Carilla n. 36

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Mirror con tè.

Lasciamo appesi gli abiti uggiosi 
Spoglie si presagisce una lussuria,
Sussurriamo misfatti sottovoce e risa
Accovacciate senza stropicciare lenzuola.
Fuori piove ancora.

La cupa luce invoglia fuse e cuscini
Accorgendomi d’essere desiderata,
Gli occhi sornioni sanno scorgere
Del corpo ogni forma proibita
Perfezione delle nostre eleganti linee
che alle richieste astutamente svio:

“Amore vuoi baci latte o del té ?”

Sedotta: “Tutti e tre.”


Corilla
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Poesia Cosmica n. 52

Cvd 19

“Capitano Capitano” dice l’alieno al superiore ,

“Cos’è quella crosta in Terra che prima non c’era?

Ne è pieno tutto il pianeta, ovunque.”

Cementite!“- risponde il Maggiore- ” la produce

un mollusco anemule murato con peli lunghi in testa

e sulla faccia; sta conquistando il mondo, è  un parassita

del pianeta infettato da Covid 19″ , l’opera sua continuerà,

l‘importante è che non invada l’Universo.

 

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30 – 60 – 90 – 120 e passa , come le fatture insolute di fine mese …


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Poesia cosmica: Mitomania 1

BAGHDAD

L’OSSERVATORIO

Note si belle escon da un plano
Create lievi da mane maestra
Sussurro soave discende dall’alto
al pian di sopra richiamano la mente.

Salito sulla Loggia per scoprire l’incanto
Appare luminoso il cosmo stasera
Quel cielo blu aprendo il manto
Svela apertamente l’intero Emisfero.

Una ad una nel profondo spazio
Sfavillano di luce le mille stelle
Sparse per tutto il grande campo
Senza coprir le altre si lascian vedere.

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Questa poesia introduce “MITOMANIA”, la mia prima collezione poetica di facile lettura che pecca d’ingenuità in quanto non essendo ancora formato  poeta, mi cimentavo per divertimento con gli amici poeti di NPS (1990), ponendo poesie a indovinello per eludere la censura mentre a Baghdad si uccide-va ferocemente. I computer degli anni  novanta, in Italia,  funzionavano ancora da telescriventi in supporto ai fax, Videotel, o alla contabilità generale e segreteria aziendale… poi, fu la volta della posta elettronica.

Window non era ancora arrivato da noi e il linguaggio d’uso corrente era Dos.  A quei tempi non erano possibili le correzioni automatiche, ne apporti fotografici o gli ornamenti di squisito sfarzo decorativo come ora. Avevo smarrito il tutto per via di un virus sconosciuto, ma non gettati mai via l’hard disk. Chissà… un giorno…. Qualche settimana fa avvenne miracolo, rileggendomi allora.

La raccolta poetica nacque nel 1991 sotto le bombe quando restai shockato sul comportamento scandalo-so della Democrazia che credevo incapace d’inscenare una guerra tracotante a proprio vantaggio e nome. Restai basito quando vidi i cieli di Baghdad infiammarsi di bombe scintillanti, antiaeree saettanti e fiamme alte e verdi (infrarossi,) in visioni Demoniache.

“Eccoli!” mi dissi, “ecco il segnale divino… ci siamo, sono tornati!” 

Nasce MITOMANIA, (i Miti si ripetono) 

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Incapace di annotare appunti politici che cambiavano ad ogni ora, utilizzai la rima poetica ottocentesca, rime  popolari per annotare il tutto, con strofe brevi di alta sintesi. La collezione narra le motivazioni ideologiche, politiche e religiose di Desert Storm , prima guerra incompiuta americana (e persa) nel Golfo Persico  seguita passo passo di notte e giorno per 42 giorni, tanti furono i giorni impegnati contro i tre giorni preventivamente program-mati da George Bush. “Guerra Chirurgica” per la sua precisione elettronica, non gli faremo male. Così non fu.
foto: Baghdad – Desert Storm 1991.

