FILOROSSOART : E’ stato allegato nell’Archivio/ Poeti/RedRose/ODISSEA di Omero un nuovo capitolo tradotto.
21-LIBRO VENTUNESIMO. pdf
Il gioco degli anelli
L’arco: inizia la disfida
Buona Lettura
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Il gioco degli anelli
L’arco: inizia la disfida
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BAGHDAD
L’OSSERVATORIO
Note si belle escon da un plano
Create lievi da mane maestra
Sussurro soave discende dall’alto
al pian di sopra richiamano la mente.
Salito sulla Loggia per scoprire l’incanto
Appare luminoso il cosmo stasera
Quel cielo blu aprendo il manto
Svela apertamente l’intero Emisfero.
Una ad una nel profondo spazio
Sfavillano di luce le mille stelle
Sparse per tutto il grande campo
Senza coprir le altre si lascian vedere.

Questa poesia introduce “MITOMANIA”, la mia prima collezione poetica di facile lettura che pecca d’ingenuità in quanto non essendo ancora formato poeta, mi cimentavo per divertimento con gli amici poeti di NPS (1990), ponendo poesie a indovinello per eludere la censura mentre a Baghdad si uccide-va ferocemente. I computer degli anni novanta, in Italia, funzionavano ancora da telescriventi in supporto ai fax, Videotel, o alla contabilità generale e segreteria aziendale… poi, fu la volta della posta elettronica.
Window non era ancora arrivato da noi e il linguaggio d’uso corrente era Dos. A quei tempi non erano possibili le correzioni automatiche, ne apporti fotografici o gli ornamenti di squisito sfarzo decorativo come ora. Avevo smarrito il tutto per via di un virus sconosciuto, ma non gettati mai via l’hard disk. Chissà… un giorno…. Qualche settimana fa avvenne miracolo, rileggendomi allora.
La raccolta poetica nacque nel 1991 sotto le bombe quando restai shockato sul comportamento scandalo-so della Democrazia che credevo incapace d’inscenare una guerra tracotante a proprio vantaggio e nome. Restai basito quando vidi i cieli di Baghdad infiammarsi di bombe scintillanti, antiaeree saettanti e fiamme alte e verdi (infrarossi,) in visioni Demoniache.
“Eccoli!” mi dissi, “ecco il segnale divino… ci siamo, sono tornati!”
Nasce MITOMANIA, (i Miti si ripetono)

Incapace di annotare appunti politici che cambiavano ad ogni ora, utilizzai la rima poetica ottocentesca, rime popolari per annotare il tutto, con strofe brevi di alta sintesi. La collezione narra le motivazioni ideologiche, politiche e religiose di Desert Storm , prima guerra incompiuta americana (e persa) nel Golfo Persico seguita passo passo di notte e giorno per 42 giorni, tanti furono i giorni impegnati contro i tre giorni preventivamente program-mati da George Bush. “Guerra Chirurgica” per la sua precisione elettronica, non gli faremo male. Così non fu.
foto: Baghdad – Desert Storm 1991.
Quella guerra svelerà tutta la metafisica evangelica sfuggita al controllo dei Cristiani che cimentatisi in quel sacrilegio in veste di aggressori, non capirono di essere loro i demoni fiancheggiatori e che sarebbero stati sconfitti da chi nel deserto pativa sete e fame in attesa del fatidico momento.
Il Dio babilonese “Marduk” era tornato per sconfiggere un altra volta Tiàmat venuta via mare e cielo. Sconfisse con tre “dardi di luce” luce l’orribile Bestiaccia cui nessun aveva il coraggioso di sfidare, bestia spaventosamente enorme dalle mille bocche di fuoco. Marduk nelle vesti di Saddam, ritornato conquistò per la seconda volta nel Mito il suo primato divino di imbelle. Guerreggerà per conquistare i “dardi di luce”, dardi simile alla spada infuocata che fende la roccia, Arma di distruzione di massa che terrorizza ancora oggi il suo nemico numero uno: la NATO.

Desert Storm 1991

Desert Storm 1991

TEMPESTA DI SABBIA 1991
NB: La profezia di Marduk è un testo “Vaticinium ex eventu” che descrive i viaggi della statua di culto di Marduk da Babilo-nia. Prima di Desert Storm, in Iraq, si festeggiò pubblicamente la “rievocazione mistica” del Dio Marduk in abiti antichi babilonesi e riti antichi propiziatori. Saddam, suo discendente, nel rito ebbe la certezza della vittoria e si cimentò in battaglia senza paura. Marduk nella sua profezia diceva che sarebbe tornato una seconda volta.

