Poesia Cosmica n. 42

FANES il Dio Serpente.
(Cosmogonia greca)
.
“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava.”

(da: Dio Fanes, 459 a C.)
.
.
Zeus per governare il mondo aveva bisogno di FANES il Dio Serpente, l’Incantatore di tutte le menti; un uovo di vetro rannicchiato con spalle rivolte e spento, un Dio  confinato in fondo all’universo nero. Zeus si avvicinò, lo prese per la coda e gli infuse la luce del suo lampo. Fanes si accese. Zeus governa tutti da quel volto acceso. Come del padre Crono, egli amava tutto ciò che il padre aveva in se in fatto di conoscenza, emanandola sotto forma d’immagini col Fanes, immagini “simili ma non uguali al vero”  Zeus si nascose dietro il volto dell’Inganno, mondo accessibile solo al poeta… se Vate.

Foto: Fanes, il suo arrivo in Italia.

 

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“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti (pixel)
la luce emanata dal proprio ventre (tubo catodico)
nascondeva tra i gas chi le promanava.” 

Fanes, incantatore di tutte le menti

Spunto poetico tratto da: “Le nozze di Cadmo e Armonia” – di Roberto Calasso Prof.-

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un opera perfetta


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L.H.O.O.Q. (2/2): il Ladro, il Copista e altri

Rebus: Dai due mondi.

da L.Q.O.O.H. ( pag. 2/2)

Vediamo lo svolgere il compito della pag.1 , poi lo so, come dice Gertrude Stein :
“Si parte sempre da una parte e si finisce in un altra”

Liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico;
Colui che spezie, droghe e profumi delle Americhe perviene
Alla carrettiera andiamogli incontro cantando:

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Tranquilli: “La signora ha il culo al caldo” così lasciava intendere metaforicamente Marcel Duchamp con L.Q.O.O.H.

I Briganti:
Pablo Picasso, Guillame Apollinaire, Marcel Duchamp, Francis Picabia
                                  Vincenzo Perugia                                        

Come in tutti i reati di “sequestro di persona”, oltre la buona riuscita dell’operazione il gruppo di sbanditi hanno bisogno di una prigione ben mimetizzata ove nascondere il sequestrato. Per evitare ogni sospetto e prove di partecipazione al reato, gli  ordini o  comunicazioni avvengono per iscritto su “pizzini” (foglietti) e distrutti appena ricevuti. Questa tecnica di comunicazione primitiva era ancora in voga a Parigi e la polizia militare usava frequentare gli ambienti dove si producesse scrittura, manuale o di stampa, non solo: gli agenti frequentavano Hotel, Ristoranti, Bar e luoghi ove il Lapis (matita) era di frequente uso per via dei conti da pagare e che la polizia finanziaria volle per legge i conti con la matita “copiativa”. Le stilo e le “stilò a bille” verranno molto più in la.

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Esempio: la nota ballerina e artista Margaretha Gertruida Zelle alias  : Matha Hari fu arrestata in un bar sorpresa a sfilare un “pizzino” sotto la  tazzina da caffè e  il piattino. Arrestata fu condannata a morte e fucilata il lunedì 19 marzo 2018 . Su 12 fucilieri, solo tre la centrarono in petto, gli altri vollero sbagliare appositamente il tiro.  La povera “vittima innocente” fu data in pasto dai Servizi tedeschi caricandola di sospetti e prove ingannevoli sapendola agente dei Servizi francesi infiltratasi tra le fila tedesche facendola risultare doppiogiochista. Tale mossa fu un  forte segnale militare per far capire ai francesi poi,  che la Germania sapeva da tempo di essere intercettata dall’antenna mimetizzata sulla Torre Eiffel e nella “Ruota di Bicicletta“, rudimentali  trasmettitori  e intercettatori  di segnali elettro-magnetici, mettendo la Torre Eiffel fuori uso militare.

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foto: fucilazione di Mata Hari, un errore imperdonabile.

Scusate il fuori tema ma, per Mata Hari ho ancora una devozione artistica profonda. Questo era il clima inquinato in cui l’Arte si muoveva e veniva utilizzata a rischio degli artisti ingaggiati.


Tornando al sequestro di persona, la donna sequestrata dell’apparente età di quarant’anni era la Signora “Monna Lisa” nota come “La Gioconda” , Musa ispiratrice e protettrice dell’artista rinascimentale italiano: Leonardo da Vinci.

In Francia quella notizia fece molto scalpore perché come asseriva il direttore del Louvre precedentemente al furto presso un giornale, la Gioconda era esposta senza nessun sistema di sicurezza. Quell’opera di inestimabile valore era semplicemente appesa a muro ad un chiodo come un ritratto di famiglia.

 Cenni storici e giornalistici.
La Monna Lisa, scomparve il 22 agosto 1911 a Parigi, direttamente dal Museo del Louvre. Prima del furto, il direttore rilasciava appunto la dichiarazione sublimata: “Solo in caso di furto della Gioconda…”  si sarebbe scomodato. Quello era il segnate atteso che dava il via libera al furto. Ciò avvenne.
Nelle indagini preliminari venne arrestato Joseph Géry Pieret detto “il ladro” il quale, ribalterà le accuse contro Apollinare che prontamente le rimbalzerà a Picasso. I tre verranno arrestati.

Mai creduti appieno, verranno rilasciati. Però… però… però…

La Monna Lisa riapparve due anni dopo e precisamente  nel 1913. Il Louvre dichiarerà il suo ritrovamento (in quell’anno) non specificando il giorno ma solo il luogo del ritrovamento: Firenze.
La polizia investigativa  italiana dichiarerà che il presunto ladro non fu il povero Pieret, ma l’italiano Vincenzo Peruggia e che l’avrebbe rubata per amor di Patria non sapendo che il quadro era di proprietà della Francia donato dallo stesso Leonardo al momento della sua morte 1519.

Rivediamo il passaggio:

Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire vengono arrestati come committenti del furto e incarcerati. I pianti lacrimosi di Pablo Picasso pare abbiano convinto le autorità giudiziarie francesi a scarcerarlo con l’impegno di mettersi a disposizione della magistratura come  collaboratore nelle ricerche.
Ciò  che non scagiona il Maestro Picasso sono diversi fattori; per esempio, l’essere un ottimo copista dimostratoci negli studi approfonditi presso un collezionista spagnolo in Francia,  titolare del capolavoro di El Greco: “Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse”, 1608–1614, olio, 225 × 193 cm, oggi a New York, oggi presso Metropolitan Museum of Art, ciò gli accolla il sospetto di essere un buon copista.  Le relazioni amorose e  passionali per il quadro di El Greco. Altri quadri di El Greco scomparvero dalle collezioni ecclesiastiche spagnole quando Picasso ricopriva un incarico di Direttore del Museo Nazionale del Prado. Questo incarico straordinario a Picasso, ricordiamo ai lettori,  fu promosso in cambio di due aerei donati per la difesa contraria ai Repubblicani. (Democratici) 

I quadri di El Greco scomparsi, verranno accreditati ai vandalismi degli atei anarchici durante i la Guerra Civile spagnola di cui Picasso fu un forte animatore, artefice e sostenitore ma di tutte e due le parti. I suoi misteriosi viaggi in Marocco non riveleranno appieno i suoi moti oscuri, sparendo per quasi un anno dalla vita sociale  ed artistica,  come se in Marocco ordisse a  qualcosa di poco chiaro. Troveremo a fine rivoluzione spagnola il generalissimo Franco nella parata della Vittoria scortato oltre che dalla sua Guardia Civile, anche da fasci italiani, i nazi tedeschi  come anche dalla cavalleria del Marocco utilizzata nel massacro dei rivoluzionari.