Quella guerra svelerà tutta la metafisica evangelica sfuggita al controllo dei Cristiani che cimentatisi in quel sacrilegio in veste di aggressori, non capirono di essere loro i demoni fiancheggiatori e che sarebbero stati sconfitti da chi nel deserto pativa sete e fame in attesa del fatidico momento.
Il Dio babilonese “Marduk” era tornato per sconfiggere un altra volta Tiàmat venuta via mare e cielo. Sconfisse con tre “dardi di luce” luce l’orribile Bestiaccia cui nessun aveva il coraggioso di sfidare, bestia spaventosamente enorme dalle mille bocche di fuoco. Marduk nelle vesti di Saddam, ritornato conquistò  per la seconda volta nel Mito il suo primato divino di imbelle. Guerreggerà per conquistare i “dardi di luce”, dardi simile alla spada infuocata che fende la roccia, Arma di distruzione di massa che terrorizza ancora oggi il suo nemico numero uno: la NATO. 

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Desert Storm 1991

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Desert Storm 1991

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TEMPESTA DI SABBIA 1991

battaglia-tra-marduk-e-zu-rilievo.jpgNB: La profezia di Marduk è un testo “Vaticinium ex eventu” che descrive i viaggi della statua di culto di Marduk da Babilo-nia. Prima di Desert Storm, in Iraq, si festeggiò pubblicamente la “rievocazione mistica” del Dio Marduk in abiti antichi  babilonesi e riti antichi propiziatori. Saddam, suo discendente, nel rito ebbe la certezza della vittoria e si cimentò in battaglia senza paura. Marduk nella sua profezia diceva che sarebbe tornato una seconda volta.

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Un lucifero Nato-F117

continua…


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Duchamp: L’Aviazione americana

Marcel Duchamp, artista concettuale, chi lo ha nominato tale e perché?

Partiamo da un immagine inquietante di inizio secolo quando credevamo che L’Arte moderna fosse una sorta di ricreazione ludica o idilliaca di una serie di artisti borghesi svalvolati che, dietro la loro originalità “creativa”, manifestassero forme di genialità che andasse oltre l’arte stessa. La prima immagine (foto a sinistra) sinistra ci presenta Duchamp ancora giovane con in testa una “strana idea”.

600full-marcel-duchampLa prima immagine ci presenta Marcel Duchamp ancora relativamente giovane con in testa quella “strana idea” dissacrante sulla bellezza d’Arte e in linea con la “Brutta Arte” picassiana allora in voga.
La seconda immagine (foto a destra) ci ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa ancora la stessa “strana idea” ma consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli?    1bc84c62e806ddae1405c6df88fb4455

La seconda immagine (foto a destra)  ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa la stessa “strana idea”  consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli?

Abbiamo visto nella pagina a lui dedicata: macina caffè , le prime avvisaglie di ciò che verranno citate  quali future accuse imputategli in materia di “delitti contro l’umanità” e che ci conducono verso quel “vicolo cieco” della vita di Marcel Duchamp e artisti associati, analisi trascurata nella Critica dell’Arte per due motivi non poco trascurabili:

  1.  L’ingenuità della Critica primitiva sorta negli eventi “artistici” di quegli anni per aiutare la  manipolazione dei gusti d’arte  osannandoli  quali “nuovi cadetti” della rivoluzionaria accademia in materia di Arte Concettuale.

  1. Una critica artistica sviante dettata dai superiori militari che hanno inscenato la caduta della Germania del Kaiser nella seconda guerra mondiale spingendo questo stato contro la Russia politica URSS.