Un lucifero Nato-F117
continua…
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archivio Enea
Da MITOMANIA: Cernobyl
La spada che fende la roccia
antica leggenda dei padri
estratta , alzata ai cieli
punisce piegando gli Stati
“Chi ti ha trafitto con lancia di fuoco?
“Chi mi chiama Drago o mio Signore”.
“Chi dalle stelle il colpo ti ha inflitto?”
“Chi per tre volte il lancio ha fallito”.
“Chi alle tue spalle il Male ha favorito?”
“Chi su otto vulcani lavora con profitto”.
“Chi delle scienze il Frutto ha profanato?”
“Chi come un Dio or governa sugli Stati”.
“Stolto è colui che si è preso gioco
del destino altrui scherzando col fuoco.”
“Chi ti ha curato l’aperta ferita?”
Chi con la vita ha seppellito il mio cuore”.
“Chi ha sigillato il Sacro Sarcofago?
“Io afflitto che ha perso il suo onore”.
“Chi vendicandoti sarà il mio favorito?
“Chi al sacrificio condurrà la sua Nazione
“Chi da me si aspetti il Giudizio?
“Chi colpendomi recitava impunito:
“Drago Comunista, sotto spada di fuoco
zimbella il tuo mondo o sarai ancor minacciato!
“Vai, quella spada avrai anche tu,
promessa santa, si risvegli Marduk.”

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19-LIBRO DECIMONONO. pdf
Penelope interroga il vecchio mendicante
La cicatrice del cinghiale
Euriclea, anziana nutrice lo riconosce
Buona Lettura
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CHIARIMENTO SUL “NOBEL SBAGLIATO”
Qualche lettore mi ha chiesto di dare ulteriori spiegazioni sulla mia critica al Nobel assegnato a Solženitsyn
Bene, il lettore ha ragione in quanto, chi non conosce i fatti in questione pensa che dietro la questione DADA si nasconda una campagna antisemita. La cosa non mi riguarda in quanto, informato sui fatti sto indagando sull’uso ed ‘abuso che si è fatto dell’Arte ad opera di chi, di tale scempio ha fondato in tempi postumi un impero. Ognuno risponda delle proprie azioni e non alle ragioni del proprio Stato. Stiamo parlando d’Arte non di etnie politico/religiose. Ogni religione genera il proprio decoro e Arte, ma non deve mancare di rispetto, o schernire o interferire sugli altari altrui.
Abbiamo visto attraverso lo scrittore Alexander Isayevich Solženitsyn nella pagina Processo DADA2, la letteratura in mani manigolde, essere diventata un potente arma di persuasione ipnotica, per la costruzione di opinioni indirizzate a sostegno del vero come del falso. La letteratura è di fatto un arma potentissima in quanto genera potenti ipnosi dalle quali poi non è facile sottrarsi o risvegliarsi.
Il caso Solzhenitsyc rappresenta il falso ideologico proposto con forza determinata. L’utilizzo di “ritorte” musicali, forti accenti e timbri che applicati alla letteratura innalzano l’enfasi nei superlativi a favore di un Regime rispetto ad un altro Regime; Nella narrazione di un falso anticomunismo che Solzhenitsyc ci ha trasmesso, qui non si vuole difendere il modello comunista a priori rispetto al capitalismo ma stiamo analizzando l’uso improprio dell’Arte a fini coercitivi letterari.
Questa tecnica del “politicamente scorretto” e poco rispettosa nei riguardi dei lettori fiduciosi del Regime di appartenenza. Arcipelago Gulag ha avuto in Europa un gran successo sui telespettatori coercizzati in lettori ipnotizzati a priori che restarono basiti per la crudezza del Regime avversario incitati a combatterlo che con questa opera bugiarda, ebbero a disposizione un arma accusatoria, un arma impropria feroce, un fendente senza diritto di replica.
“Tra i due mali è meglio il nostro ” si diceva leggendo quel testo, aderendo in modo viscerale al sistema Capitalista che ebbe una impennata elettorale. In quegli anni, il regime capitalista aumentò immediatamente gli importi IVA (tax), poi una lunga serie di tasse indirette per autofinanziamenti consenzienti politiciNazionali contro il crudelissimo spaventoso sistema comunista avviando la Campagna di Polonia qualche anno dopo.
niziava in Europa la strategia di “Shock Economy” illustrata ampiamente dalla professoressa americana Naomi Klein che, oggi, più di ieri, le sue parole hanno assunto il giusto peso e senso, peccato che non essendo informata sulle questioni militari del proprio paese non comprese appieno certi spostamenti o fallimenti economici americani. Comunque il suo è pensiero meritevole e anche illuminante per chi ama sapere come si sono svolti i fatti golpisti nel mondo in quegli anni cruciali ’80/’90/ecc.
in
Con Arcipelago Gulag abbiamo visto che il gioco fu d’azzardo, vediamolo meglio.
Quando uscì in Europa la parola Gulag da quel momento in poi fu associato a Lager e nell’immaginario collettivo europeo le due parole erano l’una la traduzione dell’altra. Quindi Gulag era sinonimo di inferno, punizione, prigionia, forni crematori; sepolture di massa e migliaia di morti di fame e stenti ecc. Quel furbetto di Solzhenitsyc racconta di centinaia di Gulag sparsi per tutta la Siberia che occupavano una massa di 20 milioni di prigionieri costretti a lavorare fino allo sfinimento e senza magiare per chi si rifiutava. Supponiamo che l’immaginario incubo di Solzhenitsyc fosse vero e trasferiamoci in America nel periodo della conquista del West.
Nell’ottocento, l’Europa emigra verso le due Americhe milioni di cittadini in esubero e di tutte le etnie sue interne, ma dobbiamo prendere atto che la colonizzazione per i due ceppi linguistici Inglese ed Espano non fu certamente una cosa facile. Erano terre vergini da espropriare ai legittimi proprietari usando la forza, la violenza, l’inganno e la tracotanza. Costruire una ferrovia che unisse i due oceani attraversando gli Usa costò la morte di un paio di milioni di lavoratori cinesi ai quali portare oggi il rispetto dello sforzo dato.
Sempre i cinesi, lasciarono un altro milione di morti nella costruzione del Canale di Panama, morti per infezioni paludose e malaria. Poi ci sono i neri delle piantagioni agricole, i minatori, boscaioli, contadini , allevatori, cercatori d’oro e milioni di carpentieri veramente bravi addetti alle costruzioni edili, scomparsi completamente dalla storia delle due Americhe, finiti nel nulla.
Per mettere in bella luce se stessi, gli USA una volta conquistati i terreni e organizzate le prime Colonie, chiamarono i loro invasori “Coloni”, mentre Solzhenitsyc i suo coloni russi li chiama al ribasso “prigionieri”. Le due cose fanno la loro sporca differenza.

