DADA: Nascita del Cosmo n.1 /6

Appunti di Scena e di Posa

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Julius Evola: Filosofo

Secondo il Filosofo italiano dadaista Giulio Cesare Andrea Evola (1889-1998) noto come Julius Evola, la scelta cade su di lui nell’analisi del cosmo artistico dadaista perché esponente di spicco della corrente internazionale in Italia. Analizzandolo scrive:
Ogni territorio occupato con lo scopo di abitarvi è prima di tutto trasformato da caos in cosmos; cioè, per effetto del rituale gli viene conferita una forma che lo fa così divenire reale.

Cosmos, assimilato in molte lingue del mondo, è il significato originale di Ordine, ma attualmente questa parola è generalmente usata come sinonimo di Universo per gli Argonauti, Astrofisici, i Cosmonauti, e Astronauti.

Per la cultura occidentale filosofica l‘Ordine di Cosmos segue il disordine caotico di Caos. Quindi per attuare un Nuovo Ordine delle cose ai cosmopoliti abbisognava un vero Caos a monte (insurrezioni) Questa parola d’ordine attraverserà la civiltà europea per 2.000 anni fino al 1.900 e senza farsi identificate dai cittadini e i loro governi ignari. Leggendo Evola invece, si denota l’origine e lo scopo del grande mutamento politico che sarà il “Fascismo Italiano”. I passi successivi di Julius Evola vanno incontro all’Arte, attraversano l’ Arte, la crisi dell’Arte fino alla nascita della filosofia metafisica Nazionalfascista. Egli sarà l’istruttore e maestro alchemico delle Avanguardie e di Marcel Duchamp dando una svolta metafisica alle sue opere incomprese allo stesso Duchamp che ne faceva uso spregiudicato militare senza sapere che, il contenuti li governava silenziosamente Cosmos, riordinando, Marcel Duchamp, su consiglio di Evola, tutte le proprie opere in direzione del Grande Vetro. dando ordine cosmico al proprio Caos lievitandolo “oltre la linea dell’orizzonte” dove la Sposa meccanica (astronauta e cosmonauta) ascende ai cieli.

Manhattan 1929

New York è una città-stato che si definisce Cosmopolita per eccellenza perché comprendente persone provenienti da molti paesi diversi, asserendo che: “l’immigrazione ha trasformato questa città stato in una metropoli cosmopolita“.


Cosa comporta il cosmopolitismo metropolitano?

1: avere un’ampia conoscenza internazionale e quindi essere mondano; ciò permette una maggiore e più ampia diversità culturale. Ciò ha portato ad atteggiamenti più cosmopolita tra le giovani generazioni della città rispetto agli anziani diventati storici e datati. 

2: La città cosmopolita è composta da persone provenienti da tutte le parti del mondo, città accogliente per capacità numerica, ricchezza e una popolazione cosmopolita più o meno ospitale, dirigente e radicata all’interno.

Molti aggettivi legati al concetto cosmopolita sono convenzioni per giustificare una ragione comportamentale di classe, come ad esempio, l’essere “sofisticato”, atteggiarsi ad alto grado di lussuria stabile che corrisponde a canoni mondani, dando vita ad una sorta di classicità iconoclasta dal valore nobile, antico e di rispetto.

Star cinematografica americana

La Posa:
Tutta le battaglie portate avanti dalle Avanguardie per la distruzione delle immagini iconoclaste damonasteri e palazzi monarchici finiscono nel torto quando uccisa nel caos rivoluzionario – ad esempio – la zarina erede Anastasia, una bella zingara dei deserti discendente di nomadi pecorai mediorientali vincenti si atteggi con gli stessi panni principeschi per sostituirne il “Corpo” etnico monarchico zarista appena sterminato, riproponendo la stessa immagine sacra combattuta e distrutta dai cosmopoliti per farsi adorare quale principessa popolare. Questa nuova sagoma si atteggia in pose sofisticate simili alla lussuria conquistata sfoggiando gli stessi abiti con gioielli facsimili. Mentre per la prima principessa la posa era dettata dal corredo di corte ereditato nei secoli e quindi iconoclasta, la seconda ha una finzione recitata per soddisfare l’immaginario collettivo popolare come se , al posto di Anastasia , la bella zingara avrebbe governato meglio la Russia o le monarchie in genere e con la ipnotica arte del cinema, falsificarne la storia.