A proiettare queste oscure ombre su Picasso concorre il quadro “pentagonale” le Demoiselle d’Avignon dove le maschere africane sono pertinenti a reparti militari magrebini che abbiamo visto alleate alle forze militari del  Generale Franco. Sulle Demoiselle di Avignone torneremo ancora quando verrà citato a giudizio il quadro Danza ovvero il “girotondo sul mondo ” di Enri Matisse, perché  un filo comune legherà queste due opere, che si riveleranno infingarde fino al momento della controrivolu-zione russa  ancora in cantiere in Svizzera nei Centri Direzionali  L’immagine di Pablo Picasso per tutto il periodo franchista in spagna resta adombrata dal profilo basso dell’artista.


Tornado  alla Gioconda scomparsa, Francis Picabia ci da nella sua mappa le coordinate per capire il giallo. L’oggetto” misterioso” sarebbe transitato nel Quartiere “L’Hospitalet de Llobregat” in Barcellona suo quartiere residenziale e centro direzionale.

Ma dov’era la Gioconda?
Ripercorriamo le tracce interessanti lasciateci da Francis Picabia,  osservandole attentamente notiamo una “Mappa del Tesoro” disegnata dall’artista che ha le stesse insegne della cartolina di Marcel Duchamp: L.H.O.O.Q.

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Titolo: Le double monde  (I due mondi)

Fragile: imballo delicato (cassa)
Bar (rovescio ): dietro al Bar (o sul retro)
A’ Domicilio = Un domicilio (di Picabia?)
Haut =  Superiore
M’Amenez y =  Mi porto li (o la) (Porto?)
Que les malades =Che gli ammalati
Dieu n’a jamais guerì = Dio non sa guarire. Ospedale dei Terminali o Lazzaretto?

Foto: “Le duoble Mond” –  Francis Picabia 1915

Ora si tratta di ipotizzare se questa ‘mappa del tesoro’ di F. Picabia è il rientro clandestino della Monna Lisa dall’America  o se la stessa era in partenza per le Americhe. L’opera sparisce nel 1911, la  Monna Lisa ritrovata annota l’anno 1913, la mappa di Picabia data 1915, mentre la cartolina di Marcel Duchamp  data 1919. (dopo guerra)

Domanda: trattasi di quadro originale quello del Louvre o una copia perfetta?

 

Da anni i due mondi, America e Francia tramano manovre congiunte militari per lo studio insurrezionali di “Rivoluzioni” che le vedeva promotrici e  fiancheggiatrici l’una all’altra. Una  cosa che le unisce  è l’essere andate al potere con l’insurrezione popolare violente instaurando governi a conduzione Borghese.

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Dalla decriptazione della mappa di Francis Picabia e le indicazioni da parte di Marcel Duchamp che utilizza una cartolina postale quale missiva  in  codice e pubblicata sulla sua rivista d’Arte nel 1915, Duchamp,  intendeva con quel ready made LHOOQ allertare  il ritrovamento  della Gioconda di Leonardo avviando delle trattative segrete in corso di trasferimento.

Le rispettive residenze operative dei tre indiziati  furono: Barcellona-Hospitalet  per Picabia: Roses per Marcel Duchamp e Gosol per Pablo Picasso, sede ufficiale dei  suoi contrabbandieri e cubisti.

Se questa ipotesi si rivelasse veritiera  l’attuale copia della Gioconda al Louvre risulterebbe ancora un falso, in quanto, il geniale “copista” italiano  ne avrebbe fatte certamente altre di copie e prima di raggiungere la perfezione dell’originale quante altre  prove furono fatte e vendute sottobanco ad estimatori truffaldini convinti di portare a casa delle due esposte  una terza originale? Se la copia è di ottimo livello, chiunque ne venga in possesso, da buon feticista può vantare  segretamente di possedere l’originale, ma se la Monna Lisa fosse un opera veramente iconoclasta con la quale si può intercedere con l’Arte maiuscola, domanda: a chi sono andati i benefici metafisici delle scienze leonardesche?

“Tranquilli” dice Duchamp alla comunità artuistica: “La Signora ha il culo al caldo” ciò vuol dire che la Gioconda espatriando lontana dal conflitto mondiale, poteva definirsi al sicuro in America? Se si, il suo ritorno nel 1913 dall’Italia in Francia, per quale motivo sarebbe stato programmato nel 1915 da Picabia quando le sorti della guerra per la Francia non erano ancora chiare chiedendo un aiuto all’Italia a dar man forte nel conflitto?

Quindi, quando la Gioconda sparisce nel 1911 dal Louvre i piani bellici erano già stati definiti e la sua sparizione fu programmata dallo stesso Museo Louvre e Governo? Forse sul quel quadro inestimabile pende una ipoteca bancaria americana per un prestito per avviare una produzione prebellica francese in vista della Grande Guerra programmata?. L’inestimabile Mona Lisa era finita al Banco de pegni con tanto l’ipoteca e interessi pari a una facoltosa cambiale.

Alla luce di quanto detto, altre formulazioni ipotetiche terrebbero  insoddisfatto  un ricercatore d’Arte osservando sul tavolo le diverse cartellette ipotetiche aperte:

  1. L.H.O.O.Q. di Duchamp, si presenta all’Arte come una normale cartolina postale con inscritto un messaggio criptato che tranquillizza, dagli Stati Uniti sul dove e la garanzia sul buon trattamento riservato  dall’Ostaggio Eccellente.
  2. Oppure, il  Governo francese era già sotto scacco per debiti regressi o acquisiti con gli americani dopo il fallito golpe allo Zar?
  3. Oppure potrebbe essere la solita mascalzonata picassiana  pubblicitaria e  mafiosa per ricattare il mondo dell’Arte Accademico obbligandolo a riconoscere la sua nascente arte cubista come Arte Moderna a cospetto dell’Arte Classica ed essere ospitata a pari dignità nel Louvre, perché poi cosi avverrà.

Ad ogni buon conto, quale sia o quale sviluppo prenderà la ricerca, l’avventura della Gioconda fu una operazione eccellente, avanguardista, politico/militare ma non artistica.

“Scacco al Re?

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“Maestro a voi la mossa”

la partita continua ….

