Man Ray: La Scena.

LA SCENA

Narra di Man Ray il Prof. Artur Swartz:

...  Alcuni anni dopo in California Man Ray fu attratto da un altra configurazione casuale. Aveva appena ricevuto un pacco; impaziente di vedere il contenuto, strappo via lo spago lo gettava sul pavimento. Quando rivolse gli occhi in basso il disegno casuale formato dai pezzi di spago si rivelò più interessante per lui del contenuto del pacco stesso. In questo caso non poteva conservare quella configurazione incollando lo spago al pavimento, cosicché fissa immediatamente la “scena” fotografandola. La foto è “Abbastanza corda” 1944 , fotografia solarizzata.

Una scena è la più piccola unità narrativa che abbia una propria autonomia all’interno di una sceneggiatura più ampia o un evento ordinario. Scena è lo spazio che un immagine memorizzata occupa in un evento statico o dinamico indipendentemente sia costruita su un set televisivo, cinematografico o teatrale. Scena è un ambiente circoscritto al campo visivo che la memoria riesce a contenere dentro un area prestabilita: quadro, riquadro o inquadratura.

La fissazione scenica genera un tatto metafisico nell’area della meditazione o riflessione sospendendo il tempo, riducendolo “attimo” senza sequenze conseguenziali. Tale attimo, fissatosi nella mente, affiora nella mente sviluppato dentro una placca mnemonica più solida di altre per poterla richiamare senza esserne aggrediti. La fissazione (o trauma) è l’affiorare in modo imprevedibile di un attimo fulgente. Cio permette all’analista  una messa a fuoco logica sul nesso contenuto.
La Macchina fotografica si comporta nello stesso modo, impressiona l’attimo di una sequenza di vita quotidiana impressionata su un supporto chimico o elettronoico l’attimo grazie a ottiche lettrici di ciò che la luce esternamente illumina.

Per Ray la Luce è luce, la storia è storia, la posa è posa e la scena è scena. Ma quanti sono i Ray nel mondo? Be’ sono tanti quante le macchine fotografiche prodotte e in circolazione. L’industria missi gli occhi sopra questa invenzione pensò bene di divulgarla alla popolazione avviando un circuito di “consumo” e manutenzione tale da essere premiata come una gratificazione ricreativa della società moderna.

Assecondo l’uso o impiego cui è destinata la singola macchina fotografica, questa genera immagini di sequenze di vita che verranno a far parte immediatamente del passato in quanto le nuove ancora da scattare appartengono ancora al futuro.

L’industria fotografica a questo punto genera prodotti intermedi per il grande consumo, preparando un produzione separata per i soli professionisti i quali, descrivendo alle fabbriche costruttrici le loro esigenze, hanno dato modo di sviluppare nuove tecnologie a supporto. Quindi le ottiche professionali sono costruite con ottimi cristalli che ne fanno la qualità d’immagine.

La fotografia se storica seguirà un percorso d’archivio o didattico, se commerciale ne seguirà quello spregiudicato e accattivante del profitto e quello amatoriale finisce negli album tascabili, scatole di scarpe o nei raccoglòitori elettronici dei Personal Computer.

Invece, le fotografie d’Arte finiranno al mercato delle vergini dove sceicchi e mercanti se le aggiudicheranno come trofei di ricchezza al rialzo.

arthur-rimbaud-a-17-anniQuando  Charles Baudelaire (nella foto) s’infuriò all’avvento della macchina fotografica asserendo che, “non sarebbe mai stata in grado di generare Arte”, un fondo di verità ce l’aveva in quanto, il concetto di Arte ai suoi tempi non era stato stravolto dall’uragano modernista delle Avanguardie, ma che, grazie a quella sgridata, il mondo dell’arte tenne lontano l’occhio del Diavolo dal tempio dell’Arte. Ma la petulanza è arte dell’efimero, e piano piano attra-verso la bellezza delle Donne e l’ipnotico corpo nudo, senza far rumore la fotografia s’impose piantastabile nel grande Templio di Arte asserendo di essere immagine anch’ella, bella e illustrativa.

L’immaginifico della Fotografia poteva generarsi in multipli e quindi essere alla portata di tutti, sostituendo immagini iconoclate di Santini ed Eroi, infilandosi come  peccato seducente con tutta la grazia che le donne sanno donare. Da li, eccola spadroneggiare sui videi di tutto il mondo pronta per essere amministrata secondo i suoi fini.


Le-Violon-dIngresLa rivoluzione fotografica concettuale.

Man Ray, capito tutto ciò, fu uno assalta-tore spregiudicato nel diffondere le sue prime “scene” nude scene più moderne delle tradizionali “figurine” della Bella Epoque, scoprendo in Kiki di Montparnasse (la Regina) il corpo moderno attraverso il quale aggiornare il concetto di donna moderna utilizzando quel piccolo trucco aggiuntivo: la “scena vuota” , astratta senza piu fronzoli orientaleggianti, sminuendone la lussuria, risvegliando la curiosità dell’Alta Moda parigina affascinata da quel modo  moderno, cominciando a rivalutare le “svergognate” ballerine Blu Belle elevandole a Modelle di Alta Moda, modelle propositive per Vogue. La visione modernista di Man Ray, Americano a Parigi, poteva eccedere in quel suo modernismo continuo e costante assimilato all’istituto artistico: Francisco Ferrer Social Center sotto l’attenta istruzione dell’insegnante anarco-rivoluzionaria Emma Goldman la quale gli impartì il seguente comandamento:

Abbiamo bisogno di Uomini capaci di svilupparsi incessantemente …, di rinnovarsi; di uomini la cui indipendenza intellettuale sarà la loro massima forza, …, di uomini che aspirino a vivere in una vita una molteplicità di vite.”

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Alice Prin, soprannominata Kiki de Montparnasse, fu la prima Musa di Man Ray per la quale perderà la testa.

Arrivato a Parigi, Man Ray metterà in “scena” il suo piano: creare una squadra di fotografe/modelle capaci con la propria personalità e bellezza fisica di deviare i concetti d’Arte nell’immagine, nel portamento, nella posa, donne disinibite  pronte a posare su fondi scenici museali  per foto “artistiche” rapprentanti non più gli attimi fulgenti barocchi, ma icone statiche fortemente esensuali e composte, prive di attrazioni pornografiche spicciole o da cassetta. Finiva la Belle Epoque iniziava per la fotografia: l’Era Moderna reale.

 

Chi è KIKI?
(vedi Link)   KIKI de Montparnasse


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Man Ray: “Escuela Moderna”

Le segrete origini politiche di Man Ray.

