Corilla n. 48

Se mi bacerà, lo bacerò.

Domenica mattina di luce chiara celestina
sul piazzale della Santissima Cattedrale
giocava con gli amici a spintoni e rideva;
come è bello il mio ragazzo felice e leggero
lo so, sognavo, mi stavo annientando per lui.


home: DESDA CORILLA poetessa.

Corilla n. 47

Colpa di sorrisini

mi fu insegnato da bimba pregare
per le anime di rei peccatori
la vestale dai funebri mantelli
immacolata bisbigliava parole

cosi pregai per le anime da salvare
pensandole redente per nostra vocazione
il mondo si affacciava intorno migliore
calmo nella quiete di nostro Signore.

L’anima tua incontrai, la tua anima,
cosi bella nel tuo sorriso beffardo
divertendoti a prendermi in giro
innamorandoci dei nostri sorrisi

Un peccatore, ecco cos’eri, un peccato bello
beffardo bugiardo sfottente ti dicevo
e il cielo pregavo averti redento per me
stuzzicandomi diavoletto tu, impertinente,
del quale innamorata, non seppi dire di no.

Arte: La perfezione (1/2)

Ecco!

La “Perfezione”. Fu chiamata in causa dalle Avanguardie per essere distrutta in quanto, la perfezione è lo stato di qualità di ciò che è eccellente, altero, esente da difetti, sovrana, non suscettibile di miglioramenti. Eccellente è un prodotto portato a termine dalla completezza (cura dei dettagli)

La Perfezione essendo un voce irraggiungibile al rachitismo, le Avanguardie pensarono di manifestare tutto il loro disprezzo e dissenso verso ciò che sarebbe stato un impedimento frustrante durante la creazione di cose nuove e diverse nel proseguire sulla strada dell’Arte. Tutto ciò in vista di un nuovo mondo tecnologico da inventare e nuovi committenti da soddisfare.

Il mondo industriale chiedeva una interruzione drastica , uno stop assoluto col passato, per riflettere sulla creazione del nuovo avvenire dove la Tecnica e la Tecnologia volevano inscrivere le loro idee nuove su di un foglio bianco, immacolato, capace di dare vita ad un altro Mondo; il Laico o se meglio gradite l’Ateo, in quanto essendo creatori , potevano sostituire il vecchio Creare immutato della Natura divina.
Li avvenne la frattura dei due sistemi creativi; il Biologico e l’Artificiale. L’Arte fu chiamata in causa a sostegno del secondo Mondo dissociandosi dalla Teologia del Divino Creatore di ogni cosa. L’uomo, nutritosi del frutto delle scienze diventa Creatore con artificio.

L’Avanguardie è l’imperfetto.

Con la rivoluzione industriale s’innesca una trasformazione sociale epocale. I centri direzionali cosmopoliti avevano già elaborato i prossimi cinquanta anni post/bellici e tutti in salita.

Lo sviluppo sarebbe stato affiancato da un universo di materiali inesauribili: Acciai, potassa, rame, alluminio, petrolio, cotone, carbonio. utensili al vidiam, punte temperate e gomma; legna stagionata , ceramiche, cromo, zinco, laterizi vari, chimica , farmaci ecc. elementi naturali e no per asservire il mondo magico dell’industria animato da una corrente elettrica a 380 volt, erogata da grandi generatori e corpi illuminati, linee elettriche di rame interminabili.

cntrale elettrica

Il rame divenne un elemento strategico come lo fu per gli egiziani antichi nel fondare il loro impero prima della scoperta del bruno ferro. Quindi Oro ferro e rame era sinonimo di modernismo. Con la forza motrice (elettrica) era possibile entrare prepotentemente nell’Era del gigantismo produttivo con macchinari sempre più enormi dall’aspetto spaventoso. Sculture semoventi
Nella Cosmologia astrale, sul disco della propria galassia (vedi Via Lattea), il pianeta Terra si trovava precisamente al punto opposto delle Ere dei dinosauri. Si poteva iniziare a costruire per riflesso le grandi opere. La stella Polare si trovava perfettamente all’opposto della grande stella Vega. (ex magnete polare primordiale)
I centri universitari filosofici e sociologici in Germania, nelle loro analisi scoprirono esserci due coefficienti fastidiosi da rimuovere per il buon esito delle operazioni rivoluzionarie, elementi che avrebbero impedito o rallentato lo slancio progressivo industriale magico. I due elementi fortemente impedenti erano: Le Masse sindacalmente organizzate e le antiche Case Reali.

I Re e gli Imperatori e la Corte di vassalli avevano finito il loro compito di Storia, si prospettava per loro un tramonto tragico rosso come il sangue. Per gli agguerriti industriali emergenti, quelle dinastie andavano rimosse al più presto, sia politicamente o con la forza bruta (guerra), e con loro, i sudditi non più gestibili come popoli ma come futuri contribuenti, specie quelli fuori controllo demografico.
Tutto andava amministrato diversamente. e nessun altro esempio o sperimento sociale dava soluzioni imminenti se non il modello industriale capitalista angloamericano già collaudato.
Gli imprenditori, fornitori delle monarchie, compresero l’esigenza di far nascere al più presto nuovi soggetti industriali, altrimenti travolti da una valanga estera modernissima. Ma le monarchie non seppero adeguarsi velocemente come lo furono gli stati borghesi uniti, restando diffidenti e frastagliati tra loro. Subirono per ciò: guerre di confine, rivoluzioni borghesi interne e proletarie, distruzione, fame e sonore sconfitte.

fabbrica di cannoni

La quantità di merce prodotta nel mondo industriale stava rivoluzionando i modelli di vita in cammino verso un benessere futuro e di massa. Nulla faceva presagire diversamente, proprio nulla.
Per i cosmopoliti, il futuro sarebbe stato governato da un unica direzione d’impresa monetaria a modello capitalista, sovrana in tutti i Mercati.

riserva aurifera

Sul finire del secolo ottocento, le primitive banche indipendenti e sparpagliate sul territorio americano rastrellatici delle pepite minerarie per farne gioielli , durante la guerra civile di fine ottocento cominciarono a formarsi in loro l’idea di adunarsi tutte sotto un unico monopolio pilota: La Banca Centrale d’America e farne lingotti.

