DADA: la Nascita (4) – SHOCK’ART

DADA: Le lettere anonime

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SHOCK’ART
«…perché le loro opere,
rifiutate quando stavano in vita,
oggi sono diventate popolari»

Erica Bisetto
Tesi: anno accademico 2014/15,

Che ogni uomo gridi: vi è un grande lavoro distruttivo,
negativo da compiere. Spazzare, ripulire. La pulizia
dell‟individuo s’afferma dopo lo stato di follia,
di follia aggressiva, completa, d’un mondo lasciato
nelle mani di banditi che stracciano e distruggono i secoli.
Senza scopo né disegno, senza organizzazione: alla follia
indomabile, la decomposizione.»
Tristan Tzara,

Manifesto DADA:. Tristan Tzara,

Basterebbero soltanto quelle due note a citazione per comprendere appieno che DADA non fu un movimento artistico ma un movimento ordinario per il disordine. Per fare ciò ci vogliono giovani cadetti coscienti che abbiano voglia di dimostrare in pratica le lezioni apprese nelle Accademie Militari.
Un Manifesto è un atto costitutivo pari a un giuramento per gli adepti  che vi aderiscono , e le parole schizofreniche del rumeno Tristan Tzara (fondatore zurighese) sono già intrise su ciò che sarà la pulizia etnica che avverrà ad opera del gruppo dadaista dissoltosi in Germania nelle maglie naziste:

La pulizia dell’individuo s’afferma dopo lo stato di follia,
di follia aggressiva, completa, d’un mondo lasciato
nelle mani di banditi che stracciano e distruggono i secoli.

continua Erica Bisetto nella sua tesi di Laurea:

È una repulsione istintiva, quasi atavica, ad essere evocata da quest’arte “. Eppure, ciò che dovrebbe essere naturalmente rifiutato non solo è accettato, ma prolifera e SI insinua fino all’interno delle istituzioni più prestigiose. Dove finisce la sua forza d’urto? Come puoi convivere ammirazione e ripugnanza? Perché, insomma, l’arte degli ultimi anni ha scelto lo shock?
Che ci sia stati momenti nella storia dell’umanità ove si sia fatto uso della  Shockterapia, le pagine di storia moderna sono intrise di ferocia progettuale oltre il limite umano, quasi rasente il castigo divino per tanta esagerazione avvenuta. Le opere classiche di letterature sono le migliori fonti informative sulla quantità e metodi di shock utilizzati, e, per quanto vogliamo negarlo, l’effetto sorpresa genera sempre shock. Per operatori militari quale si riveleranno poi i DADA, lo shockterapia sarà una pratica costante nei mutamenti di umore della loro Arte.  Lo scandalo, l’ingiuria, la falsità, la follia, il crimine, la crudeltà sono pratiche attinenti alla creazione di un effetto  Shock.
Dopo Fauve, Cubismo e Dada lo shock in arte diverrà una prassi quotidiana.
Continua Erica Bisetto:
Che qualche momento della storia sia stato un altra sopraffazione operata dallo shock ai danni di altre categorie può essere, in definitiva, ad attribuire un valore alla retorica dello shock. Affrontare in quest´ottica il tema dello  shock   significa allora, primariamente ritrovare l’originario significato di un termine la cui pervasiva presenza nel discorso critico si associa alla mancanza di un qualsiasi riconoscimento a livello minore del suo impiego, giacché né l’arte né, tanto meno, la storia dell’arte compaiono nelle proposte,  proposte dai presenti anche affronte dell ‘ormai consolidata istitu-zionalizzazione della retorica che fa dell’elemento sorprendente, perturbante, innovativo la struttura stessa del racconto storico, scandito fino all’approccio scolastico alla materia da una sorta di ritmo del capolavoro

(…) DADA è imporre la capacità di adunare i martiri fratelli per disorganizzare la plebe, concetto estetico adottato dagli esuli: la clandestinità occultata e il brigantaggio
Le Lettere anonime, i pizzini, i portaordini, le staffette ecc. erano le formule più consone per comunicare, minacciare, ribellarsi, arte malavitosa utilizzatrice della famigerate “lettere o letterine  anonime” di chi vuol ferire senza essere scoperto.

La lettere anonime sono il ceppo su cui poggia Dada che sceglierà queste come modello di comunicazione tipica delle società anonime perché Avanguardia cosmopolita e quindi, perennemente mimetizzata nelle avventure strategiche. L’anonimato, l’indecifrato, l’incomprensibile sarà il linguaggio ideale delle loro operare azioni di sabotaggio e disordine sociale. Manipolare senza farsi scoprire, questa è l’arte delle arti: l’inganno.

Le droghe

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Il cubismo il dadaismo il surrealismo sono discipline pittoriche capaci di creare illusioni ipnotiche enigmi risolvibili solo in presenza di droghe. Quindi  “Basta con l’alloro!”, decantava Charles Pierre Baudelaire: Viva! l’Assenzio, la Belladonna, la Morfina, l’Oppio ecc. Baudelaire sdoganava in Francia agli artisti l’uso di nuove droghe inscritte nel  suo capolavoro:  “I Fiori del Male“. Baudelaire in quel capolavoro ci descrive in modo criptato gli effetti reali e i danni collaterali di ogni singola droga sotto la sua ipnosi sa  genere.
I Fiori del Male è in sostanza un opera “botanica” per Baudelaire alla scoperta meticolosa dei veleni storici dell’Arte diventando egli stesso  la cavia numero zero,  cavia intelligente che attraverso metafore ne descrive gli effetti paradisiaci o i devastanti inferni paranoici di  quei veleni botanici assunti in corpo, aspirati  o disciolti nelle vene  come profumi  o sostanze mediche sottoponendosi viaggiatore chimico sottoposto ai potenti veleni e sappia tenere sotto controllo la ragione per descrivercela nei minimi dettagli prima di dissolversi nelle forme e figure etere lontane, irraggiungibili alla ragione, luogo astratto dove le geometrie e colori si scompongono e tra questi le parole.

L’opera  “Fiori del Male”  diverrà per le Avanguardie parigine un manuale d’uso, , non solo guida per gli artisti ma anche per letterati ,  medici e farmacisti. Negli anni diverrà Charles Baudelaire una stella guida e ispiratrice della letteratura mondiale. Opera sogget-ta a mille interpretazioni perché criptata.  Siamo a fine ottocento e la conoscenza messasi a disposizione della scienza  voleva sapere tutto, scoprire nuovi mondi fino a ieri vietati, sconosciuti al puritanesimo e  alle religioni dominanti.

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I Cosmopoliti volevano approfondire e sperimentare tutte le scienze spalancandone di nuove nascoste dentro, preferendo le idee pratiche alle ipotesi dogmatiche o divine per avviare nuove industrie mai prima viste, nuovi modelli di pensiero, nuove mode, nuovi prodotti. L’arte nella scienza ampliava i propri confini non più contenibili nel figurativo, quindi doveva distruggere il vecchio per creare il nuovo; in due parole: “Rivoluzione Permanente” dichiarando guerra non alla Borghesia, falso concetto dadaista di classe in Arte, ma ai “Conservatori” che tutto vogliono immutato nel tempo. Ecco perché nel cosmopolitismo ebraico non si  trova mai nella Bibbia la parola Eterno. Non esiste. Tutto è mutevole sotto la spinta che animi le rivoluzioni, moto perpetuo degli astri celesti rotanti  nel cosmo infinito. A Dada non importa sapere il risultato immediato della propria Arte ma gli effetti che essa genera sulle cause dei movimenti istintivi per dargli una Direzione.

CAOS

Nulla è  preordinato dice il “Libero Arbitrio” ma non sapendo nulla del domani cosmico ecco che nel Caos si attinge non alle idee, ma alla sperimentazione mai prima azzardata. Scomporre per ricomporre, tagliare per disassemblare, ressemblante, e assemblare nell’unito, sovrapponendo cose e cose e parole senza una ragione precisa in quanto la ragione è sinonimo di “conservatorismo”, ecco il motivo de Genio/i nella storia che mai ebbero lasciato per iscritto nulla, lasciando l’interpretazione libera ad ogni Arbitrio.

Gli artisti e letterati sottoposti agli effetti ipnotici di droghe, cominciarono – con una serie di esplosioni dinamitarde al rallentatore – a rappresentare la dissociazione tra forma e colore incamminandosi verso la scomposizione frammentata con l’utilizzo di spatole e pennelli per confinate nella forma figurativa. A partire dal 1839 la rivoluzione artistica fu certamente condizionata durante il Romanticismo causa la nascita delle prime  macchina fotografichePer svincolarsi da questo abbraccio mortale impari per alta definizione dei solfuri,  ecco che gli artisti lanciano la sfida  dell’uomo contro la macchina fotografica facendo cose che la stessa macchina non poteva fare, produrre immagini la dove all’obbiettivo era interdetto ad entrare: nella mente.

Saranno le “le nuove tecniche ” pittoriche a determinare un  diverso approccio all’arte e non più la veridicità di rappresentazione della realtà nel fare alto di valore ad  un ritratto e una prospettiva.
N
el 1823 nasceva il Realismo (pittura politica) come ultimo canto del cigno, poi, dal 1850  nasce l’Impressionismo , segue il Puntinismo  avviandosi al Postimpressionismo. Ma la macchina fotografica nel frattempo si evolve con lastre sempre più belle e precise nei contorni e finiture e quindi, la pittura comincia a pedalare in salita esalando fiato buffato fino a quando le Avanguardie che daranno vita a nuove discipline pittoriche simili alle primitive dell’uomo. Non più  rappresenteranno la realtà in Arte, ma l’effetto di droghe che nell’immaginario vive l’artista scavando  nella psiche (nuova materia medica di Freud) cervello sottoposto a bombardamento neuronico da parte di allucinogeni somministrati elaborando nel surrealismo le allucinazioni visive apparse.

Arte e Copyright

In quel percorso storico dell’Arte, in America nasce il Copyright, il Diritto di invenzione, Diritto d’Autore che coinvolgerà gli artisti capitalizzandoli, e che per tale malattia da denaro trasformerà tutti gli artisti in  manieristi, dando vita alle correnti estetiche dell’arte censurate e riservate al singolo. “Vietato imitare la mia arte”.
La ricerca o rincorsa costante verso nuova estetica diventerà una fustigazione costante per gli artisti non più liberi di aggiornarsi. Dada se non altro è meritevole di aver combattuto il monopolio stilistico in pittura facendo uso di spazzatura letteraria. Ecco le letterine anonime ritagliate dai giornali prendere forma e senso criptandole

occhio cerchiatoFoto: Hannah Hoch – “Occhio cerchiato” in codice (Alto Ufficiale)

Pittoricamente, il collage figurativo cubista darà i natali alla formula “pittorica”  dadaista, che a sua volta,  al tramonto della corrente isterica,  passeranno il diritto di Copy ai surrealisti.

Dira Kiki di Montparnasse di loro: “Usciamo con dei tipi che si chiamano dadaisti e altri che si fanno chiamare surrealisti, ma io non riesco a vedere questa gran differenza tra loro!”), notti in cella, ricoveri, eccessi…

La sovrapposizione delle immagini che fluiscono una dentro all’altra dando più punti di vista nella frammentazione del tempo in cui avvenne il fotogramma (flash) o dello spazio di tempo in cui avvenne la “scena”  fu il proseguo dell’esperienza psicoanalitica, psichiatrica e psichedelica delle droghe. Ciò vale per tutte le correnti del Novecento.

Ma i dadaisti  molto presto si rendono conto che le immagini figurative non erano più sufficienti  per combattere l’ideologia marxista che imperversava in Europa infastidendo la  Borghesia industriale e i Conservatore. I Cosmopoliti si resero conto che dovevano, non solo creare nuovi intellettuali  a sbarramento, ma nuovi poeti capaci si sintetizzare un concetto in uno slogan ,  ma per ciò ci voleva a monte in arma capace di combattere la parola logica della filosofia marxista. La guerra stava unificando i dialetti dei combattenti nella unica lingua nazionale. I sondati umili imparavano a leggere e  i lavoratori  stampavano i loro quotidiani. Bisognava attaccarli sul territorio del lessico.
Dada individua la Parola facendola sua arma d’attacco. 

