Enea: Poesia Cosmica n.1

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Intingolo bianco

L’intimo o intimità, è un luogo prettamente
personale velato di pudori che amiamo
in quanto
cripta poetica ove le pulsioni
in moto ci traslano nell’immaginario
con soave potenza suadente.

Eppure riuscite bene nei verbi:
così il sapiente ama vagabondare
come gli stalloni eruditi su piste ove
furono condannati a morire con voi
in battaglie di lance e spade taglienti.

Narrate o intinte piume calamaie
poemi lucenti insanguinati. Orsù!
Testimone, canta ai bianchi crini
la via indicata da Pegaso Alato,
l’intrepido Unicorno reciso dal Cielo
per ciò che rivelò alle Arpe segrete
gli incantesimi i da non rivelare.


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Enea archivio

 

Morte: Negli occhi di Vincent Lambert la nostra umanità perduta

La Morte è un argomento di grande importanza intellettuale e culturale. Il Nichilismo ci ha portato, non solo alla morte dell’Anima, alla morte degli Dei ma addirittura alla morte stessa della Morte. Qui, in FiloRossoArt, è stata aperta una rubrica poetica sul tema della Morte curata da Red Rosse (poeta), sua indagine, che tratterà con rispetto. Quindi, abbiamo pensato bene di ospitare questa pagina di Giuliano Guzzo perché è l’unico – per il momento- ad aver aperto questa parentesi di grande sensibilità culturale aiutandolo nella divulgazione del suo tema  e nostro.


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Avatar di giulianoguzzoGiuliano Guzzo

Aiutatemi vi prego, no, non voglio morire. Gli occhi di Vincent Lambert, il francese tetraplegico 42 anni per cui da stamane è iniziato l’iter che lo condurrà

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M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”


Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi (antenna?). A differenza di quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare, parlare un cabina, tramando d’Arte e altro per aria.

 

Parigi 

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Cenni storici

L’Esposizione di Parigi del 1900 è una delle ultime a rispettare il significato letterale di universale. In effetti le mostre che conosciamo dagli anni ’20 non hanno nulla di universale perché tutte sono tematiche. Alla Mostra del 1900 furono discussi tutti i temi e tutte le nazioni potevano essere rappresentate. Riteniamo che questa mostra sia stata l’evento festivo e commerciale più importante nella storia dell’umanità. Commerciale perché è stato presentato tutto il genio creativo dell’uomo che era industriale o artistico. Festa perché per le popolazioni le mostre rappresentavano soprattutto luoghi di ricreazione, scoperte insolite e meraviglie.L’esposizione di Parigi del 1900 era di 113 ettari intramurali e 110 ettari nel Bois de Vincennes. 76.000 espositori hanno presentato le loro creazioni e oltre 156.000 persone hanno lavorato lì. Durante i 212 giorni di apertura, 52 milioni di visitatori hanno pressato (popolazione della Francia nel 1900 = 38 milioni).Ecco i motivi che ci hanno motivato ad esplorare in dettaglio questo evento tanto pubblicizzato ma così poco conosciuto.

In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu costruita la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.

In seguito furono costruite moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.

La prima ruota panoramica nasce a Chicago nel 1893 e fu progettata dall’ingegnere americano George Washington Ferris, da cui il nome “Ferris wheel” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Venne demolita nel 1906.

Nel 1905 fu costruita a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone, e fu demolita nel 1907.

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Nel 1896 fu costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Fu progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di poter ammirare il panorama della capitale austroungarica.

Vienna

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La più alta ruota panoramica è attualmente la Singapore Flyer, completata in febbraio del 2008, che raggiunge i 165 metri. È destinata però a perdere presto questo primato, in quanto sono in costruzione tre ruote più alte: una di 208 metri a Pechino, una di 175 metri a Berlino e una di 185 metri a Dubai.

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Picasso e il Copista americano

Gertrude Stein e il suo copista americano di Picasso

Spesso, si domandava perplessa:

“Questi quadri possiedono la serenità della perfetta bellezza ma non possiedono la bellezza della realizzazione”

è un po come dire che: come invenzione concettuale il cubismo picassiano può rientrare nella Storia dell’Arte ma per la sua realizzazione brutale, di “bellezza”  vera  e propria non si poteva parlare.

Che fare?