Con la guerra civile americana (Guerra del Cotone) l’America convogliò i propri coloni al progetto di una Unione di Stati autonomi riuniti sotto una sola bandiera nazionale con l’unico Governo Centrale. La fine della guerra civile adunò gli stati perdenti nel progetto U.S.A. e le loro industrie si dovettero adunare nelle Lobby esistenti nordamericane perche già internazionali. Le Banche progressiste resero possibile la nascita di quell’impero democratico coprendone tutti i reati e le spese.

Chicago capitale economica

Alla fine dell’ottocento con le buone o con le cattive gli Stai Uniti d’America erano pronti ad esportare il proprio modello di successo in tutto il mondo. Nell’Olimpo delle Nazioni era nata una nuova potenza divina: gli USA, divinità che detterà i suoi ordini a tutte le agende e cancellerie mondiali per tutto il XX° secolo restando perennemente in Guerra. L’industria lo permetteva.

Correva l’anno 1897. L’analogia del Primo Congresso Sionista coincise con la scoperte di una stele in Siria che confermava un alluvione avvenuto del tutto simile a quello di Noè. Per la casa d’Israele la stele fu un segnale divino come le tavole di pietra di Mosè (a Stele). La Stele siriana non si sa bene per quale motivo associabile, divenne un forte segnale di fede monoteista che il Messia sarebbe venuto a governare tutti i popoli del mondo entro e non oltre l’anno 2.000. A Basilea dal 29 al 31 Agosto del 1897 il Congresso in oggetto adunava tutte le famiglie e tribù ebraiche per un giuramento collettivo di conquista del Mondo preparando il Regno al loro Dio Unico nella prassi consolidata storicamente come Nuovo Ordine Mondiale (NOM) riscontrabile come portatore di disordini e guerre come testimonia la lunga storia travagliata d’Europa e d’America.

Il Duemila è l’anno dell’arrivo del Signore. Tutti i Re della Terra deporranno


Per chiunque studi la Storia o da qualsiasi angolo possibile ponga il suo punto di vista nell’osservarla, deve tenere sempre presente questo passaggio importantissimo in quanto gli permette di aprire (senza scardinare) tutti i sigilli che racchiudono i segreti storici d’Occidente.
La grande comunità dei senza patria, per secoli hanno governato nel bene o nel male in tutti i paesi in cui furono ospiti vivendo e dirigendo la storia d’Europa da invisibili dal regno delle ombre (anonimato)
L’ebraismo è un prodotto umano disciplinate e costruttore di ottimi Leader spregiudicati, compito non facile al quale si sono messi alla prova. Le prove di ciò che si sostiene sono nella Storia dell’Arte perché generatrice del creato Artificiale. L’ansia da prestazione per chi vuole dirigere il mondo da un solo punto di vista sta nella ostinata “Perfezione”.


Picasso: Guernica è Arte?

Per chi sì appresta la prima volta a visitare il famoso quadro Guernica di Pablo Picasso resta un poco basito sulla dimensione, la tecnica d’esecuzione  e narrazione. La prima domanda che si pone lo spettatore è la seguente: “Questa opera è Arte o un disegno a fumetti gigante? “

Siamo nel 1939 a un passo dalla seconda guerra mondiale con l’ordine internazionale cosmopolita di reprimere con la forza ogni forma di ribellione al capitalismo quale modello sociale unico ed universale, reprimendo con la forza estrema ogni forma di rivoluzione sociale che permetta l’espansione del comunismo sovietico o l’anticapitalismo in Europa.

Ricostruzione storica?
Guernica, la cittadella disobbediente, fu bombardata ripetutamente tre volte in un giorno durante il mercato del bestiame per distruggere i rifornimenti alimentari ai democratici spagnoli in rivolta contro il Colpo di Stato dei Militari contrari alla democrazia. La scena del quadro si svolge nelle cantine usate come precari rifugi antiaerei e distrutte con bombe incendiarie ad opera di fascisti italiani e nazisti tedeschi in aiuto alle camicie nere spagnole. Il Nero è il colore di queste organizzazioni militari criminali che sperimentavano l’esportazione della guerra tradizionale di trincea con la nuova da espandere anche alle metropoliti. L’esperimento di Guernica spingerà l’architettura a progettare nuovi e immediati rifugi antiaerei robusti e in tutti i quartieri d’Europa. Il Sacrilegio era stato commesso. Le civiltà mondiali furono allertate perché minacciate.

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Che la parola Arte sia stata inflazionata non è un opinione e nemmeno una novità. E’ sufficiente che appaia un’immagine colorata su di un quaderno o rivista commerciale, come un “graffito” sul muro o immagine su di un monitor, che subito la parola Arte si intrufola con tutta la presunzione che il caso impone a priori dell’essere una “Opera d’Arte” chiedendone immediato rispetto e il dovuto valore.

Lo specchio Magico.
Che l’Arte sia sempre stata una sorta di specchio magico che riflette sulla propria  superficie un aldilà immaginario oltre la realtà apparente, ogni autore dell’immaginario proprio tende a quella pretesa. Che la Critica sia l’ultima spartiacque capace di risvegliare dall’incantesimo lo spettatore attonito, è pari al diritto di uno storico che abbia la pretesa di dire la verità senza nulla sapere sulle intenzioni macchinose che hanno dato origine agli eventi bellici o rivoluzionari sconvolgenti. Alcuni casi bellici si presentano semplici epigrammi, scaramucce, altri invece sono veri e propri teoremi rompicapo in quanto occultano le prove evidenti. Tutto ciò che conosciamo sulla nostra storia è relativo al nostro sapere formale, se indagata invece….

Storia senza ragione.
La presunzione modernista non vuole sentire critiche contro il suo operato nell’interpretare le parole storiche deformate a fini speculativi, per ciò, tale presunzione di fatto genera una sorta di mala-educazione linguistica o distanziale dovuta alla perdita del senso della ragione nella parola stessa e  il suo significato ancestrale. Il disegno, l’illustrazione, la grafica, fatte entrare prepotentemente nel tempio dell’Arte si sono accomodate spesse volte non sui banchi di orazione o sui muri illustrati, ma direttamente sugli altari divenendo gli artisti stessi la divinità a riferimento guida.

