FILOROSSO.ART : E’ stato allegato nell’Archivio/ Poeti/RedRose/DISSEA di Omero un nuovo capitolo tradotto.
- La finzione eroica di Ulisse (fingardo)
- A cena con Eumeo ( il servo devoto)
- Il Mantello
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H2O per tutti
“…è piu facile salare l’acqua dolce che il suo contrario.”
Desalinizzata, nessuno riconosce che è marina
questa acqua dolce che dal cielo discende stamattina.

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Santo Padre (Pope)
..
Non è Dio a nominare i Santi
Ma chi li ha amati quaggiù.
Non sta a Dio elevare ai cieli i Santi
ma ai fedeli che li invocano da quaggiù.
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“Santo Padre Stalin, aiutaci tu”
“Santo Padre Stalin, pensaci tu”

SUA SANTITÀ’
Così lo invocavano gli oppressi ucraini, polacchi, lettoni e tutti gli stati invasi confinanti all’avanzata delle armate nazi/fasciste sterminatrici.
Nei campi di sterminio Dio è morto, o fu impotente, inesistente, assente. Pur pregandolo, invocandolo disperatamen-te, Egli non dava segni di vita:
il loro Dio era morto.
Come l’ateo nel deserto smarritosi invoca un Dio inesistente quale ultima possibilità per una goccia d’acqua e non dover morire crudelmente, cosi i popoli europei invasi dai folli, videro in Stalin il Divin Salvatore. E lo pregarono, lo invocavano, affrettandolo.
Stalin era l’ultima goccia d’acqua nel loro deserto.
L’uomo Salvatore diventa fratello, diventa santo, diventa Dio perché la metafisica osservando la battaglia nota un “riscatto invisibile” rimontare nelle battaglia.
L’assetato salvato in extremis santifica con giusta ragione il Salvatore e i soldati suoi immortali che avanzano senza paura affrontando il mostro umano, inseguendolo senza dargli tregua.
Quando il salvatore appare, l’invocazione prende luce mistica nella ragione oppressa, divinizzandolo il liberatore con riconoscenza. Nasce la fede politica, storica, il “segno divino”.

Il bambino Pope Stalin, seminarista ortodosso che sospese gli studi per dirigere la Rivoluzione socialista russa, prima della grande rimonta nella Seconda Guerra Mondiale farà riaprire le 20.000 chiese ortodosse chiuse, libera i sacerdoti e, nominato POPE della Patria (Padre della Sacra Madre Russia) porterà l’Arte iconoclasta in processione aerea sorvolando tre volte su Mockba, chiedendole la protezione mistica.
Foto: Madonna di Karzan
Risultato quando il popolo riprende fede: Sfilata dei prigionieri tedeschi.

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La “Poesia fotografica” può diventare anche “Poesia Epica” insegnandoci che, la metà dei prigionieri fece ritorno per volontà atomica altrui; l’altra metà si diedero per dispersi sposando le vergini e le vedove russe dopo che chiesero perdono dei 25 milioni di giovani soldati mai piu tornati a casa. Il “Prodigio” divino si avverò per un “volere umano”.
Ecco, che la nostra Storia, in futuro, sboccerà nuove origini metafisiche. La nostra storia, forse, tra 300 anni, diverrà materia di religione perché di Segnali mistici e Prodigi ce ne sono stati veramente tanti, ma troppo distratti noi per non averli recepiti in tempo. Ai poeti il compito.
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POESIA COSMICA FOTOGRAFICA
Poesia è ciò che gli occhi o la mente hanno visto e vorrebbero tradurre per capirla meglio. Carpita dal cosmo sconosciuto lo si presenta al conosciuto usando le nostre parole povere. Ma la poesia non è solo parola, è molto altro come anche “Immagine Iconoclasta”. L’immagine iconoclasta è un elemento importantissimo d’Arte, essa parla da se senza trucchi sperimentali: Essa ha il potere di creare prodigi come anche no. Se il Martire i prodigi li ha fatti in vita, la sua raffigurazione diventa immagine iconoclasta. Vediamola.

