Computer Solare

SOLSTIZIO SOLARE

Finalmente sono arrivato quasi al solstizio d’estate, (21 giugno) il giorno solare  più lungo dell’anno. Bussa alla porta senza fare rumore e, praticamente, dal solstizio d’inverno a oggi ho attivato il contatore soltanto sei volte in sei mesi e per circa 2 ore alla volta solo per far funzionare la lavatrice.

Mi ero ripromesso che avrei vinto la grande battaglia contro A2A mia fornitrice di energia elettrica, ma non ce l’ho fatta. Però posso dirlo? Sono soddisfatto anche se pensavo che fosse più facile. Praticamente sono quasi arrivato all’indipendenza energetica  con un pannello fotovoltaico della misura di cm. 50×50 è una batteria per moto da 18 Ampere a 12 volt.

Oggi ho una casa domotica che funziona dai 5 / 10 volt rispetto i 220Volt/ – 3 kw di prima. I due momenti più difficili furono dovuti alle intemperie. La prima volta, quest’inverno, quando  dal cielo è piovuto per 20 giorni circa di seguito (Milano) e il pannello solare faceva fatica a caricare energia ombrata. La seconda volta durante le giornate di Pasqua (ve le ricordate che freddo e buio faceva?) Il maltempo è durato praticamente quasi 15 giorni. Anche se ridotto al lumicino, sono riuscito a superare la prova. Ora vi presento il mio progetto artigianale e il nuovo modello di fonte energetica mini solare.


ACCESSORI

pannello 1

Sul balcone, tra due ferri a muro occasionalmente trovati così -sono inaffitto- ho appoggiato provvisoria-mente il pannello fotovoltaico. Questo modello di pannello imprigiona sia la luce solare che quella filtrata dalle nuvole. Quindi funziona sempre, più o meno debolmente, ma non di note.
Il filo che vedete scendere, viene collegato a una Batteria da Moto che vi presento sotto. La situazione è ancora provvisoria perché la legge proibisce la produzione di luce in proprio a meno che no la iniettiamo nella rete A2A che a fine anno ci scala dal consumo. Ma se un utente non consuma corrente a suf-ficienza cosa  fa?

Si rende autonomo e autosufficiente con quello che il mercato offre. Ma il condominio, per l’estetica dl palazzo potrebbe chiedere lo sloggio del pannello solare impugnando le leggi che deturpano la bellezza del palazzo che poi vedrete.


LA BATTERIA
20190615_124219Il vano batteria è provvisorio perché, il primo esperimento l’ho sbagliato. Avevo messo una batteria di auto da 45Amper 12 volt , ma il pannello solare ci impiegava sette  giorni a caricarla a fatica, quindi  ho dovuto utilizzare quella della moto che è la metà d’ingombro e funziona a meraviglia.

In questi giorni mi sono ripromesso di produrne due esemplari fax simili con un contenitore adeguato a misura della batteria, cosi, ne porto uno in tenda  quest’estate in Spagna durante le mie indagini su Picasso, Dalì, Duchamp e uno per la casa di campagna dove ho già dato la disdetta di luce e gas. In Campagna ho adottato una alimentazione culinaria del tipo Rinascimentale. Dando la disdetta di luce e gas ho scoperto l’apporto di risparmio sulla tassa IMU in quanto, la casa  viene catalogata come degradata e il valore della medesima scende. Il proprietario è contentissimo, però mi guarda sempre con diffidenza come se fossi una persona strana. Siamo amici e ci rispettiamo.


Il giocattolo finito si presenta così.
20190615_125300.jpg Il vano batteria, come potete notare, è ingombrante, un po spartano ma lo raffinerò. Ha un carrellino per il trasporto.
Sotto carica, come potete vedere in questo momento c’è il BOSE, una sorta di altoparlante amplificatore del cellulare che  pur piccolo che sia è molto  potente. Il suo bello è che lo porto in giro per casa senza fili e mi segue ovunque lo porto: Cucina, Bagno  a Letto , Divano (la casa è finita, tutta qui). Il BOSE funziona con l’App Bluetouth. L’unico difetto è che se voglio sentire Radio  Popolare o Radio Radicale Parlamento devo per forza usare il cavetto punto punto per colpa del telefonino che, per ascoltare le radio è obbligatorio l’uso della cuffia.
Invece il mio Tablet è un perfetto Computer. Nasce dipendente da Microsoft con programmi OnLine, ma io li ho fregati. Ho messo una schedina aggiunta da 120-Giga nell’apposita fessurina porta schedine, così posso caricare programmi potenti fuori dall’ Hard Disk del computer e gestirmeli come se avessi un Personal Computer di media portata. La durata della batteria del PC è pari a otto ore e quindi, se ne fanno di cose e cose, vi pare?. Il Tablet una volta scaricato, lo rimetto sotto carica e si rigenera in due ore. Ciao  vecchio PC mangia corrente ciao! ciao!

