M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”


Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi (antenna?). A differenza di quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare, parlare un cabina, tramando d’Arte e altro per aria.

 

Parigi 

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Cenni storici

L’Esposizione di Parigi del 1900 è una delle ultime a rispettare il significato letterale di universale. In effetti le mostre che conosciamo dagli anni ’20 non hanno nulla di universale perché tutte sono tematiche. Alla Mostra del 1900 furono discussi tutti i temi e tutte le nazioni potevano essere rappresentate. Riteniamo che questa mostra sia stata l’evento festivo e commerciale più importante nella storia dell’umanità. Commerciale perché è stato presentato tutto il genio creativo dell’uomo che era industriale o artistico. Festa perché per le popolazioni le mostre rappresentavano soprattutto luoghi di ricreazione, scoperte insolite e meraviglie.L’esposizione di Parigi del 1900 era di 113 ettari intramurali e 110 ettari nel Bois de Vincennes. 76.000 espositori hanno presentato le loro creazioni e oltre 156.000 persone hanno lavorato lì. Durante i 212 giorni di apertura, 52 milioni di visitatori hanno pressato (popolazione della Francia nel 1900 = 38 milioni).Ecco i motivi che ci hanno motivato ad esplorare in dettaglio questo evento tanto pubblicizzato ma così poco conosciuto.

In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu costruita la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.

In seguito furono costruite moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.

La prima ruota panoramica nasce a Chicago nel 1893 e fu progettata dall’ingegnere americano George Washington Ferris, da cui il nome “Ferris wheel” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Venne demolita nel 1906.

Nel 1905 fu costruita a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone, e fu demolita nel 1907.

la Great Wheel di londra

Nel 1896 fu costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Fu progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di poter ammirare il panorama della capitale austroungarica.

Vienna

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La più alta ruota panoramica è attualmente la Singapore Flyer, completata in febbraio del 2008, che raggiunge i 165 metri. È destinata però a perdere presto questo primato, in quanto sono in costruzione tre ruote più alte: una di 208 metri a Pechino, una di 175 metri a Berlino e una di 185 metri a Dubai.

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Marcel Duchamp gioca a scacchi

Questo RiBlog è’ nato da un incontro casuale fortunato che si è animato su Marcel Duchamp e gli scacchi, sua grande passione, come se avesse un nesso con l’Arte. Seguirlo, per chi si interessa di Arte delle Avanguardie, è divertentissimo ed istruttivo.

buona lettura

https://rebstein.wordpress.com/2019/05/02/marcel-duchamp-gioca-a-scacchi/


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Avatar di Antonio Devicientila Dimora del Tempo sospeso

La decisione è, apparentemente, radicale: a partire dal 1923 abbandonare le arti figurative per dedicarsi agli scacchi – in realtà Duchamp continua a praticare il pensiero, ma, diciamo così, allo stato puro, svincolato da qualunque fine espressivo o rappresentativo (“retinico” secondo una sua nota formulazione) – con indeflettibile coerenza egli continua la propria ricerca intellettuale.

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Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela dintorni

Quando le donne parlano delle donne non hanno bisogno di un avvocato difensore. Il sito: enciclopediadelledonne.it/  segnalato da Daniena Dintorni Bloger in Word Press, ci rimbalza una buona scheda di presentazione di Valeria Palumbo per parlare in futuro e in modo approfondito di Meret Oppenheim, altro personaggio artistico avvicinatosi all’Arte con scopi non artistici e che avremo modo di approfondire allargando la rosa degli “allegri sospettati”, o finti artisti/e che, misero a rischio la propria vita per fini e ideali diversi dell’Arte e che, invischiati/e nella Storia d’Europa si ritrovano eroi/eroine della rivoluzione di inizio secolo XX°.

Meret Oppenheim, modella di posa per nudo, noleggiò il proprio corpo in diversi studi artisti francesi infilandosi nelle spesse maglie dei servizi segreti europei che inquinarono il mondo dell’Arte dalla metà delll’Ottocento fino ai nostri giorni assumendo poi,  nella “ricostruzione” del dopoguerra ’45, la strada concettuale che chiamiamo oggi Arte Moderna.
Anche Meret Oppenheim verrà arruolata da Man Ray (Uomo Ragno) come altre modelle  con mansioni delicate di fotoreporter o artiste o amanti in Avanguardia scoperta. Scaltra, spregiudicata ma di alta fermezza, dopo i tormentati anni bellici, forte della esperienza presso la corrente surreslista ,  si riaffacerà in arte utilizzando il chick come arte dissacratroria, spalancando all’informale scenico, una sorta di novità per la Moda, introducendo il concetto di “osceno”,  performance ad alto effetto sureale e scandalistico. Queste parole oggi non hanno piu senso in quanto abbiamo digerito quel’ “Oltreconfine” nel quale fu impegnata Meret con altre artiste, negli anni 40/50/60 le sue idee fecero breccia  contro il formalismo borghese di vecchio stampo, introducendo nuove tecniche dissacranti ed esibizioniste, divenedo ella stessa: il motore creativo.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/ Charlottenburg (Berlino) 1913 – Basilea 1985 Berlinese: Meret Oppenheim nacque il 6 ottobre 1913 a Charlottenburg, oggi nel cuore della capitale tedesca e fino al 1920 una città autonoma. Suo padre era un medico di Amburgo, Erich Alphons. Sua madre, Eva Wenger, era svizzera. Il suo insolito nome, Meret, veniva dall’episodio Meretlein del […]

prosegue ne Link: Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela e dintorni 


 

Nel rovistare nei Blog di Daniela Dintorni è possibile imbattersi in una sua singolare esperienza molto curiosa, quando la bloger narra su ciò che le è accaduto con la direzione di Face Boock, quando ha cominciato a trattare inconsapevolmente l’argomento  “Meret Oppenheim” tra le sue dive femminili da divulgare, rimanendo interdetta per i successivi incomprensibili scatti di censura da parte della direzione di Face Book in difesa dell’artista. Daniela Dintorni si era limitata a pubblicare una serie di foto che ritraggono l’artista nuda e da parte di Face Book c’è stata una alzata di scudi protettivi a favore dell’artista, quindi vi troverete davanti a due quesiti di estrema sensibilità da parte del Network e sono:

  1. che i titolari dell’impresa FB essendo di fede ebraica si assumono il compito di difendere una loro consorella di fede da eventuali comportamenti scandalosi di consumo rete.
  2. potrebbe essere che Face Book abbia voluto salvaguardar un diritto di immagini quando lo stesso Network lascia che si diffondano le stesse immagini per aumentare la notorietà dell’Artista loro protetta.
  3. Tutte e due insieme.

A causa di questa osserrvazione, siete invitati a leggere alla sua pagina:
https://danielaedintorni.com/2018/10/07/facebook-e-i-suoi-assurdi-standard-di-oscenita-di-daniela-domenici/  dinamiche di censura e che vanno al di là di ciò che la Daniela Dintorni neanche immagina.

