Duchamp: L’Aviazione americana

Marcel Duchamp, artista concettuale, chi lo ha nominato tale e perché?

Partiamo da un immagine inquietante di inizio secolo quando credevamo che L’Arte moderna fosse una sorta di ricreazione ludica o idilliaca di una serie di artisti borghesi svalvolati che, dietro la loro originalità “creativa”, manifestassero forme di genialità che andasse oltre l’arte stessa. La prima immagine (foto a sinistra) sinistra ci presenta Duchamp ancora giovane con in testa una “strana idea”.

600full-marcel-duchampLa prima immagine ci presenta Marcel Duchamp ancora relativamente giovane con in testa quella “strana idea” dissacrante sulla bellezza d’Arte e in linea con la “Brutta Arte” picassiana allora in voga.
La seconda immagine (foto a destra) ci ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa ancora la stessa “strana idea” ma consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli?    1bc84c62e806ddae1405c6df88fb4455

La seconda immagine (foto a destra)  ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa la stessa “strana idea”  consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli?

Abbiamo visto nella pagina a lui dedicata: macina caffè , le prime avvisaglie di ciò che verranno citate  quali future accuse imputategli in materia di “delitti contro l’umanità” e che ci conducono verso quel “vicolo cieco” della vita di Marcel Duchamp e artisti associati, analisi trascurata nella Critica dell’Arte per due motivi non poco trascurabili:

  1.  L’ingenuità della Critica primitiva sorta negli eventi “artistici” di quegli anni per aiutare la  manipolazione dei gusti d’arte  osannandoli  quali “nuovi cadetti” della rivoluzionaria accademia in materia di Arte Concettuale.

  1. Una critica artistica sviante dettata dai superiori militari che hanno inscenato la caduta della Germania del Kaiser nella seconda guerra mondiale spingendo questo stato contro la Russia politica URSS.

Al punto uno, la Critica è scusabile in quanto il peccato di ingenuità gli accomoda una soluzione salvifica in quanto trattasi di peccato veniale commesso in buona fede o, cattiva fede in quanto, allineata la crotica alla dissacrazione artistica strategica; (vedi la conferenza ” Un orinatoio diventa arte: La Fontana di Marcel Duchamp” tenuta dal Docente della Cattedra di Verona il Professore Valerio Terraroli  in data 5 marzo 2015 a Genova) YOUTUBE :   https://www.youtube.com/watch?v=TgjvW2zENz0
dove l’ingenua onestà intellettuale del professore è imbarazzante, ma che ci fa capire quanto in profondità la censura art8istica su Marcel Duchamp si sia spinta frastornando l’oratore stesso in quella onesta dichiarazione di insolvibilità dell’Enigma per non avere la “chiave interpretativa ” sulla lettura dell’opera duchampiana, sottolineando inoltre che, “nessuno ha la chiave interpretativa” del maestro Marcel Duchamp. Per bontà sua il Prof. V. Terraroli, ci prova a formulare una chiave di lettura delle opere per renderle credibile, faticando non poco in quanto disorientato dai troppi enigmi presenti non  risolti.

Il prof. V. Terraroli, procede per deduzioni mettendoci a disposizione il suo sapere in materia di concettualità annaspando non poco in quanto, i testimoni oculari storici di allora (artisti) durante la guerra del 45 se la sono difilata  tra omicidi , suicidi, internamenti psichiatrici, conversioni religiose e cedimenti ideologici sfavorevoli privi di  speculazioni sotterranee economiche gratificanti che il Mercato d’Arte aveva  attivato prima della seconda guerra mondiale e nascondere i propri reati.

Domanda: Esiste la chiave di lettura duchampiana?
Certamente si, ed è affossata nella palude della Storia e nelle immagini dell’arte moderna. Tale chiave vi verrà presentata chiamando in causa le Avanguardie.

Il punto due è inquietante. Esso rivela i reati attribuibili a chi Cosmopolita e animatore degli eventi bellici del secolo novecento, ha censurato da vittorioso la Storia dell’Arte; censurato fatti ed omissioni con silenzi e dinieghi prolungati. (vedi Man Ray, Dadaisti,  Cubisti, Futuristi  Surrealisti ecc. come anche gli intellettuali nelle vesti di cortigiani dell’Arte (Critici ed intellettuali). Gli artisti, rileggendoli,  si riveleranno spietati strateghi militari le cui responsabilità della seconda guerra gli calzano addosso come toghe reali.

Tornado al taglio scolpito dei capelli di Marcel Duchamp, che cosa voleva realmente rappresentare l’artista? Vediamolo.

La proprietà di un copy right.

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Abbiamo affermato nelle pagine trascorse  dedicategli che, le responsabilità politico militare delle tre disastrose guerre del novecento, essere attribuibili ai Cosmopoliti. I Cosmopoliti sono una sorta di organizzazione mondiale di stampo Massonico che, non solo ha governato gli umori bellici della Storia del Novecento ma anche quelli dell’Ottocento, Settecento , Seicento, Cinquecento ecc. come anche la stessa scoperta delle Americhe. Questa affermazione, per uno storico non è dietrologia spicciola, mentre lo è per chi ignaro si cimenta in Storia senza aver presente gli schemi e gli ordini religiosi e sociali animatori.

Verità o Realtà.
La ricerca della ” Verità” scatta nel momento in cui si è in presenza di una menzogna, altrimenti la parola Verità non ha ragione di essere. Quindi la Verità mette in moto un meccanismo di ricerca verso la  “Realtà” dei fatti per come sono accaduti e non per come ci hanno giurato essere andati. La formuletta magica dal Giudice al teste: “Giuri di dire la Verità, soltanto la Verità, nient’altro che la Verità” , il Giudice americano obbliga il teste a posizionare la mano sulla Bibbia perché, egli sa, in base all’esperienza che,  i menzogneri e bugiardi sono infiniti tra gli umani. Il giuramento non serve per abbreviare i tempi processuali, ma far si che nessuno si beffi da infingardo della Giustizia e se colto in fragrante, alla pena viene aggiunta anche la falsa testimonianza e spergiuro in offesa alla Corte.
Se non soddisfatto della Verità presentata dai teste emergendo di fatto della contraddizioni, il Giudice chiede ad un Istituto esterno di indagine,  di preparargli una “ricostruzione” sulla Fatti Reali veramente accaduti. Il Giudice sollecita l’investigatore ad utilizzare tutti i mezzi disponibili atti al normale svolgimento delle mansioni condannando i rei spergiuri di falsa testimonianza.

Nello sviluppo delle indagini scopriamo che:

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quel taglio scolpito è presente anche 20 anni dopo la performance di duchampiana in diversi prigionieri di guerra come appartenenti allo stesso Ordine Massonico del Maestro Marcel Duchamp. Chi sono questi prigionieri? Che ci fanno nei lager  tedeschi e francesi di estrema destra? Sono forse ex artisti dadaisti o personale facente parte dell’aeronautica franco americana fatti prigionieri? Poiché le loro radici insurrezionali sono prebelliche che responsabilità hanno avuto nella conduzione della  Storia?

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Che idea aveva in testa Marcel Duchamp e cosa voleva comunicare ai suoi sottoposti militari o militanti Cosmopoliti nascondendo quel messaggio criptato dentro l’Arte?
Alchimia? no!; Magia? neanche!; Esoterismo? no!; Spiritismo? nemmeno! Niente di tutto ciò. Egli ci comunica che da quel momento, da agente militare Franco/giacobino e Cosmopolita , avrebbe fatto parte con pieni poteri, alla prestigiosa Aviazione Militare Americana. (Air Force) agli ordini del Nuovo Ordine Mondiale d’Occidente.

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Chi ha disegnato quel Logo, quando e in che anno?
Diversi indici nelle sue opere ed operato   portano Duchamp verso l’aeronautica. Egli si trasferì in America ancor prima della Guerra 1914/18  per diventare poi residente fisso. In America lo vedremo aggirarsi tra i cosmopoliti residenti di origine tedesco russo ed europei presenti in tutte le compagini politico commerciali ed industriali americane, tutti interessati alla rivoluzione borghese capitalista per annettersi l’Europa. Gli artisti  che  collaborarono  alla piattaforma intellettuale strategico militare per le  future scorribande europee, vedrà Duchamp promotore di capitali in spostamento per finanziamenti occulti, mentre con DADA e associati vari dell’avanguardia, lo spostamento dell’opinione pubblica utilizzando tutti in coro “le Armi di Distrazione di Massa” quali: le radio, l’arte, la letteratura, teatro e cinema che unite formano la politica di “propaganda”, sviluppando ulteriormente la Propaganda dai Media.