 

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Marcel Duchamp

DADA: il post DADA di Picabia.

Dissociazione artistica

Dada vivrà per sempre! E grazie a questo, i concessionari saranno ricchi, i redattori si compreranno le automobili e gli autori avranno la Legione d’Onore.”

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Tristan Tzara

Con queste parole  Picabia si licenziava dall’isterico dadaista concettuale Tristan Tzara nel 1921, capogruppo svizzero, uomo dalla rivoluzione dadaista permanente fino allo sterminio ultimo degli oppositori della sua immaginazione. Tristan Tzara covava il seme del nazismo e aveva bisogno dell’Arte come copertura per imporre la sua disciplina moderna.

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evoluzione femminile e della femminilità

Dopo la “Grande Guerra” 14/18, Picabia aveva capito che gli anni 20/30 potevano procedere nel lusso, nell’eleganza, nella frivolezza; nella lussuria, nel ludico piacere della auto, musiche e danze; bei vestiti, la cocaina, le vacanze e che l’arte, se parte dal popolo libero da meccanicismi perversi di potere. se la spasserebbe  lieto dissociandosi l’artista dagli impegni internazionali sempre più stressanti, sotto pressione, per una guerra infinita che aveva decimato la più bella gioventù di francia e d’europa. Fancis Picabia aveva capito la luce della serenità, la quale, indora e argentea  ogni cosa e tutto ciò che tocca, che sfiora. Ma se i demoni contorcenti le vite altrui e fustigatori tra i  fumi delle officine belliche, caverne , trincee, fonderie e la  piantassero di costruire armi e metalli per uccidere, dirà: “meglio i giocattoli delle armi “.
Con tale epitaffio invitava a riconvertire l’industria per creare giocattoli, tessuti e accessori leggeri che aggraziano la vita. Quindi si perse in dissolutezze veniali tra le braccia delle più belle sfrenate e sfrontate ragazze  allegre, signore seducenti profumate, tornado in arte al figurativo prediligendo il corpo femminile.  L’Industria oramai poteva generare benessere per tutti.

In Arte tornò a rivalutare i volti, le grazie femminili; era poeta d’animo e ricco. Che importava a lui di conquistare il mondo quando le macchine e gli elettrodomestici avevano già conquistato tutti gli esseri umani. Bisognava solamente produrli.

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L’arte afferma una volta, “è più costosa delle salsicce, più costosa delle donne”

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Francis- Marie Martinez Picabia nasce il 22 gennaio 1879 a Parigi e muore nel 1953 nella stessa città.
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Francis Picabia sulla mitica” auto dei tour segreti. Collezionerà 150 auto nella sua vita fino alla rovina economica
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evoluzione femminile anni ’20/ ’30

Picabia fu ripreso più volte dai suoi superiori e dalle Avanguardie. Riportato all’ordine, alle trame eversive  permanenti. Gli bastava un bel sorriso e l’allegria gentile che subito canticchiava: DADA DADA DADA DADA!


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DADA

PROCESSO 1: Imputati DADA alzatevi!

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati DADA alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in Russia e Finlandia del 1905. La Finlandia fu conquistata, la Russia no. Le traccie degli organizzatori sparirono durante le due Guerre europee.
Chi meglio di Arte attraverso le sue opere riuscirebbe a raccontarci meglio e svelarci gli stretti passaggi politici di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quei sbandati senza cibo e tetto, tentarono attraverso le arti di riorganizzare le fila per un altro tentativo di “colpo di stato”, più mirato, più decisivo che culminerà nell’Ottobre del 1917 vedendoli conquistatori ed occupanti abusivi del  “Palazzo d’Inverno” a San Pietroburgo sede e residenza dello Zar Nicola II Romanov.

Quella insurrezione ci ricorderà la storia della Russia, essere stata non una “Rivoluzione d’Ottobre” ma un bel “colpo di stato” che culminerà con l’arresto (sequestro di persona) dell’Imperatore Nicola II Romanov fucilato in seguito con l’intera famiglia (minore compreso).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora in vita e reggenti, il Re di Spagna e d’Italia protetti dalla vecchia nobiltà di Francia, ma sopratutto dalla Chiesa Cattolica Romana che possiede un impero troppo vasto pur senza stato, proprietario della totalità delle anime cristiane nel mondo Occidentale e Americhe.

Ufficialmente in Russia, in quell’Ottobre del 17 le perdite umane raggiunsero la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese europea camuffata da socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi.

Il cinema e la letteratura, enfatizzeranno quel Golpe come una epopea comunista con migliaia di morti quando il comunismo in Russia non era ancora nato. Ma i disegni eversivi cosmopoliti si rivelarono anche questa volta brutali come i loro scarabocchi “artistici” Dadaisti. Ma oramai la rivoluzione dell’intera Russia si era messa in moto sfuggendo di mano ai progettisti cosmopoliti .
Soltanto dopo due mesi dalla scintilla dell’Ottobre 17 si può incominciare a parlare di vera e propria processione rivoluzionaria armata del popolo con motti di piazza, barricate, battaglie sanguinarie, processi politici impari per scovare i reciproci  oppositori infiltrati, trasformandosi quel processo politico in  un feroce azzeramento dello zarismo e del colonialismo angolo americano.
Ma in quel crogiolo infernale, anche per la borghesia russa golpista furono anni difficili, di contro moti, passioni violente, vittorie e sconfitte dove verranno espropriate dal popolo i mezzi di produzione agli industriali, motore centrale del Capitalismo Imperialista per la modernizzazione della produzione e futuro modernizzato.

La metamorfosi.

In quel disordine emergerà a fatica una nuova rivoluzione di stampo proletaria  che prenderà le sembianze del socialismo sovietico e che darà alla luce, un nuovo soggetto politico senza l’ausilio del danaro,  un nuovo modello che verrà contrastato  per più di 70 anni dagli eserciti europei, angloamericani e con l’ausilio  di tutti gli eserciti appartenenti alla ALLEANZA che oggi chiamiamo NATO. Con la Rivoluzione Comunista, la Borghesia cosmopolita scopre esserci a sinistra dei loro parlamenti una compagine rivoluzionaria con le carte in regola capace di amministrare i beni industriali e distribuzione dei prodotti senza il loro consenso monetario.

Con la conquista della Russia, il Capitalismo cosmopolita sperava di governare un così vasto impero  infettandolo col  principio della Proprietà Privata a conduzione Capitale sancendolo come “principio universale”.
Tale ideologia dovette fare i conti con dei  rivoltosi poveri e sovietizzati e socialisti, e poichè per secoli non conobbero l’uso della moneta alla base delle unità di scambio, non capivano il senso parlamentare dei quei privatisti che volevano tutte per se le cose altri .

Cosa centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo questo Blog, FiloRossoArt vi porterà a ricostruire la storia negata all’Europa moderna presentandovela sotto una nuova veste rivoluzionaria: l’Arte e politica.
Chi è libero e senza pregiudizi ci segua perchè qui scoperchieremo i più noti  sepolcri imbiancati trovandoli vuoti d’Arte ma pieni di soldi.