La Metafisica-Politica non è nuova alla filosofia, essa gode di un punto privilegiato d’osservazione al politologo quando, testimone diretto, scruta attentamente gli eventi storici in svolgimento accorgendosi che questi sono diretti da una forza metafisica non riconoscibile a tutti e che ne dirige l’intera operazione storica. “Santus! Santus! Santus!” sono le esclamazioni del filosofo che non ha svenduto l’Anima in cambio di una bislacca Psiche novecentesca raffazzonata alla meglio per dimostrarne la propria esistenza sostituendo dell’Anima i sogni e gli incantesimi spacciandoli la psicologia come difetti della mente malata e quindi da curare.
La Psicologia che conosciamo è ancora materia di studio per formulare un linguaggio laico che, altro non è, se non la traduzionale Anima composta da psiche ma sotto nuova veste di stampo scientifico, ma che scienza non lo sarà mai, semmai di stampo “scientifica”. E, mentre il fiume scorre le sue limpide acque cristalline, ecco passare di un cadavere galleggiante la sola Testa mozzata ad Orfeo.
La prima osservazione filosofica è la seguente: ci siamo dissetati con l’acqua pura prima del passaggio del cadavere e quindi non siamo inquinati, oppure ci siamo nutriti del suo putrefatto sospinto dalla corrente che come una cometa la sua coda leggera anticipò il “cadavere” disceso ucciso?.
L’Igiene ci insegna ad avere schifo dell’acqua putrida del cadavere, ma solo dopo che si è constatato passare il cadavere stesso. “Vietato bere” acqua inquinata.
La Metafisica della Storia invece ci insegna che, col cadavere se ne è andava a passeggio anche la putrefazione sospinta e che l’acqua del dopo il suo passaggio è pura perché mai contaminata (trapassata). Estrarre la purezza dalla corrente storica inquinata è una operazione Metafisica di non facile respiro, in quanto, anche il Cristo fu un delinquente comune agli occhi del Diritto Romano quando fu processato e quindi condannato a morte. Domanda: “Quando Cristo fu incriminato e condannato perché fu santificato e da chi?”
Lo fu dopo la sua morte ad opera dai filosofi greci e apostoli che videro nel suo operato qualcosa di divino che nessuno aveva notato o se notato non voleva accettare, e quindi, l’artista “Enea.Anchise” santifica ciò che di sacro è accaduto in quel “Corpo Prescelto”.
Le operazioni militari nel Golfo persico (Iraq) per quanto furono spettacolarizzate in mondovisione fu un evento divino che sanciva la separazione netta di due era dello zodiaco. In quel preciso istante in cui comincia il bombardamento crudele americano, fino al punto centrale della battaglia, si avverava il processo iconoclasta di quelle immagini che diverranno sacre nei secoli avvenire. ” Saddam Hussein è colui che sconfisse Lucifero con “tre dardi di luce”.
Il quarto dardo glie lo lanciò nel regno del male sulle sponde del “Lago Michigan” perché Lucifero non si attenne ai patti sottoscritti dopo la sorprendente sconfitta. Di quella storia metafisica, chi fu il promotore ancestrale di inizio Era (dei pesci’)
Orsù! Ne parleremo solo con chi è argomentato, oppure un po piu avanti in Arte. Parleremo dei nuovi Santi, perché la benedizione divina (come nel Valalla) non la riconosce chi non ci sputa dentro.
Metafisica e Storia
Non esiste Metafisica senza una Storia a monte. La Metafisica è l’analisi spettrale medica dentro l’anima stessa della Storia. Ogni storia ha i suoi Martiri e sono santificati da chi li ama, riconoscendo in loro un processo che tende al divino. L’immagine iconoclasta rappresenta l’evento simbolico divino da rivivere in eterno perche nasconde in se un enigma mai risolto, essa trascende e ci trascende quando il nostro spirito attraversa l’icona sacra (o essa ci attraversa ) dandoci la possibilità la possibilità di oltrepassare il Vetro del tempo che separa le due realtà “simili ma non uguali”.

