
Tintinnio
Siamo circondati da milioni di centesimi
gocce di metallo che fanno la differenza
tintillano se dati o resi, rugiada nelle mani
dei poveri se elusi al grande Esattore.
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Desda

Tintinnio
Siamo circondati da milioni di centesimi
gocce di metallo che fanno la differenza
tintillano se dati o resi, rugiada nelle mani
dei poveri se elusi al grande Esattore.
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Cvd 19
“Capitano Capitano” dice l’alieno al superiore ,
“Cos’è quella crosta in Terra che prima non c’era?
Ne è pieno tutto il pianeta, ovunque.”
Cementite!“- risponde il Maggiore- ” la produce
un mollusco anemule murato con peli lunghi in testa
e sulla faccia; sta conquistando il mondo, è un parassita
del pianeta infettato da Covid 19″ , l’opera sua continuerà,
l‘importante è che non invada l’Universo.

30 – 60 – 90 – 120 e passa , come le fatture insolute di fine mese …
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Enea archivio
LOBBY DEL COTONE IN RUSSIA

Siamo tornati sulle tracce dei collezionisti d’Arte titolari di Cotonifici e Filande; collezionisti da indagare a fondo perché presentano molti aspetti comuni pur operando in diversi stati esteri. Abbiamo visto come dietro le sorelle Cone titolari di filande in America, si nascondesse una proficua collezione d’Arte di Enri Matisse (figlio di padre tessile) comperati dalle sorelle a copertura di finanziamenti illeciti per manovre politiche eversive. La collezione Matisse da parte di Etta Cone – è di 450 quadri tutti del Maestro Fauve, ma nulla si sa sulla Collezione Clairbel Cone, sorella e medico ricercatrice. La sua collezione è ancora avvolta nel mistero.
Cerca, cerca e ricerca, seguendo il “filo rosso di cotone” siamo arrivati per la seconda volta in Russia dove avevamo individuato un altro collezionista d’arte titolare di cotonifici, Sergei Schukin, noto in Europa per essere stato un collezionista di Matisse, coinvolti in finanziamenti illeciti alle Avanguardie parigine, scoprendo in Pavel Tretyakov un altro collezionista di grosso calibro meno noto in Europa del suo compatriota Schukin sfortunato. Pavel Tretyakov, rampollo dell’industriale Mikhail Tretyakov titolare degli omonimi cotonifici russi, ha accumulato in vita una collezione degna di protetta in Russia tutelata presso il prestigioso Museo d’Arte Tretyakov a lui dedicato.
NB (indagare su Giuda Tetrarca di Galilea)
Chi è questo collezionista misterioso?
Ritratto di RT Russiatedia
Pavel Tretyakov nacque il 27 dicembre 1832 a Mosca da una famiglia di commercianti. Suo padre Mikhail, un uomo d’affari esperto, è riuscito nel settore tessile impiantare una sua fabbrica. La madre di Pavel, Aleksandra Borisova, era la figlia di un uomo ricco. Pavel e il fratello Sergey furono educati in casa come le migliori famiglie russe usavano crescere i propri figli. . Pavel e Sergey avevano tre sorelle, mentre i fratelli adulti ampliarono l’attività del padre costruendo nuove fabbriche tessili che impiegarono fino a 5.000 persone.
Dopo la morte del padre Mikhail, la madre fu temporaneamente considerata una donna mercante di seconda corporazione. Nel 1859 passò l’azienda di famiglia ai suoi figli maggiori. Pavel Tretyakov non s’interessò mai della produzione preferendo gestire la parte commerciale fino alla fine della sua vita perché quell’attività gli permetteva di fare ciò che amava di più: collezionare arte.
La narrazione russa presa dal sito autoctono RT (RussiaTedia) ci presenta Pavel Tretyakov con un articolo ingenuo e onesto. Lo presenta come un classico collezionista di francobolli alla ricerca ossessiva della rarità che gli rendesse la collezione sempre più prestigiosa. Pavel Tretyakov non ha avuto una educazione artistica e tanto meno letteraria sulle scuole pittoriche russe, quindi, cominciò a collezionare secondo il proprio gusto estetico. A 22 anni, in Olanda, compera i suoi “primi quadri stranieri” che volle accanto a se per tutta la vita.

La collezione Tretyakov non è di grido come quelle occidentali le quali presentano moltissime insidie dietro le opere come i molti falsi. La sua ricerca tra i pittori russi è senza pretese ma oculata in quanto, collezionare vuol dire anche saper presen-tare le proprie opere con didascalie che esaltino l’attenzione verso i pittori e il loro operato. In questo modo Pavel Tretyakov accrebbe la propria cultura in campo attirando su di se l’attenzione di intellettuali russi che lo erudiranno consigliandogli anche autori contemporanei meritevoli.
Pavel Tretyakov si lasciò tentare e sedurre, e si legge di lui:
Durante la raccolta di nuove opere d’arte fu consigliato da artisti come Ivan Kramskoy e Vasily Stasov. Nel 1856 Tretyakov acquistò “Temptation” di Shilder e “Finnish Smugglers” Khudyakovdi Khu, che con le sue stesse parole furono l’inizio della sua galleria. In seguito, acquistò dipinti di Trutnev, Savrasov, Trutovsky, Bruny, Lagorio, Bryullov e altri. Sin dall’inizio, Tretyakov ha avuto un’idea chiara sullo scopo finale della sua collezione, voleva che fosse aperta al pubblico, dichiarando in seguito, “…l’idea di restituire alla gente tutto ciò che ho guadagnato dalla società è rimasta con me per tutta la vita”.

Nella prima metà del XIX secolo, la raccolta di opere d’arte era un’attività esclusiva dei nobili e ricchi proprietari terrieri. Con l’emancipazione dei servi nel 1861 molti proprietari terrieri non furono in grado di far fronte alle nuove condizioni contrattuali. Alcuni si erano allontanati dalle loro proprietà, mentre altri vendettero la proprietà. Ciò portò un’inondazione sul mercato russo di molte opere d’arte sconosciute.
Il potere economico industriale e la prosperità si spostarono dalla nobiltà ai commercianti ed imprenditori. Questi nuovi gruppi sociali sostituirono in pratica le classi superiori scomparse rilasciando le rispettive raccolte d’arte. Pertanto, l’emergere di una nuova generazione di Mercanti d’Arte fornì un nuovo impulso allo sviluppo dell’arte e nella vita culturale della Russia. Alcuni di essi, come Pavel Tretyakov, erano guidati da una visione: creare una galleria d’Arte nazionale russa con autori russi.

il presente link vi condurrà alla fonte della notizia redatta, articolo di squisita spiegazione sul personaggio, dandoci il suo lato umano e lo sviluppo della galleria Tretyakov fino alla nazionalizzazione della stessa da parte del PCUS. L’articolo accenna anche sulla rovina della galleria avvenuta durante la guerra del 45, la messa in salvo delle opere; il trasporto dei quadri su tredici vagoni zeppi, e poi, la ricostruzione del museo dopo guerra aggiungendo altre collezioni sequestrate durante la rivoluzione alla borghesia russa sconfitta.
Link: https://russiapedia.rt.com/prominent-russians/art/pavel-tretyakov/
continua: “Inizio Rivoluzione russa dal Cotonificio ” Krasnaja Nit (Filo Rosso)“. (2/2)
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Avanguardie 900
BAGHDAD
L’OSSERVATORIO
Note si belle escon da un plano
Create lievi da mane maestra
Sussurro soave discende dall’alto
al pian di sopra richiamano la mente.
Salito sulla Loggia per scoprire l’incanto
Appare luminoso il cosmo stasera
Quel cielo blu aprendo il manto
Svela apertamente l’intero Emisfero.
Una ad una nel profondo spazio
Sfavillano di luce le mille stelle
Sparse per tutto il grande campo
Senza coprir le altre si lascian vedere.