Un giorno Gertrude Stein nel peregrinare per gli States richiamata a furor di popolo nel tenere Conferenze presso giovani universitari della sua comunità religiosa, venne fermata da un giovane pittore. Il giovane pittore le raccontò di essersi imbarcato su una nave per qualche anno e nei tempi morti che genera una nave in mezzo al mare , imparò a disegnare e a dipingere.

Come pittore voleva essere un moderno, perché i quadri moderni essendo pagati molto bene lo avrebbero arricchito a breve e quindi, avrebbe abbandonato la vita di mare per quella su terra ferma. Per imparare l’Arte Moderna si avvalse di riviste cartacee, libri illustrati e cataloghi,  copiando quella “strana maniera di dipingere moderna” e per qualche anno continuò a copiare. Copiava di tutto.

Raggiunta una certa maturità pittorica, cominciò a produrre immagini proprie, e, sapendo  della presenza in città della famosa Collezionista, Critica d’arte e Mercante di opere moderne Gertrude Stein, pensò bene di presentarsi ad Ella per farsi ingaggiare nella sua prestigiosa  scuderie di pittori. Cosi fece.

Prima della Conferenza, avvicinata la Signorina Stein, le chiese un cortese visita  presso il proprio laboratorio per un parere personale, vantando la propria bravura pittorica migliore di quella di  Picasso, Matisse e Modì ecc..

Sulle prime la signorina Stein lo respinse quasi infastidita, ma poi, durante la Conferenza meditò ciò che metterà per iscritto, l’elaborazione di un concetto commerciale  per migliorare e rendere appetibile quell’arte moderna europea nata negli inferni affumicati della guerra e fame, quadri dominati dal nero fumo generato da bombardamenti,  come anche le cicatrici  squarciate presenti sulle ferite di migliaia di reduci  di guerra che incidevano sull’umore dei quadri.

Picasso, cubista era la rappresentazione della disperazione, la follia, il male, frutto di una potenza di fuoco assorbita e degenerata in trame eversive; quindi, una mente infernale generatrice di distorsioni e brutalità. Il colore dominante dei suoi quadri era il bi cromo nero e giallino zolfo. Ma nell’America dai cieli azzurri e tersi, terra di sogni e di Eldoradi splendenti, quei quadri, sinceramente, per la filosofia di allora, per Gertrude Stein erano difficili da sostenere commercialmente. L’orrore manifestato dai collezionisti  e critici d’arte andava superato. Come?

Quei brutti quadri di Picasso, “quadri psichici e inconsci” che dopo una fumata di droga potevano assumere  un brillate tono cromatico, intellettuale e di modernità strana,  sulle ricche riviste lucenti e pattinate americane, le opere di Picasso si presentavano fuori luogo, indegne.

Quel giorno, dopo la Conferenza,  annoiata per ciò che di poco offriva la città in materia museale,  priva di gallerie d’arte, generatrice di pochi artisti; bella città urbanizzata con intorno il nulla, volle quel pomeriggio fare visita al pittore marinaio. Gertrude in compagnia della inseparabile Alice Toklas che volle con se in quanto, un po’ “megera” e Sibilla nel capire gli spiriti altrui, e quindi infallibile nei giudizi istintivi, le  due amiche si portarono insieme dal giovane pittore.
Dopo le presentazioni, accomodatesi, vollero veder sfilare le opere così come fanno le signore quando scelgono sulla passerella un vestito alla moda in Atelier, ed essendo Gertrude  una collezionista, non sarebbe uscita senza comperare nulla. Seguì il suo istinto innato che le divenne dogma: “ciò che capita al Genio si trasforma sempre in opera fattibile.”

Il suo primo giudizio sui quadri fu negativo. Dopo aver mortificato il povero pittore amatoriale, soddisfatta la propria boria critica, più rilassata si lasciò incantare da una tela: la copia di un ritratto della consorte di Pablo Picasso.

Stein amava Picasso e, quegli 83 giorni chiusi nell’Atelier in posa modella al suo primo ritratto, le restarono perennemente un ricordo sentimentale che la legava al quel diavolaccio spagnolo, matador dallo stiletto perfetto, che il suo cuore ebbe trafitto. Quindi i ritratti delle amanti e consorti di Picasso  li aveva sempre comperati per fargli piacere. Anche quel giorno ella fu punta dalla gelosia, per di più, quello sciocco pittore di mare le aveva anche abbellite oltremisura dandole quel candore che le donne  amano nella pulizia del viso e delle vesti, incantando la nostra famosa spettatrice sia per l’ordine che per le linee perfette. Forse dovuta alla rassegnazione, calmate le pulsioni nervose, si fece strada in lei un idea  meravigliosa scrivendo così:

“In questo periodo, fra il 1913 e 1917, i suoi quadri possiedono la bellezza della padronanza assoluta. Picasso poté fare in sostanza tutto ciò che volle. Nei suoi quadri non mise in sostanza niente che non dovesse starci, non c’erano cubi, c’erano soltanto cose; riuscì a metterci solo ciò che conosceva realmente. Tutto finì con il viaggio in Italia e l’allestimento di Parade.