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(DADA)

DADA: Processo 3

“Imputato Lenin, si alzi”

(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

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Quando Lenin da ordine di trucidare l’incarnazione divina della Regia Storia di Russia a Ekaterinenburg (Borgo Caterina)  eliminando le anime eredi della universalità storica di quell’impero, con quella sentenza/punizione politica Lenin attuerà la legge “cainica”.
Farà barbaramente 
fucilare la famiglia reale per “vendetta”. Dal referto fotografico sulla “Camera della Morte” risulta in quel luogo funesto essere passati per le armi diversi componenti reali, ma qualcosa non funziona ancora nelle bugie dette alla storia  per quasi un secolo, vediamole insieme.

foto: Santificazione dello Zar Nicola II° Romanov

I Fucilieri per  sfondare il muro di schiena e ridurlo in quello stato devono aver fucilato  diverse decine e più di condannati o un centinaio. A giudicare dallo sfaldamento della parete e l’altezza del colpo mirato. le  fucilazioni sono avvenute da seduti o in ginocchio.  Oltre i Sovrani quel giorno, quanti furono passati per le  armi a bilanciare le richieste “cainiche” per i fratelli di fede ebraica condannati a morte 12 anni prima durante i moti del 1905? I fori alti di pistola fanno presagire che i fucilieri abbiano mirato il colpo  in faccia ai condannati, e che quindi, tra i fucilati ci furono anche corazzieri  della guardia personale dello Zar  o cadetti alle porte.  

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Mille domande sorgono nell’analizzare la scena del crimine e  mille dubbi rendono questa scena poco veritiera come luogo di sentenza per il solo  Zar e famigliari. Certamente trattasi di stanza atta alla mattanza (Olocausto)  o “camera della morte”  alloggiata nei sotterranei di un un tribunale sovrastante politico/militare improvvisato  per meglio sbrigate le sentenze raffazzonate. Quindi, questi  dubbi esigono delle risposte chiare prima di divulgare cose inesatte, scorrette, che è meglio tenere sotto inchiesta per scagionare il comunismo sovietico da quell’eccidio e attribuirlo ai veri responsabili manipolatori della rivoluzione sovietica in atto.

Tratto da: DISCORSI ALLA CONFERENZA STRAORDINARIA DELL’ORGANIZZAZIONE DI PIETROGRADO DEL POSDR (bolscevico) (Luglio 1917)
Rapporto del Comitato centrale sugli avvenimenti di luglio
(16 luglio)
Compagni!
Si accusa il nostro partito e specialmente il suo Comitato centrale
di aver promosso e organizzato la dimostrazione del 3 e del 4 luglio per
costringere il Comitato esecutivo centrale dei soviet a prendere il
potere o, se questo avesse rifiutato, di prenderlo esso stesso.
Innanzitutto, devo confutare queste accuse. Il 3 luglio due
rappresentanti di un reggimento di mitraglieri hanno fatto irruzione
alla conferenza dei bolscevichi e annunciato che il 1° reggimento di
mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.

Cerca e Ricerca 

Informarsi sui ulteriori fatti storici , la ricerca ci porta a ritroso investigando anche sull’interessante  letteratura del dissidente anticomunista russo Alexander Isayevich Solzhenitsy , scrittore “storico”, principale accusatore del Regime Sovietico il quale  imperversava negli anni Settanta/Novanta sui Media dei nostri paesi capitalizzati, diffondendo una immaginaria URSS negativa agli occhi degli utenti finali del mondo Mediatico Democratico. La sua scrittura aspra e crudele, è piena di veleni ideologici,  essi hanno la colpa di averceli tenuti lontani  quegli eventi realmente accaduti in URSS come alla corte dello  Zar Nicola II nel 1917, mondo dal quale siamo tornati sconfitti e coi piedi congelati, e che non corrispondeva alle narrazioni fatte dai nostri ex combattenti tornati politicizzati. Nelle nostre università italiane e scuole secondarie, la storia d’Italia e mondiale finiva con la guerra del 1915/18 ad opera degli italiani monarchici mentre sulla storia e guerra dal 1918/1945, è sempre tenuta calata una cortina buia. 

Solzhenitsy parla, scrive,  racconta , denuncia, poi si smentisce, poi rinnega fatti e misfatti diventando alla fine quel suo percorso intellettuale, poco credibile e inaffidabile; a volte esagerato e imbarazzante.

Con le narrazioni di  Solzhenitsy attraverso insinuazioni, bugie e di altri racconti noir in altre testate giornalistiche compiacenti(suoi articoli), diede il via alla Campagna discriminatoria anti URSS per la futura aggressione incriminando preventivamente quella grande nazione d’essere il fulcro di un regime feroce, impopolare, da liberare convertendolo a nostra immagine e somiglianza.
La cosa fece molto scalpore agli occhi degli utenti televisivi  ipnotizzati, psicologicamente remissivi,
spaventati e increduli legati alle loro poltrone come Ulisse, incapaci di sottrarsi alle voci ipnotiche  ingannatrici di sirene altoparlanti. La terapia Solzhenitsy scatenò brame anticomuniste disgustose e falsamente argomentate.
Si sa , i Media sono manipolatori delle menti umane, strumenti di coercizione di massa, già 
responsabili  di grandi disastri e macellerie belliche. (vedi l’uso improprio della Radio).

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1974, Premio Nobel per  A. I. Solzhenitsy.

Quel premio di fattura apertamente politica, mise in allarme tutti gli ambienti intellettuali nel mondo. Il prestigioso Premio Nobel mostrava al mondo il suo vero  volto di giocatore d’azzardo e cosmopolita. Altri Nobel d’azzardo verranno assegnati negli anni a seguire.  Olof Palme, primo Ministro svedese, sarà la prima vittima eccellente dei Nobel: voleva chiudere il prestigioso premio perché  seriamente contaminato da eversori.
Quel Premio Nobel,  specifico, presentava tut-to il suo vizio di forma, proforma e riforma. A. I. Solzhenitsy viene investito del titolo di Patriarca Ebreo di Russia: uomo Diplomatico dei Nobel e quindi Intoccabile.

Elenco completo di premiati Nobel nella letteratura mondiale: https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Nobel_per_la_letteratura


Piccola nota aggiuntiva.
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Olof Palme verrà ucciso (28 febbraio 1986).
Due mesi  dopo l’attentato,  crollerà con  Cernobyl anche  l’URSS incapace di difendersi militarmente

Michael Gorbaciov, allora segretario PCUS, verrà premiato amaramente  per aver mantenuto i nervi  saldi evitando la guerra Atomica. Riceverà un patetico Premio Nobel per la Pace, e del “traditore” dagli ignari russi sui fatti accaduti.

