Lee Miller

LEE MILLER: Modella e Fotografa

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Modella e Fotografa di Moda

Elizabeth “Lee” Miller, Lady Penrose  (Poughkeepsie 23-Aprile_1907 – Chiddingly, 21 luglio 1977),  è stata una modella, una fotografa e fotoreporter di guerra degli Stati Uniti.

Chiunque, in grado di guardare una figura impressa in una fotografia s’accorge dallo sguardo di questa modella che qualcosa non sta andando per il verso giusto e che il soggetto non sa nascondere. L’immagine sprigiona qualcosa di molto profondo come chi è punita ingiustamente da Fato per un destino che  mal sopporta non sentendolo meritato. Quella lunga attesa nei suoi occhi, presente in tutte le immagini e che la ritraggono è lo stato di “rassegnazione”. Lee Miller è portatrice di un male oscuro quanto palese: un’infezione di “gonorrea” , microbo minore del ceppo della sifilide, male contratto da bambina durante una violenza carnale subita da un marinaio – sostiene il padre – male che le impedirà di avere normali rapporti sessuali vivendo in castità. Ciò è l’origine della sua mancata felicità nel suo sguardo.

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La famiglia di Lee Miller è di origine ebrea, composta dal padre Theodore, ingegnere, inventore e uomo d’affari di origine tedesca e dalla madre Florence Miller nata MacDonald, di origine canadese, scozzese ed irlandese; dal fratello minore Erik e dal fratello maggiore John. 
Lee era la figlia preferita del padre. Egli si dilettava con la fotografia amatoriale insegnando tutto sulle tecniche fotografiche ai propri figli quando erano ancora piccoli. Lee Miller oltre ad esserle allieva, fu del padre la modella preferita  che la ritraeva spesso nelle sue fotografie ” stereoscopiche”.


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In tutte le immagini dove ella posa solitaria, il suo sguardo si abbandona in un limbo ove cerca la causa del proprio peccato originale a motivo  del suo male nascosto. I Psicologi analisti sforneranno  molteplici soluzioni immaginarie per lei ma senza risultati, in quanto, la psicanalisi di quegli anni era ancora una materia sconosciuta in fase primordiale. Ma il male oscuro di Lee Miller non era psicologico ma  di  natura batteriologica e inguaribile ai tempi. Oggi è divenuta una malattia curabile. Solo negli anni cinquanta, l’avvento dell’antibiotico metterà fine al suo disturbo fisiologico e dell’anima diventando anche madre.
Nel frattempo non potendo donare niente di proprio ad un amore etero, Man Ray rimase fulminato la prima volta che la vide in scena da modella. Egli s’innamorò perdutamente di Lee Miller, perdendoci la testa Saputo della tragedia non potendola amare, l’avviò delicatamente ad accettare amorini saffici  ai quali aderì svogliatamente.  Dopo tutto, non aveva scelta: la malattia era incurabile e i lamenti e pianti per bruciore durante al toilette mettevano in chiaro la sorte sessuale di Lee Miller. Eppure Man Ray la volle sempre vicina per quella sua delicatezza e femminilità, arte che seppe ammaliare i colleghi artisti dell’avanguardia francese,  ignari della tragedia, amandola per quel portamento divino, statuale e di bella presenza.


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Analizzare l’Arte di Lee Miller, ci obbliga ad andare lontano, e più ci allontaniamo dal punto di partenza  più la Macchina del Tempo (la Storia), ci conduce verso le responsabilità del Padre, sospettato di essere l’ipotetico violentatore iniziale,(soffrivano dello stesso male). Tutto ciò poco interessa per tracciare un profilo chiaro della nostra artista,  ma andando oltre il consentito, oltre il privato, su Theodore Miller padre, la ricerca ci porterà ai limiti di un reato politico di fine ottocento.

Trasferendoci negli anni in cui T. Miller era ancora giornalista, egli venne  coinvolto quale testimone diretto di  un sacrilegio politico avvenuto negli Stati Uniti nel quale, forti sospetti lo vedono tra gli indiziati ma che, grazie alla sua testimonianza di giornalista  depistò dai fatti la pubblica opinione americana. Tutto ciò meriterebbe un capitolo che verrà svolto più avanti, un indagine che si presenta difficile perché impossibilitato ad andare oltreoceano. Ci affideremo ad internet .