Chi sono questi agenti?
Sono gli intellettuali eversivi presenti nei corpi militari dei vari stati, sono quei nomi di spicco che hanno condizionato la cultura del novecento rendendola emicranica e materialista.
La Radio, quando divenne il  Media preferito dei Regimi di Stato, preparò le future teste d’assalto popolari (radiocomandate) indirizzandole verso una “guerra santa” ai danni della Russia Comunista. (preparazione prebellica)
Le Radio squarceranno gli scenari programmatici e li chiuderanno nelle seguenti date: 1° settembre 1939, Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania, e il 2 settembre 1945, data in cui l’atomica sancisce la resa del Giappone e la fine dei conflitti mondiali.

Il periodo che precedette la Seconda Guerra Mondiale sarà un ventennio fortemente concitato e rapido di sviluppi scientifici . Tutta la Storia “artistica” di  Duchamp (ready made) di quegli anni sarà improntata sulla criptazione e decriptazione di messaggi bellici in codice,  piattaforma rotante saturniana per il controllo geopolitico cosmopolita del pianeta Terra rivoluzione ancora in atto per l’incapacità di condurre a termine il programma del Convegno di Basilea (29-31 agosto 1897) , ritardo  dovuto alle forti resistenze ed opposizione incontrate in quel loro modello coloniale e imperialista non condiviso da molti  stati.

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Foto: roulette NATO (fondazione)

Chi fu veramente Marcel Duchamp e quale ruolo ebbe in America da superare con raccomandazione Nato le interrogazioni del super Ispettore John Edgar Hoover?

Le indagini proseguono.


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L.H.O.O.Q.

Marcel Ducamp : Cartolina postale in codice da ” DECRIPTARE”

pag.  1/2 in corso

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Marcel Duchamp: Redy Made:

Indagini preliminari, prendere nota:

Appuntamento: al LOUVRE: 4 persone munite di baffi e pizzetto, devono incontrare Mister X per l’acquisto (H-Ospedale). Il mediatore è riconoscibile da pizzo e baffi come da modello  cartolina . C’è di mezzo un  un Ospedale? (Indagare l’omonimo quartiere Hospitale di Barcellona.
Barcellona: indagare dove avviene la trattativa per l’imbarco eccellente.

Indagare sui 4 artisti  baffuti e pizzuti che esercitavano in gruppo – (formavano insieme una corrente artistica… Quale?)

Foto: L.H.O.O.Q. (di Marcel Douchamp)
Cartolina postale venduta alle aste per 631.000,00 dollari. (indagare sull’acquirente: Chi, dove come e quando)

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Mona Lisa: “Ordine della Manina”

Ordine della  Manina”
…indagare sui fotografi dell’Avanguardia della divisione di  Man Ray che hanno per simbolo quella posa delle mani della Gioconda nelle loro opere. A parte Nam Ray , nell’Ordine della manina risultano essere presenti solo donne. (indagare)








Picabia…  indagare i suo quadro L.H.O.O.Q – Fotografato nel proprio salotto durante il DADA.





Trovato!

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L’enigma di Picabia: (tradusione)

I due Mondi : Europa – America
Fragile: imballo
domicilio: consegna?
m’amanez’ y: “portami li”
Bar (girato): restro del bar
Che le malade: che i malati
Deu n’a jamai guerì: Dio non ha mai guarito. (Obitorio?)

Sviluppare la ricerca con planimetria in Barcellona.

Foto: Picabia opera del 1915 

NOTE:: Vincenzo Peruggia, italiano, sui Giornali francesi detto : il ladro della Gioconda (stessi baffi)

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Nato in provincia di Varese 1881. Per sopravvivere non trovò di meglio che emigrare in Francia. Subirà gli “sfottò” da parte dei francesi sull’abitudine di suonare il mandolino o di essere un “mangia-maccheroni”, insulti persistenti  piuttosto pesanti i da sopportare per un tipo orgoglioso e vendicativo come lui. Vincenzo  Perugia sospettava che la Gioconda fosse stata  trafugata dai francesi nei motti napoleonici in Italia, ma seppe, durante l’arresto che la Gioconda era uscita dall’Italia in modo legale coi bagagli di Leonardo da Vinci durante l’espatrio dell’artista in vecchiaia rimasto senza risorse economiche. Chiederà protezione finanziaria. L’Opera fu portata in Francia dallo stesso Leonardo e si pensa ceduta al Re Francesco (non da lui) come altre opere minori, manuali e scritti diventati patrimonio di stato.stato. Leonardo Da Vinci apparteneva a un ordine massonico con sede in Francia. Mona Lisa detta Gioconda è un opera iconoclasta e appartiene come tutti i diritti del “Grande Mastro” all’Ordine dei Cosmopoliti .  

Il furto dell’Opera avvenne da parte di “ignoti”. Furono arrestati Picasso e Apolliner i quali dopo pentimenti e pianti (Picasso) in galera, si misero a disposizione delle Autorità francesi per il ritrovamento del capolavoro.   Poco nota sarà l’attività segreta di Picasso come trafugatore di opere classiche spagnole presso privati, musei  e cattedrali spagnole (vedi El Greco). Asserirà di averle messe in salvo dal vandalismo della guerra civile spagnola presso i musei privati di Chicaco, città allora sotto il dominio di gangster che gli diede grandi tributi economici ed onori politico artistici ancora oggi.

Poco noto è il sospetto sul ritrovamento della Gioconda a Firenze due anni dopo. Il ritrovamento, per due anni fece accrescere l’attenzione sull’opera aumentandone la fama a dismisura, opera attorniata da strani personaggi e misteriosi trasferimenti.

Vincenzo Peruggia a detta dei giornali francesi detto “il ladro” ci risulta in Italia essere stato un ottimo copista.

Nel 1962 la Gioconda ebbe un tour importante in due note  città americane. L’opera fu esposta negli Stati Uniti: al National Gallery di Washington e al Metropolitan Museum di New York.
La Gioconda fu accolta al suo arrivo in America come una Santa Icona  da John Fitzgerald Kennedy, Jacqueline Kennedy e Lyndon Johnson che tra loro sorridevano come chi sapeva tutto della truffa di mezzo secolo prima e la sua vera collocazione. Si saranno certamente chiesti: “Se l’originale è presso i nostri archivi, quella Gioconda è una copia… o sono ambedue delle copie?”

…e bravo il nostro  mandolino di Varese, che simpatico truffatore italiano.

Risoluzione del problema della cartolina di Duchamp in cantiere: a detta dei decriptatoti d’Arte pare che il messaggio LHOOQ sia l’acronimo di un ordine tranquillizzante ai camerati cosmopolita francesi: “La Signora ha il culo al caldo” come dire, “tranquilli,” potete cominciare la Guerra (1814/18) la nostra Madonna Lisa è in salvo.

Le indagini continuano.


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Marcel Duchamp

Underwood: Ready Made (2/2)

UNDERWOOD (Parte  seconda)

“Underwood” è un  readymade che raffigura l’esposizione di una macchina da scrivere della omonima azienda costruttrice ed esposta su concessione militare. Marcel Duchamp lascerà sul cavalletto d’esposizione  la sola custodia ispirandosi alla fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie: “il gatto scomparve lasciando sul ramo l’impronta del suo sorriso“.

“Underwood” readymade era la mossa ideale di prestidigitazione autodidatta di un artista frequentatore dei “Sabati Sera” presso il Circus Medrano a Parigi, luogo prediletto per gli incontri tra gli artisti ebrei parigini che attraverso lo spettacolo imparavano la gestualità folle del Circo per meglio mascherare con fantasia una artisticità fittizia, ma anche luogo ideale per incontri sotterranei eversivi.