Illustrazione e Arte.
Il confine tra Illustrazione e Arte e fievole, quasi impalpabile se non si conosce l’argomento, e la Storia dell’Arte fu la prima responsabile nel aver dissociato la sacralità dall’opera iconoclasta per contemplarla a motivo di studi ispettivi e sua storicizzazione. Chiamare certe narrazioni artistiche Arte  definendole piuttosto opere “figurative” o “raffigurative” o “rappresentative” di un mistero, la storia accademica  commise un grave errore metafisico imperdonabile scinderle a priori dalla loro funzione.
Da quel momento in poi, scissa  dalla realtà oggettiva tra spettatore  e mistero metafisico rappresentato, il mistero steso si spegne divenendo sempre più fievole, invisibile, fino a scomparire. A quel punto l’Arte maiuscola diventa atea o quadro, lasciando spazio sulle  nuove tele per la  raffigurazioni del nuovo stile e dare più importanza alla ideologia da difendere piuttosto che al mistero nascosto nell’evento accaduto raffigurato.

“Simile non uguale”

Il “simile non uguale” produce un faxsimile  e cioè, ciò che i pittori da cavalletto hanno prodotto per quasi due secoli: Decorazioni.
Dopo che le Avanguardie di fine ottocento hanno cominciato allontanarsi dal vero aprendo la strada agli artisti del primo novecento adunati in Sette Segrete, decretarono “critica mente” che una  immagine qualsiasi,  essendo una “manifesta/azione” della creatività umana, anche se brutta, ciò è inevitabilmente un Opera d’Arte. a Questo punto ogni cosa che esce dalle loro mani viene santificata come Arte,

Capolavoro:
Così come ci  è stato insegnato nelle Accademie, il Capolavoro  era  l’espressione massima e verticista di un mestiere altamente raffinato e professionale che ha saputo offrire prodotti  al limite della perfezione estetica, appunto: “Simile ma non Uguale”. Da qui nasceva la scuola di pensiero che sapesse produrre artisti dalle opere Ideali, mete Ideali, fini Ideali. Ciò spinse  le nuove forze Critiche concettuali a sostenere che: ” E’ l’Idea che fa l’Arte non l’artista”. da qui il dogma moderno: “Arte è Idea.”
Su queste disquisizioni si sono mossi eserciti di Critici che hanno riempito scaffali di Cataloghi d’Arte e di Filosofia Critica che hanno prodotto una ampia collezione di concetti autostradali con barriere controllate in entrata e in uscita, prerogativa per soli addetti o eletti. (Monopolio del Mercato d’Asta e Collezionismo).

Ritorno al figurativo.
Che le Avanguardie sul calare delle esperienze patriottiche cosmopolite di appropriazione indebita delle russie e la  preparazione bellica negli anni a seguire il 1917 (o abbiano inscenato altre nuove guerre), abbandonato in parte la conflittualità politica contro l’arte figurativa in favore all’astrattismo muto e inespressivo, capita anche la trappola cosmopolita in  cui tutti gli artisti erano finiti dentro, il bisogno del ritorno , della riscoperta graduale della figura umana (vedi i surrealisti pittori e dadaisti illustratori), ciò fu riacquistare credibilità nella comunicazione diretta per tornare in tal modo di parlare alle masse, fu uno scatto doveroso quel tornare indietro verso la figura umana mentre gli oltranzisti dadaisti e futuristi estremisti continuavano imperterriti le loro scaramucce espressive in bianco nero e grigio.

Arte e ipnosi.
Non c’è da meravigliarsi se davanti ai disastrosi anni prebellici  organizzati e diretti da autorità senza testa negli anni ’20 si siano dimostratisi poi dei macellai scellerati ideologici e colonialisti in divisa nera o grigioverde militare, artisti da caserma per tragedie umane belliche dall’esito devastante. L’Arte venne spazzata via dalla nuova Arte più ipnotica della pittura e  della illustrazione: La RADIO e il Cinema. .

Per la Radio  è imminente la propria brutalità risolutiva, come la caduta rovinosa della pittura e del pensiero intellettuale divenuti inutile macerie ai processi istruttivi degli storici radiofonici, i quali, nascosero e negarono il futuro promesso dai  senz’anima, che portò molti dei loro adepti arruolarsi per  sconvolgersi in lutti subiti. Riscopriranno dopo la guerra nel figurativo il bisogno poetico  di rivolgersi con immagini di eroi e condottieri stampati su immaginette, a chi devastato potesse riprendere fiducia nel l’uomo e non nelle geometrie, tenendo nei taschini interni e portafogli le immagini iconoclaste di santini, genitori e futuri amori.

Riscopriranno gli artisti delusi le vecchie linee guida abbandonate o negate durante i grandi  moti,  onda d’urto generata dallo “Specchio infranto”  cubista. Quel ritorno, per molti artisti voleva dire riscoprire del mondo primitivo gli idoli antichi (scultura), o i mondi silenziosi che stavano oltre la cornice argentata o dorata, dove il quadro riflette una realtà umana portatrice di eros e sentimenti disconosciuti alla psicanalisi logica moderna e geometrica. La Critica li condannerà e li esiliò perché al futuro, come dice Orfeo non si deve voltare le spalle per rivedere l’inferno che abbiamo lasciato indietro.

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Foto: vista aerea di Guernica bombardata.  

Guernica non è un opera cubista perché Guernica essendo una cittadella Basca non è mai stata cubista come Barcellona, neanche come architettura, anzi, subendola molto spesso. Bisogna fare molta attenzione col passato storico di Picasso perché spesse volte è ingannevole come lui stesso.

Questa opera pittorica, per cominciare a capirne il senso, va considerata come gran bozzetto o “cartone” per la realizzazione di un quadro in stile surrealista. E’ opera  apparentemente sobria e  incompleta come se gli abbisognasse ancora di essere colorata per diventare un vero quadro,  ma che quadro è già, finito pur  presentandosi incompleto. Guernica è una grande illustrazione per stampe in bianco e nero a tiratura economica e divulgativa. La macchina pubblicitaria cosmopolita di sinistra divulgherà il quadro nel mondo con la notizia dell’eccidio di strage, olocausto risolutore di un azione bellica, negando lo stesso Picasso con quel quadro le sue responsabilità dirette. L’opera divulgata farà tremare le sinistre europee perché  una notizia simile, con quella illustrazione allegata, serviva ad incoraggiare le destre europee ad andare oltre.

L’opera  profetizza l’evento stragista alla compagine marxista spagnola, in trappola, incastrata, come dire : “Questa volta non si scherza, questa è la tua fine” perché in guerra i colori svaniscono tutto resta in bianco nero e grigio e marrone cupo . Per chi era ebreo oppositore al capitalismo,  quel quadro senza colori,  dalle teste rasate fu una dichiarazione di olocausto imminente: fu Nazi reato (opera di purificazione biblica ) che da il diritto di uccidere la carne impura dopo essersi rasati completamente testa e viso)… e così  sarà.

