M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”


Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi (antenna?). A differenza di quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare, parlare un cabina, tramando d’Arte e altro per aria.

 

Parigi 

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Cenni storici

L’Esposizione di Parigi del 1900 è una delle ultime a rispettare il significato letterale di universale. In effetti le mostre che conosciamo dagli anni ’20 non hanno nulla di universale perché tutte sono tematiche. Alla Mostra del 1900 furono discussi tutti i temi e tutte le nazioni potevano essere rappresentate. Riteniamo che questa mostra sia stata l’evento festivo e commerciale più importante nella storia dell’umanità. Commerciale perché è stato presentato tutto il genio creativo dell’uomo che era industriale o artistico. Festa perché per le popolazioni le mostre rappresentavano soprattutto luoghi di ricreazione, scoperte insolite e meraviglie.L’esposizione di Parigi del 1900 era di 113 ettari intramurali e 110 ettari nel Bois de Vincennes. 76.000 espositori hanno presentato le loro creazioni e oltre 156.000 persone hanno lavorato lì. Durante i 212 giorni di apertura, 52 milioni di visitatori hanno pressato (popolazione della Francia nel 1900 = 38 milioni).Ecco i motivi che ci hanno motivato ad esplorare in dettaglio questo evento tanto pubblicizzato ma così poco conosciuto.

In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu costruita la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.

In seguito furono costruite moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.

La prima ruota panoramica nasce a Chicago nel 1893 e fu progettata dall’ingegnere americano George Washington Ferris, da cui il nome “Ferris wheel” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Venne demolita nel 1906.

Nel 1905 fu costruita a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone, e fu demolita nel 1907.

la Great Wheel di londra

Nel 1896 fu costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Fu progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di poter ammirare il panorama della capitale austroungarica.

Vienna

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La più alta ruota panoramica è attualmente la Singapore Flyer, completata in febbraio del 2008, che raggiunge i 165 metri. È destinata però a perdere presto questo primato, in quanto sono in costruzione tre ruote più alte: una di 208 metri a Pechino, una di 175 metri a Berlino e una di 185 metri a Dubai.

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Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela dintorni

Quando le donne parlano delle donne non hanno bisogno di un avvocato difensore. Il sito: enciclopediadelledonne.it/  segnalato da Daniena Dintorni Bloger in Word Press, ci rimbalza una buona scheda di presentazione di Valeria Palumbo per parlare in futuro e in modo approfondito di Meret Oppenheim, altro personaggio artistico avvicinatosi all’Arte con scopi non artistici e che avremo modo di approfondire allargando la rosa degli “allegri sospettati”, o finti artisti/e che, misero a rischio la propria vita per fini e ideali diversi dell’Arte e che, invischiati/e nella Storia d’Europa si ritrovano eroi/eroine della rivoluzione di inizio secolo XX°.

Meret Oppenheim, modella di posa per nudo, noleggiò il proprio corpo in diversi studi artisti francesi infilandosi nelle spesse maglie dei servizi segreti europei che inquinarono il mondo dell’Arte dalla metà delll’Ottocento fino ai nostri giorni assumendo poi,  nella “ricostruzione” del dopoguerra ’45, la strada concettuale che chiamiamo oggi Arte Moderna.
Anche Meret Oppenheim verrà arruolata da Man Ray (Uomo Ragno) come altre modelle  con mansioni delicate di fotoreporter o artiste o amanti in Avanguardia scoperta. Scaltra, spregiudicata ma di alta fermezza, dopo i tormentati anni bellici, forte della esperienza presso la corrente surreslista ,  si riaffacerà in arte utilizzando il chick come arte dissacratroria, spalancando all’informale scenico, una sorta di novità per la Moda, introducendo il concetto di “osceno”,  performance ad alto effetto sureale e scandalistico. Queste parole oggi non hanno piu senso in quanto abbiamo digerito quel’ “Oltreconfine” nel quale fu impegnata Meret con altre artiste, negli anni 40/50/60 le sue idee fecero breccia  contro il formalismo borghese di vecchio stampo, introducendo nuove tecniche dissacranti ed esibizioniste, divenedo ella stessa: il motore creativo.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/ Charlottenburg (Berlino) 1913 – Basilea 1985 Berlinese: Meret Oppenheim nacque il 6 ottobre 1913 a Charlottenburg, oggi nel cuore della capitale tedesca e fino al 1920 una città autonoma. Suo padre era un medico di Amburgo, Erich Alphons. Sua madre, Eva Wenger, era svizzera. Il suo insolito nome, Meret, veniva dall’episodio Meretlein del […]

prosegue ne Link: Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela e dintorni 


 

Nel rovistare nei Blog di Daniela Dintorni è possibile imbattersi in una sua singolare esperienza molto curiosa, quando la bloger narra su ciò che le è accaduto con la direzione di Face Boock, quando ha cominciato a trattare inconsapevolmente l’argomento  “Meret Oppenheim” tra le sue dive femminili da divulgare, rimanendo interdetta per i successivi incomprensibili scatti di censura da parte della direzione di Face Book in difesa dell’artista. Daniela Dintorni si era limitata a pubblicare una serie di foto che ritraggono l’artista nuda e da parte di Face Book c’è stata una alzata di scudi protettivi a favore dell’artista, quindi vi troverete davanti a due quesiti di estrema sensibilità da parte del Network e sono:

  1. che i titolari dell’impresa FB essendo di fede ebraica si assumono il compito di difendere una loro consorella di fede da eventuali comportamenti scandalosi di consumo rete.
  2. potrebbe essere che Face Book abbia voluto salvaguardar un diritto di immagini quando lo stesso Network lascia che si diffondano le stesse immagini per aumentare la notorietà dell’Artista loro protetta.
  3. Tutte e due insieme.