foto: costrizione del Canale di Panama, territorio conquistato alla Spagna.
L’onestà intellettuale che ha portato a declassare in prima lettura l’opera Arcipelago Gulag sta nel fatto che Gulag – tradotto in Italiano e anche nelle altre lingue europee – vuol dire per tutti Colonia. Quindi la colonizzazione della Siberia rispetto a quella americana era basata sul volontariato e non sull’imposizione. Se poi ci fossero state delle squadre di addetti ai lavori forzati, ricordo agli americani che nella loro filmologia il pigiama a righe bianco/nero dei prigionieri incatenati ai piedi, divisa in uso nei campi nazisti negli anni 30/45, fu copiata dal nazismo agli americani come anche i Lager. Ma la critica d’arte al prestigioso Premio Nobel per la letteratura, assegnato a Solzhenitsyc, presenta tutta la malafede dei Nobel perché lo sapevano che Gulag voleva dire Colonia, e che le colonie russe non erano inferiori al numero dei paesi e città fondate dai coloni americani. Se il clima fosse sfavorevole in Siberia non è certamente colpa della Russia. Certamente la California, per il suo clima favorevole, coi suoi coloni è stata confortevole che a confronto della colonizzazione della Russia, fu una passeggiata. Ma i conti si fanno con quello che la natura ci dona o che si ha a disposizione. Quindi il buon Solzhenitsyc, quando fu sorpreso a fare spionaggio industriale in favore dei cosmopolita di oltre frontiera, fu esonerato dal lavoro e spedito in Siberia a costruire la Nuova Gerusalemme. Di cosa si lamenta? Pare che a Solzhenitsyc la voglia di lavorare fosse un malessere psicologico e fisiologico generale, e se è stato maltrattato qualche volta, lo fu da parte dei suoi fratelli di fede che non amano troppo mantenere i lavativi.
Stalin si prese a cuore la questione ebraica, un popolo ramingo senza terra, dandogli quella possibilità da tutti i popoli del mondo negata, una terra libera da popoli ove fondare la loro nuova città/stato. Quando un ebreo faceva i capricci, vedi Solzhenitsyc, la moglie Lenin, di Molotov e altri nomi importanti che volevano il primato assoluto su tutte le etnie e religioni di Russia , venivano spediti in Siberia presso la loro comunità di fede per la rieducazione e il rispetto di tutte le etnie che la Russia ha sempre ospitato, rispettato anche se vestivano di solo pellame e piume, disciplinando i facinorosi. Tutto ciò si chiama Comunismo ( l’Insieme pacifico dei popoli)
Il risultato del loro buon lavoro e impegno nel fondare il sogno israelita è possibile vederlo nel link allegato.
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Obblast : Regione Autonoma Ebraica:
https://it.wikipedia.org/wiki/Oblast%27_autonoma_ebraica
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Complotti a Itaca.
Lite a corte e tracotanza.
Argo il cane fedele.
Penelope vuole in udienza il mendicante.
Tradurre, questa volta è stata dura, veramente dura, però ce l’ho fatta.
Buona Lettura
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San Nicola II Romanov (detto ZAR)
Iconoclasta ortodossa
(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