I non colori.
I colori fondamentali del quadro sono: Nero, Bianco, Grigio e poca Ocra. Questi non colori, non nascono in Guernica  per una esigenza estetica dell’artista (che la stampa editoriale allora esigeva) ma per l’artista Picasso ciò  fu per motivi religiosi. La cosa può sembrare strana, tendenziosa, maldicente visto che su Picasso non si hanno notizie in merito sulle sue scelte religiose. Vediamolo.

Innanzitutto è difficile trovare nella sua vastissima collezione (120.000 opere) un osanna all’erotismo sexy tipico dei pittori per generare incanti nell’ipnosi, lui no. Le sue nudità, come si dimostrano essere  Les Damoiseles d’Avignon, 1907, non sono erotiche, anzi, pietose, orribili, sia per le pose che per la grossolanità anti estetica dei corpi. L’arte di Picasso, spogliandola a dovere, risulta essere profondamente casta.
La castità sessuale denota l’appartenenza ad una corrente religiosa monoteista profondamente etica.  Già questa osservazione  dovrebbe mettere in allarme i galleristi e critici d’Arte. Picasso non è ateo, anzi, pur possedendo una forte tempera sessuale l’artista è profondamente religioso, monogamo e di rispettosa fede coniugale. L’avere avuto diverse compagne dopo il primo matrimonio denota la sua condotta morale essere retta nello sposare poi le proprie nuove compagne. L’ombra sospetta sui suicidi delle mogli avute, apre un argomento scottante ma che esula dall’Arte, come i figli legittimi mai abbandonati  al loro destino o diseredati a cagione delle loro madri.  I suoi divorzi sono sempre stati consenzienti o finiti in modo tragico, quindi risolutivi.
Tornando ai tre colori base in Guernica, Picasso lo si  evidenzia rigorosamente religioso proprio per la scelta dei tre colori  di base, e, per meglio capire questo concetto, prendiamo da un passo tratto  dall’Autobiografia di una nota Modella francese del tempo, modella  per fotografi e pittori Kiki di  Montparnasse quando parla di Man Ray pittore dice:

Man Ray non ha mai smesso di dipingere pur dedicandosi alla fotografia. Anche i suoi quadri sono straordinari. Come nelle sue foto,  usa tre colori soltanto, il nero, il bianco e il grigio. Quello che fa disperare Man Ray è che io abbia gusti da negra.Vado matta per i colori sgargianti. Tuttavia a lui i negri piacciono. 

da: “MEMORIA DI UNA MODELLA” di  Kiki di Montarnasse (pref. di Ernest Hemingway)  ed: Castelvecchi

Cosa hanno in comune Pablo Picasso e Man Ray da usare gli stessi colori? Una cosa limpida e una nascosta: la limpida  è che Picasso sceglie la prima moglie ebrea, mentre Man Ray  è americano di origine russa sceglie Kiki l’ebrea (come anche altri nell’Avanguardia francese), ma la cosa che li rende comuni tra loro nelle abitudini coloristiche è che sono ambedue monoteisti e di fede ebraica. Quando le stranezze sono affini, denota che: Man Ray fotografo, di nudità femminili abbonda, spingendosi oltre,  quasi al limite della pornografia, mentre come pittore non dipinge mai esseri con l’anima dichiarandosi astrattista parando dietro  la monocromia la sua fede religiosa come Picasso. 
Domanda: Come mai questa differenza tra fotografia e pittura dove la prima è un arte permissiva nel nudo e l’altra si rivela casta?

Casto e no.
Il meccanismo sta nel principio della “Creazione”.
La Pittura “crea”, la Fotografia “riproduce”, quindi quando Man Ray ebreo pittore crea si attiene scrupolosamente alle regole religiose della castità della sua tribù d’appartenenza, quando invece è fotografo, ogni sua modella risponde personalmente e secondo coscienza della propria nudità. Il Fotografo è un acuto maneggiatore della Luce in quando progettista di “scena composta”.
Ecco perché nel mondo ebraico la forbice dalla Castità  e Prostituzione (sacro e profano) si spalancano  ampiamente, perché tra il sesso maschile e il sesso femminile nel loro mondo avviene una separazione concettuale profonda, due mondi completamente diversi dove: l’uomo è Sacro e la Donna è profana, quindi il corpo della donna ebrea non dissacra la religione se scomposta mentre l’uomo è direttamente responsabile delle proprie azioni ed intenzioni. Se Man Ray sceglie per se una compagna di fede ma di facili costumi che  le inscena forti rimproveri di gelosia in pubblico sulla smodatezza erotica di Kiki, in privato, l’ama nella  perversione più spinta fino al sadomaso venerando il Marchese de Sade suo Gran Maestro ed ispiratore.

Picasso ebreo invece, pur pittore e anche lui fotografo, esige per se donne pubblicamente caste, donne da tenere segregate nella fede ma, di forte appetito sessuale, arte  da non lasciare trapelare pubblicamente, non rispondendo mai sul vociare a suo carico. Sulle allusioni giornalistiche e maldicenze, Picasso non le confermerà e smentirà mai perché  ciò accresce la vanità sessuale senza peccare di tradimento, ma solo dopo  separazione dichiarata.  

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Il titolo Guernica.
Osservando il quadro Guernica di Pablo Picasso il titolo  è solo pretestuale in quanto non c’è nessun simbolo inconfutabile che confermi o ricordi minimamente la città martire spagnola bombardata. Le scene, i personaggi,  si presentano come sequele di disegni ritagliati e incollati dando vita a un collage o coupage in linea allo stile cubista, dadaista e surrealista, correnti attigue. Interessante è anche la fase preparatoria di  fogli di giornali, dipinti a ornamento e riempiendoli sembrano forme ritagliate anch’esse, tipica  tecnica sulla preparazione di quinte teatrali o muri privati di casa con fodere economiche per la  sovrapposta tappezzeria o grandi manifesti come i trompe-l’œil scenografie che permettono di ripulire facilmente le superfici decorate al cambio scena da riutilizzare più volte gli stessi fondali,  tecnica utilizzata anche per la creazione  pupazzi animati in cartapesta  di carri carnevaleschi o carri allegorici. Guernica si manifesta carro allegorico. 