A causa di questa osserrvazione, siete invitati a leggere alla sua pagina:
https://danielaedintorni.com/2018/10/07/facebook-e-i-suoi-assurdi-standard-di-oscenita-di-daniela-domenici/  dinamiche di censura e che vanno al di là di ciò che la Daniela Dintorni neanche immagina.

L’articolo mette in luce le relazioni segrete della Meret Oppenheim con due noti personaggi inquietanti della Storia dellArte quando nell’articolo leggiamo :

E lì conobbe Alberto Giacometti e Hans Arp. In qualche modo il suo successo cominciò con l’orecchio di Alberto: la prima opera di Meret che ebbe risonanza si intitolava appunto L’orecchio di Giacometti. L’artista aveva allora 20 anni. Giacometti e Arp la invitarono a esporre, sempre nel 1933, al Salon des Surindependentes. Da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti.

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Cio è a dimostrazione che, gli incontri perfetti nella storia non sono mai casuali, ma “presentazioni Ufficiali”

L’articolo in realta è di Valeria Palumbo, ella col suo metodo ordinato di presentare i fatti, ci da modo di capire le convivenze intriganti nel Mondo dell’Arte di quegli anni, presentandoci lo spezzone di un filo rosso appartenente a una matassa molto complessa da smatassare, filo da riannoidare, e che grazie a ciò, mi scagiona da eventuali imputazioni di costruire imputazioni falsificate nel processo ai danni subiti dall’Arte.

 

Visita guidata presso la “galleria”  Googli Immagini al link sottostante dove è possibile avere una panoramica delle opere artistiche dell’Artista: Meret Oppenheim

(fare copia-incolla dell’indirizzo sotto):
https://www.google.it/search?q=meret+oppenheim+opere&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjw47is0s3gAhVswYMKHVs0CrgQ_AUIDigB&biw=1280&bih=869#imgdii=dpq72T3CsVFA0M:&imgrc=sbP3U__Bi74znM:

 

Ultime volontà dell’artista: “Mi chiamo Meret La Roche Oppenheim, sono una pittrice e scultrice. Le cose che ho fatto non hanno molta importanza, vorrei essere cremata e non desidero sacerdoti al mio funerale.”

 


(indagare su X è un coniglio)

l’indagine continua

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G. Stein: Femminicidio di una spia tra le spie

Che gli artisti deplorino la Guerra è arcinoto, lo hanno dichiarato nei loro Manifesti fondativi. La Storia dell’Arte esonera i propri eroi dalle responsabilità belliche santifi-candoli con aureole sul capo o petto per essere stati “obiettori” di coscienza. Ma le cose sono andate veramente cosi?

L’assassinio bellico (Fratricida) è pertinente al mondo delle armi. Le donne furono  esonerata dai campi di battaglia godendo di una protezione straordinaria quasi mistica: “La donna genera la Vita, l’uomo genera la Morte”. Tutto seguì il normale corso delle guerre e gli ordini cavallereschi  fino a quando i contendenti  sconfinarono dai campi di battaglia per entrare nelle città. da 1930 ad oggi   e gli eserciti fascisti per stanare i rivoltosi  decisero di bombardare la città di Guernica. La guerra dello straniero contro civili,  sconfinò.

Con l’avvento delle Avanguardie artistiche nel XX° secolo, la pentola del diavolo si scoperchiò e nel brodo delle passioni infere vennero messe in cottura anche le donne. Il Manifesto Futurista  declamerà la morte della ” donna romantica ” (dalla gran sottana) chiedendone l’impegno di sacrificare la propria femminilità trascinandola in un mondo asessuato fatto di lavoro. La rivoluzione femminile di allora, vista da lontano, fu una rivoluzione esplosiva per le donne che videro in breve tempo  stravolto non solo il guardaroba ma anche la propria presenza nella corsa selvaggia della industrializzazione.

Tante scuse artistico-letterarie e bugie furono dette, solo per sostituire  i giovani operai caduti in trincea. I Manifesti Futuristi osannavamo la guerra come scatto di emancipazione sociale, e qui, possiamo anche essere d’accordo alla luce dei risultati tecnologici stupefacenti che quei  demoni ci donavano, ma, la coscienza umanitaria del poi, vanificherà ogni sforzo dichiarando che si sarebbe raggiunto quel traguardo anche senza le disastrose risse nazionali.

Ma la comunità ebraica quando chiama all’adunata i suoi fedeli per un esercizio militare di conquista suprema, tutti rispondono prontamente  e animosamente all’appello; siano essi maschi o femmine, poveri o ricchi, i richiamati fanno quadrato insieme. Quindi ora, grazie a Gertrude Stein ci spostiamo con la macchina del tempo (Letteratura) in una base segreta di guerra, ufficialmente camuffata nella placida vita di campagna, si prepara-vano e impartivano anzitempo gli ordini di guerra ai confratelli impegnati nella grande rivoluzione industriale prebellica.