Oggi, a distanza di un trentennio dalla caduta dell’URSS, grazie alla straordinaria ripresa politico/economica della Nuova Russia, risorta sotto forma di Federazione e supportata dal riassetto e ammoderna-mento della Difesa (Armata Rossa e l’Esercito Nazionale di Russia insieme); la Chiesa Ortodossa d’Oriente è stata riconosciuta ufficialmente: “Religione di Stato” da Putin. Tale ordine religioso fu già dichiarato ufficialmente religione di stato da quel “diavoletto” di Stalin durante la seconda guerra mondiale dopo aver sconfitto nell’Armata Rossa lo strapotere militare ancora saldo nelle mani degli ebrei trotzkisti incapaci.
Foto: Zar Nicola II° Romanov Santificato.
Ma il controllo politico e totale sul’URSS da parte dell’ebraismo cosmopolita , fu sancito dopo l’esplosione delle due Bombe Atomiche in Giappone, mandando Eisenhower, Stalin agli arresti domiciliari (non uscirà mai più vivo dalla sua dacia fino alla morte per avvelenamento) e l’Armata Rossa, fu rinchiusa nelle caserme rimettendo in sella al comando dell’URSS gli Ebrei sotto il vigile comando del micidiale Berija (Capo KGB), il quale, fece arrestare tutta la compagine comunista presente nel governo per sostituirla coi suoi “compagni di fede ” . Fu ancora una volta un bel Colpo di Stato con la benedizione americana come nel 17. La colpa storica di quegli arresti fu attribuita, come sempre a Stalin, definendo noi occidentali quelle nostre riforme subdole, le “purghe staliniane “.
Piove? “Colpa di Stalin”; Nevica? “Colpa di Stalin”; Manca l’acqua? “Colpa di Stalin”; Deragliamento? “Colpa di Stalin”; Muore il Patriarca, “Colpa di Stalin”; muore il Papa Cristiano? “Colpa di Stalin”; Muore Stalin? “Colpa di Stalin” ecc ecc Da quel momento qualsiasi cosa di negativo succedesse in URSS fu sempre: “Colpa di Stalin” . (propaganda Cosmopolita).
Dopo la condanna a morte di Giuseppe Stalin, ad opera di Berija, (avvelenamento socrastico) qualche mese dopo il nuovo segretario del PCUS: Nikita Crusciov, maresciallo dell’Armata Rossa, farà fucilare Berija per alto tradimento e arrestare i sette golpisti beriani che verranno a sua volta trasferiti in Siberia, mentre la figlia di Stalin scappò in America… come mai? I comunisti sttalinisti verranno liberati e rimessi nei rispettivi uffici di comando, conclamando nuovamente la Chiesa Ortodossa: Religione di Stato.
Per ritorsione ai suoi agenti fucilati e arrestati, la Nato, qualche mese dopo in Europa inscenerà la prima “rivoluzione colorata” del dopoguerra in Ungheria ad opera dell’agenzia pubblicitaria americana “Casa delle Libertà” (Cia: Freedon Hause ), organizzazione spionistica cosmopolita che rivedremo in scena e baldanzosa in modo permanente dopo la caduta del Muro di Berlino rompendo le scatole a mezzo mondo. La rivoluzione politica e anticomunista della “Casa delle Libertà” in Italia, vedrà la sua ascesa rapida con Berlusconi grazie ai finanziamenti illeciti legalizzati sotto forma di pacchetti Pubblicitari televisivi: (P2- Propaganda due, “Pubblicità”). A elargire i pacchetti pubblicitari è sempre la nota “Freedon Hause ” finanziatrice di tutte le rivoluzioni colorate con l’ausilio finale della televisione imbonitrice sequestrate.
Di quella rivoluzione ungherese non se ne fece nulla, i carri armati sovietici restaurarono l’Ungheria sotto l’ordine di “prigionieri di guerra”, patto sancito a Yalta 1945. Perché gli americani non intervennero pesantemente? Seppero che c’era in produzione la più potente bomba atomica mai registrata al mondo. la cosa che li scoraggiò è che era avio trasportabile. La super bomba in questione sarà la micidiale “ZAR”, la sua onda d’urto fece quattro volte il giro del mondo spostando di due gradi l’asse terrestre.
In quel clima postbellico (guerra fredda) passano gli anni dandosi i colpi nascosti e si entra nel peggiore dei colpi per i Russi che decreta la sconfitta dell’Armata Rossa nel 1986 Cernobyl. La Chiesa Ortodossa dovette fare i conti anche con le ingerenze fastidiose della Chiesa Cattolica Romana (Polonia/Solidarnosc). Lo sforzo della rinascita (o resurrezione) della Russia, è una storia infinita censurata in europa, dove alla giuda della nuova Russia e Armata Rossa, ci saranno si, uomini responsabili, ma anche di ferro; uomini di forte fede Ortodossa che prepareranno il Tranello del Golfo in Iraq.
Le battaglie post 91 irakena, e quelle in corso oggi, evidenziano la direzione politico militare Ortodossa. Al Vertice della politica della Russia moderna in espansione i comandi militari risorti vogliono indietro tutto ciò di cui sono stati derubati illegalmente con l’uso della forza e inganno.
Tra tutte le rivoluzioni di ammodernamento militari e sociali di questi ultimi 30 anni, la trasformazione della New Russia, per voce della “Santissima Madre Chiesa di Russia” è stata decretata nella santificazione della famiglia Reale Romanov II°, quale Zar di tutte le russie e nel tradizionale stile bizantino.