I Capannelli

Il “Krarsch ttinraas add sre ti ututur tu tsm ecc” sproposito dadaista, corrispondeva al nostro “bla bla bla bla bla” con gli indici nelle orecchie di chi parla ma non ascolta, gesto ritenuto maleducato o provocatorio per  interrompere o scanzonare il proselitismo marxista o la discussione dei capannelli di piazza. In  Europa i capannelli di piazza erano molto diffusi e affollati, or non più. Il Capannello era una “sorta di dialogo”   dove si sfidavano due opposte fazione di pensiero oratorie e le persone in circolo seguivano la discussione imparando molte cosse, apprendendo  molta cultura, cambiando opinione in basa alla ragione di diritto. il capanellismo di piazza (non più di moda) poteva adunare fino a 30 spettatori e moltiplicarsi in decine e decine di adunanze diverse  nella stessa piazza. I più frequentati erano quelli domenicali. Quindi la provocazione DADA cominciò a dare spettacolo  di se blaterando frasi sconnesse tra i capannelli.   

L’Analfabeta funzionale: 

La metamorfosi intellettuali nelle masse è compito degli intellettuali, ovvero, coloro che facendo della parola un arte sanno generare in scrittura profonde ipnosi stabili convertendo spesso la ragione. Ma erano pochi quelli che sapevano leggere e scrivere a quei tempi, quindi confondere le idee al popolo con l’oratoria è sempre stata una cosa  possibile. Nascono i DADA, disturbatori di piazza, teatro, e oratoria contro la Ragione Umana attraverso l’uso della parola sconnessa o raggirata.

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Poesia DADA

” Prendete un giornale. Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l’articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l’articolo e mettetele in un sacco. Agitate delicatamente
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l’altro dispo-nendoli nell’ordine in cui sono usciti dal sacco.

Copiate scrupolosamente.
La poesia vi assomiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità,
benché incompreso dal volgo.”
Trattto da : Tristan Tzara, “Per fare una poesia dadaista”

continua….


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Duchamp – Macinino da caffè (2)

Macinino da Caffè
(i pezzi in gioco sulla scacchiera mondiale )

Duchamp-moulin-p

L’Avanguardia.
Tra due eserciti che se la contendono, le Avanguardie sono quelle guardie ardite che sanno essere davanti all‘avamposto militare, le più addentrate tra le fila del nemico. Avanguardista è colui che tra i soldati di un esercito invasore sa meglio mimetizzarsi  di altri commilitoni nel penetrare le fila della società avversaria per conosce e mappare tutto ciò che porterà a buon fine l’invasione. Le avanguardie perlustrano molto prima che scatti l’ora “X” dell’assalto, scatti senza preavviso. Le Avanguardie, se scoperte fanno una brutta fine quindi, si muovono anni prima integrandosi nella società da conquistare. Se parsimoniosi.  i rischi sono minori e il tempo gioca a loro favore salendo la scala sociale.
Ideate da Giulio Cesare erano guardie multilingue che ispezionavano il territorio  prima delle Legioni Romane, appunto: Avant-Guardie coloro che procedendo gli Avant-Posto preparandogli il terreno per l’invasione .
Il professore  e critico d’Arte Philippe Daverio è stato il primo tra i critici d’Arte a intuire che dietro la parola Avanguardia artistica si nascondesse qualcos’altro di non pertinenza all’Arte e che nulla avevano a che fare certi artisti. Troppi pittori che dipingevano male o addirittura che non sapevano dipingere.
La scuola d’Arte italiana ha un retroterra storico troppo riccio di Maestri del colore per non accorgersi di ciò, ma questi novelli pittori francesi di Avanguardia, oltre a scarabocchiare male – e ci passa –  non sapevano nemmeno cosa fosse il colore e come si usa, adoperandolo a casaccio come fanno i dilettanti, sporcando tra loro i colori. Il professore Philippe Daverio come altri critici d’arte italiani, rimarcano che nel Novecento d’arte, qualcosa sia successo,  notando una frattura non artistica nell’Arte ma ideologica. Qualcosa di sconosciuto era stato gettato nelle acque limpide ove Arte e Artemide si mondano per essere linde e che, scoperti i malfattori, li hanno precipitati dai cieli nelle acque inquinate.
Di rimando,  gli inquinatori
beffardi dissacratori di tutto ciò, perseguirono nei  loro disegni eversivi il reato, trasformare in Oro (Capitale) tutto ciò che hanno toccato (Re Mida), e trasformata l’Arte in monopolio  l’hanno ridotta a semplice merce quantificabile.

Cosa successe nell’Olimpo artistico?

Scalando la vetta alla chetichella, erano arrivati sull’Olimpo una ciurma di assaltatori barbari per impossessarsi del trono di Arte come se questa fosse una Regina Sovrana da decapitarle la testa per cingersi il capo con la sua Corona Olimpica. Quale luogo migliore poteva essere deputato per installare un simile protocollo? La FRANCIA.
G
li assaltatori erano Avanguardie alla riscossa appartenenti ad un esercito antichissimo senza nome e stato. che tutti gli eserciti del mondo devono sottomettere (per volontà divina). Stiamo parlando in Francia dei cosmopoliti discendenti della tribù di Giacobbe, conosciuti alla Storia come i Giacobini. Altre tribù in altre nazioni del mondo prepararono e preparano la loro “rivoluzione colorata”, tutte uguali, stesse modalità, rituali.

II°
La “Sindrome Cubana” di fine ottocento è il tipico esempio architettonico per il possesso dell’Isola e la sconfitta definitiva della Spagna. Ciò mette in luce l’Embargo (assedio),  un deterrente scatenate la rivolta interna di affamati contro le  autorità destituendole  con una rivoluzione interna feroce per poi inchinarsi al baciamano dello straniero fuori porta venuto col sorriso amichevole, caritatevole nel salvarli con fresche bevande, cibo caldo, pane e zucchero.
Per chi invece  l’embargo lo subisce su terra ferma, il Monopolio dei magazzini generali ha  la stessa valenza delle navi americane ancorate nelle acque cubane in attesa di essere chiamate per la salvezza alimentare. Questa prassi è manuale degli eserciti,  fin dall’antichità. L’Embargo genera inflazione economica, l’eccessivo sbarco di merci genera la deflazione.
Messo in ordine questo scacco Monopolista ad Ovest sulla scacchiera russa, possiamo analizzare il pezzi che compongono i  Fanti-Mitraglieri, soldati pre disposti ad Est della stessa scacchiera geopolitica e ci trasferiamo in Manciuria durante le operazioni della guerra Russa/Giappone per capire la storia.

Shogun
La Modernizzazione e preparazione dell’esercito giapponese dal 1870 fu rapidissima. Il vero potere nipponico, da diversi secoli  non era più nelle mani dell’Imperatore (icona) ma nelle mani dello Shogun ministro del commercio e signore delle delle guerre.
Il sistema dei samurai divenne illegale e disciolto nel 1868. Dal 1905  l’Esercito Imperiale giapponese si fece conoscere per il severo trattamento che i soldati ricevevano già all’inizio dell’addestramento, tra cui percosse, attività non necessarie estremamente dure, mancanza di cibo e altre violenze e dure pratiche disciplinanti. L’ istruzione militare giapponese da esercito feudatario a esercito moderno occidentale avviene su tre territori Occidentali:
1) America dove viene addestrato ideologicamente il Comandante in Capo del futuro esercito nipponico e Ministro della difesa Shogun;
2) Francia dove avverranno i finanziamenti illeciti grazie alla ricca Banca  di  Monet artista che produceva quadri non d’arte ma delle Ricevute Bancarie sotto forma di quadri per  collezionisti Cosmopoliti americani aderenti al finanziamento di una guerra lampo contro lo Zar di Russia per  conquistarne il regno. La sua casa di Givenchy  divenne l’imbasciata occulta giapponese in Europa;

Foto:  C. Monet nel suo giardino giapponese con autorità politica Japan (Giverny – FR.)

[…] e sempre in Francia nei sotterranei dell’Accademia d’Arte di Enri Matisse, verranno preparati gli ufficiali Fauve (crudeli) dirigenti marziali per la creazione di soldati crudeli della nuova armata nipponica, come anche di agenti mafiosi e antimafia di Chicago per  il controllo delle droghe, alcol  e dell’Economia. (Chicago alla fine premierà Picasso ringraziandolo.. Perché?…)
Di quelle lezioni Fauve avute da Matisse, l’Esercito Imperiale nipponico  farà conoscere al mondo il severo trattamento che i soldati ricevevano già all’inizio dell’addestramento, tra cui percosse, attività non necessarie estremamente dure, mancanza di cibo e altre violenze e dure pratiche di disciplina  acquisite nell’accademia Fauve di  Matisse; terzo territorio è l’Inghilterra, presso la marina militare che istruirà i cadetti nipponici all’ingegneria navale e  patente nautica alla giuda delle potenti navi cannoniere fornitegli che verranno utilizzate nella guerra contro la Russi (1905).

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Ora, il partner Orientale per la Grandi Manovre a “Tenaglia”  contro lo Zar era definito, pronto e istruito. Un altra pedina sulla scacchiera geopolitica fu collocata dal presidente americano  Theodor Roosevelt direttore di guerra.

Foto: Theodor Rooselvelt  pacificatore tra russi e giapponesi.

Contaminazioni: 1860 -1900
Nella permanenza in Europa “…per studi d’arte” degli agenti futuri nipponici, l’Arte giapponese fu a noi particolarmente gradita nel ciclo della Belle Epoque; si estenderà poi  in Germania quando  si ebbe  il sodalizio coi nazi tedeschi diffondendo in Germania l’arte orientale, l’arredo per Bauhaus: la pittura minimal, il nero china, la poesia breve, l’estetica, lo Shintoismo  e il pensiero ZEN molto apprezzato negli ambienti aeronautici e missilistici. A sua volta il Giappone nel sodalizio coi Cosmopoliti tedeschi ebbe in cambio, un ammodernamento rapidissimo  accorciando le distanze sul grande ritardo tecnologico ed industriale di cui soffriva, diventando il legale rappresentante dell’Occi-dente in Asia. L’alleanza dello Shogu col mondo occidentale nei primi Ottocento vedrà il Giappone impiantare la prima linea ferroviaria su modello e passo binario europeo, lo studio delle materie scientifiche, la macchina fotografica, la meccanica e l’industria , e l’accettazione dei primi cosmopoliti europei nel fecondare nelle caste sacre giapponesi il seme aschenazita per la futura Alleanza segreta Cosmopolita, e ripetere con essi nel 1938 l’operazione tenaglia contro i russi separandogli in due l’armata. Nella conferenza  di Teheran, dopo la prima esperienza nucleare tedesche,  si deciderà di rompere l’assedio in Manciuria grazie all’entrata in guerra degli americani contro il Giappone facendo rientrare il suo esercito in patria.

Ps.
Agli interessati segnalo questo sito in WordPress che tratta in modo esemplare e sapiente la questione giapponese, il suo sviluppo storico nell’ottocento e novecento, una storia affascinate a molti sconosciuta:

 https://cityvoxbs.wordpress.com/2016/04/02/giappone-segreto-capolavori-della-fotografia-dell800/

Perché il macinino di caffè del geopolitico Marcel  Duchamp ha questa importanza preliminare per leggere fin dal principio quali ruoli ebbero i  giochini di parole, le riviste d’arte, le correnti, come gli oggetti vari depistanti?
Vediamolo sa vicino questo benedetto macinino e la sua funzione.



Dalla Tramoggia alla Mitragliatrice

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La Colt (*) pistola a tamburo arma preferita nel Far West, piaceva perché  se usata con due mani raddoppiava in velocità la sua potenza di fuoco.
Jordan Galting inventore della mitraglia divenne un esperto di agraria quando cominciò a lavorare in un emporio di cibi essiccati. Si appassionò alla meccanica dei distributori di sementi su ampia scala territoriale.  Per l’occasione, inventò due macchinari che servivano a seminare mais e riso. Allo scoppio della Guerra Civile d’America, “Pensò: ” Se invece di mettere nel contenitore i semi, lo stesso strumento accogliesse proiettili da fucile?

