Poesia Cosmica n. 53

Fusi e fusa

D’Eros il dardo sfreccia invisibile nel profondo animo
attraversa le sensazioni del corpo che rendemmo fedele.

ma se qualcosa di bello accende la concupiscenza,
se turpe canzonetta d’amor ammalia l’ascolto
se profumata fragranza solletica l’olfatto
o se un cibo squisito la tavola alletta il palato,
allora la bellezza sfida con morbidezza e tatto
e la carne attiva i sensi al risveglio, poi
ci rende possibili, mansueti, accondiscendenti
alla concupiscenza erotica che ci circuisce.

Sorridi avvolta di magico affascinate mistero,
servi i commensali ospiti prediletti, tra tutti, me,
il prescelto; e la mano delicata sulla spalla fingi
e ventre e petto delicata alla schiena mia poggi.

Finti, eludiamo la sorveglianze come indifferenti,
occhi belli doni al consenso d’esserti piacente;
lo sguardo t’insegue mentre t’allontani cometa
e d’inviti rilanci i richiami mentre ti volgi indietro.

L’incantesimo ripeti eludendo i commensali.

La tentazione sa essere femminile se vuoi,
mi dibatto, sono indifeso e lo sai, cedo.


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Poesia Cosmica n. 52

AL di La”… di tutto

Hai messo a letto i bambini?
si

Gli hai fatto il bagnetto?
si

Gli ha letto la fiaba
si

Hai cenato?
si

Hai fatto la doccia?
si

Hai messo il profumo che mi piace tanto?
si

Sei pronta ad andare a letto?
si

Buona notte amore
“Buona notte a te…”

Domani sarò li da te
“ti aspetto…”.

Chiuso il cell… all’altra:
Tesoro, vieni di la, ho voglia di te.


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Poesia Cosmica n. 51


A quatto mani

Rannicchiato sul bordo finestra, da Michelle mi
pervenne il tuo maglione umido d’acqua salata,
dimenticato in spiaggia dicesti, riportato strizzato.

Lo dimenticasti ancora sul pianoforte nell’addio
per cantare con la nuova compagnia dove c’era lui;
una tromba d’oro eccitante negli alti acuti e strilli.
Incantata, non ti eri accorta che vi osservavo da tempo.

Dicesti: “E’ bello, molto bello e gli piaco tanto sai?…”

Rapita da incantesimi lo seguisti per mano
avviandoti ai sogni suoi carnali e deliri.

Capii che tutto era finito quando il pianoforte tuo
tornò a suonare di sopra nel tuo appartamento;
pareva volermi richiamare, invitarmi a parlarne,
ogni giorno più piano, sempre di più piano a diventare
un laconico  lamento, lento… lento e spegnersi.

Cell: Ti rispondo. Hai un groppo in gola e tormento.
Senza dirti mi anticipi: ”Enea… mi perdoni vero?”

“…dai scendi.. t’aspetto, poi basta capricci, intesi?”

Sulle ginocchia mie corresti a suonare serena e zip
sulla schiena disceso ti puntino come pentagramma
la pelle, che lieve biro incide un motivetto da ripetere,
ouverture sensuale, ritrovato ritornello per brividi
d’intesa di reciproci armoniosi accordi.




Arte: Le bugie

Asseriva Paolo Villaggio: “le bugie sono la parte piu credibile delle Biografie”

Paolo Villaggio ha distrutto il moralismo all'italiana. Per questo ...
Paolo villaggio, attore italiano

Questa affermazione non cade dal cielo a casaccio e tanto meno è una deduzione spiritosa di un comico italiano che, pur di stare sulla cresta dell’onda spari delle massime devianti. Questo tipo di denuncia viene da più parti dai mondi intellettuali.

I personaggi “famosi” spesse volte sono costruiti. Una centrale di burattinai ne forgia l’aspetto, l’anima e il mito come nel caso degli Oscar del cinema e dei Premi Nobel, (sono esclusi per il momento i rappresentanti Nobel delle Scienze).