Per chi non lo ha conosciuto, quella di Olof Palme è stata una figura fondamentale e polarizzante sia  a livello  nazionale (Svezia) che internazionale negli anni ’60.
Era fermo nella sua politica di non allineamento nei confronti dei super potenti all’ONU, accompagnando  col sostegno i numerosi piccoli movimenti di liberazione del terzo mondo.


“Arcipelago GULAG” : Tre volumi.

Testo premiato Nobel, fu ritenuto dalle destre eversive e religiose europee un appassionante  bestseller di denuncia anticomunista, capace di soddisfare appieno tutto l’immaginario antisovietico creato in anni di Mediocr’Art televisiva e cinematografica; ma per gli esperti di letteratura, quel testo fu giudicato, al pari di spicciola scrittura noir all’americana,  tecnica appresa da  Solzhenitsy il primo anno di permesso di soggiorno negli USA e seguito passo/passo dai suoi nuovi redattori pubblicitari per il grande lancio divulgativo dell’opera/accusa, operazione perfettamente riuscita, facendo breccia anche dentro i cuori di  onesti comunisti di base rimasti basiti e sotto shock davanti a quelle dichiarazioni. Si dissolverà in loro l’immaginario mondo comunista romantico trasformatosi di colpo in un inferno.
Quattro anni dopo il Premio Nobel, Solzhenitsy, verrà esiliato dall’Unione Sovietica perché in odore  spionistico. Tornerà in Russia solo dopo il 1992 alla caduta del Comunismo messo fuorilegge. Richiamato in Patria farà parte  del primo governo di Boris Eltin  presso una Duma golpista  composta al 75% da ebrei “eletti” democratica-mente  e solo il 25% di russi. (Colpo di Stato?)

Vediamone gli aspetti:

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foto: Boris Eltsin  – col segretario locale comunista dichiaratosi dissidente dal PCUS  – eccolo sopra il famoso  carro armato dove Eltsin farà la dichiarazione ufficiale della presa rivoluzionaria del “Parlamento” , carro dal quale ordinerà di aprire le bocche di  Fuoco contro la DUMA. Il tutto in diretta televisiva mondiale ripresa dalla CNN.
(il soldato è in piena crisi di coscienza) 

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Foto: la DUMA,  Casa Bianca o Parlamento, è in fiamme ai primi colpi di cannone dal noto carro armato.  Nella foto,  possiamo vedere le “grandi masse popolari” in rivolta riprese dalla CNN con ottiche speciali per moltiplicare le comparse, immagini lanciate in tutto il mondo.  Il pianeta televisivo restò stupefatto davanti a quella rivoluzione violenta di “massa” in nome della Democrazia. I curiosi telespettatori accalcheranno solo poi la scena con l’arrivo anche del  reparto militare golpista in attesa del segnale della CNN.

“Il dodicesimo piano era completamente bruciato”

Il 4 ottobre 1993, il giorno dell’attacco alla Casa Bianca, Vladimir Shashin era il capo della 47° squadra antincendio. Sotto un intenso fuoco lui e sette soldati di leva hanno fatto irruzione nel Palazzo dei Soviet, e si sono diretti con le lance antincendio al 12 piano, in fiamme a seguito del fuoco dei carri armati. Il colonnello Shashin raccontò a “MK” di come i loro mezzi furono bersagliati dai proiettili traccianti, le conseguenze dei colpi diretti dei pesanti proiettili e l’arresto da parte  dei generali golpisti  Aleksandr Ruckoy (ucraino) e Ruslan Khasbulato (ceceno). Lo sgombero dei parlamentari assediati fu una sanguinosa tragedia umana.


Ascesa e caduta finale di  Alexsander Solzhenitsy

La rivolta sindacale polacca contempla agli insorti due paghe a fine mese, una capitalista e l’altra comunista di Stato.  Il sindacato cattolico Solidarnosc  raggiungerà il 70% degli iscritti sindacali in Polonia. Alla fine della rivoluzione,  cadono drasticamente le due paghe finendo in miseria.  Solidarnosc finirà al 2%. (fine del Miracolo)

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Foto: Adunata oceanica di telespettatori polacchi convertiti. Papa Paolo Giovanni II° (Woitila) 

I peggiori danni del suo capolavoro si ebbero oltre la  Cortina di Ferro o Paesi dell’Est. Tali letture accesero l’immaginario degli operai dei cantieri polacchi di Danzica  che in nome dei reati letti ed “eseguiti”  dal regime comunista, inscenarono le prime proteste della rivoluzione polacca guidata dalla Chiesa Cattoliche Romana e dal sindacato Solidarnosc (con finanziamenti italiani), che tra il leggere e il divulgare i reati annessi in Arcipelago Gulag; Il cervo e la puttana; Una candela al vento e molti altri sempre a sfondo di critica politica e di dubbia capacità costruttiva, il risultato fu “sfascista”. I lettori  dell’Est furono pervasi e incitati alle rivoltose vendetta dissociative, giustizialista, anche se nel mondo intellettuale e politico, quei suoi mattoni letterari furono giudicati con bassi volti scolastici per l’alta densità  eversiva. 

Arcipelago Gulag  era un testo che incalzava in crescendo verso una  violenza “reazionaria” gratuita e  forzatamente di contro regime. Quindi, non di Pace ma incitamento alla Guerra dissociativa dal potere centrale, tecnica conosciuta come “sindrome cubana” attuata nella guerra ispano/americana (di fine ottocento), questo era lo scopo. Con “Arcipelago GULG” gli angloamericani e gli stati alleati Nato  si assicuravano, a livello mondiale, ogni forma di legittimità ideologica futura ai danni della URSS. L’elettronica, materia ancora poco conosciuta in URSS, stava meditando e preparando anticipatamente  il colpo del secolo: Cernobyl,  origine della caduta dell’URSS,  sacrilegio al frutto “dell’Albero delle Scienze” .

Il 29 aprile 1986 la Duma diede ordine di spegnere immediatamente 45 motori nucleari sotto minaccia. successivamente anche le centrali elettriche e termoelettriche tenute al minimo del regime di portata, per il solo riscaldamento (Ordine NATO).

 

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L’URSS, senza energia  si spense di colpo e fu tracollo generale. L’aeronautica Nato poteva sorvolare l’URSS senza essere vista sui radar, il piccolo Cessna  il 28 maggio 1987 atterra sulla Piazza rossa 

Il 28 maggio 1987 , Mathias Rust 19 anni, decollò con un piccolo Cessna 172 da Uetersen, vicino ad Amburgo (Germania), per poi atterrare nella Piazza Rossa di Mosca eludendo tutti i radar militari. Fu destituito in tronco il Generale delle forze aeree sovietiche. La disfatta fu evidente. In caso di guerra atomica l’URSS era accecata. SCACCO MATTO!