In Arte, per noi occidentali orfani di anima a causa delle Avanguardie filosofiche del 900, perdemmo l’anima durante la nascita della Psiche Freudiana quale materia medica e politico/mediatica o quant’altro se ne faccia uso, che ci ha condotto allo spazialismo, all’astrattismo estetico modernizzandoci, si, e ciò ci fa trovare scandaloso il comportamento della Chiesa Ortodossa di Russia in materia d’Arte. Ma non lo è per la Chiesa Ortodossa stessa che nel santificare la famiglia dello Zar Nicola II° ce la spiega con logiche teologiche, metafisiche, divinatorie e politiche, argo-mentandole con un linguaggio a noi ritenuto ostile rispetto al nostro modello di pensiero e d’arte moderna, pensiero tendente alla aconcettualità effimera che non sa produrre più nulla di concreto, ma che rimasti orfani di forme sacre e simulacri, ed avendo ucciso l’anima delegando la sua in funzione alla Psiche, siamo diventati feticisti e adoratoli di “roba” commerciale con valore dettato dalle “Leggi di Mercato”.
Quando si accennano le “leggi del Mercato” quale governatore assoluto di tutte le transazioni umane, la Democrazia si trasforma – per sua logica – in Mercatocrazia. ovvero, un amministrazione politica e umano diretta dai Mercanti.
Sapendo che il Dio dei Mercanti è Ermes ( il dio ladro), i suoi sacerdoti sono coloro che chiamiamo Mercanti, ed essi sono devoti ai furti, truffe, gabelle più o meno legalizzate, divenendo queste il motore ‘inquinante” delle società capitalistiche bancarie di oggi.
Come asserivano i dadaisti di inizio secolo ; “Noi siamo l’Anti Arte” vantandosene, si deduce che le forme di oggi, loro creature, cosa sono diventate in realtà? Cose? Roba? Mode? Maniere o Arte? Se mai fossero veramente Arte, quella Ortodossa di oggi siede sulla scranna lasciata libera dai dadaisti diventando quella ortodossa, la moderna “Anti/Arte” all’avanguardia, in quanto, l’immagine iconoclasta riprende il posto nella “non più Immagine dadaista”.
LA PAROLA