Quello dell’attore è un mestiere che ci porta a conoscere antichi personaggi storici attraverso narrazioni da palcoscenico (Teatro-Circo) è molto piu facile la bugia e divulgarla come sincera. Gli attori sono coloro che s’immedesimano nel personaggio dandogli un anima propria interpretata, oppure attraverso la falsa interpretazione ne modellano in altro senso anche le scritture. (speculazione intellettuale)

Le Biografie storiche spesso sono la risultanza di interpretazioni soggettive, memorie parziali, ricerche monche, verità nascoste, deviazioni a pagamento per ragioni stotico/politiche di che le stilla. Un buon lavoro di ricerca, riscontro e confronto, spesso mettono il luce le Biografie malefatte o bugiarde.

Gertrude Stein

“Mia sorella è una bugiarda”.
Così Leo Stein accusava la sorella Gertrude scagionandosi sulle presunte simpatie e accordi sotterranei tra le destre europee e gli USA, trame tessute dalla stessa Gertrude. Con tale calunnia Leo e il fratello maggiore Michael, prendevano le dovute distanze da Gertrude sui sospetti criminosi di convivenza e responsabilità politico/falsaria in Arte nella creazione e fondazione del Mercato speculativo d’Arte Moderna descritti nel libro delle sue confessioni intitolato “Autobiorafia di Tutti” testo redato dalla stessa Gertrude S. dandoci un ritratto preciso degli artisti ed intellettuali del suo tempo in Europa con i quali aveva allacciato relazioni pericolose, dandoci le tracce della base segreta operativa americana in Europa per la creazione di uomini ombra (spie) atti alla gestione della Prima Guerra Mondiale, le 2 Rivoluzioni russe e la seconda guerra mondiale, terremoti politici che hanno squassato l’Europa per 50 anni.

Amante e librettista di tetro, Gertrude sa che la Bugia sul palcoscenico regna sovrana e la sua magia sta nell’interpretazione generatrice di un arte escatologica dentro l’Arte stessa. (La falsità)
Escatologico: aggettivo. Pertinente all’interpretazione dei destini ultimi dell’uomo e dell’universo.

Ippogrifo Produzioni in scena al Teatro Astra con lo spettacolo "Furiosa"  Eventi a Verona
Ippogrifo: FURIOSA

Prima di diventare teatro , l’Eroe è l’Uomo maiuscolo più vicino all’immaginario universale. Esso è un prodotto collegiale selezionato e distillato da studiosi uomini di cultura ed interpreti (attori-poeti)che ne forgiano il carattere e l’aspetto, l’uso della sue armi e i fini dell’impresa.

L’Eroe delle masse o eroe massificato, in politica viene corredato e trasformato in “Attore” politico, un primate evoluto che si distingue al di sopra delle masse diventandone elemento Alfa, elemento guida, o come lo sottolinea Gertrude Stein: in Genio.


Tratto da “Autobiografia di tutti” di Gertrude Stein

Posso dire che solo tre volte nella vita ho incontrato un genio, e ogni volta mi è suonata dentro una campanella, e non mi sono sbagliata; posso dire che in ogni caso questo è accaduto prima che ci fosse un riconoscimento generale della loro qualità di genio. I tre geni di cui voglio parlare sono Gertrude Stein, Pablo Picasso e Alfred Whitehead. Io ho incontrato molta gente importante, e molte persone di livello, ma ho conosciuto solo tre geni di prima classe e in ogni caso, a prima vista, ho sentito suonare qualcosa dentro di me. In nessuno dei tre casi mi sono sbagliata.