Questa poesia introduce “MITOMANIA”, la mia prima collezione poetica di facile lettura che pecca d’ingenuità in quanto non essendo ancora formato poeta, mi cimentavo per divertimento con gli amici poeti di NPS (1990), ponendo poesie a indovinello per eludere la censura mentre a Baghdad si uccide-va ferocemente. I computer degli anni novanta, in Italia, funzionavano ancora da telescriventi in supporto ai fax, Videotel, o alla contabilità generale e segreteria aziendale… poi, fu la volta della posta elettronica.
Window non era ancora arrivato da noi e il linguaggio d’uso corrente era Dos. A quei tempi non erano possibili le correzioni automatiche, ne apporti fotografici o gli ornamenti di squisito sfarzo decorativo come ora. Avevo smarrito il tutto per via di un virus sconosciuto, ma non gettati mai via l’hard disk. Chissà… un giorno…. Qualche settimana fa avvenne miracolo, rileggendomi allora.
La raccolta poetica nacque nel 1991 sotto le bombe quando restai shockato sul comportamento scandalo-so della Democrazia che credevo incapace d’inscenare una guerra tracotante a proprio vantaggio e nome. Restai basito quando vidi i cieli di Baghdad infiammarsi di bombe scintillanti, antiaeree saettanti e fiamme alte e verdi (infrarossi,) in visioni Demoniache.
“Eccoli!” mi dissi, “ecco il segnale divino… ci siamo, sono tornati!”
Nasce MITOMANIA, (i Miti si ripetono)

Incapace di annotare appunti politici che cambiavano ad ogni ora, utilizzai la rima poetica ottocentesca, rime popolari per annotare il tutto, con strofe brevi di alta sintesi. La collezione narra le motivazioni ideologiche, politiche e religiose di Desert Storm , prima guerra incompiuta americana (e persa) nel Golfo Persico seguita passo passo di notte e giorno per 42 giorni, tanti furono i giorni impegnati contro i tre giorni preventivamente program-mati da George Bush. “Guerra Chirurgica” per la sua precisione elettronica, non gli faremo male. Così non fu.
foto: Baghdad – Desert Storm 1991.
Quella guerra svelerà tutta la metafisica evangelica sfuggita al controllo dei Cristiani che cimentatisi in quel sacrilegio in veste di aggressori, non capirono di essere loro i demoni fiancheggiatori e che sarebbero stati sconfitti da chi nel deserto pativa sete e fame in attesa del fatidico momento.
Il Dio babilonese “Marduk” era tornato per sconfiggere un altra volta Tiàmat venuta via mare e cielo. Sconfisse con tre “dardi di luce” luce l’orribile Bestiaccia cui nessun aveva il coraggioso di sfidare, bestia spaventosamente enorme dalle mille bocche di fuoco. Marduk nelle vesti di Saddam, ritornato conquistò per la seconda volta nel Mito il suo primato divino di imbelle. Guerreggerà per conquistare i “dardi di luce”, dardi simile alla spada infuocata che fende la roccia, Arma di distruzione di massa che terrorizza ancora oggi il suo nemico numero uno: la NATO.

Desert Storm 1991

Desert Storm 1991

TEMPESTA DI SABBIA 1991
NB: La profezia di Marduk è un testo “Vaticinium ex eventu” che descrive i viaggi della statua di culto di Marduk da Babilo-nia. Prima di Desert Storm, in Iraq, si festeggiò pubblicamente la “rievocazione mistica” del Dio Marduk in abiti antichi babilonesi e riti antichi propiziatori. Saddam, suo discendente, nel rito ebbe la certezza della vittoria e si cimentò in battaglia senza paura. Marduk nella sua profezia diceva che sarebbe tornato una seconda volta.

Un lucifero Nato-F117
continua…
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archivio Enea
Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

“Imputati DADA alzatevi!”
Nei primi anni del novecento, Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in Russia e Finlandia del 1905. La Finlandia fu conquistata, la Russia no. Le traccie degli organizzatori sparirono durante le due Guerre europee.
Chi meglio di Arte attraverso le sue opere riuscirebbe a raccontarci meglio e svelarci gli stretti passaggi politici di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quei sbandati senza cibo e tetto, tentarono attraverso le arti di riorganizzare le fila per un altro tentativo di “colpo di stato”, più mirato, più decisivo che culminerà nell’Ottobre del 1917 vedendoli conquistatori ed occupanti abusivi del “Palazzo d’Inverno” a San Pietroburgo sede e residenza dello Zar Nicola II Romanov.
Quella insurrezione ci ricorderà la storia della Russia, essere stata non una “Rivoluzione d’Ottobre” ma un bel “colpo di stato” che culminerà con l’arresto (sequestro di persona) dell’Imperatore Nicola II Romanov fucilato in seguito con l’intera famiglia (minore compreso).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie sovrane. Resteranno ancora in vita e reggenti, il Re di Spagna e d’Italia protetti dalla vecchia nobiltà di Francia, ma sopratutto dalla Chiesa Cattolica Romana che possiede un impero troppo vasto pur senza stato, proprietario della totalità delle anime cristiane nel mondo Occidentale e Americhe.
Ufficialmente in Russia, in quell’Ottobre del 17 le perdite umane raggiunsero la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese europea camuffata da socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi.
Il cinema e la letteratura, enfatizzeranno quel Golpe come una epopea comunista con migliaia di morti quando il comunismo in Russia non era ancora nato. Ma i disegni eversivi cosmopoliti si rivelarono anche questa volta brutali come i loro scarabocchi “artistici” Dadaisti. Ma oramai la rivoluzione dell’intera Russia si era messa in moto sfuggendo di mano ai progettisti cosmopoliti .
Soltanto dopo due mesi dalla scintilla dell’Ottobre 17 si può incominciare a parlare di vera e propria processione rivoluzionaria armata del popolo con motti di piazza, barricate, battaglie sanguinarie, processi politici impari per scovare i reciproci oppositori infiltrati, trasformandosi quel processo politico in un feroce azzeramento dello zarismo e del colonialismo angolo americano.
Ma in quel crogiolo infernale, anche per la borghesia russa golpista furono anni difficili, di contro moti, passioni violente, vittorie e sconfitte dove verranno espropriate dal popolo i mezzi di produzione agli industriali, motore centrale del Capitalismo Imperialista per la modernizzazione della produzione e futuro modernizzato.
La metamorfosi.
In quel disordine emergerà a fatica una nuova rivoluzione di stampo proletaria che prenderà le sembianze del socialismo sovietico e che darà alla luce, un nuovo soggetto politico senza l’ausilio del danaro, un nuovo modello che verrà contrastato per più di 70 anni dagli eserciti europei, angloamericani e con l’ausilio di tutti gli eserciti appartenenti alla ALLEANZA che oggi chiamiamo NATO. Con la Rivoluzione Comunista, la Borghesia cosmopolita scopre esserci a sinistra dei loro parlamenti una compagine rivoluzionaria con le carte in regola capace di amministrare i beni industriali e distribuzione dei prodotti senza il loro consenso monetario.
Con la conquista della Russia, il Capitalismo cosmopolita sperava di governare un così vasto impero infettandolo col principio della Proprietà Privata a conduzione Capitale sancendolo come “principio universale”.
Tale ideologia dovette fare i conti con dei rivoltosi poveri e sovietizzati e socialisti, e poichè per secoli non conobbero l’uso della moneta alla base delle unità di scambio, non capivano il senso parlamentare dei quei privatisti che volevano tutte per se le cose altri .
Cosa centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo questo Blog, FiloRossoArt vi porterà a ricostruire la storia negata all’Europa moderna presentandovela sotto una nuova veste rivoluzionaria: l’Arte e politica.
Chi è libero e senza pregiudizi ci segua perchè qui scoperchieremo i più noti sepolcri imbiancati trovandoli vuoti d’Arte ma pieni di soldi.
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(DADA)
(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

Quando Lenin da ordine di trucidare l’incarnazione divina della Regia Storia di Russia a Ekaterinenburg (Borgo Caterina) eliminando le anime eredi della universalità storica di quell’impero, con quella sentenza/punizione politica Lenin attuerà la legge “cainica”.
Farà barbaramente fucilare la famiglia reale per “vendetta”. Dal referto fotografico sulla “Camera della Morte” risulta in quel luogo funesto essere passati per le armi diversi componenti reali, ma qualcosa non funziona ancora nelle bugie dette alla storia per quasi un secolo, vediamole insieme.
I Fucilieri per sfondare il muro di schiena e ridurlo in quello stato devono aver fucilato diverse decine e più di condannati o un centinaio. A giudicare dallo sfaldamento della parete e l’altezza del colpo mirato. le fucilazioni sono avvenute da seduti o in ginocchio. Oltre i Sovrani quel giorno, quanti furono passati per le armi a bilanciare le richieste “cainiche” per i fratelli di fede ebraica condannati a morte 12 anni prima durante i moti del 1905? I fori alti di pistola fanno presagire che i fucilieri abbiano mirato il colpo in faccia ai condannati, e che quindi, tra i fucilati ci furono anche corazzieri della guardia personale dello Zar o cadetti alle porte.