Come asserisce la Bibliografia di Man Ray redatta del prof. Arturo Swart, il quale scrive che, Man Ray ancora studente di architettura a New York, per sopravvivere accettava ogni opportunità di lavoro che gli si presentava. Trovò i primi impieghi come disegnatore e poi come  impagintore presso piccole riviste varie, o, come disegnatore tecnico; infine si appassionò illustratore presso una una casa editrice di piantine geografiche, come premessa, posso accettarla anche se… approfondendo…

Affascinato dall’illustrazione come mezzo di comunicazione, frequentò presso gli Istituti serali i corsi artistici uscendone sempre insoddisfatto. Aveva voglia di qualcosa che soddisfasse la sua bramosia di sapere, ma non accademica, qualcosa di più, di diverso, qualcosa affine al suo sentirsi  diverso. In America, in quegli anni, venire in possesso di una invenzione (copy) era la garanzia di successo sociale ed economica. Man Ray Vagò fino a quando identificò presso l’istituto artistico serale “Francisco Ferrer Social Center“ il luogo giusto, ideale, dallo spirito appagante le proprie aspirazioni, sentendo avvolgenti gli insegnanti e in particolare modo Emma Goldman e Alexsander Berkman (due cognomi ebrei), insegnanti affini al suo mondo immaginario e di appartenenza libertaria asserirà Man Ray: “Era come quando andavo a scuola da bambino, quando tutti mi dicevano quello che devo fare. Io invece volevo già fare ciò che uno non dovrebbe fare“ Li, invece, si poteva fare.
Le scuole in genere si differenziano tra loro per lo spirito di condotta degli insegnanti. Man Ray era arrivato nel luogo giusto al momento giusto? Tra gli insegnati spiccavano altri nomi che diverranno importanti come: Will Durant (ancora studente di filosofia), o come i pittori George Bellows e Robert Enri.

Due parole su questa scuola devono essere spese per capire le scelte sulle adesioni politiche future di Man Ray in Europa, sia presso i Surrealisti, gli anarchici e gli spagnoli “rivoluzionri”.


Francisco Ferrer è il fondatore della omonima scuola alla quale darà nome e lustro all’Istituto frequentato da Man Ray, all’anagrafe è Francisco Ferrer Guardì. (nato ad Alella il 10 gennaio 1859 – deceduto a Barcellona il 13 ottobre 1909), ed è stato un anarchico, pedagogista, massone e libero pensatore spagnolo.

tratto da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Francisco_Ferrer_Guardia

“Fu un seguace del capo repubblicano Manuel Ruiz Zorilla, ma il suo impegno politico gli procurò ben presto dei problemi perché perse il posto di lavoro per aver aiutato dei rifugiati politici a nascondersi. Inoltre nel 1885 fu esiliato a Parigi con la moglie Teresa Sanarti e i quattro figli perché implicato nell’insurrezione di Santa Coloma de Farners. Ben presto però intervenne una crisi familiare dovuta sia all’educazione religiosa che la moglie impartiva ai figli in contrasto con le idee libertarie di Ferrer, sia alla prematura morte di due dei bambini. La crisi sfociò in modo violento con una revolverata della moglie a Ferrer per costringerlo a fargli dire dove si trovavano gli altri due bambini superstiti e finalmente divorziarono nel 1899. Ferrer si risposò poco dopo, con una facoltosa insegnante parigina.”

Francisco Ferrer , insurrezionalista, è stato incarcerato e liberato più volte anche quella volta che fu accusato dell’attentato ai sovrani. E a proposito di Manuel Ruiz Zorilla capo insurrezionalista spagnolo, la sua affinità ci porta ad un altro Ruiz di fama internazionale: lo spagnolo Pablo Ruiz y Picasso. Da qui è possibile capire perchè Picasso volle sopprimere il cognome paterno Ruiz e defilarsela a Parigi,  allontanando in questo modo da se, i sospetti di collusione politica con i repubblicani di “Ruiz Zorilla” che poi insceneranno la feroce Guerra Civile di Spagna. Era un parente?


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La “Escuela moderna “ di Fancisco Ferrer
fu fondata per insegnare i valori sociali radicali; ebbe molte filiali in Europa di cui una anche a New York dove Man Ray fu educato a tale pensiero ed azione.
La “Escuela Moderna” ebbe il meritato successo per simpatia e adesione di giovani “allievi” tale da fondare diverse succursali in giro per l’Europa (Italia compresa). Fu infine condannato a morte.

Ferrer fu arrestato il 31 agosto 1909 con l’accusa di essere il fomentatore della rivolta contro la Guradia Civil. Sottoposto ad un processo farsa da parte del tribunale militare, venne condannato a morte con prove artefatte e fucilato a Barcellona, il 13 ottobre 1909 nella fortezza di Montjuich.
Francisco Ferrer Guardi diventerà un mito presso i gruppi anarchici di tutto il mondo. S’inscenarono cortei di protesta e petizione, ma a nulla valse salvarlo dalla pena capitale. Gli verranno dedicate Targhe, Piazze e Strade.

Ora, da queste poche informazioni è possibile imbastire molte deduzioni che porteranno l’avvicinamento di Man Ray a Pablo Picasso, ai Surrealisti spagnoli defilandosela invece dalla Guerra Civile di Spagna seguendola da Parigi.

Su Emma Goldman e Alexsander Berkman non ci sono parole per descrivere il loro impegno politico avventuroso diventando i due simboli anarco/rivoluzionari per eccellenza, special modo per Emma che in America è stata la madre fondatrice dell’Anarchia americana.


Emma Goldman: https://en.wikipedia.org/wiki/Emma_Goldman

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…nasce in una famiglia ebrea ortodossa a Kovno nell’Impero russo, che oggi conosciuta come Kaunas in Lituania. Subirà dal padre ortodosso pesanti punizioni corporee per richiamarla alla disciplina, invano. Dopo vicissitudine rocambolesche e fallimentari del padre, riuscirà a sbarcare in America dove l’aspetterà una vita dura e difficile. Ma per quel suo spirito combattivo e indomite, diventerà una grande organizzatrice di scioperi e comizi dove la sua voce si affermerà tra i lavoratori spingendoli verso l’anarchia. Organizzo anche un attentato fisico ai danni di un imprenditore, asserendo pubblicamente:

Nel suo primo giorno in città, Goldman ha incontrato due uomini che hanno cambiato la sua vita. Al Sachs’s Café, un luogo di ritrovo per i radicali, fu presentata ad Alexander Berkman, un anarchico che la invitò a un discorso pubblico quella sera. Andarono ad ascoltare Johann Most, direttore di una pubblicazione radicale chiamata Freiheit e sostenitrice della “propaganda dell’azione“, l’uso della violenza per istigare al cambiamento. Rimase impressionata dalla sua ardente orazione e la maggior parte la prese sotto la sua ala, addestrandola nei modi di parlare in pubblico. La incoraggiò energicamente, dicendole che avrebbe “preso il mio posto quando me ne sarò andato”.