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Tornando alla delicata figura di Lee, ignara e lontana dai sospetti accennati, la vita artistica della modella fotografa e promotrice dei cambiamenti del costume femminile americano (Moda), fu tutto sommato un’avventura scontata, borghese e poco interessante, fino a quando, “sulla strada che porta Damasco” incontrò quel bell’imbusto di Man Ray, che narrandole il pensiero avanzato di Parigi, capitale delle arti e mode le introdurrà nella macchina delle Avanguardie , promotori di nuovi modelli di pensiero e comportamento. Lee  lo inseguì in Europa. Aggiornandosi spogliandosi del provincialismo americano e una volta acquisiti i principi generali della cultura europea,  applicò alla lettera, negli Stati Uniti, quel nuovo modo di pensare, creare, fare Arte e Moda in modo propositivo, contribuendo ad elevare di grado la Moda americana fino a diventare questa, propositiva attraverso  il cinema, arte che seppe conquistare le sale cinematografiche mondiali.


 

Arruolata da Man Ray come spia e poi reporter di guerra per la futura Nato, presterà servizio in Europa attraversandola sotto le bombe per conto dell’esercito degli Stati Uniti. Diventerà la prima e forse l’unica americana reporter con le credenziali di guerra. Dopo aver visto, fotografato e testimone il pessimo risultato degli ideali di gioventù per la nascita un mondo migliore (Israele), vederselo in diretta sfociare in quel grande macello di carne umana senza fine, tragedia organizzata dai suoi dirigenti politici americani, cadde in una profonda “crisi depressiva”. Cominciò a rifiutare l’organizzazione cui ebbe aderito con entusiasmo, crisi che colpirà altri agenti segreti ebrei che si dissoceranno dalla grande direzione ebraica mondiale: i Cosmopoliti. Alcuni si convertirono ad altre religioni, ma per tali scelte verranno  puniti dalla stessa macchina infernale misteriosa che li costituì e che infine li scomunicò, altri invece, diventeranno cimeli di guerra e cimeli d’arte del “raggiro”, diventando ricchi e fmosi

LEE MILLER

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                    Lee Miller Penrose

“ready made” – La mossa invisibile.

La Mossa invisibile”

il ready made

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Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano, raccomandano e insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una lunga ricerca sull’artista, è possibile scoprire narrativa dell’artista, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, nel raccontare di lui si sanno le stesse medesime cose.

Ciò che spicca maggiormente, e che tutti ripetono di lui, sono le stesse nozioni identiche fino alla nausea. Il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come “Grande artista e inventore dell’arte moderna. Ma per me, che ho conseguito gli studi d’arte presso una nota accademia artistica italiana, la cosa non mi ha mai convinto abbastanza, credo nemmeno l’accademia stessa, ma venivo catalogato dalla mia insegnante un scettico in Arte.

“Scettico” all’ora, era offensivo per me, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Duchamp era la paladina innamorata in quanto, se mai fosse venuta a conoscenza sulle mie intuizioni, le sarebbe caduto addosso l’intero impalcature che aveva appreso presso l’Università Statale di Milano che di Lauro le aveva cinto il capo.

Per chi come me non dotto, conveniva tacere o ingoiare, ma i suoi bocconi li ritenni amari e indigesti ripromettendo a me stesso un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma per capire perché Perseo una volta asservito la Vergine, riavvolta la matassa decise di esiliare Arianna su di un isola infelice dopo che l’ebbe abusata.

Qui nasce l’idea di FiloRossoArte. Ispettore d’arte e politica europea che cerca di ricucire i tessuti stracciati di un Europa delle Nazioni, bistrattata e dimenticata. Nel frattempo questa indagine ebbe una battuta d’arresto allontanandomi dal mondo dell’Arte fino al fatidico 1991 quando mi apparve la “Mossa Invisibile” che Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel  Grande Vetro senza mai riuscirci.

Il suo superiore e Maestro, lo aveva avvertito che certe profezie l’artista non le avrebbe mai viste neanche dopo la morte e oltre. Quel poeta chi era? Dove si nascondeva? Dove era possibile raggiungerlo per interrogarlo?

Duchamp, pittore stratega , perché ad un certo punto della sua vita carriera decise si servire la Patria con l’Arte, non come arma di difesa, ma d’offesa.

