L’Alloro cos’è?

ALLORO: (Laurus Nobilis )

Perché il laureato s’incorona con un ramo di alloro intrecciato il giorno della Laurea?

http://tutumversi.blogspot.com/2016/03/assaggi-di-letteratura-la-corona.html

Serena Mauriello curatrice dell’articolo del sito allegato sopra, merita una giusta lettura presso di lei in quanto sito meritevole e molto articolato su diversi temi d’interesse pubblico. Al suo articolo dedicato all’alloro, volevo aggiungere memoria alla sua memoria espandendola. Per tale operazione, la finestrella dei messaggi e opinioni ha dei limiti riduttivi per le risposte in quanto limita le battute macchina (caratteri) . La risposta, avendo bisogno di più spazio è stata ospitata qui da me in quanto, l’Alloro è materia di per se orfica e poetica. A chi si dedica agli studi universitari e in special modo alla poesia troverà delle gradevoli informazioni inerenti a tema Alloro.

Dopo avre letto l’articolo di Serena, tornate qui e scaricate la risposta in PDF. :  Alloro 

Altre informazioni storiche e di costume italico, vi sorprenderanno, special modo i poeti.

Buona lettura:


Note:
L’alloro è una pianta aromatica e pianta officinale appartenente alla famiglia Lauraceae e al genere laurus.

Nome scientifico: Laurus nobilis
Famiglia: Lauraceae
Classe: Magnoliopsida
Regno: Plantae
Ordine: Laurales
Categoria tassonomica: Specie

da: Wikipedia


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RedRose

 

Quotidianità — chi ha paura di virginia woolf?

Che cos’è l’ Orfismo?

I gesti del muoversi in casa, sin dal mattino, sono quelli di sempre. In apparenza non è cambiato nulla. In apparenza è come un giorno qualsiasi di vacanza. Non c’è scuola, il tempo scivola in lentezza, viene cancellato l’affanno del prepararsi al mondo. Ma il quotidiano è solo finzione, un inganno dettato dall’insidia invisibile che […]

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Paginetta Orfica di Maar e risposta orfica di Red Rose.

Buona Lettura…


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Red Rose: Orfiche varie

Labirinti — chi ha paura di virginia woolf?

I ricordi, sui quali di tanto in tanto ci si affaccia, con curiosità, fanno dei nostri pensieri un labirinto, con stanze composte di intrecci e diramazioni e punti di non uscita, a volte. Nel labirinto sono stanti le persone che hanno attraversato la nostra vita, coloro che si sono affiancati a quello che siamo, a volte […]

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Un bel capitolo evocativo di Mizaar (blogher) una paginetta orfica introvabile altrimenti .


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Red Rose: canti orfici vari

Poesia Cosmica n.51

                         Precessione.

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Peccato dice, che tu sia di altra, lasciati guardare, piaci.

Poi si siede per una fotografia al Gran Bordello Poetry

Qualcosa di malvagio da quella parte arriva verso

mezzanotte alla sala di sopra ove si recita a voce.

Maggiori informazioni arrivano dalle girls sulle ginocchia

che sfogliano album pornografici e ti baciano sul collo

lo leccano come vampire pregne di desideri sessuali

come fecero le loro nonne qui senza voglia di lavorare.

Non siamo prostitute ragazzo, siamo ragazze laureate

basta pagare boy, pagare e qualsiasi ragazza è tua.

Dimmi….

Che t’importa se è la “Fine del Mondo”, mica è tuo

è di Dio! perdio! lasciaglielo è affar suo, godilo!

mi deve anche dei soldi quel pessimo economista.

Qui si fanno eventi con parole pronunciate nel vizio

vieni fuori e leggi per noi ciò che hai descritto e bevi.

Bevi e ascolta le varie voci lette  ed è effetto Chicago

e, agli ospiti poeti, fate sentire la vostra voce, svestitevi!

il fanciullo è arrivato, il fanciullo è arrivato in aereo qui,

è la fine del Mondo! Dio, è Apocalisse per noi, meno male

che arrivata, pensavamo fosse una reliquia antica fasulla.

 

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Foto: Precessione degli assi e astri, appuntamenti profetici.

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Enea archivio

Poesia Cosmica n. 52

Cvd 19

“Capitano Capitano” dice l’alieno al superiore ,

“Cos’è quella crosta in Terra che prima non c’era?

Ne è pieno tutto il pianeta, ovunque.”

Cementite!“- risponde il Maggiore- ” la produce

un mollusco anemule murato con peli lunghi in testa

e sulla faccia; sta conquistando il mondo, è  un parassita

del pianeta infettato da Covid 19″ , l’opera sua continuerà,

l‘importante è che non invada l’Universo.