Che i dadaisti fossero una compagine ebrea è notoria, e che, per entrare nel gruppo bisognava fare domanda, questo era meno noto, ma, se non si era fratelli di fede , la domanda veniva respinta. Punto.
Possiamo dedurre che, il dadaismo è un’arte circoscritta ad una sola etnia e quindi , per ragioni religiose non potendo essi produrre – come i mussulmani monoteisti- immagini che raffigurano similmente corpi umani o animali animati (anima), la loro arte si distingue come espressione “tipografica.” Gli ebrei ortodossi, come i mussulmani integralisti, non sono di cultura occidentale ma mediorientale, quindi, per loro in arte, è permesso raffigurare solamente la “parola“, qualche omaggio floreale e geometrie.
Da qui è possibili capire il loro comportamento soggettivo, ricreativo, di pensiero, e il culto per certe opere, in quanto, sono espressioni formali ed estetiche della parola (vedi poesia e filosofia) usate abusivamente per far passare in codice i messaggi criptati per le Avanguardie o per il controllo e orientamenti delle masse. La funzione della loro arte diventa azione eversiva o squisitamente tipografica in quanto è basata sulla sola PAROLA.
Mentre il dadaista Duchamp parlava di ” arte retinica”, oggi possiamo catalogare i suoi giochi di parole, Arte fonetica p tipografica. Ciò non vale per i redymade in quanto oggetti sotto il controllo politico militare, quindi “cimeli di guerra” ( più avanti analizzeremo le sue opere piene di sorprese)
Invece, l’immagine iconoclasta dei Cristiani Ortodossi, come quelle classiche religiose dei Cristiani Romani, rientrano in un altro filone d’Arte e che nulla hanno a che vedere o confrontarsi con l’Arte Mediorientale della Parola Scritta. Infatti, l’arte imbrogliona mercanteggiante, fonda la sua ricchezza e successo sull’astuzia ingannevole utilizzando l’arte del “raggiro”componendo con le parole quella retorica squisitamente contorta e truffaldina “. Vedi l’arte concettuale di Marcel Duchamp (ebreo giacobino) e associati Avanguardisti Concettuali come i pittori, i poeti, i letterati tutti legati a quel filo rosso che li dirigeva dall’Arca.
L’arte Figurativa ferita, che l’Arte Moderna voleva assolutamente morta per sempre, Oggi può liberarsi dall’abbraccio mortale dei confabulatori dialettici tornado a dipingere quello che gli pare dando il valore all’opera in se, non la determina il Battitore d’Asta in quanto “tutto è Arte e tutto non è arte” come diceva il buon Lucio Fontana scoraggiato.

Foto 1: I Martiri Romanov: “La Madre e le vergini ” Sullo sfondo le immagini sacre

Foto n. 2: Il Patibolo ” La stanza del Martirio” priva di Icone e arredi

Foto 3: La “Sacra Famiglia” santificata nella logica estetica modernizzata occidentale
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Ha condannato a morte milioni di persone, ma non è stato mai davvero condannato; di certo, non in misura paragonabile alle implacabili condanne.
Ho trovato interessante questo articolo perchè mette in luce ciò che sostengo da sempre, ed è che, le cose “riportate” oppure “per sentito dire” creano un grande danno alla persona che le divulga, come qui, a Giuliano Guzzo gli riconosco la sua buona fede perchè quando si ingiuria sul Comunismo e l’Ateismo tutti gli interventi sembrano uguali da almeno 70 anni. (dopo guerra) Catechismo? .. un po si, Propaganda anticomunista? anche, ma col mio intervento cerco di lasciarvi le tracce per studiare nella direzione giusta della storia, di un popolo sconosciuto come la Russia.