L’invenzione andò a buon termine, nacque la Galting gun ( mitragliatore), madre di tutte le mitragliatrici future. Era un’arma da campo a polvere nera, che utilizzava molteplici canne rotanti mosse a mano tramite una manovella. Essa sparava  le munizioni sfuse allineandole grazie ad un raccoglitore a tramoggia (contenitore che faceva scendere le munizioni semplicemente per gravità). Per il suo impiego nella guerra d’Indipendenza americana, il Gutleing gun, presso i rivoltosi americani prese il  soprannome di Macinino da Caffè. Fu tale il successo d’impiego che fondò l’azienda Gatling Gun Company ancora oggi esistente e, nel suo genere è ancora una azienda innovatrice.  La mitraglia resterà segreta per poco tempo perché gli inglesi che subirono il devastante risultato.
La imitarono creando nuovi modelli.

Racconta di se Jordan Galting dopo essere diventato da meccanico a Medico non profes-so, e lo si sente nell’affermare le seguenti ciniche parole:

«Mi venne in mente che, se avessi creato una macchina – un’arma – che avrebbe permesso, grazie alla sua rapidità di fuoco, ad un uomo soltanto di compiere in battaglia il dovere di cento uomini, avrebbe sostituito in gran parte la necessità di grandi eserciti e di conseguenza, l’esposizione in battaglia alle malattie sarebbe notevolmente diminuita.»

Come dire, “più morti in meno tempo, meno feriti e malati da guarire.” Il suo ragionamento capitalista e cinico non fa una piega, è americano.
Anche lui si dedicò nel 1850, a 40 anni circa, allo studio della medicina per dirigere la  sua Lobby massonica. Chissà come mai tanto interesse dei cosmopoliti per la medicina senza applicarla.

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Per diversi anni il funzionamento dei primi modelli di mitragliatrici era affidato ad una manovella che forniva il moto necessario per la rotazione delle canne, l’espulsione del bossolo e la ricarica, per esempio: il Gardner gun o l’Agar coffee grinder (macinino da caffè” Agar) ci riporta allo stratega militare un Marcel Duchamp che fin da giovane,  in Francia, usava l’Arte oggettuale per messaggi criptati ai suoi “adepti” di Loggia.

Alfred Nobel.

Alfred Nobel, figlio di un industriale svedese operante nel campo delle armi in Russia, laureatosi privatamente in Russia, si trasferì dapprima a Parigi dove incontra nel 1850 l’italiano Ascanio Sobrero, medico torinese inventore della nitroglicerina ad uso cardiologico contro gli infarti. Trasferitosi a Torino e  acquisita l’invenzione e la sua chi-mica, si trasferì in America con la ricetta Sobreo, mettendo appunto  la dinamite come anche una serie di polveri da sparo più potenti e pulite come la prima polvere bianca dei moderni fucilieri, polvere da sparo che  permetteva di esercitare colpi successivi contro il nemico ancora annebbiato  nella sue nuvole nere in attesa che si snebbiasse, aumentando in tal modo le prestazioni delle mitragliatrici rudimentali e i fucili dei Fanti americani.
Nobel, con l’immensa ricchezza accumulata nelle forniture di guerra, impose a priori ai suoi clienti a garanzia di forniture successive, gli ufficali cosmopoliti da lui indicati. In questo modo creerà un immenso Servizio Segreto Multinazionale dentro gli eserciti sapendo anticipatamente le manovre in atto. Inoltre alla sua morte lascerà un immenso capitale a disposizione dell’Arca delle Alleanze ebraiche, e non ultimo una Fondazione che prenderà il nome di Premio Nobel, da distribuire ai più meritevoli della causa ebraica nel mondo, indipendentemente dalla disciplina politica, economica, scientifica , d’arte e Letteraria in cui sono impegnati. Nobel nel mondo diventa Monopolio etnico con una collezione di 360 brevetti, tra le quali la balistite e la cordite due polveri da sparo rivoluzionarie che non rilasciano fumi,  ed  detonatore per ogni forma di esplosivo

Anche questa pedina è stata collocata.

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Nella disputa Russia e Giappone del 1905, Duchamp in Francia, con questo bozzetto pubblicato, manderà anticipatamente il messaggio criptato ai cosmopoliti delle Avanguardie, di prepararsi alla partenza in Russia, verso una vittoria garantita perché il l’Agar coffee grinder o  macinino di caffè in dotazione ai giapponesi era sconosciuto come arma un arma segreta. Decimato  l’esercito zarista in Siberia, ad ovest si poteva far esplodere la rivoluzione e il colpo di  stato alla casa reale.

Partirono i volontari giacobini “rivoluzionari”, alla volta della Russia ma  torneranno sconfitti dalla Russia per mano dei Cosacchi.

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Foto: 1904 – navi russe attaccate dal Giappone,  scoppierà la guerra.

Marcel Duchamp nel 1912 istruirà i convertiti cosmopoliti di Spagna (di Barcellona) spiegando la teoria estetica dello specchio rotto del Poeta Loutreamont. Nasce il cubismo pittorico come le squadre di volontari filo francesi pronte per la Grande Guerra.
Avviò Picasso al primo cubismo specchio rotto. Poi passerà  alla volta dei futuristi italiani che abbandonò presto perché non interessato a scoperte di fisica e scienze meccaniche. Partirà alla volta dell’America preferendo dare  il suo servizio ai grandi stratagemmi geopolitici. Nel 1916  a New York inventerà DADA con succursale in Svizzera,  artisti animatori  di disordini politici nella Germania prehitleriana. Infine, traviata, travisata e abbandonata, DADA darà alla luce il Surrealismo finanziatore delle squadre Anarchiche per la Guerra Civile di Spagna.
I surrealisti si scontreranno  ideologicamente contro i  “Cubisti”  reduci della prima Grande Guerra, allineatisi dopo la caduta del Re di Spagna a sostegno di Franco. In quella guerra, gli anarchici repubblicani con sede a Lugano – Svizzera ,  si batterono contro i fascio/cosmopoliti di destra subendo le sinistre una disastrosa  sconfitta, presagio di ciò che sarebbe scatenato poco dopo in Germania.

continua ….

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Dada

Dada: la Nascita (2)

DADA: UNA RIVOLUZIONE BORGHESE

dadaisti

Per la loro natura insurrezionale i DADA non sono assolutamente credibili quando parlano. Se sostengono una tesi poi la smentiscono in pratica, non la rispettano, non l’applicano. Sono bugiardi.

La stessa storiellina sulla nascita della parola DADA è bugiarda. Non ce una versione  una uguale all’altra, ma  studiando sulla scacchiera le segrete mosse di Marcel Duchamp (padre fondatore di DADA)  scopriremo la matrice della Parola.

I Dada sostengono per iscritto di essere rivoluzionari, antiborghesi, poi si scopre essere tutti figli di papà e in questo modo infingardo, s’intrufolano quattamente  nelle correnti d’arte, politiche, filosofiche, letterarie,  poetiche, di critica  ecc. come anche nelle strutture di sinistre dei lavoratori. Dada aderisce ma non riconosce niente di tutto ciò. Perché? Qual’è l’intento?

Vestono borghese, mangiano borghese  e sostengono le tesi della borghesia industriale capitalista. Difendono la proprietà privata, amano parlare in codice e in modo criptato comportandosi come setta segreta. Odiano il vecchio esercito tedesco (S.A.), appendono i loro fantocci in divisa al soffitto  a dispregio, ma sono loro alleati come lo sono di tutte le correnti di pensiero per poi negarle tutte  perché non è ciò che vogliono. Loro hanno idee chiare perché aspettano gli ordini dei loro superiori.  

DADA asserisce di essere anarchica, sindacalista, liberale, liberista, nichilista, arrogante, atea, comunista e anticonformista; anticlericale, anormale, amorale ecc. Il dadaismo – come asseriscono nel loro Manifesto fondatore –  non è niente di tutto ciò, è DADA.
DADA è Cosmopolita ma è anche organizzazione revanscista di stampo nazionalista alla nascita e subito dopo è pronta a coalizzarsi in modo sotterraneo con le confraternite di altri stati che, una volta perduta la sovranità nazionale, i dirigenti verranno sostituiti e i governi rovesciati e che verranno poi diretti da nuovi dirigenti o adepti Cosmopolita o loro affini.

DADA si muove come un Servizio Segreto multinazionale e asseconda le tensioni di resistenza, di opposizione, ma solo come opportunisti, ma opportunisti non sono, anzi…

Come nasce il movimento DADA e perché?

Per capire le motivazione sulla nascita di DADA bisogna fare obbligatoriamente  un ripasso di Storia  europea, perché nel periodo che precede l’inferno della prima Guerra mondiale è possibile vedere lo spettro della forma che comporrà il futuro di Europa,


II°
Sarajevo fu l’inizio.
Durante i preparativi insurrezionali contro la casa reale di Germania e gli Asburgo, istigheranno le monarchie alla “reazione” con l’attentato di Sarajevo del 1914 dove morirà l’arciduca Franz Ferdinand e la moglie  Sofia eredi  universali al trono  Austroungarico.  era il 28 giugno del 1914 , un mese dopo il  il 28 luglio 1914 partirà la dichiarazione di guerra di Austria-Ungheria contro la Serbia.

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Fu un attentato eseguito dalla Mano Nera serba. Le tracce di quegli attentatori  arriveranno fino in Egitto dove aveva sede la centrale del gruppo operativo degli  attentatori di stampo anarchico, specializzati nell’eliminazione fisica di Sovrani e Reali d’Europa. Quello di Sarajevo verrà eseguito sotto l’occulta regia dei Cosmo-polita francesi. La questione “rifornimenti” mancati francesi per l’autodifesa alla  rappresaglia asburgica preventivata, i francesi  si  scusarono del “ritardo” come si trattasse un normale incidente di percorso burocratico nascondendo la trama.
L”operazione inganno dei rifornimenti ci viene accennata  nel “Quaderno della Guerra n. 30”, di Arnaldo Fraccaroli  (ed.Fratelli Treves Milano-1915), giornalista reporter in servizio al fronte, il quale, munito di tacquino e penna ci narra sui dispacci spediti al suo giornale i disagi serbi che hanno subito nascondendogli il piano della  Prima Guerra Mondiale.
Quel quaderno specifica le
dinamiche e gli spostamenti interni delle truppe come lo  spostamento strategico della intera capitale con tutti i suoi ministeri in area protetta. Ci spiegherà  l’ingenuità dei russi increduli come gli interessi da parte dei Servizi Francesi sull’evento in corso. Grazie alla forza dei soldati serbi che resistettero, il loro  Stato non capitolò e i francesi dovettero cambiare i piani perché ritenuti provocatori e  non più credibili. I serbi confermarono l’alleanza alla Russia.


III°
Le prove

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Sulle responsabilità angolo/francesi di quell’attentato e successiva guerra, Gertrude Stein ci  lascia delle tracce significative nelle sue bibliografie sugli uomini d’oro responsabili dell’Arca francese adunantesi il Sabato Sera nella sua casa Sinagoga. Nel testo, “Autobiografie di Tutti”. racconta  con molta sincerità di una crisi di panico che ebbe in aereo attraversando il Canale (della Manica) quando guardando in basso tra le nebbie (nuvole)  vide ciò che non descrisse per ragioni d’ufficio. ma che ci lascia intendere con piccoli racconti successivi nella stesura volutamente “svarionata”.
Erano le  esercitazioni preliminari di inizio guerra che chiama in codice
“Balletti Russi”. Ai cosi detti Balletti Russi eseguiti in Inghilterra ove  era in atto un  mistificato  Congresso letterario, allo spettacolo serale erano invitati  tutti coloro che durante il giorno seguivano e ricevevano le istruzioni preliminari della Grande Guerra. Quella visione che la spaventò tanto, era l’adunata di tutte le carrozzate navali di sua Maestaà Carlo V in esercitazione. Era la flotta della più prestigiosa e potente marina militare al mondo, quella britannica. Nelle manovre sottostanti nel Canale della Manica, , la Marina Reale metteva appunto lo sbarco in Belgio e la disseminazione delle micidiali mine galleggianti per l’embargo futuro impedendo gli  approvvigionamenti e derrate   che la Germania subirà per tutto il corso della Grande Guerra e che la sfiniranno per stenti. In tutta risposta la Germania inventerà il sottomarino lanciasiluri facendo tremare gli americani approvvigionatori di tutte le derrate e rifornimenti logistici ai suoi Alleati, merce data in monopolio agli inglesi per la distribuzione, i quali, in tutta risposta ai tedeschi, gli scagliarono contro i primi carri armati anti mina e anti fanti  trincerati.