L’articolo mette in luce le relazioni segrete della Meret Oppenheim con due noti personaggi inquietanti della Storia dellArte quando nell’articolo leggiamo :

E lì conobbe Alberto Giacometti e Hans Arp. In qualche modo il suo successo cominciò con l’orecchio di Alberto: la prima opera di Meret che ebbe risonanza si intitolava appunto L’orecchio di Giacometti. L’artista aveva allora 20 anni. Giacometti e Arp la invitarono a esporre, sempre nel 1933, al Salon des Surindependentes. Da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti.

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Cio è a dimostrazione che, gli incontri perfetti nella storia non sono mai casuali, ma “presentazioni Ufficiali”

L’articolo in realta è di Valeria Palumbo, ella col suo metodo ordinato di presentare i fatti, ci da modo di capire le convivenze intriganti nel Mondo dell’Arte di quegli anni, presentandoci lo spezzone di un filo rosso appartenente a una matassa molto complessa da smatassare, filo da riannoidare, e che grazie a ciò, mi scagiona da eventuali imputazioni di costruire imputazioni falsificate nel processo ai danni subiti dall’Arte.

 

Visita guidata presso la “galleria”  Googli Immagini al link sottostante dove è possibile avere una panoramica delle opere artistiche dell’Artista: Meret Oppenheim

(fare copia-incolla dell’indirizzo sotto):
https://www.google.it/search?q=meret+oppenheim+opere&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjw47is0s3gAhVswYMKHVs0CrgQ_AUIDigB&biw=1280&bih=869#imgdii=dpq72T3CsVFA0M:&imgrc=sbP3U__Bi74znM:

 

Ultime volontà dell’artista: “Mi chiamo Meret La Roche Oppenheim, sono una pittrice e scultrice. Le cose che ho fatto non hanno molta importanza, vorrei essere cremata e non desidero sacerdoti al mio funerale.”

 


(indagare su X è un coniglio)

l’indagine continua

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Processo: Enri Matisse sopettato

Processo politico a Ghetrude Stein e Alice B. Toklas

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LA TESTE ALICE B. TOKLAS E’ CHIAMATA A TESTIMONIARE. PREGO!

L’Ispettore Politico FiloRosso decide che sia arrivato il momento di interrogare i teste:

Cancelliere: “Buon Giorno Signore  e Signori assisi  qui e a parlamento nel  Tribunale del Giudizio Universale d’Arte, dipartimento per le  indagini preliminari di codesto istituto, i presenti sono pregati di alzarsi  in piedi , sta entrando la commissione del commissario politico d’Arte: FiloRossoArt.

FiloRosso: Buon Giorno a tutti. Comodi. Seduti!
In qualità di Ispettore per le indagini preliminari assegnatemi dal Ministero del Giudizio Universale con l’incarico specifico ricevuto dalle Belle Arti Mondiali, mi arrocco il diritto  di indagare su chi, senza autorizzazione artistica si è macchiato di crimini in nome dell’Arte  o contro le opere pubbliche artistiche, non che il pensiero sublime suo.  Ogni Teste verrà giudicato sulle base delle proprie responsabilità storiche e se attribuitigli, anche i crimini avvenuti  ai danni dell’Umanità. Ogni artista risponderà per se, non per altri o gruppi artistici di pertinenza o appartenenza in quanto, le correnti d’arte essendo legate al processo storico per l’evoluzione dell’umanità e rivoluzioni annesse al processo industriale pertinente, per tali responsabilità e crimini verranno espulsi dalla Storia dell’Arte.

Quindi , la signorina Toklas, qui negli inferi è chiamata a testimoniare in prima istanza e di persona quale scrittrice americana, non che  traduttrice e impaginatrice delle opere proprie e quelle della signora Gertrude Stein, della quale foste convivente, si dichiara quanto segue: Signorina A. B. Toklas  nata Alice Babette Toklas a San Francisco  il  30 Aprile  del 1877,  deceduta a Parigi  il 7 marzo 1967 , nata da una famiglia ebraica della classe media, ha frequentato le scuole a San Francisco e a Seattle, e per un breve periodo inoltre, ha studiato musica all’Università di Washington,  e che  dichiara l’incontro con la signorina Getrude Stein sia avvenuto a Parigi nel 1907, nel giorno in cui, lei,  Alice Toklas, arrivata in città e insieme animaste un “salotto letterario”  che attrasse scrittori statunitensi espatriati quali Ernest Hemingway, Thornton Wilder, Paul Bowles, Ezra Pound e Sherwood Anderson, e pittori d’avanguardia tra cui Picasso, Matisse e Braque mentre svolgevate le vostre mansioni di segreteria per se e per terzi, e operavate artisticamente in Europa,  precisamente nella regione di Francia ex Repubblica Indipendente Democratica ai tempi dei fatti contestati.

Quindi: Signorina Alice, lei  conferma in questa Sede le generalità attribuitele alla Storia dell’Arte ?

Toklas: “SI. Lo confermo” (cercare le prove – foto del padre e tomba)

FiloRosso: Bene. Signorina Alice Toklas. Con la scoperta delle Americhe,  la forti migrazioni  in entrata e uscita dagli Stati Uniti in perenne ascesa dopo la loro indipendenza da sua Maestà la Regina d’Inghilterra Vittoria, alla luce delle sue dichiarazione pubbliche inscritte nel testo unico di Getrude Stein : Autobiografia di Tutti, ella  dichiara pubblicamente di essere nata in California e di essere a conoscenza di persone influenti che hanno il potere di cambiare, su vostra richiesta, la personalità anagrafica di soggetti migranti e no per farne perdere le proprie tracce, quindi, per tale dichiarazione confermate, ripeto, confermate di essere la figlia legittima  dei vostri genitori americani come da foto allegata oppure essere voi una personaggio “ombra” dei  Servizi in stanza in  California e in Francia o per conto di una organizzazione “ostile” agli stati in questione dichiarati?

Alice B. Toklas:  si, confermo di essere figlia legittima  e di … le allegherò le prove.
(cercare le prove)

FiloRosso: Gentile signora Alice B. Toklas, lei che traduceva simultaneamente  in francese e americano  i testi dettati dalla convivente sotto effetti di ipnotici di medicinali o droghe, – cosi pare dalla scrittura sconnessa – lei ammette nel libro di successo :  “Autobiografia di Tutti” si essere venuta a conoscenza e sulla presenza di tracce “eversive” che portano alla misteriosa Accademia delle Belle Arti di proprietà di Enri Matisse, dove palesemente la Stein, ammette che sotto mentite spoglie di “artisti” , l’accademia era frequentata da stranieri di dubbia provenienza e sospetto,  e che li, si addestravano soggetti come le “bestie nere” avanguardiste, (Fauves vero?), i futuri “gangster” di Chicago, i “Kamikaze” giapponesi” e strani soggetti dichiarati dalla stessa Stein essere “Uomini ombra”. Cosa ha da dire in merito?

A. Toclas: “Eccellenza, dalla mia Gertrude non ho mai ricevuto  simile ed esplicito materiale da tradurre; però  ricordo di aver tradotto qualcosa che le confermo, ed è  che dal Rabbino Enri Matisse i giapponesi una sera uscirono terrorizzati  presentandosi alla nostra porta in stato confusionale dichiarando che i “disegni” di Matisse sarebbero stati impossibili e atroci da attuare.”

FiloRosso:: “Signora Toklas, a quali  “disegni” si riferivano gli allievi giapponesi?”