E’ risaputo che i militari hanno da sempre utilizzato l’Arte come arma “offensiva”, arte che si è sempre prestata per far passare codici cifrati. Già i poeti in passato furono arruolati mettendoci in guardia attraverso altri codici cifrati mimetizzati nelle opere stesse, sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti, le eventuali responsabilità da imputare ai mandanti.

“E’ per una ragione di stato” si diceva allora e adesso, ma, mai è trapelato dalla Storia una sola chiave di lettura per interpretare o decodificare tali messaggi sublimati.

Poi, si cimentò anche la letteratura a raffinare l’arte bellica alleggerendo le responsabilità alla pittura nel rappresentare eventi complessi.

Fare un ritratto di un Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano responsabile, o altro ancora che governasse il paese, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso nemico e quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti” fare molteplici copie del volto dei sovrani, castellani, cortigiane ecc. da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta. Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere veritiere le opere ci voleva un Ordine segreto degli Artisti capace di passare i ritratti originali. Ci volevano dei Giurati integerrimo: i Massoni

Sto parlando di tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa; avvenuta poi, spostando l’interesse strategico verso comunicazioni sublimate circoscritte in nuovi modi di fare arte.

Quindi l’Arte moderna aveva bisogno di nuovi stili per meglio mimetizzare le informazioni sublimate, e, l’economia moderna, mise i suoi occhi sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i piani eversivi in materia di finanziamenti occulti, illegali.

Con le Avanguardie (Picasso) il quadro divenne Ricevuta Bancaria al portatore. L’acquirente in tale modo poteva finanziare illegalmente manovre economiche e industriali di ampia portata eludendo sia le banche che l’Intendenza di Finanza dei vari stati. In Francia la cosa fu possibile in quanto, dentro all’Intendenza di Finanza si nascondeva il Regista assoluto sugli spostamenti Capitali.: Il Poeta.

Uno degli artisti vicini a Duchamp, poeta pure lui, in un momento di delirio di droga e alcol – che spesso assumeva e poi frequentemente- in quel momento di concitazione psichica svelò il nome. Da quel momento, tutte le mosse invisibili delle Avanguardie divennero visibili. Il poeta nascosto presso la Finanza aveva la chiave di lettura di tutte le opere delle Avanguardie di fine ‘800 e inizio ‘900, correnti artistiche che in Francia teneva sotto stretto controllo. Nelle sue opere poetiche, si possono riconoscere tutte le chiavi d’interpretazione e nascita delle idee dell’Arte Moderna.

La “mossa visibile” di Andre’ Breton svelò l’Invisibile.

Morto l’Invisibile, M. Duchamp crollò psicologicamente ritirandosi dall’Arte. Il Grande Vetro dettatogli dall’Invisibile restò per Duchamp un “enigma insoluto”. Fu la mossa dentro la quale c’era la mossa delle mosse, la “più invisibile” e segreta, mossa futura che lui stesso non avrebbe mai comunicato ai suoi superiori perché incomprensibile per se stesso, scervellandosi tutta la vita, non venendo mai a capo di nulla.

“Jole, mia cara Jole, peccato che sei deceduta prematuramente, te l’avrei svelata.


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Underwood: Ready Made (1/2)

Questa prima  pagina 1/2 è delicata alla narrazione della “metamorfosi” artistico industriale dei primi novecento che ci porterà piano nel tempo ad a un “calcolatore proibito” italiano. Qui viene svolta la prima fase sull’indagine “arte e spionaggio” e più avanti, il significato che assumerà l’opera “Grande Vetro” di Marcel Duchamp.
L’Olivetti Spa e l’Itala , in quell’opera artistica avranno un  ruolo importante e  determinante, subendo per castigo la nazione dalla macchina repressiva giudiziaria  italiana (Mani Pulite),  la morte della Politica parlamentare italiana della Prima Repubblica.