Dopo l’Italia e Parade, egli ebbe il suo secondo periodi naturalista di una bellezza accessibile a chiunque, la sua tecnica era ormai cosi perfetta da conseguirgli di creare tale bellezza con minor fatica, tale bellezza esisteva di per sé. Questi quadri possiedono la serenità della perfetta bellezza, ma non possiedono la bellezza della realizzazione. La bellezza della realizzazione, in confronto alla pura bellezza, impiega più tempo a farsi riconoscere come bellezza. La bellezza della realizzazione, mentre viene creata, non è bellezza: diventa bellezza solo quando le cose che vengono dopo sono creata a sua immagine.  Allora viene riconosciuta come bellezza, grazie alle sue dote di fecondità. E’ la più bella delle bellezze, più bella della bellezza della serenità. Proprio cosi.

il giovane pittore fu arruolato ma a una condizione…. doveva riprodurle le copie di tutti  i quadri cui elle gli sottoponeva, donandogli più splendore ed eleganza. Dovevano diventare prodotti per la Moda e alla Moda da permettere a Picasso di entrare nei paradisi editoriali americani affascinando galleristi, collezionisti, e musei  fino allora restii.

Domanda: Quante sono nel mondo le opere falsificate di Picasso per amore della Moda, dell’Arredo, del Design, dell’Arte, dell’Editoria e del Collezionismo ecc.?

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L’indagine continua…


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M. Ray – M. Duchamp: Stallo?

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

La Topologia: sostantivo femminile, nella lingua italiana ha assunto due significati precisi e diversi;
  1. Lo studio del paesaggio dal punto di vista morfologico.
  2. In linguistica, lo studio relativo alla collocazione delle parole nella frase.

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

I due inseparabili amici Marcel Duchamp e Man Ray avevano ben presente il significato della tale parola, specializzandosi separatamente, ma in simbiosi, sulle loro opere artistiche senza mai confrontarsi. Man Ray non farà quasi mai uso della parola in Arte se non in casi eccezionali o casuali, mentre Marcel Duchamp , passerà tutto il tempo della breve vita artistica a giocare con le parole. I ready made, sono puri giochi linguistici per la creazione di Rebus criptati.

Quando un buon giocatore a scacchi come Duchamp decide di apprestare la sua mossa per indurre l’avversario alla risposta, come un qualsiasi giocatore, egli presenta all’avversario una “mossa enigmatica” nel senso che, dietro quella mossa egli sta preparando uno schema di mosse successive obbligatorie che indurranno l’avversario a muovere i pezzi degli scacchi, obbligandolo a una “mossa riparatrice” obbligandogli percorsi indesiderati facendolo “ballare”.

A quel punto non sono i pezzi della scacchiera avversaria sotto scacco, ma lo sfidante. La “mossa enigmatica ” è la mossa risolutrice dirà Duchamp che annoverando tanta esperienza formulerà: “negli scacchi ci sono mosse invisibili.”

Ma , anche il miglior giocatore di scacchi ha dei momenti in cui subisce la strategia avversaria. Una volta che il campione se ne accorge, e riconosce tra gli “schemi” memorizzati la partita che vorrebbe condurre l’avversario, parte un contro schema già collaudato, Altrimenti passa lunghi momenti di silenzio e riflessione provando partite su partite fino a trovare la mossa decisiva che era a lui invisibile. Scatta l’offensiva.

E’ il caso del Grande Vetro di Duchamp o il mistero di Isidoro Ducass, due opere Enigmatiche dove la topologia linguistica prende forma sotto forma di immagini. La prima di M. Duchamp è una visione aerea del grande vetro rimasto abbandonato nell’appartamento di New York mentre era in trasferta per Servizio in Argentina; l’altra, di Man Ray, è la ricostruzione di un passo del “peota invisibile” Lautréamont datogli in concessione a Man Ray in quanto lamentava a se stesso una scarsa produzione artistica di elevata concettualità.