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13-LIBRO TREDICESIMO .pdf
Partenza dai Feacesi,
Approdo a Itaca
Minerva innamorata
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Aureola Santa
(Anello Saturnideos)
La santificazione del dettato,
opera salvifica della letteratura
non fu dettata a chi scriba, scrisse,
ma poema per chi dell’anima
la traccia poetica avesse smarrito.
Ritrovatala, si beatifica.
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Picasso e il Capitale (1 di 2)
Da: Autobiografia di tutti di Getrude Stein (pag.76)
C’è sempre qualcosa che uno vi dice su qualcuno che non si conosce ancora. Marcoussis mi parlò di Picasso e Guillaume Apollinaire e Max Jacob. Mi disse che lo sapeva da quei tempi eppure era molto più giovane comunque mi disse che in quei primi tempi Picasso aveva concepito la produzione in serie esattamente come lo facevano in America. Diceva che un poeta doveva scrivere una poesia al giorno come lui un quadro al giorno e se tutti scrivevano una poesia al giorno e se lui dipingeva un quadro al giorno ci sarebbe stato un tale ammasso che avrebbe completamente forzato un mercato per la poesia e i quadri sarebbe successo questo. Diceva che dovevano portare ogni giorno la poesia a lui e naturalmente lui avrebbe portato un quadro pronto da mostrare e cosi faceva e loro facevano. Certo loro non facevano tante poesie ma lui fece un quadro al giorno Tutto questo così Marcoussis disse, accadde prima che li conoscessi, forse si.
Alla luce di questa confidenza letteraria e la discussione accesa avvenuta tra Pablo Picasso e le signorine Gertrude Stein e Alice Toklas sul principio che l’Arte delle Avanguardie che dovesse essere assolutamente “brutta”; legittimare tali brutture come Arte, nascondeva il principio secondo cui: se l’arte fosse caduta nelle reti del Capitale diventava obbligatoriamente da Iconoclasta a “oggetto seriale” da lanciare sul “Mercato” per creare il “Collezionismo” d’Elite.
Due sono state le porte scardinate: la prima fu, il monopolio dell’idea del “Brutto” che in Arte avrebbe conquistato il suo giusto posto in cielo; l’altra, fu quella di far diventare la sua “Brutta Arte” e “l’Arte orribile” di Matisse, una nicchia di Mercato nella quale potessero accedere soltanto i finanziatori delle manovre illecite destabilizzanti in vista del progetto rivoluzionario di cambiare la vecchia Europa in una Nuova Europa e a tutti i costi, dove solo ai “finanziatori” del progetto sarebbe stato permesso di accedere ai frutti che tale manovra metteva in scena e ricompensati poi con i futuri utili vertiginosi. L’Arte, militarizzata, concorse alla presa del potere in Europa.
Gli utili derivati dalla capitolazione di Francia e la capitolazione dell’intera Europa, avrebbe generato ricavi monopolistici vertiginosi, conquistando, quei fedeli riuniti, i migliori posti di prestigio e di grande potere politico negli stati conquistati, manipolando in questo modo i futuri parlamenti Democratici nascenti e gli stessi elettori. Geopolitica.
La Democrazia parlamentare e il suo controllo, era “il Progetto” che stava alla base di tutte le guerre e rivoluzioni inscenate dal 1905 in poi.