“Tutto si fa serio” dirà Stein intimorita. Ella ci riporta un discorso beffardo di un noto stratega  inglese (leggere il libro)durante il congresso nel quale affermava che la Germania avrebbe perso la guerra perché le loro rotaie erano più grandi rispetto alle belghe: “Li si fermeranno”. Fu così.
Mentre l’Inghilterra si preparava a minare i mari del nord,  i diplomatici francesi “suggerivano” agli Asburgo  che non avrebbero dato fornitura di armi e munizioni ai serbi in quanto tra i loro ufficiali si annidavano dei traditori, lasciandogli carta bianca durante la spedizione punitiva nel rispetto delle regole militari, , prendendosi l’Austria il primo lustro all’esercito imperiale che entrava baldanzoso nella trappola bellica inglese.


IV°
Le alleanze.

Traditi e abbandonati, i Serbi si difesero con estremo coraggio e testardaggine, comportandosi sorprendentemente da  grandi combattenti evidenziando la loro vera natura selvaggia Slava. La Serbia chiederà gli  aiuti militari allo ZAR di Russia al quale Pietro I° Re di Serbia era legato da anni da vincoli di mutuo soccorso e sangue reale che  prontamente lo Zar intervenne porgendo l’aiuto sancito.
Lo Zar Nicola II° ci cascò  trovandosi più avanti   coinvolto anche lui  in una guerra fratricida tra le Case Reali d’Europa.  Gli austriaci essendo  legati da patti di mutuo soccorso militare con la Germania, in caso di aggressione estera, coinvolsero i tedeschi che risposero prontamente alla triplice Alleanza.

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Le famiglie reali d’Europa pur essendo tra loro tutti cugini di primo grado  discendenti dalla Regina Vittoria d’Inghilterra e  consanguinei, si trovarono per una serie di “tradimenti” presunti a combattere l’uno contro l’altro. Perderanno tutto e tutti, alcuni anche la vita.

 

Chi tramò quella  tremenda tresca?
I Cosmopolita.

 

Foto: Zar Nicola II° e Re Giorgi V° (cugini)


V °
Cosmopolita.

L’operazione belliche si mossero sotto una regia globale con sede in Inghilterra, Francia e Stati Uniti e Belgio. Questi stati sono gli stessi attori coalizzati che nel 1905 con operazioni congiunte tentarono di deporre lo Zar di Russia per farne delle sue immense fortune aurifere, minerarie e tessili, un ghiotto boccone. Con Sarajevo la Russia zarista verrà  coinvolta ancora in un altra guerra per volere dei cosmopoliti. Per lo Zar fu l’ultima delle tre partite in 70 anni che dovette affrontare dai soliti manigoldi.

Perché gli inglesi odiavano tanto gli Zar da tramare alle loro spalle per anni?

Perché dietro all’indipendenza americana, le forniture di armi, carri, cavalli , divise e altro, provennero dalla Russia. Putin fu chiaro con gli americani all’inizio del suo man-dato, ricordandogli di essere grati alla Russia per gli aiuti dati alla loro Indipendenza, altrimenti impossibile da realizzare.   Per gli inglesi , perdere l’impero americano (il Nuovo Mondo) fu un colpo mortale giurando vendetta contro la Russia. Ma l’America popolare, quella dell’Indipendenza, fu messa subito sotto scacco dagli infernali Cosmopoliti che oltre chiedere aiuti materiali alla Russia, chiese anche aiuti Umani. Partiranno  dalla Russia e successivamente dall’Europa, ondate e ondate di ebrei  Cosmopoliti che conquisteranno con un cestino di pane e una Colt l’intera America.
Nasce nel  Nuovo Mondo il nuovo Capitalismo Cosmopolita.


 

VI°

Foto: il Cosmopolita Roland Reagan

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Ricordo ai lettori quando guardano i films americani sulla conquista del West ‘ 800, quella dopo l’Indipendenza, di guardare bene le stelle degli sceriffi (uomini di legge) perché sono a sei punte come la stella di Davide. Lo sceriffo del West era un cosmopolita che faceva rispettare gli ordini di una America da loro conquistata in nome della Bibbia. Quando più avanti i Cristiani (maggioranza silenziosa) opposero obbiezioni a ciò, chiesero anche il diritto di presidenza.  Comincia nel silenzio quel banchetto di sangue presidenziale aprendo  la questione semita interna, opponendo un partito  Democratico al lo strapotere del Partito Repubblicano di forte matrice ebraica. “L’alternanza democratica” si rivelerà una mascherata elettorale quando i cosmopoliti presero la presidenza del Partito democratico. Es: da Reagan in poi tutti i presidenti e vicepresidenti americani a oggi (Trump compreso) sono Cosmopoliti.
I Cosmopoliti, per per meglio camuffare le loro identità ufficializzarono nell’Ordine della Legge anche la stella a cinque punte. Le due religioni si allearono (non troppo) e per una serie di ragionamenti complessi; l’unione si rivelò utile e proficua.


VII°
La Grande Partita a Scacchi.

Tornando al 1914 e posizionate in ordine le pedine sulla scacchiera,  capito il ruolo dei singoli pezzi possiamo dare inizio alla Grande Partita a scacchi:  Sovrani contro Borghesi
spiegando i ruoli religiosi che li distingueranno nella Storia in bianchi e neri

 

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Chi sono i borghesi?

L’aggettivo in se ha perso nel corso degli eventi e della storia il vero senso della parola. Nell’immaginario collettivo della cultura “occidentalizzata”, per Borghese s’intende un cittadino  che appartenga a una classe sociale economica superiore, ovvero, un agiato. Ma in origine il Borghese era l’abitante del Borgo, un “ghetto cinto” da mura e distante dalle Contrade, quartieri di origine medioevale di più di ampio respiro storico con libera circolazioni di persone e merci,. Quartieri comprendevano in se le Cattedrali,  Ospedali, Università, Conventi, Caserme, piazze e teatri ecc. I borghi invece erano quartieri operai e di manovali saltuari e nomadi dove pernottavano a contratto.  I Ghetti invece erano delle giudecche (quartierini judei ), quartierini etnici, agricolo stagionali. Essi  comprendevano lebbrosari, cimiteri ebraici , e zingari, che a sera, chiusi i portoni d’ingresso, gli abitanti  non avevano il  diritto di circolare  a causa della loro povertà che li trasformava in fastidiosi briganti.

Nei Ghetti le nascite aumentarono e i loro confini conquistando pian piano i Borghi vicini. Nei Borghi nasce la convivenza, la cultura del risparmio, le razione alimentare, i mestieri sottopagati ma che una organizzazione sociale ben disciplinata, si muoverà tra di loro nel sottobosco per eludere lo strapotere cattolico portatore di una disciplina sociale consolidata basata sull’ordine di un altro testo sociale e  sacro ma antagonista: il Vangelo.

Il Cristianesimo, esporterà questo  modello in tutta Europa, I Ghetti e i Borghi  divennero un modello urbano  universale capace per autogestione generare nuovi mestieri urbani.
Gli ebrei  specializzarono il lavoro in scienza, tenendo nascosto il copy dell’idea e la maestria del mestiere. Aumentando le pretese economiche subito castigate dal sistema fiscale Reale.
Il modello cristiano prevede nel governo delle nazioni sparse un Vicario di Cristo a Capo come una serie di Reali minori cui tutti dovevano alla loro Maestà l’inchino  al passaggio, Re seguito dai suoi vassalli (i Signori)

Quindi il Borghese è il judeo, mentre il Signore è l’equivalente cristiano. Per ragioni di conquista del potere centrale, il Borghese mimetizzerà i suo scopi di conquista scrivendo nuove pagine di storia dell’Umanità, sia nel bene che nel male (vedi la rivoluzione francese diretta dagli ebrei giacobini o il Vaccino antipolio). Quindi, dietro il Borghese  si nasconde sempre un monopolista (Cosmopolita), dietro il Signore (il Gentile) non si nasconde nulla, anzi, si evidenzia tutto, specie il Lusso. La storia dell’Umanità è infinita, piena di sorprese goderecce da studiare. Andiamo oltre.


VIII°

Nascita dei Dada
01_CelineArnauld_Gruppenbild_36d8b8c44bA fine guerra 1918 la geografia aveva cambiato aspetto. La geopolitica fu ridisegnata in modo incompleto rispetto al progetto iniziale. La causa di ciò fu per uno scellerato evento imprevisto avvenuto nel ’17 e in piena guerra, dove, senza chiedere permesso a nessuno, nasce un nuovo stato sovrano e popolare: il futuro  Stato Comunista di Russia.

Foto:  Rampolli Borghesi affiliati a Dada

In Svizzera intanto, in piena guerra, i Cosmopoliti prepararono  il colpo di mano alla casa reale di Russia. L’insurrezione avviata nella notte tra il 6 e il 7 novembre 1917 a Pietrogrado, (24 e 25 ottobre del calendario giuliano) si concluse con successo (tot. 10 morti). La nuova Russia Comunista si presenta come uno stato senza sovrani, uno stato dove tutti sono sovrani, uno stato senza padroni, uno stato dove tutti sono padroni di tutto. Insomma , un Caos pensano i borghesi. ma pian piano si accorgono che sta nascendo uno stato moderno senza l’uso del salario e senza più Capitale. Nasce la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, madre della futura URSS.

Il Capitalismo mondiale resterà di stucco, ammutolito.

Come è possibile – si chiedeva – realizzare  uno stato così grande come la Russia e  farla funzionare senza l’uso danaro? Come potremmo mai conquistarla – si chiedevano –  se nulla è in vendita?

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Quel nuovo modo di governare lo Stato diretto da una ciurma di cialtroni miserabili senza nemmeno un ghetto da dove tramare,  aveva bisogno di una sonora lezione – pensava la Borghesia –  altrimenti tutti i popoli europei avrebbero voltato le spalle al capitalismo cosmopolita prendendo la via del Socialismo. Nasce una dichiarazione di guerra feroce  in America all’urlo DADA! (due colpi)
DADA è il suono a ripetizione di una mitraglia-trice: DADA’!…DADADA’!…DADA DADADADA! Era il suono di quell’arma segreta di “distruzione di massa” nata a fine ottocento e che nel 1905 vide l’immensa Russia sconfitta da una ciurma di giapponesi agguerriti, armati fino ai denti con armi modernissime, un esercito ben organizzato da Inghilterra, Francia e America, armata servita con tanto di  navi da guerra carrozzate dai  potenti cannoni inglesi, e,  tra i fanti, fece la sua prima apparizione ai soldati russi, la devastante mitragliatrice, arma a ripetizione che mieteva più 100.000 soldati in tre giorni.