A parte le due fotografie come supporto cartaceo delle due idee geniali, possiamo cominciare a parlare di livello superiore d’Arte, talmente superiore che i due artisti sono stati interdetti dalla comprensione dal loro lavoro fissandosi nelle loro mente la meditazione di una mossa invisibile senza speranza per una partita a scacchi senza fine.

I due srtisti sanno che le due opere sono legate tra loro da un “filo invisibile” comune non capacitandosi una soluzione che tarderà a venire.

Passeranno quasi 50 anni da quegli scatti fotografici morendo ambedue senza venire a capo della soluzione. Intanto sto meditando sulla “partita senza fine” per ambedue, perché il loro silenzio considerato una mossa sotto “Stallo” in realtà evidenzia lo Scacco Matto subìto se si conosce il volere dell’Arte.

 

L’Enigma associato indivisibile

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Foto Man Ray: coltivazione polvere – Duchamp                    Foto Man Ray: Mistero di Isidore Ducasse.

 

 

Man Ray: Foto, Cartografia e Matrioske

Arte e Matrioske.

Le immagini artistiche di Man Ray, quelle d’Arte rivolte all’Arte e  scattate per l’Arte sono pochissime anche se, dobbiamo ammettere che, senza l’operato fotografico di Man Ray, sarebbe impossibile avere oggi un quadro ampio sulle Avanguardie e dei loro lavori andati dispersi durante i conflitti bellici, come anche i reportage sugli incontri , le convivenze e gli amori tra gli artisti.

Come già detto, le sue immagini veramente artistiche sono quelle commisionategli da M.D. e che restano enigmatiche anche per se stesso in quanto, essendo supporter ed amico di Marcel Duchamp, Man Ray, non aveva una cultura metafisica in Arte, specie sul sapere enigmatico dell’Alchimia, lezioni che prenderà in seguito con l’amico M.Duchamp.
Man Ray, in questo settore si è sempre mosso in modo impacciato e non faceva domande perché è buona regola per chi lavora nei Servizi di non fare mai domande ad un proprio collega. Nei Servizi, il punto interrogativo è severamente vietato, ciò è uno regola militare alla quale attenersi. Una domanda in più o fuori luogo, e si era tacciati di controspionaggio. Quindi, il sacro ermetismo nell’arte delle Avanguardie, era semplicemente una regola del silenzio imposta dai Servizi. Se depistare, depistare e depistare sempre è il dovere dell’avanguardista, ricostruire il processo avvenuto nell’Arte nei primi del novecento è cosa difficile e merita molta attenzione.

Oggi, spiegare di Man Ray le immagini enigmatiche che lo resero famoso, supererebbe la sua stessa aspettativa. L’archivio immenso fotografico di Man Ray, furono scatti di “Servizio” in quanto, essendo responsabile americano in Europa per conto della Moda (diceva lui), ma da come si sono avvicinate e mosse e assunte certe modelle e pedine femminili a lui legate, evidenzia del Maestro, un impegno politico/militare per conto degli Americani e Massoneria.

Mettendo momentaneamente in disparte il suo operato militare, l’impegno civile e artistico di Man Ray pare sia stato eccellente. Dedico alla Moda, e messi a fuoco i suoi spostamenti e frequentazioni, il suo, fu un Servizio eccellente su “modi e maniera” di vivere dei francese. In tal modo M.R. aggiornava le centrali operative americane sull’andamento dell’Europa da manipolare in seguito. L’America nutriva per noi progetti di vita e di trasformazione alla maniera americane e quindi, modelli industriali nuovi in grado di trasformare gli ambienti urbani europei per l’arrivo industriale dei “beni di consumo di massa“. Arrivava il Consumismo.

Ora, visto che dopo la prima guerra mondiale lìAmerica è l’unico stato che si è arricchito con le munizioni, impoverendo tutti gli stati coinvolti in quella guerra, all’Alleanza che non aveva ancora una aviazione d’alta quota e le ottiche capaci di fare rilevamenti minuziosi, gli abbisognava molti fotografi, incisori minuziosi e cartografi per mappare i terreni e città di tutti gli stati debitori sotto il suo controllo e le cartine venivano spedite alla ” The American Geographical Society Library” dentro i bauli diplomatici mai aperti dalla Finanza appartenenti delle super collezioniste d’arte:  le Sorelle Cone. Ogni squadra d’arte doveva dare il proprio contributo. Per l’occasione vennero in Francia centinaia e centinaia di americani disegnatori e pittori a prendere lezione “d’arte Moderna” dai Maestri francesi che vantavano primati d’aste nel mondo (tipo Matisse e Picasso e soci).

