Quaderni Saffici: L’Urlo di Aurora

Blu Marina 

Care poetesse e scrittrici, non sono sparita e neanche defunta di Corona Virus.
Sto benissimo come spero di voi e  i vostri familiari, bambini compresi. Anche i miei genitori stanno benissimo. ( casini finanziari a parte ecc ecc come tutti)

Nel frattempo ho studiato, studiato, studiato e scritto anche qualcosa altrove, ma non vi ho mai dimenticate, anzi ne approfitto per sottoporvi il mio ultimo lavoro, no!  penultimo perché ne ho un’altro improntato e quasi finito che vi allegherò più avanti.

Una cosa ho notato: qui in WordPress  i PDF qui li scaricano a manetta. Lo so, lo so, saranno i soliti RAPinatori perché nei loro pezzi musicali sono dei telegiornali e rapinano dappertutto per dire tante parole di seguito. Sono i Rap  e i Contest ed altro ancora. Comunque cantanti senza poesia,  gran parolieri o criticoni..su basi elettroniche in loop carine (a me piacciono)
RAP! Fa nieeente!  RAPinate pure vi do il consenso, tanto le mie frasi le riconosco mentre le ascolto in streaming  e mi riempiono di gioia. Adesso vi allego la poesia e buona letturona perché è un po lunga , ma e bella. Alla fine mi fa venire i goccioloni… (Tutta colpa sua!)

copertina URLO DI AURORA   L’URLO DI AURORA 2   .Pdf

 


Quaderni Saffici Blu
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Corilla n. 37

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sembrava seduta su una testuggine gigante,
roccia tondeggiante a riva sua prescelta;
la compostezza di ogni posa e grazia
pareva immortalarla antica sirena.
Mia sorella Patria in Nuova Zelanda
postava immagini preistoriche di sfondo
milioni anni prima del nostro avvento.

Così lontana seduta sulle Ere rilassata
mi guardava negli occhi sorridendomi.


Corilla
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Poesia Cosmica n. 52

Cvd 19

“Capitano Capitano” dice l’alieno al superiore ,

“Cos’è quella crosta in Terra che prima non c’era?

Ne è pieno tutto il pianeta, ovunque.”

Cementite!“- risponde il Maggiore- ” la produce

un mollusco anemule murato con peli lunghi in testa

e sulla faccia; sta conquistando il mondo, è  un parassita

del pianeta infettato da Covid 19″ , l’opera sua continuerà,

l‘importante è che non invada l’Universo.

 

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30 – 60 – 90 – 120 e passa , come le fatture insolute di fine mese …


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Enea archivio

 

Poesia Cosmica n. 50

cosmos

Giudizio Universale

Gli economisti parlavano parlavano…
davano i numeri, numeri sapienti dicevano.
Erano discorsi i loro oramai senza senso.

Se ne parlava già lo scorso secolo,
era il 12 Febbraio prima del Corona Virus
2.020 dopo Cristo.

Cristo era morto da 34 anni
radioattivo, e nessuno s’era accorto,
nessuno, era risorto.

Poeti, distratti!
Siamo ufficialmente nell’Aquarius
siamo usciti dalla Corona dei Pesci
Guardate le stelle, guardatele,
le riconoscete?

Osservate l’asse solare,
Acquario  è privo di Pesci
E’ finita! E’ finita!
Si cambia.

La Terra fu salva,
salva per un pelo!

Si  dannavano gli operosi senza impegni. 

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DADA: la Nascita ( 3)

Aspetto politico e i DADA

Il Futurologo prima di imbastire un modello sociale nuovo si muove anzitempo per avere il risultato desiderato in tempi dovuti demolendo oppure ottimizzando a proprio favore le forze in campo con le tecnologie disponibili. Il Futurologo è il Progettista del cambiamento.

Nell’era industriale dove sono le scienze a determinare la quantità e la qualità delle merci; il lancio del prodotto, la sua distribuzione, il consumo  ecc. con una nutrita squadra di statisti una volta raccolti i dati reali il governo può programmare uno sviluppo sociale quinquennale, decennale o cinquantennale imputando ordini all’avvio della trasformazione sociale in corso promuovendo delle”Riforme”.