Al punto uno, la Critica è scusabile in quanto il peccato di ingenuità gli accomoda una soluzione salvifica in quanto trattasi di peccato veniale commesso in buona fede o, cattiva fede in quanto, allineata la crotica alla dissacrazione artistica strategica; (vedi la conferenza ” Un orinatoio diventa arte: La Fontana di Marcel Duchamp” tenuta dal Docente della Cattedra di Verona il Professore Valerio Terraroli  in data 5 marzo 2015 a Genova) YOUTUBE :   https://www.youtube.com/watch?v=TgjvW2zENz0
dove l’ingenua onestà intellettuale del professore è imbarazzante, ma che ci fa capire quanto in profondità la censura art8istica su Marcel Duchamp si sia spinta frastornando l’oratore stesso in quella onesta dichiarazione di insolvibilità dell’Enigma per non avere la “chiave interpretativa ” sulla lettura dell’opera duchampiana, sottolineando inoltre che, “nessuno ha la chiave interpretativa” del maestro Marcel Duchamp. Per bontà sua il Prof. V. Terraroli, ci prova a formulare una chiave di lettura delle opere per renderle credibile, faticando non poco in quanto disorientato dai troppi enigmi presenti non  risolti.

Il prof. V. Terraroli, procede per deduzioni mettendoci a disposizione il suo sapere in materia di concettualità annaspando non poco in quanto, i testimoni oculari storici di allora (artisti) durante la guerra del 45 se la sono difilata  tra omicidi , suicidi, internamenti psichiatrici, conversioni religiose e cedimenti ideologici sfavorevoli privi di  speculazioni sotterranee economiche gratificanti che il Mercato d’Arte aveva  attivato prima della seconda guerra mondiale e nascondere i propri reati.

Domanda: Esiste la chiave di lettura duchampiana?
Certamente si, ed è affossata nella palude della Storia e nelle immagini dell’arte moderna. Tale chiave vi verrà presentata chiamando in causa le Avanguardie.

Il punto due è inquietante. Esso rivela i reati attribuibili a chi Cosmopolita e animatore degli eventi bellici del secolo novecento, ha censurato da vittorioso la Storia dell’Arte; censurato fatti ed omissioni con silenzi e dinieghi prolungati. (vedi Man Ray, Dadaisti,  Cubisti, Futuristi  Surrealisti ecc. come anche gli intellettuali nelle vesti di cortigiani dell’Arte (Critici ed intellettuali). Gli artisti, rileggendoli,  si riveleranno spietati strateghi militari le cui responsabilità della seconda guerra gli calzano addosso come toghe reali.

Tornado al taglio scolpito dei capelli di Marcel Duchamp, che cosa voleva realmente rappresentare l’artista? Vediamolo.

La proprietà di un copy right.

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Abbiamo affermato nelle pagine trascorse  dedicategli che, le responsabilità politico militare delle tre disastrose guerre del novecento, essere attribuibili ai Cosmopoliti. I Cosmopoliti sono una sorta di organizzazione mondiale di stampo Massonico che, non solo ha governato gli umori bellici della Storia del Novecento ma anche quelli dell’Ottocento, Settecento , Seicento, Cinquecento ecc. come anche la stessa scoperta delle Americhe. Questa affermazione, per uno storico non è dietrologia spicciola, mentre lo è per chi ignaro si cimenta in Storia senza aver presente gli schemi e gli ordini religiosi e sociali animatori.

Verità o Realtà.
La ricerca della ” Verità” scatta nel momento in cui si è in presenza di una menzogna, altrimenti la parola Verità non ha ragione di essere. Quindi la Verità mette in moto un meccanismo di ricerca verso la  “Realtà” dei fatti per come sono accaduti e non per come ci hanno giurato essere andati. La formuletta magica dal Giudice al teste: “Giuri di dire la Verità, soltanto la Verità, nient’altro che la Verità” , il Giudice americano obbliga il teste a posizionare la mano sulla Bibbia perché, egli sa, in base all’esperienza che,  i menzogneri e bugiardi sono infiniti tra gli umani. Il giuramento non serve per abbreviare i tempi processuali, ma far si che nessuno si beffi da infingardo della Giustizia e se colto in fragrante, alla pena viene aggiunta anche la falsa testimonianza e spergiuro in offesa alla Corte.
Se non soddisfatto della Verità presentata dai teste emergendo di fatto della contraddizioni, il Giudice chiede ad un Istituto esterno di indagine,  di preparargli una “ricostruzione” sulla Fatti Reali veramente accaduti. Il Giudice sollecita l’investigatore ad utilizzare tutti i mezzi disponibili atti al normale svolgimento delle mansioni condannando i rei spergiuri di falsa testimonianza.