Lei e lo scrittore anarchico Alexander Berkman, il suo amante e amico di lunga data, progettarono di assassinare l’industriale e finanziere Henry Clay Frick come un atto di propaganda dell’azione. Frick sopravvisse all’attentato nel 1892 e Berkman fu condannato a 22 anni di carcere. Goldman fu imprigionata più volte negli anni seguenti, per “incitamento alla rivolta” e distribuzione illegale di informazioni sul controllo delle nascite. Nel 1906, Goldman fondò la rivista anarchica Madre Terra.

Leggere la scheda di Emma su Wikipedia ci si accorge che Man Ray qualche bugia l’ha raccontata, in quanto, le lezioni di Emma Goldman non erano certamente di disegno artistico ma piuttosto di disegno eversivo. Quindi prima di parlare d’Arte andiamoci piano. Magari di Politica mi trova anche d’accordo .. ma d’Arte no!

Che le Scuole e le Università americane fossero, e lo sono tutt’ora, “centri di potere eversivi ” è arcinoto, quindi, quando il Prof. Artur Swartz, curatore in Italia dell’immagine di Man Ray ci presenta tutta l’Innocenza della “Esquela Moderna” per la creazione di alunni da inserire nel mondo dell’Arte … bhe , un sorrisino beffardo ci scappa.


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Cubismo: Arte industriale?

Pablo Picasso con Olga Khokhlova (ballerina)
(Ordine della PIPA – Sezione d’Oro)

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La storicizzazione degli eventi sostenuti delle Avanguardie non scagionano in toto il loro impegno soggettivo dalle altre rivoluzioni industriali  ancora in corso oggi nel mondo; rivoluzioni di  gran lunga superiori a quelle delle Avanguardie rivoluzionarie in Arte, rivoluzioni industriali tenute  in secondo ordine dalla Storia rispetto a chi oggi osanniamo come: Sacerdoti d’Arte gli artisti delle Avanguardie ai quali abbiamo dato più importanza del dovuto.

La domanda che sorge spontanea è la seguente. ” E’ l’Arte che ha rinnovato l’industria  o l’industria  che finanziando più del dovuto l’Arte l’ha spinta a rinnovamento perenne al sistema industriale dominante?”

Quando si cita l’Industria, i suoi laboratori di ricerca, la creazione e lo sfruttamento dell’indotto che ha generato molteplici lotte sindacali per la gestione e ripartizione dell’utile, non possiamo non mettere in campo la Politica economica e, solo quando si dice politica si dice rivoluzione. Ma la Rivoluzione non è politica; rivoluzione è una rotazione imposta dalle nuove invenzioni tecnologiche, generanti distruzioni, sconvolgimenti, ricostruzione, abbandono rinnovamenti e innovazioni sostenute da moti acceleranti di cippi che sviluppano forti tensioni. La politica la divulga o si adegua.

Quindi nessuno può arroccarsi il diritto di essere titolare della parola Rivoluzione e tanto meno di dare un senso morale alla questione. L’innovazione invece si, essa genera rivoluzioni.

La Rivoluzione, per chi la subisce, è un ciclone non annunciato; viceversa, per chi la promuove o la esercita come spinta animatrice, il Ciclone è lui stesso. Ciclone genera cicli, forze centrifughe potenti non sempre controllabili. Chi anima una rivoluzione deve saperla direzionare, gestire e fermare altrimenti ne escono  sconfitti tutti. (vedi la Spagna cubista)

Possiamo dire che “Pablo Picasso” è stato una forza distruttrice presente nell’Arte in quanto  aderente ad una organizzazione cosmopolita rivoluzionaria e conquistatrice, imponendolo baluardo dell’Arte del ‘900 in Spagna e in europa e nel mondo; ma diciamocelo francamente: “Rivoluzionario per conto di chi?”. 

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Se nel novecento le rivoluzioni industriali erano nel mondo diverse migliaia (1093 brevetti  solo Edison); a partire dall’ago con la cruna che diventa macchina da cucire, dallo straccio per la polvere che diventa aspirapolvere, dalle mani del panettiere che diventano impastatrici industriali; dalla falce contadina che diventa trebbiatrice, dalla spada ed elsa diventati carro armato e mitragliatrice  ecc. , il “quadro” d’Arte  che rivoluzione ha avuto?

                Il quadro in se non ha subito nessuna rivoluzione: da quadro è rimasto il riquadro a forma di quadro appeso al muro.

Solo verso la metà del ‘900   il quadro subirà una significativa mutazione rivoluzionaria; il  quadro appeso al muro diventa la cosa più straordinaria che l’Arte poteva donarci e  che pochi la contempliamo come Arte: la Televisione.

Il quadro come supporto depositario d’immagini illustrate statiche, aveva da sempre rappresentato attimi della vita dell’uomo storicizzati. Nel quadro l’artista Uomo rappresentava le proprie vicende storiche, aspirazioni materiali e divine nelle cose create “da se” medesimo e innaturali.  Nel divino immutabile, la Moda proposta, scandirà il tempo i costumi e gli stili dei secoli.

Nella raffigurazione dell’Arte, la “rivoluzione” si manifesterà solo verso la fine del secolo XX° quando l’uomo sfonderà la barriera del tempo e dello Spazio  diventando l’Arte sempre piu astratta e spazialista, la vetta sarà raggiunta da Lucio Fontana e Yves Klein .
I tentativi precedenti di staccarsi dalla rappresentazione Classica, Iconoclasta, Estetica, Illustrativa ecc., apporteranno solo piccole varianti verso un qualcosa non ben definito.

Piano piano, artista dopo artista, spogliati di lauro i pittori,  qualcosa viene alla Luce.
Nei primi del ‘900 bisogna riconiscere al “Cubismo” uno scatto significativo: l’aver frammentatato  l’immagine grafica e tipografica rendendola irriconoscibili a prima vista, ma solo se lo spettatore si fosse sottoposto a forti dosi di droghe poteva intravvedere ciò che occhio umano non vede. Il cubismo fu il primo quadro psichico”, il primo stile pittorico a dare nuove immagini mai rappresentate prima anticipando il futuro “quadro psichedellico” dei Surrealisti.