L’atteggiamento dell’attrice incrimina tutti i fautori delle Avanguardie ‘900 e di chi, oltre loro, ha appoggiato la “rivoluzione borghese” (giacobina) prima o si sia animato poi per renderla vittoriosa anche ad EST usando il falso ideologico ne facevano monopolio etnico, estetico, quindi neo classico e classista. A questo punto dopo aver arrestato le vittime prescelte, macchiate di fango l’ effigia reale e recluse nei sottofondi storici per essere trucidati, la nuova arte borghese capitalista si circonda di aggettivi di corte impropri come: “sofisticato, mondano, colto, raffinato ecc.”.

Sostituita l’immagine Reale con il Falso cinematografico e fotografico, l’Arte moderna assume tutta la responsabilità di essere divulgatrice di Falsi storici.

Segue parte seconda: (2/3)


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RedRose: Sera

(Ade: “…mai voltarsi indietro”)

il sole tramontava su di te
quella luce diceva: è sera.
orata catenina sul petto
fine e nobile sul decolté.

Parli e non sai che dici, ma parli
forse di niente per avermi qui,
un poco scollata il petto offri
invito a desiderare te.

E lo so da come mi guardi
lo sai da come ti guardo
e lo so da come ti offri,
fusi nello stesso Eden.

Dove sei mio perduto amore
dove ci siamo lasciati
dove abbiamo sbagliato
dove ci siamo smarriti?

Deposto su di te il mio inchino
quella sera ci amammo cosi.
Era sera, ricordo che era sera,
non dovevi riaffiorami mai più.

Poesia cosmica n. 63

Fagioli
(eco poesia)

L’umanità non sa più farsi cibo da se,
lo compera, ma perché? Scaffali e scaffali
pieni di tutto a buon prezzo ma noi no,
noi non sappiamo fare niente se non che scegliere.

Da dove arriva tanto cibo confezionato,
perché lo strillano con tanta falsa felicità
inquinandoci le scelte la Pubblicità?
(come avessero paura di non essere scelti.)

Ho messo 10 fagioli freschi in terra
e sono cresciuti, cresciuti d’inverno
nella mia terra abbandonata da anni.

“Ci riproduciamo sempre” mi dicono,
dipende da te, impara le stagioni
perché adesso abbiamo freddo
e sorridevano, mi sorridevano divertiti.

Poesia Cosmica n. 62

MARE MOSSO.

“COS’HAI?!..”
Mare, stai fermo per favore!
è possibile che non taci mai ?
Borbotti sempre tra le onde
senza mai spiegarti meglio.

“COS’HAI ??’!!” Perdio, metti
la mano davanti alla bocca
quando mi parli
non sopporto gli spruzzi,
mi bagni! Veramente.

Vabbè! non sgridarmi così,
vado a fare un giro altrove,
torno quando ti è passata
e ti racconterò i miei di guai.

E non ti preoccupare dai…
non saranno le mie lacrime
a salare il tuo salso mare.

Vuoi che ti porto delle sigarette?

Antiarte – Asimmetria 2/2

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Salon d’Automne

Coi quadri cubisti e fauve, alle Aste parigine truccate del Salon d’Automne dei primi novecento, si gettano le basi per un ipotetico preziario d’Asta al rilancio iperbolico di quadri d’Arte Moderna.
La manipolazione del Salon da parte delle Avanguardie, dei cataloghi, dei critici prezzolati e collezionisti anonimi, darà inizio alle più grande truffa d’Aste di “arte moderna” ancora oggi persistente che dalla quella avventura non si vuole più tornare indietro.
In tal modo il “collezionismo clandestino” del ‘900 verrà legalizzato e ufficializzato potendo in tal modo far girare grossi capitali non più  oscurati od “occultati” come ai tempi di Monet, Césanne e inizio Matisse, ma con le Aste del Salon d’Automne si gettavano le basi della nuova economia di Arte Mercato.