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Dopo il ’92, Solzhenitsy  scrisse ancora molto, contraddicendosi in tutto su ciò che dichiarava e con tanta rabbia contro il Comunismo. Solzhenitsy fu uno scienziato ripudiato dal Socialismo Reale e allontanato dai centri di ricerca sensibili sovietici,  per ciò, e nonostante Cernobyl,  non poteva più disobbedire all’Arca delle Alleanze; era ebreo e fortemente compromesso. Chiese alla Nato di guidare la Nuova Russia Nazionalista isolata dal resto del mondo sovietico in dissolvenza. Concessione accordata.

Solzhenitsy, dopo lo shock Iracheno (1991) vide risorgere timidamente un altra Russia, segreta, una Russia senza esercito, ma  presente ovunque. Aveva capito che in quella Russia non sua, tanto meno priva dello stretto  controllo dell’Alleanza Atlantica, stava rimontando velocemente “qualcosa” preoccupandosi assai. Chiese l‘autorizzazione all’Arca di prendere in mano completamente le redini politiche della Russia Nazionale, andata troppo oltre lo  sbando. La Russia  divenne  terra di nessuno, e chiunque poteva col la “Privatizzazione” impossessarsene di grandi quantità e con poco capitale.

Tutta la comunità ebraica russa uscì allo coperto per lanciarsi alla conquista delle spoglie dell’Impero morto, frantumato in 100 stati minori, privatizzando velocemente tutto. Litigarono anche tra loro per il possesso dei gioielli più belli. Ma occulti osservatori interni tutto vedevano, tutto controllavano,  annotando i nomi e le cordate responsabili.

In Iraq, nel 1991 era già scattata la trappola. Fu messa in orbita durante il Desert Storm la “Spada” simile a quella che punì Cernobyl.  Dall’Iraq in poi, la Nato subirà per quasi un trentennio sonore sconfitte militari ed economiche ed è quel che oggi chiamano CRISI.  La Nato ci nascose un altra volta dai Media  la verità sulla sconfitta irachena e l’espansione graduale della Federazione di Russa come le convivenze tessute con l’Asia,  il Medio Oriente,  l’Africa e i paesi Latini, compattandosi.

cernobyl maschere dei minatori defunti

La questione Cernobyl aveva compromesso in tutto il mondo il futuro nucleare. Si trattava di arrestare i responsabili nella Nato, una potenza impenetrabile. Intanto l’Armata Rossa e Russa Imperiale, riorganizzate  aprirono diversi fronti bellici per riprendersi tutto ciò che gli ebbero rubato sul letto di morte.

Il governo di Boris Eltsin, fu messo alle strette dal nascente governo Vladimir Putin. Verrà allontanato dalla scena politica con diplomazia e anche  dalla Cecenia che aveva aggredito. Con lui fu allontanato anche Solzhenitsy . Ambedue si pentiranno del male procurato alla loro Patria mettendosi a disposizione e, con loro, anche una bella fetta della comunità ebraica russa non ostile  alla Federazione. 

Seguiranno da parte di Solzhenitsy, delle dichiarazioni fortemente antisemite, proprio da lui, Ebreo, Patriarca e Nobel. Quindi accuserà i suoi fratelli di fede ebrei essere i veri diretti responsabili  del massacro di Nicola II Romanov e  familiari. Non sarà creduto e prontamente censurato.
Quando per motivi di propaganda anticomunista fece localizzare  il luogo selvaggio della  sepoltura di Nicola II Romanov in Russia, riesumata la salma e radunata la famiglia reale, anche se i russi erano in quel momento storico
perdenti , eseguiranno con alto onore i funerali di Stato al loro ex Sovrano martirizzato. La Chiesa Ortodossa lo santificherà.

Come faceva sapere Solzhenitsy,  anzitempo dove fosse sepolto lo Zar Romanov II° e  i suoi familiari? L’Alleanza Atlantica lo sapeva da sempre… da sempre. Dai Dadaisti partiranno  le tracce lasciate alla Storia dell’Arte, entità che tutto conserva.

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I FATTI:  Nella notte fra il.17 e il 18 luglio del 1918 nello scantinato di casa Ipat’ev nel villaggio di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) si compì, per mano di tre dirigenti locali del partito bolscevico (Filip Goloscekin, Aleksandr Belodorodov e Jakov Jurovskij), l’eccidio della famiglia imperiale. I corpi Reali, occultati in una fossa vicino alla strada per Koptakovu, vennero ritrovati nel 1979, anche se la notizia fu resa pubblica solo dieci anni più tardi nel 1989 durante l’abbattimento del Muro di Berlino quale propaganda pubblicitaria anticomunista.  I tre responsabili del massacro furono fucilati a suo tempo perché esecutori illegali golpisti senza autorizzazione del Partito Comunista che stava trattando con onore l’esilio. Lenin ebbe una fine tragica per “malattia” rarissima.(avvelenamento) Si era convertito definitivamente al Comunismo uscendo dall’Arca, quindi andava punito dai suoi superiori. Ciò avvenne. Trotszkij diverrà il Patriarca sostitutivo dell’Arca russa. Per i suoi crimini di massa ed intrighi doppiogiochisti internazionali, dopo “L’Onore delle Armi” verrà esiliato in Europa. Nessuno lo ospiterà, troverà infine asilo presso due noti ebrei/artisti, i coniugi Rivera e Frida Kahlò, Voleva il Mexico tutto per se, socialista  e  trotzchista, Fu eliminato da chi non permette socialisti come vicini di casa, accusando Giuseppe Stalin quale mandante dell’omicidio politico di Trotszkij. (indagine in cantiere)

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foto: Stalin, Lenin, Trotskij.

REPIT/

“mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.”

 

La trattativa in corso con la casa Reale d’Inghilterra: chi era Nicola II° Romanov?

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Zar Nicola II° Romanov  e Re Carlo V° d’Inghilterra  erano cugini, discendenti della Regina Victoria I° d’Inghilterra

Alexandrina Victoria - 24 May 1819 – 22 January 1901


Solzhenitsy politicoavvicinatosi ai segreti di stato russi capirà e chiederà perdono a Vladimir Putin (come fece anche Boris Eltsin, (ebreo pure lui). Esiliati dal Potere, chiederanno di morire in Patria serenamente e gli verranno concessi  – per buona condotta – gli arresti domiciliari (protetti) in una Dacia in Siberia dove nel  silenzio di bianche betulle, chiuderanno i rapporti con tutti.
Saranno lasciati in santa pace a scrivere le loro memorie e confessioni segrete avute con il mondo  inaffidabile capitalista d’Occidente e Democratico, paradiso  che tanto amarono e difeso, ma che lascerà in loro un profondo segno di amarezza, disgusto e diniego. I Russi sono strani, sono diversi da noi occidentali.

 

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Solzhenitsy, fu insignito di quattro medaglie al valore militare di Russia nella guerra contro il nazismo.
Insignito  Premio Nobel  
nel 1970 per meriti propagandistici deviati  nell’Arte del fare letteratura  (argomento  che verrà ripreso più avanti per capire quando si sono contaminati i Nobel e sconvolti i loro buoni propositi di cui vantavano l’eccellenza.)

