FILOSOFIA e Poesia:
” L’Alieno in noi.”

Secondo un principio scolastico divulgato tra gli allievi nelle scuole, la filosofia è “la ricerca della verità dentro se stessi”. Tale dogma deduce che: la Verità esiste e va ricercata dentro noi come se questa esistesse da sempre, e che, dentro noi, sia latente ancor prima della nascita della ragione. indi per cui, questa supposta “Verità” sia ereditaria in tutti a partire dalla nascita, dal primo uomo in poi, oppure, sia essa una caratteristica fissa della Ragione quando ragionando essa si “riflette” in se stessa.
La ricerca di una ragione ragionevole o ragionata diventa il presupposto per cui, la Ragione e la Verità siano la stessa cosa da raggiungere, tale da asserire il detto ricolto all’altro: “Ho ragione io”. Ma poiché nel divenire relativo del “ tutto si trasforma”, la ragione si sposta dal centro filosofico ad altra Verità. La ricerca del centro filosofico fissato nella Verità nomade, da origine e diverse opinioni a seconda dello spazio e tempo ove questa è viene formulata.
Quando alla Ragione si vuol dare un punto fisso per rendersi immutabili ed universali, ecco a supporto arrivare la Scrittura che, nel dettato, determina i detti filosofici in comandamenti facendo nascere il dogma dei dogmi: l’indiscutibile Legge.
Da ciò, il Dogma si fa Ragione e fonte di Verità. La ricerca della Ragione nella ragione presuppone un dialogo con noi stessi; altro non è che l’immaginario cosciente che da origine a ciò che chiamiamo “la voce della coscienza”.
E’ l’ Alieno?….
Il dialogo immaginario con se stessi o con lo spettro di noi stessi, presuppone la presenza invisibile di un interlocutore estraneo a noi, ma che alberghi in noi, e che, assoggettiamo per attivare i processi della ragione in caso in cui saremo interrogati da terzi fuori di noi.
In noi stessi la Ragione esegue le prove ufficiali per la creazione di risposte a dialoghi che custodiamo nella memoria in caso si è interrogati su un argomenti specifici; più sono le cartelle d’archivio destinate ad accogliere tali informazioni, più sono precise le risposte se interrogati. La gestione di più Divinità quali creatrici superiori della natura intorno, Dei sono coloro che ci interrogheranno al loro apparire. Questa figura superiore nelle scuole è delegata al Professore, l’Insegnante e il Maestro.
Oggi, con la femminilizzatone delle cattedre, il ruolo femminile non solo ha messo in discussione la figura del Maestro Divino, ma sposta l’ago della bilancia sessuale verso un Dio Madre e che, per ordine ecclesiastico, non potendo profanare il Dio Patriarca dominatore degli eserciti e amministratore della violenza, chiamano questa Dea: Madre Natura, l’unica espressione materna che ingloba in se nel proprio ventre anche più DEI (Gaia)
Nel gioco naturale del maschile e femminile, la progenie divina è garantita, ma la ragione non vuol sentire ragione se contraddetta. Gli Alieni sessuali e sessisti si scontrano per il dominio della Ragione pura e dominante.
La ricerca della Verità in noi stessi, questo esercizio spirituale della filosofia ci ha condotto sulla strada conflittuale della “psicologia” sessista d’ambo i sessi. La Meditazione è una sorta di scienza ispettiva nei processi introspettivi animati da questa figura intromessasi: l’Alieno, figura innaturale introdotta dal carattere introspettivo della cultura monoteista che la coscienza vuole “incosciente” nella residenza dello sconosciuto subconscio.
Una volta materializzato lo spettro invisibile come soggetto reale vivente in noi stessi, con la definizione “la ricerca del sé” sconosciuto, smarrito o Alieno, attribuiamo all’estraneo ( in se o s’è ”, uno spirito avente anima che crediamo essere noi stessi nell’altro noi stessi. Se smarrita l’anima, diventa l’alieno introspettivo il noi stessi sdoppiati nelle malattie immaginarie.
Il gioco del riconoscimento spettrale per uscire dalla “camera degli specchi” ove ci “inganniamo riflessi”, ci da modo di comprendere cosa capita quando filosofando con noi stessi cerchiamo di avere ragione sugli altri e su noi stessi.
Al telespettatore cronico:
“Siamo riflessi” dice il poeta,
riflessi altrui riflessi in noi stessi,
imitandoli, imitandoci, smarrendoci
senza sapere più chi sono, chi si è
o se simili a loro o loro a noi stessi .
enea