Underwood

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La storia del ready made “Underwood”, per noi italiani fu l’inizio di una grande avventura durata un secolo, aprendo in tale occasione una superba  azienda italiana di macchine da scrivere e calcolatori: la Olivetti Spa di Ivrea-To. La Olivetti Spa ha esportato per decenni i propri prodotti sui mercati mondiali con grande successo ee interesse al notro prodotto sempre innovativo. Seguirà un declino forzoso ad opera delle concorrenti americane che vedevano nell’ Olivetti una azienda privata troppo avanti nel campo dei grandi calcolatori elettronici gestionali, avvertendola  come una potenziale e preoccupante  rivale politico-sociale e commerciale.
Fu tale la preoccupazione americana da chiederne il veto al Governo Italiano considerato da loro, “prigioniero di guerra” richiamandoci all’obbedienza. I reparto di eletronica per calcolatori fu espropriato attraverso lo struzionismo delle banchee affiliate alla Banca Mondiale d’America, esportando  interi reparti dall’ Olivettii, reparti strategici commerciali potenzialmente militari impiegati nella riscerca di applicazioni  elettroniche. Ma un calcolatore di quelli maii sequestrati Elea 9003.
Per un atto di disobbedienza verso la NATO (sgarbo), ovvero, l’aver venduto quel grande calcolatore all’Iraq, l”Olivetti fu costretta a chiudere definitivamente i battenti in quanto ritenuta dalla Nato: “fabbrica inquinata” di socialismo.


Torniamo al readymade in questione:

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La Underwood alla fine dell’ottocento era una fabbrica americana costruttrice di macchine da scrivere con  un vasto indotto per accessori compatibili come i ricambi per se  e  altre marche concorrenti.
Nell’anno 1905, in occasione della guerra Russia/Giappone verrà precelta come fabbrica per la produzione e fornitura della Difesa Americana.

La strategia di nascondere dentro innocenti aziende la produzione strategico militare è una prassi ancora in voga oggi in tutti gli stati del mondo che hanno una Difesa propria e un sistema militare offensivo.

Nel 1904 Underwood si aggiudicherà le forniture  ufficiali di munizioni  agli Stati Uniti d’America prossimamente impegnate  in guerre, trasformandosi segretamente da azienda commerciale ad “azienda strategica” impegnandosi nelle avventure belliche americane e produrre munizioni, apparecchiature “sensibili” e altro ancora. Underwood diviene una  industria trasformata anche in produttrice di piccole parti meccaniche di fucili  a ripetizione come la “Mitragliatrice” , arma segretissima a quei tempi, arma di “distruzione di massa”, che verrà data in dotazione all’esercito giapponese alleatosi con gli  USA per portare a termine il piano – mai dichiarato ufficialmente sulla conquista della Russia. Lo svolgimento delle indagini belliche del 1905, sveleranno gli indizi provatòri verso gli Stati Uniti d’America nella figura del banchiere ebreo-tedesco Jacob Schiff, naturalizzato cittadino americano con prestiti pari a 200 milioni di dollari di allora, come reazione ai “Pogrom” russi contro gli ebrei arrestati in Russia per disordini sovversivi e  allontanati dalle frontiere con l’Europa indebolendo le trame anti zariste.  Uunendo le sinergie  interne russo/ebraiche con la guerra giapponese alla presa del potere, scattò la macchina da guerra in quello che diventera per la storia la Guerra Russo/Giappone del 1905.
Quel “prestito” Shiff attrasse l’attenzione di tutto il mondo politico e capoitalista occidentale  ed ebbe conseguenze di gran rilievo: il Giappone vinse la guerra grazie all’acquisto di armi e munizioni e l’acquisto di navi da guerra miderne dall’inghilterra.. Alcuni leader giapponesi lo interpretarono come una “Giustta Alleanza” a dimostrazione del potere degli ebrei di possedere in breve tempo tutto il mondo.

Grtazie al readymade “Underwood”  scopriremo essere tale opera d’arte un comando politico/militare  in codice ben mimetizzato, usato come informazione militare agli Agenti segreti ebreo-europei travestiti da “artisti” ,  responsabili ogniuno delle loro ” correnti” d’arte e gli attivisti che sotto mentite spoglie di Arte non se ne intendevano.
Con Underwood e altri readymade a seguire, Duchamp avvertiva le centrali operative europee sullo svolgimento delle forniture  belliche e i relativi piani di rifornimento.

