cessaient de rappeler à ces derniers qu’ils devaient se détourner des divinités étrangères, Baal et Astarté, et retourner au culte du seul vrai Dieu. Il est fêté le 14 juin
traduzione:
Eliseo (ebraico: אלישע; arabo: اليسع) è un profeta dell’Antico Testamento la cui attività è descritta nel secondo libro dei Re. Il suo nome deriva dall’ebraico El Yasa che può essere tradotto da “Dio aiutato”. In un momento travagliato in cui i re di Israele, successori di Salomone, si abbandonarono all’idolatria e alla dissolutezza, Elia ed Eliseo continuarono a ricordare loro che avrebbero dovuto allontanarsi dalle divinità straniere (pagane), Baal e Astarte, e tornare al culto dell’unico vero Dio. Eliseo si celebra il 14 giugno.

La traduzione presenta un difetto di forma sui tempi di adorazione del Vitello d’Oro, cosmologia già sistemata da Mosè nei confronti del fratello Aaron fondendo il Vitello a favore della conia monetaria, imponendo le tasse su tutto.
Tornando al Palazzo Eliseo, pochi storici si accorsero sulla manipolazione segreta e sostituzione d’intenti nel quale finirono i nobili Campi Elisi in ciò che è l’attuale Palazzo Eliseo, oggi sede del Presidente della Repubblica di Francia. La Repubblica divenne un modello sociale laddove i cosmopoliti vincenti governavano. La loro organizzazione sociale prenderà il nome politico di Partito Repubblicano.

Il primo Presidente della Repubblica francese a prendere dimora fissa nel 1874 a Palazzo di Eliseo fu M. Mac Mahon, Gran Generale del Risorgi-mento italiano, di stampo repub-blicano, diventato poi Maresciallo di Francia che a seguito della caduta del secondo impero divenne prescelto quale Presidente della Terza Repubblica francese, proclamata il 30 gennaio 1875.
Il Risorgimento italiano diretto dal Generale Mac Mahon, fu una manovra militare di successo che mette in luce però la matrice di quella strana rivoluzione italiana presentandoci il nostro Generale come un Gran Massone Cosmopolita. (altro argomento)
Palazzo Eliseo da Wikipedia:
Imponente dimora signorile, sorse fra le modeste botteghe del sobborgo (faubourg) Saint-Honoré. Venne edificato dall’architetto Armand-Claude Mollet fra il 1718 e il 1720 per Louis Henri de La Tour d’Auvergne, conte d’Évreux. Il complesso venne concepito, secondo il gusto del tempo, sul tipico impianto dell’Hôtel particulier: palazzo inserito lungo un asse trasversale dove sul davanti si apre la corte d’onore e, dietro, i giardini. Ne rappresenta uno dei migliori esempi.
Patrizio M. Mac Mahon duca di Magenta e Maresciallo di Francia poi, nel 1874 in una Francia caotica che si stava normalizzando divenne Presidente. Da quel momento in poi, la Francia si ammanterà di oscure trame internazionali alleandosi agli Stati Uniti d’America tramando contro tutte le Corone europee da scalzare. L’Arte diverrà un mantello floreale da dove tramare una futura Europa da conquistare; da qui hanno radici le Avanguardie artistiche francesi, avanguardisti che in nome dell’arte facevano valere il diritto di sconfinare in altri Stati usando linguaggi criptati dentro l’Arte.
Da quel momento cominciarono in Francia le prime timidi operazioni “Anti Arte” sostituite i tradizionali decoratori figurativi per dare spazio agli imbianchini dalle tinte monocromo piatte, le operazioni di messa al bando del paganesimo e per l’ennesima volta da parte del sistema monoteista biblico diede il via a quel lungo processo mimetico di smantellamento della figura umana e animali, possessori di anima e quindi di sentimenti per far posto alla disintegrazione pittorica a favore della geometrica decorativa piana o astratta futura. Con la retorica dei nuovi filosofi sostenitori della logica pura, cominciava a farsi strada in Parigi la Seconda Repubblica, Parigi fu sottoposta a una forzata modernizzazione da reggia Città Stato Borghese, dove vigila la proprietà privata esentasse. L’adesione fu totale come anche l’illusione. Nel frattempo s’impose il modello industriale, sistema dai grandi numeri e prodotti innovati. Nasce una città moderna fatta di grandi viali, amplissime piazze esaltate da monumenti in centro, punto di incrocio di molte strade.

Foto: Arco del Trionfo e Champs Elisèè
Espandendosi le città a dismisura, furono abbattute le mura di cinta e le Porte doganali difensive d’entrata, diventarono Monimenti storici e crocivie in tutte le città d’europa
La pittura classica del tardo Ottocento, attraverso una congrega di allievi cosmopoliti che occuparono lentamente la direzione delle Accademie d’Arte a Parigi avviarono quel processo di astrazione rappresentativa composta da solo oggetti quotidiani (e nature morte) o figure ridondanti piane, dando la preferenza alla linee geometriche e filiformi (Art Nouveau e Liberty). Le Avanguardie più avanti, consolidatesi, bandiranno dai loro Manifesti dogmatici l’ipnotica “Grazia Femminile” svuotandola delle ridondanti superfici carnali preferendole in figure piane sempre più invisibili, eteree femminilità, in favore di una donna Borghese composta a mo di manichino come le mode dettano, inneggiando la propria sartoria mentre stava avanzando il fatidico giorno in cui i Manifesti artistici bandirono ufficialmente la donna romantica a favore di una donna rilegata e imbruttita addetta alla produzione industriale in vista delle mattanze belliche in cantiere che essi stavano progettando.
Ma la Rivoluzione francese cosmopolita, che si era monopolizzata l’intera filiera produttiva e politica dello stato, non volle dividere la torta (come promesso) col i volghi lavoratori suoi. La Borghesia aveva generato promesse piene di speranze ma mai mantenute. I Borghesi, con l’inganno avevano seminato qualcosa che gli si rivolterà contro: il Socialismo e con esso il primo vessillo rosso nato in Francia: la Bandiera Rossa.
continua: Sindrome giacobina (2/2)
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