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Su Pablo Picasso caposcuola di un pensiero modernista, inventore di mille nuove vie e possibilità per futuri artisti, muovergli una critica antiartistica sana e demolitrice è un compito arduo e delicatissimo, difficile da sostenere per mancanza di prove in quanto inquinate da salamalecchi critici, fino a quando poi si viene in possesso di una serie di informazioni inquietanti sul suo ruolo e sui retroscena artistici che lo hanno animato. Essere un indotto finanziario controllato da finanzieri e bancari non fa molto artistismo, ma  essere un rappresentate finanziario fa molto impiegato. Il tutto va detto senza togliere i meriti al Cubismo come espressione artistica primitiva.
C’è anche da dire che, da Picasso in poi, in Arte, tutto sarà possibile e permesso e altro ancora, di più;  quindi possiamo parlare seriamente d’Arte in futuro davanti alle sue opere o di illustrazioni “moderne”? Una Caravella spagnola, in mezzo all’oceano quando di botto senza bussola decisde una nuova rotta, o ha ricevuto una telefonata o il caso fa l’errore giusto.

Abbattere un imponente elefante minaccioso con un fucile da caccia grossa ci da modo di vergognarci del sacrilegio perpetuato ai danni della Natura, ma se l’animale avvicinatosi troppo mette a rischio la sopravvivenza del minacciato, la sfida si conclude senza troppi preamboli. Così succede quando ci si pone davanti a un elefante artistico come Pablo Picasso per capire come sia stato possibile il sacrilegio che ha perpetrato nei confronti dell’Arte. Indagando sui meccanismi, si viene a sapere ciò che ha permesso che tutto ciò  e chi lo ha reso possibile; dal futo della Gioconda al Louvre, alla distruzione e scomparsa dei quadri classici spagnoli prima e durante la Guerra Civile, al suo  Incaricato ai Beni Culturali in Spagna, ai finanziamenti illeciti sovversivi; la regalia di 2 aerei alle destre, il suo ruolo di Ufficiale militare in marocco,   ai suicidi sospetti ecc. Picasso non ne viene fuori molto pulito.

Pablo Picasso, per la storia dell’arte è l’Ascia da guerra implacabile che ha tagliato di netto l’arto con il quale Arte aveva raggiunto un altissimo e raffinato livello espressivo e decorativo facendola stramazzare a terra morta.

Il “Passato”, per la Comunità Ebraica di Picasso, andava distrutto dichiarando Guerra all’Impero Austoungarico  e alla corona di Spagna. Forte degli entroiti smisurati che la fabbrica Picasso acquisiva, il cubismo adunò in pochio anni, uomini e mezzi a Parigi pronti a scatenare la Prima Guerra Mondiale contro le Case Reali d’Europa. La barbaria avrà il sompravvento sulla bellezza. (come sempre)

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(Gustav Klimt)

Per iniziare il nuovo secolo rivoluzionario, Picasso, contro l’Accademia delle Belle Arti  contrappose la sua nuova Accademia delle “Brutte Arti”. Tutto ciò fu possibile grazie a una escalation che aveva radici nelle Avanguardie del novecentodieci e che,  incolpando la neonata Fotografia di contrapporsi all’Arte con immediate immagini della realtà rappresentata, aduno Picasso intorno a se molti giovani pittori delle belle arti arruolandoli nelle Avanguardie per scopi eversivi in vista di scopi erranno a galla con lo scoppio della Grande Guerra. Dirà Picasso: “La Grande Guerra l’abbiamo creata noi cubisti”. Le sue dichiarazioni apparemtemente ciarliere risulteranno essere veritiere. Cosa c’entrasse la Guerra con la pittura cubista e chi la dirigena, ciò mettera in luce la cospirazione interna di intere nazioni europee politicamente sprovvedute.

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La donna “Romanticà” verrà  attaccata dall’arte e che  disprezzandola, renderanno schiave industriali intere masse femminili. Inizia l’Era Moderna che ci porterà ai nostri giorni.

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Si dice che i ritrattisti classici trovandosi senza lavoro si siano dispersi o riciclati in altri mestieri per non morire di stenti. Anche le Accademia delle Belle Arti e i grandi studi d’Arte, i critici, gli ecclesiasti, i porporati non recepirono il forte segnale del noto pittore Gustav Klimt che annunciava la fine di un Era aurea e l’arrivo di  un tremendo mostro annidatosi sotto il mantello dell’Arte per governarla, imbruttendola, sfruttandola, commercializzandola , erogando immagini degne degli inferi.

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Alla luce di quanto detto, come pulci ci addentreremo tra i pellami dello scimmione che Gustav Klimt ci aveva segnalato e lo seguiremo passo passo nel suo fagocitare in Arte per mettere a segno altre mire, evidenziandoci i meccanismi e i personaggi che imposero la Brutta Arte con l’inganno.

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Thomas Alva Edison (Milan, 11 febbraio 1847 – West Orange, 18 ottobre 1931) ebreo, è stato un inventore e imprenditore statunitense. Inventore della sedia elettrica e mille altre novità moderne all’Avanguardia.

Tomas Edison fu il primo imprenditore che seppe applicare i principi dell’invenzione nella produzione di massa. Era considerato uno dei più prolifici progettisti del suo tempo, avendo ottenuto il record di 1.093 brevetti registrati a suo nome, in tutto il mondo industriale, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Il Cubismo di Pablo Picaaso  fu il primo movimento delle Avanguardie del novecento ad applicare il principio della Produzione di Massa in Arte. Pablo Picasso vanta al suo attivo 20.000 opere classificate e un numero ancora imprecisato di opere non classificate.
Chi fu per Picasso la Musa ispiratrice? Gertrude Stein? Da sola no poteva tanto, ci leva una esercito conposto di milioni di individui nascoti:  “L’Alleanza Cosmopilita”.