IX°

1905 Guerra Russia Giappone
Lo Zar  in un anno da quel conflitto uscirà malconcio e sconfitto (2 milioni di morti in poche battaglie). A questo punto i cosmopoliti decisero di passare al contrattacco a Ovest con una operazione tenaglia. un Colpo di Stato contro la Casa Reale zarista inscenando (tra di loro) una insurrezione di “matrice popolare”, ma furono sconfitti e decimati dai Cosacchi, crudeli guerrieri al servizio imperiale. I sopravvissuti di origine russa furono tutti fucilati per alto tradimento. Gli stranieri verranno espulsi per ordine degli Stati Uniti  che trattò, da vincitore, il rimpatrio in Francia gli esperti di rivoluzioni popolari; gli agenti Giacobini e la resa della Russia contro il Giappone caduta a colpi di DADA!

https://www.youtube.com/watch?v=EqkIJ0odFxA — (fare copia e incolla)

L”introduzione del  filmato dadaista, conferma e chiarisce questo concetto sulla nascita della parola DADA americana.  In quegli anni, quando tra cosmopoliti s’alludeva alla Russia o una conquista che si voglia, in qualsiasi settore strategico o economico e sociale, la parola d’ordine era  “DADA!” seguito dal gesto roteante della mano destra a pugno chiuso impegnata a roteare un  macinino di caffè, sinonimo della mitragliatrice che sconfisse la Russia; futuro gesto anche tra i  gangster americani che in quegli anni, con trecentomila russi cosmopoliti immigrati dopo la sconfitta del 1905, conquistarono tutta la politica industriale e commerciale ed economica americana. Nascono i “Chicago Boy”. La loro formazione  alla crudeltà e ferocia avviene in Europa in  veste di “pittori ” Fauve nei sotterranei dell’accademia di Enri Matisse.

I servi della glebe russi erano miti, ignoranti e analfabeti, quindi, per i cosmopoliti la Russia potevano essere comodamente riconquistati con calma.  Ma.. non fu così. Il socialismo esseno ortodosso li istruirà dandogli tempera e dignità in tempi rapidissimi.

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Quindi, l’opera “Fontana” del 1917 (orinatoio) di Marcel Duchamp fondatore dei Dadaisti  (1916),  non fu un caso se tale opera nacque in quella data e a New York. Più avanti vedremo anche  il perché di questa nascita e l’impiego dello strano oggetto “politico” esposto in galleria d’Arte rivelandosi un arma di sterminio di massa.

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continua….


 

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DADA

DADA: il post DADA di Picabia.

Dissociazione artistica

Dada vivrà per sempre! E grazie a questo, i concessionari saranno ricchi, i redattori si compreranno le automobili e gli autori avranno la Legione d’Onore.”

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Tristan Tzara

Con queste parole  Picabia si licenziava dall’isterico dadaista concettuale Tristan Tzara nel 1921, capogruppo svizzero, uomo dalla rivoluzione dadaista permanente fino allo sterminio ultimo degli oppositori della sua immaginazione. Tristan Tzara covava il seme del nazismo e aveva bisogno dell’Arte come copertura per imporre la sua disciplina moderna.

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evoluzione femminile e della femminilità

Dopo la “Grande Guerra” 14/18, Picabia aveva capito che gli anni 20/30 potevano procedere nel lusso, nell’eleganza, nella frivolezza; nella lussuria, nel ludico piacere della auto, musiche e danze; bei vestiti, la cocaina, le vacanze e che l’arte, se parte dal popolo libero da meccanicismi perversi di potere. se la spasserebbe  lieto dissociandosi l’artista dagli impegni internazionali sempre più stressanti, sotto pressione, per una guerra infinita che aveva decimato la più bella gioventù di francia e d’europa. Fancis Picabia aveva capito la luce della serenità, la quale, indora e argentea  ogni cosa e tutto ciò che tocca, che sfiora. Ma se i demoni contorcenti le vite altrui e fustigatori tra i  fumi delle officine belliche, caverne , trincee, fonderie e la  piantassero di costruire armi e metalli per uccidere, dirà: “meglio i giocattoli delle armi “.
Con tale epitaffio invitava a riconvertire l’industria per creare giocattoli, tessuti e accessori leggeri che aggraziano la vita. Quindi si perse in dissolutezze veniali tra le braccia delle più belle sfrenate e sfrontate ragazze  allegre, signore seducenti profumate, tornado in arte al figurativo prediligendo il corpo femminile.  L’Industria oramai poteva generare benessere per tutti.

In Arte tornò a rivalutare i volti, le grazie femminili; era poeta d’animo e ricco. Che importava a lui di conquistare il mondo quando le macchine e gli elettrodomestici avevano già conquistato tutti gli esseri umani. Bisognava solamente produrli.

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L’arte afferma una volta, “è più costosa delle salsicce, più costosa delle donne”

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Francis- Marie Martinez Picabia nasce il 22 gennaio 1879 a Parigi e muore nel 1953 nella stessa città.
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Francis Picabia sulla mitica” auto dei tour segreti. Collezionerà 150 auto nella sua vita fino alla rovina economica
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evoluzione femminile anni ’20/ ’30

Picabia fu ripreso più volte dai suoi superiori e dalle Avanguardie. Riportato all’ordine, alle trame eversive  permanenti. Gli bastava un bel sorriso e l’allegria gentile che subito canticchiava: DADA DADA DADA DADA!


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DADA

PROCESSO 1: Imputati DADA alzatevi!

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati DADA alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in Russia e Finlandia del 1905. La Finlandia fu conquistata, la Russia no. Le traccie degli organizzatori sparirono durante le due Guerre europee.
Chi meglio di Arte attraverso le sue opere riuscirebbe a raccontarci meglio e svelarci gli stretti passaggi politici di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quei sbandati senza cibo e tetto, tentarono attraverso le arti di riorganizzare le fila per un altro tentativo di “colpo di stato”, più mirato, più decisivo che culminerà nell’Ottobre del 1917 vedendoli conquistatori ed occupanti abusivi del  “Palazzo d’Inverno” a San Pietroburgo sede e residenza dello Zar Nicola II Romanov.

Quella insurrezione ci ricorderà la storia della Russia, essere stata non una “Rivoluzione d’Ottobre” ma un bel “colpo di stato” che culminerà con l’arresto (sequestro di persona) dell’Imperatore Nicola II Romanov fucilato in seguito con l’intera famiglia (minore compreso).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora in vita e reggenti, il Re di Spagna e d’Italia protetti dalla vecchia nobiltà di Francia, ma sopratutto dalla Chiesa Cattolica Romana che possiede un impero troppo vasto pur senza stato, proprietario della totalità delle anime cristiane nel mondo Occidentale e Americhe.

Ufficialmente in Russia, in quell’Ottobre del 17 le perdite umane raggiunsero la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese europea camuffata da socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi.

Il cinema e la letteratura, enfatizzeranno quel Golpe come una epopea comunista con migliaia di morti quando il comunismo in Russia non era ancora nato. Ma i disegni eversivi cosmopoliti si rivelarono anche questa volta brutali come i loro scarabocchi “artistici” Dadaisti. Ma oramai la rivoluzione dell’intera Russia si era messa in moto sfuggendo di mano ai progettisti cosmopoliti .
Soltanto dopo due mesi dalla scintilla dell’Ottobre 17 si può incominciare a parlare di vera e propria processione rivoluzionaria armata del popolo con motti di piazza, barricate, battaglie sanguinarie, processi politici impari per scovare i reciproci  oppositori infiltrati, trasformandosi quel processo politico in  un feroce azzeramento dello zarismo e del colonialismo angolo americano.
Ma in quel crogiolo infernale, anche per la borghesia russa golpista furono anni difficili, di contro moti, passioni violente, vittorie e sconfitte dove verranno espropriate dal popolo i mezzi di produzione agli industriali, motore centrale del Capitalismo Imperialista per la modernizzazione della produzione e futuro modernizzato.

La metamorfosi.

In quel disordine emergerà a fatica una nuova rivoluzione di stampo proletaria  che prenderà le sembianze del socialismo sovietico e che darà alla luce, un nuovo soggetto politico senza l’ausilio del danaro,  un nuovo modello che verrà contrastato  per più di 70 anni dagli eserciti europei, angloamericani e con l’ausilio  di tutti gli eserciti appartenenti alla ALLEANZA che oggi chiamiamo NATO. Con la Rivoluzione Comunista, la Borghesia cosmopolita scopre esserci a sinistra dei loro parlamenti una compagine rivoluzionaria con le carte in regola capace di amministrare i beni industriali e distribuzione dei prodotti senza il loro consenso monetario.

Con la conquista della Russia, il Capitalismo cosmopolita sperava di governare un così vasto impero  infettandolo col  principio della Proprietà Privata a conduzione Capitale sancendolo come “principio universale”.
Tale ideologia dovette fare i conti con dei  rivoltosi poveri e sovietizzati e socialisti, e poichè per secoli non conobbero l’uso della moneta alla base delle unità di scambio, non capivano il senso parlamentare dei quei privatisti che volevano tutte per se le cose altri .

Cosa centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo questo Blog, FiloRossoArt vi porterà a ricostruire la storia negata all’Europa moderna presentandovela sotto una nuova veste rivoluzionaria: l’Arte e politica.
Chi è libero e senza pregiudizi ci segua perchè qui scoperchieremo i più noti  sepolcri imbiancati trovandoli vuoti d’Arte ma pieni di soldi.


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(DADA)

DADA: Processo 3

“Imputato Lenin, si alzi”

(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

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Quando Lenin da ordine di trucidare l’incarnazione divina della Regia Storia di Russia a Ekaterinenburg (Borgo Caterina)  eliminando le anime eredi della universalità storica di quell’impero, con quella sentenza/punizione politica Lenin attuerà la legge “cainica”.
Farà barbaramente 
fucilare la famiglia reale per “vendetta”. Dal referto fotografico sulla “Camera della Morte” risulta in quel luogo funesto essere passati per le armi diversi componenti reali, ma qualcosa non funziona ancora nelle bugie dette alla storia  per quasi un secolo, vediamole insieme.

foto: Santificazione dello Zar Nicola II° Romanov

I Fucilieri per  sfondare il muro di schiena e ridurlo in quello stato devono aver fucilato  diverse decine e più di condannati o un centinaio. A giudicare dallo sfaldamento della parete e l’altezza del colpo mirato. le  fucilazioni sono avvenute da seduti o in ginocchio.  Oltre i Sovrani quel giorno, quanti furono passati per le  armi a bilanciare le richieste “cainiche” per i fratelli di fede ebraica condannati a morte 12 anni prima durante i moti del 1905? I fori alti di pistola fanno presagire che i fucilieri abbiano mirato il colpo  in faccia ai condannati, e che quindi, tra i fucilati ci furono anche corazzieri  della guardia personale dello Zar  o cadetti alle porte.  

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Mille domande sorgono nell’analizzare la scena del crimine e  mille dubbi rendono questa scena poco veritiera come luogo di sentenza per il solo  Zar e famigliari. Certamente trattasi di stanza atta alla mattanza (Olocausto)  o “camera della morte”  alloggiata nei sotterranei di un un tribunale sovrastante politico/militare improvvisato  per meglio sbrigate le sentenze raffazzonate. Quindi, questi  dubbi esigono delle risposte chiare prima di divulgare cose inesatte, scorrette, che è meglio tenere sotto inchiesta per scagionare il comunismo sovietico da quell’eccidio e attribuirlo ai veri responsabili manipolatori della rivoluzione sovietica in atto.

Tratto da: DISCORSI ALLA CONFERENZA STRAORDINARIA DELL’ORGANIZZAZIONE DI PIETROGRADO DEL POSDR (bolscevico) (Luglio 1917)
Rapporto del Comitato centrale sugli avvenimenti di luglio
(16 luglio)
Compagni!
Si accusa il nostro partito e specialmente il suo Comitato centrale
di aver promosso e organizzato la dimostrazione del 3 e del 4 luglio per
costringere il Comitato esecutivo centrale dei soviet a prendere il
potere o, se questo avesse rifiutato, di prenderlo esso stesso.
Innanzitutto, devo confutare queste accuse. Il 3 luglio due
rappresentanti di un reggimento di mitraglieri hanno fatto irruzione
alla conferenza dei bolscevichi e annunciato che il 1° reggimento di
mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.