La preparazione mentale dei cittadini consumatori, da sempre è una prerogativa degli uomini di cultura, ovvero, intellettuali manipolatori capaci di convertire le mentalità usando come mezzo l’ipnosi della propria arte e un Media. La pittura, la musica, la letteratura, la  poesia, la geometria il teatro sono muse olimpiche ipnotiche che generano il bello, il fecondo, l’armonia, esse hanno il compito di armonizzare la società in pace circondandola di bei sogni. mentre: il brutto, il brutale, l’insulto, la disfida, il rumoroso,  l’arroganza, l’indisciplina, la precarietà, ecc sono muse infernali che generano disordine, preludio di incubi e guerre.

Il Consigliere dei futurologi è il Filosofo, ovvero colui che prepara il cambiamento mentale dei Direttori Ufficiali in capo che a sua volta, attraverso il proprio comando, generano ad adepti e sottoposti i nuovi ordini imposti: capi uffici, capi sezione, servizi  e maestranze.

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Al fine di integrare meglio il nuovo uomo schiavizzato alla produzione industriale, una serie di agenti spia, reazionari, concorrono al  controllo l’umore nei reparti di produzione, segnalandone i malesseri ai superiori. Nel frattempo possono anche accendere o istigare contraddizioni tra le maestranze creando dissociazioni o frammentazioni, situazioni di comodo per meglio governare le masse trasformate in single elementi produttivi o atipici.
Attraverso l’illusionismo, il futurologo  o politico o sindacalista o la stessa  proprietà in piena crisi economica o per avidità, seda in nome delle promesse pattuite  i malumori infondendo speranze. Nel frattempo il tempo passa inconcludente disertando le promesse, altrimenti è disobbedienza, insurrezione, rivoluzione.

II°
Per i Cosmopoliti nulla è lasciato al caso.

Nell’era moderna dove tutto s’inventa ed’altro s’inventerà e si costruirà, quando le guerre sono studiate male od organizzate peggio, sarà la potenza di fuoco a dare ragione alla Vittoria decimando a strage. Essa seda il disordine sociale e rancore nell’euforia, ma i militari vincenti, sapendo anticipatamente sull’esito finale della battaglia programmano ancor prima della fine di questa, progettano i preparativi  per i modelli sociali futuri da imporre ai perdenti ancor prima che le masse belliche tornino a casa o s’accorgano della manipolazione in atto, scappando di mano la situazione come avvenne in Russia.

Coi propri agenti, i Ministeri dispongono le modifiche da apporre livellando al ribasso le opinioni. Ma il Comunismo del 1917, per i capitalisti fu una iettatura non programmata e quindi andava fermato a tutti i costi. Nasce in piena guerra il bisogno di studiare una mossa strategica perfetta e mimetica da ribaltare i pronostici sociali europei.

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Marcel Duchamp stratega, “campione di scacchi”, uomo ombra, astuto  agente dalle mosse imprevedibili ed  invisibili, consulente futurologo negli Stati Uniti per conto del Governo france-se alleato, fu un provetto cooperatore e coordinatore delle Avanguardie artistiche del 900 in Francia che si spostava su quella linea di pensiero.
Nel 1916 in piena guerra mondiale, da New York, ipotizza e genera due nuove correnti artistiche di “distrazione di massa” ; il Dadaismo per la Germania e il Surrealismo per la Spagna. Proprio come fanno i Serial televisivi senza fine che utilizzano la Puntata precedente come vettore ipnotico della successiva per modificare il senso dei sensi attraverso l’ipnosi, il dadaismo utilizzerà tipografi, fumettisti e vignettisti spacciando quei prodotti come oggetti artisti chiedendo e ottenendo l’immunità popolitica, in tal senso ebbero modo di divulgare rapidamente  la calunnia, l’inegligenza e lo sfottò contro i superiori di Stato e la Polizia militare. l’Arte assume un ruolo di propaganda.

III°
Il volantino.
Il volantino è un oggetto di comunicazione simile ai dispacci militari. Il volantinaggio che in america gli strilloni  stradali chiamano “Pubblicità” o “Reclam” assume in Europa il ruolo di agitatore politico/sindacale. Tale arte minore ha un costo minimo di stampa e di spesa dando ottimi risultati. Il volantino diverrà per molti decenni l’arma di divulgazione di massa per gli insoddisfatti e repressi. La Rotativa familiare da stampa diventa un oggetto perseguibile di legge.