Mille domande sorgono nell’analizzare la scena del crimine e mille dubbi rendono questa scena poco veritiera come luogo di sentenza per il solo Zar e famigliari. Certamente trattasi di stanza atta alla mattanza (Olocausto) o “camera della morte” alloggiata nei sotterranei di un un tribunale sovrastante politico/militare improvvisato per meglio sbrigate le sentenze raffazzonate. Quindi, questi dubbi esigono delle risposte chiare prima di divulgare cose inesatte, scorrette, che è meglio tenere sotto inchiesta per scagionare il comunismo sovietico da quell’eccidio e attribuirlo ai veri responsabili manipolatori della rivoluzione sovietica in atto.
Tratto da: DISCORSI ALLA CONFERENZA STRAORDINARIA DELL’ORGANIZZAZIONE DI PIETROGRADO DEL POSDR (bolscevico) (Luglio 1917)
Rapporto del Comitato centrale sugli avvenimenti di luglio
(16 luglio)Compagni!
Si accusa il nostro partito e specialmente il suo Comitato centrale
di aver promosso e organizzato la dimostrazione del 3 e del 4 luglio per
costringere il Comitato esecutivo centrale dei soviet a prendere il
potere o, se questo avesse rifiutato, di prenderlo esso stesso.
Innanzitutto, devo confutare queste accuse. Il 3 luglio due
rappresentanti di un reggimento di mitraglieri hanno fatto irruzione
alla conferenza dei bolscevichi e annunciato che il 1° reggimento di
mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.
Cerca e Ricerca
Informarsi sui ulteriori fatti storici , la ricerca ci porta a ritroso investigando anche sull’interessante letteratura del dissidente anticomunista russo Alexander Isayevich Solzhenitsy , scrittore “storico”, principale accusatore del Regime Sovietico il quale imperversava negli anni Settanta/Novanta sui Media dei nostri paesi capitalizzati, diffondendo una immaginaria URSS negativa agli occhi degli utenti finali del mondo Mediatico Democratico. La sua scrittura aspra e crudele, è piena di veleni ideologici, essi hanno la colpa di averceli tenuti lontani quegli eventi realmente accaduti in URSS come alla corte dello Zar Nicola II nel 1917, mondo dal quale siamo tornati sconfitti e coi piedi congelati, e che non corrispondeva alle narrazioni fatte dai nostri ex combattenti tornati politicizzati. Nelle nostre università italiane e scuole secondarie, la storia d’Italia e mondiale finiva con la guerra del 1915/18 ad opera degli italiani monarchici mentre sulla storia e guerra dal 1918/1945, è sempre tenuta calata una cortina buia.
Solzhenitsy parla, scrive, racconta , denuncia, poi si smentisce, poi rinnega fatti e misfatti diventando alla fine quel suo percorso intellettuale, poco credibile e inaffidabile; a volte esagerato e imbarazzante.
Con le narrazioni di Solzhenitsy attraverso insinuazioni, bugie e di altri racconti noir in altre testate giornalistiche compiacenti(suoi articoli), diede il via alla Campagna discriminatoria anti URSS per la futura aggressione incriminando preventivamente quella grande nazione d’essere il fulcro di un regime feroce, impopolare, da liberare convertendolo a nostra immagine e somiglianza.
La cosa fece molto scalpore agli occhi degli utenti televisivi ipnotizzati, psicologicamente remissivi, spaventati e increduli legati alle loro poltrone come Ulisse, incapaci di sottrarsi alle voci ipnotiche ingannatrici di sirene altoparlanti. La terapia Solzhenitsy scatenò brame anticomuniste disgustose e falsamente argomentate.
Si sa , i Media sono manipolatori delle menti umane, strumenti di coercizione di massa, già responsabili di grandi disastri e macellerie belliche. (vedi l’uso improprio della Radio).

1974, Premio Nobel per A. I. Solzhenitsy.
Quel premio di fattura apertamente politica, mise in allarme tutti gli ambienti intellettuali nel mondo. Il prestigioso Premio Nobel mostrava al mondo il suo vero volto di giocatore d’azzardo e cosmopolita. Altri Nobel d’azzardo verranno assegnati negli anni a seguire. Olof Palme, primo Ministro svedese, sarà la prima vittima eccellente dei Nobel: voleva chiudere il prestigioso premio perché seriamente contaminato da eversori.
Quel Premio Nobel, specifico, presentava tut-to il suo vizio di forma, proforma e riforma. A. I. Solzhenitsy viene investito del titolo di Patriarca Ebreo di Russia: uomo Diplomatico dei Nobel e quindi Intoccabile.
Elenco completo di premiati Nobel nella letteratura mondiale: https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Nobel_per_la_letteratura
Piccola nota aggiuntiva.

Olof Palme verrà ucciso (28 febbraio 1986).
Due mesi dopo l’attentato, crollerà con Cernobyl anche l’URSS incapace di difendersi militarmente.
Michael Gorbaciov, allora segretario PCUS, verrà premiato amaramente per aver mantenuto i nervi saldi evitando la guerra Atomica. Riceverà un patetico Premio Nobel per la Pace, e del “traditore” dagli ignari russi sui fatti accaduti.
Per chi non lo ha conosciuto, quella di Olof Palme è stata una figura fondamentale e polarizzante sia a livello nazionale (Svezia) che internazionale negli anni ’60.
Era fermo nella sua politica di non allineamento nei confronti dei super potenti all’ONU, accompagnando col sostegno i numerosi piccoli movimenti di liberazione del terzo mondo.
“Arcipelago GULAG” : Tre volumi.
Testo premiato Nobel, fu ritenuto dalle destre eversive e religiose europee un appassionante bestseller di denuncia anticomunista, capace di soddisfare appieno tutto l’immaginario antisovietico creato in anni di Mediocr’Art televisiva e cinematografica; ma per gli esperti di letteratura, quel testo fu giudicato, al pari di spicciola scrittura noir all’americana, tecnica appresa da Solzhenitsy il primo anno di permesso di soggiorno negli USA e seguito passo/passo dai suoi nuovi redattori pubblicitari per il grande lancio divulgativo dell’opera/accusa, operazione perfettamente riuscita, facendo breccia anche dentro i cuori di onesti comunisti di base rimasti basiti e sotto shock davanti a quelle dichiarazioni. Si dissolverà in loro l’immaginario mondo comunista romantico trasformatosi di colpo in un inferno.
Quattro anni dopo il Premio Nobel, Solzhenitsy, verrà esiliato dall’Unione Sovietica perché in odore spionistico. Tornerà in Russia solo dopo il 1992 alla caduta del Comunismo messo fuorilegge. Richiamato in Patria farà parte del primo governo di Boris Eltin presso una Duma golpista composta al 75% da ebrei “eletti” democratica-mente e solo il 25% di russi. (Colpo di Stato?)
Vediamone gli aspetti:

foto: Boris Eltsin – col segretario locale comunista dichiaratosi dissidente dal PCUS – eccolo sopra il famoso carro armato dove Eltsin farà la dichiarazione ufficiale della presa rivoluzionaria del “Parlamento” , carro dal quale ordinerà di aprire le bocche di Fuoco contro la DUMA. Il tutto in diretta televisiva mondiale ripresa dalla CNN.
(il soldato è in piena crisi di coscienza)

Foto: la DUMA, Casa Bianca o Parlamento, è in fiamme ai primi colpi di cannone dal noto carro armato. Nella foto, possiamo vedere le “grandi masse popolari” in rivolta riprese dalla CNN con ottiche speciali per moltiplicare le comparse, immagini lanciate in tutto il mondo. Il pianeta televisivo restò stupefatto davanti a quella rivoluzione violenta di “massa” in nome della Democrazia. I curiosi telespettatori accalcheranno solo poi la scena con l’arrivo anche del reparto militare golpista in attesa del segnale della CNN.
Il 4 ottobre 1993, il giorno dell’attacco alla Casa Bianca, Vladimir Shashin era il capo della 47° squadra antincendio. Sotto un intenso fuoco lui e sette soldati di leva hanno fatto irruzione nel Palazzo dei Soviet, e si sono diretti con le lance antincendio al 12 piano, in fiamme a seguito del fuoco dei carri armati. Il colonnello Shashin raccontò a “MK” di come i loro mezzi furono bersagliati dai proiettili traccianti, le conseguenze dei colpi diretti dei pesanti proiettili e l’arresto da parte dei generali golpisti Aleksandr Ruckoy (ucraino) e Ruslan Khasbulato (ceceno). Lo sgombero dei parlamentari assediati fu una sanguinosa tragedia umana.
Ascesa e caduta finale di Alexsander Solzhenitsy
La rivolta sindacale polacca contempla agli insorti due paghe a fine mese, una capitalista e l’altra comunista di Stato. Il sindacato cattolico Solidarnosc raggiungerà il 70% degli iscritti sindacali in Polonia. Alla fine della rivoluzione, cadono drasticamente le due paghe finendo in miseria. Solidarnosc finirà al 2%. (fine del Miracolo)

I peggiori danni del suo capolavoro si ebbero oltre la Cortina di Ferro o Paesi dell’Est. Tali letture accesero l’immaginario degli operai dei cantieri polacchi di Danzica che in nome dei reati letti ed “eseguiti” dal regime comunista, inscenarono le prime proteste della rivoluzione polacca guidata dalla Chiesa Cattoliche Romana e dal sindacato Solidarnosc (con finanziamenti italiani), che tra il leggere e il divulgare i reati annessi in Arcipelago Gulag; Il cervo e la puttana; Una candela al vento e molti altri sempre a sfondo di critica politica e di dubbia capacità costruttiva, il risultato fu “sfascista”. I lettori dell’Est furono pervasi e incitati alle rivoltose vendetta dissociative, giustizialista, anche se nel mondo intellettuale e politico, quei suoi mattoni letterari furono giudicati con bassi volti scolastici per l’alta densità eversiva.
Arcipelago Gulag era un testo che incalzava in crescendo verso una violenza “reazionaria” gratuita e forzatamente di contro regime. Quindi, non di Pace ma incitamento alla Guerra dissociativa dal potere centrale, tecnica conosciuta come “sindrome cubana” attuata nella guerra ispano/americana (di fine ottocento), questo era lo scopo. Con “Arcipelago GULG” gli angloamericani e gli stati alleati Nato si assicuravano, a livello mondiale, ogni forma di legittimità ideologica futura ai danni della URSS. L’elettronica, materia ancora poco conosciuta in URSS, stava meditando e preparando anticipatamente il colpo del secolo: Cernobyl, origine della caduta dell’URSS, sacrilegio al frutto “dell’Albero delle Scienze” .
Il 29 aprile 1986 la Duma diede ordine di spegnere immediatamente 45 motori nucleari sotto minaccia. successivamente anche le centrali elettriche e termoelettriche tenute al minimo del regime di portata, per il solo riscaldamento (Ordine NATO).