Alfred North Whitehead – matematico inglese

Alcune delle foto presenti su questo blog potrebbero esser prese da internet. In caso ne rivendicassi il copyright, invia una mail a 2milaventieventi@gmail.com  e saranno immediatamente rimosse 🙂

In evidenza

Picasso: Cubismo o Frantumismo? (1/2)

Pablo Picasso 1906 “Demoiselle d’Avignon”

Postrìbolo s. m. [dal latino tardo prostibŭlum) luogo di incontri con le meretrici», derivato di prostare, inchinarsi, chinarsi o “mettersi in mostra” od essere messo in mostra .
Les Demoiselle d’Avignon di Pablo Picasso, tradotte in lessico italiano “Signorine di Avignon è nel senso di giovani prostitute. Esse sono diventate famose all’Arte in quanto si deduce che questo quadro sia stato il primo tentativo in assoluto verso l’invenzione del Cubismo. E’ poi vero? Vediamolo.

“Mettersi in mostra” o Mostra di Mostri” poco importa alla prima apparizione di questi mostri femminili a Salon di Parigi, Non la nudità , ma la bruttezza dei soggetti fece scalpore, ritenendo quel quadro offensivo all’Arte stessa.

Abbiamo visto in precedenza come il Cubismo fu una corrente storico politica ebraica ed eversiva in Barcellona, abitatori dei Cubi, residenze squadrate a forma di Cubi. urbanistica tipica del centro di Barcellona quindi, con quel quadro raffigurante un Postribolo multietnico, Pablo Picasso dichiarò la sua adesione all’Alleanza e appartenenza al gruppo insurrezionale barcellonese, cominciando a tramare con gli adepti del gruppo, l’esportazione del racket della prostituzione in Parigi, attività fraudolenta atta al buon finanziamento della propria cellula eversiva spagnola, sconfitta dai “fratelli” americani, quindi operazione politica per il rilancio e affermazione al rispetto nel cosmopolitismo internazionale della propria Comunità o Famiglia di appartenenza caduta in disgrazia in Spagna nella tremenda sconfitta subita a Cuba contro gli americani. Piegare uno stato sconfitto non è facile, ci vogliono anni di “riforme” anche se indigeste una delle quali era la messa al bando della monarchia spagnola. Le forze cosmopolite si attivarono nell’ambizioso piano di destituire tutte le monarchie in Europa a vantaggio di una camera dei deputati facilmente manipolabile. Per fare ciò ci volevano ingenti some illegali e finanziamenti occulti. Da dove cominciare l’indagine? Partiremo propria dal “capolavoro” in questione : Les Demoiselle d’Avignon.
Picasso prima di prendere questa decisione fu interpellato da un agente segreto cosmopolita di origine americana di stanza a Parigi. L’agente organizzatrice in questione è la scrittrice Getrude Stein. Tra i due ci fu un incontro preliminare dove l’Agente segreto spiego in 90 giorni circa il piano quinquennale del presidente americano Theodor Roosevelt, piano già avviato da quasi un decennio.

Le merci interessate alla malavita – capaci di eludere il controllo del Fisco – oltre le armi erano: la fotografia pornografica, la prostituzione da bordello, gli stupefacenti e le droghe minori, tossine politico sociali che portano alla dipendenza e quindi annettere come contribuenti fissi i clienti consumatori di tale merce, ma per la portata del piano quel settore era insufficiente. Anche se l’alcol tagliato con cocaina dava ottimi risultati in America, ma quella merce era circoscritta alle aree industriali americane e quindi di scarso interesse europeo che abbondava di ottimi vini. Ci voleva una idea nuova e rivoluzionaria.
Le merci che permettessero di accumulare danaro facile e in contante per operazioni strategiche di conquista commerciale, industriale e politica, non erano molte, bisognava inventare qualcosa di nuovo, di meno rischioso e più proficua, un qualcosa che rientrasse nella legalità apparente a con un ampio margine di evasione.
Questa quinta merce lucrosa (quinto sigillo) era gia presente nella ricca Francia e prese forma illegale già sul finire dell’ottocento, merce capace di movimentare grandi capitali esteri referenziati “estero su estero” con sedi finanziarie sparse nel mondo, di cui, la Svizzera, deterrà per due secoli la garanzia del capitale speso in questa nuova merce: l’ARTE.