Cosa faccio col PC?

Word Press in genere  lo preparo con il cell. (sono sempre in giro) e quando mi leggete sgrammaticato è colpa mia. Ho le dita grosse, gli occhi con le lenti e il cell va un po per conto suo. Poi quando sono a casa (raramente) mi diletto a correggere tutto per i posteri (vergognandomi spesso) però non ve lo dico, siate comprensivi. Ogni tanto sbirciate l’articolo editato perché spesso aggiungo o tolgo asseconda delle ricerche portate a termine. “Cerca e Ricerca”. I miei blog sono sempre in aggiornamento.

Col cell non si possono fare le brutte copie, quindi scrivo su WorrdPres in diretta.
Scrivo come parlo e avrete notato che non sono un aquila in scrittura come tanti di voi .

Le uscite della mia unità centrale energetica ne ho previste quarto con uno strumento misuratore di caricai, ma si possono moltiplicare. La batteria della moto una volta carica, raggiunge i 13,5 volt e quando scarica l’energia negli accessori non deve mai andare sotto 11,5 Volt.


Per moltiplicare le porte uso questo accessorio.
20190616_235626.jpgQuello che si vede affianco non è un bacherozzo ma un  nocciolo di albicocca  con  picciuolo. Non c’entra col progetto. Non ho moglie quindi scrivo e mangio senza subire  osservazioni e rimproveri femminili  ( dopo pulisco e rifaccio la foto bene)

 

L’esperimento ecologico continua… la prossima volta racconterò sulle mie luci solari a telecomando con batterie ricaricabili a 3,2  volt.

Oggi 07 dicembre 2012 l’esperimento sta per compiere un anno. Ci sono state ad Ottobre e Novembre sei settimane di pioggia a cielo buio. (che iettatura, troppe) Il tempo mi ha sconfitto un altra volta e ho dovuto disattivare il contatore e accendere la luce. erano smorte anche le lucciole solari. Allora ho pensato bene di costruirmi un alimentatore con la ciclette da camera. Ne ho pese due usate e smontate. Sto ancora cercando un alimentatore da 15 volt e faccio fatica  a trovarlo. Avevo messo quello di una macchina di piccola cilindrata, ma niente da fare,  dovevo collassare per generare un minimo di corrente. Se trovo l’alimentatore giusto per macchine farmaceutiche forse sono salvo. la mattina pedalerei mezza ora per  integrare il consumo energetico invernale.

Verso un mondo migliore: a presto


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Poesia Cosmica n. 12

Amor platonico

L’Arte, bisogna essere stati scultori per capire la tortura cui è sottoposto l’artista nella grande tentazione di palpare le parti anatomiche più intime, proibite, e lisciarle e levigarle ogni giorno con acqua e lasciva, scoprendo quelle parti sempre più belle accarezzevoli. Arte è l”unica testimone rinchiusa in quella stanza delle torture sessuali.

Chi ha fatto scultura sa che si finisce per innamorarsi perdutamente di ciò che si crea.

Chi tra gli uomini dell’Arte ha goduto di un simile dono, con gratitudine, senza senso del peccato, all’Arte dedica il suo intimo amore e desiderio insaziabile, a riconoscenza.

E l’Arte? Immobile ammira divertita il suo artista e sorride maliziosa in segreto perché sa che sotto quei tessuti fini marmorei è deliziosamente amata, accarezzata e desiderata per giorni e giorni, innamorandosi del suo piccolo genio dalle tozze mani rugose che con rispetto devoto, la lava, raschia, accarezza e asciuga stimolandola col piccolo puntale lieve, smarrendole i sensi nell’orgiastico reciproco desiderio del quale l’artista ci farà dono ad opera finita. Gli riconosceremo nell’opera, l’essere stato un amante prediletto della  Belle Arti, ed Ella, riconoscente, in cuor suo lo renderà eterno perché grazie a lui, Arte è  venerata, amata, ammirata nel desiderio che non sa nascondere.

E del sesso infuso nella pietra? Che c’entra, se Amor, tutti riconosciamo, rincorriamo ed ambiamo per la sua delicatezza?

 

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              foto: PIO FEDI  scultore
(Viterbo, 31 maggio 1816 – Firenze, 1º giugno 1892)


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Enea Archivio

ARTE: Parigi punge

Gemellaggio America-Francia

La statua della Libertà fu realizzata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel, che ne progettò le carpenterie interne.

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Alexandre Gustave Eiffel, specialista in strutture metalliche, divenne famoso per la costruzione della Torre Eiffel in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto a dx: costruzione della statua della “Ragione” costruita in Francia e donata allo stato di New York che gli cambierà il nome in “Statua della Libertà”.