L’URSS, senza energia si spense di colpo e fu tracollo generale. L’aeronautica Nato poteva sorvolare l’URSS senza essere vista sui radar, il piccolo Cessna il 28 maggio 1987 atterra sulla Piazza rossa
Il 28 maggio 1987 , Mathias Rust 19 anni, decollò con un piccolo Cessna 172 da Uetersen, vicino ad Amburgo (Germania), per poi atterrare nella Piazza Rossa di Mosca eludendo tutti i radar militari. Fu destituito in tronco il Generale delle forze aeree sovietiche. La disfatta fu evidente. In caso di guerra atomica l’URSS era accecata. SCACCO MATTO!


Dopo il ’92, Solzhenitsy scrisse ancora molto, contraddicendosi in tutto su ciò che dichiarava e con tanta rabbia contro il Comunismo. Solzhenitsy fu uno scienziato ripudiato dal Socialismo Reale e allontanato dai centri di ricerca sensibili sovietici, per ciò, e nonostante Cernobyl, non poteva più disobbedire all’Arca delle Alleanze; era ebreo e fortemente compromesso. Chiese alla Nato di guidare la Nuova Russia Nazionalista isolata dal resto del mondo sovietico in dissolvenza. Concessione accordata.
Solzhenitsy, dopo lo shock Iracheno (1991) vide risorgere timidamente un altra Russia, segreta, una Russia senza esercito, ma presente ovunque. Aveva capito che in quella Russia non sua, tanto meno priva dello stretto controllo dell’Alleanza Atlantica, stava rimontando velocemente “qualcosa” preoccupandosi assai. Chiese l‘autorizzazione all’Arca di prendere in mano completamente le redini politiche della Russia Nazionale, andata troppo oltre lo sbando. La Russia divenne terra di nessuno, e chiunque poteva col la “Privatizzazione” impossessarsene di grandi quantità e con poco capitale.
Tutta la comunità ebraica russa uscì allo coperto per lanciarsi alla conquista delle spoglie dell’Impero morto, frantumato in 100 stati minori, privatizzando velocemente tutto. Litigarono anche tra loro per il possesso dei gioielli più belli. Ma occulti osservatori interni tutto vedevano, tutto controllavano, annotando i nomi e le cordate responsabili.
In Iraq, nel 1991 era già scattata la trappola. Fu messa in orbita durante il Desert Storm la “Spada” simile a quella che punì Cernobyl. Dall’Iraq in poi, la Nato subirà per quasi un trentennio sonore sconfitte militari ed economiche ed è quel che oggi chiamano CRISI. La Nato ci nascose un altra volta dai Media la verità sulla sconfitta irachena e l’espansione graduale della Federazione di Russa come le convivenze tessute con l’Asia, il Medio Oriente, l’Africa e i paesi Latini, compattandosi.

La questione Cernobyl aveva compromesso in tutto il mondo il futuro nucleare. Si trattava di arrestare i responsabili nella Nato, una potenza impenetrabile. Intanto l’Armata Rossa e Russa Imperiale, riorganizzate aprirono diversi fronti bellici per riprendersi tutto ciò che gli ebbero rubato sul letto di morte.
Il governo di Boris Eltsin, fu messo alle strette dal nascente governo Vladimir Putin. Verrà allontanato dalla scena politica con diplomazia e anche dalla Cecenia che aveva aggredito. Con lui fu allontanato anche Solzhenitsy . Ambedue si pentiranno del male procurato alla loro Patria mettendosi a disposizione e, con loro, anche una bella fetta della comunità ebraica russa non ostile alla Federazione.
Seguiranno da parte di Solzhenitsy, delle dichiarazioni fortemente antisemite, proprio da lui, Ebreo, Patriarca e Nobel. Quindi accuserà i suoi fratelli di fede ebrei essere i veri diretti responsabili del massacro di Nicola II Romanov e familiari. Non sarà creduto e prontamente censurato.
Quando per motivi di propaganda anticomunista fece localizzare il luogo selvaggio della sepoltura di Nicola II Romanov in Russia, riesumata la salma e radunata la famiglia reale, anche se i russi erano in quel momento storico perdenti , eseguiranno con alto onore i funerali di Stato al loro ex Sovrano martirizzato. La Chiesa Ortodossa lo santificherà.
Come faceva sapere Solzhenitsy, anzitempo dove fosse sepolto lo Zar Romanov II° e i suoi familiari? L’Alleanza Atlantica lo sapeva da sempre… da sempre. Dai Dadaisti partiranno le tracce lasciate alla Storia dell’Arte, entità che tutto conserva.

I FATTI: Nella notte fra il.17 e il 18 luglio del 1918 nello scantinato di casa Ipat’ev nel villaggio di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) si compì, per mano di tre dirigenti locali del partito bolscevico (Filip Goloscekin, Aleksandr Belodorodov e Jakov Jurovskij), l’eccidio della famiglia imperiale. I corpi Reali, occultati in una fossa vicino alla strada per Koptakovu, vennero ritrovati nel 1979, anche se la notizia fu resa pubblica solo dieci anni più tardi nel 1989 durante l’abbattimento del Muro di Berlino quale propaganda pubblicitaria anticomunista. I tre responsabili del massacro furono fucilati a suo tempo perché esecutori illegali golpisti senza autorizzazione del Partito Comunista che stava trattando con onore l’esilio. Lenin ebbe una fine tragica per “malattia” rarissima.(avvelenamento) Si era convertito definitivamente al Comunismo uscendo dall’Arca, quindi andava punito dai suoi superiori. Ciò avvenne. Trotszkij diverrà il Patriarca sostitutivo dell’Arca russa. Per i suoi crimini di massa ed intrighi doppiogiochisti internazionali, dopo “L’Onore delle Armi” verrà esiliato in Europa. Nessuno lo ospiterà, troverà infine asilo presso due noti ebrei/artisti, i coniugi Rivera e Frida Kahlò, Voleva il Mexico tutto per se, socialista e trotzchista, Fu eliminato da chi non permette socialisti come vicini di casa, accusando Giuseppe Stalin quale mandante dell’omicidio politico di Trotszkij. (indagine in cantiere)

foto: Stalin, Lenin, Trotskij.
REPIT/
“mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.”
La trattativa in corso con la casa Reale d’Inghilterra: chi era Nicola II° Romanov?

Zar Nicola II° Romanov e Re Carlo V° d’Inghilterra erano cugini, discendenti della Regina Victoria I° d’Inghilterra

Solzhenitsy politico, avvicinatosi ai segreti di stato russi capirà e chiederà perdono a Vladimir Putin (come fece anche Boris Eltsin, (ebreo pure lui). Esiliati dal Potere, chiederanno di morire in Patria serenamente e gli verranno concessi – per buona condotta – gli arresti domiciliari (protetti) in una Dacia in Siberia dove nel silenzio di bianche betulle, chiuderanno i rapporti con tutti.
Saranno lasciati in santa pace a scrivere le loro memorie e confessioni segrete avute con il mondo inaffidabile capitalista d’Occidente e Democratico, paradiso che tanto amarono e difeso, ma che lascerà in loro un profondo segno di amarezza, disgusto e diniego. I Russi sono strani, sono diversi da noi occidentali.