Durante il Dadaismo  tutto cominciò cosi:

  1. Imputato Leonid Lenin, come mai avete nascosto al mondo politico l’uso religioso ebraico sancito dalla Bibbia, (vs. testo sacro) che per ogni discendente di Caino ucciso, il “nemico” deve pagare nella misura di “7”  vittime sacrificali  a compenso?
  2. I Romanov erano sette … si o no?
  3. Imputato Leonid Lenin, lei si è dichiarato Comunista e quindi un “senza Dio” ; avrebbe dovuto professare l’ateismo e promuoverlo, non imporlo come ragione di Stato. Se si, come mai ha dato ordine di distruggere l’Arte Sacra antica di Russia, chiudere tutte le chiese Ortodosse e imprigionare migliaia di sacerdoti?
  4. Imputato Leonid Lenin, chi erano quei Dadaisti europei travestiti da rivoluzionari fomentatori di masse lavoratrici che si sono  portati sui fronti russi  ingannandole?
  5. “Sapendo tra i Romanov trucidati esserci un minore malato, i fucilieri “rossi” erano forse “Fauve” educati alla violenza “bestiale” nei sotterranei dell’accademia artistica  di Enri Matisse o in quale altro luogo?
  6. “Che relazioni intercorreva coi DADA svizzeri, quando li ha conosciuti e come mai  frequentavate lo stesso Cabaret Voltaire a Zurigo a inizio secolo?”

  • Avvocato difensore: “Il mio cliente si avvale del diritto di non rispondere a  queste basse insinuazioni storiche perché anche lui martirizzato in difesa della Patria.
  • Ispettore: “Avvocato stiamo in fase dipartimentale su fatti prerivoluzionari, fatti consoni all’Arte Sacra di Russia.

 

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Alexander Isayevich Solzhenitsy
Russia: Funerali di Stato
(Mosca, 03 agosto 2008),


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DADA

 

 

Processo 3 : Imputati Dada alzatevi.

San  Nicola II Romanov (detto ZAR)
Iconoclasta ortodossa
(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

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Oggi, a distanza di un trentennio dalla caduta dell’URSS, grazie alla straordinaria ripresa politico/economica della Nuova Russia, risorta sotto forma di Federazione e supportata dal riassetto e ammoderna-mento della Difesa (Armata Rossa e l’Esercito Nazionale di Russia insieme); la Chiesa Ortodossa d’Oriente è stata riconosciuta ufficialmente: “Religione di Stato” da Putin. Tale ordine religioso fu già dichiarato ufficialmente religione di stato da quel “diavoletto” di Stalin durante la seconda guerra mondiale dopo aver sconfitto nell’Armata Rossa lo strapotere militare ancora saldo nelle mani degli ebrei trotzkisti incapaci. 

Foto: Zar Nicola II° Romanov Santificato.

Ma il controllo politico e totale sul’URSS da parte dell’ebraismo cosmopolita ,    fu sancito dopo l’esplosione delle due Bombe Atomiche in Giappone, mandando Eisenhower, Stalin agli arresti domiciliari (non uscirà mai più vivo dalla sua dacia fino alla morte per avvelenamento)  e l’Armata Rossa, fu rinchiusa nelle caserme rimettendo  in  sella al comando dell’URSS gli Ebrei sotto il vigile comando del micidiale Berija (Capo KGB), il quale, fece arrestare tutta la compagine comunista presente nel governo per sostituirla coi suoi “compagni di fede ” . Fu ancora una volta  un bel Colpo di Stato con la benedizione americana come nel 17. La colpa storica di quegli arresti fu attribuita, come sempre a  Stalin,  definendo noi occidentali quelle nostre riforme subdole, le purghe staliniane “. 

Piove? “Colpa di Stalin”; Nevica? “Colpa di Stalin”; Manca l’acqua? “Colpa di Stalin”; Deragliamento? “Colpa di Stalin”; Muore il Patriarca, “Colpa di Stalin”; muore il Papa  Cristiano? “Colpa di Stalin”; Muore Stalin? “Colpa di Stalin”  ecc ecc Da quel momento qualsiasi cosa di negativo succedesse in URSS fu sempre: “Colpa di Stalin” . (propaganda Cosmopolita).

Dopo la condanna a morte di Giuseppe Stalin,  ad opera di Berija, (avvelenamento socrastico) qualche mese dopo il nuovo segretario del PCUS: Nikita Crusciov, maresciallo dell’Armata Rossa,  farà fucilare Berija per alto tradimento e arrestare i sette golpisti beriani che verranno a sua volta trasferiti in Siberia, mentre la figlia di Stalin scappò in America… come mai? I comunisti sttalinisti verranno liberati e rimessi nei rispettivi uffici di comando, conclamando nuovamente la Chiesa Ortodossa: Religione di Stato.

Per ritorsione ai suoi agenti fucilati e arrestati, la Nato, qualche mese dopo in Europa  inscenerà la prima “rivoluzione colorata”  del dopoguerra in Ungheria ad opera dell’agenzia pubblicitaria americana  “Casa delle Libertà” (Cia: Freedon Hause ), organizzazione spionistica cosmopolita che rivedremo in scena e baldanzosa   in modo permanente dopo la caduta del Muro di Berlino  rompendo le scatole a mezzo mondo.  La rivoluzione politica e anticomunista della “Casa delle Libertà” in Italia, vedrà la sua ascesa rapida con Berlusconi grazie ai finanziamenti illeciti legalizzati sotto forma di pacchetti Pubblicitari televisivi: (P2- Propaganda due, “Pubblicità”). A elargire i pacchetti pubblicitari è sempre la nota “Freedon Hause ” finanziatrice di tutte le rivoluzioni colorate con l’ausilio finale della televisione imbonitrice sequestrate.  

Di quella rivoluzione ungherese non se ne fece nulla, i carri armati sovietici restaurarono  l’Ungheria sotto l’ordine di “prigionieri di guerra”, patto  sancito a Yalta 1945. Perché gli americani non intervennero pesantemente? Seppero che c’era in produzione  la più potente bomba atomica mai registrata al mondo. la cosa che li scoraggiò è che era  avio trasportabile. La super bomba  in questione sarà la micidiale “ZAR”, la sua onda d’urto fece quattro volte il giro del mondo spostando di due gradi l’asse terrestre.

In quel clima postbellico (guerra fredda) passano gli anni dandosi i colpi nascosti e si entra nel peggiore dei colpi per i Russi che decreta la sconfitta dell’Armata Rossa nel 1986 Cernobyl. La Chiesa Ortodossa  dovette fare i conti anche con le ingerenze fastidiose della Chiesa Cattolica Romana (Polonia/Solidarnosc). Lo sforzo della rinascita (o resurrezione) della Russia, è una storia infinita censurata in europa, dove alla giuda della nuova Russia e Armata Rossa, ci saranno si,  uomini responsabili, ma anche di ferro; uomini di forte fede Ortodossa che prepareranno il Tranello del Golfo in Iraq.