L’Europa non era adeguata a tale trasformazione industriale, troppo piccola e ristretta. Come Nerone per Roma da modernizzare, l’Europa andava distrutta, abbattuta e ricostruita secondo i nuovi canoni industriali per far circolare meglio i nuovi mezzi di trasporto pubblici, le automobili private e camion  in arrivo alle industrie europee. I motori avrebbero preso il posto di carrozze e cavalli. Il monopolio sarebbe stato il carburante, il terziario del trasporto: ponti, strade, porti e gallerie, verranno lasciati alla libera interpretazione degli stati ma da attenersi alle normative urbane internazionali redatte dalle capitali americane super collaudate. Tale progetto si rivelerà per noi europei un disastro umano: due grandi guerre fratricide e massacri infernali.

La sfida alla Russia da convertire al consumismo e capitalismo, doveva essere diretta da  agenti americano/russo, persone che parlassero la lingua russa, capace di contattare e adunare i rifugiati politici russi e motivarli, uomini e donne da usare per contattare i fratelli ebrei al di là  della impenetrabile frontiere russe.  Quel maledetto 1917 sfascista in Europa, sfasciò le finanze di molti stati, gli animi, il lavoro, e milioni di ragazze e donne rimaste senza mariti, madri senza più figli, orfani di padri, tutto ciò  si rivelò un disastro umano di proprozioni immani; poi ci si era messo per la seconda volta, il fallimento di conquista della Russia che diventava Comunista, quindi gli approvigionamenti della ricostruzione europea sarebbero stati tutti a carico dell’America, la piu ricca di risorse e mezzi.

Uno di questi agenti organizzatori di reduci di seconda ondata dalla Russia monarcha e anticomunisti,  fu Man Ray, colui che conoscendo l’arte della cartografia, fotografia e delle “Matrioske”,  l’applicherà alle sue squadre parigine e spagnole nella creazione della sua Avanguardia Surrealista e Dadaista, basi del nuovo servizio segreto camuffato nell’Arte per relazioni diplomatiche pericolose.

 

SCACCO ALLE AL-FIERE

 

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Gala


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Tutte RUSSE E “sorelle” DI FEDE ecc. ecc. ecc.

 


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                     SCACCO ALLA ANCELLA

 

Chi era la stampatrice ufficiale delle mappe?

 

 

 

Foto Man Ray: Meret Oppenheim al torchio

 

l’Architetto Man Ray aveva lavorato con passione e imparato il mestiere in una ditta di cartografia…  se lo ricordo bene, solo poi divenne fotografo a 24 anni frequentando la scuola anarchica spagnola di New York.

 

la ricerca contunua


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G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

Quando l”amore condiziona l’Arte 

L’amore di coppia così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico nella cultura monoteista mediorientale (catto/judea/islamica) è diventata dominante. L’unione della coppia è santificata dal sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri coniugali non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie insorgono perché latenti nati rima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Foto: Getrude Stein e Alice Toklas 

bdede480fe33955f7b77356938de4698Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento ses-suale di Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, e alcuni aspetti comporta-mentali che hanno modificato le scelte e il percor-so dell’Arte in Europa. Sembra assur-do sostenerlo ma questo elemento di analisi risulta aver  determinato lo spostamento dell’asse artistico.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è condizionato da una censura diretta da parte di una regia occulta politica nazionale. Non  è un caso se   Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia collettiva apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale andata a buon fine ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si era diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti  europee nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittorico, era molto elevato, diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti, presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie, le belle modelle, i colori s’impastano tra loro sporcandosi, insudiciandosi ed appare il nero graffite a peggiorare la situazione, special modo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente tra le Avanguardie si comincia a vendeva di tutto e di peggio. Anche i brutti disegni a carboncino erano grezzi e sbavati, però  bastava che fossero una espressione delle Avanguardie per diventare ufficialmente Storia. Da quel momento in Arte non si buttò via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchissimi.
Che strano essere il ricco; più è ricco e più compera senza guardare a spese le brutalità?  “Come mai? si chiedevano le Accademie di allora. Domandandosi in cosa consisteva il trucco o il raggiro”.
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob diversi articoli in merito che tentano di spiegare questo fenomeno: ma questa volta, per chiarire meglio il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire , dove ci portano dove vanno a finire e dove si trovano parcheggiate.