Solzhenitsy, fu insignito di quattro medaglie al valore militare di Russia nella guerra contro il nazismo.
Insignito Premio Nobel nel 1970 per meriti propagandistici deviati nell’Arte del fare letteratura (argomento che verrà ripreso più avanti per capire quando si sono contaminati i Nobel e sconvolti i loro buoni propositi di cui vantavano l’eccellenza.)
Durante il Dadaismo tutto cominciò cosi:

Alexander Isayevich Solzhenitsy
Russia: Funerali di Stato
(Mosca, 03 agosto 2008),
home
DADA
San Nicola II Romanov (detto ZAR)
Iconoclasta ortodossa
(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

Oggi, a distanza di un trentennio dalla caduta dell’URSS, grazie alla straordinaria ripresa politico/economica della Nuova Russia, risorta sotto forma di Federazione e supportata dal riassetto e ammoderna-mento della Difesa (Armata Rossa e l’Esercito Nazionale di Russia insieme); la Chiesa Ortodossa d’Oriente è stata riconosciuta ufficialmente: “Religione di Stato” da Putin. Tale ordine religioso fu già dichiarato ufficialmente religione di stato da quel “diavoletto” di Stalin durante la seconda guerra mondiale dopo aver sconfitto nell’Armata Rossa lo strapotere militare ancora saldo nelle mani degli ebrei trotzkisti incapaci.
Foto: Zar Nicola II° Romanov Santificato.
Ma il controllo politico e totale sul’URSS da parte dell’ebraismo cosmopolita , fu sancito dopo l’esplosione delle due Bombe Atomiche in Giappone, mandando Eisenhower, Stalin agli arresti domiciliari (non uscirà mai più vivo dalla sua dacia fino alla morte per avvelenamento) e l’Armata Rossa, fu rinchiusa nelle caserme rimettendo in sella al comando dell’URSS gli Ebrei sotto il vigile comando del micidiale Berija (Capo KGB), il quale, fece arrestare tutta la compagine comunista presente nel governo per sostituirla coi suoi “compagni di fede ” . Fu ancora una volta un bel Colpo di Stato con la benedizione americana come nel 17. La colpa storica di quegli arresti fu attribuita, come sempre a Stalin, definendo noi occidentali quelle nostre riforme subdole, le “purghe staliniane “.
Piove? “Colpa di Stalin”; Nevica? “Colpa di Stalin”; Manca l’acqua? “Colpa di Stalin”; Deragliamento? “Colpa di Stalin”; Muore il Patriarca, “Colpa di Stalin”; muore il Papa Cristiano? “Colpa di Stalin”; Muore Stalin? “Colpa di Stalin” ecc ecc Da quel momento qualsiasi cosa di negativo succedesse in URSS fu sempre: “Colpa di Stalin” . (propaganda Cosmopolita).
Dopo la condanna a morte di Giuseppe Stalin, ad opera di Berija, (avvelenamento socrastico) qualche mese dopo il nuovo segretario del PCUS: Nikita Crusciov, maresciallo dell’Armata Rossa, farà fucilare Berija per alto tradimento e arrestare i sette golpisti beriani che verranno a sua volta trasferiti in Siberia, mentre la figlia di Stalin scappò in America… come mai? I comunisti sttalinisti verranno liberati e rimessi nei rispettivi uffici di comando, conclamando nuovamente la Chiesa Ortodossa: Religione di Stato.
Per ritorsione ai suoi agenti fucilati e arrestati, la Nato, qualche mese dopo in Europa inscenerà la prima “rivoluzione colorata” del dopoguerra in Ungheria ad opera dell’agenzia pubblicitaria americana “Casa delle Libertà” (Cia: Freedon Hause ), organizzazione spionistica cosmopolita che rivedremo in scena e baldanzosa in modo permanente dopo la caduta del Muro di Berlino rompendo le scatole a mezzo mondo. La rivoluzione politica e anticomunista della “Casa delle Libertà” in Italia, vedrà la sua ascesa rapida con Berlusconi grazie ai finanziamenti illeciti legalizzati sotto forma di pacchetti Pubblicitari televisivi: (P2- Propaganda due, “Pubblicità”). A elargire i pacchetti pubblicitari è sempre la nota “Freedon Hause ” finanziatrice di tutte le rivoluzioni colorate con l’ausilio finale della televisione imbonitrice sequestrate.
Di quella rivoluzione ungherese non se ne fece nulla, i carri armati sovietici restaurarono l’Ungheria sotto l’ordine di “prigionieri di guerra”, patto sancito a Yalta 1945. Perché gli americani non intervennero pesantemente? Seppero che c’era in produzione la più potente bomba atomica mai registrata al mondo. la cosa che li scoraggiò è che era avio trasportabile. La super bomba in questione sarà la micidiale “ZAR”, la sua onda d’urto fece quattro volte il giro del mondo spostando di due gradi l’asse terrestre.
In quel clima postbellico (guerra fredda) passano gli anni dandosi i colpi nascosti e si entra nel peggiore dei colpi per i Russi che decreta la sconfitta dell’Armata Rossa nel 1986 Cernobyl. La Chiesa Ortodossa dovette fare i conti anche con le ingerenze fastidiose della Chiesa Cattolica Romana (Polonia/Solidarnosc). Lo sforzo della rinascita (o resurrezione) della Russia, è una storia infinita censurata in europa, dove alla giuda della nuova Russia e Armata Rossa, ci saranno si, uomini responsabili, ma anche di ferro; uomini di forte fede Ortodossa che prepareranno il Tranello del Golfo in Iraq.
Le battaglie post 91 irakena, e quelle in corso oggi, evidenziano la direzione politico militare Ortodossa. Al Vertice della politica della Russia moderna in espansione i comandi militari risorti vogliono indietro tutto ciò di cui sono stati derubati illegalmente con l’uso della forza e inganno.
Tra tutte le rivoluzioni di ammodernamento militari e sociali di questi ultimi 30 anni, la trasformazione della New Russia, per voce della “Santissima Madre Chiesa di Russia” è stata decretata nella santificazione della famiglia Reale Romanov II°, quale Zar di tutte le russie e nel tradizionale stile bizantino.

In Arte, per noi occidentali orfani di anima a causa delle Avanguardie filosofiche del 900, perdemmo l’anima durante la nascita della Psiche Freudiana quale materia medica e politico/mediatica o quant’altro se ne faccia uso, che ci ha condotto allo spazialismo, all’astrattismo estetico modernizzandoci, si, e ciò ci fa trovare scandaloso il comportamento della Chiesa Ortodossa di Russia in materia d’Arte. Ma non lo è per la Chiesa Ortodossa stessa che nel santificare la famiglia dello Zar Nicola II° ce la spiega con logiche teologiche, metafisiche, divinatorie e politiche, argo-mentandole con un linguaggio a noi ritenuto ostile rispetto al nostro modello di pensiero e d’arte moderna, pensiero tendente alla aconcettualità effimera che non sa produrre più nulla di concreto, ma che rimasti orfani di forme sacre e simulacri, ed avendo ucciso l’anima delegando la sua in funzione alla Psiche, siamo diventati feticisti e adoratoli di “roba” commerciale con valore dettato dalle “Leggi di Mercato”.
Quando si accennano le “leggi del Mercato” quale governatore assoluto di tutte le transazioni umane, la Democrazia si trasforma – per sua logica – in Mercatocrazia. ovvero, un amministrazione politica e umano diretta dai Mercanti.
Sapendo che il Dio dei Mercanti è Ermes ( il dio ladro), i suoi sacerdoti sono coloro che chiamiamo Mercanti, ed essi sono devoti ai furti, truffe, gabelle più o meno legalizzate, divenendo queste il motore ‘inquinante” delle società capitalistiche bancarie di oggi.
Come asserivano i dadaisti di inizio secolo ; “Noi siamo l’Anti Arte” vantandosene, si deduce che le forme di oggi, loro creature, cosa sono diventate in realtà? Cose? Roba? Mode? Maniere o Arte? Se mai fossero veramente Arte, quella Ortodossa di oggi siede sulla scranna lasciata libera dai dadaisti diventando quella ortodossa, la moderna “Anti/Arte” all’avanguardia, in quanto, l’immagine iconoclasta riprende il posto nella “non più Immagine dadaista”.
LA PAROLA