Toklas:Eccellenza, mi avvalgo della facoltà di non rispondere  in quanto, le mie sarebbero
solo supposizioni dietrologiche.”

FiloRosso: “…e sugli altri, cosa ha da dire?”

Toklas:  “… altri chi Eccellenza?

FiloRosso: “Gli altri stranieri … per esempio i non francesi.”

Toklas: “La Signora Gertrude mi disse di mettere agli atti, nella “Autobiografia di Tutti”, che le lezioni da Matisse erano talmente feroci (Fauves) che alcuni allievi finivano per mangiare la gomma pane da disegno … penso io … che so… per rabbia? dalla fame? Non so altro.”

FiloRosso: “Bene. Vada pure signorina Alice e grazie per la testimonianza.”

FiloRosso: “Cancelliere, mi porti qualche opera del Maestro Enri Matisse, vorrei capire.”

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Di ritorno:

Cancelliere: “Ispettore, a aprte qualche veduta casalinga, vettogaglie varie e stampi per tapezzerie, ho visto quadri di  poca importanza artistica. Pittoricamente riproducibili tutti,  sbavati e scadenti. Invece, ho trovato questi quadri interessanti…  Che ne dice?”

FiloRosso: “Cancelliere secondo lei sono sagome per il tiro a segno o altro?”

Cancelliere. “Si, potrebbe essere, però sono considerate opere d’Arte moderna. Si vede che lui …”

FiloRosso: “Scena di guerra, battaglia. rivoluzioni, sagome da cambiare spesso, veloci da fare… ombre… campi minati, magari su carta costavano meno e magari appesi .”

Cancelliere:Le sagome, potrebbero essere state uscate per l’addestramento per omicida. Se sono sagome a cui sparare al cuore  non c’è bisogno di precisione anatomica. Però, tre cose importanti ci vogliono per la preparazione dei Killers: una pistola, un tunnel molto lungo per il tiro a segno, tipo i sotterranei di un convento per suore… e dei vivi, o dei morti  su cui esercitare e addestrare la ferocia.”

FiloRosso: ” Suore? Obitori? Clochard?…Hum!”

E Medita FiloRosso: L’accademia apparteneva a un ordine religioso monastico. E’ vero! Ma secondo me,  la Stein non ce la racconta giusta. Se un allievo parte dal Giappone, che so,  dall’America… via nave, insomma, dico io, poi mi sbaglio: con tanti pittori bravi a Parigi un giovane allievo già accademico parte per un Master da un posto tanto lontano e affronta un viaggio incredibile in quegli tempi e dall’esito incerto,    per venire qui, in Francia, Europa e a pagamento da un Maestro d’Arte per imparare a dipingere questa roba? E nessuno dei suoi allievi è diventato famoso e ricco come lui?

Cancelliere: Ispettore, secondo lei , dovremmo interrogare qualche gallerista di allora o cercare negli archivi di polizia qualche sparizione  o ritrovamento di cadaveri cominciando dai quotidiani? Il lasso si tempo non è infinito, sono due o tre anni di attività al massimo.”

FiloRosso: “Un momento, un momento! Prima di passare alla frode fiscale, prostituzione, contrabbando, omicidi o altro,  vorrei mettere in luce, cosa sia successo all’Arte e agli artisti del tempo e perchè?”

Cancelliere: “Ispettore, tanto che ispeziona altri quadri di Matisse in Internet, le preparo un caffe… è?”

FiloRosso: “Hum!”

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Matisse è uno dei più noti artisti del XX secolo, esponente di maggior spicco della corrente artistica dei Fauves. Queste opere sono post Fauves, quindi facciamo ripartire le indagini dal 1904/5 quando Picasso e Matisse entrano in contatto e in conflitto sui finanziamenti “illeciti” da ricevere e gestire per organizzare l’espansione degli assi militari della  “Arca dell’Alleanza”.

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Tapezzerie, Estetica, Decorazione? Troppo banale.
Per decenni i francesi fecero uso di tapezzerie ma quelle foglie “dietro” al Maestro sono i modelli di spunto?

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Dietro le Avanguardie

3eb7262e231c37361b93950e25f43893Foto: amplificatori acustici militare giapponesi

La pentola dei Demoni progressisti.

1905 – La campagna di Russia, un successo per i Giapponesi vincitori , ma è finita male per l’Europa cospiratrice. Progettata militarmente in America con l’ausilio di Giappone e Privati europei, causa l’arretratezza militare e industriale della Russia gli “Alleati” pronosticarono un esito vincente e in tempo breve. La Borghesia francese giacobina si fece carico solo in parte dell’impresa. Finanziarono gli insorti con prestiti a medio termine, dopo tutto,  per la ricchezza che si presentava  a compenso, una volta preso il  potere in Russia la “comunità” cospiratrice avrebbe onorato i debiti in brevissimo tempo.

Con la caduta dello Zar si sarebbe allargata la Coalizione militare Internazionale divenendo talmente ampia da poter chiudere a breve  i libri di storia in materia di Guerre espansioniste. Restava solo l’impero Austroungarico e Ottomano da dissolvere. Con la Russia conquistata le operazioni belliche si sarebbe presentate come una passeggiata da Impero Romano. Quindi, contro la Russia si presentarono alla “guerra di aggressione” due fronti uniti: uno non ufficiale composto da insurrezionalisti europei a ovest, l’altro, ufficiale, composto  dall’esercito regolare giapponese (istruito ed armato da America e Francia, Inghilterra), e poiché il Giappone è uno Stato  lontano dagli Usa e dall’ Europa, non avrebbe destato sospetti diplomatici la cospirazione americano-nipponiche. La partita si presentava con un esito positivo.

Dal giorno 8 febbraio 1904  al giorno 5 settembre 1905, il Giappone terrà impegnato l’esercito russo costretto a spostare in massa le riserve umane verso il conflitto asiatico, sguarnendo in tal modo il fronte europeo. Ma un esercito di “scalzacani” senza divise e male armato avrebbe approfittato del vuoto militare portandosi oltreconfine russo. (le Avanguardie) Tramarono coi fornitori locali (gli industriali). Il sabotaggio sulla  produzione di derrate alimentari e altro, creeranno la penuria di generi di prima necessità, alimentando  in tal modo: fame e miseria,  aizzando il popolo ed esercito affamato alla rivolata contro lo Zar Nicola II accusato di tirannia e di affamare il popolo. Scattava la “sindrome cubana” conosciuta come rivolta o rivoluzione per fame.

Le guerra sul fronte giapponese riportò il giusto successo ai nipponici grazie all’apporto tecnologico americano in materia di armamenti, e quello inglese in materia di navi da guerra, mentre sul fronte europeo, le cose non essendo andate bene come sarebbero dovute andare, la comunità ebraica, respinta ed esule dalla campagna di Russia, si rifugiò a Monparnasse trasformando quel quartiere cattolico in “Ghetto” ebraico.

Ci fu probabilmente un Conferenza Internazionale sulla “questione Montparnasse” ma non si trovano tracce, però, però… la presenza di un certo numero di ebrei ricchi stranieri pervenuti in soccorso in Francia dall’America , deduce che tale Conferenza si sia svolta in Inghilterra.