Lobby del Cotone

Il Capitale industriale, dalla meta dell’ ’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli ancor più. Il capitale conquistava con enfasi e allegria tutto e tutti ampliando, diffondendo i propri prodotti modernizzati migliorando la vita quotidiana dell’Uomo e riempendolo di nuovi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che viene chiamata la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte senza mezzi termini.
Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve, mise in moto in arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana”. Dirà la Stein  a Picasso,  li capitalizzeremo immediatamente.
Nelle indagini dobbiamo capire innanzitutto chi sono gli artisti, la loro fede e il funzionamento dell’economia globale del territorio ciò per meglio capire chi sono i loro collezionisti, per comprendere le loro ragioni, le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti da parte di coloro che poteva comperare il meglio preferendo il peggio?

 

collezione matisse

Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che di feticismo non si tratta ma di una spinta innovativa verso il futuro tenuto segreto, quasi immotivato.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro due è un possibile reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fede religiosa?  (ebree) Eppure sono presentate alla storia come due  chiacchierate lesbiche, o forse il loro lesbismo è stato  un normale rapporto fedele consolidato?
Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano ricche, milionarie le loro famiglie, figlie legittime americane, un giorno decisero, separatamente l’una dall’altra  di andare in Europa per fare vacanze quando ancora non si conoscevano.

Vediamole:
Le due amabili signorine  in America frequentano i primi due anni di medicina (pure loro) presso le  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare ad altra disciplina universi-taria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono i loro racconti, i conoscenti artisti e letterati che si frequenteranno a Parigi, hanno fatto lo stesso percorso universitario con a monte due anni di medicina. Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentare medicina o è un lascia condotto per altre mansioni?

Sia Toklas che Stein hanno due anni di Medicina alle spalle, durante quegli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio di donna), ereditiere le quali famiglie si sono arricchite in America delle fortune del padre padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo pure lui).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone  in elegante posa

Quindi, un filo rosso invisibile legava tutte e tre le  ragazze in quegli anni universitari quando erano spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria, è quindi ,studentesse al pari dei rampolli di industriali, erano matricole di una Università che aveva il compito di erudirle a “Manager” di altissimo livello da impegnare in società finanziarie.


La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo  sull’Elettricista, Gertrude Stein comunicava di notte con la sua Comunità diurna americana dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, al mattino, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti da trascrivere a macchina in mattinata per la stesura delle sue opere concettuali future, e dispacci finanziari, mentre Gertrude Stein  andava a riposare fino a mezzogiorno.

Immagine correlata

Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa, una sirena dolcissima le incantava il suo dolce amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre ai Servizi segreti, ella comunicava via telex con Etta, l’altro cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbe-dienze amorose con Etta Cone.

Foto: Clairbeled Cone,  Gertrude Steine,  Etta Cone.
1904  in Italia

cone-sisters-5-5-11-11 (1)Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte esponendo la sola collezione privata di Etta Cone. Di Etta Cone è stata esposta tutta la collezione privata d’arte, mentre della riservatissima dottoressa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver perso l’occasione di visitare il museo KAREN LEVITON, un nitrito numero di lettere era presente e confutabili su richiesta al direttore della mostra per riuscire meglio comprendere certe dinamiche politiche. La mostra intitolata “Vendemmia dei Souvenir” se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Pablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.  Il numero è impressionante! Il giro d’affari degli Stein andavano a gonfie vele e la Comunità ebraica poteva far viaggiare via nave  le casse personali di Etta Cone rigorosamente sigillate sente pagare dazi e dogana via Francia.

Quei quadri, furono frutto del collezionismo feticista o un finanziamento illecito occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein un dì  sarà  possibile avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari dei susseguiti “viaggi vacanza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Gertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

 

SteinFamilyParis1905  Foto: Famiglia Stein
L’indagine sul misterioso “Cartello del Cotone” finanziatore  continua.
Ci sono tracce profonde che ci porteranno  alle Filande di Russia.


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Gertrude Stein 

BLU Marina: Poesie Saffiche (archivio)

Poesia Saffica

Poesia d’Amore e Lesbica

Rubrica di: BLU Marina

 

Ci sono giorni che leggo solamente poesie per ore. Poi mi stanco.