Foto sx: La torre Eiffel nell’Expo del 1889

In quella esposizione parigina, avrà luogo  la sede logistica  dell’enigmatico poeta “invisibile” , colui che ha governato dalla sua Reception giostra, tutte le Avanguardie europee fino al 1925 circa data della sua presunta seconda morte definitiva.

Chi era?

Personaggio schivo e taciturno, poeta noir di origine ebrea, letterato di grande intelletto plurilinguistico, figlio di un ambasciatore francese assegnato in America Latina, tornerà in Francia per conseguire gli studi liceale e oltre. A causa la sua ferocia poetica, si auto censurerà per qualche anno creando nel frattempo atri due lavori alibi. Una volta pubblicata l’opera infernale, per quella capacità narrativa ricca di spunti crudeli e dettagliati confutabili nelle torture e omicidi, accerchiato da ispettori di polizia il poeta sparirà dalla circolazione dandosi per morto. Il suo testo diverrà una sorta di capolavoro del noir, poema  letto e riletto da tutte le Avanguardia che quel testo letto in segreto verrà diffuso e innalzato quale pietra miliare dell’Arte poetica moderna.

Il poeta resterà ufficialmente defunto per sempre. Ancora oggi lo si crede morto dalla data ufficiale, e,  mai nessuno lo indagò a fondo in quanto, la velocità di modernizzazione dell’industria e delle Arti non permetteranno ulteriori indagini. Sulla sua biografia quel poco che sappiamo è leggibile nelle prefazioni dei suoi libri tradotti, informazioni comunque sufficienti per tracciare un profilo del poeta che a memoria di se lasciò due sole fotografie.

Defunto in giovane età si presuppone che non abbia avuto eredi, ma dai tratti fisiognomici gli indizi ci portano a definire la sua erede illegittima una donna orbitante intorno alla sfera dell’Arte. L’identità del Poeta non è possibile renderla ancora nota in quanto le indagini in corso si riservano la discrezione dovuta al caso per la segreta mossa futura si scatto al Re a Marcel Duchamp. Nel frattempo, con il poeta in circolazione sotto osservazione “Parigi punge”.


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Arte: Concetto e Idea

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Come già accennato nel capitolo sul duchampiano readymade: Underwood, ripartiamo dalla deduzione concettuale espressa per capire ciò che ha scatenato nell’Arte Moderna l’opera: Fontana.

 

Si sono scritti  volumi e volumi di parole e tante  mostre sull’operato dei readymade senza capire molto sul vero senso e significato, come ad esempio Fontana o la custodia dell’oggetto smarrito della ditta americana di macchine da scrivere Underwood come se questa fosse scomparsa sul cavalletto espositivo in galleria.

Dall’opera “Fontana” in poi, i readymade di Marcel Duchamp divennero un delizioso appuntamento d’Arte Moderna dilettando come un tormentone estivo i critici di tutto il mondo nel favorire le migliori interpretazioni artistiche o critica nel parlare di un artista come Duchamp che, pur vivente, restava praticamente muto o assente alle domande inquirenti, oppure, evasivo, il quale, doveva tacere assolutamente per sviare l’attenzione per non far trapelare nulla sulle ingerenze militari del suo Stato Maggiore ai danni di altri stati minori e cominità.

L’artista Marcel Duchamp fu tanto menzionato e chiacchierato nella storia delle Avanguardie che se ne parla ancora oggi a cento anni e più dai suoi primi readymade. Se ne deduce oggi nuove versioni e interpretazioni immaginarie.
Sulla base di tanti errori aconcettuali d’Arte inscritti ingenuammente nella Storia dell’Arte, la critica, senza volerlo, ha partorito nuovi filoni creativi d’Arte/progettuale per cui, ogni artista/progettista tende a creare un brevetto artistico proprio, commerciale o concettuale che sia, spingendo  tanti nuovi artisti disciplinati al Concetto verso un nuovo modo di fare Arte. Il nuovo sul nuovo del nuovo, diventa la regola principale di chi vuol fare arte concettuale e, per non ripetersri o sbagliare, deve restare sempre informato sull’operato mondiale di tutti gli artisti del settore. Insomma, l’arte concettuale diventa una condanna a vita per l’artista alla ricerca di un Record che non raggiungerà mai, morendo nel dubbio.

Prima di ciò, la concettualità era imposta su dettato dei Dogmi Santi, in quanto, la religione, essendo una Ragion di Stato e quindi economicamente fonti generative di danaro, sia esso privato o pubblico, commissionava agli artisti  la rappresentazione dei Dogmi sotto forma di immagine, ciò  al fine di erudire i propri fedeli analfabeti attraverso forme scultoree e  pittoriche e musicali e poetiche o  geometriche ecc.  (Muse d’Arte),tutto ciò per diffondere i Dogmi santi. Dio aveva preso corpo e il corpo doveva regnare sugli altari come da dio creato (nudo).
Tutto doveva restare immobile e tradizionale nelle opere dell’Uomo dedicate a Dio. Pe rdogma l’Uomo doveva amnistrare il creato ma non Creare. Creare per l’ uomo era un peccato di vanità, blasfem, eretico. Bisognava disobbedire per uscire dalle stagnazioni millenarie religiose e per fare ciò, la concettualità doveva liberarsi della forma.