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Leggiamo su “Autobiografia di tutti” della Stein:

… Madame Caesar non molto ma un po” preoccupata per lei. E poi Madame Steiner se ne andò e doveva ritornare l’inglese. Bernard Fay stava a casa nostra allora e George Lyon, George Lyon, era di Chicago e voleva fare il diplomatico ed era cattolico e ora è impiegato in una fabbrica di cibi in scatola ma questo non importa perché tutti si interessavano a lui proprio come tutti si interessano a tutti.
L’uomo di cui tutti parlano se non parlano di qualcos’altro mi chiamò al telefono e disse che l’inglese era morta, be’ dissi, sí disse, che cosa è successo dissi, è morta disse ma è appena arrivata dissi sí lo so disse ma è morta . Oh sí dissi be’ mi dispiace molto dissi sí disse, be’ dissi, come è morta be’ disse l’hanno trovata morta nel fosso, chi dissi, be’ disse, l’hanno trovata morta. Oh be’ dissi che cos’è successo se è morta be’ disse è venuta la polizia perché dissi l’ha uccisa qualcuno, be’ disse credo sia meglio che venga disse, dissi lei c’è no disse non ci sono, e la morta c’è, no disse non c’è, be’ dissi ci sono i cani l’hanno trovata, no non l’hanno trovata disse, ma comunque disse sarebbe meglio che venga. Così Bernard Fay e io andammo.
Piango verso lacrime ma questo non c’entra per niente.
Piange versa lacrime.
Tutti quelli che sono venuti là hanno occhi bellissimi così disse Bernard Fay (1) e non sbagliava Madame Caesare e Madame Steiner li avevano. C’era anche un’americana che sapeva tutto su Benjamin Franklin. Bernard Fay sa tutto anche lui su Benjamin Franklin, e fuori , c’erano due l”uomo che installa le stufe elettriche e la moglie e dentro c”era una donna molto grassa che non si muoveva ed era tutta in nero come se fosse sera. Era la madre della moglie dell’elettricista e più tardi rimase lì.
E l’inglese era morta. Madame Caesar disse che era arrivata a casa e avevano chiacchierato e organizzato insieme e l’indomani mattina nessuno l’aveva vista e poi l’avevano trovata e dissi ma se voleva uccidersi doveva farlo durante la traversata e non aspettare fin quando l’aveva fatto era ed era molto considerato da parte sua. Sì disse Madame Caesar ed era stata non molto considerata con me. Poi ripetemmo tutti questa cosa molte volte, la polizia era venuta e l’aveva presa ma non avrebbe dovuto farlo.

Be’ comunque non successe altro.

C°erano due pallottole nella sua testa, il berretto basco che portava spesso era stato messo con cura su un sasso

l dottori dissero che nessuno si spara mai due volte, tutti quelli che erano stati al fronte durante la guerra dissero (*) che a volte quando ci si voleva uccidere ci si sparava due volte.
Comunque fu solo una volta che rivedemmo Madame Caesar, venne a trovarci e quelli che volevano vederla tirano da lei e dopo un po’ tutti avevano paura di lei e per lei e poi dopo un po’ per quanto fosse da lei nessuno era da lei «vale a dire la signora Steiner non c”era più e c’era la moglie dell’elettricista.

Non ci infastidì mai più ma ogni volta che voglio scrivere voglio scrivere su ciò che le accadde. Comunque è inutile non dimenticare quel che si sa, e non sappiamo quel che le accadde.

E Poi quell’estate finì

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Chi erano e quanti erano i “Medici” presenti e che, anzitempo, favorirono le mosse della Germania Nazista che stava diventando con la benevole autorizzazione- la prima futura potenza nucleare al mondo? Dada ci darà le risposte.

Di fatto, una eroina di nome Steiner (cognome ebraico pure quello )  fu sentenziata a freddo dopo essere stata scoperta anche se aveva gli stessi “occhi belli” dei confratelli?

Mha!? La sentenza rimane ancora sconosciuta, segretata nelle “Ragioni del Stato” franco-americane.


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Gertrude Stein

Monet: il Gran Giardiniere.

monet_giardiniere_vv8311900: I quadri di Claude Monet,  nella seconda parte della sua esistenza artistica, ebbero una impennata economica straordinaria quando gli  americani pilotarono i loro interessi strategici verso questo artista aumentandogli di colpo: commesse, richieste e prezzo. L’Eccessivo costo delle sue opere nascondevano di fatto, il trasferimento di capitali illeciti, dai privati alle organizzazioni eversive europee. Monet, divenne la sede logistica e diplomatica oculata nelle relazioni diplomatiche e militari tra America, Francia e Giappone in vista della presa del Palazzo d’Inverno dello Zar Nicola II Romanov.  Di fatto, per meglio ospitare le autorità giapponesi e dargli un asilo confortevole e mistico, Monet volle trasformare la sua abitazione in uno ostello accogliente con giardino giapponese attiguo. Quindi, i quadri di Monet non sono vettori  economici, alcuni subliminali o criptati (vedute di porti e industrie) a fini bellici; non solo, ma  sopratutto cambiali a buon fine una volta portata a termine la guerra Russia-Giappone.  Tutti gli ossequi a buon rendere sugli impressionisti,  servono al sistema di mercato Borghese industriale per glorificare i suoi eroi come grandi combattenti della causa ebraica mondiale sostenendogli il prezzo, e certamente, non per fini artistici. Il piacere di avere o di osservare un quadro impressionista diventa infine un piacere personale dello spetattore condizionato dalla propaganda culturale a favore di una rivoluzione artistica poco rivoluzionaria e fortemente reazionaria di natura bellico-economica.

foto: Caude Monet investito del grado di “Gran Maestro Savio”.

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foto: Claude-Oscar Monet (Parigi,14 novembre 1840 – Giverny , 5 dicembre 1926)
Investito del grado massimo di Gran Savio eccolo nella sua residenza diplomatica di Giverny FR. in compagnia di un alto funzionario giapponese.