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Se la nostra ricca ereditiera americana Gertrude Stein  e suo fratello Leo Stein (arrivato prima di lei) non sono pervenuti a Parigi direttamente dall’America ma via Londra, si evidenzia il condotto preferenziale segretato dove i parteci-panti animatori di quel Congresso affidarono le iniziative in campo, a letterati di inizio secolo. Di fatto, quando si studia la letteratura dei primi del novecento si evidenzia una sorta d’intreccio polico-simpatico costituito da un unico filone narrativo che conferma un forte legame e stima  tra i letterati europei come se appartenessero tutti alla stessa Loggia politica, lo evidenzia il mdesimo modello di scrittura e tematiche.


Foto
; Gertrude Stein

Per tale motivo una lunga lista di nomi di intellettuali e artisti di affilia, siano essi: scrittori, pittori, scultori, poeti, registi, musicisti e quant’altro, come diretti dallo stesso Regista di pensiero che li vuole uniti. Uno parla dell’altro, mai degli altri, uno recensisce l’altro e mai sugli altri, se uno critica gli altri taciono, lasciando sembrare la cosa un fatto casuale e liberale. Appaiono nel firmamento artistico letterario delle costellazioni fisse circondate da una miriade di piccole stelle insignificanti per riempirlo. Nessuno oltre la Loggia letteraria è permesso passargli davanti oscurandoli. Tra gli astri esclusi vediamo sopratutto le donne anche se meritevoli.

Tra i fratelli di fede ospitati  di volta in volta  presso le famiglie ebraiche inglesi, spiccano tra le 12 tribù a protezione dei tanti esuli, i Benjamin inglesi , discendenti di Begnamino d’Israele. Presso queste famiglie e nei loro rispettivi “Club”, si attrezzano sedi logistiche e organizzazioni umanitarie in aiuto ai Giacobini francesi caduti in disgrazia.

L’Inghilterra underground, in quegli anni nascondeva sotto mentite spoglie una vasta organizzazione di quadri politici di tutte le Lobby disseminate nel Regno Unito (Scozia e Irlanda comprese). Mettere insieme le “costellazioni” politico-economiche-militari nei relativi scambi di corrispondenza non è cosa facile, perché tra i confini geografici che ci hanno insegnato a scuola, seguendo i cospiratori si scopre un’altra Geografia Ombra a noi sconosciuta.

Una grande comunità segreta è presente in tutti gli stati la quale modellano in armonia tra loro i confini nazionali utilizzando anche la guerra contro i restii, quindi, quando queste famiglie si riuniscono e  prendono una decisione politica collettiva: “Apriti o cielo!” (Cielo sta per coperchio della pentola del Diavolo)

Dicevano gli antichi greci: “Bisogna portare rispetto anche ai Demoni in quanto anche loro sono portatori di Novità”… a che prezzo?

Milan-Italy 2019


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Arte o macchine della scrittura?

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Gertrude Stein, non ancora nota conferenziera, essendo di origine ebraico-tedesca la si presume di Loggia “Aschenazita”. Un legame profondo legherà i tedeschi d’America coi fratelli  aschenaziti d’europa.
Convertitasi al Giudaismo primario d’America gli resterà fedele fino alla morte. La miscela etnica Aschenazita e tedesco-americana, la Stein aveva le carte in regola per la creazione di un sistema forte di natura nazionalsociale da opporre al Comunismo. Dopo il successo della Grande Guerra 1914-18 ai danni dell’impero austroungarico, la vedremo ideologa e collaboratrice durante del regime nazista.

La vedremo anche promotrice per la  nomina di Adolf Hitler a Premio Nobel, ma poi, quando il mostro Nazista, sfuggirà al controllo dell’Alleanza, la Stein come molti ebrei si batterono per polverizzare la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini e il Giappone imperiale coalizzati sullo stesso asse. Roma- Berlino- Tokio.

Gertrude Stein,  capitalista ma intellettualmente onesta, non ha mai negato la sua origine ebraica, anzi, l’ha sottolineata più volte, cosa che  farà anche la sua amica del cuore Alice B. Toklas della quale, poco si sa e poco trapela sulla sua origine vera. Lei affermerà nelle nella “Autobiografia di Alice Toklas” di essere di origine  ebreo-americana,  essere di origine Californiana, con alte conoscenze di Stato  che le permetterà di cambiare le generalità di agenti segreti e rifugiati dando nuovi documenti ufficiali. Ma da un dettaglio inquietante, non solo la si saprà di genitore paterno francese, ma anche pedina sulla scacchiera ebraico-giacobina francese sotto la giuda del noto scacchista Marcel Duchamp che la utilizzerà nelle sue partite d’azzardo e mosse strategiche.

Fu il Poeta Invisibile a dare ordini a Duchamp di usare Alice Toklas  per  spiare la stessa Gertrude Stein? Questa è normale  prassi dei Servizi segreti di tenere sotto crollo i propri agenti anche se fedelissimi, in quanto, i crolli psicologici per stress avvengono sovente. Negli ultimi anni di vita di Alice Toklas, per il trattamento inflittole dalla FBI ad opera degli eredi di Gertrude Stain, si porterà verso la conversione Cristiana per due motivi:

  • il primo è d’amore verso Gertrude sentendo il suo  spirito defunto  aggirarsi nelle stanze riconoscendo la presenza dell’anima viva in una vita extra terrena, cosa che l’ebraismo nega in modo assoluto.
  • Il secondo motivo fu, che nelle “Autobiografie di Alice B. Toklas” e in alcune ricette (in codice), la Toklas svela molte responsabilità sugli intrecci della Comunità Ebraica  ai danni dell’Umanità europea e russa nelle tre guerre mondiali fratricide. (Guerra zero la rima e la seconda guerra mondiale)

Per tale motivo Alice entrò come altri americano-europei (vedi Duchamp) nel mirino della FBI quale spia comunista per l’esportazione di materiale scientifico atto alla costruzione dell’Atomica russa, quindi per questi ed altri motivi ancora, le furono requisiti tutti i beni materiali e patrimoniali acquisiti durante la vita di coppia con la Stein riducendola in miseria (Ragione di Stato). Ciò mette in luce che, alla fine di una vita sotto mentite spoglie di “artisti”,  l’Arte vera, si presenta in tutto il suo mistero, imponendosi per confonderci e smarrirci nei suoi misteri.

Gertrude Stein, donna di lettere, grazie all’opera enigmatica del Poeta Invisibile francese, studiandolo a fondo imparerà a mettere tra le parole  le soluzioni enigmatiche utilizzando la “circolarità della frase” criptate, metodo per ingannare spie e lettori – come la stessa Alice Toklas che, nonostante che, quelle frasi riscriveva a macchina di giorno gli sfuggivano i sensi annessi delle misteriosi notti di Gertrude stando e la Sirena che stava in fondo al mare.
Il piacere di Gertrude Stein era di ingannare l’astuta Alice e il piacere della Toklas era di scovare i messaggi criptati dell’amata Gertrude. In questo idillio intellettuale, l’astuzia le farà innamorare una dell’altra. Mai ignare nemiche, si sfidarono anche se sospettose, divertendosi assai ambedue. Divennero amanti intriganti non tanto per il sesso che con l’arte e  la storia ha poco a che vedere,  ma per il piacere dell’anima  quando diventa gemella di tradire e rincorrere e amare la gemella. Da qui, l’attributo convivio Lesbico.