A sera mi sembra di aver letto un quotidiano intero, mille telegrammi, tesi di storia moderna, viaggi interstellari, algoritmi concettuali complessi con parole mai lette prima. Le chiamano poesie.

Anche io senza televisione in famiglia, non sono più bombardata da immagini e suoni sgradevoli. Nella solitudine serale ho riscoperto le parole emesse dalle voci umane o scritte per corrispondenza (e.mail) o come qui, lette sul video.

Poi, siccome WordPress è tanto gentile con me e anche FiloRosso da ritagliarmi uno spazietto tutto mio, rincompenso tutti donando gratuitamente le mie poesie agli iscritti di WP.  Se vi piaciono ve le regalo.

Grazie.. prego! ^_^


Vabbe! Intanto ci provo con queste due e quando ne ho altre ve le posto:



Blu marina : Altro

Le mie copertine

 


 

Tamara de Lempicka – pittrice

Questa galleria fotografica delle opere della de Empirica, la vorrei qui mia ospite per metterla a conoscenza del mio futuro pubblico. Ringrazio il presente Blog che l’ha proposta e sostenuta. Altri link verranno aggiunti a sostegno della femminilità giunonica smarrita.

Pur segretata dalla “Buon Costume” per anni in Italia, anche se criticata severamente dalle castità curiali, anche se disprezzata dalle Avanguardie e dalle correnti moderniste che si sono spinte fino all’astrattismo, la Tamara de Lempicka è emersa nella Storia nell’Arte grazie alla Moda, Ministero dell’Estetica che tutti i costumi osserva in silenzio e “modifica” in meglio, arrestandosi senza commenti davanti ad una simile sostenitrice, artista e pittrice, promotrice di quella Lussuria che Moda cercava quale rappresentante di un mondo effimero moderno a sostegno continuo e creativo dell’imporsi sensuale. Con la Tamara de Lempicka, ecco apparire la fatale stella che senza parlare commenta da sola i desideri femminili di fatalità che le donne non vorrebbero mai vedere sopprimere. L’immagine, l’apparire, l’affascinare e l’ipnotizzare, è brama femminile alla ricerca della sua immortalità non criticabile da nessuna religione, ideologia, o cinica critica. Il fascino è una tappa innata da raggiungere, beata chi la gode in felicità.


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Nata Maria Gurwik-Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), è stata una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell’Art Déco.

Una donna affascinante quanto misteriosa, simbolo dell’emancipazione femminile e di un secolo rivoluzionario come il Novecento. Per capire Tamara dobbiamo sapere che è la diva, l’eleganza, la trasgressione, l’indipendenza e la modernità. La “donna d’oro” come la definì d’Annunzio durante il suo insistente corteggiamento.
Tutte le sfaccettature di Tamara de Lempicka, come donna, sono racchiuse nei suoi personaggi, solitamente modelle prese dai più eleganti ritrovi di prostitute. Donne sensuali, vestite solo di un rossetto, che si accarezzano e si riversano sul divano o sul letto. Scene, erotiche, intime e familiari che coinvolgono lo spettatore, uomo o donna che sia.

#arte, #pittura, #quadri, #opere, #artista, #eleganza, #trasgressione, #Art Déco, #Tamara de Lempicka,

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Cubismo: Chi è Kahnweiler?

Portrait-de-Kahnweiler-par-Brassai-MP1996

Daniel-Heinrich Kahnweiler (Mannheim, 25 giugno 1884 – 19 gennaio 1979) è stato un gallerista, critico d’arte e scrittore tedesco naturalizzato francese

Si narra nella storia del Cubismo di un certo Kahnweiler, (noto come Daniel-Henry il tedesco), sposato a una francese. Amante dell’Arte. Visse diversi anni in Inghilterra dedicandosi agli affari risparmiando tutto quello che poteva per aprire un giorno una bottega di quadri a Parigi. Arrivato alla Capitale, dopo i primi sondaggi decise di puntare sui cubisti. Ma Picasso da buon spagnolo sospettoso fu ostile. Fu la moglie di Picasso, la filo russa ballerina Fernande a occuparsi delle trattative portandole quasi a buon fine. Il gruppo dei cubisti, superate le diffidenze iniziali e a corto di danaro, aprirono la fiducia a Kahnweiler dandogli i propri quadri in “pre-vendita”. Per il giovane e inesperto gallerista, conoscendo i caratteri bislacchi e smodati degli artisti, da buon tedesco pragmatico li sottopose tutti all’obbligo di un contratto firmato esigendo la produzione.