Cerca e Ricerca 

Informarsi sui ulteriori fatti storici , la ricerca ci porta a ritroso investigando anche sull’interessante  letteratura del dissidente anticomunista russo Alexander Isayevich Solzhenitsy , scrittore “storico”, principale accusatore del Regime Sovietico il quale  imperversava negli anni Settanta/Novanta sui Media dei nostri paesi capitalizzati, diffondendo una immaginaria URSS negativa agli occhi degli utenti finali del mondo Mediatico Democratico. La sua scrittura aspra e crudele, è piena di veleni ideologici,  essi hanno la colpa di averceli tenuti lontani  quegli eventi realmente accaduti in URSS come alla corte dello  Zar Nicola II nel 1917, mondo dal quale siamo tornati sconfitti e coi piedi congelati, e che non corrispondeva alle narrazioni fatte dai nostri ex combattenti tornati politicizzati. Nelle nostre università italiane e scuole secondarie, la storia d’Italia e mondiale finiva con la guerra del 1915/18 ad opera degli italiani monarchici mentre sulla storia e guerra dal 1918/1945, è sempre tenuta calata una cortina buia. 

Solzhenitsy parla, scrive,  racconta , denuncia, poi si smentisce, poi rinnega fatti e misfatti diventando alla fine quel suo percorso intellettuale, poco credibile e inaffidabile; a volte esagerato e imbarazzante.

Con le narrazioni di  Solzhenitsy attraverso insinuazioni, bugie e di altri racconti noir in altre testate giornalistiche compiacenti(suoi articoli), diede il via alla Campagna discriminatoria anti URSS per la futura aggressione incriminando preventivamente quella grande nazione d’essere il fulcro di un regime feroce, impopolare, da liberare convertendolo a nostra immagine e somiglianza.
La cosa fece molto scalpore agli occhi degli utenti televisivi  ipnotizzati, psicologicamente remissivi,
spaventati e increduli legati alle loro poltrone come Ulisse, incapaci di sottrarsi alle voci ipnotiche  ingannatrici di sirene altoparlanti. La terapia Solzhenitsy scatenò brame anticomuniste disgustose e falsamente argomentate.
Si sa , i Media sono manipolatori delle menti umane, strumenti di coercizione di massa, già 
responsabili  di grandi disastri e macellerie belliche. (vedi l’uso improprio della Radio).

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1974, Premio Nobel per  A. I. Solzhenitsy.

Quel premio di fattura apertamente politica, mise in allarme tutti gli ambienti intellettuali nel mondo. Il prestigioso Premio Nobel mostrava al mondo il suo vero  volto di giocatore d’azzardo e cosmopolita. Altri Nobel d’azzardo verranno assegnati negli anni a seguire.  Olof Palme, primo Ministro svedese, sarà la prima vittima eccellente dei Nobel: voleva chiudere il prestigioso premio perché  seriamente contaminato da eversori.
Quel Premio Nobel,  specifico, presentava tut-to il suo vizio di forma, proforma e riforma. A. I. Solzhenitsy viene investito del titolo di Patriarca Ebreo di Russia: uomo Diplomatico dei Nobel e quindi Intoccabile.

Elenco completo di premiati Nobel nella letteratura mondiale: https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Nobel_per_la_letteratura


Piccola nota aggiuntiva.
olf palmer

Olof Palme verrà ucciso (28 febbraio 1986).
Due mesi  dopo l’attentato,  crollerà con  Cernobyl anche  l’URSS incapace di difendersi militarmente

Michael Gorbaciov, allora segretario PCUS, verrà premiato amaramente  per aver mantenuto i nervi  saldi evitando la guerra Atomica. Riceverà un patetico Premio Nobel per la Pace, e del “traditore” dagli ignari russi sui fatti accaduti.

Per chi non lo ha conosciuto, quella di Olof Palme è stata una figura fondamentale e polarizzante sia  a livello  nazionale (Svezia) che internazionale negli anni ’60.
Era fermo nella sua politica di non allineamento nei confronti dei super potenti all’ONU, accompagnando  col sostegno i numerosi piccoli movimenti di liberazione del terzo mondo.


“Arcipelago GULAG” : Tre volumi.

Testo premiato Nobel, fu ritenuto dalle destre eversive e religiose europee un appassionante  bestseller di denuncia anticomunista, capace di soddisfare appieno tutto l’immaginario antisovietico creato in anni di Mediocr’Art televisiva e cinematografica; ma per gli esperti di letteratura, quel testo fu giudicato, al pari di spicciola scrittura noir all’americana,  tecnica appresa da  Solzhenitsy il primo anno di permesso di soggiorno negli USA e seguito passo/passo dai suoi nuovi redattori pubblicitari per il grande lancio divulgativo dell’opera/accusa, operazione perfettamente riuscita, facendo breccia anche dentro i cuori di  onesti comunisti di base rimasti basiti e sotto shock davanti a quelle dichiarazioni. Si dissolverà in loro l’immaginario mondo comunista romantico trasformatosi di colpo in un inferno.
Quattro anni dopo il Premio Nobel, Solzhenitsy, verrà esiliato dall’Unione Sovietica perché in odore  spionistico. Tornerà in Russia solo dopo il 1992 alla caduta del Comunismo messo fuorilegge. Richiamato in Patria farà parte  del primo governo di Boris Eltin  presso una Duma golpista  composta al 75% da ebrei “eletti” democratica-mente  e solo il 25% di russi. (Colpo di Stato?)

Vediamone gli aspetti:

Yeltsin

foto: Boris Eltsin  – col segretario locale comunista dichiaratosi dissidente dal PCUS  – eccolo sopra il famoso  carro armato dove Eltsin farà la dichiarazione ufficiale della presa rivoluzionaria del “Parlamento” , carro dal quale ordinerà di aprire le bocche di  Fuoco contro la DUMA. Il tutto in diretta televisiva mondiale ripresa dalla CNN.
(il soldato è in piena crisi di coscienza) 

 bombardameto Casa Bianca - Duma

Foto: la DUMA,  Casa Bianca o Parlamento, è in fiamme ai primi colpi di cannone dal noto carro armato.  Nella foto,  possiamo vedere le “grandi masse popolari” in rivolta riprese dalla CNN con ottiche speciali per moltiplicare le comparse, immagini lanciate in tutto il mondo.  Il pianeta televisivo restò stupefatto davanti a quella rivoluzione violenta di “massa” in nome della Democrazia. I curiosi telespettatori accalcheranno solo poi la scena con l’arrivo anche del  reparto militare golpista in attesa del segnale della CNN.

“Il dodicesimo piano era completamente bruciato”

Il 4 ottobre 1993, il giorno dell’attacco alla Casa Bianca, Vladimir Shashin era il capo della 47° squadra antincendio. Sotto un intenso fuoco lui e sette soldati di leva hanno fatto irruzione nel Palazzo dei Soviet, e si sono diretti con le lance antincendio al 12 piano, in fiamme a seguito del fuoco dei carri armati. Il colonnello Shashin raccontò a “MK” di come i loro mezzi furono bersagliati dai proiettili traccianti, le conseguenze dei colpi diretti dei pesanti proiettili e l’arresto da parte  dei generali golpisti  Aleksandr Ruckoy (ucraino) e Ruslan Khasbulato (ceceno). Lo sgombero dei parlamentari assediati fu una sanguinosa tragedia umana.


Ascesa e caduta finale di  Alexsander Solzhenitsy

La rivolta sindacale polacca contempla agli insorti due paghe a fine mese, una capitalista e l’altra comunista di Stato.  Il sindacato cattolico Solidarnosc  raggiungerà il 70% degli iscritti sindacali in Polonia. Alla fine della rivoluzione,  cadono drasticamente le due paghe finendo in miseria.  Solidarnosc finirà al 2%. (fine del Miracolo)

Papa-Wojtyla

Foto: Adunata oceanica di telespettatori polacchi convertiti. Papa Paolo Giovanni II° (Woitila) 

I peggiori danni del suo capolavoro si ebbero oltre la  Cortina di Ferro o Paesi dell’Est. Tali letture accesero l’immaginario degli operai dei cantieri polacchi di Danzica  che in nome dei reati letti ed “eseguiti”  dal regime comunista, inscenarono le prime proteste della rivoluzione polacca guidata dalla Chiesa Cattoliche Romana e dal sindacato Solidarnosc (con finanziamenti italiani), che tra il leggere e il divulgare i reati annessi in Arcipelago Gulag; Il cervo e la puttana; Una candela al vento e molti altri sempre a sfondo di critica politica e di dubbia capacità costruttiva, il risultato fu “sfascista”. I lettori  dell’Est furono pervasi e incitati alle rivoltose vendetta dissociative, giustizialista, anche se nel mondo intellettuale e politico, quei suoi mattoni letterari furono giudicati con bassi volti scolastici per l’alta densità  eversiva. 

Arcipelago Gulag  era un testo che incalzava in crescendo verso una  violenza “reazionaria” gratuita e  forzatamente di contro regime. Quindi, non di Pace ma incitamento alla Guerra dissociativa dal potere centrale, tecnica conosciuta come “sindrome cubana” attuata nella guerra ispano/americana (di fine ottocento), questo era lo scopo. Con “Arcipelago GULG” gli angloamericani e gli stati alleati Nato  si assicuravano, a livello mondiale, ogni forma di legittimità ideologica futura ai danni della URSS. L’elettronica, materia ancora poco conosciuta in URSS, stava meditando e preparando anticipatamente  il colpo del secolo: Cernobyl,  origine della caduta dell’URSS,  sacrilegio al frutto “dell’Albero delle Scienze” .

Il 29 aprile 1986 la Duma diede ordine di spegnere immediatamente 45 motori nucleari sotto minaccia. successivamente anche le centrali elettriche e termoelettriche tenute al minimo del regime di portata, per il solo riscaldamento (Ordine NATO).

 

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L’URSS, senza energia  si spense di colpo e fu tracollo generale. L’aeronautica Nato poteva sorvolare l’URSS senza essere vista sui radar, il piccolo Cessna  il 28 maggio 1987 atterra sulla Piazza rossa 

Il 28 maggio 1987 , Mathias Rust 19 anni, decollò con un piccolo Cessna 172 da Uetersen, vicino ad Amburgo (Germania), per poi atterrare nella Piazza Rossa di Mosca eludendo tutti i radar militari. Fu destituito in tronco il Generale delle forze aeree sovietiche. La disfatta fu evidente. In caso di guerra atomica l’URSS era accecata. SCACCO MATTO!

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Dopo il ’92, Solzhenitsy  scrisse ancora molto, contraddicendosi in tutto su ciò che dichiarava e con tanta rabbia contro il Comunismo. Solzhenitsy fu uno scienziato ripudiato dal Socialismo Reale e allontanato dai centri di ricerca sensibili sovietici,  per ciò, e nonostante Cernobyl,  non poteva più disobbedire all’Arca delle Alleanze; era ebreo e fortemente compromesso. Chiese alla Nato di guidare la Nuova Russia Nazionalista isolata dal resto del mondo sovietico in dissolvenza. Concessione accordata.

Solzhenitsy, dopo lo shock Iracheno (1991) vide risorgere timidamente un altra Russia, segreta, una Russia senza esercito, ma  presente ovunque. Aveva capito che in quella Russia non sua, tanto meno priva dello stretto  controllo dell’Alleanza Atlantica, stava rimontando velocemente “qualcosa” preoccupandosi assai. Chiese l‘autorizzazione all’Arca di prendere in mano completamente le redini politiche della Russia Nazionale, andata troppo oltre lo  sbando. La Russia  divenne  terra di nessuno, e chiunque poteva col la “Privatizzazione” impossessarsene di grandi quantità e con poco capitale.

Tutta la comunità ebraica russa uscì allo coperto per lanciarsi alla conquista delle spoglie dell’Impero morto, frantumato in 100 stati minori, privatizzando velocemente tutto. Litigarono anche tra loro per il possesso dei gioielli più belli. Ma occulti osservatori interni tutto vedevano, tutto controllavano,  annotando i nomi e le cordate responsabili.