Ambedue amavano la Francia e l’America in quanto Stati  alleati da sempre, e dobbiamo ammetterlo servirono le rispettive patrie a meraviglia. Ambedue comunicavano con dovizia religiosa riportando ogni cosa ai Superiori, Grandi Ufficiali e severissimi intelligenti. Sui loro superiori si potrebbero aprire oscure cartelle (dossier)  che stanno emergendo in queste indagine. Ma per la complessità storico militare si rischia di uscire dal tema Arte, e di essere forvianti. Il nostro compito artistico invece è indagare sulla “Fine dell’Arte” come la fine di un mondo per cercare di comprendere il meccanismo intrinseco sull’autodistruzione.
Ma per noi artisti poco importa per comprendere meglio l’Arte Moderna scatenata all’inizio del secolo novecento da una truffa intellettuale. A noi interessa liberare l’Arte dalle catene della disonestà intellettuale.

Perché Gertrude Stein scriveva di notte e Alice Toklas traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e eschimesi dove per fondo non s’intendo l’abisso sottostante profondo, ma infondo intendevano oltre l’orizzonte del mare, la dove ci sono le verdi praterie.
I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso e ancora sconosciuto alla moltitudine europea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina scrivente viene menzionata  in codice come “stufetta elettrica” e, l’installatore manutentore responsabile del “centro dati” del paesino “vacanziero” di Belley, base logistica vicino al confine di Ginevra, dove tutto si tramerà, sarà noto col nikname l’ “Elettricista”.

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse nel 1905 non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto poteva “tradursi” già in tipografico editoriale grazie alle telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)


Foto:Samuele Morse,
pittore pluridecorato inventore USA dell’omonimo linguaggio  Morse e telescrivente.

 


 

cri_000000434540linguaggi criptati: 

Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’

Traduz. 1 “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi dalle parole squisite”

Traduz. 2 “Schiva i lividi degli eschimesi con parole squisite ”

Pizza per nastrini  di Telescriventi?

 

cf7d327806b868dd312c06538c115089     Foto : DADA Tristan Tzara

 


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Gertrude Stein

Underwood: Ready Made (1/2)

Questa prima  pagina 1/2 è delicata alla narrazione della “metamorfosi” artistico industriale dei primi novecento che ci porterà piano nel tempo ad a un “calcolatore proibito” italiano. Qui viene svolta la prima fase sull’indagine “arte e spionaggio” e più avanti, il significato che assumerà l’opera “Grande Vetro” di Marcel Duchamp.
L’Olivetti Spa e l’Itala , in quell’opera artistica avranno un  ruolo importante e  determinante, subendo per castigo la nazione dalla macchina repressiva giudiziaria  italiana (Mani Pulite),  la morte della Politica parlamentare italiana della Prima Repubblica.

Underwood

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La storia del ready made “Underwood”, per noi italiani fu l’inizio di una grande avventura durata un secolo, aprendo in tale occasione una superba  azienda italiana di macchine da scrivere e calcolatori: la Olivetti Spa di Ivrea-To. La Olivetti Spa ha esportato per decenni i propri prodotti sui mercati mondiali con grande successo ee interesse al notro prodotto sempre innovativo. Seguirà un declino forzoso ad opera delle concorrenti americane che vedevano nell’ Olivetti una azienda privata troppo avanti nel campo dei grandi calcolatori elettronici gestionali, avvertendola  come una potenziale e preoccupante  rivale politico-sociale e commerciale.
Fu tale la preoccupazione americana da chiederne il veto al Governo Italiano considerato da loro, “prigioniero di guerra” richiamandoci all’obbedienza. I reparto di eletronica per calcolatori fu espropriato attraverso lo struzionismo delle banchee affiliate alla Banca Mondiale d’America, esportando  interi reparti dall’ Olivettii, reparti strategici commerciali potenzialmente militari impiegati nella riscerca di applicazioni  elettroniche. Ma un calcolatore di quelli maii sequestrati Elea 9003.
Per un atto di disobbedienza verso la NATO (sgarbo), ovvero, l’aver venduto quel grande calcolatore all’Iraq, l”Olivetti fu costretta a chiudere definitivamente i battenti in quanto ritenuta dalla Nato: “fabbrica inquinata” di socialismo.


Torniamo al readymade in questione:

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La Underwood alla fine dell’ottocento era una fabbrica americana costruttrice di macchine da scrivere con  un vasto indotto per accessori compatibili come i ricambi per se  e  altre marche concorrenti.
Nell’anno 1905, in occasione della guerra Russia/Giappone verrà precelta come fabbrica per la produzione e fornitura della Difesa Americana.

La strategia di nascondere dentro innocenti aziende la produzione strategico militare è una prassi ancora in voga oggi in tutti gli stati del mondo che hanno una Difesa propria e un sistema militare offensivo.

Nel 1904 Underwood si aggiudicherà le forniture  ufficiali di munizioni  agli Stati Uniti d’America prossimamente impegnate  in guerre, trasformandosi segretamente da azienda commerciale ad “azienda strategica” impegnandosi nelle avventure belliche americane e produrre munizioni, apparecchiature “sensibili” e altro ancora. Underwood diviene una  industria trasformata anche in produttrice di piccole parti meccaniche di fucili  a ripetizione come la “Mitragliatrice” , arma segretissima a quei tempi, arma di “distruzione di massa”, che verrà data in dotazione all’esercito giapponese alleatosi con gli  USA per portare a termine il piano – mai dichiarato ufficialmente sulla conquista della Russia. Lo svolgimento delle indagini belliche del 1905, sveleranno gli indizi provatòri verso gli Stati Uniti d’America nella figura del banchiere ebreo-tedesco Jacob Schiff, naturalizzato cittadino americano con prestiti pari a 200 milioni di dollari di allora, come reazione ai “Pogrom” russi contro gli ebrei arrestati in Russia per disordini sovversivi e  allontanati dalle frontiere con l’Europa indebolendo le trame anti zariste.  Uunendo le sinergie  interne russo/ebraiche con la guerra giapponese alla presa del potere, scattò la macchina da guerra in quello che diventera per la storia la Guerra Russo/Giappone del 1905.
Quel “prestito” Shiff attrasse l’attenzione di tutto il mondo politico e capoitalista occidentale  ed ebbe conseguenze di gran rilievo: il Giappone vinse la guerra grazie all’acquisto di armi e munizioni e l’acquisto di navi da guerra miderne dall’inghilterra.. Alcuni leader giapponesi lo interpretarono come una “Giustta Alleanza” a dimostrazione del potere degli ebrei di possedere in breve tempo tutto il mondo.

Grtazie al readymade “Underwood”  scopriremo essere tale opera d’arte un comando politico/militare  in codice ben mimetizzato, usato come informazione militare agli Agenti segreti ebreo-europei travestiti da “artisti” ,  responsabili ogniuno delle loro ” correnti” d’arte e gli attivisti che sotto mentite spoglie di Arte non se ne intendevano.
Con Underwood e altri readymade a seguire, Duchamp avvertiva le centrali operative europee sullo svolgimento delle forniture  belliche e i relativi piani di rifornimento.