Nello sviluppo delle indagini scopriamo che:

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quel taglio scolpito è presente anche 20 anni dopo la performance di duchampiana in diversi prigionieri di guerra come appartenenti allo stesso Ordine Massonico del Maestro Marcel Duchamp. Chi sono questi prigionieri? Che ci fanno nei lager  tedeschi e francesi di estrema destra? Sono forse ex artisti dadaisti o personale facente parte dell’aeronautica franco americana fatti prigionieri? Poiché le loro radici insurrezionali sono prebelliche che responsabilità hanno avuto nella conduzione della  Storia?

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Che idea aveva in testa Marcel Duchamp e cosa voleva comunicare ai suoi sottoposti militari o militanti Cosmopoliti nascondendo quel messaggio criptato dentro l’Arte?
Alchimia? no!; Magia? neanche!; Esoterismo? no!; Spiritismo? nemmeno! Niente di tutto ciò. Egli ci comunica che da quel momento, da agente militare Franco/giacobino e Cosmopolita , avrebbe fatto parte con pieni poteri, alla prestigiosa Aviazione Militare Americana. (Air Force) agli ordini del Nuovo Ordine Mondiale d’Occidente.

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Chi ha disegnato quel Logo, quando e in che anno?
Diversi indici nelle sue opere ed operato   portano Duchamp verso l’aeronautica. Egli si trasferì in America ancor prima della Guerra 1914/18  per diventare poi residente fisso. In America lo vedremo aggirarsi tra i cosmopoliti residenti di origine tedesco russo ed europei presenti in tutte le compagini politico commerciali ed industriali americane, tutti interessati alla rivoluzione borghese capitalista per annettersi l’Europa. Gli artisti  che  collaborarono  alla piattaforma intellettuale strategico militare per le  future scorribande europee, vedrà Duchamp promotore di capitali in spostamento per finanziamenti occulti, mentre con DADA e associati vari dell’avanguardia, lo spostamento dell’opinione pubblica utilizzando tutti in coro “le Armi di Distrazione di Massa” quali: le radio, l’arte, la letteratura, teatro e cinema che unite formano la politica di “propaganda”, sviluppando ulteriormente la Propaganda dai Media.

Chi sono questi agenti?
Sono gli intellettuali eversivi presenti nei corpi militari dei vari stati, sono quei nomi di spicco che hanno condizionato la cultura del novecento rendendola emicranica e materialista.
La Radio, quando divenne il  Media preferito dei Regimi di Stato, preparò le future teste d’assalto popolari (radiocomandate) indirizzandole verso una “guerra santa” ai danni della Russia Comunista. (preparazione prebellica)
Le Radio squarceranno gli scenari programmatici e li chiuderanno nelle seguenti date: 1° settembre 1939, Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania, e il 2 settembre 1945, data in cui l’atomica sancisce la resa del Giappone e la fine dei conflitti mondiali.

Il periodo che precedette la Seconda Guerra Mondiale sarà un ventennio fortemente concitato e rapido di sviluppi scientifici . Tutta la Storia “artistica” di  Duchamp (ready made) di quegli anni sarà improntata sulla criptazione e decriptazione di messaggi bellici in codice,  piattaforma rotante saturniana per il controllo geopolitico cosmopolita del pianeta Terra rivoluzione ancora in atto per l’incapacità di condurre a termine il programma del Convegno di Basilea (29-31 agosto 1897) , ritardo  dovuto alle forti resistenze ed opposizione incontrate in quel loro modello coloniale e imperialista non condiviso da molti  stati.

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Foto: roulette NATO (fondazione)

Chi fu veramente Marcel Duchamp e quale ruolo ebbe in America da superare con raccomandazione Nato le interrogazioni del super Ispettore John Edgar Hoover?

Le indagini proseguono.