Grazie all’Arte i Capitali potevano sconfinare di stato in stato e di mano a mano. Parallelamente le industrie si coalizzavano in cartelli di settore determinando il valore d’arte, ma presto l’Arte pittorica cominciò a perdere il suo fascino congelandone i capitali. Arte. L’industria attraverso le banche e la nuova contabilità Import-Export poteva finanziare grandi operazioni Multinazionali come il sottobosco intellettuale alleandoseli alle nuove conquiste politico commerciali. Quindi ci fu una forte stagnazione per l’Arte durante gli anni 30 fino al 1945 in quanto, essendo vaghe le sorti della seconda guerra mondiale e del potere capitale mondiale, la prudenza la fece da padrone, bloccandosi l’ascesa di Mercato e i prezzi per poi riprendere velocemente il rialzo nel dopoguerra. Per fare ciò bisognava ricostruire a memoria la storia dell’Arte con molti artifizi e nasconderne i propri reati.

Collezionismo malato o affare commerciale?

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Non possiamo parlare di sindrome compulsiva dei Fratellii Collyer ma una cosa è certa, i collezionisti d’arte del novecento accumularono spesso le centinaia e centinaia di opere dello stesso artista. A sfatarli da tale malattia, la ricca borghesia industriale cosmopolita giocava sull’astuzia a loro favore che le tele d’arte moderna sbilanciavano le osservazioni delle Guardie di Finanza ritenendo quel collezionismo stravagante: malato, chiudendo un occhio per tanto pingue guadagno da quelle tele stracce senza arte. I Ministeri delle Finanze d’Europa pagheranno a caro prezzo quella loro superficialità.

Tornando a monte, già nel 1910 si era portati a credere che il Danaro fosse l’unico “metro di misura” per giudicare la valuta d’Arte. Con il diffondersi delle società capitaliste industriali, l’espandersi di grandi Capitali alla conquista di nuovi mercati e nazioni, l’Arte moderna va perdendo il suo compito politico culturale per diventare ciò che è oggi un elemento d’arredo che determina lo stile, il cambiamento di Mode, gusti accelerando la modernizzatrice degli ambienti. L’Arte del quadro con Bauhaus, getta le basi di una nuova società astratta, sterilizzata, asettica e clinica, esclusivamente oggettuale.

Con Bauhaus, in un triennio nascerà la società moderna dei nostri giorni, scuola artistica imprenditoriale, tecnologica, erede senza passato storico di riferimento facendo scuola a livello planetario. La Cultura perde la propria memoria storica seguendo un divenire assente. La Geometria si espande, diventa dominante e prende possesso delle superfici. E’ “astrattismo” tecnico e quindi l‘asimmetria torna simmetrica cambiando volto all’Arte.

Sfrattati gli Dei altrui dai templi, bombardate le loro chiese e resi minori gli Dei altrui, l’arte si direziona al Capitale industriale modificando nuovamente gli orientamenti dell’opinione pubblica, sfavorendo il concetto che: “Un capolavoro lo si giuda dal valore estimato all’Asta o al  Mercato”, ma in ambedue i casi , cubismo e l’astrattismo, resteranno legati al rendimento capitale. L’Astrattismo essendo un prodotto “vuoto” , stilizzato, abbatteva i costi di produzione seriale esaltando il Design.
Si getteranno le basi di un ateismo nichilista moderno, si derubano tele negli stati altrui senza sentire il peso del sacrilegio, si distrugge si devasta, ed è guerra: la Seconda Guerra Mondiale.
La cultura e l’Arte si riparano dalle bombe e scendono in cantina.

Ciò porterà a credere che il Danaro se vincente diventerà l’unico “metro di misura” per giudicare con successo e valutare tutte le cose, le persone, le esistenze umane, ma solo se si lasciano nuovamente capitalizzare.

Le Avanguardie che tennero per un ventennio sotto scacco l’Arte, col diffondersi del capitale come meritocrazia popolare che dona premi ai rinnovatori artistici, culturali e sociali, liebera dagli impegni assunti agli inizi del secolo, i quali torneranno pittoricamente al mondo figurativo poetico sfruttando la propria notorietà.