La Concettualità è cosi sintetizzabile: “Mettendo insieme i <concetti non definiti> con gli <enunciati non dimostrati> si ottiene il fondamento di un sistema deduttivo, “punto di partenza” da cui ricavare tutti gli altri teoremi e concetti.”

Se questa è la nuova legge universale del Concetto, dove l’oggetto enunciato  e non definito o non definibile in quanto smaterializzato, svanisce dal contesto dell’arte ciò che “materialmente” la rappresenta, però la domanda creatrice resta sempre la medesima : “Cos’è l’Arte?” .

Si deduce che:
l‘Arte è un Concetto senza Oggetto e quindi è la rappresentazione di una Idea.

La filosofia di materializzare una idea, oggi non ha più bisogno di nuovi rappresenti in quanto, l’Illuminismo ci ha dato delle riflessioni confezionate talmente ben atte che, una volta applicate al lavoro progettuale e produttivo hanno generato straordinarie e potenti industrie delle mille idee concrete, ma in Arte, persiste quel vuoto generativo sconosciuto che da impulsi dominanti alla creazione del nuovo, anche all’ultimo artista pervenuto sul pianeta, quindi: Creare e Generare in arte sono due discipline apparentemente dissimili  ma nello stesso tempo: interdipendenti unite.

A causa delle mille domande e mille risposte che gli enigmi readymadeiani ponevano, questi hanno scatenato scenari Patafisici persistenti alla ricerca continua e costante di un Arte senza oggetto e quindi, la capacità di attivare l’immaginazione come processo creativo dando più risposte patafisiche diversificate e contemporanee. La Patafisica fu adottatta quale insegnamento  per la costituzione di designers capaci di creare  nuove forme avvenieristiche.

Nel novecentodieci la giovane Arte Moderna Patafisiica attacca di petto l’Arte Classica Metafisica vincendola. L’Arte Moderna, essendo stata generata da monoteisti ananimati (privi di anima), preferì come territorio di scontro la sconosciuta Patafisica, terreno vergine a lei idonea e quindi, la non rappresentatività del corpo teologico a favore di  COSE immaginarie, diventa la manifestazioni d’Arte vincente nel XX° secolo. Essa invaderà tutti i settori produttivi dell’industria, editoria, animazione, danza , teatro, musica ecc fino alla creatività impulsiva della Guerra, (officine)  generando prodotti bellici di squisita fattura distruttiiva atti allo sterminio di masse, oggetti  capaci di uccidere a distanza i  corpi umani ritenuti appunto tali, perchè privati di anima.

Le meditazioni concettuali in terrazza o a passeggio tra Duchamp e Picasso erano su questa natura di interpretazione della macchina pensante, capace di scatenare nuove  idee belliche, in uno ed estetiche nell’altro in vista della “rivoluzione mondiale”, apprese Picasso da Marcel  Duchamp i principi fondamentali della Patafisica. Marcello Duchamp. recise il cordone ombelicale di Picasso quanto l’istruzione politico/artistica spagnola nel cubismo ebbe termine. Ritenuta questa Sezione Artistica (d’Oro) arruolata al processo geopolitco in fase di allestimento, Pablo Picasso, promosso in campo con un alto grado di Ufficiale dell’Alleanza, in cambio garantirà a Duchamp il porto di Roses in provincia di barcellona, per le operazioni di sbarco di uomini e merce clandestina proveniente dall’America. Duchamp  proseguirà il suo viaggio di istruttore militare incontrando i Futuristi italiani attirando la sua attenzione in quanto, sul loro primo manifesto si accennava la “profezia ” di una Opera d’Arte straordinaria, un capolavoro ; il “Sole in Terra” che si rivelerà risolutrice al termine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo i primi contatti, Duchamp in Italia si assicurava una rete informativa universitaria di alta affidabilità seguita direttamente dal Fratello maggiore della Gertrude Stein, il quale avrà in Italia la sua seconda residenza permanente seguendo da vicino l’ascesa del Fascismno. Il viaggio di Marcel  Duchamp proseguirà per la fondazione, organizzazzione dei giovani militanti artisti da educare alla Patafisica: i DADA.


Dirà in merito il fondatore di tale pensero, lo scrittore francese Alfred Jarry:

  «Profeticamente ammiccante [la sua] scrittura energica, lucida, dirompente […] affida la funzione simbolica agli oggetti più triviali, la dinamica teatrale ai sussulti farseschi più corrivi e sbrigativi»

Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie.