“Dove sarà finita la macchina da scrivere?” si chiedeva la Critica: “Dove sta il trucco illusorio artistico?” si domandava il pubblico americano e francese incuriosito, il quale, si chiese per decenni il significato dell’ opera tirando a indovinare  con quella strana mossa sulla scacchiera Cosmopolita.

Esclamerebbe il prestigiatore:“Signore e Signori… et Voilà!” rieccola apparire in Italia.

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L’opera ready made in effetti è un Enigma, un Rebus, un Indovinello  che invita ad osservare  dove l’oggetto sarebbe riapparso. Ma era anche un messaggio occultato per osservare quale azienda della “confraternita” avesse rilevato la produzione ed allestito la catena di montaggio.

Eccola uscire dagli stabilimenti “dell’illuminato” Cavalier Camillo Olivetti di Ivrea-Torino  che sottoscrisse quel contratto “multinazionale” in cambio di ubbidienza e fedeltà “all’Arca dell’Alleanza”.
Eccolo il bersagliere italiano della foto di gruppo assumere tutto il valore militare in ciò che diverrà. In quel scomparire ed apparire ad Arte  si gettavano le basi di partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.


OLIVERTTI S.p.a.

Ai primi del Novecento gli impianti produttivi della Underwood vennero trasferiti nel Connecticut, ad Hartford, cittadina destinata a diventare la capitale della scrittura meccanica in quanto vi era anche lo stabilimento della Royal. Nel 1908 Camillo Olivetti visitò la fabbrica della Underwood ad Hartford, che allora produceva già 70.000 macchine all’anno, livello raggiunto dalla Olivetti solo negli anni cinquanta.[2], arrivando a produrre anche una macchina al minuto.

220px-Camillo_Olivetti_1920s “Nel 1895 la Underwood, fino ad allora produttrice di accessori, rileva da Franz Wagner il brevetto di una innovativa macchina per scrivere e ne avvia la produzione. Nasce così la “Underwood 1”, che si distingue dalle altre macchine sul mercato per una struttura che consente al dattilografo di vedere subito e frontalmente ciò che sta digitando (cosiddetta “scrittura visibile”) e, la presenza di un tabulatore ne consente il perfetto allineamento delle colonne. Queste caratteristiche verranno accolte favorevolmente dal mercato, tanto da divenire molto presto uno standard per tutti i produttori di macchine per scrivere”.

Foto: Camillo Olivetti fondatore dell’azienda italiana OLIVETT Spa – Ivrea  (To-I)

Foto 1 – Modello: “Undervood 1”                Foto 2 – Modello: “Olivetti M1”

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Questo passaggio di proprietà è importantissimo per capire in futuro quanto avverrà nell’opera principe di Marcel Duchamp il “Grande Vetro” comprendendone meglio il significato. Basti pensare che quando l’ing. Adriano Olivetti (figlio di Camillo) volle alla fine degli anni ’50 comperare lo stabilimento Underwood, al momento della cessione scoprì Underwood essere una fabbrica  talmente obsoleta e spoglia di tecnologia e mezzi che ci restò malissimo. Il prezzo non valeva la fabbrica, il patto fu firmato sulla fiducia. L’acquisto fu un fallimento.

Underwood  fu un pacco napoletano confezionato a meraviglia in America. Eppure, Adriano Olivetti, l’opera Underwood di Duchamp avrebbe dovuto conoscerla bene avendo ereditata dal padre la fabbrica e la trattativa segreta. Invece, penso che la soluzione del ready made non la conoscesse affatto o forse su consiglio dei suoi straordinari intellettuali dirigenti qualcosa di diverso avevano fiutato e intuito, fidandosi.

Chi conosceva quel ready made bene fu certamente  Marcel Duchamp che la usò impropriamente da militare. Negli anni novecentosessanta si presenterà in Italia  per incassare un premio artistico quale riconoscimento di “sua spettanza” chiedendo aiuto artistico e giuridico al Professore Universitario d’Arte Artur Swartz (ebreo), il quale, imbastì con Marcel Duchamp (forse bisognoso) i multipli in miniatura del processo bellico/artistico completo. Crea la “scatola verde in valigia”, sintesi rispettabile e souvenir DADA sistemandosi economicamente. Duchamp riceve il giusto compenso economico da una nota Università americana che doveva rispondergli un pattuito mai ricevuto sull’operato dato alla Fratellanza Cosmopolita nei primi del novecento in veste di Avanguardia. Duchamp  lascerà al professore Artur Swartz (suo legale e critico) la licenza commerciale dei suoi “Multipli” in scatola e ready made vari.

Domanda: Quel capitale ricevuto era parte del bottino sborsato dalla povera Olivetti raggirata e truffata? Forse si o forse no. Se volgiamo essere intellettualmente onesti e generosi, diciamo che la Olivetti Spa forse ha pagato col bidone ricevuto una sovra tassa sulla ricchezza incamerata con le macchine da scrivere Underwood (copyright). In mezzo a tutto ciò, l’Arte maiuscola, senza che il grande scacchista Duchamp se ne accorgesse, muoveva la proprie pedine invisibile a lunga scadenza nel tempo, suggerendo anticipatamente l’Arte, nel messaggio intrinseco del Grande Vetro, la grande mossa strategica  sulla caduta di fine secolo dell’impero mondialista del “Messia” durante un intervento armato nei deserti.

Il Grande Vetro si rivelerà essere uno Scacco al RE e a quella mossa finale l’indagine di FiloRossoArt continua a perseguire svelando nuovi retroscena.

Infine:

Adriano Olivetti, non si diede pace. Dovette accontentarsi unicamente dei punti vendita della Underwood sparsi per l’America e nel mondo. Ma Adriano Olivetti, pur circondato da noti intellettuali di grande stima e livello, avevano fiutato in Underwood “qualcosa” di metafisico e Arte. Non si erano accorti che dentro la Underwood, bistrattata, lo attendeva una mirabile sorpresa: “l’Anima Invisibile” di colei che noi artisti chiamiamo Musa dell’Arte.

Adriano Olivetti, con aria sconfitta portava a casa nel più bel Museo d’Arte al Mondo (Italia), la “Sposa” ascensionale meravigliosa, una Musa industriale che si accomodò nei padiglioni Olivetti guidando i loro Staff , accarezzando le menti dei più brillanti ingegneri dell’universo elettronico, dando origine a una serie di invenzioni di prima eccellenza al mondo: la memoria strittiva, la scheda magnetica, il Personal Computer e il linguaggio Software moderno.

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Il “cervello segreto” del Grande Vetro, verrà realizzato in Olivetti, mettendo in orbita la Spada della Sposa grazie al sacrificio umano di atri martiri chiamati nell’opera gli “scapoli” i quali verranno decapitati per punizione d’aver generato un simile capolavoro liberando il mondo dallo strapotere messianico.

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 Olivetti, quelli che si sono “fatti da sè”. (redy made)

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Underwood: Ready Made di Maecel Duchamp

la Storia dell’Arte su Marcel Duchamp continua alla scoperta degli altri ready made..


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Marcel Duchamp gioca a scacchi

Questo RiBlog è’ nato da un incontro casuale fortunato che si è animato su Marcel Duchamp e gli scacchi, sua grande passione, come se avesse un nesso con l’Arte. Seguirlo, per chi si interessa di Arte delle Avanguardie, è divertentissimo ed istruttivo.

buona lettura

https://rebstein.wordpress.com/2019/05/02/marcel-duchamp-gioca-a-scacchi/


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Avatar di Antonio Devicientila Dimora del Tempo sospeso

La decisione è, apparentemente, radicale: a partire dal 1923 abbandonare le arti figurative per dedicarsi agli scacchi – in realtà Duchamp continua a praticare il pensiero, ma, diciamo così, allo stato puro, svincolato da qualunque fine espressivo o rappresentativo (“retinico” secondo una sua nota formulazione) – con indeflettibile coerenza egli continua la propria ricerca intellettuale.

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Arte o macchine della scrittura?

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Gertrude Stein, non ancora nota conferenziera, essendo di origine ebraico-tedesca la si presume di Loggia “Aschenazita”. Un legame profondo legherà i tedeschi d’America coi fratelli  aschenaziti d’europa.
Convertitasi al Giudaismo primario d’America gli resterà fedele fino alla morte. La miscela etnica Aschenazita e tedesco-americana, la Stein aveva le carte in regola per la creazione di un sistema forte di natura nazionalsociale da opporre al Comunismo. Dopo il successo della Grande Guerra 1914-18 ai danni dell’impero austroungarico, la vedremo ideologa e collaboratrice durante del regime nazista.

