Poesia cosmica n. 63

Fagioli
(eco poesia)

L’umanità non sa più farsi cibo da se,
lo compera, ma perché? Scaffali e scaffali
pieni di tutto a buon prezzo ma noi no,
noi non sappiamo fare niente se non che scegliere.

Da dove arriva tanto cibo confezionato,
perché lo strillano con tanta falsa felicità
inquinandoci le scelte la Pubblicità?
(come avessero paura di non essere scelti.)

Ho messo 10 fagioli freschi in terra
e sono cresciuti, cresciuti d’inverno
nella mia terra abbandonata da anni.

“Ci riproduciamo sempre” mi dicono,
dipende da te, impara le stagioni
perché adesso abbiamo freddo
e sorridevano, mi sorridevano divertiti.

Poesia Cosmica n. 62

MARE MOSSO.

“COS’HAI?!..”
Mare, stai fermo per favore!
è possibile che non taci mai ?
Borbotti sempre tra le onde
senza mai spiegarti meglio.

“COS’HAI ??’!!” Perdio, metti
la mano davanti alla bocca
quando mi parli
non sopporto gli spruzzi,
mi bagni! Veramente.

Vabbè! non sgridarmi così,
vado a fare un giro altrove,
torno quando ti è passata
e ti racconterò i miei di guai.

E non ti preoccupare dai…
non saranno le mie lacrime
a salare il tuo salso mare.

Vuoi che ti porto delle sigarette?

Poesia Cosmica n. 59

No è mia la colpa.

i cuscini abbracciati, bagnati,
presagiscono lacrime notturne
i pensieri della sera preoccupano il domani,
ci si rifugia nel sonno per non volerne sapere
ci si nasconde al buio per non essere scovati.

La coperta, il lenzuolo, la posa fetale
il mondo dei sogni ci richiama per nome
al sonno si va incontro, madre liberazione,
sperando sia eterno, senza più ritorno.

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Poesia Cosmica n. 58


Distanza.

ci fu un tempo
prima che il disastro prendesse il sopravvento
ci fu un tempo
quando per strada amici ci si dava appuntamento
ci fu un tempo
quando le labbra baciavano e baci ricevevi
le parole erano allegre prive di doppi sensi.

ci fu un tempo
quando contare non aveva importanza
ci fu un tempo quando dentro la mia stanza
mi dissero di non uscire e tenere le distanze
ci fu un tempo senza televisione
dove i nostri sogni risplendevano a colori.


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Poesia Cosmica n. 56

(foto: Alviero Martini artista-Mi-It.) 

Stiamo tornando uomini.

Cominciano apparire sui volti
le rughe delle preoccupazioni,
parevano estinte, debellate;
eccole solcare fonde le fronti.

Le conosco tutte le rughe dei volti
ieri si spendevano i soldi di domani
oggi non si spendono i soldi di ieri,
quelle rughe cominciano solcarci.

Stiamo tornando uomini di ieri,
via dai nani predoni senza un domani,
Call Center senza calli sulle mani,
culle vuote e grandi televisori

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