Io e le sue vacche (Je et ses vaches) è un racconto breve scritto da Alfred Jarry nel 1894. L’opera è da alcuni considerata un manifesto ante litteram del teatro surreale francese. Il testo compare per la prima volta nella raccolta di testi Visions actuelles et futures (1894).


Secondo Marcel Duchamp, le Avanguardie del novecento, nelle operazione di distruzione dell’Arte Classica erano impegnate militarmente anche alla distruzione di tutto ciò che il vecchio mondo aveva costruito a propria immagine e somiglianza di  Metafisico (chiese, templi e monumenti). Per le Avanguardie quel vecchio mondo andava distrutto senza sentire rimorsi, ed edificare dalle sue ceneri il Nuovo Mondo. Ciò sarebbe stato possibile solo se la mente  dell’artista e i partecipanti dirigenti fossero istruiti alla  Patafisica.

Lo stesso Picasso dichiarerà alla G. Stein e Alice T. interdette davanti a due bruttissimi quadri in esposizione,  che non essendoci nulla di più nuovo dei suoi, il pubblico si sarebbe abbituato alle sue brutture. Le opere cubiste più belle, le avrebbero fatte i suoi seguaci perchè non dovendo fare nessuno sforzo mentale per inventare qualcosa di nuovo, le loro opere sarebbero state il Nuovo brutto abbellito perchè ispirati da suo  Nuovo.
Al Pubblico diceva Picasso, quando gli si presenta il Nuovo non deve avere scelte, altrimenti preferisce il vecchio. Su questo principio, essendo possessori del Nuovo e degli spazi espositivi, le Avanguardie potevano imporre tutto ciò che volevano.
Il Brutto era l’Idea  primordiale, primitiva, da qui la caccia a tutto cio che in arte rappresentasse il primitivo e imitandolo come il Nuovo che avanzava. Altri arttisti  lo seguiranno nell’imppresa in quanto il primitivo era  stato sdistrutto dalle Belle Arti e quindi sconosciuto al pubblico.

“Tutti i grandi imperi cadono sotto l’avanzare del primitivo”

Da quel giorno l’Arte Moderna assunse il ruolo concettuale di IDEA, e per le Mostre, le esposizioni e i cataloghi d’Arte fu un susseguirsi di elaborazioni ideali, rappresentazioni ideali, supposizioni ideali, forme ideali  e via e via a seguire. La dialettica in Arte, vinse la battaglia sull‘immagine. La parola prese il posto del colore, i monoteisti ebbero la meglio, ma, divenuti monopolio dell’Arte rischiano oggi di ritrovarsi non solo senza immagini, ma anche senza parole scritte che spieghino a parole le Parole inesistenti come verbo. Rischiano che la trappola scatti con dentro loro.

Anafunzionali, per nutrire orde e orde barbare di  analfabeti/funzionali che passano migliaia di ore della loro esistenza davanti al “quadro dei quadri”, la macchina dei sogni perfetti, l’uomo è  alla divinizzazione del proprio simile fattosi Divo, divino. L’immagine diventa il vecchio simulacro statico (scrittura) in movimento nella filmologia.

Nella concettualità in Arte resta il dogma : “Non è l’Opera che conta ma l’Idea.”


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Fanes Dio Serpente pagano, cosi lo
narravano  i poeti greci:

“Si poteva dalla Luce esserre invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava”

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Zeus il lampo, presolo per la coda lo accese.


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Poesia cosmica n. 11

A sera.

S’accorse dall’odore del sudore:
“E’ tornato dal lavoro il mio amore”
Si gira di scatto e incontro gli corre.
Abbracci e: “vieni, il bagno è già pronto”.

Dopo cena, marmocchi a letto,
ella col proprio corpo in dono
lo cosparge profumata di rose, e
tra le braccia amata, addormentata,
a lui par giacere in un roseto in fiore.

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 poesia cosmica

Duchamp: Rose Selavy

Rebus: Dalì è qui e Rose Sèlavy più in la…

Teeny, Gala, l’ospite infimo è arrivato guardatelo!
Sventola dell’Arte la bandiera mai ammainata
Gli abbiamo promesso Roses e RRoses ha avuto.

Dal Porto sulla via dei roseti va a Cadaquès

pervenuto con spezie, droghe e funghi indios
liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico,
sulla carrettiera andiamogli incontro cantando:

Quando mi prende tra le sue braccia 
Mi parla sottovoce, io godo la via in Roses
Lui mi parla con amour, parole d’ogni journ..”