Oltre le Mitragliatrici (Macina Caffè),  nel contempo le Università di ingegneria americane portavano a termine la pistola a colpi in ripetizione (Colt), ma anche i primi fucili semiautomatici, e  nuovi detonatori. Le Acciaierie finanzziatriici ddelle correnti artistico/militari, portavano avanti anche le grandi  costruzioni marziali moderne,  cannoni, motori diesel eliche, turbine ecc.. Chiunque ne richiedesse la licenza d’uso o di costruzione, oltre a pagare le royalti alle Università inventrici (arricchendole), trasformavano con tali prodotti i prorpi eserciti, e  le Università americcane divennero dei veri e propri  potentati  Finanziari occulti, ma elargivano invenzioni se il cliente  sottoscriveva ol “Patto all’Alleanza”.

Royalty: “Nel linguaggio internazionale, è una parte dell’aliquota di prodotto lordo che le società concessionarie  si impegna a corrispondere al concedente in sostituzione o a fianco degli utili netti.”

Proseguendo la narrazione, in materia di polvere da sparo, il famoso Alfred Nobel (ebreo),  fondatore del  prestigioso Premio Internazionale al quale accedono solo gli affiliati o i sostenitori esterni “alla causa”, in quegli anni in America Nobel brevettava la nuova polvere da sparo che, a differenza della “pirite nera” ottocentesca, questa nello sparo non oscurava la visuale dei fucilieri che potevano in questo modo sparare il colpo successivo sull’avversario centrandolo in pieno e senza aspettare i tradizionali tempi morti di snebbiamento dei fumi neri della pirite e ricarica del colpo in canna . La nuova  polvere da sparo dai fumi trasparenti di Novel determonò l’esito vioncente di  molte battaglie e guerre agli USA.

Dopo il successo bellico del Giappone contro la Russia dello Zar in Cina e la conseguente disfatta dei gruppi golpisti cosmopiliti contro lo Zar, in vista della rivincita e del “boccone” facile europeo aii danni degli eserciti retrogradi delle fragili monarchia da conquistare, agli USA abbisognava di produrre in grandissima quantità di munizioni in vista della conquista dell’Europa intera, e quindi,  ai bandi di forniture dell’Esercito Americano parteciparono molte aziende meccaniche private “consorelle”.

Underwood vide rinnovata la fiducia di fornitore d’armi  portando  a casa un altra grossa commessa, commessa talmnte grande da sospendere la produzione di macchine da scrivere dandole in concessioone a terzi.  Quel readymade di Marcel Duchamp fu dall’artista rivolto agli industriali e artisti cosmopoliti europei, allertandoli dela guerra imminente senza farsi notare dall’esercito francese e tedesco.  Ma la Grande Guerrafu una disfatta economica per gli stati belligeranti trovandosi  indebitati fortemente con gli “Alleati Americani”  spendendo piu del dovito per accedere alle armi  moderne a ripetizione come tutte le costose munizioni prodotte.

Prima dello scoppio della grande guerra questi erano gli eserciti  precostituiti dentro l’Alleanza. Li ritroveremo tutti “uniti”  contro la Russia in ben due guerre consecutive.

Troops_of_the_Eight_nations_alliance_1900Fanti: Inghilterra, America, Canada, India, Germania, Francia, Austria, Italia, Giappone.
1900

READYMADE è Arte o non Arte?

La produzione artistica di Marcel Duchamp fu particolarmente bassa in quanto, come artista “Porta Ordini”, per essere credibile e autorevole, le sue opere  dovevano allertare solo novità  militari e industriali ai guerrafondai associati europei. Le sue opere dovevano essere uniche, chiare e  prive di valore. Una volta recepite, dovevano essere distrutte per non essere identificabili come prove spionistiche, di modo che, esse postessero eludere la sorveglianza dei Sevizi Segreti militari degli stati accerchiatiti, oppure, tali opere  dovevano essere percepite come Opere d’Arte, non “Cimeli di Guerra”.

La tattica era:  creare una  “mossa” che nascondesse l’ordine “invisibile”, una volta fotografata, editata sulle riviste d’arte, poi veniva alloggiata negli archivi fotografici dei  servizi segreti americani, archivi diretti dai registi geopolitici nel mondo artistico europeo. Tale archivio –  di opere-cimeli europee – era diretto da Man Ray e Alfred Stieglitz. Le centrali erano mimetizzate in gallerie d’arte, riviste di moda,  biblioteche geopolitiche e geografiche  ecc.

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Il lato oscuro del Genio

Lato oscuro del Genio:

Marcel Duchamp fin da bambino aveva una particolare attitudine alla vita militare. In una rara fotografia è raffigurato nei pressi di una tenda da campo militare vestito giust’appunto con una divisa confezionata su misura e, per la sua giovane età, (troppo giovane per partecipare alle manovre militari esterne), in tale occasione il sarto gli confezionò una divisa “a pennello”.

Chi gli ha commissionato un simile regalo e perché? 

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A giudicare dalla pieghe, quella piccola divisa pare messa in altre occasioni, oppure: il campo militare durava parecchi giorni; quindi siamo in presenza di un ciclo istruttorio  che lo vedeva impegnato per diversi giorni. Il dono potrebbe arrivare dal padre o qualche parente stretto (zio) già ufficiale dell’esercito francese.

Il padre è Notaio, borghese, e quindi, un giurato dell’Ordine dei Notai, è un giurato di Stato. L’ordine dei Notai è risaputo essere una casta di affiliati molto potente. Il  Notaio è un pubblico ufficiale che per legge deve essere super partes, e quindi, tutelare le parti contraenti in egual misura, al quale lo Stato gli affida anche la riscossione delle imposte anche per transazioni e operazioni economicamente molto rilevanti. In Italia, il Notaio è paragonabile a un sacerdote confessionale in quanto, diventava tutore di segreti capitalisti in materia di : proprietà private, beni, eredità, voleri testamentari, cartografie agrarie, appezzamenti, latifondi ecc. Il Notaio un vicario rappresentate della legge in materia di possedimenti, Ufficio immobiliare di Registro; confidenze onorarie, e giurato sostenitore della società da tutelare a conduzione capitalista. Il Notaio è il garante della proprietà privata legato a segreto professionale. Per anni è stata una casta impermeabile e impenetrabile.

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L’Ordine dei Notai è una Lobby potentissima dove per quasi due secoli (dalla Rivoluzione Francese e Risorgimento italiano ) si sono distinti e spartiti un immenso prestigio politico divendo membri di Governo e di Potere.

La cosa che balza all’occhio durante lo studio delle Avanguardie europee è il fatto che, molti artisti “rivoluzionari”, sono figli di Notai o affini. La domanda legittima è la seguente: se i nonni e il padre e la prole sono tutti figli testicolari a pari merito, come mai i loro rampolli designati alla successione venivano avviati agli studi di giurisprudenza? Il bottino familiare da ereditare è sempre stato prestigioso, alcune volte immenso, quindi la strada per ereditare lo “Studio” paterno e di famiglia si trasforma in “vocazione familiare”.