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La calunnia, la maldicenza, l’accusa infondata, lo sfottò ed altro ancora , sono alla base del Dadaismo di massa. A causa del facile successo di divulgazione e comunicazione clandestina, i dadaisti impronteranno tutto il loro operato utilizzando la Stampa, il Carattere tipografico, il Collage e il Teatro, vettori di disordine concettuale, ma nel frattempo  inviano in codice gli ordini cosmopoliti criptati nelle immagini. Tali manifestini e settimanali “artistici” venivano spesso requisiti dalla polizia inglese sovraintendente in Germania a fine guerra ’18,  la quale non ne veniva mai a capo sul contenuto crittografato. La dissacrazione DADA era un concetto di utilità e non d’Arte.

foto: esempi dadaisti

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IV°
Assalto alla Diligenza tedesca.
Poiché DADA nasce come opposizione insurrezionale con il compito di adunare per ceppi separati i reduci sbandati di guerra impedendogli di riavvicinarsi al  socialismo industriale organizzato politicamente e restaurare la famigerata “Diligenza” tedesca distrutta – prerogativa di successo della monarchia nell’era Kaiser – la distrazione dadaista fu uno degli elementi catalizzanti capace di dare un futuro possibile ai Cosmopoliti che nella guerra videro si il dissolvimento dell’intera organizzazione sociale monarca, ma nel socialismo emergente vedevano la propria morte.

Tristan Tzara dadaista nichilista:

«Vi è un grande lavoro distruttivo da compiere – dichiarava il manifesto Dada del 1918 – spazzar via, ripulire. La purezza dell’individuo si afferma dopo lo stato di follia, di una follia aggressiva, completa, senza scopo, né disegno, senza organizzazione…»

DADA ad un certo punto diede un taglio netto e politico a se stessa. Nel “Cabaret Voltair, del 1919 avviene la scissione. Il “gruppo artistico” borghese dei ricchi si scinde dal “gruppo di fuoco” interventista menandosele di santa ragione (ci fu un braccio rotto). I secondi si trasferiranno a Berlino, Colonia e Francoforte facendo presa diretta sulla organizzazione cosmopolita divisa in più tronconi europei d’intervento: i comunisti radicali di Rosa Luxemburg (Aschenazita) , i Socialdemocratici e la destra militarista.

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Il gruppo di fuoco staccandosi dai Centri Direzionali svizzeri  (Università) che fino allora avevano condotto tutte le operazioni belliche  portando al disfacimento economico e politico dell’intera Germania e Austria e capitolazione dei sovrani compresa, davanti ad un simile disastro la compagine marxista progettava una Germania diversa da quella direzionale svizzera. I marxisti  schiacciarono l’occhio-lino  alla Russia in fermento  progressivo, frenati nopn poco dalle posizioni anti leniniste della rigida di Rosa Luxemburg, Martire verrà arrestata e uccisa

La guerra  finisce nel 1918, Il Socialismo russo si stava trasformando rapidamente in Comunismo diretto dai Soviet, diretti da una nuova e diversa formazione Cosmopolita con a capo Lenin e Trotzskji. 

Senza l’autorevolezza del Kaiser, l’esercito della SA, “Sturmabteilung” (assaltatori)  i sopravvissuti alla guera, con le banche ridotte al lumicino i Cosmopoliti  agli inglesi dovevano governare l’ingovernabilità.   Ciò valse anche per l’Austria e le sue ex repubbliche, come anche per l’Italia, la Polonia e tutte le repubbliche slave rimaste orfane di Sovrani.
La disoccupazione venne usata come arma di  distruzione di massa gestita speculativa-mente dal Capitale. La fame continuò  a decimare i cittadini dissidenti anche nel dopoguerra. Tra pandemie sospette e derrate alimentari promesse dagli americani e mai pervenute frrono lasciate a marcire nei magazzini inglesi, distributori “autorizzati” delle derrate, esperti in fame indo/asiatica ed africana. In tal modo gestirono il dopoguerra europeo come nazi/colonialisti.