Arte e Ragione di Stato (1/2)

Azioni e motivazioni delle Avanguardie del XX° secolo

Dopo il fallito Colpo di Stato da parte del Capitalismo Borghese Internazionale ai danni della Russia governata dallo Zar Nicola II – colpo di mano progettato dalla Massoneria americana congiuntamente alla francese e inglese e con il forte contributo militare dato dal Giappone (alleato) nella “Guerra Russia-Giappone del 1905 – lo Zar, scoperto nei rivoltosi l’élite massonica europea interna, organizzatrice dei disordini, il Tribunale speciale militare di Russia diede ordine di  fucilare i propri cittadini insurrezionali per Alto Tradimento come protocollo impone. I capi rivoltosi aizzati nel nome della Rivoluzione Popolare furono fucilati sul posto durante le manifestazioni, altri in separata sede. Tra gli organizzatori furono  fucilati i solo i cittadini di nazionalità russa – c’era in atto una guerra perdente con 2 milioni di morti – furono a invece allontanati e scortati  gli  stranieri agitatori non residenti o senza cittadinanza come da trattato di pace di Portsmouth sottoscritto dai russi.

La decisione di tale gesto repressivo delle milizie russe fu una decisione drastica quando la casa reale si accorse di essere finita in una “Operazione Tenaglia” di grandi propor-zioni che li vedeva impegnati su due fronti opposti e distanti fra loro migliaia di chilometri. Nel conflitto i giapponesi rivendicavano l’autorità coloniale su Cina, parte della Manciuria e Corea. L’altro fronte interno a Pietroburgo era inscenato dai rivoltosi manipolati da vari Consolati esteri di cui uno in particolare: la Francia.
L’esercito russo  sul fronte giapponese fu quasi annientato, esercito imperialista presente da un secolo su quelle terre, mentre sul fronte Ovest sguarnito di militari, era attaccato dalle forze rivoluzionarie destabilizzanti a guida massonica e senza divise. I Servizi segreti militari  russi scovarono tra i rivoltosi, agitatori di masse esteri,  esperti in  “sindrome cubana” sobillatori in vista della caduta del regno di Russia.

potemkinmarchFoto: La Ragion di Stato – Russia, efferate risposte repressive ai moti insurrezionali.

La Rivoluzione popolare istigate su rivolte alimentari  erano animate dai BUND,  una sorta di stato nello stato composto dalla comunità ebrea di cui la Storia mai accennò la loro esistenza. Questi infiammarono le agitazioni appena videro partire le prime navi da guerra della Marina di Russia dai porti del NORD e Mar Nero in appoggio agli schieramenti dei fanti sul fronte giapponese in Cina, fronte  in serio pericolo a causa della presenza di una  nuova arma di sterminio di massa: la Mitragliatrice, arma sconosciuta ai russi, la futura “DADA!”

Allo scoppio del conflitto le navi da guerra Russe furono interdette  dall’Inghilterra a passare lo Stretto di Gibilterra e  Canale di Suez, subdola partecipante di quella guerra. Per raggiungere il fronte giapponese, la flotta Russa fu obbligata a circumnavigare l’Africa impiegandoci molti mesi, arrivando in ritardo per il buon esito della guerra, trovando con sorpresa le navi giapponesi munite di potenti cannoni inglesi, nuove navi mai prima dichiarate  le quali imposero una sonora sconfitta navale alla  Russia. Il Giappone diventerà una super potenza navale aumentando il proprio parco di navi inglobando le navi russe arresi o lesionate ma riparabili.

Esito della battaglia: NAVAL BATTLE OF TSUSHIMA

Per l’Alleanza occidentale le operazioni militare furono studiate nei minimi dettagli, quindi, per i multinazionali cosmopoliti d’Europa e d’America, la campagna di Russia  era già vinta sulla carta, bisognava solo aspettare che i BUND socialisti ebraici portassero a termine il Colpo di Stato civile e la Russia sarebbe finita sotto scacco. Per i Giapponesi, anche se non persero neanche una battaglia a terra,  arrivarono a fine guerra stremati e in tempo prima che finissero le riserve economiche e derrate alimentari, altrimenti avrebbero avuto un tracollo.
A questo punto gli americani imposero un trattato di Pace altrimenti sarebbero intervenuti loro a finire la guerra indebitando pesantemente il Giappone negandogli i diritti di sfruttamento coloniale sugli stati sottomessi. Nel dopo guerra, le condizioni economiche giapponesi furono disastrose con forti scioperi popolari nella capitale durati molti mesi, con gli americani che, non gli avrebbero riconosciuto  alcun prestito ulteriore finendo il Giappone  sotto scacco.

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La stessa fine politico militare  l’avrebbero avuta la Russia accerchiata ad Ovest in  Europa dai BUND. (organizzazioni socialiste operaie ebree lettoni) miranti al Colpo di Stato con guerra civile; ma  per un dettaglio non previsto, il fronte Ovest fu sbaragliato con l’arrivo dei temibili Cosacchi, soldati di ferocia inaudita che salvarono tempestivamente la Corona di Russia e il suo Impero. Gli americani se ne guardarono bene di inscenare il proseguo della guerra contro una Russia, una territorio vergine di risorse di cui nessun esercito occidentale era in possesso di mappe di territorio cosi vasto e sconosciuto con centinaia di etnie diverse. Le sorti di una eventuale guerre via terra era senza esito a tavolino. (Non lo capì più avanti anche la Germania nazista che a fronte di 26 milioni di soldati e civili russi morti la Russia disponeva ancora di altrettante forze pronte a scendere in guerra.)

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Quindi nelle trattative di pace gli americani inserirono  sottointeso anche la liberazione di prigionieri organizzatori dei BUND ebrei. Poiché le trattative di pace di Portsmount avvennero in un altro oceano, nello stato americano New Hampshire sulla costa Atlantica;  nel 2006 in questo stato si è ufficializzata la Giornata della Pace di Portsmount con alcune delle seguenti motivazioni illuminanti sul suo coinvolgimento navale:

Considerando che il 5 settembre 2010 è designato dalla legge come “Giornata del trattato di pace di Portsmouth”, per sempre, in tutto lo stato;

Considerando che l’intenzione della Giornata del trattato di pace di Portsmouth è di commemorare la designazione del presidente Theodore Roosevelt del New Hampshire  come ospite della conferenza di pace che ha posto fine alla guerra russo-giapponese, la più grande guerra moderna terrestre e marittima che il mondo abbia mai visto; e

Considerando che, il presidente Roosevelt non è mai venuto a Portsmouth, basan-dosi invece   sull’assistente segretario di Stato americano, la Marina degli Stati Uniti e il governatore e i cittadini del New Hampshire per facilitare i 30 giorni di negoziati formali e informali tra i diplomatici giapponese e russo dentro e intorno a Portsmouth ; e