Il collezionismo d’Arte, secondo il modello “Picasso/Jacob”, sarebbe stato diviso in: “Finanziatori Occulti” di un nuovo mai visto prima “collezionismo moderno” inspiegabilmente attratto dalla bruttuzza, e il Collezionismo Classico al quale potevano accedere i collezionisti borghesi storici, tradizionali e accademici. (Arte Classica)
Il principio capitalista secondo il quale, un quadro, essendo generato o “creato” da una “azione” umana, è un prodotto del Lavoro come tutti gli altri industriali. Tale oggetto, se fatturato o preventivato, avrebbe seguito il destino speculativo di Mercato e di Borsa come tutti i prodotti umani del Lavoro classificati in Azioni e Titoli.
Lo schema “Picasso/Jacob” – suggeritoci dalla signorina G. Stein nelle Biografie, finge di averlo saputo in modo indiretto da Marcoussis dell’operazione commerciale in atto di Picasso. Ricordiamo ai lettori che, negli 83 giorni di posa continua della Gertrude Stein nell’Atelier di Picasso non fu per produrre su tela quel suo noto ritratto di pessima fattura pittorica, divenuto poi, per importanza strategica nella Storia dell’Arte un valore culturale inestimabile, ma è di avere raggiunto come “Titolo azionario” una cifra esorbitante in quanto, matrice fondamentale di quello che i modernisti d’Arte insistono chiamare la “significatisva svolta delle Avanguardie nella Storia dell’Arte” e quindi essendo il primo di una lunga serie viene chiamato Capo-Lavoro.

In parte hanno ragione, Durante quella posa, Max Jacob non risultava essere già inquilino permanente dell’atelier “Battello” di Pablo Picasso, ma accomodatosi solo poi.
Jacob fu arruolato a “Ritratto” compiuto e richiamato in “servizio” dallo stesso Picasso per dirigere il nuovo e strategico settore commerciale del suo Atelier, mettendo in pratica la strategia commerciale americana suggerita dalla Getrude Stein, la quale, non a caso diventerà la “Piazzista” per ecellenza delle opere di Picasso in America incaricando l’ufficio vendita americano a suo fratello Leo Stein…
Ricordiamo sempre ai lettori che, la signorina Gertrude Steiner, era a Parigi per spalmare gli aiuti economici americani ai rivoltosi perdenti della campagna rivoluzionaria di Russia del 1905 e quindi, la Stein aveva funzioni Finanziatrice. Che sia stata sua l’idea maturata negli 83 giorni di posaciò è possibile in quanto, dopo quel Ritratto , Picasso ascese finanziariamente gli olimpi artistici.
Notoria è, alla storia dell’Arte, il “bacio/abbraccio” tra Jacob e Picasso la sera in cui Jacob si presentò per la prima volta alla porta dell’Atelier parigino Battello di Picasso, e che, strettisi affettuosamente come chi amico è stato “ritrovato” dopo anni, Picasso imbandisce per lui dopo le presentazioni dovute agli “amici-artisti” spagnoli presenti, una gran bella serata d’allegria imbandita di musica, canne, vitto e vino fino al mattino; insomma, fecero una baldoria tale da porgere le scuse la mattina seguente al vicinato.
Quale fu il compito di Jacob in quell’ambito progetto picassiano rivolto all’assalto della diligenza chiamata Arte?
Vediamone gli aspetti::