Nel frattempo gli inglesi dovevano tenere sotto controllo tutto l’ex impero Ottomano frantumato e affamato spartito con la Francia  per accaparrarsi ciò che in guerra si  rivelò una grande risorsa strategica: il carburante. L’impero ottomano ne era ricchissimo. Con una matita rossa e una bussola nasceranno nuovi confini e stati come la Persia, L’Iraq, la Turchia, la Giordania, Israele la Palestina e tutti gli altri paesi confinati di lingua araba.

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Ma come tutti i paesi europei finiti in miseria, pare il Destino prendersi gioco e  tanta soddisfazione  nel vedere i belligeranti  europei indebitati in modo spropositato per eccesso di  forniture di munizioni in una guerra che sembrava senza fine. L’Europa intera fu giostrata magistralmente dai Cosmopoliti industriali e bancari e senza che se ne accorgesse. Nessun Fato, nessun Destino ma solo destinati dalla volontà programmatica.

La donna in nome della Patria, in  quel progetto scopre il lavoro e lo sfruttamento.

VI°

Era cominciata cosi, con  la Prima Guerra Mondiale o Grande Guerra, o biblica Guerra della Nazioni come la si vuol chiamare, con una Serbia lasciata sola e senza munizioni a combattere contro un gigante sentendosi tradita.
Ora, tutti i belligeranti europei, chi più o meno, erano finiti economicamente in miseria e perdenti  a causa delle forniture di munizioni. Gli Usa cinicamente sospesero le forniture di munizioni a tutti i belligeranti, tedeschi compresi, facendo tacere le armi  degli eserciti  in quanto la nuova Russia, ritirandosi dal gioco ingannevole, rischiava di  scopriva gli altari delle Patrie come are sacrificali di umano sangue.

L’America dovette fermare il gioco sulla  scacchiera  per via del Comunismo, altrimenti i perdenti non avrebbero mai avuto modo di pagare le munizioni consumate pur lavorando sodo per qualche secolo. Nel frattempo i Cosmopoliti diventati  sovranazionali e Multinazionali, in sella ai vari stati e Governi decaduti, si spartivano privatamente i confini del mondo in una nuova materia geografia; la Geografia Politica, geografia  sulle risorse planetarie, suddividendosi il bottino per le future ere industriali. Il loro Giuramento di Basilea era quasi alle battute finali.

VII°

Gli Stati Uniti che erano entrati in guerra economicamente  più poveri di tutti, ne uscivano felicemente più ricchi dei tutti. Gli Stati Uniti erano diventati l’Unico Impero che poteva permettersi di dettare legge su tutti i partecipanti forte dei suoi agenti aschenazim  (6 milioni in america) e gli altri milioni mimetizzati e sparsi in tutte le nazioni. Così fu.  Tutti gli stati occidentali erano sottomessi, tutti tranne uno: la Russia Ortodossa. Quindi l’operazione numero  N.1 degli agenti Aschenaziti in Russia  fu l’eliminazione del clero ortodosso. I  cosmopoliti, falsi comunisti, cominciarono col la divulgazione dell’ateismo di stato e sterminio dei sacerdoti ortodossi.

Ma ci fu un errore di valutazione su un ex clerico;  Iosif Vissarionovič Džugašvili detto Stalin (acciaio), ex seminarista ortodosso che diresse le future operazioni del PCUS usando come controspionaggio alla  “CEKA “ (ЧК) i sacerdoti confessori ortodossi mimetizzati nel popolo. La CEKA era la polizia segreta di Lenin, i suoi appartenenti erano denominati čekisti, un nome che è ancora utilizzato per riferirsi all’odierno FSB russo, successore del KGB. Stalin non perseguitò mai gli ebrei russi sapendo che attraverso la  loro opera spionistica era possibile sapere anticipatamente le mosse avversarie, spiandoli senza lasciare traccia. Innanzitutto dopo la morte di Lenin, e sostituitolo, Stalin preparò il Giuramento a Lenin  una sorta di preghiera politica alla base del giuramento per chi intraprendesse la carriera politica. Diceva fra se : Il Comunista non è uno qualsiasi è un militare legato a giuramento, chi tradisce verrà scomunicato o giustiziato”. In tal modo sottomise tutti i leninisti al giuramento. Lo scoglio più grosso saranno i Trotzkisti detentori dei vertici dell’Armata Rossa, uno stato nello stato che diede grossi problemi interni e grande successo alla formazione del primo stato comunista al mondo.