In Iraq, nel 1991 era già scattata la trappola. Fu messa in orbita durante il Desert Storm la “Spada” simile a quella che punì Cernobyl.  Dall’Iraq in poi, la Nato subirà per quasi un trentennio sonore sconfitte militari ed economiche ed è quel che oggi chiamano CRISI.  La Nato ci nascose un altra volta dai Media  la verità sulla sconfitta irachena e l’espansione graduale della Federazione di Russa come le convivenze tessute con l’Asia,  il Medio Oriente,  l’Africa e i paesi Latini, compattandosi.

cernobyl maschere dei minatori defunti

La questione Cernobyl aveva compromesso in tutto il mondo il futuro nucleare. Si trattava di arrestare i responsabili nella Nato, una potenza impenetrabile. Intanto l’Armata Rossa e Russa Imperiale, riorganizzate  aprirono diversi fronti bellici per riprendersi tutto ciò che gli ebbero rubato sul letto di morte.

Il governo di Boris Eltsin, fu messo alle strette dal nascente governo Vladimir Putin. Verrà allontanato dalla scena politica con diplomazia e anche  dalla Cecenia che aveva aggredito. Con lui fu allontanato anche Solzhenitsy . Ambedue si pentiranno del male procurato alla loro Patria mettendosi a disposizione e, con loro, anche una bella fetta della comunità ebraica russa non ostile  alla Federazione. 

Seguiranno da parte di Solzhenitsy, delle dichiarazioni fortemente antisemite, proprio da lui, Ebreo, Patriarca e Nobel. Quindi accuserà i suoi fratelli di fede ebrei essere i veri diretti responsabili  del massacro di Nicola II Romanov e  familiari. Non sarà creduto e prontamente censurato.
Quando per motivi di propaganda anticomunista fece localizzare  il luogo selvaggio della  sepoltura di Nicola II Romanov in Russia, riesumata la salma e radunata la famiglia reale, anche se i russi erano in quel momento storico
perdenti , eseguiranno con alto onore i funerali di Stato al loro ex Sovrano martirizzato. La Chiesa Ortodossa lo santificherà.

Come faceva sapere Solzhenitsy,  anzitempo dove fosse sepolto lo Zar Romanov II° e  i suoi familiari? L’Alleanza Atlantica lo sapeva da sempre… da sempre. Dai Dadaisti partiranno  le tracce lasciate alla Storia dell’Arte, entità che tutto conserva.

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I FATTI:  Nella notte fra il.17 e il 18 luglio del 1918 nello scantinato di casa Ipat’ev nel villaggio di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) si compì, per mano di tre dirigenti locali del partito bolscevico (Filip Goloscekin, Aleksandr Belodorodov e Jakov Jurovskij), l’eccidio della famiglia imperiale. I corpi Reali, occultati in una fossa vicino alla strada per Koptakovu, vennero ritrovati nel 1979, anche se la notizia fu resa pubblica solo dieci anni più tardi nel 1989 durante l’abbattimento del Muro di Berlino quale propaganda pubblicitaria anticomunista.  I tre responsabili del massacro furono fucilati a suo tempo perché esecutori illegali golpisti senza autorizzazione del Partito Comunista che stava trattando con onore l’esilio. Lenin ebbe una fine tragica per “malattia” rarissima.(avvelenamento) Si era convertito definitivamente al Comunismo uscendo dall’Arca, quindi andava punito dai suoi superiori. Ciò avvenne. Trotszkij diverrà il Patriarca sostitutivo dell’Arca russa. Per i suoi crimini di massa ed intrighi doppiogiochisti internazionali, dopo “L’Onore delle Armi” verrà esiliato in Europa. Nessuno lo ospiterà, troverà infine asilo presso due noti ebrei/artisti, i coniugi Rivera e Frida Kahlò, Voleva il Mexico tutto per se, socialista  e  trotzchista, Fu eliminato da chi non permette socialisti come vicini di casa, accusando Giuseppe Stalin quale mandante dell’omicidio politico di Trotszkij. (indagine in cantiere)

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foto: Stalin, Lenin, Trotskij.

REPIT/

“mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.”

 

La trattativa in corso con la casa Reale d’Inghilterra: chi era Nicola II° Romanov?

800px-George_V_and_Nicholas_II_in_Berlin,_1913

Zar Nicola II° Romanov  e Re Carlo V° d’Inghilterra  erano cugini, discendenti della Regina Victoria I° d’Inghilterra

Alexandrina Victoria - 24 May 1819 – 22 January 1901


Solzhenitsy politicoavvicinatosi ai segreti di stato russi capirà e chiederà perdono a Vladimir Putin (come fece anche Boris Eltsin, (ebreo pure lui). Esiliati dal Potere, chiederanno di morire in Patria serenamente e gli verranno concessi  – per buona condotta – gli arresti domiciliari (protetti) in una Dacia in Siberia dove nel  silenzio di bianche betulle, chiuderanno i rapporti con tutti.
Saranno lasciati in santa pace a scrivere le loro memorie e confessioni segrete avute con il mondo  inaffidabile capitalista d’Occidente e Democratico, paradiso  che tanto amarono e difeso, ma che lascerà in loro un profondo segno di amarezza, disgusto e diniego. I Russi sono strani, sono diversi da noi occidentali.

 

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Solzhenitsy, fu insignito di quattro medaglie al valore militare di Russia nella guerra contro il nazismo.
Insignito  Premio Nobel  
nel 1970 per meriti propagandistici deviati  nell’Arte del fare letteratura  (argomento  che verrà ripreso più avanti per capire quando si sono contaminati i Nobel e sconvolti i loro buoni propositi di cui vantavano l’eccellenza.)

Durante il Dadaismo  tutto cominciò cosi:

  1. Imputato Leonid Lenin, come mai avete nascosto al mondo politico l’uso religioso ebraico sancito dalla Bibbia, (vs. testo sacro) che per ogni discendente di Caino ucciso, il “nemico” deve pagare nella misura di “7”  vittime sacrificali  a compenso?
  2. I Romanov erano sette … si o no?
  3. Imputato Leonid Lenin, lei si è dichiarato Comunista e quindi un “senza Dio” ; avrebbe dovuto professare l’ateismo e promuoverlo, non imporlo come ragione di Stato. Se si, come mai ha dato ordine di distruggere l’Arte Sacra antica di Russia, chiudere tutte le chiese Ortodosse e imprigionare migliaia di sacerdoti?
  4. Imputato Leonid Lenin, chi erano quei Dadaisti europei travestiti da rivoluzionari fomentatori di masse lavoratrici che si sono  portati sui fronti russi  ingannandole?
  5. “Sapendo tra i Romanov trucidati esserci un minore malato, i fucilieri “rossi” erano forse “Fauve” educati alla violenza “bestiale” nei sotterranei dell’accademia artistica  di Enri Matisse o in quale altro luogo?
  6. “Che relazioni intercorreva coi DADA svizzeri, quando li ha conosciuti e come mai  frequentavate lo stesso Cabaret Voltaire a Zurigo a inizio secolo?”

  • Avvocato difensore: “Il mio cliente si avvale del diritto di non rispondere a  queste basse insinuazioni storiche perché anche lui martirizzato in difesa della Patria.
  • Ispettore: “Avvocato stiamo in fase dipartimentale su fatti prerivoluzionari, fatti consoni all’Arte Sacra di Russia.

 

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Alexander Isayevich Solzhenitsy
Russia: Funerali di Stato
(Mosca, 03 agosto 2008),


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DADA

 

 

L.H.O.O.Q.

Marcel Ducamp : Cartolina postale in codice da ” DECRIPTARE”

pag.  1/2 in corso

duchamp-2

Marcel Duchamp: Redy Made:

Indagini preliminari, prendere nota:

Appuntamento: al LOUVRE: 4 persone munite di baffi e pizzetto, devono incontrare Mister X per l’acquisto (H-Ospedale). Il mediatore è riconoscibile da pizzo e baffi come da modello  cartolina . C’è di mezzo un  un Ospedale? (Indagare l’omonimo quartiere Hospitale di Barcellona.
Barcellona: indagare dove avviene la trattativa per l’imbarco eccellente.

Indagare sui 4 artisti  baffuti e pizzuti che esercitavano in gruppo – (formavano insieme una corrente artistica… Quale?)

Foto: L.H.O.O.Q. (di Marcel Douchamp)
Cartolina postale venduta alle aste per 631.000,00 dollari. (indagare sull’acquirente: Chi, dove come e quando)

mani di mona lisa
Mona Lisa: “Ordine della Manina”

Ordine della  Manina”
…indagare sui fotografi dell’Avanguardia della divisione di  Man Ray che hanno per simbolo quella posa delle mani della Gioconda nelle loro opere. A parte Nam Ray , nell’Ordine della manina risultano essere presenti solo donne. (indagare)








Picabia…  indagare i suo quadro L.H.O.O.Q – Fotografato nel proprio salotto durante il DADA.





Trovato!

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L’enigma di Picabia: (tradusione)

I due Mondi : Europa – America
Fragile: imballo
domicilio: consegna?
m’amanez’ y: “portami li”
Bar (girato): restro del bar
Che le malade: che i malati
Deu n’a jamai guerì: Dio non ha mai guarito. (Obitorio?)

Sviluppare la ricerca con planimetria in Barcellona.

Foto: Picabia opera del 1915 

NOTE:: Vincenzo Peruggia, italiano, sui Giornali francesi detto : il ladro della Gioconda (stessi baffi)

index

Nato in provincia di Varese 1881. Per sopravvivere non trovò di meglio che emigrare in Francia. Subirà gli “sfottò” da parte dei francesi sull’abitudine di suonare il mandolino o di essere un “mangia-maccheroni”, insulti persistenti  piuttosto pesanti i da sopportare per un tipo orgoglioso e vendicativo come lui. Vincenzo  Perugia sospettava che la Gioconda fosse stata  trafugata dai francesi nei motti napoleonici in Italia, ma seppe, durante l’arresto che la Gioconda era uscita dall’Italia in modo legale coi bagagli di Leonardo da Vinci durante l’espatrio dell’artista in vecchiaia rimasto senza risorse economiche. Chiederà protezione finanziaria. L’Opera fu portata in Francia dallo stesso Leonardo e si pensa ceduta al Re Francesco (non da lui) come altre opere minori, manuali e scritti diventati patrimonio di stato.stato. Leonardo Da Vinci apparteneva a un ordine massonico con sede in Francia. Mona Lisa detta Gioconda è un opera iconoclasta e appartiene come tutti i diritti del “Grande Mastro” all’Ordine dei Cosmopoliti .  

Il furto dell’Opera avvenne da parte di “ignoti”. Furono arrestati Picasso e Apolliner i quali dopo pentimenti e pianti (Picasso) in galera, si misero a disposizione delle Autorità francesi per il ritrovamento del capolavoro.   Poco nota sarà l’attività segreta di Picasso come trafugatore di opere classiche spagnole presso privati, musei  e cattedrali spagnole (vedi El Greco). Asserirà di averle messe in salvo dal vandalismo della guerra civile spagnola presso i musei privati di Chicaco, città allora sotto il dominio di gangster che gli diede grandi tributi economici ed onori politico artistici ancora oggi.

Poco noto è il sospetto sul ritrovamento della Gioconda a Firenze due anni dopo. Il ritrovamento, per due anni fece accrescere l’attenzione sull’opera aumentandone la fama a dismisura, opera attorniata da strani personaggi e misteriosi trasferimenti.

Vincenzo Peruggia a detta dei giornali francesi detto “il ladro” ci risulta in Italia essere stato un ottimo copista.

Nel 1962 la Gioconda ebbe un tour importante in due note  città americane. L’opera fu esposta negli Stati Uniti: al National Gallery di Washington e al Metropolitan Museum di New York.
La Gioconda fu accolta al suo arrivo in America come una Santa Icona  da John Fitzgerald Kennedy, Jacqueline Kennedy e Lyndon Johnson che tra loro sorridevano come chi sapeva tutto della truffa di mezzo secolo prima e la sua vera collocazione. Si saranno certamente chiesti: “Se l’originale è presso i nostri archivi, quella Gioconda è una copia… o sono ambedue delle copie?”

…e bravo il nostro  mandolino di Varese, che simpatico truffatore italiano.