Che i dadaisti fossero una compagine ebrea è notoria, e che, per entrare nel gruppo bisognava fare domanda, questo era meno noto, ma, se non si era fratelli di fede , la domanda veniva respinta. Punto.
Possiamo dedurre che, il dadaismo è un’arte circoscritta ad una sola etnia e quindi , per ragioni religiose non potendo essi produrre – come i mussulmani monoteisti- immagini che raffigurano similmente corpi umani o animali animati (anima), la loro arte si distingue come espressione “tipografica.” Gli ebrei ortodossi, come i mussulmani integralisti, non sono di cultura occidentale ma mediorientale, quindi, per loro in arte, è permesso raffigurare solamente la “parola“, qualche omaggio floreale e geometrie.
Da qui è possibili capire il loro comportamento soggettivo, ricreativo, di pensiero, e il culto per certe opere, in quanto, sono espressioni formali ed estetiche della parola (vedi poesia e filosofia) usate abusivamente per far passare in codice i messaggi criptati per le Avanguardie o per il controllo e orientamenti delle masse. La funzione della loro arte diventa azione eversiva o squisitamente tipografica in quanto è basata sulla sola PAROLA.
Mentre il dadaista Duchamp parlava di ” arte retinica”, oggi possiamo catalogare i suoi giochi di parole, Arte fonetica p tipografica. Ciò non vale per i redymade in quanto oggetti sotto il controllo politico militare, quindi “cimeli di guerra” ( più avanti analizzeremo le sue opere piene di sorprese)
Invece, l’immagine iconoclasta dei Cristiani Ortodossi, come quelle classiche religiose dei Cristiani Romani, rientrano in un altro filone d’Arte e che nulla hanno a che vedere o confrontarsi con l’Arte Mediorientale della Parola Scritta. Infatti, l’arte imbrogliona mercanteggiante, fonda la sua ricchezza e successo sull’astuzia ingannevole utilizzando l’arte del “raggiro”componendo con le parole quella retorica squisitamente contorta e truffaldina “. Vedi l’arte concettuale di Marcel Duchamp (ebreo giacobino) e associati Avanguardisti Concettuali come i pittori, i poeti, i letterati tutti legati a quel filo rosso che li dirigeva dall’Arca.
L’arte Figurativa ferita, che l’Arte Moderna voleva assolutamente morta per sempre, Oggi può liberarsi dall’abbraccio mortale dei confabulatori dialettici tornado a dipingere quello che gli pare dando il valore all’opera in se, non la determina il Battitore d’Asta in quanto “tutto è Arte e tutto non è arte” come diceva il buon Lucio Fontana scoraggiato.

Foto 1: I Martiri Romanov: “La Madre e le vergini ” Sullo sfondo le immagini sacre

Foto n. 2: Il Patibolo ” La stanza del Martirio” priva di Icone e arredi

Foto 3: La “Sacra Famiglia” santificata nella logica estetica modernizzata occidentale
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Marcel Duchamp, artista concettuale, chi lo ha nominato tale e perché?
Partiamo da un immagine inquietante di inizio secolo quando credevamo che L’Arte moderna fosse una sorta di ricreazione ludica o idilliaca di una serie di artisti borghesi svalvolati che, dietro la loro originalità “creativa”, manifestassero forme di genialità che andasse oltre l’arte stessa. La prima immagine (foto a sinistra) sinistra ci presenta Duchamp ancora giovane con in testa una “strana idea”.
La prima immagine ci presenta Marcel Duchamp ancora relativamente giovane con in testa quella “strana idea” dissacrante sulla bellezza d’Arte e in linea con la “Brutta Arte” picassiana allora in voga.
La seconda immagine (foto a destra) ci ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa ancora la stessa “strana idea” ma consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli? 
La seconda immagine (foto a destra) ripresenta Marcel Duchamp più maturo negli anni con in testa la stessa “strana idea” consolidata. Cosa voleva comunicare o significare l’artista con quella performance scolpita nel taglio dei capelli?
Abbiamo visto nella pagina a lui dedicata: macina caffè , le prime avvisaglie di ciò che verranno citate quali future accuse imputategli in materia di “delitti contro l’umanità” e che ci conducono verso quel “vicolo cieco” della vita di Marcel Duchamp e artisti associati, analisi trascurata nella Critica dell’Arte per due motivi non poco trascurabili:
L’ingenuità della Critica primitiva sorta negli eventi “artistici” di quegli anni per aiutare la manipolazione dei gusti d’arte osannandoli quali “nuovi cadetti” della rivoluzionaria accademia in materia di Arte Concettuale.
Una critica artistica sviante dettata dai superiori militari che hanno inscenato la caduta della Germania del Kaiser nella seconda guerra mondiale spingendo questo stato contro la Russia politica URSS.
Al punto uno, la Critica è scusabile in quanto il peccato di ingenuità gli accomoda una soluzione salvifica in quanto trattasi di peccato veniale commesso in buona fede o, cattiva fede in quanto, allineata la crotica alla dissacrazione artistica strategica; (vedi la conferenza ” Un orinatoio diventa arte: La Fontana di Marcel Duchamp” tenuta dal Docente della Cattedra di Verona il Professore Valerio Terraroli in data 5 marzo 2015 a Genova) YOUTUBE : https://www.youtube.com/watch?v=TgjvW2zENz0
dove l’ingenua onestà intellettuale del professore è imbarazzante, ma che ci fa capire quanto in profondità la censura art8istica su Marcel Duchamp si sia spinta frastornando l’oratore stesso in quella onesta dichiarazione di insolvibilità dell’Enigma per non avere la “chiave interpretativa ” sulla lettura dell’opera duchampiana, sottolineando inoltre che, “nessuno ha la chiave interpretativa” del maestro Marcel Duchamp. Per bontà sua il Prof. V. Terraroli, ci prova a formulare una chiave di lettura delle opere per renderle credibile, faticando non poco in quanto disorientato dai troppi enigmi presenti non risolti.
Il prof. V. Terraroli, procede per deduzioni mettendoci a disposizione il suo sapere in materia di concettualità annaspando non poco in quanto, i testimoni oculari storici di allora (artisti) durante la guerra del 45 se la sono difilata tra omicidi , suicidi, internamenti psichiatrici, conversioni religiose e cedimenti ideologici sfavorevoli privi di speculazioni sotterranee economiche gratificanti che il Mercato d’Arte aveva attivato prima della seconda guerra mondiale e nascondere i propri reati.
Domanda: Esiste la chiave di lettura duchampiana?
Certamente si, ed è affossata nella palude della Storia e nelle immagini dell’arte moderna. Tale chiave vi verrà presentata chiamando in causa le Avanguardie.
Il punto due è inquietante. Esso rivela i reati attribuibili a chi Cosmopolita e animatore degli eventi bellici del secolo novecento, ha censurato da vittorioso la Storia dell’Arte; censurato fatti ed omissioni con silenzi e dinieghi prolungati. (vedi Man Ray, Dadaisti, Cubisti, Futuristi Surrealisti ecc. come anche gli intellettuali nelle vesti di cortigiani dell’Arte (Critici ed intellettuali). Gli artisti, rileggendoli, si riveleranno spietati strateghi militari le cui responsabilità della seconda guerra gli calzano addosso come toghe reali.
Tornado al taglio scolpito dei capelli di Marcel Duchamp, che cosa voleva realmente rappresentare l’artista? Vediamolo.
La proprietà di un copy right.

Abbiamo affermato nelle pagine trascorse dedicategli che, le responsabilità politico militare delle tre disastrose guerre del novecento, essere attribuibili ai Cosmopoliti. I Cosmopoliti sono una sorta di organizzazione mondiale di stampo Massonico che, non solo ha governato gli umori bellici della Storia del Novecento ma anche quelli dell’Ottocento, Settecento , Seicento, Cinquecento ecc. come anche la stessa scoperta delle Americhe. Questa affermazione, per uno storico non è dietrologia spicciola, mentre lo è per chi ignaro si cimenta in Storia senza aver presente gli schemi e gli ordini religiosi e sociali animatori.
Verità o Realtà.
La ricerca della ” Verità” scatta nel momento in cui si è in presenza di una menzogna, altrimenti la parola Verità non ha ragione di essere. Quindi la Verità mette in moto un meccanismo di ricerca verso la “Realtà” dei fatti per come sono accaduti e non per come ci hanno giurato essere andati. La formuletta magica dal Giudice al teste: “Giuri di dire la Verità, soltanto la Verità, nient’altro che la Verità” , il Giudice americano obbliga il teste a posizionare la mano sulla Bibbia perché, egli sa, in base all’esperienza che, i menzogneri e bugiardi sono infiniti tra gli umani. Il giuramento non serve per abbreviare i tempi processuali, ma far si che nessuno si beffi da infingardo della Giustizia e se colto in fragrante, alla pena viene aggiunta anche la falsa testimonianza e spergiuro in offesa alla Corte.
Se non soddisfatto della Verità presentata dai teste emergendo di fatto della contraddizioni, il Giudice chiede ad un Istituto esterno di indagine, di preparargli una “ricostruzione” sulla Fatti Reali veramente accaduti. Il Giudice sollecita l’investigatore ad utilizzare tutti i mezzi disponibili atti al normale svolgimento delle mansioni condannando i rei spergiuri di falsa testimonianza.
Nello sviluppo delle indagini scopriamo che:

quel taglio scolpito è presente anche 20 anni dopo la performance di duchampiana in diversi prigionieri di guerra come appartenenti allo stesso Ordine Massonico del Maestro Marcel Duchamp. Chi sono questi prigionieri? Che ci fanno nei lager tedeschi e francesi di estrema destra? Sono forse ex artisti dadaisti o personale facente parte dell’aeronautica franco americana fatti prigionieri? Poiché le loro radici insurrezionali sono prebelliche che responsabilità hanno avuto nella conduzione della Storia?