Concludendo sul clima in cui i Dadaisti sono stati costituiti: alla domanda dei futurologi  fatta nel 1917 agli alti comandi Usa: ” Che ne facciamo della Russia e dei Comunisti?”  Il Presidente W. Wilson si volse indietro consultandolo sguardo di chi aveva messo in piedi tutto questo pasticcio e che ancora vivo, aveva il ricordo glorioso della sua guerra scatenata nel 1905 – Russia-Giappone – ma che soffriva sul suo capolavoro rimasto incompleto, la risposta  fu breve secca e riconoscibile per il doppio colpo della mitraglia:  “DADA!” (Theodore Roosevelt)

Theodor Roosevelt (Teo d’Oro / Dio d’Oro) morirà nel rancore il 06 Gennaio 1919 per non essere riuscito a conquistare per la seconda volta la Russia. Verrà immortalato anche lui tra i Patriarchi americani, chi idealista e chi preoccupato senza sorriso.

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Era l’anno 1916, il destino del mondo era già stato programmato male: DADA!

Questione Aschenazita vedi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Aschenaziti

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DADA

 

Arte: Lobby del Cotone (1/2)

LOBBY DEL COTONE IN RUSSIA

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Siamo tornati sulle tracce dei collezionisti d’Arte titolari di Cotonifici e Filande; collezionisti  da indagare a fondo perché presentano molti aspetti comuni pur operando in diversi stati esteri. Abbiamo visto come dietro le sorelle Cone titolari di filande in America,  si nascondesse una proficua collezione d’Arte di Enri Matisse (figlio di padre tessile) comperati dalle sorelle a copertura di finanziamenti illeciti per manovre politiche eversive. La collezione  Matisse da parte di Etta Cone – è di 450 quadri tutti del Maestro Fauve, ma nulla si sa sulla Collezione Clairbel Cone, sorella e medico ricercatrice. La sua collezione è ancora avvolta nel mistero.

FOTO. Ritratto di Pavel Tretyakov

Cerca, cerca e ricerca,  seguendo il “filo rosso di cotone” siamo arrivati per la seconda volta in Russia dove avevamo individuato un altro collezionista d’arte titolare di cotonifici, Sergei Schukin,  noto in Europa per essere  stato un collezionista di Matisse, coinvolti in  finanziamenti  illeciti alle Avanguardie parigine, scoprendo in Pavel Tretyakov un altro collezionista di  grosso calibro meno noto in Europa del suo compatriota Schukin sfortunato. Pavel Tretyakov, rampollo dell’industriale  Mikhail Tretyakov titolare degli omonimi cotonifici russi, ha accumulato in vita  una collezione degna di protetta in Russia tutelata presso il prestigioso  Museo d’Arte Tretyakov a lui dedicato.

NB (indagare su Giuda Tetrarca di Galilea)

Chi è questo collezionista misterioso?

Ritratto di RT Russiatedia 

Pavel Tretyakov nacque il 27 dicembre 1832 a Mosca da una famiglia di commercianti. Suo padre Mikhail, un uomo d’affari esperto, è riuscito nel settore tessile  impiantare una sua fabbrica. La madre di Pavel, Aleksandra Borisova, era la figlia di un uomo ricco. Pavel e  il fratello Sergey furono  educati in casa come le migliori famiglie russe usavano crescere i propri figli. . Pavel e Sergey avevano tre sorelle, mentre i fratelli adulti ampliarono l’attività del padre costruendo nuove fabbriche tessili che impiegarono fino a 5.000 persone.
Dopo la morte del padre Mikhail, la madre fu temporaneamente considerata una donna mercante di seconda corporazione. Nel 1859 passò l’azienda di famiglia ai suoi figli maggiori. Pavel Tretyakov non s’interessò mai della produzione preferendo gestire la parte commerciale fino alla fine della sua vita perché quell’attività gli permetteva di fare ciò che amava di più: collezionare arte.