…”Mon cœur qui bat”

La la, la la, la la
La la, la la, la  la
La la la la la la laaaa

rose è la via - rose

Porto ROSES e via Roses (Carrettiera Roses per Cadaquès)

Cadaques è il paese di nascita di Salvador Dalì il quale cede una casetta per la residenza estiva a Marcel Duchamp che la terrà per anni. Salvador Dalì si sposterà poco più in la in  Figueres.

sezione d oro - triangolo copia

Il Triangolo d’oro comincia a formarsi come anche la “Sezione Aurea” o Sesion d’Or.
Dipartimento para/militare delle Avanguardie franco/spagnole.

Maestro: “Scacco all’Alfiere”

Marcel_Duchamp

la partita continua ….”A Lei la mossa”


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Poesia cosmica n. 10

A SATURNO

Intona mp3,  intona un altro brano ancora.

Lei oscilla i fianchi come inghirlandati

Danza per altro uomo e lo sogna, si vede…

Perché distrarla dal floreale sogno d’amore?

E i saturnidi piatti oscilla sotto l’acqua, li lava,

Li plana dischi volanti senza alga alcuna

Risvegliarla dall’ altro.. no no..  non ci penso :

Com’era bella di me innamorata prima d’ora

bella così sarà ancor per lui.” Così di lei dirò

solo cose belle perché lei sa amare veramente.

Il mio amore, lo ha saputo  adorare veramente

e piove… piove ancora in me lo sciacquo dei piatti

cosi che ella ancor mi riaffiori in mente.

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Enea Archivio

 

 

 

Poesia cosmica n. 9

Arrestati! Sei bello!
becca

Enea:
“Musa, sono venuto per non tornare.”

Rebecca Abdu‏ (a memoria)
:

“Perché sei tornato Bianco Destriero?”
Con che tenacia sei tornato a divorarmi.
Non è passato un anno e ancora ti presenti,
perché vuoi la mia vita e io sarò costretta  cederla. Con te non si combatte, si può solo sperare di non soffrire.

Enea:
” Mai corrisposti noi poeti, gli amori possiamo solo inventarli per amarvi a modo nostro.

Musa, voglio un goccia della tua essenza
o dall’anima te la strapperò e in me rivivrà eterna anche senza la tua presenza.

Mai nessuno riconoscerà la tua essenza
sulle labbra mie dalla favella prigioniera,
rima incantata innamorata e mai baciata.”

Rebecca Abdu;
“Amami se vuoi, lo voglio!
Baciami sulle lebbra senza farmi male, 
ti sverserò il nettare che vuoi, senza lacrimare.

Altri verranno ancora a implorare
ma tu, non tornare ti prego,
me lo hai promesso, non tornare!….


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Enea Archivio

Mercanti d’Arte o Mercanti di Morte?

Chi sono i mercanti d’Arte?

I mercanti nella storia umana sono mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio assumendo un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al ruolo di mediatore, posto intermedio nelle transazioni di beni dove ricava un compenso onorevole.

La storia dei Mercati hanno radici lontane. Dapprima nascono in aree all’aperto tra i confini territoriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti in cambio di vettovaglie, utensili, o qualcosa che migliorasse la loro esistenza.

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L’unità di misura iniziale fu il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo  quando decise di trasferirsi, per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo importante e opportuna, in quanto detentore di bilance.

Il mercante veniva  chiamato o additato ai mercati. Gli interessi erano sempre  di parte, alla fine, uno dei contendenti ci smenava  e quindi ci voleva una figura retta , morale.
Le dispute furono sedate dai sacerdoti i quali  governavano l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei Templi imponendo il Giuramento di Onestà in chiesa prima di procedere agli scambi, altrimenti nessuno si portava al banco dello spergiuro.

Il prezzo divenne stabile. Si garantiva  in questo modo la stabilità e la governabilità.

il Sacerdote (o Vate) Ministro della Religione, divenne col tempo un  Potere morale molto forte. Per il buon servizio all’Onestà a chiunque impiantasse la bancarella sul mercato del Tempio il sacerdote si limitava a chiedere una piccola percentuale fissa . Nascono le prime imposte ai templi. Col tributo dovuto fu un proliferare di Dei, Templi belli e nuovi .

 

La Finanza per quanto la si tenga sotto controllo, proprio per il guadagno improprio che ricava nella mediazione (inflazione programmata)  genera sempre corruzione  e malcostume appetibile. I mercati clandestini divennero vere e proprie trappole costruite dai mediatori i quali, monopolizzando le merci e i luoghi di rivendita, il loro potere di controllo arrivò al punto di conquistare i mercati fuori dai Templi.

Noto, fu il flagello di Cristo contro i Mercanti nel Tempio dove addirittura  spinsero le bancarelle  fin dentro le chiese così come avviene oggi negli ospedali coi farmaci e fornitori esterni di prestazioni professionali (processo di privatizzazione).