Oltre le Mitragliatrici (Macina Caffè),  nel contempo le Università di ingegneria americane portavano a termine la pistola a colpi in ripetizione (Colt), ma anche i primi fucili semiautomatici, e  nuovi detonatori. Le Acciaierie finanzziatriici ddelle correnti artistico/militari, portavano avanti anche le grandi  costruzioni marziali moderne,  cannoni, motori diesel eliche, turbine ecc.. Chiunque ne richiedesse la licenza d’uso o di costruzione, oltre a pagare le royalti alle Università inventrici (arricchendole), trasformavano con tali prodotti i prorpi eserciti, e  le Università americcane divennero dei veri e propri  potentati  Finanziari occulti, ma elargivano invenzioni se il cliente  sottoscriveva ol “Patto all’Alleanza”.

Royalty: “Nel linguaggio internazionale, è una parte dell’aliquota di prodotto lordo che le società concessionarie  si impegna a corrispondere al concedente in sostituzione o a fianco degli utili netti.”

Proseguendo la narrazione, in materia di polvere da sparo, il famoso Alfred Nobel (ebreo),  fondatore del  prestigioso Premio Internazionale al quale accedono solo gli affiliati o i sostenitori esterni “alla causa”, in quegli anni in America Nobel brevettava la nuova polvere da sparo che, a differenza della “pirite nera” ottocentesca, questa nello sparo non oscurava la visuale dei fucilieri che potevano in questo modo sparare il colpo successivo sull’avversario centrandolo in pieno e senza aspettare i tradizionali tempi morti di snebbiamento dei fumi neri della pirite e ricarica del colpo in canna . La nuova  polvere da sparo dai fumi trasparenti di Novel determonò l’esito vioncente di  molte battaglie e guerre agli USA.

Dopo il successo bellico del Giappone contro la Russia dello Zar in Cina e la conseguente disfatta dei gruppi golpisti cosmopiliti contro lo Zar, in vista della rivincita e del “boccone” facile europeo aii danni degli eserciti retrogradi delle fragili monarchia da conquistare, agli USA abbisognava di produrre in grandissima quantità di munizioni in vista della conquista dell’Europa intera, e quindi,  ai bandi di forniture dell’Esercito Americano parteciparono molte aziende meccaniche private “consorelle”.

Underwood vide rinnovata la fiducia di fornitore d’armi  portando  a casa un altra grossa commessa, commessa talmnte grande da sospendere la produzione di macchine da scrivere dandole in concessioone a terzi.  Quel readymade di Marcel Duchamp fu dall’artista rivolto agli industriali e artisti cosmopoliti europei, allertandoli dela guerra imminente senza farsi notare dall’esercito francese e tedesco.  Ma la Grande Guerrafu una disfatta economica per gli stati belligeranti trovandosi  indebitati fortemente con gli “Alleati Americani”  spendendo piu del dovito per accedere alle armi  moderne a ripetizione come tutte le costose munizioni prodotte.

Prima dello scoppio della grande guerra questi erano gli eserciti  precostituiti dentro l’Alleanza. Li ritroveremo tutti “uniti”  contro la Russia in ben due guerre consecutive.

Troops_of_the_Eight_nations_alliance_1900Fanti: Inghilterra, America, Canada, India, Germania, Francia, Austria, Italia, Giappone.
1900

READYMADE è Arte o non Arte?

La produzione artistica di Marcel Duchamp fu particolarmente bassa in quanto, come artista “Porta Ordini”, per essere credibile e autorevole, le sue opere  dovevano allertare solo novità  militari e industriali ai guerrafondai associati europei. Le sue opere dovevano essere uniche, chiare e  prive di valore. Una volta recepite, dovevano essere distrutte per non essere identificabili come prove spionistiche, di modo che, esse postessero eludere la sorveglianza dei Sevizi Segreti militari degli stati accerchiatiti, oppure, tali opere  dovevano essere percepite come Opere d’Arte, non “Cimeli di Guerra”.

La tattica era:  creare una  “mossa” che nascondesse l’ordine “invisibile”, una volta fotografata, editata sulle riviste d’arte, poi veniva alloggiata negli archivi fotografici dei  servizi segreti americani, archivi diretti dai registi geopolitici nel mondo artistico europeo. Tale archivio –  di opere-cimeli europee – era diretto da Man Ray e Alfred Stieglitz. Le centrali erano mimetizzate in gallerie d’arte, riviste di moda,  biblioteche geopolitiche e geografiche  ecc.