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foto: due sue vedute pittoriche del giardino di Giverny con ponte e ninfe.

La malattia agli occhi già dava segni di avanzamento. Sarà motivo per i critici di aggiungere “cose” la dove non c’erano, avviando un processo involontario dialettico di “modernizzazione seriale” che, portandola all’estremo, divenne anticipatrice di correnti pittoriche evolutive in direttiva del futuro “Astrattismo”.
L’approsimatismo pittorico di Monet è riconducibile sia alla malttia della vista come all’alta serialità cui sottoposto per soddisfare il collezionismo europeo, d’oltreoceano Atlantico e Pacifico. Chi era la “Galleria” e Banca in grado di garante ai collezionisti il rimborso di capitale in caso di recesso d’opera?

( seguirà: Capitalizzazione dell’ARTE)

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Gertrude: L’Eschimese e l’Elettricista

Perhè Gertrude Stain scriveva di notte e Alice Tokla traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono da sempre agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e egli eschimesi. I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso ancora sconosciuto alla moltitudine europoea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina  veniva menzionata  in codice: “stufetta elettrica” e l’installatore, manutentore e responsabile del “centro dati”:  in: “Elettricista“. (seguirà: l’omicio-suicidio della telegrafista inglese Madam Steiner)

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse, non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto stesso poteva “tradursi” in alfanumerico editoriale con le telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)

Samuele Morse, pittore,  poi  in ventore  pluridecorato Gran Savio (USA)


 

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Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’       

Traduzione. “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi con parole squisite”

 

foto: pizza ottica rotante per ipnosi duchampiane.

 

I codici criptati per le comunicazioni militari misero fuori gioco l’Arte, gli artisti e le correnti artistiche in generale. Ciò successe quando sulla scena apparve la Radio Telegrafica, anche se, dobbiamo ammetterlo, l’immagine pittorica restò ancora un valido mezzo di comunicazione sofisticato nonostante la presenza massiccia delle macchine fotografiche e quelle più piccole utilizzanti i segretati “microfilm”. Quindi, già dal 1906 si pensa di utilizzare l’Arte per il solo esclusivo scopo di finanziamento privato occulto già in voga ai tempi di Monet. Gertrude Stein coinvolgera Picasso nel diventare un pittore seriale da distribuire nel mondo massone per l’autofinanziamento eversivo.
(Segui l’articolo: Monet: il Gran Giardiniere.)


 

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Lorenz si distinse da Enigma, l’altra famosa macchina di crittografia usata dai nazisti, per operare su un circuito teletype, che richiedeva un dispositivo aggiuntivo per la crittografia. Date le dimensioni maggiori del Lorenz, le macchine furono sorvegliate dai tedeschi con la massima cura: la seconda guerra mondiale finì senza gli inglesi, che decifrarono il codice nel 1942, dopo aver visto uno di questi prototipi

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foto: corrispondenza digitale della tastiera Lorenz.

L’Arte della Musica colpisce anch’ella.
I posizionamenti digitali degli strumenti a fiato denotano sul pentagramma una musica melodica si, ma in questo caso la musica è “pentatonica”.  Cos, anche la Musa della Musica orchestrale viene imprigionata e arruolata a fini belllici. Il “Direttore d’Orchestra” in massoneria è colui che avendo la conoscenza “armonica” totale diventa il  direttore e detentore responsabile dell’intero sistema criptografico con il quale diffondere segretamente gli ordini da impartire anche agli eserciti in campo. (vedi le opere di Wagner)

Il concetto pentatonico in arte moderna, perno centrale nel far ruotare le Avanguardie, ci porterà alla fondazione del Pentagono Usa quale base logistica militare della “Arca della Alleanza”. Da qui lo sviluppo che ne consegue quando decripteremo il valore artistico ed economico di due  noti capolavori di pittori moderni: Picasso e Matisse.
Invece, la chiave di volta sulla nascita dell’Aereonautica Militare americana è leggibile  in una performance giovanile di Marcel Ducamp.

 

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Foto: la micidiale macchina crittografica tedesca ENIGMA ideata da Arthur Scherbius. Questa, sbarazzò ogni forma di DADA artistico restando in vita la sola funzione militare del gruppo artistico: “Sparavamo dai tetti in Germania contro destre e sinistre istigandole al disordine.”

Alan Mathison Turing (Alan Turingfu il giovane scienziato inglese che decritò la criptatrice bellica tedesca Enigma in ditazione alla Marina Militare Tedesca.

 


Da: “Primting telegraphy… a new era begins” di Eduad E. Kleinschmidt

È interessante notare che di tutti i sistemi di telegrafo elettrico di vecchia data, sembra che solo quelli che usavano il codice puntino Morse inventato nel 1837 e il codice di permutazione ideato da Gauss e Weber nel 1833 (ora noto ovunque come codice Baudot ) sono sopravvissuti oggi.

Il codice di Samuel Morse, che è stato leggermente modificato in diverse composizioni di codici postali per facilitarne l’uso in qualsiasi parte del mondo, è diventato un linguaggio internazionale udibile e facilmente appreso, amato ovunque dai suoi utenti. Sicuramente continuerà ad essere usato per un po ‘di tempo a venire, purché i nostri operatori telegrafici della ferrovia, radioamatori, sistemi CW della polizia, alcuni rami delle Forze Armate, e tutti gli altri che conversano in dits e dahs.