La narrazione  russa presa dal sito autoctono  RT (RussiaTedia) ci presenta Pavel Tretyakov con un articolo ingenuo e onesto. Lo presenta come un classico  collezionista di francobolli alla ricerca ossessiva della rarità che gli rendesse  la collezione sempre più prestigiosa. Pavel Tretyakov  non ha avuto una educazione artistica e tanto meno letteraria sulle scuole pittoriche russe, quindi, cominciò a collezionare secondo il proprio gusto estetico. A 22 anni, in Olanda, compera i suoi “primi quadri stranieri”  che volle accanto a se per tutta la vita.

Familia - Pavel Tretyakov

La collezione Tretyakov non è di grido come quelle occidentali le quali presentano moltissime insidie dietro le opere come i molti falsi. La sua ricerca tra i pittori russi è senza pretese ma oculata in quanto, collezionare vuol dire anche saper  presen-tare  le proprie opere con didascalie che esaltino l’attenzione verso i pittori e il loro operato. In questo modo Pavel Tretyakov  accrebbe la propria cultura in campo attirando su di se l’attenzione di intellettuali russi che lo erudiranno consigliandogli anche autori contemporanei meritevoli.
Pavel Tretyakov si lasciò tentare e sedurre, e si legge di lui:

Durante la raccolta di nuove opere d’arte fu consigliato da artisti come Ivan Kramskoy e Vasily Stasov. Nel 1856 Tretyakov acquistò “Temptation” di Shilder e “Finnish Smugglers” Khudyakovdi Khu, che con le sue stesse parole furono l’inizio della sua galleria. In seguito, acquistò dipinti di Trutnev, Savrasov, Trutovsky, Bruny, Lagorio, Bryullov e altri. Sin dall’inizio, Tretyakov ha avuto un’idea chiara sullo scopo finale della sua collezione, voleva che fosse aperta al pubblico, dichiarando in seguito, “…l’idea di restituire alla gente tutto ciò che ho guadagnato dalla società è rimasta con me per tutta la vita”. 

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Nella prima metà del XIX secolo, la raccolta di opere d’arte era un’attività esclusiva dei nobili e ricchi proprietari terrieri. Con l’emancipazione dei servi nel 1861 molti proprietari terrieri non furono in grado di far fronte alle nuove condizioni contrattuali. Alcuni si erano allontanati dalle loro proprietà, mentre altri vendettero la proprietà. Ciò portò un’inondazione sul mercato russo di molte opere d’arte sconosciute.
Il potere economico industriale e la prosperità si spostarono dalla nobiltà ai commercianti ed imprenditori. Questi nuovi gruppi sociali sostituirono  in  pratica le classi superiori scomparse rilasciando le rispettive raccolte d’arte. Pertanto, l’emergere di una nuova generazione di Mercanti d’Arte fornì un nuovo impulso allo sviluppo dell’arte e nella vita culturale della Russia. Alcuni di essi, come Pavel Tretyakov, erano guidati da una visione: creare una galleria d’Arte nazionale russa con autori russi.

collezione

il presente link vi condurrà  alla fonte della notizia redatta, articolo di squisita spiegazione sul personaggio, dandoci il suo lato umano e lo sviluppo della galleria  Tretyakov fino  alla nazionalizzazione della stessa da parte del PCUS. L’articolo accenna anche sulla rovina della galleria avvenuta durante la guerra del 45, la messa in salvo delle opere;  il trasporto dei quadri  su tredici vagoni zeppi,  e poi,  la ricostruzione del museo dopo guerra aggiungendo altre collezioni sequestrate durante la rivoluzione alla borghesia russa sconfitta.

Link: https://russiapedia.rt.com/prominent-russians/art/pavel-tretyakov/

continua: “Inizio Rivoluzione russa dal Cotonificio ” Krasnaja Nit (Filo Rosso)“. (2/2)


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Avanguardie 900

Poesia cosmica: Mitomania 1

BAGHDAD

L’OSSERVATORIO

Note si belle escon da un plano
Create lievi da mane maestra
Sussurro soave discende dall’alto
al pian di sopra richiamano la mente.

Salito sulla Loggia per scoprire l’incanto
Appare luminoso il cosmo stasera
Quel cielo blu aprendo il manto
Svela apertamente l’intero Emisfero.