Fino al 1905 l’Arte pittorica classica era considerata in Europa ancora un bene personale e quindi esente da tassa Patrimoniale, per cui, gli americani, fautori dei Monopoli, furono i primi a prendere in seria considerazione l’Arte come territorio strategico e mimetico ove portare avanti operazioni d’invasione territoriali col proprio capitale in Dollari. La Svizzera faceva il caso loro nelle transazioni delle valute internazionali. Erano già noti i cestelli auriferi su rotaie nelle ex miniere svizzere che trapassano da un cavò si stato ad un altro, i lingotti, operazioni effettuate lontano dagli sguardi indiscreti.
Detto fatto, cominciarono gli acquisti, e con questi comincia la fortuna di artisti impressionisti come;
Claude Monet, 1840 – 1926 – Edouard Manet, 1832 – 1833. Pierre Auguste Renoir, 1841-1919. Berthe Morisot, 1841-1895, Camille Pissarro, 1830 – 1903. Marie Bracquemond, 1840 – 1916. Edgar Degas, 1834 – 1917. Mary Cassatt, 1844 – 1926. ed altri ancora i quali, noteremo con meraviglia, avere un qualcosa in comune che li lega ai Cosmopoliti, cioè essere rigorosamente ebrei.
Quindi la Comunità ebraica in espansione industriale. utilizzerà questi suoi fedeli pupilli quali ligi guardiani responsabili sul buon andamento finanziario nelle operazioni di volta in volta designate. Da qui il successo finanziario improvviso degli impressionisti diventando stalloni da corsa delle più rinomate scuderie finanziarie americane di origine ebraiche, cosmopoliti alla conquista dell’Europa e della Russia.

Domanda: A questo punto si può liberamente parlare di Arte senza prescinderla dalla Politica?
In queste tipo di operazioni nuziale politico culturale si. Con le “Avanguardie” cosmopolite dell’ottocento e novecento europee, la Politica e l’Arte diventano ambedue inscindibili e nel corso della storia dell’arte moderna diventando tutto ciò materia per una scacchiera ove i pezzi si muovono mimetizzati per fini di sviluppo artistico e culturale ma dalle mosse dei pezzi, come dice Duchamp, esserci “mosse invisibili” che destano una forte curiosità storico politica. (vedi i suoi Ready Made)

Famose erano le casse di spedizione delle sorelle Cone americane (grandi collezioniste) come di altri collezionisti nel mondo, casse spedite dalla Francia. Il bagaglio dei collezionisti non era soggetto a perquisizione e controllo doganale in quanto, una circolare del Ministero del Commercio francese – vista la morbosa passione feticista per l’arte francese da parte di molti collezionisti miliardari americani o associati al “Cartello del Cotone ” e altre lobby favoriva ‘esportazione.

Per tale merce la guardia di finanza marittima aveva un occhio di riguardo o spento per tanto pingue guadagno in entrata in cambio di roba di poco conto e valore artistico.

Picasso, stallone Puro Sangue

Pablo Picasso, purosangue campione di razza spagnola (tale si fa credere), verrà ingaggiato dalla signorina Gertrude Stein ed avrà la sua generosa scuderia finanziaria nell’Illinois, regione Usa con la quale svilupperà proficui rapporti politico finanziario e culturali adottato tra i gangster di Chicago.