Kahnweiler, aveva installato nella propria scuderia l’intera squadra cubista. Fu quello che in affari si chiama “un vero colpaccio”, sollevando dagli obblighi simpatico/economici, Gertrude Stein nei doveri di confraternita coi cubisti. Ora Gertrude Stein poteva interessarsi di altro: aveva un gallerista fedele, istruito in Inghilterra, una squadra straordinaria di folli imprigionati contrattualmente e avere per se tutto il tempo per tramare i propri “disegni eversivi”.

Tutto questo accadeva tra il 1909 – 1914.

Poiché Picasso era uno dei promotori del progetto della Grande Guerra mondiale e quindi informato sui fatti, invitò Kahnweiler a prendere la cittadinanza francese in vista di quella possibile e imminente tragedia, ma Kahnweiler, “ignaro” di tanta apocalittica visione, non regolarizzò la propria posizione tergiversando imperterrito a mercanteggiare i quadri cubisti, impinguando le loro tasche, ma tergiversava perché avrebbe comunque dovuto aspettare che gli scadesse il congedo militare con la Patria tedesca.

Ma haimè , la Grande Guerra scoppiò veramente e Kahnweiler, essendo di origine tedesca dovette allontanarsi in fretta e furia dalla Francia lasciando in bottega tutti i quadri invenduti, gli effetti personali, la casa, il mobilio e gli indumenti personali. Il governo francese, per una legge di guerra, sequestrò tutti suoi beni e conti.

Tutti i quadri acquistati nei tre anni di attività che precedettero la guerra erano prevalentemente cubisti, e narra Gertrude Stein che poco prima che scoppiasse la guerra, entrata nella bottega di Kahnweiler, vide per la prima volta i quadri di Juan Gris acquistandone tre. Kahnweiler non lasciava indietro cosa che non facesse, per loro, amandoli e dirà che i pomeriggi, quando quel gruppo andava e veniva nella sua bottega essere per lui veri e propri pomeriggi da Vasari.

Subito dopo la guerra il Tribunale mise all’asta tutto ciò che fu requisito nella bottega di Kahnweiler e, gli amici cubisti, si precipitarono a riacquistare le opere proprie. In quell’occasione il gruppo si ritrovò per la prima volta ricompattato subito dopo la guerra.

Durante l’asta avvennero dei tafferugli con il Perito battitore. Gli artisti, con a capo Braque, chiesero la prelazione a bassissimo costo in quanto, artisti stessi delle opere, non che, ex combattenti con ferite di guerra riportate per amor di Patria.  Braque, esibita la Croce d’Onore al valore per meriti di guerra, quando il Perito procedette senza dargli retta, Braque, il gigante, lo stese a terra con un pugno al viso . Al comando di Polizia durante la stesura dei verbali, venne riconosciuta, grazie a Matisse (ex studente di giurisprudenza), la ragione giuridica e militare di prelazione di Braque. Infine, con pochi soldi portarono via tutto meno i quadri di Juan Gris, snobbato dal gruppo. (perchè?)

Juan Gris. verrà ricompensato con buone vendite un anno dopo quando Kahnweiler tornerà in Francia ricevendo un lascito di ”Buona Condotta” per non avere partecipato durante le ostilità contro la Francia in guerra. Nel frattempo i cubisti si erano sistemati con nuovi galleristi. Juan Gris resterà affiliato per sempre alla scuderia Kahnweiler.

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 aprì la sua galleria a Parigi nel 1907. Egli decise di comprare opere di artisti innovatori, incominciando a sostenere, in particolare, il lavoro di Derain, Braque e Picasso (quest’ultimo incontrato nel suo studio nel 1907).

Nel 1908 espose -in una personale- le opere di Braque rifiutate dal Salon d’Automne. Fu in questa occasione che si parlò per la prima volta di Cubismo. Sono suoi clienti della prima ora l’americana Gertrude Stein, lo svizzero Hermann Rupf, il francese Roger Dutilleul, il russo Ivan Morozov (da indagare), tutti esponenti di quel “ristretto ambiente d’élite” internazionale che rappresenta il primo nucleo del collezionismo d’avanguardia.

la ricerca su Kahnweiler continua:

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Cubismo e Picasso