La vedremo anche promotrice per la  nomina di Adolf Hitler a Premio Nobel, ma poi, quando il mostro Nazista, sfuggirà al controllo dell’Alleanza, la Stein come molti ebrei si batterono per polverizzare la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini e il Giappone imperiale coalizzati sullo stesso asse. Roma- Berlino- Tokio.

Gertrude Stein,  capitalista ma intellettualmente onesta, non ha mai negato la sua origine ebraica, anzi, l’ha sottolineata più volte, cosa che  farà anche la sua amica del cuore Alice B. Toklas della quale, poco si sa e poco trapela sulla sua origine vera. Lei affermerà nelle nella “Autobiografia di Alice Toklas” di essere di origine  ebreo-americana,  essere di origine Californiana, con alte conoscenze di Stato  che le permetterà di cambiare le generalità di agenti segreti e rifugiati dando nuovi documenti ufficiali. Ma da un dettaglio inquietante, non solo la si saprà di genitore paterno francese, ma anche pedina sulla scacchiera ebraico-giacobina francese sotto la giuda del noto scacchista Marcel Duchamp che la utilizzerà nelle sue partite d’azzardo e mosse strategiche.

Fu il Poeta Invisibile a dare ordini a Duchamp di usare Alice Toklas  per  spiare la stessa Gertrude Stein? Questa è normale  prassi dei Servizi segreti di tenere sotto crollo i propri agenti anche se fedelissimi, in quanto, i crolli psicologici per stress avvengono sovente. Negli ultimi anni di vita di Alice Toklas, per il trattamento inflittole dalla FBI ad opera degli eredi di Gertrude Stain, si porterà verso la conversione Cristiana per due motivi:

  • il primo è d’amore verso Gertrude sentendo il suo  spirito defunto  aggirarsi nelle stanze riconoscendo la presenza dell’anima viva in una vita extra terrena, cosa che l’ebraismo nega in modo assoluto.
  • Il secondo motivo fu, che nelle “Autobiografie di Alice B. Toklas” e in alcune ricette (in codice), la Toklas svela molte responsabilità sugli intrecci della Comunità Ebraica  ai danni dell’Umanità europea e russa nelle tre guerre mondiali fratricide. (Guerra zero la rima e la seconda guerra mondiale)

Per tale motivo Alice entrò come altri americano-europei (vedi Duchamp) nel mirino della FBI quale spia comunista per l’esportazione di materiale scientifico atto alla costruzione dell’Atomica russa, quindi per questi ed altri motivi ancora, le furono requisiti tutti i beni materiali e patrimoniali acquisiti durante la vita di coppia con la Stein riducendola in miseria (Ragione di Stato). Ciò mette in luce che, alla fine di una vita sotto mentite spoglie di “artisti”,  l’Arte vera, si presenta in tutto il suo mistero, imponendosi per confonderci e smarrirci nei suoi misteri.

Gertrude Stein, donna di lettere, grazie all’opera enigmatica del Poeta Invisibile francese, studiandolo a fondo imparerà a mettere tra le parole  le soluzioni enigmatiche utilizzando la “circolarità della frase” criptate, metodo per ingannare spie e lettori – come la stessa Alice Toklas che, nonostante che, quelle frasi riscriveva a macchina di giorno gli sfuggivano i sensi annessi delle misteriosi notti di Gertrude stando e la Sirena che stava in fondo al mare.
Il piacere di Gertrude Stein era di ingannare l’astuta Alice e il piacere della Toklas era di scovare i messaggi criptati dell’amata Gertrude. In questo idillio intellettuale, l’astuzia le farà innamorare una dell’altra. Mai ignare nemiche, si sfidarono anche se sospettose, divertendosi assai ambedue. Divennero amanti intriganti non tanto per il sesso che con l’arte e  la storia ha poco a che vedere,  ma per il piacere dell’anima  quando diventa gemella di tradire e rincorrere e amare la gemella. Da qui, l’attributo convivio Lesbico.

Ambedue amavano la Francia e l’America in quanto Stati  alleati da sempre, e dobbiamo ammetterlo servirono le rispettive patrie a meraviglia. Ambedue comunicavano con dovizia religiosa riportando ogni cosa ai Superiori, Grandi Ufficiali e severissimi intelligenti. Sui loro superiori si potrebbero aprire oscure cartelle (dossier)  che stanno emergendo in queste indagine. Ma per la complessità storico militare si rischia di uscire dal tema Arte, e di essere forvianti. Il nostro compito artistico invece è indagare sulla “Fine dell’Arte” come la fine di un mondo per cercare di comprendere il meccanismo intrinseco sull’autodistruzione.
Ma per noi artisti poco importa per comprendere meglio l’Arte Moderna scatenata all’inizio del secolo novecento da una truffa intellettuale. A noi interessa liberare l’Arte dalle catene della disonestà intellettuale.

Perché Gertrude Stein scriveva di notte e Alice Toklas traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e eschimesi dove per fondo non s’intendo l’abisso sottostante profondo, ma infondo intendevano oltre l’orizzonte del mare, la dove ci sono le verdi praterie.
I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso e ancora sconosciuto alla moltitudine europea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina scrivente viene menzionata  in codice come “stufetta elettrica” e, l’installatore manutentore responsabile del “centro dati” del paesino “vacanziero” di Belley, base logistica vicino al confine di Ginevra, dove tutto si tramerà, sarà noto col nikname l’ “Elettricista”.

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse nel 1905 non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto poteva “tradursi” già in tipografico editoriale grazie alle telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)


Foto:Samuele Morse,
pittore pluridecorato inventore USA dell’omonimo linguaggio  Morse e telescrivente.

 


 

cri_000000434540linguaggi criptati: 

Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’

Traduz. 1 “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi dalle parole squisite”

Traduz. 2 “Schiva i lividi degli eschimesi con parole squisite ”

Pizza per nastrini  di Telescriventi?

 

cf7d327806b868dd312c06538c115089     Foto : DADA Tristan Tzara

 


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Gertrude Stein

“ready made” – La mossa invisibile.

La Mossa invisibile”

il ready made

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Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano, raccomandano e insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una lunga ricerca sull’artista, è possibile scoprire narrativa dell’artista, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, nel raccontare di lui si sanno le stesse medesime cose.

Ciò che spicca maggiormente, e che tutti ripetono di lui, sono le stesse nozioni identiche fino alla nausea. Il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come “Grande artista e inventore dell’arte moderna. Ma per me, che ho conseguito gli studi d’arte presso una nota accademia artistica italiana, la cosa non mi ha mai convinto abbastanza, credo nemmeno l’accademia stessa, ma venivo catalogato dalla mia insegnante un scettico in Arte.

“Scettico” all’ora, era offensivo per me, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Duchamp era la paladina innamorata in quanto, se mai fosse venuta a conoscenza sulle mie intuizioni, le sarebbe caduto addosso l’intero impalcature che aveva appreso presso l’Università Statale di Milano che di Lauro le aveva cinto il capo.

Per chi come me non dotto, conveniva tacere o ingoiare, ma i suoi bocconi li ritenni amari e indigesti ripromettendo a me stesso un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma per capire perché Perseo una volta asservito la Vergine, riavvolta la matassa decise di esiliare Arianna su di un isola infelice dopo che l’ebbe abusata.

Qui nasce l’idea di FiloRossoArte. Ispettore d’arte e politica europea che cerca di ricucire i tessuti stracciati di un Europa delle Nazioni, bistrattata e dimenticata. Nel frattempo questa indagine ebbe una battuta d’arresto allontanandomi dal mondo dell’Arte fino al fatidico 1991 quando mi apparve la “Mossa Invisibile” che Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel  Grande Vetro senza mai riuscirci.

Il suo superiore e Maestro, lo aveva avvertito che certe profezie l’artista non le avrebbe mai viste neanche dopo la morte e oltre. Quel poeta chi era? Dove si nascondeva? Dove era possibile raggiungerlo per interrogarlo?