Tecnica.
Vero è anche che la tecnica di sovrapporre più immagini disgrafiche tra loro con la dissolvenza delle prospettive multiple ed aeree, sono di pertinenza picassiane in quanto è stato il primo ad utilizzarle , ma indagando a fondo,quell’invenzione pittorica scopriamo che, lo stile multi prospettico a dissolvenza nello spazio, essere appartenenti  ad un  genio poetico  del Male, il Poeta ebreo “Isidore Luciern Ducasse” conte di Loutreamont, ispiratore e guida di tutte le Avanguardie ebraiche francesi della prima metà del Novecento. (fonte bibbia per i pittori , intellettuali adepti di allora). Anche Loutreamont ispiratore, come i nostri due artisti allievi in causa,  predilige nelle sue composizioni i tre colori del male: Nero Bianco e Grigio 

Cubismo o Tromp-oil?
Il trompe-l’œil dal francese “inganna l’occhio”, (inganna lo spettatore) induce all’osservatore l’illusione di vedere oggetti reali  dipinti a parete. Il trompe-l’œil consiste  nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico da far apparire alla vista e in parete, l’esistenza di ciò che non c’è o far scomparire ciò che non si vuole che si veda (porte armadi finestre ecc). 

Il “Cubismo” invece si rivelerà essere una organizzazione eversiva  Cosmopolita con sede in Barcellona, (cubismo a motivo urbano), organizzazione massonica precedente la nascita di Pablo Picasso tra le cui fila cospiravano per la caduta del Re di Spagna anche tutte le famiglie “Riuz” di cui Picasso faceva parte per discendenza paterna ( Don José Ruiz y Blasco suo padre) e tra i parenti, che negherà appartenere, risultava esserci un omonimo Riuz, adulator politico insurrezionale fatto imprigionare e fucilato dai sovrani per  presunti  collegamenti con l’attentatore mancato alla vita del Re di Spagna durante la cerimonia nuziale.
Tale attentato avvenuto del 1906, mirava all’eliminazione fisica della casa reale di Spagna con un Colpo di Stato  finale a seguire mai avvenuto. L’occasione del Colpo di Stato si ripresenterà un  decennio dopo per mano di  Emilio Mola, e portato a termine dal crudele Generalissimo  Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde (Dux: il Caudillo ) decorato in campo.

L’attentato fu simile a quello di Sarajevo. L’attentato al Re di Spagna serviva per punire tutti i cugini congiunti alla casa reale di Russia dello Zar Nicola II° . Il  31 maggio 1906 Re Alfonso XIII° sposò la principessa Vittoria Eugenia di Battenberg (1887-1969), nipote di Edoardo VII del Regno Unito: Altezza Serenissima per nascita; ella fu creata Altezza Reale un mese prima delle nozze affinché queste fossero tra eguali. Quando i due sposi di rientro dalla cerimonia nuziale sfuggirono all’attentato da parte dell’anarchico bombarolo Mateu Morral, adepto dell’organizzazione eversiva “Mano Nera”,  si scatena la rappresaglia contro le fazioni anti monarche.

La sindrome di Cuba
Il disegno di Guernica è tipicamente picassiano: è una ripetizione estetica drammatica quale sintesi di una esperienza che ha le sue origini nell’opera Les Damoiseles d’Avignon del 1907 durante la guerra africana per la spartizione tra Francia e Spagna del Marocco. Per la Spagna, la trascorsa  sindrome di Cuba fu una ferita non ancora marginata. Uno spettro si aggirava all’interno dello Stato spagnolo per far decadere la Spagna sovrana anche al suo interno, mutando completamente l’assetto geopolitico spagnolo da stato sovrano a nullità, stato completamente cancellato dalla Storia per 50 anni ancora fino alla morte del dittatore Franco.

La Spagna che abbiamo conosciuto sotto il tallone crudele di Francisco Franco non era già più la Spagna classica, ma un altra cosa, un altra entità sottomessa e schiavizzata e culturalmente lobotomizzata alla quale hanno annullato tutta la sua straordinaria memoria storica imperiale. 

Pablo Picasso
Fu un personaggio politico e militare che seppe nascondere bene la propria identità. E che dire sui due aerei da guerra donati al Re di Spagna per fermare le rivolte democratiche? Erano presenti anche loro allo scempio di Guernica?
Link alla scoperta degli aerei da guerra di Picasso: https://filorosso.art.blog/2019/01/28/laviazione-di-picasso/

Guernica fu un manifesto minatorio contro chiunque si fosse opposto all’asse:  Roma- Tokio -Berlino.
Il resto è storia, ma che sotto sotto …tra i tre dell’Asse c’è altro da sapere. FiloRossoArt sta indagando in merito riservandovi grosse sorprese…

Chi ha fondato e diretto i Fasci, i Nazi e i Jap e perché  hanno poi disobbedito alle loro autorità Cosmopolite?

La Storia dell’Arte ci rivelerà tutto questo ed altro ancora…


Cubismo
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Arte: Lobby del Cotone (2/2)

Cotonificio Filo Rosso 
la Rivoluzione comincia qui

Furono le donne del Cotonificio Krasnaja Nit (Filo Rosso)  vecchia filatura di cotone in  San Pietrogrado nel quartiere Vyborg ad avviare lo sciopero che darà origine alla lunga processione rivoluzionaria comunista russa.

filo rosso inizio rivoltafoto: reparto filanda Filo Rosso dove ha avuto inizio la Rivoluzione Comunista in Russia

Perché a San Pietrogrado?

Questa città ha una storia affascinante misteriosa e variegata.
Nasce come San Pietroburgo, diviene San Pietrogrado per ordine dello Zara Nicola II°,  poi Leningrado alla morte di Lenin, per poi tornare San Pietroburgo  dopo caduta dell’URSS.

Si narra:

Le tessitrici della tuttora esistente Krasnaja Nit’ (Filo Rosso) situata nel rione di Vyborg, decidono in autonomia di scioperare chiedendo aumenti salariali e maggiori razioni alimentari: pane e aringhe!  Staccano il lavoro ed escono fuori, vanno in corteo alle officine metallurgiche Putilov e si trascinano a dietro gli operai sul Sampsonievskij prospèkt verso il ponte Litejnyj che unisce Vyborg e il centro cittadino scavalcando la Nevà (…)

fabbrica filorosso

La Russia in piena guerra  1914-18 era affamata per il prolungarsi inaspettato della guerra.  Ciò varrà anche per la Germania e gli Asburgo. La “Sindrome Cubana”, tecnica di accerchiamento americana,  garantì il suo storico successo. Il popolo preventivamente affamato, si ribella alle sue autorità innescando, anarchia scomposta, disordine sociale, rivolta insurrezionale  e saccheggio indiscriminato diminuendo le scorte alimentari aumentandone penuria e rabbia.
Le operaie di Filo Rosso chiedevano un aumento salariale negato dalla  proprietà, quindi, in stato di sciopero, si diressero verso il palazzo governativo per chiedere ciò che il Governo non amministrava direttamente in quanto merce privata: e non poteva battere moneta dal 1905 quando la Russia perse la guerra lasciando a Francia e Germania l’incarico di Zecca monetaria. Il Rublo era stampato da Banche straniere come oggi in Italia l’Euro. Chi erano i proprietari della fabbrica tessile Filo Rosso? Analizzando la loro storia politica ci troveremo davanti ad una sorpresa sbalorditiva.