 

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30 – 60 – 90 – 120 e passa , come le fatture insolute di fine mese …


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Enea archivio

 

Orfeo: I°Canto (definitivo) pdf

E’ sempre cosi, so dove voglio andare ma non so mai dove finisco.

Alla fine ho deciso, visto che il Virus Giallo ci ha messi tutti quanti agli arresti domiciliari ne ho approfittato per riordinare le idee nel blog e fare le dovute correzioni. (in genere scrivo di getto).

Ho adunato tutte le frattaglie dell’improvvisazione sul poema dedicato ad Orfeo e  ordinate  in un unico file.

Mi raccomando, fate i bravi bambini e state a casa che Papà Lavoro poi ritorna per tutti.

Buona Lettura a tutti:  ORFEO pdf  I canto (smarrito)


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RedRose: Vagiti

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Vagiti fuorilegge

Non ha parole la natura innevata
non rumoreggia la natura sepolta,
poi …bucaneve.
Gialle primule, fiori di pesco
bianchi ciliegi profumati in fiore;
e mille…. mille stelle fiorite
sparse sui prati dall’Astro dorato
lucente apertele raggianti.

21 marzo di un anno qualunque
anche io tra quelle stelle nacqui.

Ventilavano brezze azzurrine,
campane pasquali cinte a festa,
fulgidi baci e veloci garriti,
latte dei miei primi rimati vagiti
tra poppe nutrienti sottrattemi proibite,
arrestato a rea coniuge, adultera punita
in braccio a due gendarmi ancora in fasce
rinchiuso prigioniero dietro mura spinate
con la luce celeste in cielo che divenne
sempre più buia: Orfanotrofio a vita.


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RedRose: Villa Lucrezia

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Villa Lucrezia 

Io,
nacqui tra le poseidoniche onde luminose
riflesse tremule radianti su plafone e pareti
illuminate da una novella pronunciata alba,
che dalla sponda Cannobina del Maggiore
Lago d’Italia, di chiara luce gli occhi ebbe
illuminarmi nella linda infermeria adorna
di allineati lettini vuoti dai candidi cuscini.

Poi, bianchi veli croccanti, di liscivia profumati,
aurei rigonfi fruscianti come vele in controluce
dal vento sospintemi incontro plananti, svelavano
di due mani giunte in preghiera unite il rosario
di madreperla elegante coronantele gioiello
a chi pia e devota nel fervore soave bisbigliò
rimate litanie per tutta la sua esistenza.

Come Madre terrena, prima m’apparve in vita
la Vestale dai lunghi veli bianchi sul mio letto china
sollevantemi adagiato sul molle cuscino come
convalescente da una lunga mutante malattia,

Donatomi la sconosciuta un  soave sorriso
tra silenzi e riflessi di piccole onde lucenti
plananti, fu il primo viso gaio apparsomi in vita.
Attonito l’ammirai, con lo sguardo l’accarezzai.

Fu bianca luce.

Abbandonato il capo incline a mollezza infantile,
la vista mi si posò sulle tremule onde assolate
accecanti, luci stellari sul lago scintille tremanti
oltre le pietrificate colonne del davanzale decorato
da solitari gerani fioriti, di chiara luce bianca nutriti.

L’aria aperta fu fresca.

La sua mano si posò sulla mia fronte, poi
delicata continuò  la preghiera amorosa
come volesse sottrarre con dolcezza alla Morte
l’anima mia. La grazia le fu concessa; m’alzai
e fui già grande, grande come ora.

Nacqui alla Vita.

Red Rose
(Cannobio)


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Poesia Cosmica n. 42

FANES il Dio Serpente.
(Cosmogonia greca)
.
“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava.”

(da: Dio Fanes, 459 a C.)
.
.
Zeus per governare il mondo aveva bisogno di FANES il Dio Serpente, l’Incantatore di tutte le menti; un uovo di vetro rannicchiato con spalle rivolte e spento, un Dio  confinato in fondo all’universo nero. Zeus si avvicinò, lo prese per la coda e gli infuse la luce del suo lampo. Fanes si accese. Zeus governa tutti da quel volto acceso. Come del padre Crono, egli amava tutto ciò che il padre aveva in se in fatto di conoscenza, emanandola sotto forma d’immagini col Fanes, immagini “simili ma non uguali al vero”  Zeus si nascose dietro il volto dell’Inganno, mondo accessibile solo al poeta… se Vate.

Foto: Fanes, il suo arrivo in Italia.

 

fanes

“Si poteva dalla luce essere invasi
da distinte figure dalle squame radianti (pixel)
la luce emanata dal proprio ventre (tubo catodico)
nascondeva tra i gas chi le promanava.” 