Tornando a noi, come ci fa presente la gentile Paola, blogger tra noi, ella dipinge con studiosa minuzia la figura di Paul Durand-Ruel (1831-1922)  noto mercante d’Arte parigino. Paul Durand fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoir e Mary Cassat e per lunghi anni è stato praticamente il solo depositario. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo. ma è veramente andata cosi?
Vediamolo:


red&amp;roseFoto: Red&Rose

Chi è Paul Durand-Ruel ?

Dirà nelle sue ultime parole velate di filo di bugia:
«Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvenze in mezzo a tesori misconosciuti.»

Cosa successe di tanto interessante nel 1830 da essere citato da chi mercante d’Arte nascerà nel 1831? Vediamo:

– 1830 nasce lo Stato del Belgio (un Evento straordinario)
– Giuseppe Mazzini, in esilio a Marsiglia fonda il movimento della “Giovane Italia”
– Nasce nel Quebec francese nell’America settentrionale la Società dei Figli della Libertà
– Scoppiano i Moti del 1830-1832
– In Sardegna viene abolito il Feudalesimo
– A Roma viene fondata la Cassa di Risparmio di Roma , primo Istituto di Credito Pontificio.

Di tutti questi eventi citati il più significativo è certamente la nascita dello stato belga con capitale Bruxelles che verrà chiamata in causa in Arte diverse volte e che diverrà l’attuale capitale parlamentare europea.

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – muore sempre a Parigi, il 5 febbraio 1922) è stato un imprenditore francese. Fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti come Monet, Renoir, Pissarro, Moret e Sisley. Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra.  Nella lista della spesa troviamo sui suoi scaffali: 1.000 Monet, 1.500 Renoir e 400 Degas, oltre a 200 Manet, 800 Pissarro e decine di Sisley, Cézanne e molti altri. Opere comprate dall’artista per pochi franchi sono state vendute decenni dopo a cifre enormemente superiori, come un lavoro di Renoir pagato 1.500 franchi nel 1881 (erano gran bei soldoni)  e rivenduto nel 1925 a un collezionista di Chicago per 100mila dollari. Ma guarda che sorpresa, rispunta nuovamente Chicago...

Come detto, tra  il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni è stato il solo a farlo. Di lui disse Monet: « senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto». Certo, in economia, dodicimila quadri non sono lenticchie ma un patrimonio ben speso, e per immagazzinare tante opere e rivederle ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra” del tutto. Vediamo cosa:

Dall’altra parte del pianeta europeo, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 quadri di Picasso, tali numeri appartengono alla sola sorella minore Etta Cone, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto ancora segreto della sorella più grande, la geniale dottoressa Clairbel Cone.

Dietro l’innocente “filo di Arianna”delle sorelle  si nascondevano altri Minotauri? Vediamo: Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin. Chi era costui?

Erede anche lui di una grande industria tessile russa, in seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) si trasferisce per affari a Parigi dove incontrerà su presentazione il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha indirizzato e istruito in materia d’arte europea e perché fino a Parigi? Paul Durand-Ruel? Pare di no, in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Più avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la scuola dei feroci Fauves.

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foto: America, schiavi del cotone.

Ora ci troviamo e non a caso davanti ad una osservazione comune: Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Paul Durand-Ruel e Matisse hanno diverse matrici in comune: l’essere collezionisti ,  ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili.

Sulle prime due matrici, sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce notiamo che per ammazzare lo Zar Nicola II, qualcosasta venedo alla luce ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane”, rivoluzione a dir poco discutibili.

La Rivoluzione Russa dell’Ottobre del 17 è una operazione borghese finanziata da imprenditori tessili e affini in quanto, oltre i menzionati, nel mondo ce n’erano altri e più potenti.  La Via del Cotone era tutta rigorosamente sotto controllo monopolistico; dagli schiavi, ai campi, ai prezzi, alla produzione, alla distribuzione alle mode, alle tintorie   e telai, ingegneria del vapore ecc. Quello del Cotone era un “Cartello” multinazionale di cui Lenin spiegherà le dinamiche nella “Teoria marxista delle relazioni internazionali”.

53a2dc2cdbb2c421af626acb2814fd90 foto: Cotone

Per S. I. Shchukin fu fondamentale il suo incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione” Shchukin”. Matisse in quell’occasione gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista. I suoi finanziamenti illeciti alla Massoneria Cosmopolita francese proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale.

– La collezione finisce di crescere nel 1914. 
– Nel 1918 dopo la rivoluzione bolscevica verrà nazionalizzata.
– Nel 1922 è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921)
per diventare il Museo della pittura occidentale moderna.

 Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato al Filorosso di Rebecca.