Duchamp, pittore stratega , perché ad un certo punto della sua vita carriera decise si servire la Patria con l’Arte, non come arma di difesa, ma d’offesa.

E’ risaputo che i militari hanno da sempre utilizzato l’Arte come arma “offensiva”, arte che si è sempre prestata per far passare codici cifrati. Già i poeti in passato furono arruolati mettendoci in guardia attraverso altri codici cifrati mimetizzati nelle opere stesse, sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti, le eventuali responsabilità da imputare ai mandanti.

“E’ per una ragione di stato” si diceva allora e adesso, ma, mai è trapelato dalla Storia una sola chiave di lettura per interpretare o decodificare tali messaggi sublimati.

Poi, si cimentò anche la letteratura a raffinare l’arte bellica alleggerendo le responsabilità alla pittura nel rappresentare eventi complessi.

Fare un ritratto di un Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano responsabile, o altro ancora che governasse il paese, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso nemico e quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti” fare molteplici copie del volto dei sovrani, castellani, cortigiane ecc. da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta. Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere veritiere le opere ci voleva un Ordine segreto degli Artisti capace di passare i ritratti originali. Ci volevano dei Giurati integerrimo: i Massoni

Sto parlando di tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa; avvenuta poi, spostando l’interesse strategico verso comunicazioni sublimate circoscritte in nuovi modi di fare arte.

Quindi l’Arte moderna aveva bisogno di nuovi stili per meglio mimetizzare le informazioni sublimate, e, l’economia moderna, mise i suoi occhi sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i piani eversivi in materia di finanziamenti occulti, illegali.

Con le Avanguardie (Picasso) il quadro divenne Ricevuta Bancaria al portatore. L’acquirente in tale modo poteva finanziare illegalmente manovre economiche e industriali di ampia portata eludendo sia le banche che l’Intendenza di Finanza dei vari stati. In Francia la cosa fu possibile in quanto, dentro all’Intendenza di Finanza si nascondeva il Regista assoluto sugli spostamenti Capitali.: Il Poeta.

Uno degli artisti vicini a Duchamp, poeta pure lui, in un momento di delirio di droga e alcol – che spesso assumeva e poi frequentemente- in quel momento di concitazione psichica svelò il nome. Da quel momento, tutte le mosse invisibili delle Avanguardie divennero visibili. Il poeta nascosto presso la Finanza aveva la chiave di lettura di tutte le opere delle Avanguardie di fine ‘800 e inizio ‘900, correnti artistiche che in Francia teneva sotto stretto controllo. Nelle sue opere poetiche, si possono riconoscere tutte le chiavi d’interpretazione e nascita delle idee dell’Arte Moderna.

La “mossa visibile” di Andre’ Breton svelò l’Invisibile.

Morto l’Invisibile, M. Duchamp crollò psicologicamente ritirandosi dall’Arte. Il Grande Vetro dettatogli dall’Invisibile restò per Duchamp un “enigma insoluto”. Fu la mossa dentro la quale c’era la mossa delle mosse, la “più invisibile” e segreta, mossa futura che lui stesso non avrebbe mai comunicato ai suoi superiori perché incomprensibile per se stesso, scervellandosi tutta la vita, non venendo mai a capo di nulla.

“Jole, mia cara Jole, peccato che sei deceduta prematuramente, te l’avrei svelata.


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Underwood: Ready Made (1/2)

Questa prima  pagina 1/2 è delicata alla narrazione della “metamorfosi” artistico industriale dei primi novecento che ci porterà piano nel tempo ad a un “calcolatore proibito” italiano. Qui viene svolta la prima fase sull’indagine “arte e spionaggio” e più avanti, il significato che assumerà l’opera “Grande Vetro” di Marcel Duchamp.
L’Olivetti Spa e l’Itala , in quell’opera artistica avranno un  ruolo importante e  determinante, subendo per castigo la nazione dalla macchina repressiva giudiziaria  italiana (Mani Pulite),  la morte della Politica parlamentare italiana della Prima Repubblica.

Underwood

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La storia del ready made “Underwood”, per noi italiani fu l’inizio di una grande avventura durata un secolo, aprendo in tale occasione una superba  azienda italiana di macchine da scrivere e calcolatori: la Olivetti Spa di Ivrea-To. La Olivetti Spa ha esportato per decenni i propri prodotti sui mercati mondiali con grande successo ee interesse al notro prodotto sempre innovativo. Seguirà un declino forzoso ad opera delle concorrenti americane che vedevano nell’ Olivetti una azienda privata troppo avanti nel campo dei grandi calcolatori elettronici gestionali, avvertendola  come una potenziale e preoccupante  rivale politico-sociale e commerciale.
Fu tale la preoccupazione americana da chiederne il veto al Governo Italiano considerato da loro, “prigioniero di guerra” richiamandoci all’obbedienza. I reparto di eletronica per calcolatori fu espropriato attraverso lo struzionismo delle banchee affiliate alla Banca Mondiale d’America, esportando  interi reparti dall’ Olivettii, reparti strategici commerciali potenzialmente militari impiegati nella riscerca di applicazioni  elettroniche. Ma un calcolatore di quelli maii sequestrati Elea 9003.
Per un atto di disobbedienza verso la NATO (sgarbo), ovvero, l’aver venduto quel grande calcolatore all’Iraq, l”Olivetti fu costretta a chiudere definitivamente i battenti in quanto ritenuta dalla Nato: “fabbrica inquinata” di socialismo.


Torniamo al readymade in questione:

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La Underwood alla fine dell’ottocento era una fabbrica americana costruttrice di macchine da scrivere con  un vasto indotto per accessori compatibili come i ricambi per se  e  altre marche concorrenti.
Nell’anno 1905, in occasione della guerra Russia/Giappone verrà precelta come fabbrica per la produzione e fornitura della Difesa Americana.

La strategia di nascondere dentro innocenti aziende la produzione strategico militare è una prassi ancora in voga oggi in tutti gli stati del mondo che hanno una Difesa propria e un sistema militare offensivo.

Nel 1904 Underwood si aggiudicherà le forniture  ufficiali di munizioni  agli Stati Uniti d’America prossimamente impegnate  in guerre, trasformandosi segretamente da azienda commerciale ad “azienda strategica” impegnandosi nelle avventure belliche americane e produrre munizioni, apparecchiature “sensibili” e altro ancora. Underwood diviene una  industria trasformata anche in produttrice di piccole parti meccaniche di fucili  a ripetizione come la “Mitragliatrice” , arma segretissima a quei tempi, arma di “distruzione di massa”, che verrà data in dotazione all’esercito giapponese alleatosi con gli  USA per portare a termine il piano – mai dichiarato ufficialmente sulla conquista della Russia. Lo svolgimento delle indagini belliche del 1905, sveleranno gli indizi provatòri verso gli Stati Uniti d’America nella figura del banchiere ebreo-tedesco Jacob Schiff, naturalizzato cittadino americano con prestiti pari a 200 milioni di dollari di allora, come reazione ai “Pogrom” russi contro gli ebrei arrestati in Russia per disordini sovversivi e  allontanati dalle frontiere con l’Europa indebolendo le trame anti zariste.  Uunendo le sinergie  interne russo/ebraiche con la guerra giapponese alla presa del potere, scattò la macchina da guerra in quello che diventera per la storia la Guerra Russo/Giappone del 1905.
Quel “prestito” Shiff attrasse l’attenzione di tutto il mondo politico e capoitalista occidentale  ed ebbe conseguenze di gran rilievo: il Giappone vinse la guerra grazie all’acquisto di armi e munizioni e l’acquisto di navi da guerra miderne dall’inghilterra.. Alcuni leader giapponesi lo interpretarono come una “Giustta Alleanza” a dimostrazione del potere degli ebrei di possedere in breve tempo tutto il mondo.

Grtazie al readymade “Underwood”  scopriremo essere tale opera d’arte un comando politico/militare  in codice ben mimetizzato, usato come informazione militare agli Agenti segreti ebreo-europei travestiti da “artisti” ,  responsabili ogniuno delle loro ” correnti” d’arte e gli attivisti che sotto mentite spoglie di Arte non se ne intendevano.
Con Underwood e altri readymade a seguire, Duchamp avvertiva le centrali operative europee sullo svolgimento delle forniture  belliche e i relativi piani di rifornimento.