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“DADA” : VENDETTA

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Titolo: “Sacrilegio DADA”

“L’immagine raffigura la bella granduchessa fanciulla, Anastasija Nikolaevna Romanova candidata a diventare la Zarina di Russia, barbaramente trucidata da un complotto Dadaista Aschenazita  fucilata con l’intera sua famiglia reale : Zar Nicola II Romanov.”

DADA o Dadaismo è una tendenza culturale nata a Zurigo-Svizzera durante i motti della Grande Guerra 1914/18. Tale corrente si sviluppò tra il 1916/20. La loro sede logistica fu il Cabaret Voltair in Zurigo. La Svizzera un giorno dovrà svuotare il sacco e narrare molte malefatte proprie come le convivenze e i finanziamenti ai danni dell’Europa nel 1900.

Chi erano i DADA e cosa significava quel nome?


Tutti gli “adepti artisti” del gruppo DADA si sono sempre preoccupati di nascondere l’origine del nome tergiversando volutamente in giustificazioni non appropriate, altrimenti, veniva a meno la copertura artistica di cui godevano in quanto, tra loro, non c’era un solo artista  capace di fare un cerchio con la matita. Bisognava tenerlo nascosto.

Dada era un gruppo di insurrezionalisti e quindi si comportavano come tali o come tutte le Avanguardie di un qualsiasi esercito irregolare, il loro compito era tramare. Ma se erano delle avanguardie militari e militanti, e ritenendosi internazionalisti, per conto di quale esercito esercitavano l’ opera di penetrazione internazionale?

Su DADA ne hanno dette di ogni e ancor più sull’origine della parola stessa: ad esempio, sorteggiato dal vocabolario, cavallucci, giocattoli, parola russa e rumena (da-da = si-si) ecc.

La voce ufficiale di Wikypedia cosi descrive la sua nascita:  L’origine della parola Dada non è chiara; esistono varie interpretazioni e vari fatti collegati con la scelta del nome. Tristan Tzara definì il termine come un “non senso”. Hans Richter ne sostiene la derivazione dall’uso frequente della parola da (sì in russo e rumeno). Domenique Noguez, docente di Estetica della letteratura e del cinema alla Sorbona ipotizzò che l’origine del   termine fosse in rapporto con in russo Lenin  (incluso a Tzara e JamesJoyce in Travesties di Tom Stoppard) in quanto probabile frequentatore del Cabaret Voltaire. In ogni caso, volendolo tradurre letteralmente, in russo significa due volte sì; in tedesco due volte là; in italiano e francese costituisce una delle prime parole che i bambini pronunciano, e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone.

La versione ufficiale purtroppo non è mai stata scandagliata a fondo come si doveva, in quanto, mancava in quella “rosa di nomi”  quello più inquietante, quello del progettista e fondatore del dadaismo: Marcel Duchamp, il giocatore dalle “mosse invisibili”. 

Ora, gli storici dell’arte devono avere la cortezza di aprire il loro sapere in materia di Marcel Duchamp e seguire attentamente lo sviluppo delle indagini in corso. La versione ufficiale del nome DADA resterà tale fini allo svolgimento totale del tema d’Arte delle Avanguardie, assumendo pian piano tutta la tragicità che la Storia extra artistica ci svelerà dentro le pagine insanguinate della politica europea del XX secolo. Dada e il suono della mitragliatrice,  segreta arma di distruzione di massa americana.

DADA! DADADA DADADA DADADADADADADA

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PRIMA E DOPO

Hunt for missing Romanov treasures

Le armi del plotone:

una  Browning M1900  fabbricazione americana
una Browning  M1906, fabbricazione americana
due Colt M1911, fabbricazione americana
due Mauser C96, fabbricazione tedesca
una Smith & Wesson  fabbricazione americana
sette Nagant M1895 di fabbricazione belga e russa (7…?)

Le pistole utilizzate sono tutte di fabbriche di noti  Cosmopoliti Occidentali. I colpi sparati in basso denotano che i prigionieri venivano decimati in ginocchio o finiti brutalmente mentre si accasciavano moribondi infierendo brutalmente. La matrice di queste fucilazioni non sono di stile militare ma malavitosa o gangster.
A giudicare dallo sbriciolamento del muro non è possibile quantificare il numero dei caricatori utilizzati. Dalle impronte lasciate sul muro non sono da escludere anche i fucili. Quella stanza ha tutti i segnali di essere stata una camera della morte utilizzata per diverse fucilazioni a seguire.