Anche il codice di permutazione ha preso piede saldamente. Il suo uso di cinque impulsi trasmessi in diverse combinazioni di on e off, o di condizioni positive e negative, ha un’ampia applicazione nei sistemi di comunicazione stampati di oggi.  Come nel Morse…

Picasso: ritratto da Juan Gris

Il tricolore di Picasso 

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Sul finire del 1905, Montmartre-Parigi, fu invasa da una comunità ebraica internazionale allo sbando trasformando quel quartiere urbano in un  “Ghetto” mimetizzato.Il quartiere era affollato prevalentemente da insurrezionalisti internazionali reduci sconfitti  da battaglie a sostegno dei moti popolari di piazza nella  Russia durante la guerra del 1905 contro il Giappone.
La Rivoluzione Bundista (BUND ebrei di stampo socialista), forza animatrice per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, le Forze Armate non previste dei Cosacchi non permisero di portare a termine quel Colpo di Stato.
Vigila nella comunità ebraica una sorte di regola (molto rispettata) che chi chiede prestiti  d’impresa – tra loro – e fallisce, deve con le proprie forze e inventiva onorare il prestito. altrimenti scattano le sanzioni debitorie accompagnate da pesanti interessi sul capitale ricevuto (Spread). La comunità colpita, coinvolta insieme,  si fa carico del debito risparmiando anche sul pane. Le comunità ebraiche di Montmartre si strinsero intorno attivando la sussistenza. Ma poiché la loro operazione bellica rientrava nella strategia americana nella guerra russo/giapponese, nei confronti degli insorti avevano un debito morale organizzando la ripresa economica. con aiuti umanitari. E’qui che entra in scena Gertrude Stein agente. 

Scriverà Gertrude Stein sulla biografia di Picasso:

 “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Rileggendo il testo attentamente notiamo che i tre periodi colorati di Picasso:  Blu, Rosa e Nero,  corrispondono a tre tempi socio-politici diversi. Nel “Periodo Blu” legò il suo impegno a favore della casa Reale di Spagna, (sangue blu). Gli resterà vicino fino a quando un ventennio più tardi il Sovrano  sarà  sotto scacco  dei Liberali e i “motti popolari”.  Picasso ai sovrani regalerà due aerei da guerra. Nel Periodo Nero, o squattrinato, anche lui doveva sopperire con aiuti alla comunità ebraica spagnola reduce della guerra del 1905, mentre nel seguente “Periodo Rosa” l’artista piantò le radici nella ricchezza grazie ai collezionisti americani, curati da  Gertrude Stein quale piazzista e garante (1906). Coi proventi delle vendite cubiste l’artista finanzierà le operazioni prebelliche che  sfoceranno nella Prima Guerra Mondiale: nome in codice “Parade”.

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Superato lo shock nero, Picasso tornerà dalla Spagna in Francia entusiasta col suo nuovo progetto Copyright, il “Cubismo” . A  quel punto dichiarerà chiusi  i  tre “periodi”  colorati della sua gioventù.

Foto: base logistica di Picasso e dei capi “cubisti in Spagna.

Nota: Cosmopolita,  colui che riconosce o rivendica il Mondo come Patria o di luogo nascosto in cui far confluire caratteri, motivi, interessi universali della Lobby.

Domanda: Come funzionarono i piani insurrezionali dei Cosmopolita per conquistare uno Stato estero e far crollare i Governi in carica? Nella guerra Ispano-Americana del 1898 la corona di Spagna si trovò a combattere sulla questione CUBA. La Spagna perderà con essa la flotta navale e il possesso coloniale dell’isola come anche i porti dell’intera America Latina. In una lettera intercettata  di José Martí, al suo amico Gonzalo de Quesada i quali animavano la rivoluzione cubana per l’indipendenza dalla Spagna scrive il 4 dicembre 1889 mettendolo in guardia sulla possibilità di un intervento decisivo statunitense:

“Sulla nostra terra, Gonzalo, grava un altro piano più tenebroso […]: il diabolico piano di forzare l’isola, di farla piombare nella guerra per avere il pretesto per intervenirvi e con il credito di mediatore e garante, tenersela per se”.

Quindi la caduta di Santiago di Cuba avvenuta nel 1898 segna il tramonto della presenza spagnola in America. Cuba diverrà l’esperimento americano d’esportazione per tutte le rivoluzioni avvenire: l’Embargo (termine coniato dalla marina militare americana a Chicago), ovvero: affamare il popolo per farlo ribellare ai propri superiori e intervenire poi con gli “Aiuti Umanitari” come grdto di clemenza internazionale. Di fatto quel porto marittimo finito sotto il controllo degli Stati Uniti, proprio perché gli Usa si erano affacciati al mondo come il “Mediatore e Garante” dell’isola, Cuba divenne per decenni il “Porto Clandestino” strategico da dove far partire tutto ciò che di illecito potesse raggiungere l’Europa e viceversa negli Stati Uniti.
Le Rotte marittime Cuba-Spagna le ritroveremo approvvigionatrici di capitali illeciti, contrabbando di armi, droga, articoli, sussidi  per finanziare i cosmopoliti europei per nuovi piani d’intervento strategici, ancora una volta, contro la Russia. Useranno le Avanguardie artistiche come manovalanza per l’invasione culturale e ideologica. Su questo principio bellico, Cuba diverrà in futuro una colonia americana fantasma, base affaristica di tutti i Capi Mafia e Gangster cosmopoliti mondiali.