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L’Aviazione di Picasso

Sia i simbolisti che Pablo Picasso nel suo periodo blu, si ispirarono alle fredde tonalità pittoriche di El Greco servendosi della stessa anatomia ascetica del maestro rinascimentale greco/veneziano naturalizzato spagnolo.  Picasso durante la lavorazione al quadro  Les Demoiselles d’Avignon. Egli fece visita all’amico Ignacio Zuloaga e al suo atelier di Parigi interessato al quadro di El Greco l’Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse che studiò a fondo come copista. Quel capolavoro di El Greco era di proprietà dello stesso Zuloaga dal 1897 ereditato col patrimonio di famiglia.
L’amicizia che lega Ignacio Zuloaga al pittore catalano  Santiago Rusiñol, ci darà modo di trovare il secondo bandolo della matassa (vedi anche Enri Matisse) che unisce il Santiago Rosignol al “Cartello del Cotone”, una estesa  organizzazione massonica  monopolistica internazionale invischiata nel Cotone/Arte dove troveremo presso loro i più grandi depositi di opere accatastate, rete segreta del collezionismo rivelandosi essere la centrale dei finanziamenti occulti per operazioni politico/militari utilizzando l’Arte delle Avanguardie.

Il comparazione diretta ed artistica tra “Les Demoiselles d’ Avignon” e “l’Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse” venne messa in evidenza nei primi anni ottanta quando le similitudini stilistiche e le correlazioni tra gli elementi base dei due dipinti vennero attentamente analizzate seguendo il processo pittorico picassiano dei vari periodi colorati (Blu, Rosa e Nero) messo in in relazione con le opere di El Greco.
Ignacio Zuloaga (Eibar, 26 luglio 1870 – Madrid, 31 ottobre 1945) è stato un pittore spagnolo, ultimo erede ed estimatore della esile eleganza tendente al gigantismo delle anatomie di El Greco, modello ideale per molti impressionisti affiliati.

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Foto: El Greco, Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse (1608–1614, olio,
225 × 193 cm.)

Questo quadro per i giovani artisti cosmopoliti del novecento Avanguardia sarà il testamento d”Arte del nuovo rinascimento spagnolo ma anche. la pietra angolare di tutte le generazioni moderne a seguire dove la pittura, gli stili, le  Silhouette dei corpi, come le sbavature delle pennellate e gli impasti scomposti rapidi ed esecutivi, li accompagneranno attraversando  l’Apocalisse degli anni decimi del Novecento dino al dopoguerra ’45; rivoluzione passata sulla testa degli Stati europei diventando El Greco, il “modello” pittorico di riferimento per le Avanguardie e quindi,  un modello segretato da parte di chi, dell’Apocalisse del novecento progettava le tremende Guerre Mondiali a seguire, comprese quelle civili. Per realizzare tutto ciò ci vollero delle menti micidiali: ecco i Cosmopoliti e le loro Avanguardie intellettuali.

Gertrude Stein narrandoci gli artisti conosciuti  scrive queste parole  sotto nelle sue “Autobiografia di Tutti” a pag. 183 :

” Cosi dopo aver anch’io rifiutato tutto ed esser rimasta
senza niente, quell’estate andammo a Bilignin.
E ora questo è Bilignin e ora questa è la rivoluzione
spagnola. Non ho da parlare sulla distruzione dei quadri
di El Greco, Picabia è stato qui da poco con noi e ha visto
Picasso a Cannes, disse che gli disse be’ è la tua nomina
a direttore del Prado e Picasso non gli rispose, Picasso lo
svegliò alle sei del mattino per parlare della Spagna. Pare
disse Picabia che abbia dato al governo di Madrid due
aeroplani e per questa ragione gli hanno data la direzione
del Prado. Si dissi e quando il re fu mandato via vennero
Pablo e Ortiz, Ortiz era appena andato a trovare il Re che
veniva a Parigi e Pablo era furioso che la Spagna
diventasse repubblicana. Oh non è che Surrealismo disse
Picabia e io dissi no credo che sia Sarbates* sa che Pablo
non andrebbe mai a Madrid e lui potrebbe rappresentarlo,
e Pablo sperando che tornasse indietro la sua giovinezza
pensò che sarebbe stato ridicolo farlo. Be’ disse Picabia
seccato che cosa importa a noi quello che fanno loro, ed
è vero che cosa importa a noi di quel che fanno loro.