L’astrattismo invece diventerà una icona d’arredo che determina il cambiamento del gusto dettato dalla Moda, modernizzando i costumi e l’ambiente.
Con il cubismo reale di Le Corbusier e l’esperienza estetica astratta della Bauhaus, l’arte s’incamminerà verso il concetto che l’Arte è Arte e nient’altro che Arte. Ma avendo perso di vista l’Arte stessa il concetto primordiale artistico (inganno), come disse Lucio Fontana: “Tutto diventa Arte e niente è Arte.” La tecnologia farà esplodere le creatività mondiale di più generazioni di soggetti economicamente deboli in quanto viene a meno la figura mecenate del finanziatore nevrotico alla conquista del mondo commerciale : il Collezionista capitalista animatore delle rivoluzioni industriali moderne. I grandi prezzi sborsati alle aste, nascondono ancora i loro rimpalli di ricevute bancarie e cambiali sotto forma di quadri.

La Cultura Classica perderà la propria memoria storica inseguendo il Capitale. Tutti i suoi artisti rincorreranno un divenire deviato dall’ambito successo speculativo al danaro facile generando prodotti immaginifici irraggiungibili, asimmetrici senza senso. Il capitale che ha animato tutte le rivoluzioni estetiche punterà ancora una volta su di un solo quadro: il Video, (Fanes) generatore di immagini virtuali simmetriche e asimmetriche, finanziando il capitale i propri rampolli artisti etnocosmopoliti che dal video avendone il monopolio, genereranno arte astratta dannandosi felicemente come i giovani artisti del novecento: le Avanguardie, che per raggiungere l’immortalità nella storia dell’Arte si sono lasciati bindolare ubbidienti agiati, altrimenti sterminati.

Nella Lussuria l’Arte torna ad essere generatrice di bellezza virtuale.

greta garbo
Greta Garbo: cosmopolita

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“Cubismo e Picasso”

Anti Arte – Asimmetria 1/2

Asimmètrico: ciò che presenta asimmetria, che manca di simmetria, di armonica corrispondenza fra le parti. (Vocabolario Treccani)
Cubismo vuol dire Asimmetria.

esempio di asimmetria

Picasso, come le sue composizioni le dispose in modo asimmetrico, i volti e le facce le vuole forzatamente mostruose asimmetriche. Nell’asimmetrismo, il cubismo genera se stesso, ma anche nel post cubismo picassiano l’artista impone le sue regole estetiche asimmetriche a suo monopolio . Nessun disegno o quadro o scultura picassiana deve rappresentare cose simmetriche. Il movimento cubista di Barcellona che in passato era l’armonia urbana di rette prospettive simmetriche, con Pablo Picasso, quel principio armonico salta, si “deforma”, spaventa. Quindi il cubismo di Picasso divenne l’antitesi del Cubismo Storico di Barcellona; L’Arte cubista diventerà l’Anticubismo di Picasso. L’Asimmetrismo picassiano non è ciò che l’artista afferma ma è ciò che nasconde il reo deforme.

Nella loro furia distruttiva e invasione di campo, le Avanguardie cubiste cercarono di sostituire le icone romantiche e sacre con nuove figure scarne, rachitiche, approssimative abbozzate come rivoltanti mostri. Nati volutamente brutti per volere dell’artista (sua dichiarazione alla signora Stein)  Picasso con una squadra di affiliati molto determinati tramerà contro l’Arte “classica” usando come arma la stessa Arte inscenando la prima “Anti Arte” espressiva in segno di sfida.

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Picasso asimmetrico: Ritratto a Dora Maar

Lo sforzo delle Avanguardie per la distruzione sistematica di ogni immagine iconoclasta (religiosa, storica o poetica) a favore della nuova “brutta forma” o “parolaccia”, s’imposero come unica e vera Arte. Infine apriranno una breccia con metodi strafottenti e vincenti.

Tutto ciò li porterà  a produrre a livello industriale “cose” e “roba” inanimate o senza anima per invadere e inflazionare il mondo delle Belle Arti, la sfida lanciata ebbe successo grazie alle corazzate economiche americane, contro le quali le esili economie europee poco difesa potevano opporre.