Considerando che a Portsmouth nel 1905  “un insolito impegno per la pace è diventato una virtù comune” in quanto la “diplomazia dei cittadini” – il coinvolgimento della popolazione locale – ha contribuito in modo significativo all’esito favorevole dei negoziati che hanno fruttato al Presidente Roosevelt il premio Nobel per la pace del 1906; e…

ecc ecc

“considerato che, che , che… ” Portsmount Day

Ci trovavamo a solo 10 anni dalla morte di Alfred Nobel fondatore per sua volontà del Prestigioso Premio Nobel che premia gli ebrei che si  distinguano per eccellenza nella causa Cosmopolita nel mondo. Il premio a Theodore Roosevelt presenta tutti i difetti di forma politica e ideologica di cui ancora soffre oggi il Premio Nobel e che mai è riuscito a scrollarsi di dosso quel mantello di paternità etnica.
I porti navali del New Hampshire situati sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti sono parte della regione del New England (Nuova Inghilterra), Con il loro proclama del 2006 la comitato promozionale mise il luce il diretto coinvolgimentod ella Marina Americana in quella guerra. Nel Porto di Portsmouth si svolsero le trattative di pace  umilianti per i russi, che nei passi dei trattati si sottintendeva anche la lista dei prigionieri di guerra degli insurrezionalisti sul fronte europeo arrestati da liberare entro giorni 15 massimo dalla firma di PACE, comprendente tutta lista completa dei dirigenti e volontari pervenuti dall’Europa in Russia per il Colpo di Stato andato a male. Il trattato chiamando in causa le parti in guerra, fucilando l’esercito i civili BUND per alto tradimento, furono chiamati in causa come belligeranti e quindi tutti liberati.

BUND (Bundismo)
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La “Ragion di Stato” di certe azioni repressive verso il proprio popolo interno diventato estraneo e sconosciuto come i BUND ebrei, essendo  queste rivolte consumate all’interno dei confini nazionali furono punite severamente dai militari in quanto odore di “Alto Tradimento” col nemico. Ciò metterà in moto contro questa Comunità una vasta letteratura accusatoria di crudeltà e sospetti e di tradimenti  avvenuti da parte di intellettuali governativi che scatenarono una tifoseria contrapposta difficile da domare e governare all’interno di un impero multirazziale come quello russo dove questa comunità faceva fatica ad integrarsi in quanto senza patria e senza terra e che comunque non riconosceva nessuna autorità fuori di se stessa. L’escalation di queste contrapposizioni mai risolte  dureranno ancora un decennio  fino al Colpo di Stato del 1917 ad opera dei Bund,  dando vita  a reciproci rancori nella storia interna  della Russia contro i suoi nemici  interni Bundisti   e gli stati esteri sottomessi dai cosmopoliti quali : Europa, America, Giappone e i nuovi Alleati compresi nella loro espansione e crescita, controversie non ancora risolte a tutt’oggi. Non è un caso che nell’URSS , la festa nazionale della Rivoluzione del 17 poco importa ai russi preferendo quella del 9 Maggio festa della Vittoria dove sfilano tutti i reparti militari di tutte le etnie che composero la difesa dell’URSS contro l’invadenza nazista.

Il presidente americano (n.25) Theodore Roosevelt non esce limpido da questa sua impresa maniacale bellica ancora in odore di guerra oggi contro la Russia. C’è da chiedersi quali siano le motivazioni politiche e morali del Prestigioso Premio Nobel per la PACE riconosciute al presidente Americano sapendo già allora che fu: il progettista,  cospiratore, fornitore generale di logistica ed armi, munizioni, navi, mitragliatrici e capitali  dati al Giappone a fronte dei 300 mila giapponesi caduti in battaglia contro 2 milioni di  russi caduti anch’essi combattendo. (Sono esclusi dal conto i cinesi caduti in guerra e le seguite decimazioni  subite in rappresaglia dai giapponesi a fine conflitto).

La  decimazione di 2 milioni di soldati russi voleva dire indebolire seriamente l’Armata Russa. Quindi i reduci ebrei rientrati dalla Russia a Parigi avranno un ruolo politico ben definito nella preparazione delle Avanguardie “artistiche” ed “intellettuali” da esportare per tramare e penetrare l’invasione  successiva in Russia. Nonostante le perdite avute, la Russia si rimetterà in piedi malamente trovandosi coinvolta di nuovo nella guerra  mondiale succeduta dove la famiglia reale dello Zar Nicola II° nel 1917 verrà decimata da 5 pistole americane su sette Cosmopolite  presenti come segnale storico all’esecuzione dell’ignobile martirio.

Quindi, se Nobel non ritira il Premio etnico all’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Theodore Roosevelt si copre di ridicolo e malafede.


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Poesia saffica n. 15

Surrealismo.

Foto: “Dalí dipinge nel giardino della sua casa”
io uguale, dipingo sulla mia terrazza di casa.
Lia dipinge sul tavolino in cameretta e sbuffa!
Mi chiama: “Giuro! Ho bisogno di baci e basta.”
Lia, bocca a bocca mi parla e con arte mi bacia;
pennelli , colori e matite: si studia Dalì, così.
“Siamo lesbiche?” mi chiede:
No! è un “TiVoglioTantoBene” grande grande
“ooh..Grazie” Ribacia, disegna e le basta.

BLU Marina
(Pavia, oggi 16/01/2019)


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archivio poesie saffiche 

Gertrude Stein: Ritratto di Picasso

Il Pittore visto con gli occhi dalla modella.

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Come scriverà Gertude Stein nella biografia intitolata: “Picasso” (ed. Adelphi): “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Foto: Getrude Stein, Parigi 1904

Clima politico.
Siamo nel 1906  a Parigi, “i colori sono molto costosi” dicevano: “non ce li possiamo permettere”  e utilizzavano quel poco che bastava per fare apparire un immagine, un quadro. Indagando si scoprirà che ciò non era vero, il motivo era un altro, era religioso.

Da qui partono le indagini sull’ereditiera americana Gertrude Stein e Pablo Picasso.

Gertrude Stein nasce in Allegheny, 3 febbraio 1874, Pennsylvania, città americana industriale nota per i suoi laminatoi e le acciaierie. Sull’origine della fortuna economica  di famiglia Stein, poco si sa se non che il padre dirigesse in città una linea tranviaria di proprietà. Nell’universo letterario dell’arte poco si sa di lui , qualcosa verrebbe fuori dai testi teatrali scritti da Gertrude, ma non essendo egli pertinente alla storia dell’Arte la figura paterna passerà in secondo piano anche se, come figura politica e che abbia determinato la costruzione del carattere di Gertrude,  sapere qualcosa in più di lui risolverebbe certi aspetti politici avvenuti in Bruxelles, città chiave di lettura degli avvenimenti politici europei e dell’universo delle Avanguardie, ma soprattutto del perché Bruxelles  è stata al centro di grandi eventi storici succeduti in Europa per diversi secoli.