*Sarbates: è stato un artista, poeta e scrittore spagnolo. Era un caro amico personale di Pablo Picasso e in seguito divenne il suo segretario / amministratore.

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Bilignin FR: a 2 passi da Ginevra

Nel passo citato la Stein ci evidenzia due reati storici coperti dalla critica e dalla Storia dell’Arte:

  1. Sulla distruzione dei quadri  di El Greco in Spagna  i fatti andarono veramente così quando sappiamo che in passato  Pablo Picasso e Max Jacob furono incriminati ambedue sul furto della Gioconda al Louvre, opera ritrovata miracolosamente appesa al suo posto quando la polizia scarcerò i due ladruncoli per seguirli a vista.  (La sicurezza al Louvre in quegli anni era quasi inesistente),. La “distruzione” citata dalla Stein delle opere di  El Greco, furono inscenate da un committente misterioso direttore del museo del Prado  che del cubismo gli importava meno ma interessato a impreziosire la propria collezione d’Arte universitaria localizzata oltre oceano?
    Trafficare le opere Classiche è un reato di Stato, ma se tali opere sono andate distrutte negli sconquassi rivoluzionari  di sedicenti ateisti anticlericali , quei quadri hanno fatto perdere le sue tracce riapparendo  dopo la guerra del 1945 altrove. Quella distruzione cui accenna la Stein suona più di contrabbando quando quelle opere appariranno per incanto 30 anni dopo a Chicago.
  2. L’altra truffa Storica è quando si asserisce che Picasso era un simpatizzante di sinistra e sostenitore  delle lotte repubblicane contro la monarchia. Ai tempi della guerra civile spagnola l’arte cubista era in discesa, il Cubismo aveva perso la spinta rivoluzionaria iniziale consumata nella guerra del ’18, perdendo collezionismo di riferimento in Russia e quindi. I collezionisti cosmopolita di sinistra anericani puntarono sul Surrealismo, artisti intellettuali meglio addentrati nelle sinistre spagnole, le quali furono raggirate dal controspionaggio. Gli americani di sinistra preferirono questa seconda “corrente”  passando al contrattacco  e, il RE di Spagna fu destituito in breve tempo abdicando, lasciando il compito di riconquistare la spagna alla destra fasciste spagnole che presero il Potere..

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Il cubismo, come organizzazione paramilitare venne completamente abbandonata  ma non Picasso e la sua rete. Il mondo finanziario e politico aveva in Picasso un baluardo credibile con un consenso popolare ampio. Le pentagonali  “Demoiselles d’Avignon” si presentarono in tutta la loro magnificenza Militare: una mascherata simbolica che  comprendeva tre divisioni africane e due europee (Tunisia, Marocco, Algeria e  Italia e Germania ). Erano questi i motivi dei viaggi segreti  in Africa di Pablo Picasso. L’Arte africana? Un passatempo creativo e fonte di ispirazioni copista per la creazione del suo rivoluzionario Copy Right artistico.