Risoluzione del problema della cartolina di Duchamp in cantiere: a detta dei decriptatoti d’Arte pare che il messaggio LHOOQ sia l’acronimo di un ordine tranquillizzante ai camerati cosmopolita francesi: “La Signora ha il culo al caldo” come dire, “tranquilli,” potete cominciare la Guerra (1814/18) la nostra Madonna Lisa è in salvo.

Le indagini continuano.


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Marcel Duchamp

Underwood: Ready Made (2/2)

UNDERWOOD (Parte  seconda)

“Underwood” è un  readymade che raffigura l’esposizione di una macchina da scrivere della omonima azienda costruttrice ed esposta su concessione militare. Marcel Duchamp lascerà sul cavalletto d’esposizione  la sola custodia ispirandosi alla fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie: “il gatto scomparve lasciando sul ramo l’impronta del suo sorriso“.

“Underwood” readymade era la mossa ideale di prestidigitazione autodidatta di un artista frequentatore dei “Sabati Sera” presso il Circus Medrano a Parigi, luogo prediletto per gli incontri tra gli artisti ebrei parigini che attraverso lo spettacolo imparavano la gestualità folle del Circo per meglio mascherare con fantasia una artisticità fittizia, ma anche luogo ideale per incontri sotterranei eversivi.

“Dove sarà finita la macchina da scrivere?” si chiedeva la Critica: “Dove sta il trucco illusorio artistico?” si domandava il pubblico americano e francese incuriosito, il quale, si chiese per decenni il significato dell’ opera tirando a indovinare  con quella strana mossa sulla scacchiera Cosmopolita.

Esclamerebbe il prestigiatore:“Signore e Signori… et Voilà!” rieccola apparire in Italia.

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L’opera ready made in effetti è un Enigma, un Rebus, un Indovinello  che invita ad osservare  dove l’oggetto sarebbe riapparso. Ma era anche un messaggio occultato per osservare quale azienda della “confraternita” avesse rilevato la produzione ed allestito la catena di montaggio.

Eccola uscire dagli stabilimenti “dell’illuminato” Cavalier Camillo Olivetti di Ivrea-Torino  che sottoscrisse quel contratto “multinazionale” in cambio di ubbidienza e fedeltà “all’Arca dell’Alleanza”.
Eccolo il bersagliere italiano della foto di gruppo assumere tutto il valore militare in ciò che diverrà. In quel scomparire ed apparire ad Arte  si gettavano le basi di partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.


OLIVERTTI S.p.a.

Ai primi del Novecento gli impianti produttivi della Underwood vennero trasferiti nel Connecticut, ad Hartford, cittadina destinata a diventare la capitale della scrittura meccanica in quanto vi era anche lo stabilimento della Royal. Nel 1908 Camillo Olivetti visitò la fabbrica della Underwood ad Hartford, che allora produceva già 70.000 macchine all’anno, livello raggiunto dalla Olivetti solo negli anni cinquanta.[2], arrivando a produrre anche una macchina al minuto.

220px-Camillo_Olivetti_1920s “Nel 1895 la Underwood, fino ad allora produttrice di accessori, rileva da Franz Wagner il brevetto di una innovativa macchina per scrivere e ne avvia la produzione. Nasce così la “Underwood 1”, che si distingue dalle altre macchine sul mercato per una struttura che consente al dattilografo di vedere subito e frontalmente ciò che sta digitando (cosiddetta “scrittura visibile”) e, la presenza di un tabulatore ne consente il perfetto allineamento delle colonne. Queste caratteristiche verranno accolte favorevolmente dal mercato, tanto da divenire molto presto uno standard per tutti i produttori di macchine per scrivere”.

Foto: Camillo Olivetti fondatore dell’azienda italiana OLIVETT Spa – Ivrea  (To-I)

Foto 1 – Modello: “Undervood 1”                Foto 2 – Modello: “Olivetti M1”

underwood5Macchina_per_scrivere_a_martelletti_portacaratteri_-_Museo_scienza_tecnologia_Milano_03126_dia

Questo passaggio di proprietà è importantissimo per capire in futuro quanto avverrà nell’opera principe di Marcel Duchamp il “Grande Vetro” comprendendone meglio il significato. Basti pensare che quando l’ing. Adriano Olivetti (figlio di Camillo) volle alla fine degli anni ’50 comperare lo stabilimento Underwood, al momento della cessione scoprì Underwood essere una fabbrica  talmente obsoleta e spoglia di tecnologia e mezzi che ci restò malissimo. Il prezzo non valeva la fabbrica, il patto fu firmato sulla fiducia. L’acquisto fu un fallimento.

Underwood  fu un pacco napoletano confezionato a meraviglia in America. Eppure, Adriano Olivetti, l’opera Underwood di Duchamp avrebbe dovuto conoscerla bene avendo ereditata dal padre la fabbrica e la trattativa segreta. Invece, penso che la soluzione del ready made non la conoscesse affatto o forse su consiglio dei suoi straordinari intellettuali dirigenti qualcosa di diverso avevano fiutato e intuito, fidandosi.

Chi conosceva quel ready made bene fu certamente  Marcel Duchamp che la usò impropriamente da militare. Negli anni novecentosessanta si presenterà in Italia  per incassare un premio artistico quale riconoscimento di “sua spettanza” chiedendo aiuto artistico e giuridico al Professore Universitario d’Arte Artur Swartz (ebreo), il quale, imbastì con Marcel Duchamp (forse bisognoso) i multipli in miniatura del processo bellico/artistico completo. Crea la “scatola verde in valigia”, sintesi rispettabile e souvenir DADA sistemandosi economicamente. Duchamp riceve il giusto compenso economico da una nota Università americana che doveva rispondergli un pattuito mai ricevuto sull’operato dato alla Fratellanza Cosmopolita nei primi del novecento in veste di Avanguardia. Duchamp  lascerà al professore Artur Swartz (suo legale e critico) la licenza commerciale dei suoi “Multipli” in scatola e ready made vari.

Domanda: Quel capitale ricevuto era parte del bottino sborsato dalla povera Olivetti raggirata e truffata? Forse si o forse no. Se volgiamo essere intellettualmente onesti e generosi, diciamo che la Olivetti Spa forse ha pagato col bidone ricevuto una sovra tassa sulla ricchezza incamerata con le macchine da scrivere Underwood (copyright). In mezzo a tutto ciò, l’Arte maiuscola, senza che il grande scacchista Duchamp se ne accorgesse, muoveva la proprie pedine invisibile a lunga scadenza nel tempo, suggerendo anticipatamente l’Arte, nel messaggio intrinseco del Grande Vetro, la grande mossa strategica  sulla caduta di fine secolo dell’impero mondialista del “Messia” durante un intervento armato nei deserti.

Il Grande Vetro si rivelerà essere uno Scacco al RE e a quella mossa finale l’indagine di FiloRossoArt continua a perseguire svelando nuovi retroscena.

Infine:

Adriano Olivetti, non si diede pace. Dovette accontentarsi unicamente dei punti vendita della Underwood sparsi per l’America e nel mondo. Ma Adriano Olivetti, pur circondato da noti intellettuali di grande stima e livello, avevano fiutato in Underwood “qualcosa” di metafisico e Arte. Non si erano accorti che dentro la Underwood, bistrattata, lo attendeva una mirabile sorpresa: “l’Anima Invisibile” di colei che noi artisti chiamiamo Musa dell’Arte.

Adriano Olivetti, con aria sconfitta portava a casa nel più bel Museo d’Arte al Mondo (Italia), la “Sposa” ascensionale meravigliosa, una Musa industriale che si accomodò nei padiglioni Olivetti guidando i loro Staff , accarezzando le menti dei più brillanti ingegneri dell’universo elettronico, dando origine a una serie di invenzioni di prima eccellenza al mondo: la memoria strittiva, la scheda magnetica, il Personal Computer e il linguaggio Software moderno.

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Il “cervello segreto” del Grande Vetro, verrà realizzato in Olivetti, mettendo in orbita la Spada della Sposa grazie al sacrificio umano di atri martiri chiamati nell’opera gli “scapoli” i quali verranno decapitati per punizione d’aver generato un simile capolavoro liberando il mondo dallo strapotere messianico.

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 Olivetti, quelli che si sono “fatti da sè”. (redy made)

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Underwood: Ready Made di Maecel Duchamp

la Storia dell’Arte su Marcel Duchamp continua alla scoperta degli altri ready made..


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ARTE: Parigi punge

Gemellaggio America-Francia

La statua della Libertà fu realizzata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel, che ne progettò le carpenterie interne.

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Alexandre Gustave Eiffel, specialista in strutture metalliche, divenne famoso per la costruzione della Torre Eiffel in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto a dx: costruzione della statua della “Ragione” costruita in Francia e donata allo stato di New York che gli cambierà il nome in “Statua della Libertà”.

Foto sx: La torre Eiffel nell’Expo del 1889

In quella esposizione parigina, avrà luogo  la sede logistica  dell’enigmatico poeta “invisibile” , colui che ha governato dalla sua Reception giostra, tutte le Avanguardie europee fino al 1925 circa data della sua presunta seconda morte definitiva.

Chi era?

Personaggio schivo e taciturno, poeta noir di origine ebrea, letterato di grande intelletto plurilinguistico, figlio di un ambasciatore francese assegnato in America Latina, tornerà in Francia per conseguire gli studi liceale e oltre. A causa la sua ferocia poetica, si auto censurerà per qualche anno creando nel frattempo atri due lavori alibi. Una volta pubblicata l’opera infernale, per quella capacità narrativa ricca di spunti crudeli e dettagliati confutabili nelle torture e omicidi, accerchiato da ispettori di polizia il poeta sparirà dalla circolazione dandosi per morto. Il suo testo diverrà una sorta di capolavoro del noir, poema  letto e riletto da tutte le Avanguardia che quel testo letto in segreto verrà diffuso e innalzato quale pietra miliare dell’Arte poetica moderna.

Il poeta resterà ufficialmente defunto per sempre. Ancora oggi lo si crede morto dalla data ufficiale, e,  mai nessuno lo indagò a fondo in quanto, la velocità di modernizzazione dell’industria e delle Arti non permetteranno ulteriori indagini. Sulla sua biografia quel poco che sappiamo è leggibile nelle prefazioni dei suoi libri tradotti, informazioni comunque sufficienti per tracciare un profilo del poeta che a memoria di se lasciò due sole fotografie.

Defunto in giovane età si presuppone che non abbia avuto eredi, ma dai tratti fisiognomici gli indizi ci portano a definire la sua erede illegittima una donna orbitante intorno alla sfera dell’Arte. L’identità del Poeta non è possibile renderla ancora nota in quanto le indagini in corso si riservano la discrezione dovuta al caso per la segreta mossa futura si scatto al Re a Marcel Duchamp. Nel frattempo, con il poeta in circolazione sotto osservazione “Parigi punge”.


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Duchamp: Rose Selavy

Rebus: Dalì è qui e Rose Sèlavy più in la…

Teeny, Gala, l’ospite infimo è arrivato guardatelo!
Sventola dell’Arte la bandiera mai ammainata
Gli abbiamo promesso Roses e RRoses ha avuto.

Dal Porto sulla via dei roseti va a Cadaquès

pervenuto con spezie, droghe e funghi indios
liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico,
sulla carrettiera andiamogli incontro cantando:

Quando mi prende tra le sue braccia 
Mi parla sottovoce, io godo la via in Roses
Lui mi parla con amour, parole d’ogni journ..”

…”Mon cœur qui bat”

La la, la la, la la
La la, la la, la  la
La la la la la la laaaa

rose è la via - rose

Porto ROSES e via Roses (Carrettiera Roses per Cadaquès)

Cadaques è il paese di nascita di Salvador Dalì il quale cede una casetta per la residenza estiva a Marcel Duchamp che la terrà per anni. Salvador Dalì si sposterà poco più in la in  Figueres.

sezione d oro - triangolo copia

Il Triangolo d’oro comincia a formarsi come anche la “Sezione Aurea” o Sesion d’Or.
Dipartimento para/militare delle Avanguardie franco/spagnole.

Maestro: “Scacco all’Alfiere”

Marcel_Duchamp

la partita continua ….”A Lei la mossa”


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