Max Jacob: raffinatissimo Gay , dal carattere sensibile di origini ebraiche, figlio di antiquari, si convertì al cattolicesimo sostenendo che tale conversione fu per aver avuto nel 1909 una reale visione di Gesù Cristo; ma ciò, non lo esonerò dalla feroce rappresaglia nazista che lo internò con l’intera sua famiglia sterminandoli tutti.
Jacob, era poeta francese , uomo colto, multilingue, omosessuale e che, oltre ad impartire lezioni di francese a Picasso durante il giorno, vestito di tutto appunto perlustrava elegantemente le piccole gallerie parigine comportandosi come un ricco collezionista d’Arte. Entrato nel negozio, presentato il biglietto da visita, la prima cosa che chiedeva al gallerista dopo un rapido sguardo ai quadri esposti, formulava: “Avete un Picasso?”.
Alla risposta negativa del gallerista, prima di uscire: “Tornerò e spero ne abbiate uno.” Ripassava dopo un paio di giorni gli amici artisti del Battello facenti da comparse, proponendo al gallerista la vendita di almeno due o tre quadri di Picasso a prezzo d’amicizia, così, col ricavato di due quadri, dato a Jacob, egli tornava dal gallerista il giorno seguente, comperandone da gran signore, uno.
Pur essendo il guadagno quasi nullo, metteva a segno il meccanismo commerciale del passaparola secondo cui, in città, i quadri di un certo Pablo Picasso di origine spagnola, piacevano assai e quindi, Jacob e amici pittori dell’Atelier misero a frutto lo stratagemma aprendo un piccolo giro d’affari facendo crescere il prezzo dei quadri come in borsa: domanda, offerta.
Ci pensarono poi i galleristi a fare da grancassa e buona pubblicità di vendita ai loro ignari collezionisti, che, avvicinati da un geitil uomo di nome Max Jacob, venivano ricontattati per la rivendita dell’opera quasi subito dopo l’acquisto e a un prezzo superiore. Il collezionista sprovveduto tornava in Galleria per un nuovo acquisto. Nel frattempo le opere succcessive erano aumentate di prezzo e Jacob contrattando i collezionisti ignari, rivendeva dei Picasso al ribasso (facendogli credere di fare un buon affare), portando a casa un buon utile col quadro picassiano contrabbandato sottobanco. Felicità del collezionista che a sua volta lo rivendeva nel giro e felicita di Picasso che vedeva le sue entrate valutate.
Nasceva in questo modo il guadagno. L’Arte, in questo modo, perdeva tutta la sua solennità figurativa iconoclasta (sacra) trasformandosi in oggetto d’arte, quindi “Oggetto” da collezionismo vertiginoso.
Una cosa che la Gertruse Steiner venne a conoscenza (dice: solo poi), fu che questa strategia truffaldina in nome dell’Arte, non era farina del sacco di Picasso, ma a Parigi, c’era già un altra mafia “titolare” del giochino perverso, ed era del pittore Fauveista: EnriMatisse.
Matisse applicava questa tecnica di vendita su suggerimento di Monet che nel frattempo, invecchiando e quasi cieco, usciva dal “giro” per lasciare a Matisse lo scettro artistico e il mercato americano da seguire, ma a Matisse, interessava piu il mercato russo vendendo (a prestito) i suoi quadri per il finanziamento delle rivolte popolari russe ad opera della confraternita ebraica industriali, fornitori ufficiali alla corte dello Zar Nicola II° tramado alle sue saplle un nefasto destino.
Quindi, Matisse da solo, non poteva sostenere una produzione così elevata per il finanziamento illecito in danaro dei rivoluzionari russi e americani, per ciò pensò bene di elevare il costo dei singoli quadri a prezzi elevatissimi, quindi oltre l’autore artista e i collezionisti borghesi insurezionalisti, solo l’organizzazione eversiva di vendita e bancaria erano a conoscenza delle “manovre” segrete in atto: Il Coplo di Stato allo Zar.
Tra i due gangster, Matisse e Picasso, non correva buon sangue, perchè la torta da spartire era troppo grossa e politcamente strategica. Per assicurarsi il primato, Matisse dovette combattere duramente contro l’astuto Picasso.