Cotton_mill

Prima di svelare l’arcano politico segreto della rivoluzione d’Ottobre, dobbiamo comprendere la rivoluzione tenuta nascosta avvenuta nel febbraio 1917 dell’industria Filo Rosso. Per fare ciò dobbiamo passare attraverso le maglie precedenti della Storia.

Cenni storici generali:

Abbiamo visto come nella seconda metà dell’ottocento e primi del novecento le Lobby del Cotone essere quasi tutte di  proprietà esclusive di famiglie ebraiche, e queste si stavano coalizzando come unico Monopolio mondiale (Cartello).
Con un salto storico notiamo come già la guerra Civile Americana di fine ottocento nascondesse nel suo cono scuro per tanta ferocia unionista, il Cotone quale
ragione primaria di quella guerra. Il Sud, più esposto ad un sole caldo produceva molto più cotone del nord mettendo in difficoltà i mercati nordisti. Le vere motivazioni che scatenarono la guerra civile americana, a parte le false ingiurie giornalistiche per preparare l’opinione pubblica all’evento straordinario, era che il Sud rispetto al Nord godeva, nella produzione di cotone, una manodopera quasi gratuita, mentre il nord , pur pagando pochi dollari i suoi lavoratori, aveva dei costi fissi di produzione e quindi, il Sud ostruiva il mercato del Nord vendendo il cotone a buon prezzo. Concorrenziale  sul mercato internazionale vanificherà  le esportazioni dei nordisti . Perse le staffe diplomatiche, tra i due scoppia la sanguinosa Guerra Civile. Il resto è storia.

aspetti-curiosi-guerra-civile Gli Unionisti (Nord)  avendo un esercito più piccolo finirono quasi per soccombere. Fu grazie all’intuizione politica di Abramo Lincoln di promettere ai lavoratori neri  schiavi del Sud: la Libertà. il Salario, il diritto di Residenza e  Cittadinanza americana quale premio se avessero combattuto per il Nord. Così avvenne. Le fila degli unionisti s’ingrossarono dando vita ad un nuovo esercito nero di combattenti ben motivati a vincere in nome della Libertà promessa. Questa mossa fu una delle chiavi di successo della grande vittoria unionista.
Il Cotone fu conquistato, gli schiavi liberati, i salari rimasero miseri e i cittadini di colore  furono  sottoconsiderati allora, come oggi. La politica ingannevole si sa, non mantiene mai le promesse.

Theodore Roosevelt: da Guerrafondaio e Premio Nobel 

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Domati gli animi sudisti, il Nord America vincitore, premiato da tanto successo in armi passò alla fase 2.0, ovvero, la  conquista de i mercati spagnoli del cotone in America Latina, come anche il  mercato nel sud/est asiatico sempre di proprietà spagnola. Il ritornello si ripete con infamie giornalistiche provocatrici a supporto (giornale giallo)  in seguito all’affondamento” della corazzata USS Maine 1898.
I
Nordisti americani accuseranno responsabili gli ispani dell’infame attentato, ed  appellandosi al diritto di difesa preventiva parte la dichiarazione di guerra americana.
Gli spagnoli, innocenti, con tanto di prove, non verranno mai ascoltati e verranno attaccati militarmente. La trappola ” dell’autoaffondamento”  da inizio alla guerra ispano- americana combattuta dal 21 aprile al 13 agosto 1898 conclusasi a Cuba, gli Usa esproprieranno alla Spagna l’intero pingue mercato sudamericano passando poi ai pochi possedimenti coloniali rimasti sparpagliati nel Pacifico , Africa, Antille e Filippine, guerre facilmente vinte dalla marina Americana grazie alla supremazia tecnologica militare delle loro corazzate. Nell’invasione a terra invece, gli Usa  concordarono,  come a Cuba, l’appoggio ai guerriglieri interni che chiedevano da anni “l’indipendenza” dalla Spagna.

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Mentre gli Usa guerreggiavano con gli spagnoli a Manila, (il ferro si batte quando è caldo, Theodore Roosevelt meditò di mettere le mani anche sul mercato del cotone cino/russo. Per quel desiderio avido di T.R.  la Russia verrà a breve  sottoposta alla disastrosa guerra del 1905 contro il Giappone, stato invasore che pretendeva l’egemonia su Corea, parte della Cina orientale e la Manciuria, laddove la Russia zarista presenziava da 200 anni. L’esercito zarista  conoscerà il lutto di due milioni di soldati caduti sul fronte. Il Giappone nuova nazione emergente, diventerà la più potente nazione presente in Asia, finanziata, istruita ed armata dalla comunità Cosmopolita occidentale angloamericana.
1095 la Russia firmò la resa  col  Trattato di Portsmouth (a New Hampshire – USA). Il 5 settembre 1905, in tre lingue, la Russia riconoscerà solo il trattato in lingua francese.

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Anticipatamente al trattato di Portsmouth e ancora a cannoni fumanti,  Alice Roosevelt (figlia capricciosa del Presidente n. 26) accompagnò il Segretario alla Guerra William Taft e molti altri statisti in una missione diplomatica americana in Giappone, Hawaii, Cina, Filippine e Corea per decidere le sorti della Russia oramai perdente. Taft  (dal 1909-13), dopo qualche anno diventerà il presidente n. 27 degli Stati Uniti d’America. ). A questo punto il Monopolio del cotone era una esclusiva delle borse angloamericanane. Esse imposero un prezzo variabile alle singole Nazioni, ciò gli permetterà di condizionare le scelte politiche nelle nazioni minori da affiliare alla supremazia dell’Alleanza cosmopolita. 

Inizio delle rivoluzioni in Russia.