Si narra

Le istruzioni erano di parcheggiare il più possibile nei pressi dell’entrata del piano seminterrato della struttura e di mantenere acceso il motore così da mascherare ulteriormente il suono degli spari. Jurovskij e Pavel Medvedev raccolsero 14 pistole da usare quella notte, comprese.
La notte tra il 16 e il 17 luglio, alle 11 di sera, Jurovskij chiamò il suo assistente Medvedev e gli diede le seguenti disposizioni: “raccogliere 11 revolver dai soldati della casa; avvisare il corpo di guardia della casa di non allarmarsi, se avesse udito degli spari.”

continua:


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DADA

Processo all’Arte delle Avanguardie

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati delle Avanguardie alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi fu l’epicentro europeo di un vasto movimento artistico  improvvisato ed esercitato da manigoldi, faccendieri di ogni specie,  cosmopoliti, invalidi e falliti di ogni specie sorta,  come di intellettuali,  agenti segreti, finanzieri, reduci della fallita “rivoluzione” del 1905 in Russia e Finlandia. La Finlandia fu conquistata in breve tempo, la Russia no.

Le traccie degli organizzatori franco/angloamericani sparirono e poco ci rimase di credibile a disposizione tra le pagine di storia al fine di  ricostruire fatti e misfatti.
I dispacci militari russi furono distrutti in  gran parte nel successivo Colpo di Stato del 1917 conosciuto alla Storia come “La Rivoluzione russa del 1917”

Chi meglio dell’Arte attraverso le sue opere riuscirebbe ricostruire e raccontarci meglio gli eventi rivelando i segretati passaggi politici nascosti di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quegli sbandati senza paga, cibo e tetto, tentarono attraverso l’Arte di riorganizzare le fila per il successivo tentativo di “Colpo di Stato”; colpo più mirato, più decisivo, che culminerà nell’Ottobre del 1917.

Quell’anno, quel mese  e in quella data, l’orologio cosmico segna l’apertura di una epoca bellica tra due forze antagoniste per la gestione del pianeta dando un imprinting sociale culturale e politico che durerà per 100 anni e più: Il Capitalismo e il Comunismo.

A tagliare di netto i tempi cosmici espansivi del Capitalismo, si opporrà il Comunismo, una disciplina sociale e gestionale capace di auto-sostenersi senza l’uso del Danaro (il Capitale)
Quell’insurrezione pilotata,  dalla Storia verrà ricordata come la “Rivoluzione  d’Ottobre”; culminerà con l’arresto  dell’Imperatore Nicola II Romanov, fucilato con l’intera famiglia (minori compresi).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora veggenti e reggenti: i Sovrani di Spagna, d’Italia, D’Inghilterra (gia sotto scacco) e altre case reali minori le quali, molte si assoggetteranno per timore e prudenza sotto il controllo dei segretissimi Cosmopolita imperanti nelle industrie e finanze di tutto il mondo.  Nel settecento, era nata una nuova monarchia sotto l’effigia di “Borghesia” che si rivelerà vincente a livello planetario. Ma….

I sovrani d’Italia e Spagna, godendo della protezione della Chiesa Cattolica Romana  entità politica /religiosa che possiede un impero troppo vasto da sottomettere , e proprietario di quasi la totalità delle anime cristiane nel mondo occidentale e Americane.  

Ufficialmente, in Russia, in quell’Ottobre, le perdite umane dei rivoltosi raggiungeranno la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese camuffata socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi reali.

Che centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo FiloRossoArt vi aiuterà a ricostruire la storia negata all’Europa presentandola sotto una nuova lettura rivoluzionaria.


NB:
FiloRossoArt non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non si può quindi considerare un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7-03-2001] .
Filorosso è un deposito di analisi e ricerche nel campo dell’Arte ristrette alle Avanguardie del Novecento. Tutto ciò che è riportato, sono frutto di ricerche confutate  ed estratte a partire dalle “Biografie di Tutti” (gli Artisti) di Gertrude Stein, agente segreto degli Stati Uniti d’America in servizio a Parigi dal 1906 la quale ci racconta tutto sulle malefatte di chi “non artista”(come lei)  ha utilizzato l’Arte per altri scopi e fini.