I Due concorrenti:
Matisse era di estrazione borghese, studente fuori corso di Giurisprudenza e quindi le leggi le conosceva bene. Godeva della fiducia dell’intera comunità ebraica capitalista francese dove, per riciclare il danaro per finanziare le manovre insurezionaliste e di concorrenza sleale nel mondo industriale in ascesa di idee e invenzioni, per realizzare tutto ciò bisognava essere addentro nelle fitte maglie delle Famiglie borghesi ebraico/russe e americane non che convivenze diplomatiche e con alti esponenti politici. Matisse era un anello di congiunzione ideale e credibile.
Picasso invece no, era di estrazione umile, figlio di un insegnante d’Arte e casalinga, crebbe politicamente sprovveduto, e come tutti i piccoli gangster emergenti che volevano interferire in affari contro i pescecani, per lui ci volle una buona dose di determinatezza spagnola ex colonialista. Una cosa che giocò a favore di Picasso, fu la conoscenza dei fratelli Stein. Ottimi affaristi e finanzieri americani, dopo il fiasco del 1905 in Russia, presero in mano la nuova situazione e pensarono gli Stein a far crescere altre realtà parallele nei giochini in Arte per mettere in secondo piano il potente Henri Matisse, in parte responsabile indiretto del fallimento bellico insurazionale russo ma finito sotto la tutela dalle sorelle Cone, impresarie americane e monopoliste del cotone.
Gli Stein, addocchiato il piccolo e tarchiato bullo di quartiere di nome Picasso, e che si faceva avanti da solo. Durante il “Ritratto” che la Getrude Stein gli aveva commissionato, cominciò il gioco d’azzardo tra Lei e lo scaltro mafiosetto emergente. Stein riuscirà coinvolgere Pablo Picasso ad accettare quella sfida impossibile.
Il protettorato Stein era molto addentro nelle questioni Finanziarie d’America, mentre Matisse era addentro nei potentati industriali d’Europa, Inghilterra, Germania, e Russia. Matisse, era anche Rabbino, mentre Piccasso era l’impronta caratteriale di un torero spagnolo senza paura, praticamente, un incoscente sceso nell’Arena a “Matar el Toro”.
La domanda possibile che Picasso pose alla Stein durante il ritratto fu: “ Matisse, quanti quadri fa al giorno?” La Stein probabilmente gli rispose senza scampo, “Se vuoi conquistare l’America ne devi fare due o tre al giorno. In America abbiamo migliaia e migliaia di ricchi, specie adesso che agli europei sono in crisi economica per i grandi investimenti industrialidi inizio secolo.
A Picasso gli si presentava davanti un sogna grande come un impero. Doveva inventare una tecnica pittorica talmente velocee produttiva da portare via lo scettro a Matisse. La macchina produttiva si mise in moto. L’incontro con Duchamp fu l’inizio di una grande avventura.
Marcel Ducamp : Cartolina postale in codice da ” DECRIPTARE”
pag. 1/2 in corso

Marcel Duchamp: Redy Made:
Indagini preliminari, prendere nota:
Appuntamento: al LOUVRE: 4 persone munite di baffi e pizzetto, devono incontrare Mister X per l’acquisto (H-Ospedale). Il mediatore è riconoscibile da pizzo e baffi come da modello cartolina . C’è di mezzo un un Ospedale? (Indagare l’omonimo quartiere Hospitale di Barcellona.
Barcellona: indagare dove avviene la trattativa per l’imbarco eccellente.
Indagare sui 4 artisti baffuti e pizzuti che esercitavano in gruppo – (formavano insieme una corrente artistica… Quale?)
Foto: L.H.O.O.Q. (di Marcel Douchamp)
Cartolina postale venduta alle aste per 631.000,00 dollari. (indagare sull’acquirente: Chi, dove come e quando)

“Ordine della Manina”
…indagare sui fotografi dell’Avanguardia della divisione di Man Ray che hanno per simbolo quella posa delle mani della Gioconda nelle loro opere. A parte Nam Ray , nell’Ordine della manina risultano essere presenti solo donne. (indagare)
Picabia… indagare i suo quadro L.H.O.O.Q – Fotografato nel proprio salotto durante il DADA.
Trovato!