I fratelli Stein sono cinque, tre maschi, lei e la sorella Berta. Quelli che  arrivano a Parigi nel 1904 via Londra sono Leo e Gertrude, attorno ai quali, ruota la storia dell’Arte delle Avanguardie dei primi ‘900. Dovendo gli Stein  distribuire a Montmartre una discreta somma di danaro come “aiuti umanitari” della Comunità ebraica americana alla Comunità ebraica europea caduta in disgrazia durante i motti in Russi 1905, Gertrude Stein, dopo essersi guardata intorno a Parigi, puntò gli occhi su in certo Pablo Picasso, pittore chiacchierato,  per meglio sondarlo da vicino, e se il caso d’ingaggiarlo per ulteriori piani eversivi futuri.

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Gertrude seppe di Lui da un uomo della “Centrale” e volendo sondare sulle acclamate capacità sovversive, organizzative ed intellettuali, lo volle avvicinare. Perché scelse Pablo Picasso e non altri artisti contemporanei più noti e più bravi di lui?

Fiuto di donna?
No! Gertrude Stein seppe dai suoi informatori di un certo  Pablo Picasso da contattare quale piccolo capo banda di un gruppo di manigoldi e truffatori rigorosamente ebreo-artisti che si animavano nella illegalità di Montmartre per campare ed imporsi. La sua  Centrale Ebraica stava creando piccole gang  locali in Parigi (città cosmopolita), per la ricostruzione di gruppi dal forte carattere spregiudicato per  imprese ardite a cui affidare la gestione di merce illegale proveniente via Spagna dalle Americhe. Ma essendo la Spagna da poco vittima perdente nella guerra di Cuba contro la marina USA, nessun spagnolo amava dare servizi agli americani e Gertrude era americana e quindi doveva avvicinarsi al giovane Pablo Picasso in modo soft per conquistarlo quale futuro interlocutore ambizioso per compenetrare il sistema finanziario spagnolo e francese; insomma, doveva farselo amico e trasformarlo in spia americana. Pablo Picasso poteva essere la chiave di volta per intraprendere l’impresa che Gertrude Stein  aveva in testa.

La presenza di una giovane donna disinibita per un “contatto” difficile iniziale si prestava come l’unica occasione possibile per lei, e poiché Picasso presentava le caratteristiche di macho spagnolo, l’occasione sensuale si sa, fa l’uomo amante. Si trattava di dargli in seguito una licenza di agente  particolare con forte copertura politico/militare, licenza da concedere sulla fiducia “imprenditoriale” ad un arrivista, parola ancora poco in uso nella Francia di inizio secolo.
Tale licenza, se ben gestita, poteva creargli un discreto indotto iniziale sanando l’economia disastrata della sua piccola Comunità di Montmartre. Il progetto era di avere un agente  per poi usarlo, come  fecero gli americani in passato con Claude Monet, in veste di “Ambasciatore” occulto tra i giapponesi, ma Monet era arrivato al suo tramonto e andava sostituito, diventando Picasso “l’artista” attraverso il quale far entrare in Francia un cospicuo capitale  illegale da giostrare internamente a fini insurrezionali, diventando Picasso e il suo gruppo di fuoco, la possibile Centrale antagonista da mettere in concorrenza a Enri Matisse, oramai totalmente assorbito nella preparazione di agenti internazionali nei sotterranei della sua Accademia di belle Arti, per riorganizzare intrighi in Russi, Giappone e Usa, atti alla preparazione della prima Guerra Mondiale.

 Per onestà intellettuale una cosa va sottolineata ed è che, nella religione ebraica il danaro non ha la funzione di ricchezza personale come in genere si crede, esso va reinvestito per la conquista del mondo in quanto, tale Capitale non appartiene al singolo individuo ebreo, ma alla intera comunità che si autofinanzia attraverso il risparmio dei fedeli portandola fino all’estremo cavilloso risultato. Tale risparmio è frainteso come “avarizia ebraica”, ma che avarizia non è in quanto, è orgoglio individuale apportare il massimo risparmio personale nelle cassa della Comunità  . La “Proprietà Privata” è il meccanismo attraverso il quale essi possono “amministrare e governare” gli stati conquistati. Il modello promosso è il Capitalismo e quindi i partecipanti sono tutti associati rigorosamente al registro delle quote individuali che ne determina il diritto decisionale sulle singole azioni politiche nel mondo e i rispettivi futuri guadagni. Insomma, la Comunità ebraica è di fatto una S.p.A Multinazionale e quindi non politica come la intendiamo noi  ma Cosmopolitica, senza confini. 

Chi alla signorina Gertrude Stein aveva segnalato Pablo Picasso? Il suo fiuto? Macché!

Le indagini ci porteranno al “Poeta Innominato ”, che dall’interno dell’Intendenza di Finanza di Francia seguiva scrupolosamente gli spostamenti delle banconote numerate che transitavano illegalmente tra Spagna, Francia, Inghilterra e America. Altri all’interno dell’Intendenza seguiranno miriadi di conteggi, canali e canaletti cosmopoliti; questi sono gli impiegati “ombra” che formano un esercito sociale esterno ma anche interno allo stato cui appartengono.

Gertrude Stein super agente,  attuò il suo piano: incontrare presso il noto mercante d’arte Vollard quel tale Picasso  commissionargli “casualmente” un propino ritratto pagandolo bene. Picasso sentito la cifra accettò immediatamente. Quel giorno, nello studio di Montmartre, i due giocatori d’azzardo si affrontarono. I due caratteri mastini si saranno  squadrati e, per due tipi del genere basta un occhiata o l’odore del sudore per capire chi hanno davanti. Accordata la sostanziosa somma di partenza, la scelta del soggetto lo impose la nostra super tarantola. Gertrude  si  presentò dal pittore vestita di scuro, imponendolo di propria volontà, il colore marrone predominante: “Lo voglio bi-cromo. Prendere o lasciare”.

Prima di iniziare: Mi parli di lei …” disse Picasso.