Fanes, incantatore di tutte le menti

Spunto poetico tratto da: “Le nozze di Cadmo e Armonia” – di Roberto Calasso Prof.-

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un opera perfetta


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enea anchise

Poesia Cosmica: “siamo riflessi”

FILOSOFIA e Poesia:
” L’Alieno in noi.”

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Secondo un principio scolastico divulgato tra gli allievi nelle scuole, la filosofia è “la ricerca della verità dentro se stessi”. Tale dogma deduce che: la Verità esiste e va ricercata dentro noi come se questa esistesse da sempre, e che, dentro noi, sia latente ancor prima della nascita della ragione. indi per cui, questa supposta “Verità” sia ereditaria in tutti a partire dalla nascita, dal primo uomo in poi, oppure, sia essa una caratteristica fissa della Ragione quando ragionando essa si “riflette” in se stessa.

La ricerca di una ragione ragionevole o ragionata diventa il presupposto per cui, la Ragione e la Verità siano la stessa cosa da raggiungere, tale da asserire il detto ricolto all’altro: “Ho ragione io”. Ma poiché nel divenire relativo del “ tutto si trasforma”, la ragione si sposta dal centro filosofico ad altra Verità. La ricerca del centro filosofico fissato nella Verità nomade, da origine e diverse opinioni a seconda dello spazio e tempo ove questa è viene formulata.

Quando alla Ragione si vuol dare un punto fisso per rendersi immutabili ed universali, ecco a supporto arrivare la Scrittura che, nel dettato, determina i detti filosofici in comandamenti facendo nascere il dogma dei dogmi: l’indiscutibile Legge.

Da ciò, il Dogma si fa Ragione e fonte di Verità. La ricerca della Ragione nella ragione presuppone un dialogo con noi stessi;  altro non è che l’immaginario cosciente  che da origine a ciò che chiamiamo “la voce della coscienza”.

E’ l’ Alieno?….

Il dialogo immaginario con se stessi o con lo spettro di noi stessi, presuppone la presenza invisibile di un interlocutore estraneo a noi, ma che alberghi in noi, e che, assoggettiamo per attivare i processi della ragione in caso in cui saremo interrogati da terzi fuori di noi.

In noi stessi la Ragione esegue le prove ufficiali per la creazione di risposte a dialoghi che custodiamo nella memoria in caso si è interrogati su un argomenti specifici; più sono le cartelle d’archivio destinate ad accogliere tali informazioni, più sono precise le risposte se interrogati. La gestione di più Divinità quali creatrici superiori della natura intorno, Dei sono coloro che ci interrogheranno al loro apparire. Questa figura superiore nelle scuole è delegata al Professore, l’Insegnante e il Maestro.

Oggi, con la femminilizzatone delle cattedre, il ruolo femminile non solo ha messo in discussione la figura del Maestro Divino, ma sposta l’ago della bilancia sessuale verso un Dio Madre e che, per ordine ecclesiastico, non potendo profanare il Dio Patriarca dominatore degli eserciti e amministratore della violenza, chiamano questa Dea: Madre Natura, l’unica espressione materna che ingloba in se nel proprio ventre anche più DEI (Gaia) 

Nel gioco naturale del maschile e femminile, la progenie divina è garantita, ma la ragione non vuol sentire ragione se contraddetta. Gli Alieni sessuali e sessisti si scontrano per il dominio della Ragione pura e dominante.

La ricerca della Verità in noi stessi, questo esercizio spirituale della filosofia ci ha condotto sulla strada conflittuale della “psicologia” sessista d’ambo i sessi. La Meditazione è  una sorta di scienza ispettiva nei processi introspettivi animati da questa figura intromessasi: l’Alieno, figura innaturale introdotta dal carattere introspettivo della cultura monoteista che la coscienza vuole “incosciente” nella residenza dello sconosciuto subconscio.
Una volta materializzato lo spettro invisibile come soggetto reale vivente in noi stessi, con la definizione “la ricerca del ” sconosciuto, smarrito o Alieno, attribuiamo all’estraneo ( in se o s’è ”, uno spirito avente  anima che crediamo essere noi stessi nell’altro noi stessi. Se smarrita l’anima, diventa l’alieno introspettivo il noi stessi sdoppiati nelle malattie immaginarie.
Il gioco del riconoscimento spettrale per uscire dalla “camera degli specchi” ove ci “inganniamo riflessi”, ci da modo di comprendere cosa capita quando filosofando con noi stessi cerchiamo di avere ragione sugli altri e su noi stessi.

Al telespettatore cronico:

“Siamo riflessi” dice il poeta,
riflessi altrui riflessi in noi stessi, 
imitandoli, imitandoci, smarrendoci
senza sapere più chi sono, chi si è
o se simili a loro o loro a noi stessi .

enea