Gertrude Stein, aveva messo gli occhi sul Fratello di fede Pablo Picasso ingaggiandolo quale futuro governatore ideale per tali traffici in Spagna. Si trattava di integrare il piccolo contrabbando di Pablo Picasso col grafo di Ufficiale nella Marina Militare americana nella grande organizzazione mondiale Cosmopolita: “l’Arca dell’Alleanza”.

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Juan Gris: Ritratto di Picasso del 1912.

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80"><em>S</em>ebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: <em>“Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.<br></em>Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell'Alleanza. Aveva ancora i capelli.Sebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: “Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.
Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell’Alleanza. Aveva ancora i capelli.

FOTO: Pablo Picasso in Uniforme

Juan Gris muore l’11 maggio 1927 a Boulogne-sur-Seine senza vedere la sua programmata Guerra Civile di Spagna, tanto simile a quella cubana, e che erigerà al potere il Generalissimo Fancisco Franco deporre il sovrano: Alfonso XIII di Borbone e governare al posto suo per conto del grande “Mediatore Garante”.
Per il Grande Mediatore (USA), la Spagna Repubblica era troppo inquinata di Anarchia, Socialismo e Comunismo e quindi da ripulire. Dopo l’esempio rivoluzionario popolare del 1917 che vedrà Lenin beffare il “Grande Mediatore” finanziatore, la Spagna divenne per precauzione il primo laboratorio di sterminio di masse delle Sinistre europee e sperimento della guerra tradizionale da trincea trasformarsi in guerra urbana e quindi la legittimazione di bombardare i centri civili e città dal cielo: Barcellona e Guernica.

Nel 1906 Juan Gris si trasferisce a Parigi e diventa amico di Henri Matisse, Georges Braque e Fernand Léger (gran soggettoni pure questi)

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Braque
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L’indagine continua…


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A differenza di Picasso e Braque le cui opere sono  monocromatiche, Juan Gris si concentrerà  sulla pittura a colori vivaci, l’ordine e composizione equilibrata.

L’indagine continua..


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Il Cubismo

DORA MAAR

DORA MAAR Fotografa (compagna di Picasso?)

Dora Maar, il cui vero nome di battesimo era Henriette Theodora Marković.
Il padre è l’autore del padiglione della “Bosnia Erzegovina” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 che gli permetterà buone commesse in Argentina.
Durante gli studi  artistici di pittura, Dora Maar si appassionerà alla fotografia e si iscrive all’École de Photographie de la Ville de Paris.

A parte qualche opera pittorica (tra le quali due nature morte su legno ovali  che Dora vendette per necessità economica dopo essersi divisa da Picasso, Dora abbandonerà da subito la pittura per dedicarsi alla fotografia. Conoscerà Man Ray.
Durante la crisi del 1929 si dedicherà alla “fotografia di strada” scattando fotografie ai miserabili delle baraccopoli parigine. Ciò la spingerà ad aderire al modello comunista dal quale, conosciuto Picasso, si allontanerà.

Dora: “A venticinque anni ero molto di sinistra, non come adesso…”

Questa sua presa di posizione entrò in contraddizione con l’istintiva inclinazione all’esoterismo soprannaturale, pratica che sovente rapisce gli artisti sensibili e sensitivi durante la ricerca  ed esperienza di lavoro durante lo  svolgimento di opere nuove dai lunghi silenzi per concentrazione artistiche che il caso richiede.
Le pratiche spirituali le rivedremo in altri colleghi nel mondo delle Arti e non solo, negli  affari, in  politica, scienze, religione ecc. Magie per scopi e fini diversi legati alla gestione del Potere. Parlare di Arte esentando le esperienze spiritistiche e spirituali è pressoché impossibile, a meno che si resti nella sfera artigianale e non è detto, in quanto la magia è un desiderio antico dell’uomo che per elevarsi è disposto fare i patti con chiunque, anche col diavolo. Siamo  negli anni in cui il confine che separa la Vita dalla Morte è breve e la medicina era ancora impotente. L’immortalità dell’anima era sentita come una esigenza inseparabile dalla Vita quotidiana. Tutto ciò era affidato in larga parte al mondo metafisico e religioso e la psicologia muoveva i primi passi verso la distruzione di quel mondo. Quindi la Psicologia divise fin da principio nei suoi primi passi, il mondo metafisico dell’anima immortale  dallo spirito dissolto o dissoluto dell’IO materiale.
La strada intrapresa da Dora Maar nell’arte fu quella di allearsi a Picasso restando affascinata dalla sua dissolutezza intellettuale e pratica quotidiana aderendo al mondo giudeo di Picasso dove l’anima raggiunge l’immortalità attraverso l’Impresa.

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Prima di scoprire le carte su Dora Maar, bisogna sapere chi è il vero Pablo Picasso che si nascose sotto il mantello protettivo dell’Arte e che non si vuole far conoscere; solo poi è possibile capire perché Dora Maar sia uscita dalla corrente Surrealista per confluirei nel Cubismo mettendosi a disposi-zione di Pablo  Picasso con tutta la propria esperienza divinatoria. Divenuta compagna spirituale non che fotoreporter ed altro  nella “organizzazione” presieduta da Picasso, terrà in ordine  gli archivi.
Scoperta l’entità sull’impero di Picasso e il ruolo da lui presieduto, Dora Maar lo asservirà in segreto come maga, fotografa archivista e pittrice, lavorando per lui in sua assenza. Nell’amministrare quel  “Tesoro” verrà a conoscenza della lunga e riservatissima lista di finanziatori del Cubismo e dell’intera organizzazione eversiva con base a Barcellona. Come fotografa, sono famose le sue sequenziale durante la lavorazione del quadro “Guernica”.