Le battaglie post 91 irakena, e quelle  in corso oggi, evidenziano la direzione politico militare Ortodossa. Al Vertice della politica della Russia moderna in espansione i comandi militari risorti vogliono indietro tutto ciò di cui sono stati derubati illegalmente con l’uso della forza e inganno.

Tra tutte le rivoluzioni di ammodernamento militari e sociali di questi ultimi 30 anni, la trasformazione della New Russia, per voce della “Santissima Madre Chiesa di Russia” è stata decretata nella santificazione della famiglia Reale Romanov II°, quale Zar di tutte le russie e nel tradizionale stile bizantino.

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In Arte, per noi occidentali orfani di anima a causa delle Avanguardie filosofiche del 900, perdemmo l’anima durante la nascita della Psiche Freudiana quale materia medica e politico/mediatica o quant’altro se ne faccia uso, che ci ha condotto allo spazialismo, all’astrattismo estetico  modernizzandoci, si, e  ciò ci fa trovare scandaloso il comportamento della Chiesa Ortodossa di Russia in materia d’Arte. Ma  non lo è per la Chiesa Ortodossa stessa che nel santificare la famiglia dello Zar Nicola II° ce la  spiega con logiche teologiche, metafisiche, divinatorie e politiche, argo-mentandole con un linguaggio a noi ritenuto ostile  rispetto al nostro  modello di pensiero e d’arte moderna, pensiero tendente alla aconcettualità effimera che non sa produrre più nulla di concreto,  ma  che rimasti orfani di forme sacre e simulacri, ed avendo ucciso l’anima  delegando la sua in funzione alla  Psiche, siamo diventati feticisti e adoratoli di “roba” commerciale con valore dettato dalle “Leggi  di Mercato”.
Quando si accennano le “leggi del Mercato” quale governatore assoluto di tutte le transazioni umane, la Democrazia si trasforma – per sua logica – in Mercatocrazia. ovvero, un amministrazione politica e umano diretta dai Mercanti.
Sapendo che il Dio dei Mercanti è Ermes ( il dio ladro), i suoi sacerdoti sono coloro che chiamiamo Mercanti, ed essi  sono devoti ai furti,  truffe, gabelle più o meno legalizzate, divenendo queste il motore ‘inquinante” delle società capitalistiche  bancarie di oggi.

Come asserivano i dadaisti di inizio  secolo ; Noi siamo l’Anti Arte” vantandosene, si deduce che le forme di oggi, loro creature, cosa sono diventate in realtà? Cose? Roba? Mode? Maniere o Arte? Se mai fossero veramente Arte, quella Ortodossa di oggi  siede sulla scranna lasciata libera dai dadaisti diventando quella ortodossa, la moderna “Anti/Arte” all’avanguardia, in quanto, l’immagine iconoclasta riprende il posto nella “non più Immagine dadaista”.

LA PAROLA

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Che i dadaisti fossero una compagine ebrea è notoria, e che, per entrare nel gruppo bisognava fare domanda,  questo era meno noto, ma, se non si era fratelli di fede , la domanda veniva respinta. Punto.
Possiamo dedurre che, il dadaismo è un’arte circoscritta ad una sola etnia e quindi , per ragioni religiose non potendo essi produrre –  come i mussulmani monoteisti- immagini che raffigurano similmente corpi umani o animali animati (anima), la loro arte si distingue come espressione “tipografica.”  Gli ebrei ortodossi, come i mussulmani integralisti, non sono di cultura occidentale ma mediorientale, quindi, per loro  in arte, è permesso raffigurare solamente la “parola“, qualche omaggio floreale e geometrie.

Da qui è possibili capire il loro comportamento soggettivo, ricreativo, di pensiero, e il culto per certe opere, in quanto, sono espressioni formali ed estetiche della parola (vedi poesia e filosofia) usate abusivamente per far passare in codice i messaggi criptati per le Avanguardie o per il controllo e orientamenti delle masse. La funzione della loro arte diventa azione eversiva o squisitamente tipografica in quanto è basata sulla sola PAROLA.

Mentre il dadaista Duchamp parlava di ” arte retinica”, oggi possiamo catalogare i suoi giochi di parole, Arte fonetica p tipografica. Ciò non vale per i redymade in quanto oggetti sotto il controllo politico militare, quindi “cimeli di guerra”  ( più avanti analizzeremo le sue opere piene di sorprese)

Invece, l’immagine iconoclasta dei Cristiani Ortodossi, come quelle classiche religiose dei Cristiani Romani, rientrano in un altro filone d’Arte e che nulla hanno a che vedere o confrontarsi con l’Arte Mediorientale della Parola Scritta. Infatti, l’arte imbrogliona mercanteggiante, fonda la sua ricchezza e successo  sull’astuzia ingannevole utilizzando l’arte del “raggiro”componendo con le parole quella retorica squisitamente contorta e truffaldina “. Vedi l’arte concettuale di Marcel Duchamp (ebreo giacobino) e associati Avanguardisti Concettuali come i pittori, i poeti, i letterati tutti legati a quel filo rosso che li dirigeva dall’Arca.

L’arte Figurativa ferita, che l’Arte Moderna voleva assolutamente morta per sempre,  Oggi può liberarsi dall’abbraccio mortale dei confabulatori dialettici tornado a dipingere quello che gli pare dando il valore all’opera in se, non la determina il Battitore d’Asta in quanto “tutto è Arte e tutto non è arte” come diceva il buon Lucio Fontana scoraggiato.

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Foto 1:   I Martiri Romanov: “La Madre e le vergini ” Sullo sfondo le immagini sacre

Hunt for missing Romanov treasures

Foto n. 2:  Il Patibolo ” La stanza del Martirio” priva di Icone e arredi

i trucidati Romanov

Foto 3: La “Sacra Famiglia” santificata nella logica estetica modernizzata occidentale


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30 anni dopo, la (mancata) condanna del comunismo — Giuliano Guzzo

Ha condannato a morte milioni di persone, ma non è stato mai davvero condannato; di certo, non in misura paragonabile alle implacabili condanne.

 

Ho trovato interessante questo articolo perchè mette in luce ciò che sostengo da sempre, ed è che, le cose “riportate” oppure  “per sentito dire” creano un grande danno alla persona che le divulga, come qui, a Giuliano Guzzo gli riconosco la sua buona fede perchè quando si ingiuria sul Comunismo e l’Ateismo tutti gli interventi sembrano uguali da almeno 70 anni. (dopo guerra) Catechismo? .. un po si, Propaganda anticomunista? anche, ma col mio intervento cerco di lasciarvi le tracce per studiare nella direzione giusta della storia, di un popolo sconosciuto come la Russia.

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Allego Link:
C’è molto da leggere e rileggere, ne vale la pena.

 
Buona lettura: 30 anni dopo, la (mancata) condanna del comunismo — Giuliano Guzzo


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