Oltre le Mitragliatrici (Macina Caffè),  nel contempo le Università di ingegneria americane portavano a termine la pistola a colpi in ripetizione (Colt), ma anche i primi fucili semiautomatici, e  nuovi detonatori. Le Acciaierie finanzziatriici ddelle correnti artistico/militari, portavano avanti anche le grandi  costruzioni marziali moderne,  cannoni, motori diesel eliche, turbine ecc.. Chiunque ne richiedesse la licenza d’uso o di costruzione, oltre a pagare le royalti alle Università inventrici (arricchendole), trasformavano con tali prodotti i prorpi eserciti, e  le Università americcane divennero dei veri e propri  potentati  Finanziari occulti, ma elargivano invenzioni se il cliente  sottoscriveva ol “Patto all’Alleanza”.

Royalty: “Nel linguaggio internazionale, è una parte dell’aliquota di prodotto lordo che le società concessionarie  si impegna a corrispondere al concedente in sostituzione o a fianco degli utili netti.”

Proseguendo la narrazione, in materia di polvere da sparo, il famoso Alfred Nobel (ebreo),  fondatore del  prestigioso Premio Internazionale al quale accedono solo gli affiliati o i sostenitori esterni “alla causa”, in quegli anni in America Nobel brevettava la nuova polvere da sparo che, a differenza della “pirite nera” ottocentesca, questa nello sparo non oscurava la visuale dei fucilieri che potevano in questo modo sparare il colpo successivo sull’avversario centrandolo in pieno e senza aspettare i tradizionali tempi morti di snebbiamento dei fumi neri della pirite e ricarica del colpo in canna . La nuova  polvere da sparo dai fumi trasparenti di Novel determonò l’esito vioncente di  molte battaglie e guerre agli USA.

Dopo il successo bellico del Giappone contro la Russia dello Zar in Cina e la conseguente disfatta dei gruppi golpisti cosmopiliti contro lo Zar, in vista della rivincita e del “boccone” facile europeo aii danni degli eserciti retrogradi delle fragili monarchia da conquistare, agli USA abbisognava di produrre in grandissima quantità di munizioni in vista della conquista dell’Europa intera, e quindi,  ai bandi di forniture dell’Esercito Americano parteciparono molte aziende meccaniche private “consorelle”.

Underwood vide rinnovata la fiducia di fornitore d’armi  portando  a casa un altra grossa commessa, commessa talmnte grande da sospendere la produzione di macchine da scrivere dandole in concessioone a terzi.  Quel readymade di Marcel Duchamp fu dall’artista rivolto agli industriali e artisti cosmopoliti europei, allertandoli dela guerra imminente senza farsi notare dall’esercito francese e tedesco.  Ma la Grande Guerrafu una disfatta economica per gli stati belligeranti trovandosi  indebitati fortemente con gli “Alleati Americani”  spendendo piu del dovito per accedere alle armi  moderne a ripetizione come tutte le costose munizioni prodotte.

Prima dello scoppio della grande guerra questi erano gli eserciti  precostituiti dentro l’Alleanza. Li ritroveremo tutti “uniti”  contro la Russia in ben due guerre consecutive.

Troops_of_the_Eight_nations_alliance_1900Fanti: Inghilterra, America, Canada, India, Germania, Francia, Austria, Italia, Giappone.
1900

READYMADE è Arte o non Arte?

La produzione artistica di Marcel Duchamp fu particolarmente bassa in quanto, come artista “Porta Ordini”, per essere credibile e autorevole, le sue opere  dovevano allertare solo novità  militari e industriali ai guerrafondai associati europei. Le sue opere dovevano essere uniche, chiare e  prive di valore. Una volta recepite, dovevano essere distrutte per non essere identificabili come prove spionistiche, di modo che, esse postessero eludere la sorveglianza dei Sevizi Segreti militari degli stati accerchiatiti, oppure, tali opere  dovevano essere percepite come Opere d’Arte, non “Cimeli di Guerra”.

La tattica era:  creare una  “mossa” che nascondesse l’ordine “invisibile”, una volta fotografata, editata sulle riviste d’arte, poi veniva alloggiata negli archivi fotografici dei  servizi segreti americani, archivi diretti dai registi geopolitici nel mondo artistico europeo. Tale archivio –  di opere-cimeli europee – era diretto da Man Ray e Alfred Stieglitz. Le centrali erano mimetizzate in gallerie d’arte, riviste di moda,  biblioteche geopolitiche e geografiche  ecc.

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Il lato oscuro del Genio

Lato oscuro del Genio:

Marcel Duchamp fin da bambino aveva una particolare attitudine alla vita militare. In una rara fotografia è raffigurato nei pressi di una tenda da campo militare vestito giust’appunto con una divisa confezionata su misura e, per la sua giovane età, (troppo giovane per partecipare alle manovre militari esterne), in tale occasione il sarto gli confezionò una divisa “a pennello”.

Chi gli ha commissionato un simile regalo e perché? 

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A giudicare dalla pieghe, quella piccola divisa pare messa in altre occasioni, oppure: il campo militare durava parecchi giorni; quindi siamo in presenza di un ciclo istruttorio  che lo vedeva impegnato per diversi giorni. Il dono potrebbe arrivare dal padre o qualche parente stretto (zio) già ufficiale dell’esercito francese.

Il padre è Notaio, borghese, e quindi, un giurato dell’Ordine dei Notai, è un giurato di Stato. L’ordine dei Notai è risaputo essere una casta di affiliati molto potente. Il  Notaio è un pubblico ufficiale che per legge deve essere super partes, e quindi, tutelare le parti contraenti in egual misura, al quale lo Stato gli affida anche la riscossione delle imposte anche per transazioni e operazioni economicamente molto rilevanti. In Italia, il Notaio è paragonabile a un sacerdote confessionale in quanto, diventava tutore di segreti capitalisti in materia di : proprietà private, beni, eredità, voleri testamentari, cartografie agrarie, appezzamenti, latifondi ecc. Il Notaio un vicario rappresentate della legge in materia di possedimenti, Ufficio immobiliare di Registro; confidenze onorarie, e giurato sostenitore della società da tutelare a conduzione capitalista. Il Notaio è il garante della proprietà privata legato a segreto professionale. Per anni è stata una casta impermeabile e impenetrabile.

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L’Ordine dei Notai è una Lobby potentissima dove per quasi due secoli (dalla Rivoluzione Francese e Risorgimento italiano ) si sono distinti e spartiti un immenso prestigio politico divendo membri di Governo e di Potere.

La cosa che balza all’occhio durante lo studio delle Avanguardie europee è il fatto che, molti artisti “rivoluzionari”, sono figli di Notai o affini. La domanda legittima è la seguente: se i nonni e il padre e la prole sono tutti figli testicolari a pari merito, come mai i loro rampolli designati alla successione venivano avviati agli studi di giurisprudenza? Il bottino familiare da ereditare è sempre stato prestigioso, alcune volte immenso, quindi la strada per ereditare lo “Studio” paterno e di famiglia si trasforma in “vocazione familiare”.

Domanda: la tendenza verso le discipline artistiche è parte integrante della formazione culturale dei figli di Notai? Pare proprio di si, specie quando il notaio ha più figli e gli eredi sono sempre quelli che hanno l’attitudine alla scrivania paterna mentre ai secondi spetti la rendita e una vita avventurosa a rischio.

Invece, in Francia, ci deve essere qualcosa di molto specifico negli alimenti, o forse, c’è qualcosa nell'”Aria di Parigi” duschampiana che cambia la sorte dei rampolli notarili trasformandoli in baldi artisti rivoluzionari, scapigliati, barbuti e spesse volte bohemien.

L’ironia scherzosa non regge, nemmeno come teoria, ma quello che ho descritto è realmente accaduto in quella casta nell’Europa del novecento. Lo stesso artista Josef Stella, italiano, (nato Giuseppe Stella, amico intimo di Duchamp, lo ritroveremo a Parigi in veste di artista quando in Italia anche lui aveva origini familiari notarili. Altri nomi interessanti seguiranno.