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(DADA)

Gertrude Stein e Alice Toklas, le 2 “spie”

I Reduci, gli artisti e le spie

Ogni guerra produce i suoi veterani, reduci o sbandati che siano:

Non avvezzi a contrarre nozze né ad allevare figliuoli, essi lasciavano le case vuote e senza prole»
Tacito, Annales, XIV, 27,2:

1905

Parigi divenne il serbatoio più grande d’Europa nel dare asilo a sbandati , reduci  e perdenti della “Campagna di Russia 1905” , esercito civile di volontari partito baldanzoso per realizzare un sogno di conquista a proprie spese in Russia. “Un boccone facile” dicevano…

Le operazioni rivoluzionarie se non sono supportate da una forza governativa straniera non potranno mai avere la meglio, quindi, la comunità massonica francese, partita per la Rivoluzione di Russia, torna perdente e squattrinata e la “patria” li accoglie reduci.

Di ritorno, gli agitatori ebbero bisogno non solo di riorganizzare le proprie fila e lo spirito belligerante distrutto, ma di in supporto economico e di chi se ne facesse carico. Lo stato di Francia, ufficialmente se la defilò lavandosene le mani. La Francia non voleva essere politicamente compromessa. Per evitare lo scandalo diplomatico di aggressore lascerà gestire tale impresa a carico totale della comunità massonica internazionale: i Cosmopoliti.

Poiché gli Stati Uniti erano i diretti responsabili della guerra del 1905, l’amministrazione americana dovette farsi carico degli aiuti umanitari, e, quando si programmano gli  aiuti, l’esperienza insegna che,  è bene consegnarli  a mano dal proprio personale di fiducia.

Per gli Stati Uniti d’America, quella mezza vittoria e mezza sconfitta in Russia, non gli bastava, quindi pensò di riorganizzare le fila e preparare un’ulteriore attacco  allo Zar usando la super collaudata mascherata: “Rivoluzione! Libertà! Democrazia!”

Il piano stavolta doveva essere più ambito. Si trattava di immigrare uomini straordinari russi, forniti dalla massoneria espulsa da rieducare con una serie di Conferenze e rispedirli ai paesi di origine in quanto, se l’agente spia parla bene la propria lingua e con accento originale diventa più difficile identificarla come agente ostile.

Questo modello americano spionistico multirazziale oggi e  diventando universale in tutti gli stati alleati aprendo i confini alle giovani generazioni straniere da specializzare a diverse discipline e rimandarle nei rispettivi paesi d’origine per la resa del potere  consolidandoli nelle future alleanze.  Dietro la parola democrazia in verità si nasconde da sempre la vecchia strategia greco-romana di utilizzare i prigionieri di guerra, rieducarti da riportare nei paesi d’origine sotto forma di Avanguardie. Creata la finta  maggioranza, saranno i cannoni ad imporsi, Seguiranno elezioni  fittizie,  l’importate è che gli “eletti” siano belli, e graziosi, bene educati e vestiti bene per essere credibili.

Come Pericle il greco che per magnificare la Grecia diede il “Salario d’Ingresso”, attirando a se le migliori menti e maestranze mondiali di allora, cosi il sistema capitalista americano prepara i propri agenti futuri aprendo le frontiere,  promettendo ottimi profitti ai golpisti, Con questo sistema il Colonialismo americano ed europeo dominò il mondo intero per diversi secoli . La “Tuta mimetica” che meglio di tutte si prestò a questo gioco d’inganno allontanando  ogni sospetto politico fu l’Arte. Attraverso il finanziamento geopolitico di noti pittori “Impressionisti”  sarà possibile notare il mondo artistico francese corrotto, compromesso e monopolizzato. 

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Ed ecco in Francia apparire a tappe successive alla chetichella, le nuove spie informatrici pronte a penetrare il mondo intellettuale ed artistico. Americane ambedue,  di origine  ebrea,  di Pittsburg la prima, e  dichiaratasi californiana la seconda, si scoprirà infine essere la seconda la figlia segreta di un poeta francese deeduto.
Le due Signorine americane ambedue di origini europee (tedesca e francese) quale ruolo hanno avuto nella Storia dell’Arte europea?
Le seguiremo passo passo mentre si muoveranno tra le Avanguardie francesi come agenti straordinari piene di “mosse invisibili” e grandi sorprese.


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Gertrude Stein