L’enigma di Picabia: (tradusione)
I due Mondi : Europa – America
Fragile: imballo
A domicilio: consegna?
m’amanez’ y: “portami li”
Bar (girato): restro del bar
Che le malade: che i malati
Deu n’a jamai guerì: Dio non ha mai guarito. (Obitorio?)
Sviluppare la ricerca con planimetria in Barcellona.
NOTE:: Vincenzo Peruggia, italiano, sui Giornali francesi detto : il ladro della Gioconda (stessi baffi)

Nato in provincia di Varese 1881. Per sopravvivere non trovò di meglio che emigrare in Francia. Subirà gli “sfottò” da parte dei francesi sull’abitudine di suonare il mandolino o di essere un “mangia-maccheroni”, insulti persistenti piuttosto pesanti i da sopportare per un tipo orgoglioso e vendicativo come lui. Vincenzo Perugia sospettava che la Gioconda fosse stata trafugata dai francesi nei motti napoleonici in Italia, ma seppe, durante l’arresto che la Gioconda era uscita dall’Italia in modo legale coi bagagli di Leonardo da Vinci durante l’espatrio dell’artista in vecchiaia rimasto senza risorse economiche. Chiederà protezione finanziaria. L’Opera fu portata in Francia dallo stesso Leonardo e si pensa ceduta al Re Francesco (non da lui) come altre opere minori, manuali e scritti diventati patrimonio di stato.stato. Leonardo Da Vinci apparteneva a un ordine massonico con sede in Francia. Mona Lisa detta Gioconda è un opera iconoclasta e appartiene come tutti i diritti del “Grande Mastro” all’Ordine dei Cosmopoliti .
Il furto dell’Opera avvenne da parte di “ignoti”. Furono arrestati Picasso e Apolliner i quali dopo pentimenti e pianti (Picasso) in galera, si misero a disposizione delle Autorità francesi per il ritrovamento del capolavoro. Poco nota sarà l’attività segreta di Picasso come trafugatore di opere classiche spagnole presso privati, musei e cattedrali spagnole (vedi El Greco). Asserirà di averle messe in salvo dal vandalismo della guerra civile spagnola presso i musei privati di Chicaco, città allora sotto il dominio di gangster che gli diede grandi tributi economici ed onori politico artistici ancora oggi.
Poco noto è il sospetto sul ritrovamento della Gioconda a Firenze due anni dopo. Il ritrovamento, per due anni fece accrescere l’attenzione sull’opera aumentandone la fama a dismisura, opera attorniata da strani personaggi e misteriosi trasferimenti.
Vincenzo Peruggia a detta dei giornali francesi detto “il ladro” ci risulta in Italia essere stato un ottimo copista.
Nel 1962 la Gioconda ebbe un tour importante in due note città americane. L’opera fu esposta negli Stati Uniti: al National Gallery di Washington e al Metropolitan Museum di New York.
La Gioconda fu accolta al suo arrivo in America come una Santa Icona da John Fitzgerald Kennedy, Jacqueline Kennedy e Lyndon Johnson che tra loro sorridevano come chi sapeva tutto della truffa di mezzo secolo prima e la sua vera collocazione. Si saranno certamente chiesti: “Se l’originale è presso i nostri archivi, quella Gioconda è una copia… o sono ambedue delle copie?”
…e bravo il nostro mandolino di Varese, che simpatico truffatore italiano.
Risoluzione del problema della cartolina di Duchamp in cantiere: a detta dei decriptatoti d’Arte pare che il messaggio LHOOQ sia l’acronimo di un ordine tranquillizzante ai camerati cosmopolita francesi: “La Signora ha il culo al caldo” come dire, “tranquilli,” potete cominciare la Guerra (1814/18) la nostra Madonna Lisa è in salvo.
Le indagini continuano.

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i mostri marini siculi Scilla e Cariddi – Le vacche sacre del Dio Sole.
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Picasso: El Greco “Quinto Sigillo”
Perchè El Greco è stato il primo cubismo ?