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Dora: “Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone.

 

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Dora Maar

Per un certo periodo della vita segreta di Picasso, di Dora si scoprirà essere stata tutto per lui: assistente spiritistica, dipendente, segretaria, archivista, servizio stampa, responsabile della produzione esterna e interna e distribuzione delle opere. Pagata bene? No.
Dora Maar era per Pablo una deliziosa e affidabile sensuale mantenuta dipendete della    poliedrica organizzazione cubista, la Fabbrica di “Vida o Muerte” (vita o morte) della famigerata Pablo Picasso & Cubisti Associati, un infernale macchina da Guerra. Non le fece mancare niente, ma non poteva toccare niente.

Di Picasso dirà Dora, essere stato per lei il Titolare d’Impresa. (Padrone)
Per la collaborazione data fu licenziata senza una dignitosa liquidazione.
Perché fu diseredata? Quale sacrilegio ha commesso?

Dora Maar cristiana?… Non puoi entrare a far parte di una organizzazione militare ebraica come quella Cubista se non si è di origine ebrea.

(altre indagine sono ancora in corso)


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Dora Maar

 

 

 

 

CLAUDE CAHUN

Claude Cahun (nata Lucy Schwob)

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Renée Mathilde Schwob, meglio nota come: di Alfredo Accatino — Daniela e Dintorni. https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

La scheda generata da Alfredo Accantino et Daniela e Dintorni sulla riscoperta dell’arti-sta Claude Cahun, porta alla luce una straordinaria fotografa pressoché dimenticata nei limbi dalla Storia dell’Arte, artista che con disinvoltura utilizzò il proprio corpo come vettore artistico. Le Performance raggiunte in quegli anni da Claude Cahum, aprivano come i Dada, nuovi confini sul l’uso disinvolto del corpo.

La sua auto-dichiarazione lesbica, nulla a che vedere o comprometta il risultato estetico delle opere, che, invece, prevalgono sulla sessualità di genere. La Macchina Fotografica,  fu il suo mezzo prediletto per raggiungere l’immortalità  della storia. Cahun si “Mima” arte tra i mimi, arte appresa tra gli artisti circensi che senza parola, i mimi perpetuano  le  eredità dal Teatro greco e Circo romano, arte della comunicazione muta a distanza.

Era prassi per le Avanguardie parigine verso fine settimana, andare tutti insieme al  Circo Merano per esibirsi allegramente come:

  • Acrobati.
  • Funamboli.
  • Trapezisti
  • Clowns.
  • Giocolieri.
  • Contorsionisti.
  • Giullari.
  • Spettacoli Circo Cinese.
  • Freak Show.
  • musicisti e aiutanti di scena ecc

Perché?

Il Circo Medrano fu la base logistica delle Avanguardie parigine come lo sarà a Zurigo il Cabaret Valtaire o altri sedi sparse per l’Europa, (Dichiarazione di Gertrude Stein)

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Circo Medreano (c. 1898)

 

Una sbirciatina al link rende chiara l’idea: https://en.wikipedia.org/wiki/Cirque_Medrano

Il Cirque Medrano (in inglese : Circus Medrano) è un circo francese che si trovava al 63 Boulevard de Rochechouart, all’angolo di rue des Martyrs, nel 18 ° arrondissement ai margini Montmartre a Parigi . Originariamente era chiamato Cirque Fernando

Durante le indagini sull’operato di Claude Cahub, un dettaglio ci rileva essere un “anello di congiunzione” mancante nell’universo artistico  parigino delle Avanguardie.
La troveremo impegnata come Reporter e scrittrice. Il dettaglio inquietante della sua rivelata appartenenza lo evidenzia nella ‘ “immagine-opera” allegata sotto, dove, l’amuleto sull’indice della mano  sta ad indicare l’inequivocabile appartenenza al settore spionistico tanto caro alla moglie di Pablo Picasso: Dora Maar,  responsabile e coordinatrice dell’Ordine della Manina,  organizzazione finanziata dalla “Sessione d’Oro”  cubista,  a favore del distaccamento strategico dove le fotografe/i finiranno sotto il controllo del supervisore Man Ray.

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Claude Cahub si allontanerà per un breve periodo dai cubisti per poi riavvicinarsi all’arte arruolandosi nel gruppo dei  Surrealisti, nuova corrente artistica emergetene  diretta sempre dal fotografo russo-americano Man Ray e il fotografo Alfred Stieglitz.
Con un gruppo nutrito di surrealisti, Claude Cahub aderirà ai rivoluzionari di sinistra di “ContrAttacco” contrapponendosi all’ascesa di Hitler in Germania e alla destra fascista in Francia. Nella comunità artistica ebraica europea, in quegli anni,  si evidenzierà l’insanabile frattura ideolo-gica che genera due tronconi politici: la destra e la sinistra e che vedrà le sinistre europee sconfitte e sterminate nei Lager ad opera dei confratelli nazisti: gli Askenaziti (ebrei non semiti)

Foto: Alfred Stieglitz. (capo Servizi)

Seguendo i link di Daniela e Dintorni, la blogger Daniela Dintorni , ne propone altri e ghiotti di straordinario interesse sull’artista. La narrazione della riscoperta di  Claude Cahun e della sua compagna diletta Suzanne Malherbe, ci offre uno spaccato interessante sulle tragedie belliche subite dalle due inseparabili “amichette”: Claude Cahun (nata Lucy Schwob) e Marcel Moore (nata Suzanne Malherbe).
Il grosso del loro archivio fotografico, scritti e anni di lavoro, verrà distrutto al momento del loro arresto e internamento da parte della S.S. perché due ebree ostili al regime. Qualcosa Calude riuscirà salvare imboscandolo in un un’altra parte dell’isola, materiale poco e scarno, prevalentemente “provini”,  e che comunque merita la conquista all’immortalità tra gli immortali dell’Arte del 900 quando ci conferma l’esistenza delle due organizzazioni eversive invisibili operanti ancora oggi nel mondo e in Europa: la “Manina Bianca” di natura spionistico-femminile, e la “Mano Nera” di natura criminale e terroristica con sedi a Chicago.