Eccoci arrivati al dunque. Riassumendo: La Spagna perde tutte le sue colonie costretta a venderle le ultime per 21 milioni di dollari; la Russia Imperiale perde nella guerra contro i giapponesi con 2 milioni di soldati caduti al fronte. La Russia dovrà restituire in primis tutti i prigionieri giapponesi e i rivoltosi cosmopoliti occidentali presenti sul fronte Ovest subendo pesanti sanzioni, rimborsi bellici durante le trattative di Pace che eleveranno il presidente n. 26 Theodore Roosevelt a  “Premio Nobel” per la Pace quale mediatore capace di mettere ordine tutti i conflitti. Già d’allora,al “prestigioso” Premio Nobel non mancava il senso dell’umorismo scoprendosi centrale del cosmopolitismo etnico mondiale. 

Per Teddy Roosevelt l’immensa Russia  non era una nazione facile da conquistare in quanto era una impero troppo vasto e ancora sconosciuto alle mappe militari cosmopolite, tranquillizzandosi però nel  sapere che tutto il cotone prodotto in Russia finiva sotto il controllo delle famiglie ebraiche. Ma lo scatto d’orgoglio dell’esercito zarista, porterà alla fucilazione per alto tradimento  i rivoltosi interni (i BUND) alleati agli americani. Ciò riaprì nuovi scenari di guerra che vedrà la Russia impegnata successivamente nel tranello della Prima Guerra Mondiale 1914/18.
Nel 1905 per T. Roosevelt i BUND andavano ancora protetti, finanziati e diretti preparandoli alla “rivolta interna” successiva utilizzando la sindrome cubana in vista del prossimo Colpo di Stato dopo quello fallito del 1905. L’ira della Russia tradita dai cosmopoliti interni ebrei,  porterà al maltrattamento degli stessi ebrei e in generale in tutta la Russia, in modo particolare verso gli usurai di alimenti terreni e denaro (i Pogrom). La devastazione del Progrom darà inizio ad una forzata emigrazione di ebrei verso le Americhe, per poi tornare organizzati.

Che fare?

Il Cotone dopo la sana alimentazione dell’uomo, nella sua funzione primaria e sociale è la materia principale del decoro fisico e morale di un popolo, specie laddove la temperatura non permette la nudità nei mesi freddi del castigo. Il cotone, proprio per soddisfare la domanda umana sempre più pressante a causa dell’esplosione demografica delle popolazioni mondiali, subì per primo il processo  industriale dando vita a vere caserme  strategiche ad alto rendimento produttivo: le Fabbriche.

Le Mode
L’impiego del cotone lavorato all’interno delle comunità  umane, ha sempre portato una ventata d’aria fresca a vanto per la leggerezza raggiunta dando vita alle Belle Arti Decorative. La colorazioni, il ricamo e variopinta sartoria.

Dal rinascimento in poi, la pittura decorativa muraria sentendo il bisogno di essere esportata diede alla luce in Olanda la tecnica della “Pittura ad Olio”, tecnica che richiedeva come supporto una TELA. Quindi i telai, le tele tramate, come Penelope insegna nell’Odissea non dovevano mai fermarsi perché rendevano l’Uomo (Ulisse) immortale.  Conquistare il Cotone voleva dire conquistare l’immortalità di questa antica frontiera.
l’Arte, sposandosi su tela, vide gli imprenditori tessili promuovere la pittura da cavalletto quale ramo aggiuntivo di consumo del cotone. da qui si scatena l’idea che attraverso l’Arte era possibile fare breccia nei sistemi monarchici per la preparazione occulta della loro caduta. D’altra parte, gli industriali erano diventati  molto più ricchi dei loro sovrani meditando in gruppi organizzati di scalzarli tutti.

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Che cosa’è il Filo Rosso e cosa significa?

Molte cose e anche molte leggende.

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Il filo in sé  ha dato vita a leggende di straordinaria bellezza e ricchezza di fantasie: miti, preghiere, leggende, teologie, filologie e filosofie ecc. Oggi anche al WEB (ragnatela / ragno+tela), è risultato metafisico del mondo idealizzato  dalla Dea OPI romana generatrice di operai e filatrici.

Dalla teologia mitologica ebraica attraversando quattro millenni circa. ci perviene una curiosa processione teologica che ci trasporta da Nativot a  San Pietroburgo, seguiamola:

Si diceva: “La più grande energia, è posseduta da un filo rosso portato da un luogo sacro: la città israeliana di Netivot”.
Inizialmente questo amuleto al braccio (braccialetto) viene da Israele, costruito dai cabalisti seguaci di questo sconosciuto movimento esoterico. Secondo la leggenda, proviene dalla tomba della Matriarca israeliana Rachel che secondo gli insegnamenti della Kabbalah è l’antenata di tutta l’umanità ebraica, tale tomba viene cinta da un “filo rosso”.
Mentre gli uomini ebrei sono riconoscibili dalla circoncisione del prepuzio del pene,  alle donne mancava un segno di appartenenza all’etnia ebraica originaria. Il Filo Rosso venne adottato per sopperire a questa esigenza metafisica nascosta, quindi, le Bundiste ebree russe, (ed altre ebree sparse per il mondo), adottarono il Filo Rosso di Rachele al polso sinistro per riconoscersi durante le agitazioni di piazza alzando il pugno di battaglia (pugna) per evidenziare il filo rosso di appartenenza.  Riconosciutesi con  tale segno , le donne ebree si davano mutua assistenza sia in battaglia che sui luoghi lavoro, commercio o altro, creando l’Esercito delle Matriosche (o Matriarche), un servizio segreto parallelo al femminile poco conosciuto alla letteratura artistica, amuleto tenuto nascosto alla politica e ai militari, ma di grande portata e influenza storico mondiale del mondo femminile ebraico.