Come mai questa propensione verso l’arte da parte dei rampolli notarili e verso la  Francia?

Detto fatto la spiegazione.

I Notai europei, dopo la Rivoluzione Borghese si  attestano un forte potere politico all’interno del nuovo stato Repubbllicaano. I Notai sono  borghesi che si sono animati per l’abbattimento violento delle monarchie. La ricompensa del successo rivoluzionario fu la nascita dell’Ordine dei Notai come per altri: l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine dei Giornalisti, L’Ordine di Giustizia, l’Ordine dei Medici, L’Ordine Militare, l’Ordine dei Commercianti e via via di questo passo, l’Ordine degli Ordini che riuniva giuranti lo Stato Borghese Repubblicano.

Chi erano i Borghesi?

Sorvoliamo sulle motivazioni delle spinte rivoluzionarie , altrimenti ci vorrebbe una tesi universitaria per spiegarceli senza offenderli; però possiamo dedurre che l’Ordine degli stati Borghesi non sono nati sulle spinte popolari bistrattate o affamati c ontro iloro Reali, ma frutto di una grande piano economico politico-militare diretto da “illuminati” prosperati economicamente grazie alle discipline industriali nascenti, giuridiche e commerciali, che affamando strategicamente i popoli li hanno scagliati contro una minoranza di reali troppo esili per fermare una onda umana di tale proporzioni.

Dopo la vittoria, s’i sono imposti coi dettati del Nuovo Ordine Mondiale, vizietto storico che ogni tanto appare quando si tratta di ribaltare le istituzioni nazionali, come oggi, in questa rivoluzione europea silenzioosa di nuovo millennio, per la nascita di un nuovo soggetto sovranazionale chiamato Europa.

Il progetto moncato di cambiare la fisionomia dell’Europa di inizio XX° secolo, in questaEuropa di oggi, ha radici lontane. La questione europea, la si deve  deduce  come una sola “questione europea” giusto per venirne a capo di un qualcosa di solido, altrimenti di difficile comprensione.

La “Questione Europa”, con le sue diversificate storie nazionali, andrebbe suddivisa in fasce critiche separate fra loro, come se, in un progetto globale, ogni generazione di borghesia europea, nel proprio sviluppo di vita nazionale abbia avuto il compito di realizzare anticipatamente e maegistralmente le forze del cambiamento generale.

LA MANO NERA

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Alla fine dell’ottocento dopo il congresso di Basilea, si gettarono in Swizzera le basi di una serie di conflitti, diretti dal Nuovo Ordine Mondiale (NOM), forza occulta,, capace di ridi-segnare i giografici confini nazionali di tutti gli stati, ma ancor di più: scatenare una serie di conflitti nazionali trasformandoli in un unico conflitto mondiale e distruggere ogni forma giuridica autonoma.

Sofia e Fernando sovrani martiri

Attaccate le ultime case reali, nel  1914/18, le monarchie europee furono costrette ad affrontare tremendi tranelli ben architettati seguiti da   “mosse successive” preordinate e schematiche come in una regolare partita di scacchi. Le case reali trovandosi costrette a belligerare anche fra loro e contro stati borghesi ben coalizzati, le corone d’Europa infine caddero in disgrazia.

In Europa la Borghesia ebbe la meglio. In Russia però le cose non andarono secondo i “disegni” del pittore  Enry Matisse, istruttore e sovrantendente delle piu crudeli Avanguardie franco-belga-americane.

Tutto era stato pianificato perfettamente entro la fine della guerra 1914/18 e che avrebbe chiuso definitivamente la partita mondiale e partorire Israele.

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Ma a causa della Russia, diventata comunista, ciò non avvenne, scoprendo invece che, la partita non era ancora finita, rimandandola. Per una simile  impresa di conquista e assoggettare un impero cosi ampio e avasto, il NOM si accorse che ci volevano spie testarde ben infiltrate e, Avanguardie potenzialmente disciplinate capaci di “provocare” nuovi disordini sociali ad alta levatura criminale:  nascono in Svizzera presso il Cabaret Voltaire, il gruppo di fuoco: DADA.

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In quel ribaltone mondiale, l’Arte fu richiamata in causa non piu come una Veterana, ma il progetto Dada aveva bisogno di nuovi uomini non ancora schedati dalle polizie europee e qui entra in scena un altra volta il giocatore d’azzadro: Marcel Duchamp.

Quindi, separando le acque sporche dal bambino lavato, le fasi delle Avanguardie si possono dividere in due:

  • la prima d’anteguerra del novecentoquattordici le qiuale periodo le Avanguardie si occuparono   della preparazione ideologico/militare e anticlericale:
  • la seconda, la distruzione delle forze operaie e delle primitive forze socialiste.

La Comune di Parigi fu una spina nel fianco al mondo giacobino, organizzazione popolare in grado  di organizzare a livello mondiale un diverso modo di fare industria, quindi, la nascita del Fascismo (coi futuristi) e quella Nazista (ad opera dei DADA), spezzarono  le reni alle organizzazioni sindacali operaie socialiste in Italia e Germania, masse acculturate politicamente e capaci di organizzare una forza alternativa capace di prendere le redini dello Stato trasformandolo in socialista in quanto, la fine orrenda della Comune di Parigi sviluppò un fare organizzazione sotterranea capillare capace di portare a termine l’avvento del Socialismo europeo a sorpresa.

Non è un caso se in Arte, nelle Avanguardie si presentano all’appello i rampolli europei della Borghesia notarile o i  loro rampolli animati a fermare la grande ondata socialista, dove, i figli dei Notai Borghesi, si faranno carico dell’impegno di adottare l’Arte per trasformarla in arma belligerante e scagliarla al contrattacco generando disordine e disorientamento ideologico e intelletuale nelle sinistre rivoluzionarie.

La reazione delle Avanguardie cercherà di nascondere in se i reazionari borghesi camuffati da ppittori solo per non perdere l’egemonia delle masse che si stavano evolvendo, e quindi, le Avanguardie erano rivoluzionari/reazionari e il mercato capitalista le premierà prezzolandole ben bene riconoscendole sua opera..

Ufficiale: Marcel Duchamp.

Ed ecco il nostro soldatino Marcello Duchamp fattosi grande, appendere la piccola divisa militare nell’armadietto per assumere l’impegno di alto ufficiale ma in abiti Borghesi.

Coprendo l’incarico Alto Ufficiale delle Avanguardie, trasferitosi in America, gestirà e finanzierà questi “movimenti artistici”  in avanscoperta da lui fondati facendo pervenire alle centrali europee operative i suoi ordini militari utilizzando i Manifesti ufficiali da lui redatti, come le riviste d’arte trasformate in spacci di guerra e bollettini di fureria.

Quindi Marcel Duchamp fu anche organizzatore della Seconda guerra mondiale contrattaccando i Soviet e poi l’URSS. In questo clima prebellico, nascono le sue strane “opere” che verranno spacciate quali “capolavori d’Arte” da sedicenti critici dove travisando il concetto stesso del Concetto, non si accorsero che il Concetto fu troppo grande per essere depositato in un umile “oggetto” trovato bel che fatto, appunto: il ready made, .

Ogni stato borghese europeo diede il proprio contributo economico e di vite umane per il controllo assoluto della politca economica. Gli stati ancora sotto il regime monarchico, attraverso il doppio gioco dei propri ceti borghesi industriali, furono a breve spazzati via.

Attraverso lo spionaggio le lobby logoreranno ancora di più le casse bistrattate degli stati. Allungando i tempi bellici, si arricchirono a dismisura; per cui, quelle guerra pianificata per la durata semestrale, vennero spalmate dai dai tre ai cinque anni, fino alla disfatta delle risorse bancarie.

Quando Marcel Duchamp accennava sulle “mosse che non si vedono”, alludeva ai suoi ready made quali futuri cimeli di guerra?

Seguendo FiloRossoArt i ready made andremo a vederli uno ad uno, scoprendoli “mosse strategiche” camuffate per una grande partita a scacchi e non opera dell’Arte, ma ad’arte

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“Non sono un artista”

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Marcel Duchamp

Scheda dell’artista tratta da Wikypedia: nato come Marcel Villon. nato a Blainville -Crevon, il 28 luglio 1887; muore a Neuilly su Seine il 2 0ttobre 1968. E stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.  Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo e diede poi inizio all’arte concettuale ideando il ready-made e l’assemblaggio.