Domanda: la tendenza verso le discipline artistiche è parte integrante della formazione culturale dei figli di Notai? Pare proprio di si, specie quando il notaio ha più figli e gli eredi sono sempre quelli che hanno l’attitudine alla scrivania paterna mentre ai secondi spetti la rendita e una vita avventurosa a rischio.

Invece, in Francia, ci deve essere qualcosa di molto specifico negli alimenti, o forse, c’è qualcosa nell'”Aria di Parigi” duschampiana che cambia la sorte dei rampolli notarili trasformandoli in baldi artisti rivoluzionari, scapigliati, barbuti e spesse volte bohemien.

L’ironia scherzosa non regge, nemmeno come teoria, ma quello che ho descritto è realmente accaduto in quella casta nell’Europa del novecento. Lo stesso artista Josef Stella, italiano, (nato Giuseppe Stella, amico intimo di Duchamp, lo ritroveremo a Parigi in veste di artista quando in Italia anche lui aveva origini familiari notarili. Altri nomi interessanti seguiranno.

Come mai questa propensione verso l’arte da parte dei rampolli notarili e verso la  Francia?

Detto fatto la spiegazione.

I Notai europei, dopo la Rivoluzione Borghese si  attestano un forte potere politico all’interno del nuovo stato Repubbllicaano. I Notai sono  borghesi che si sono animati per l’abbattimento violento delle monarchie. La ricompensa del successo rivoluzionario fu la nascita dell’Ordine dei Notai come per altri: l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine dei Giornalisti, L’Ordine di Giustizia, l’Ordine dei Medici, L’Ordine Militare, l’Ordine dei Commercianti e via via di questo passo, l’Ordine degli Ordini che riuniva giuranti lo Stato Borghese Repubblicano.

Chi erano i Borghesi?

Sorvoliamo sulle motivazioni delle spinte rivoluzionarie , altrimenti ci vorrebbe una tesi universitaria per spiegarceli senza offenderli; però possiamo dedurre che l’Ordine degli stati Borghesi non sono nati sulle spinte popolari bistrattate o affamati c ontro iloro Reali, ma frutto di una grande piano economico politico-militare diretto da “illuminati” prosperati economicamente grazie alle discipline industriali nascenti, giuridiche e commerciali, che affamando strategicamente i popoli li hanno scagliati contro una minoranza di reali troppo esili per fermare una onda umana di tale proporzioni.

Dopo la vittoria, s’i sono imposti coi dettati del Nuovo Ordine Mondiale, vizietto storico che ogni tanto appare quando si tratta di ribaltare le istituzioni nazionali, come oggi, in questa rivoluzione europea silenzioosa di nuovo millennio, per la nascita di un nuovo soggetto sovranazionale chiamato Europa.

Il progetto moncato di cambiare la fisionomia dell’Europa di inizio XX° secolo, in questaEuropa di oggi, ha radici lontane. La questione europea, la si deve  deduce  come una sola “questione europea” giusto per venirne a capo di un qualcosa di solido, altrimenti di difficile comprensione.

La “Questione Europa”, con le sue diversificate storie nazionali, andrebbe suddivisa in fasce critiche separate fra loro, come se, in un progetto globale, ogni generazione di borghesia europea, nel proprio sviluppo di vita nazionale abbia avuto il compito di realizzare anticipatamente e maegistralmente le forze del cambiamento generale.

LA MANO NERA

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Alla fine dell’ottocento dopo il congresso di Basilea, si gettarono in Swizzera le basi di una serie di conflitti, diretti dal Nuovo Ordine Mondiale (NOM), forza occulta,, capace di ridi-segnare i giografici confini nazionali di tutti gli stati, ma ancor di più: scatenare una serie di conflitti nazionali trasformandoli in un unico conflitto mondiale e distruggere ogni forma giuridica autonoma.

Sofia e Fernando sovrani martiri

Attaccate le ultime case reali, nel  1914/18, le monarchie europee furono costrette ad affrontare tremendi tranelli ben architettati seguiti da   “mosse successive” preordinate e schematiche come in una regolare partita di scacchi. Le case reali trovandosi costrette a belligerare anche fra loro e contro stati borghesi ben coalizzati, le corone d’Europa infine caddero in disgrazia.

In Europa la Borghesia ebbe la meglio. In Russia però le cose non andarono secondo i “disegni” del pittore  Enry Matisse, istruttore e sovrantendente delle piu crudeli Avanguardie franco-belga-americane.

Tutto era stato pianificato perfettamente entro la fine della guerra 1914/18 e che avrebbe chiuso definitivamente la partita mondiale e partorire Israele.

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Ma a causa della Russia, diventata comunista, ciò non avvenne, scoprendo invece che, la partita non era ancora finita, rimandandola. Per una simile  impresa di conquista e assoggettare un impero cosi ampio e avasto, il NOM si accorse che ci volevano spie testarde ben infiltrate e, Avanguardie potenzialmente disciplinate capaci di “provocare” nuovi disordini sociali ad alta levatura criminale:  nascono in Svizzera presso il Cabaret Voltaire, il gruppo di fuoco: DADA.

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In quel ribaltone mondiale, l’Arte fu richiamata in causa non piu come una Veterana, ma il progetto Dada aveva bisogno di nuovi uomini non ancora schedati dalle polizie europee e qui entra in scena un altra volta il giocatore d’azzadro: Marcel Duchamp.

Quindi, separando le acque sporche dal bambino lavato, le fasi delle Avanguardie si possono dividere in due:

  • la prima d’anteguerra del novecentoquattordici le qiuale periodo le Avanguardie si occuparono   della preparazione ideologico/militare e anticlericale:
  • la seconda, la distruzione delle forze operaie e delle primitive forze socialiste.

La Comune di Parigi fu una spina nel fianco al mondo giacobino, organizzazione popolare in grado  di organizzare a livello mondiale un diverso modo di fare industria, quindi, la nascita del Fascismo (coi futuristi) e quella Nazista (ad opera dei DADA), spezzarono  le reni alle organizzazioni sindacali operaie socialiste in Italia e Germania, masse acculturate politicamente e capaci di organizzare una forza alternativa capace di prendere le redini dello Stato trasformandolo in socialista in quanto, la fine orrenda della Comune di Parigi sviluppò un fare organizzazione sotterranea capillare capace di portare a termine l’avvento del Socialismo europeo a sorpresa.

Non è un caso se in Arte, nelle Avanguardie si presentano all’appello i rampolli europei della Borghesia notarile o i  loro rampolli animati a fermare la grande ondata socialista, dove, i figli dei Notai Borghesi, si faranno carico dell’impegno di adottare l’Arte per trasformarla in arma belligerante e scagliarla al contrattacco generando disordine e disorientamento ideologico e intelletuale nelle sinistre rivoluzionarie.

La reazione delle Avanguardie cercherà di nascondere in se i reazionari borghesi camuffati da ppittori solo per non perdere l’egemonia delle masse che si stavano evolvendo, e quindi, le Avanguardie erano rivoluzionari/reazionari e il mercato capitalista le premierà prezzolandole ben bene riconoscendole sua opera..

Ufficiale: Marcel Duchamp.

Ed ecco il nostro soldatino Marcello Duchamp fattosi grande, appendere la piccola divisa militare nell’armadietto per assumere l’impegno di alto ufficiale ma in abiti Borghesi.