Una ad una nel profondo spazio
Sfavillano di luce le mille stelle
Sparse per tutto il grande campo
Senza coprir le altre si lascian vedere.

contastelle

Questa poesia introduce “MITOMANIA”, la mia prima collezione poetica di facile lettura che pecca d’ingenuità in quanto non essendo ancora formato  poeta, mi cimentavo per divertimento con gli amici poeti di NPS (1990), ponendo poesie a indovinello per eludere la censura mentre a Baghdad si uccide-va ferocemente. I computer degli anni  novanta, in Italia,  funzionavano ancora da telescriventi in supporto ai fax, Videotel, o alla contabilità generale e segreteria aziendale… poi, fu la volta della posta elettronica.

Window non era ancora arrivato da noi e il linguaggio d’uso corrente era Dos.  A quei tempi non erano possibili le correzioni automatiche, ne apporti fotografici o gli ornamenti di squisito sfarzo decorativo come ora. Avevo smarrito il tutto per via di un virus sconosciuto, ma non gettati mai via l’hard disk. Chissà… un giorno…. Qualche settimana fa avvenne miracolo, rileggendomi allora.

La raccolta poetica nacque nel 1991 sotto le bombe quando restai shockato sul comportamento scandalo-so della Democrazia che credevo incapace d’inscenare una guerra tracotante a proprio vantaggio e nome. Restai basito quando vidi i cieli di Baghdad infiammarsi di bombe scintillanti, antiaeree saettanti e fiamme alte e verdi (infrarossi,) in visioni Demoniache.

“Eccoli!” mi dissi, “ecco il segnale divino… ci siamo, sono tornati!” 

Nasce MITOMANIA, (i Miti si ripetono) 

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Incapace di annotare appunti politici che cambiavano ad ogni ora, utilizzai la rima poetica ottocentesca, rime  popolari per annotare il tutto, con strofe brevi di alta sintesi. La collezione narra le motivazioni ideologiche, politiche e religiose di Desert Storm , prima guerra incompiuta americana (e persa) nel Golfo Persico  seguita passo passo di notte e giorno per 42 giorni, tanti furono i giorni impegnati contro i tre giorni preventivamente program-mati da George Bush. “Guerra Chirurgica” per la sua precisione elettronica, non gli faremo male. Così non fu.
foto: Baghdad – Desert Storm 1991.

Quella guerra svelerà tutta la metafisica evangelica sfuggita al controllo dei Cristiani che cimentatisi in quel sacrilegio in veste di aggressori, non capirono di essere loro i demoni fiancheggiatori e che sarebbero stati sconfitti da chi nel deserto pativa sete e fame in attesa del fatidico momento.
Il Dio babilonese “Marduk” era tornato per sconfiggere un altra volta Tiàmat venuta via mare e cielo. Sconfisse con tre “dardi di luce” luce l’orribile Bestiaccia cui nessun aveva il coraggioso di sfidare, bestia spaventosamente enorme dalle mille bocche di fuoco. Marduk nelle vesti di Saddam, ritornato conquistò  per la seconda volta nel Mito il suo primato divino di imbelle. Guerreggerà per conquistare i “dardi di luce”, dardi simile alla spada infuocata che fende la roccia, Arma di distruzione di massa che terrorizza ancora oggi il suo nemico numero uno: la NATO. 

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Desert Storm 1991

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Desert Storm 1991

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TEMPESTA DI SABBIA 1991

battaglia-tra-marduk-e-zu-rilievo.jpgNB: La profezia di Marduk è un testo “Vaticinium ex eventu” che descrive i viaggi della statua di culto di Marduk da Babilo-nia. Prima di Desert Storm, in Iraq, si festeggiò pubblicamente la “rievocazione mistica” del Dio Marduk in abiti antichi  babilonesi e riti antichi propiziatori. Saddam, suo discendente, nel rito ebbe la certezza della vittoria e si cimentò in battaglia senza paura. Marduk nella sua profezia diceva che sarebbe tornato una seconda volta.

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Un lucifero Nato-F117

continua…


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archivio Enea

 

 

 

 

PROCESSO 1: Imputati DADA alzatevi!

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati DADA alzatevi!”