Ella accettò, fissandolo negli occhi come chi giovane intraprendente americana non abbassa mai lo sguardo davanti a nessuno, e cominciò con un racconto enigmatico: parlava di aver incontrato a Bruxelles in piazza: una bambina mentre giocava, sui 12 anni circa, con le trecce, “vestita di marrone” e che alla domanda rivoltale,  la bimba rispose che stava giocando a imitare il padre che era morto. Quella bambina era Gertrude Stein.

“BRUXELLES?” annui Picasso…

Pablo Picasso intuì subito il grosso “calibro” che aveva davanti e cominciò il ritratto. E lei?
Lei spiegava, si spiegava e lo interrogava,  e lo ascoltava, spiegandosi reciprocamente  tra le pieghe e sottintesi … “Bruxelles?..”  Eravamo all’ inizio ventesimo secolo…

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Pablo aderì al progetto Cosmopolita con tutti i rischi e le “prospettive”  presentate. Picasso cancellò il volto del ritratto e si recò immediatamente a Gòsol in Spagna. Li incontrerà chi doveva, ricevendo e impartendo nuovi  ordini alla sua organizzazione di contrabbandieri diretti da cosmopoliti di Barcellona i futuri “Cubisti” . Tornato a Parigi, senza la presenza della modella, Picasso portò a termine il volto del ritratto facendolo pervenire finito. Come buon augurio le aveva dipinto il volto come sarebbe stato 25 anni dopo.” se non le assomiglia” – ripeteva agli amici scherzosi – “Le assomiglierà“. Picasso su ciò non sbagliò affatto. Lei, di quel quadro sosterrà sempre: “sono io” e lo amò.

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l costo dell’opera fu di zero franchi francesi. I giorni di posa 93. Picasso del quadro gliene fece dono. Il patto Gertrude Stein / Pablo Picasso andò a buon fine. Picasso fu arruolato nell’Alleanza. La loro amicizia durò fino alla morte di lei.

l’indagine continua


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(Gertrude Stein)

DORA MAAR

DORA MAAR Fotografa (compagna di Picasso?)

Dora Maar, il cui vero nome di battesimo era Henriette Theodora Marković.
Il padre è l’autore del padiglione della “Bosnia Erzegovina” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 che gli permetterà buone commesse in Argentina.
Durante gli studi  artistici di pittura, Dora Maar si appassionerà alla fotografia e si iscrive all’École de Photographie de la Ville de Paris.

A parte qualche opera pittorica (tra le quali due nature morte su legno ovali  che Dora vendette per necessità economica dopo essersi divisa da Picasso, Dora abbandonerà da subito la pittura per dedicarsi alla fotografia. Conoscerà Man Ray.
Durante la crisi del 1929 si dedicherà alla “fotografia di strada” scattando fotografie ai miserabili delle baraccopoli parigine. Ciò la spingerà ad aderire al modello comunista dal quale, conosciuto Picasso, si allontanerà.

Dora: “A venticinque anni ero molto di sinistra, non come adesso…”

Questa sua presa di posizione entrò in contraddizione con l’istintiva inclinazione all’esoterismo soprannaturale, pratica che sovente rapisce gli artisti sensibili e sensitivi durante la ricerca  ed esperienza di lavoro durante lo  svolgimento di opere nuove dai lunghi silenzi per concentrazione artistiche che il caso richiede.
Le pratiche spirituali le rivedremo in altri colleghi nel mondo delle Arti e non solo, negli  affari, in  politica, scienze, religione ecc. Magie per scopi e fini diversi legati alla gestione del Potere. Parlare di Arte esentando le esperienze spiritistiche e spirituali è pressoché impossibile, a meno che si resti nella sfera artigianale e non è detto, in quanto la magia è un desiderio antico dell’uomo che per elevarsi è disposto fare i patti con chiunque, anche col diavolo. Siamo  negli anni in cui il confine che separa la Vita dalla Morte è breve e la medicina era ancora impotente. L’immortalità dell’anima era sentita come una esigenza inseparabile dalla Vita quotidiana. Tutto ciò era affidato in larga parte al mondo metafisico e religioso e la psicologia muoveva i primi passi verso la distruzione di quel mondo. Quindi la Psicologia divise fin da principio nei suoi primi passi, il mondo metafisico dell’anima immortale  dallo spirito dissolto o dissoluto dell’IO materiale.
La strada intrapresa da Dora Maar nell’arte fu quella di allearsi a Picasso restando affascinata dalla sua dissolutezza intellettuale e pratica quotidiana aderendo al mondo giudeo di Picasso dove l’anima raggiunge l’immortalità attraverso l’Impresa.

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Prima di scoprire le carte su Dora Maar, bisogna sapere chi è il vero Pablo Picasso che si nascose sotto il mantello protettivo dell’Arte e che non si vuole far conoscere; solo poi è possibile capire perché Dora Maar sia uscita dalla corrente Surrealista per confluirei nel Cubismo mettendosi a disposi-zione di Pablo  Picasso con tutta la propria esperienza divinatoria. Divenuta compagna spirituale non che fotoreporter ed altro  nella “organizzazione” presieduta da Picasso, terrà in ordine  gli archivi.
Scoperta l’entità sull’impero di Picasso e il ruolo da lui presieduto, Dora Maar lo asservirà in segreto come maga, fotografa archivista e pittrice, lavorando per lui in sua assenza. Nell’amministrare quel  “Tesoro” verrà a conoscenza della lunga e riservatissima lista di finanziatori del Cubismo e dell’intera organizzazione eversiva con base a Barcellona. Come fotografa, sono famose le sue sequenziale durante la lavorazione del quadro “Guernica”.

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Dora: “Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone.

 

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Dora Maar

Per un certo periodo della vita segreta di Picasso, di Dora si scoprirà essere stata tutto per lui: assistente spiritistica, dipendente, segretaria, archivista, servizio stampa, responsabile della produzione esterna e interna e distribuzione delle opere. Pagata bene? No.
Dora Maar era per Pablo una deliziosa e affidabile sensuale mantenuta dipendete della    poliedrica organizzazione cubista, la Fabbrica di “Vida o Muerte” (vita o morte) della famigerata Pablo Picasso & Cubisti Associati, un infernale macchina da Guerra. Non le fece mancare niente, ma non poteva toccare niente.

Di Picasso dirà Dora, essere stato per lei il Titolare d’Impresa. (Padrone)
Per la collaborazione data fu licenziata senza una dignitosa liquidazione.
Perché fu diseredata? Quale sacrilegio ha commesso?

Dora Maar cristiana?… Non puoi entrare a far parte di una organizzazione militare ebraica come quella Cubista se non si è di origine ebrea.

(altre indagine sono ancora in corso)


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