Coprendo l’incarico Alto Ufficiale delle Avanguardie, trasferitosi in America, gestirà e finanzierà questi “movimenti artistici”  in avanscoperta da lui fondati facendo pervenire alle centrali europee operative i suoi ordini militari utilizzando i Manifesti ufficiali da lui redatti, come le riviste d’arte trasformate in spacci di guerra e bollettini di fureria.

Quindi Marcel Duchamp fu anche organizzatore della Seconda guerra mondiale contrattaccando i Soviet e poi l’URSS. In questo clima prebellico, nascono le sue strane “opere” che verranno spacciate quali “capolavori d’Arte” da sedicenti critici dove travisando il concetto stesso del Concetto, non si accorsero che il Concetto fu troppo grande per essere depositato in un umile “oggetto” trovato bel che fatto, appunto: il ready made, .

Ogni stato borghese europeo diede il proprio contributo economico e di vite umane per il controllo assoluto della politca economica. Gli stati ancora sotto il regime monarchico, attraverso il doppio gioco dei propri ceti borghesi industriali, furono a breve spazzati via.

Attraverso lo spionaggio le lobby logoreranno ancora di più le casse bistrattate degli stati. Allungando i tempi bellici, si arricchirono a dismisura; per cui, quelle guerra pianificata per la durata semestrale, vennero spalmate dai dai tre ai cinque anni, fino alla disfatta delle risorse bancarie.

Quando Marcel Duchamp accennava sulle “mosse che non si vedono”, alludeva ai suoi ready made quali futuri cimeli di guerra?

Seguendo FiloRossoArt i ready made andremo a vederli uno ad uno, scoprendoli “mosse strategiche” camuffate per una grande partita a scacchi e non opera dell’Arte, ma ad’arte

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“Non sono un artista”

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Marcel Duchamp

Scheda dell’artista tratta da Wikypedia: nato come Marcel Villon. nato a Blainville -Crevon, il 28 luglio 1887; muore a Neuilly su Seine il 2 0ttobre 1968. E stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.  Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo e diede poi inizio all’arte concettuale ideando il ready-made e l’assemblaggio.

Mossa n. 2  “Negli scacchi ci sono mosse che non si vedono”   

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“DADA” : VENDETTA

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Titolo: “Sacrilegio DADA”

“L’immagine raffigura la bella granduchessa fanciulla, Anastasija Nikolaevna Romanova candidata a diventare la Zarina di Russia, barbaramente trucidata da un complotto Dadaista Aschenazita  fucilata con l’intera sua famiglia reale : Zar Nicola II Romanov.”

DADA o Dadaismo è una tendenza culturale nata a Zurigo-Svizzera durante i motti della Grande Guerra 1914/18. Tale corrente si sviluppò tra il 1916/20. La loro sede logistica fu il Cabaret Voltair in Zurigo. La Svizzera un giorno dovrà svuotare il sacco e narrare molte malefatte proprie come le convivenze e i finanziamenti ai danni dell’Europa nel 1900.

Chi erano i DADA e cosa significava quel nome?


Tutti gli “adepti artisti” del gruppo DADA si sono sempre preoccupati di nascondere l’origine del nome tergiversando volutamente in giustificazioni non appropriate, altrimenti, veniva a meno la copertura artistica di cui godevano in quanto, tra loro, non c’era un solo artista  capace di fare un cerchio con la matita. Bisognava tenerlo nascosto.

Dada era un gruppo di insurrezionalisti e quindi si comportavano come tali o come tutte le Avanguardie di un qualsiasi esercito irregolare, il loro compito era tramare. Ma se erano delle avanguardie militari e militanti, e ritenendosi internazionalisti, per conto di quale esercito esercitavano l’ opera di penetrazione internazionale?

Su DADA ne hanno dette di ogni e ancor più sull’origine della parola stessa: ad esempio, sorteggiato dal vocabolario, cavallucci, giocattoli, parola russa e rumena (da-da = si-si) ecc.

La voce ufficiale di Wikypedia cosi descrive la sua nascita:  L’origine della parola Dada non è chiara; esistono varie interpretazioni e vari fatti collegati con la scelta del nome. Tristan Tzara definì il termine come un “non senso”. Hans Richter ne sostiene la derivazione dall’uso frequente della parola da (sì in russo e rumeno). Domenique Noguez, docente di Estetica della letteratura e del cinema alla Sorbona ipotizzò che l’origine del   termine fosse in rapporto con in russo Lenin  (incluso a Tzara e JamesJoyce in Travesties di Tom Stoppard) in quanto probabile frequentatore del Cabaret Voltaire. In ogni caso, volendolo tradurre letteralmente, in russo significa due volte sì; in tedesco due volte là; in italiano e francese costituisce una delle prime parole che i bambini pronunciano, e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone.

La versione ufficiale purtroppo non è mai stata scandagliata a fondo come si doveva, in quanto, mancava in quella “rosa di nomi”  quello più inquietante, quello del progettista e fondatore del dadaismo: Marcel Duchamp, il giocatore dalle “mosse invisibili”. 

Ora, gli storici dell’arte devono avere la cortezza di aprire il loro sapere in materia di Marcel Duchamp e seguire attentamente lo sviluppo delle indagini in corso. La versione ufficiale del nome DADA resterà tale fini allo svolgimento totale del tema d’Arte delle Avanguardie, assumendo pian piano tutta la tragicità che la Storia extra artistica ci svelerà dentro le pagine insanguinate della politica europea del XX secolo. Dada e il suono della mitragliatrice,  segreta arma di distruzione di massa americana.

DADA! DADADA DADADA DADADADADADADA

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PRIMA E DOPO

Hunt for missing Romanov treasures

Le armi del plotone:

una  Browning M1900  fabbricazione americana
una Browning  M1906, fabbricazione americana
due Colt M1911, fabbricazione americana
due Mauser C96, fabbricazione tedesca
una Smith & Wesson  fabbricazione americana
sette Nagant M1895 di fabbricazione belga e russa (7…?)

Le pistole utilizzate sono tutte di fabbriche di noti  Cosmopoliti Occidentali. I colpi sparati in basso denotano che i prigionieri venivano decimati in ginocchio o finiti brutalmente mentre si accasciavano moribondi infierendo brutalmente. La matrice di queste fucilazioni non sono di stile militare ma malavitosa o gangster.
A giudicare dallo sbriciolamento del muro non è possibile quantificare il numero dei caricatori utilizzati. Dalle impronte lasciate sul muro non sono da escludere anche i fucili. Quella stanza ha tutti i segnali di essere stata una camera della morte utilizzata per diverse fucilazioni a seguire.

Si narra

Le istruzioni erano di parcheggiare il più possibile nei pressi dell’entrata del piano seminterrato della struttura e di mantenere acceso il motore così da mascherare ulteriormente il suono degli spari. Jurovskij e Pavel Medvedev raccolsero 14 pistole da usare quella notte, comprese.
La notte tra il 16 e il 17 luglio, alle 11 di sera, Jurovskij chiamò il suo assistente Medvedev e gli diede le seguenti disposizioni: “raccogliere 11 revolver dai soldati della casa; avvisare il corpo di guardia della casa di non allarmarsi, se avesse udito degli spari.”

continua:


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