Che idea aveva in testa Marcel Duchamp e cosa voleva comunicare ai suoi sottoposti militari o militanti Cosmopoliti nascondendo quel messaggio criptato dentro l’Arte?
Alchimia? no!; Magia? neanche!; Esoterismo? no!; Spiritismo? nemmeno! Niente di tutto ciò. Egli ci comunica che da quel momento, da agente militare Franco/giacobino e Cosmopolita , avrebbe fatto parte con pieni poteri, alla prestigiosa Aviazione Militare Americana. (Air Force) agli ordini del Nuovo Ordine Mondiale d’Occidente.

Chi ha disegnato quel Logo, quando e in che anno?
Diversi indici nelle sue opere ed operato portano Duchamp verso l’aeronautica. Egli si trasferì in America ancor prima della Guerra 1914/18 per diventare poi residente fisso. In America lo vedremo aggirarsi tra i cosmopoliti residenti di origine tedesco russo ed europei presenti in tutte le compagini politico commerciali ed industriali americane, tutti interessati alla rivoluzione borghese capitalista per annettersi l’Europa. Gli artisti che collaborarono alla piattaforma intellettuale strategico militare per le future scorribande europee, vedrà Duchamp promotore di capitali in spostamento per finanziamenti occulti, mentre con DADA e associati vari dell’avanguardia, lo spostamento dell’opinione pubblica utilizzando tutti in coro “le Armi di Distrazione di Massa” quali: le radio, l’arte, la letteratura, teatro e cinema che unite formano la politica di “propaganda”, sviluppando ulteriormente la Propaganda dai Media.
Chi sono questi agenti?
Sono gli intellettuali eversivi presenti nei corpi militari dei vari stati, sono quei nomi di spicco che hanno condizionato la cultura del novecento rendendola emicranica e materialista.
La Radio, quando divenne il Media preferito dei Regimi di Stato, preparò le future teste d’assalto popolari (radiocomandate) indirizzandole verso una “guerra santa” ai danni della Russia Comunista. (preparazione prebellica)
Le Radio squarceranno gli scenari programmatici e li chiuderanno nelle seguenti date: 1° settembre 1939, Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania, e il 2 settembre 1945, data in cui l’atomica sancisce la resa del Giappone e la fine dei conflitti mondiali.
Il periodo che precedette la Seconda Guerra Mondiale sarà un ventennio fortemente concitato e rapido di sviluppi scientifici . Tutta la Storia “artistica” di Duchamp (ready made) di quegli anni sarà improntata sulla criptazione e decriptazione di messaggi bellici in codice, piattaforma rotante saturniana per il controllo geopolitico cosmopolita del pianeta Terra rivoluzione ancora in atto per l’incapacità di condurre a termine il programma del Convegno di Basilea (29-31 agosto 1897) , ritardo dovuto alle forti resistenze ed opposizione incontrate in quel loro modello coloniale e imperialista non condiviso da molti stati.

Chi fu veramente Marcel Duchamp e quale ruolo ebbe in America da superare con raccomandazione Nato le interrogazioni del super Ispettore John Edgar Hoover?
Le indagini proseguono.
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1900 Parigi: ” C’era una volta una banda di truffatori d’Arte.”
Di patacche “artistiche” sono pieni i Musei e le Collezioni d’Arte dei privati. Non è facile dimostrarlo ma possibile. Con Césanne possiamo cominciare ad aprire scenari d’Avanspettacolo all’italiana e parlare di “Storia della Pittura” truccata e falsificata. Qualche accenno sui quadri falsi è già stato dato con lo studio di Pablo Picasso inerente al ratto della Gioconda, ma la lista delle opere false è lunga e mettere insieme le prove non è facile

Paul Cézanne ( Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906) è stato un pittore francese. Il padre del pittore si chiamava originariamente Luigi Augusto Cesena (della popolosa comunità ebraica di Cesena) e che da giovane, appreso il mestiere di cappellaio si trasferisce in Francia ad Aix en Provence dove sposa una operai della bottega nella quale lavorava e gli darà alla luce: Paul e Luigi. Il padre, grazie al successo nel gestire una Banca locale, avvierà agli studi d’arte a Parigi il figliolo Paul. (sulla metamorfosi da cappellaio a Banchiere ci torneremo). Scopriremo nelle indagini che le Accademie di Belle Arti e il Biennio di Medicina, erano per la comunità ebraica delle vere e proprie palestre “Accademiche” adunanti adepti per la formazione di “Quadri” politici futuri. Sembra una metafora ma vedremo che cosi si muoverà la loro realtà.
Su Paul Césanne studente e pittore si hanno poche informazioni e irrilevanti. Pittore onesto, senza pretese economiche, l’arte per lui fu una grande sofferenza condita di scarsa valenza economica fino al programmato “colpo di stato” ai danni dello Zar nel 1905, diventando le sue opere ricercatissime, divenendo Césanne un punto di riferimento finanziario fondamentale e illegale. Sulle sue opere invece, pare che il mondo femminile italiano nutra un sentimento particolare, forse scaturito da quel sentimento materno che le distingue o forse perché, trovavano intima la sua arte nell’arredo casalingo.
L’artista Paul Césanne, malato di diabete, muore nel 1906 e, dovendo il collezionismo rastrellare dell’artista altre risorse disseminate in Francia, Gertrude Stein e il fratello Leo, (collezionisti), nel 1904 decisero di annettere nella loro scuderia “artistica” Paul Césanne rintracciando le sue opere in Parigi per rivenderle in America esportando la notorietà del pittore nel mondo del collezionismo americano.
Il Pittore era già anziano e malato quando Gertrude Stein si cimentò a rintracciare le opere sparse segnalate al fratello a Firenze. Conosciuto il signor Charles Loeser, egli indicò nel mercante Vollard la persona ideale per tale ricerca. Gli Stein si portarono alla galleria di un Monsieur Vollard in Parigi per fare acquisti da rivendere in America. Vollard pare fosse il più grosso mercante di Paul Cesanne in Francia. Cosi ci narra quell’incontro Alice Toklas nella sua Autobiografia: “Getrude Stein finiva a Baltimora l’ultimo biennio (1900-903) nella scuola di Medicina alla Johns Hopkins,”.
La prassi di frequentare il “biennio di Medicina” la troveremo spesso tra i giovani artisti ed intellettuali di origine ebrea. Gertrude Stein è ebrea come i Cèsanne. Originaria di famiglia tedesca ebbe tre fratelli: Michael, Simon e Leo ed una sorella Bertha tutti maggiori di lei.
L‘importanza del biennio di Medicina come accennato è presumibile dal fatto che, chi frequentava quel biennio sarebbe stato impiegato in “prima linea” sui fronti rivoluzionari o insurrezionali e, a tale scopo, veniva conferito all’adepto un alto grado di comando per compiti particolarmente delicati e a rischio di vita cui impiegato. Ciò permetteva di partire agevolati nelle cordate gerarche potendo arruolare un esercito di volontari o di arditi per svolgere i compiti ricevuti. Per tali operazioni, abbisogna un paramedico per le ferite urgenti .
Foto 1 Leo e Gertrude Stein Foto 2 Michel e Gertrude Stein


Leo Stein, terzo dei 5 fratelli (3 maschi e 2 femmine), in quel tempo era di stanza a Firenze presso il fratello Michel lasciando ambedue pochissime tracce bibliografiche dietro loro durante il soggiorno italiano, ma rivedremo invece il fratello maggiore Michel Stein residente per molti anni in Italia (toscana) assieme a Ezra Pound (Rapallo) e altri intellettuali esteri ad organizzare i finanziamenti ai “Futuristi” e i loro Avanguardisti per l’ascesa della gerarchia Fascista mussoliniana e la costituzione degli “Avanguardisti”, futuri giovani fascisti col compito di squadristi.
Il Mercante Ambroise Vollard (Saint-Denis, 3 luglio 1866 – Versailles, 21 luglio 1939) è stato un imprenditore e gallerista francese. Fu il mercante d’arte di importanti artisti come: Paul Cézanne, Aristide Maillol, Pablo Picasso, Georges Rouault, Paul Gauguin e Vincent van Gogh, e di Marc Chagall. (tutti ebrei). La sua galleria si trovava al n.6 di rue Laffitte a Parigi. Vollard fu un promotore delle Avanguardie francesi. Nella sua galleria vendeva i suoi pupilli ai più grandi collezionisti europei e americani. Nel 1901 fu uno dei primi a promuovere le opere di Pablo Picasso appena arrivato a Parigi.