Mossa n. 2  “Negli scacchi ci sono mosse che non si vedono”   

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ready made – le mosse invisibili

Le Mosse invisibili”

il ready made

Nella Storia dell’Arte, Marcel Duchamp ce lo presentano e  insegnano, come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una attenta ricerca sull’artista scopriamo da parte della maggioranza degli addetti ai lavori (critici e galleristi) un coro univoco osannante l’artista utilizzando le stesse medesime informazioni e in tutto il modo. Ciò fa pensare che, il materiale su Duchamp sia veramente scarno a causa del suo ritiro prematuro dal mondo dell’arte.


Chi è dunque Marcel Duchamp?

Scheda dell’artista. tratta da Wikypedia: nato come Marcel Villon. nato a Blainville – Crevon, il 28 luglio 1887; muore a Neuilly su Seine il 2 0ttobre 1968. E stato un pittore, scultore, e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955. Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo e diede poi inizio all’arte concettuale ideando il ready-made e l’assemblaggio.


Mossa n. 1 “Io non sono un artista”

Ciò che spicca maggiormente nelle indagini su Marcel Duchamp e che tutti concordano, sono le scarne nozioni biografiche ripetute alla nausea. Eppure il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come il “grande artista” e inventore dell’arte moderna. Se fosse vero, vero il fatto che sia cosi geniale, dovremmo avere a disposizione molto materiale intellettuale dell’artista e molte opere come tutti gli artisti geniali addetti nelle arti. Riscontriamo invece su di lui, un limitate su tutto ciò.

Scopriamo però, a suo vantaggio, che sono state scritte milioni di pagine  interpretazioni delle sue singole opere, quindi, che fa Gran Maestro Marcel Duchamp sono le deduzioni e le tesi che ruotano intorno in suo nome, ma con questo vizio del Culto, vizio costatante della Cultura, pare Marcel Duchamp essere diventato l’opera d’Arte fattasi uomo.

Per me, che ho conseguito gli studi d’Arte, anni addietro, presso una nota accademia artistica milanese, la cosa, non mi ha mai convinto abbastanza e credo nemmeno l’accademia stessa. Infatti, i musei italiani sono molto restii ad acquistare certi “capolavori” d’Arte Moderna in quanto il prodotto non corrisponde al fatturato. Prudenza giustificata? Credo proprio di si, in quanto, il “concetto” d’Arte in Italia è chiaro e limpido,  supportato e consolidato con più di 2.500 anni di Storia dell’Arte, quindi, non siamo soggetti a concetti di matrice critica ed intellettuale, ne industriale perché non abbiamo mai trovato nessun critico d’Arte capace di convincerci a sufficienza.

Il prodotto d’arte moderna, va catalogato nel suo tempo rivoluzionario, nei suoi processi industri; infatti, lo stesso Pablo Picasso, convincerà l’enigmatica Gertrude Stein alla serialità del prodotto d’Arte per renderlo commercialmente divulgabile su scala internazionale raggiungendo più collezionisti e soddisfare la macchina capitalista utilizzando l’Arte, tema che verrà ripreso più avanti da Andy Warold con la creazioni di immagini prodotte dai processi industriali da divulgare commercialmente  anche a collezionisti minori e riproducibili, grazie all’ausilio di potenti programmi come Photoshop e future stampanti digitali a colori ancora allora non ancora note ai futuri consumatori d’arte. (Arte Pop)

 Per questo mio modo “retrospettivo” di vedere le cos,e non ebbi vita facile, marcandomi dietrologo. La Dietrologo è un termine offensivo al limite del disprezzo, sinonimo di diffidenza maniacale del presente come se in ogni cosa che si produce  ci sia sempre un “dietro” invisibile che tutto animi e trami, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Marcello Duchamp era la paladina protettrice in quanto, se avesse appurato le mie ricerche in Arte vere, le sarebbe caduta l’intera impalcature della sue tesi.

Davanti a una professoressa e per giunta giovanissima e laureata, a un allievo conviene sempre tacere, stare zitto! E per quanto ella, come professoressa, fosse amabile al limite dell’adorabile, i suoi bocconi li ritenevo amari e indigesti ripromettendomi un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro, che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma capire perché Perseo una volta asservito la principessa decise di esiliare su un isola infelice come se il premio non valesse piu di tanto.

Maschilismo? Sessismo? Niente di tutto ciò, la logica di tale Mito è depositata nell’Arte.

Col tempo, ci volle Internet per addentrarmi nel complesso labirinto culturale mondiale. Esso si presentava simile al palazzo di Cnosso dove con poco, ci si perde, e per evitare ciò, il filo di Arianna lo trovai arma letale per affrontare un misterioso e tenebroso Minotauro e invisibile come Marcel Duchamp.

Nasce l’idea di FiloRossoArt, novello ispettore d’arte e di politica,  amante della Storia d’Europa e che per cercare di ricucire i tessuti sfilacciati europei in vista di una nuova nazione unica, sentii il bisogno di rimettere in ordine i passi piu vistosamente invisibili negatici dalla Storia: la verità sui nostri orrori passati.

 Forse perchè internet non era ancora accessibile e l’Arte italiana faceva fatica uscire dal retaggio del passato, la mia indagine ebbe una forte battuta d’arresto fino l’anno 1991, quando durane il Desert Storm si rivelò la “Mossa Invisibile”  che M. Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel Grande Vetro e senza mai riuscirci. D’altra parte, il suo superiore e Gran Maestro lo aveva avvertito che certe profezie, l’artista non le avrebbe mai viste realizzate fino dopo la sua morte e oltre. Fu per ciò che smise di indagare.

Chi era quel Poeta? Dove si nascondeva? E dove era possibile incontrarlo?

Duchamp, pittore, ottimo stratega, campione di scacchi, all’inizio della sua carriera decise di asservire la Patria francese utilizzando l’Arte non come arma di difesa ma di offesa.

E’ risaputo che i militari hanno sempre utilizzato l’Arte come un arma “offensiva”, arte che si è prestata spesse volte come vettore di codici cifrati. Duchamp la richiamò in causa asservendosene. Anche i poeti in passato furono arruolati per comporre messaggi criptati durante le operazioni belliche (vedi Montale, Quasimodo, Carducci, Alfieri e  altri). I nostri poeti ci misero in guardia attraverso i codici mimetizzati nelle loro opere , allertandoci sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti avvenuti, svelarci velatamente le responsabilità di mandanti e massacratori bellici da far giudicare ai posteri. (vedi: l’ Adelchi, i Promessi Sposi, La Commedia, ecc.)

Si dice: “E’ una ragione di stato”. Negli ambienti militari non è mai è trapelato alla Storia la chiave di lettura per una interpretazione sana capace di decifrare tali messaggi sublimati. Tutto resta avvolto nel mistero o nell’invisibile, patrimonio dei vari ministeri della difesa.

Per avere messaggi sempre piu difficili da decodificare, gli eserciti si cimentarono anche all’uso della letteratura alleggerendo il lavoro di poeti e pittori.

Fare un ritratto di un Sovrano o un suo Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano, o responsabile di governo, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso dei nemici, quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti”: fare molteplici copie del volto dei sovrani commissionati da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta.

Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere più veritiere le opere, ci voleva un Ordine segreto composto da artisti capaci di passare i ritratti originali ai complottisti. Quei giurati fidati, erano preparati dalle Accademie Militari o dagli stessi Massoni divenuti presidi di facoltà universitarie.

Mi affiorano i tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa. Al suo straordinario avvento, l’interesse strategico per il ritratto si riversò nelle nuove tecnologie grafiche arricchendo le comunicazioni di massa con nuovi modi e concetti di fare Arte.

Quindi la guerra moderna aveva bisogno di arti moderne, nuovi stili espressivi per continuare a mimetizzare le informazioni sublimate, e, tra questi, l’economia moderna pose i suo sguardo sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i suoi piani eversivi in materia di finanziamenti occulti e illegali. L’arte divenne prigioniera del capitale, anzi il Capitale stesso divenne prigioniero dell’Arte


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