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Il Generalissimo Franco vinse con le tre alleate Damoiselle africane messe in piedi coi finanziamenti di Picasso. Franco sbaragliò la rivoluzione anarco/socialista con il supporto aereo e militare del volontariato fascio/nazi entrando in trionfo nella capitale scortato nella parata finale  da due divisioni fasciste e tre divisioni africane. Fu uno sterminio impari. dallo stretto di Gibilterra arriveranno per lui gli aiuti Cosmopoliti e africani intrappolando i rivoltosi, assediandoli
I fuggiaschi, nella ritirata, portatisi sul confine Basco, la Francia ne impedì  l’espatrio e  asilo politico. Gli insorti fuggiaschi furono massacrati tutti. Guernica (base logistica rivoluzionaria) fu solo uno dei tanti giorni tristi per gli anarchici spagnoli rincorsi dalle camice nere, scovati  e decimati uno ad uno. Si salvarono solo i “quadri politici cosmopoliti” espatriati alla chetichella appena in tempo come anche i volontari comunisti perché muniti di carri armati russi e aerei, e che  pur presentando un pugno di ferro, dovettero sloggiare dalla rivoluzione fallita. Come nella tragedia troiana di Cassandra,m i comunisti non furono ascoltati dagli insorti, ma anzi, saranno duramente attaccati dagli stessi acrazi (anarchici) che vedevano i comunisti come usurpatori del futuro “Primo Stato Anarchico” al mondo.

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Li si frantumerà il sogno  progettato a Lugano degli anarchici e che l’ebreo Gori compositore musicale  ce li canterà esuli nell’inno tragico: “Addio Lugano bella…” dissolvendosi l’intera comunità anarchica anche in Svizzera. Resteranno solo poche unità storiche a tenere alto il vessillo, il sogno e  la tradizione anarchica. In Italia furono messi fuorilegge dal Fascismo.

Quando verso la fine della rivoluzione spagnola gli anarchici insorti vista la malparata riconobbero il valido apporto delle forze comuniste, fu troppo tardi. Mancava il cibo e la ritirata fu disastrosa, disorganizzata. L’Aviazione dall’alto registrava ogni spostamento infliggendo altre perdite.  La “Tenaglia” bellica che il popolo anarchico dovette subire decimandosi, fu la fame e fuoco dei fucili.  La piaga della fame non lasciò libera la Spagna per molti anni ancora; essa  sarà sottoposta ancora a fame e miseria sotto Franco perché non volle allearsi ai Nazi-Fascisti nella “guerra contro tutti”.

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Alla richiesta di Alleanza con gli americani Franco si rifiuterà per aver perso le sue Americhe a Cuba contro gli Usa, quindi l’intero popolo spagnolo  verrà messo sotto embargo anche dalla stessa Alleanza franco angolo americana , e, per resistere nuovamente contro la “Sindrome Cubana”, origine dei guai di  Spagna, non accetterà  gli aiuti alimentari USA procedendo a modo suo.

Morti per fame la Spagna ne seppelliti a centinaia di migliaia in 10 anni. La febbre spagnola aggiunse altre milioni di vittime alla Spagna ma  non entrerà nella Seconda Guerra Mondiale. In Spagna non si parlerà mai più di politica per 60 anni  divenendo la Spagna uno stato sospeso, uno stato Surrealista, senza più vento e tempo restando immobile e legato al passato folcloristico e camice nere ovunque.

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foto:  Salvador Dalì maestro d’arte surrealista.

La compagine del pittore italo-ebreo Amedeo Modigliani, sostenitore cosmopolita di sinistra, (anarchico) internazionalista e finanziatore con la sua arte ai volontari anarco-toscani pervenuti in Spagna dall’Italia, crollò con la sua salute . La moglie Jeanne Hébuterne alias “Noce di Cocco” ex modella del pittore giapponese Tsuguharu Foujita  fu “suicidata” all’ottavo mese di gravidanza e definestrata con feto in grembo.

Tsuguharu Foujita Pittore giapponese naturalizzato francese, verrà insignito in Francia  con medaglia napoleonica “Legion di Francia”  come anche in Belgio per meriti di guerra, croce che si appunta sui petti degli  ufficiali della Marina francese a chi si è distinto per valore in guerra…  Ufficiali o militari?
Certamente si ma non artisti, ma agenti di copertura  per conto dei Servizi Segreti.

E gli aerei di Picasso chi glie li fornì?

Chi artista francese trafficava nella Aviazione franco/americana.

Le indagini ci porteranno diritti-diritti al cranio stellato del progettista e cospiratore  Marcel Duchamp, un fornitore bellico del governo  “Ombra” per conto dell’Alleanza.

Reade Made?… Va là! Va là!

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