Allego Link:
C’è molto da leggere e rileggere, ne vale la pena.
Buona lettura: 30 anni dopo, la (mancata) condanna del comunismo — Giuliano Guzzo
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i miei Reblog
Dora Maar, il cui vero nome di battesimo era Henriette Theodora Marković.
Il padre è l’autore del padiglione della “Bosnia Erzegovina” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 che gli permetterà buone commesse in Argentina.
Durante gli studi artistici di pittura, Dora Maar si appassionerà alla fotografia e si iscrive all’École de Photographie de la Ville de Paris.
A parte qualche opera pittorica (tra le quali due nature morte su legno ovali che Dora vendette per necessità economica dopo essersi divisa da Picasso, Dora abbandonerà da subito la pittura per dedicarsi alla fotografia. Conoscerà Man Ray.
Durante la crisi del 1929 si dedicherà alla “fotografia di strada” scattando fotografie ai miserabili delle baraccopoli parigine. Ciò la spingerà ad aderire al modello comunista dal quale, conosciuto Picasso, si allontanerà.
Dora: “A venticinque anni ero molto di sinistra, non come adesso…”
Questa sua presa di posizione entrò in contraddizione con l’istintiva inclinazione all’esoterismo soprannaturale, pratica che sovente rapisce gli artisti sensibili e sensitivi durante la ricerca ed esperienza di lavoro durante lo svolgimento di opere nuove dai lunghi silenzi per concentrazione artistiche che il caso richiede.
Le pratiche spirituali le rivedremo in altri colleghi nel mondo delle Arti e non solo, negli affari, in politica, scienze, religione ecc. Magie per scopi e fini diversi legati alla gestione del Potere. Parlare di Arte esentando le esperienze spiritistiche e spirituali è pressoché impossibile, a meno che si resti nella sfera artigianale e non è detto, in quanto la magia è un desiderio antico dell’uomo che per elevarsi è disposto fare i patti con chiunque, anche col diavolo. Siamo negli anni in cui il confine che separa la Vita dalla Morte è breve e la medicina era ancora impotente. L’immortalità dell’anima era sentita come una esigenza inseparabile dalla Vita quotidiana. Tutto ciò era affidato in larga parte al mondo metafisico e religioso e la psicologia muoveva i primi passi verso la distruzione di quel mondo. Quindi la Psicologia divise fin da principio nei suoi primi passi, il mondo metafisico dell’anima immortale dallo spirito dissolto o dissoluto dell’IO materiale.
La strada intrapresa da Dora Maar nell’arte fu quella di allearsi a Picasso restando affascinata dalla sua dissolutezza intellettuale e pratica quotidiana aderendo al mondo giudeo di Picasso dove l’anima raggiunge l’immortalità attraverso l’Impresa.

Prima di scoprire le carte su Dora Maar, bisogna sapere chi è il vero Pablo Picasso che si nascose sotto il mantello protettivo dell’Arte e che non si vuole far conoscere; solo poi è possibile capire perché Dora Maar sia uscita dalla corrente Surrealista per confluirei nel Cubismo mettendosi a disposi-zione di Pablo Picasso con tutta la propria esperienza divinatoria. Divenuta compagna spirituale non che fotoreporter ed altro nella “organizzazione” presieduta da Picasso, terrà in ordine gli archivi.
Scoperta l’entità sull’impero di Picasso e il ruolo da lui presieduto, Dora Maar lo asservirà in segreto come maga, fotografa archivista e pittrice, lavorando per lui in sua assenza. Nell’amministrare quel “Tesoro” verrà a conoscenza della lunga e riservatissima lista di finanziatori del Cubismo e dell’intera organizzazione eversiva con base a Barcellona. Come fotografa, sono famose le sue sequenziale durante la lavorazione del quadro “Guernica”.

Dora: “Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone.“

Dora Maar
Per un certo periodo della vita segreta di Picasso, di Dora si scoprirà essere stata tutto per lui: assistente spiritistica, dipendente, segretaria, archivista, servizio stampa, responsabile della produzione esterna e interna e distribuzione delle opere. Pagata bene? No.
Dora Maar era per Pablo una deliziosa e affidabile sensuale mantenuta dipendete della poliedrica organizzazione cubista, la Fabbrica di “Vida o Muerte” (vita o morte) della famigerata Pablo Picasso & Cubisti Associati, un infernale macchina da Guerra. Non le fece mancare niente, ma non poteva toccare niente.
Di Picasso dirà Dora, essere stato per lei il Titolare d’Impresa. (Padrone)
Per la collaborazione data fu licenziata senza una dignitosa liquidazione.
Perché fu diseredata? Quale sacrilegio ha commesso?
Dora Maar cristiana?… Non puoi entrare a far parte di una organizzazione militare ebraica come quella Cubista se non si è di origine ebrea.
(altre indagine sono ancora in corso)
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