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L’usanza moderna d’indossare oggi un filo rosso di riconoscimento al polso sinistro, fu rilanciata dall’Esercito delle Stars hollywoodiane educatrici di masse ipnotizzate e in particolare, nei nostri tempi moderni – dalla Rock Star Madonna. Secondo lei, ripetendo a memoria la leggenda, questo amuleto le rese la vita armoniosa e di alto successo tenendo lontano il “malocchio”  una sorta di avversità alla fortuna. Questa cantilena popolare di natura  superstiziosa, nasconde invece un altra verità più interessante, di natura storico/politica che andiamo a narrare.

unnamedIl successo della Rock Star Madonna le fu dovuto non tanto dal filo rosso che ha sempre portato al polso per scaramanzia, ma in quanto, essendo di origine ebrea godette della protezione e raccomandazione della comunità ebraica americana che ha il Monopolio  su tutti i poteri d’America, special modo quello dello spettacolo e cultura. I primi posti sono nelle classifiche dell’>Arte sono riservati ai solo “eletti”  e non solo in America.
Tali posti sono affidati ai migliori dei loro campioni messi apparentemente in concorrenza ma solo se appartenenti alla Comunità.  Madonna, assistita da Staff di alta professionalità, ci ha messo anche molto di suo pur di restare sul podio mondiale e in quel modo longevo. Altre artiste invece sono crollate nei vizi della lussuria. Il premio di Madonna quale Star storica,  è pervenuto anche da un vasto pubblico giovanile che l’ha saputa amare e seguire fino in fondo. Madonna è diventato l’orgoglio della Comunità ebraica.

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Il Rito: 

Il Filo Rosso cabalistico senza nodi, è di classe inferiore, invece, quello fino a 7 nodi e di alto rango e grado assegnato alle capitane delle organizzazioni massoniche. Il  Filo Rosso diventa un giuramento cabalistico se segue questo principio: si prende un filo rosso di matassa,  si fa sette volte il giro della tomba della Matriarca Rachele, si “spezza il capo”, poi si recita la preghiera conosciuta ai soli addetti e una volta consacrato il filo se ne ricavano dei braccialetti rossi, semplici per gli Adepti o con 7 nodi se affidati a  dirigenti Matriosche in Russia o alle Matriarche dirigenti capitaliste. Tale riconoscimento è assegnato anche a chi abbia saputo fondarne un nuovo modello di vita ed essere promossa in campo con titolo Matriarca per meriti acquisiti nel gestire al meglio il Monopolio da governare.

Perché sette nodi?

Perché “Donna Rachele” figlia di Giacobbe nipote di Abramo, sancì per giuramento che il numero di 7 vite morte avversarie pareggiavano la Vendetta per ogni morto subito dalle Famiglie sue discendenti. Ciò servì per imporre il rispetto alla sua progenie. Lenin ebreo, vedremo che lo attuerà contro la famiglia dello Zar composta da 7 componenti fucilati per avergli fucilato il fratello maggiore insorto nel 1905.

Ed ecco la sorpresa: https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Generale_dei_Lavoratori_Ebrei

Detto fatto, la Filanda russa Krasnaja Nit (Filo Rosso) era un covo di BUND ebrei Titolari compresi. Quale modo migliore per confabulare agitazioni e sommosse  nascondendosi dietro l’anonimato tra le moltitudini di lavoro e dirigerli?
Sui Bundisti bisognerebbe aprire una pagina a parte in quanto, tutti i loro nominativi tenuti segreti furono trovati negli archivi delle Intelligence americana, trasferiti solo poi nel 1945 a Londra.  I B.U.N.D. si mossero nel mondo come un agenzia di cosmopoliti  cospiratori ed informatori (spie) a vantaggio del capitalismo americano, anche se, i Bundisti si sono sempre dichiarati socialisti non sapendo di essere manipolati dalle destre ebraiche americane. Il Partito Comunista Americano fu negli anni 20/30 un gran bel partito partecipato di lavoratori,  ma dei Bundisti che si credevano una setta segreta, ne facevano grande uso anche i Servizi Segreti della polizia URSS (la  “Čeka” (ЧК)) per avere informazioni di prima mano (interscambio) sulle tecnologie, usi e  spostamenti politici interni americani (e viceversa). Il PCUS era informato di tutto e tutti fingevano di non sapere nulla sulla esistenza BUND, tallonandosi tutti a vicenda. L’Arte è l’unica disciplina che conserva e rivela le cospirazioni di questo strano mondo che ha sconvolto l’Europa industriale per quasi due secoli.

Israele in Siberia

imagesPremiati  per il loro eccellente servizio,  ai Bundisti il PCUS darà una regione siberiana  per fondare il loro nuovo stato “Israele” dove vivere sereni secondo le loro usanze, costumi e leggi religiose senza più nascondersi. In Siberia, all’estremo Est che da sull’Oceano Pacifico,  Birobidžan è la capitale dell’Oblast’ Autonoma, capoluogo della nota regione/stato Birobidžanskij.
Quando nella controcultura anticomunista si citano gli ebrei deportati e flagellati in Siberia, in realtà venivano trasferiti come pionieri nella regione di Birobidžanskij a costruire il loro nuovo stato sotto il diretto controllo dei loro superiori di fede ebraica.

Aleksandr Isaevič Solženicyn, (Solgeniski) per esempio, come altri ebrei spie capitaliste infamanti, verranno nell’URSS confinati nei “Gulag” (terre da colonizzare). Quegli esiliati accuseranno se stessi con menzogne infanganti contro  l’URSS (oggi Russia), perché agli ebrei piace assai mescolarsi appassionatamente nascosti nei  grandi movimenti storici  rivoluzionarie  mondiali pretendendo di restare nella Russia europea o paesi satelliti, dove c’è molto da intrigare, confabulare cospirare. Odiano restarne fuori dal gioco (e sono da capire), perché quella ebraica è una storia appassionante fatta di mille intrighi a corti, tranelli, veleni, rivoluzioni, guerre, trame, conquiste e scoperte; Arte, letterature, musica, scienze, mestieri; politiche e religioni come i razzi interstellari e le ciminiere nucleari fumanti  ecc ecc,  succo della loro esistenza basata sul santo comandamento:

“L’immortalità la si raggiunge con l’Impresa”.

I primi grandi collezionisti d’Arte nel mondo furono tutti imprenditori del tessile, come mai? La Rivoluzione Russa fu pilotata da sedicenti “Fili Rossi” borghesi finanziati dagli imprenditori tessili? Oggi è come allora basta vedere la politica espansionista ebraica sotto il governo di  Boris Eltins. Nascono le super imprese private dei cosmopoliti chiamati oggi come Privati od Oligarchi.

Che importanza ha giudicarli nel Bene o nel Male se gli hanno governati ambedue con il  pubblico consenso? Ma i reati quelli no, se ne devono fare carico anche le generazioni innocenti nuove e future.

L’Arte è più nascosta e segreta di loro, li osserva, li guida, li usa ma non li giudica… medita.

bundfoto: Il Collezionista. Rivoluzione russa inscenata dai “fili rossi” nel 1905 contro lo Zar.
Di operai se ne vede poco o nulla, invece di rivoluzione borghese trattasi.

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