Di quell’incontro con il mercante Volladr così prosegue Alice Babette Toklas a pag, 30:
“Dissero a Monsieur Vollard che volevano qualche paesaggio di Césanne: Li manda il signor Loeser di Firenze. – Oh, certamente- disse Vollard con aria più allegra, e andò su e giù per la stanza, poi scomparve dietro a un divisorio di fondo e si sentirono i passi pesanti su di una scala. L’attesero un bel po’. Quando ridiscese aveva tra le mani un quadretto di una mela, ma il più della tela non era dipinto. Insieme studiarono il quadro attentamente, poi dissero – Già ma, sapete, noi si voleva vedere un paesaggio.- Oh certamente, – sospirò Vollard e prese un aria anche più allegra;…”
Deduzione:
In se, la narrazione presenta un particolare anomalo: la “collezione” di Cèsanne non era esposta al pubblico, non era visibile. La lunga attesa degli Stein nascondeva qualcosa d’imprevisto, sorprendentemente comico ed illuminante.
“… dopo un momento tornò a scomparire e questa volta ritornò con un quadro che rappresentava una schiena: era un quadro magnifico senza dubbio, ma fratello sorella non erano ancora in grado di comprendere a fondo i nudi di Césanne; ritornarono perciò all’attacco. Quel che chiedevano di vedere era un paesaggio. Stavolta Vollard tornò dopo un’assenza anche più lunga con una tela grandissima dov’era dipinto un piccolo frammento di paesaggio. SI, ci siamo, dissero, è un paesaggio, ma loro chiedevano una tela più piccola, che fosse per tutta dipinta. – Si vorrebbe vedere appunto qualcosa di questo genere, – dissero. Intanto era sceso il rapido crepuscolo invernale di Parigi e in quel momento una vecchia donna di servizio discese da quella scala dal fondo, brontolò: ~ Bonsoir, messieurs et mesdames, e se andò senza rumore; un istante dopo, un’altra donna di servizio discese quella scale, borbottò – Bonsoir, messieurs et mesdames, – e se ne andò senza rumore. Gertrude Stein cominciò a ridere: e disse al fratello: – Ci pigliano in giro, qui non ci sono Cézanne. Vollard va di sopra e dice a queste vecchie che cosa debbono dipingere: lui non capisce noi e quelle non capiscono lui; dipingono qualcosa e lui ce lo porta e sarebbe un Cézanne -. Tutti e due non si tennero più dal ridere.
Quando si furono calmati gli tornarono a spiegare del paesaggio. Gli dissero che cercavano uno di quei gialli e meravigliosi paesaggi di sole ad Aix, come ne aveva parecchi Loescr. Ancora una volta Vollard scomparve e finalmente ritornò con un bellissimo paesaggio verde. Era un amore, copriva tutta la tela e non costava caro; lo acquistarono.
In seguito Vollard. spiegava a tutti, che erano stati a visitarlo due americani pazzi che ridevano tutto il tempo e ciò l’aveva molto seccato, ma a poco a poco s’era accorto che, quando più ridevano, compravano poi qualcosa e cosi aspettava sempre che ridessero.
Da quella volta, non smisero più di frequentare Vollard.
Furono presto tra i privilegiati che potevano demolire le cataste di tela e frugare nel mucchio a proprio gusto. Comperarono un minuscolo Daumier: la testa di una vecchia. Poco alla volta si interessarono ai nudi di Césanne e finì.
Deduzioni
Quando Alice Toklas scrive “ da quella volta non smisero più di frequentare Vollard.”, ciò conferma che di falsi Cèsanne in circolazione sono pieni i Musei e le Collezioni Private.
A giudicare dalle risate degli Stein quando si accorsero che i primi due quadri “pagati a basso costo” i quadri erano due falsi appena sfornati, dipinti su richiesta alle due anziane pittrici straniere vestite da serve. La narrazione ci rivela anche di essere in presenza di due ottime copiste di manierismi pittorici e che diventano falsarie nel momento in cui si apporta sulla copia d’Arte la firma falsificata dell’artista (erano ignare?). Se Césanne nel 1900 era già ammalato e muore nel 1906 per quella malattia degenerativa, chi dipingeva al posto suo?
Erano forse le due anziane servette di Vollard o lo stesso Vollard a produrre i falsi firmati? Se due delle copiste stavano uscendo dalla bottega e Vollar continuava le transizioni pittoriche clandestine, chi c’era ancora al piano di sopra che continuava a dipingere su ordinazione di Vollard? Quanti dipendenti disponeva Vollard per mettere in piedi una cosi alta produzione di quadri sconosciuti al pubblico parigino e americano ignari, i quali credevano di trovarsi davanti a quadri d’autore? Poi c’è quel saluto sgrammaticato delle due copiste: “Bonsoir, messieurs et mesdames,” Per chi è francofono forse riesce a capire la nazionalità delle copiste.
Quando Gertrude sussurra al fratello Leo confabulando sottovoce: “Ci pigliano in giro, qui non ci sono Cézanne. Vollard va di sopra e dice a queste vecchie che cosa debbono dipingere: lui non capisce noi e quelle non capiscono lui; dipingono qualcosa e lui ce lo porta e sarebbe un Cézanne “, scoppiarono a ridere in quanto capirono di colpo come funzionava la famosa Arte in Francia conosciuta in tutto il mondo: napoletani.
Quella occasione scatenerà in Gertrude Stein un’altra grande idea, ed è l’operazione artistica truffaldina di nome “PABLO PICASSO” e Cubismo. Gli Stein prenderanno coscienza che quel che conta nel mondo moderno artistico non è l’opera ma la FIRMA, un culto feticista arrivato ai nostri giorni indenne.
Falsificando la firma era possibile falsificare tutta l’Arte che volevano e, far nascere un collezionismo industriale all’americana viziato. L’Arte mediata dal Capitale assunse le sembianze mascherate della Tragedia Greca ispiratrice, dove anche il filosofo Friedrich Nietzsche e il dottor Sigmund Froid in quegli anni faranno ampio abuso speculativo delle tragedie per la costruzione del Nuovo Dirigente Moderno ideale per le conquiste.
Dicevano a Zeus per regnare: “fare cose simile ma non uguale”

il successo di Paul Cézanne
Solo negli anni Novanta e agli inizi del Novecento, perdute le tracce di queste falsificazioni, la “critica” riconobbe il valore dell’ opera di Paul Césanne.
La mostra personale del 1895 fu il primo vero trionfo per l’artista, e un successo fu anche l’esposizione al Salon d’Automne del 1904.
E che dire del successo di Calude Monet (Il Gran Giardiniere) che coincise anche verso lui l’interesse americano di inizio secolo, interesse verso quegli artisti senza Patria, cosmopoliti, finanziandoli profumatamente?
Paul Césanne, ammalatosi di diabete dal 1900, verrà sostituito come dirigente insurrezionale cedendo lo scettro “artistico” all’amico di cordata Claude Monet che vide anche lui impazzire le proprie quotazione ad opera sempre degli americani, mentre Césanne, tenne sempre un profilo basso per malattia, restando ad Aix-en-Provence.
Negli ultimi anni di vita lavorerà a “Le grandi bagnanti” (1898-1905), sintesi degli studi che aveva accumulato nei dieci anni precedenti. (Sarà poi vero?). Una indagine particolare andrebbe fatta verso tutte le “nude danzanti e bagnati” del tempo, tema prediletto dei “Balletti russi” che la Stein ci svela essere altra cosa, tema pittorico ricorrente tra gli artisti che squassarono il novecento. Césanne, era veramente un pittore o erede di una gestione occultata in Aix in Provence della dimenticata Banca paterna?

Il Paravento:
Qui non si tratta di fare “dietrologia” al “paravento” di Vollard ove nascondeva la scala che portava al piano di sopra, segreto laboratorio delle falsarie, ma le risate incontenibili di Gertrude e Leo Stein parlano chiaro quando si accorsero che Vollard faceva eseguire in serie i quadri falsificati di noti pittori contemporanei a lui “vicini”. Alice B. Toklas, ci dà d’intendere questo nella sua “velata confessione” biografica?
foto : Autoritratto di Paul Cézanne
Qui in Italia vigila il detto: “ E’ l’occasione che fa l’uomo ladro…” ma è anche vero che sussurriamo sottovoce ” Non dare al ladro l’occasione”. Di fatto gli Stein fiutato l’affare del quadro “Ricevuta Bancaria”, manovra finanziaria non sospetta a quei tempi che nascondevano gli autofinanziamenti illeciti in vista della presa del Palazzo d’Invero nel 1905, residenza dello Zar Nicola II.
Alla luce di quanto citato, chi oggi Gallerista d’Arte, Battitore d’Asta, Critico, o Professore d’Arte, si arrischia di affermare che questo o quel quadro sono dei veri capolavori di Césanne e non opera delle copiste anziane dipendenti del mercante truffatore Ambrogio Volllard?
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Gertrude Stein
Tutti senza Patria
Avevano uomini abili ad ingannare
ci hanno convertiti al preciso contrario.
Fingevano tenere alto il vessillo nazionale
con trame, attentati e vigliacchi arresti.
Noi no. Con questi abbiamo fatto i conti.
Conferivamo nelle idee avversarie
sulla ricostruzione di stati abbattuti.
Noi, ingenui, cosi ingenui e ribelli noi,
crini di cavalli al vento e capelloni
imbrigliati senza un futuro nostro
come ora siete voi.