Il 18 Novembre 1901 l’Inghilterra e gli Stati Uniti firmarono Il Trattato Hay-Pauncefote. E’ il preliminare per la costruzione strategica statunitense del Canale di Panama. (trattato di non ingerenza negli affari americani). Tra i due imperi si crea una solida Alleanza che si realizzerà nele manovre congiunte di guerra per il controllo dei mari ed oceani. Ma quei militari volevano di più, volevano espandersi in Asia prendendo di spalle la Russia. L’Arte, come la Cultura europea, divennero parte integrante di quel progetto muto asservendo la causa congiunta.

Tolta l’anima e l’animato all’arte, tolto il soggetto figurativo cui l’Arte ci aveva abituati ad essere rappresentati nei secoli osannandoci, tolto l’essere ispirante nei quadri iconoclasti tutto era ridotto al solo “oggetto”, sotto forma di “cosa” o “roba” senza mestiere e parte. Essendo i grandi “collezionisti” delle Avanguardie uniti dalla pretesa politica di dominare ogni forma di commerci,  per i finanziatori dell’illecito in arte quei quadri erano oggetti di transizione di capitali in attesa di rimborso (con interessi) a OperAzione conclusa e nazione conquistata. Con le Avanguardie Il quadro diventa una cambiale, un titolo al portatore, una quota di borsa, un pegno al Banco, un prestito a vista, un investimento a lunga scadenza ed altro ancora di finanziario. L’investimento nelle Avanguardie non sarà per l’Arte ma pegno per l’operato bellico degli “artisti” fratelli delle correnti cui facevano parte.

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Con questa concezione etnoeconomica, la Fratellanza diventa ufficialmente Cosmo-polita e i cubisti di Spagna attueranno i principi insurrezionali dietro la spinta della nuova Arte moderna venduta ancora prima di essere prodotta. I cubisti spazzeranno via i vecchi impressionisti, appropriandosi del capitale organizzativo a loro destinato, finanziamento sospeso dopo la fallita insurrezione del 1905 in Russia. La Rivincita o Nuova Rivoluzione da imbastire aveva bisogno di nuovi volti, di una nuova generazione sconosciuta.

Gli impressionisti erano bruciati perché scoperti quali responsabili dei motti del 1905.
Con tali principi e fini di conquista, la nuova organizzazione escludeva dal nuovo comando tutti coloro che non erano designati o scelti, generandosi  nuovi quadri monotematici e monocromatici arruolati ed istruiti facenti parte della stessa generazione. Per attuare  in simile piano i giovani artisti ed intellettuali dovevano avere in comune la stessa fede ed orgoglio di fare meglio dei loro predecessori uscenti. Non potevano fallire.

A sua volta i perdenti non devono venire a conoscenza della ragnatela, i punti che univano la nuova organizzazione artistica ed essere più riservati. Per l’effetto sorpresa, nelle manovre strategiche preparatrici dei nuovi colpi di stato, garantiva al “collezionista” un ritorno sicuro al danaro sborsato non sentendosi esposti. Scopriremo più avanti che Avanguardia era un “sistema” di successo per la creazione di un vasto moto politico cosmopolita, un vero Esercito Civile di volontari molto ampio di senza Patria.

Picasso: figura asimmetrica (particolare)

In una società capitalista moderna progettata dai guru della finanza, non era più possibile contemplare  la circolazione di simulacri religiosi divinatori anche se capolavori storici. L’arte doveva diventare Merce per il culto Capitale. L’arte classica sarebbe stata capitalizzata solo se sottomessa a giudizio di valore dal Mercato a condizione che, l’arte sacra fosse sfrattata dai suoi templi sacri per divenire oggetto non più divino ma di culto turistico apportando capitale ai botteghini dei Musei d’Arte e dunque, assoggettata ad una commissione economica speciale sottoposta ad Assicurazioni.

Asta e Mercato

Asta d’Arte

Sfrattati gli Dei dagli altari, l’Arte si direziona  e polarizza verso l”oggetto super valutato, super capitalizzato, modificando gli orientamenti dell’opinione pubblica a favore di un concetto che: ” Il capolavoro lo si giudica innanzitutto dal prezzo estimato all’Asta o dal  Mercato.” L’arte torna a diventare iconoclasta nei nuovi Templi Museali ed essere oggetto di culto pilotato aumentandone la stima e fama mondiale.

Sotheby’s : vendita di una Madonna

Segue la seconda parte
Antiarte – Asimmetria 2/2