E’ consigliabile la lettura del link sottostante per una migliore lettura sull’artista in questione:
Link a Daniela Dintorni: https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

 


“Manina Bianca  e Mano Nera” 

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Dora Maar

 

 

 

 

 

 

 

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                       Claude Cahun                                                                       Dora Maar


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F. 3            F.4

 

Man Ray                                                                                                              Dora Maar


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F. 5          F. 6

Man Ray                                                                                 Man Ray


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Artiste del ‘900

Gertrude Stein e Alice Toklas, le 2 “spie”

I Reduci, gli artisti e le spie

Ogni guerra produce i suoi veterani, reduci o sbandati che siano:

Non avvezzi a contrarre nozze né ad allevare figliuoli, essi lasciavano le case vuote e senza prole»
Tacito, Annales, XIV, 27,2:

1905

Parigi divenne il serbatoio più grande d’Europa nel dare asilo a sbandati , reduci  e perdenti della “Campagna di Russia 1905” , esercito civile di volontari partito baldanzoso per realizzare un sogno di conquista a proprie spese in Russia. “Un boccone facile” dicevano…

Le operazioni rivoluzionarie se non sono supportate da una forza governativa straniera non potranno mai avere la meglio, quindi, la comunità massonica francese, partita per la Rivoluzione di Russia, torna perdente e squattrinata e la “patria” li accoglie reduci.

Di ritorno, gli agitatori ebbero bisogno non solo di riorganizzare le proprie fila e lo spirito belligerante distrutto, ma di in supporto economico e di chi se ne facesse carico. Lo stato di Francia, ufficialmente se la defilò lavandosene le mani. La Francia non voleva essere politicamente compromessa. Per evitare lo scandalo diplomatico di aggressore lascerà gestire tale impresa a carico totale della comunità massonica internazionale: i Cosmopoliti.

Poiché gli Stati Uniti erano i diretti responsabili della guerra del 1905, l’amministrazione americana dovette farsi carico degli aiuti umanitari, e, quando si programmano gli  aiuti, l’esperienza insegna che,  è bene consegnarli  a mano dal proprio personale di fiducia.

Per gli Stati Uniti d’America, quella mezza vittoria e mezza sconfitta in Russia, non gli bastava, quindi pensò di riorganizzare le fila e preparare un’ulteriore attacco  allo Zar usando la super collaudata mascherata: “Rivoluzione! Libertà! Democrazia!”

Il piano stavolta doveva essere più ambito. Si trattava di immigrare uomini straordinari russi, forniti dalla massoneria espulsa da rieducare con una serie di Conferenze e rispedirli ai paesi di origine in quanto, se l’agente spia parla bene la propria lingua e con accento originale diventa più difficile identificarla come agente ostile.

Questo modello americano spionistico multirazziale oggi e  diventando universale in tutti gli stati alleati aprendo i confini alle giovani generazioni straniere da specializzare a diverse discipline e rimandarle nei rispettivi paesi d’origine per la resa del potere  consolidandoli nelle future alleanze.  Dietro la parola democrazia in verità si nasconde da sempre la vecchia strategia greco-romana di utilizzare i prigionieri di guerra, rieducarti da riportare nei paesi d’origine sotto forma di Avanguardie. Creata la finta  maggioranza, saranno i cannoni ad imporsi, Seguiranno elezioni  fittizie,  l’importate è che gli “eletti” siano belli, e graziosi, bene educati e vestiti bene per essere credibili.

Come Pericle il greco che per magnificare la Grecia diede il “Salario d’Ingresso”, attirando a se le migliori menti e maestranze mondiali di allora, cosi il sistema capitalista americano prepara i propri agenti futuri aprendo le frontiere,  promettendo ottimi profitti ai golpisti, Con questo sistema il Colonialismo americano ed europeo dominò il mondo intero per diversi secoli . La “Tuta mimetica” che meglio di tutte si prestò a questo gioco d’inganno allontanando  ogni sospetto politico fu l’Arte. Attraverso il finanziamento geopolitico di noti pittori “Impressionisti”  sarà possibile notare il mondo artistico francese corrotto, compromesso e monopolizzato. 

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Ed ecco in Francia apparire a tappe successive alla chetichella, le nuove spie informatrici pronte a penetrare il mondo intellettuale ed artistico. Americane ambedue,  di origine  ebrea,  di Pittsburg la prima, e  dichiaratasi californiana la seconda, si scoprirà infine essere la seconda la figlia segreta di un poeta francese deeduto.
Le due Signorine americane ambedue di origini europee (tedesca e francese) quale ruolo hanno avuto nella Storia dell’Arte europea?
Le seguiremo passo passo mentre si muoveranno tra le Avanguardie francesi come agenti straordinari piene di “mosse invisibili” e grandi sorprese.


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Gertrude Stein