Nel 1948 per volere di Stalin la collezione Shchukin,  che comprende ben 275 opere di altissima qualità, viene destinata in parte all’Ermitage di San Pietroburgo e parte al Muìseo Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mise le sue profonde radici anche in Russia.
Scoperto il giochino,  l’8 novembre 1918 un decreto del Commissario del Consiglio del Popolo, firmato da Lenin, aveva dichiarato che la «storica Galleria Shchukin”, sita in Bolshoy Znamensky pereulok n. 8 e tutto il suo contenuto sarebbero diventate di proprietà del popolo e tenuta in custodia per l’educazione del popolo». Stalin, nel dopo Lenin la dichiarerà  “Arte Borghese” incarcerando le opere nelle segrete dei sotterranei delle medesime città per 70 anni. Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992, caduto il comunismo, le farà sdoganare dai sotterranei. Ma il governo di Boris Eltsin è a maggioranza ebraico, è di destra capitalista; agente segreto della nota Casa delle Libertà (Freedon Hause) nota agenzia americana nella produzione di rivoluzioni di inizio secolo novecento fino ai nostri giorni. Anche  questa è un altra storia pista politico/artistica  che ci porterà a comprendere meglio sia il Grande Vetro di Marcel Duchamp che le nuove tendenza museali e il mancato accreditamento richiesto dagli eredi di quel patrimonio artistico, respinto dal governo Putin.

Infine:
il Mediatore d’Arte non è un Commerciante
Il Commerciante d’Arte non è un Mercante
Il Mercante d’Arte non è un Collezionista.

Il Mediatore o Critico, influenza il consumatore sui concetti da modificare.
Il Commerciante è sia gallerista d’Arte che rivenditore.
l Mercante d’Arte è un monopolista politico/commerciale con l’alto grado di chef economista.

Nel caso dei “Collezionisti” d’Arte dei primi 900, possiamo parlare di finanziatori occulti di un sistema parallelo all’Arte a sostegno di una causa eversiva; oppure, di ignari giocatori d’azzardo o amatori d’arte che nulla sanno sul ruolo del “Mazziere” battitore e i finti artisti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il ruolo del Mercante d’Arte eversivo e internazionale verrà a meno. Il grande collezionista titolare delle opere s’impegnerà nella costruzione di case museali per tenere alto l’onore dei suoi cimeli bellici, acquistati per finanziare manovre insurrezionali o politco industriali. Il ruoli dell’artista rivoluzionario verrà sostituito con intellettuali, scrittori, giornalisti opinionisti televisivi o chiunque sia in grado di intrattenere il pubblico. Nasce la televisione e con essa un Mercato d’arte senza più spinte e correnti, ma blandi slogan ed enfasi pubblicitari del nuovo modo di fare arte. Oggi l’interesse per l’Arte astratta viene a meno da parte di un pubblico distratto da nuove stelline noiose truccate e grafiche piatte per, opere insipide slegate da profondo mistero che stava oltre l’immagine. La televisione è il traguardo che i secessionisti viennesi volevano raggruppare in una unica opera tutte le arti adunate, mostra tutto il piacevole inganno di abbandonarsi a illusioni sovvenzionate da mercanti e Mercato, immagini truccate per la creazione di una opinione pilotata, concentrando tutte le ipnosi degli ipnotizzati nell’unico quadro casalingo diretto ancora dal Mercante e Mercato.

Il Nuovo, congela rapidamente il vecchio datandolo, catalogandolo; ma il concetto del cimitero degli elefanti nei “Musei” innescherà un sistema capillare di narrazione storica dell’Arte sostenuta da pacchetti e cataloghi culturali che spostano milioni di visitatori da uno stato all’altro basato sul falso esposto. Nasce il turismo d’arte e, come in Egitto gli occidentali vanno alle piramidi per scoprire il nesso tra la fantascienza ufologica e il mistero universale smarrito nelle religioni occidentali capitalizzate e catalizzate, al contrario, quelli che s’aggirano nei musei di Arte Moderna restano un palmo di naso davanti alle grandi Opere astratte prive di  fascino, eleganza e mistero. Il concettualismo in Arte smaterializza l’opera riducendola più astratta dello stesso astratto della materia svanita, proseguendo verso il nulla, verso il solo verbo, e il mercante si ritrova a vendere aria fritta oppure i suoi vecchi cimeli d’arte in attesa che nasca qualcosa dal nulla e che sappia prendere forma oggettuale, opera che sfida sestessa dall’autore, dove la maestria esalti dell’Uomo la sua capacità costruttiva in rapida elevazione e caduta. L’opera iconoclasta che sapeva sfidare l’eterno, senza l’eterno non ha ragione di essere.

Quanti finanziamenti illegali e vertiginosi sono stati trafugati sotto le ampie e misteriose vestigi dei Cartelli delle tele e del cotone nei giochini ad Arte? Sfogliando le pagine di guerra, della Storia degli artisti e della loro Arte, abbiamo nel novecento uomini ombra che ci hanno preceduto e condizionato questo nostro futuro compromesso sul nascere, dove è possibile ricostruire tutte le brutali violenze di ciò che si è voluto nascondere sotto le ampie sottane dell’Arte.


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