In Effetti, Dominikos Theotokopoulos (1541 – 1614), detto “El Greco” nasce in Grecia nella città di Candia sulla nota isola di Creta.
Artisticamente nasce come pittore bizantino di quadri religiosi (Icone Ortodosse). Una serie di vicissitudini lo porteranno in Italia e poi in Spagna dove avrà più fortuna e migliori commesse di lavoro.
Quando Pablo Picasso affermerà quattocento anni dopo che fu El Greco e non Picasso l’inventore del Cubismo, svela un mistero artistico di elevata portata, ma per la Storia dell’Arte distratta, Picasso resta l’inventore e il migliore interprete.
Indagando sul comportamento oscuro di Picasso troviamo l’artista in un area circoscritta troppo vicina a El Greco, e, dalle ricerche trapelate sulla lunga permanenza allo studio del quadro “Quinto Sigillo”, lo confermeranno gran copista del maestro rinascimentale. Sul quadro di El Greco “Apertura del quinto sigillo dell’apocalisse” probabilmente del medesimo Picasso fece diverse copie. Questo quadro fece scuola alle Avanguardie del ‘900; inizialmente per questioni religiose poi si rivelerà essere il capostipite di un certo stile e manierismo pittorico. El Greco 1.500 d.c. , avendo studiato in Italia vicino ai nostri grandi maestri, oggi lo guardo con una certa riverenza e distacco perchè qualcosa nello stile non quadra di quel noto quadro , troppo, troppo precoce per quei tempi. Per tale pittura sarebbe stato scartato o surclassato da pittori contemporanei migliori. Visto oggi, sembra quel quadro essere un manomesso avvenuto a causa dell’arrivo della macchina fotografica capace di fissare lo stile sulla pellicola per la creazione di ampi archivi delle opere artistiche passate, camuffandolo per creare in questo modo un alibi storico al cubismo mai esistente. Questo concetto verrà ripreso più avanti in quanto, ciò che noi chiamiamo cubismo artistico, altri adepti degli Ordini Massonici vari lo chiamano “cubismo politico militare”. il letto del militare (branda) si chiama “squadra” e tute le mattine durante la sveglia, disfa la squdra piegando il tutto a “cubo” ai piedi del letto e pronto a trsportarlo in spalla in caso di “Allarme” per trasferta urgennte in battaglia (scuola romana).
Quando Pablo Picasso con quella affermazione di paternità cubista indica il maestro El Greco quale fondatore dell’Ordine, in tal modo farà risalire le sue “squadre” cubiste paramilitari ed esoteriche dai tempi di El Greco, come se El Grebo fose il fondatore “dell’Ordine Cubista” svelandocelo come l’artefice sciamanico che ha sigillato o suggellato quell’Ordine Segreto. Non si può disconoscere a El Greco di essere stato per eccellenza “lo spagnolo degli spagnoli“( pur non essendo lui stesso spagnolo di nascita), ma per quanto fatto in Arte e divulgato emancipandone lo stile pittorico, questo titolo di Spagnolo se lo merita tutto. Barcellona è dunque rimsta sede del Cubismo e ci da ampia dimostrazione attraverso la sua architettura “Cardo Decumano” comedi conquistatrrice delle americhe suddiste.
Le “Quadre” o “Cubi”, sono la caratteristica urbana di Barcellona che la impose modello col Barocco in tutta l’America Latina. Non a caso il cubismo nasce e si muove dalla provincia di Barcellona invadendo la Francia artistica, gemellandosi, mentre l’origine della tecnica pittorica picassiana cubista nascerà dello specchio infranto dettato dall’Ordine Accademico di Francia che a tutti gli artisti delle Avanguardie, i loro modelli d’Arte impose e diretti in segreto dal demoniaco Poeta francese rimasto “anonimo”, il mai morto rinato “Innominato”.
Foto: Barcellona – Vista del “Cardo Decumano” romano.
(Las Quadras e los Cubos)

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PS: ho scopertoo questo articolo del 2016 che convalida i sospretti sui falsi di El Greco in circolazione. Un giretto a questo link è consigliabile (fate un copia/incolla)