Nei primi anni del novecento, Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in Russia e Finlandia del 1905. La Finlandia fu conquistata, la Russia no. Le traccie degli organizzatori sparirono durante le due Guerre europee.
Chi meglio di Arte attraverso le sue opere riuscirebbe a raccontarci meglio e svelarci gli stretti passaggi politici di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi? Quei sbandati senza cibo e tetto, tentarono attraverso le arti di riorganizzare le fila per un altro tentativo di “colpo di stato”, più mirato, più decisivo che culminerà nell’Ottobre del 1917 vedendoli conquistatori ed occupanti abusivi del  “Palazzo d’Inverno” a San Pietroburgo sede e residenza dello Zar Nicola II Romanov.

Quella insurrezione ci ricorderà la storia della Russia, essere stata non una “Rivoluzione d’Ottobre” ma un bel “colpo di stato” che culminerà con l’arresto (sequestro di persona) dell’Imperatore Nicola II Romanov fucilato in seguito con l’intera famiglia (minore compreso).
Con la caduta della dinastia Romanov si conclude in Europa l’Era delle grandi monarchie  sovrane. Resteranno ancora in vita e reggenti, il Re di Spagna e d’Italia protetti dalla vecchia nobiltà di Francia, ma sopratutto dalla Chiesa Cattolica Romana che possiede un impero troppo vasto pur senza stato, proprietario della totalità delle anime cristiane nel mondo Occidentale e Americhe.

Ufficialmente in Russia, in quell’Ottobre del 17 le perdite umane raggiunsero la modesta cifra di 10 caduti, un gran bel successo organizzativo per la strategia rivoluzionaria borghese europea camuffata da socialista. Fu una operazione indolore, un risultato unico nella storia della caduta degli imperi.

Il cinema e la letteratura, enfatizzeranno quel Golpe come una epopea comunista con migliaia di morti quando il comunismo in Russia non era ancora nato. Ma i disegni eversivi cosmopoliti si rivelarono anche questa volta brutali come i loro scarabocchi “artistici” Dadaisti. Ma oramai la rivoluzione dell’intera Russia si era messa in moto sfuggendo di mano ai progettisti cosmopoliti .
Soltanto dopo due mesi dalla scintilla dell’Ottobre 17 si può incominciare a parlare di vera e propria processione rivoluzionaria armata del popolo con motti di piazza, barricate, battaglie sanguinarie, processi politici impari per scovare i reciproci  oppositori infiltrati, trasformandosi quel processo politico in  un feroce azzeramento dello zarismo e del colonialismo angolo americano.
Ma in quel crogiolo infernale, anche per la borghesia russa golpista furono anni difficili, di contro moti, passioni violente, vittorie e sconfitte dove verranno espropriate dal popolo i mezzi di produzione agli industriali, motore centrale del Capitalismo Imperialista per la modernizzazione della produzione e futuro modernizzato.

La metamorfosi.

In quel disordine emergerà a fatica una nuova rivoluzione di stampo proletaria  che prenderà le sembianze del socialismo sovietico e che darà alla luce, un nuovo soggetto politico senza l’ausilio del danaro,  un nuovo modello che verrà contrastato  per più di 70 anni dagli eserciti europei, angloamericani e con l’ausilio  di tutti gli eserciti appartenenti alla ALLEANZA che oggi chiamiamo NATO. Con la Rivoluzione Comunista, la Borghesia cosmopolita scopre esserci a sinistra dei loro parlamenti una compagine rivoluzionaria con le carte in regola capace di amministrare i beni industriali e distribuzione dei prodotti senza il loro consenso monetario.

Con la conquista della Russia, il Capitalismo cosmopolita sperava di governare un così vasto impero  infettandolo col  principio della Proprietà Privata a conduzione Capitale sancendolo come “principio universale”.
Tale ideologia dovette fare i conti con dei  rivoltosi poveri e sovietizzati e socialisti, e poichè per secoli non conobbero l’uso della moneta alla base delle unità di scambio, non capivano il senso parlamentare dei quei privatisti che volevano tutte per se le cose altri .

Cosa centra tutto questo con la Storia dell’Arte? Seguendo questo Blog, FiloRossoArt vi porterà a ricostruire la storia negata all’Europa moderna presentandovela sotto una nuova veste rivoluzionaria: l’Arte e politica.
Chi è libero e senza pregiudizi ci segua perchè qui scoperchieremo i più noti  sepolcri imbiancati trovandoli vuoti d’Arte ma pieni di soldi.


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(DADA)