La sua famosa opera Les Demoiselle d’Avignon qui otto analisi, è un quadro che mostra cinque prostitute di un bordello anonimo la cui origine del titolo dell’opera è dubbia in quanto l’Avignion francese e l’ Avinyò spagnola, hanno quasi la stessa fonetica, distraendo il ricercatore dal percepire quale delle due fosse stata la vera sede operativa dei Cubisti spagnoli. Si scoprirà che lo saranno tutte e due.(gemellaggio)

La calle Avinyò” (via), è una strada di Barcellona in zona Porto. In quella via si presume sia stato consumato il duplice omicidio con relativo taglio della testa quando un giovane ufficiale di marina francese sceso dalla nave per recarsi dai cubisti per trattare l’egemonia militare e la legalità finita allo sbando, davanti ad una apparizione di tanta crudeltà efferata il capitano svenne. Racconterà di lui Gertrude Stein che un ufficiale le aveva confidato di avere visto le due teste tagliate dei suoi agenti ambasciatori, messe in bella vista sui fanaloni anteriori dell’auto sostata in mezzo alla strada che lo attendeva. Questa esecuzione malavitosa dava subito da intendere ai francesi chi comandava gli affari in Barcellona.

Barcellona : zona Porto, calle Avignyò

Il capolavoro picassiano porta invece un titolo in francese, ma se volessimo spostare lo sguardo sul percorso della via Avinyò, quartiere Cubista di Barcellona in direzione porto, l’auto di Francis Picabia (residente in Barcellona) andava direttamente all’ Avignon francese, gemellando le due città.
La strada litorale che dal porto di Barcellona per Picabia porta direttamente ad Avignon , diventa una strada di grande interesse ispettivo, perché strada che collega più basi operative, formazione para intellettuale e paramilitare per la funzionalità nelle cospirazioni dell’Avanguardia francese.

La carrettiera invisibile che darà lustro alla Storia delle Avanguardie francesi, è parte della stessa strada maestra che da Barcellona ad Avignon (FR) converge i traffici presso un piccolo porto che verrà tenuto segreto alla Storia dell’Arte dagli stessi artisti falsari. Questa piccola ma famosa “strada” (percorso automobilistico) tocca diverse importantissime tappe dell’Arte moderna nascente, strada che assegna tanta chiarezza alla Storia del Cubismo e del Surrealismo spagnolo.
La strada interessata è quella che interrompe dal quartiere Hospitaletto in Barcellona verso Figueras, e che passa per le cittadelle Roses e Cadaqués ove erano collocate le sedi operative di Duchamp e Salvador Dalì. Stiamo parliamo della Carrettiera Roses, o via Roses oppure di Roses è la via?. Proseguendo dopo Cadaques, la strada su-su sale verso il confine francese in direzione Avignone. Alla sua sinistra convoglia un’altra strada segreta minore di montagna dove affluiva la merce di Picasso, merce prodotta tra i contrabbandieri baschi, merce “raffinata” e quadri cubisti prodotti nel suo quartiere generale, sede del marchio di fabbrica “Picasso” stabilimenti diretti dall’amico pittore cubista l’ex militare francese George Braque e altri meno noti della stessa scuderia.

Queste mappe geografiche spagnole svelano le triangolazioni di Basi belliche geopolitiche sensibili presso le quali si muovono i grandi artisti di Avanguardia nelle nostre indagini. Le tappe di quella strada toccano i quartieri generali cosmopoliti delle Avanguardia franco spagnole in “operazioni” congiunte prebelliche atte alla pianificazione della prima Guerra Mondiale e quella Civile di Spagna.
Ciò che sembra apparentemente fantapolitica vi assicuriamo che non lo è. Seguiteci.

Qui l’Arte si sporcherà le mani di sangue per la seconda volta sotto il regime espansionista del 26° Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt (1901-1909) ma che tale Presidente americano non vedrà realizzarsi appieno il sogno della sua vita: la conquista della Russia.
Passerà il testimone al Presidente n. 27 William Howard Taft (1909-13) e alla sua tremenda figliola guerrafondaia Alice Roosevelt, ed infine, al Presidente n. 28 Woodrow Wilson (1913-21) che porterà a termine l’impresa di conquista e distruzione della monarchia europea e russa, ma non piegheranno la Russa.
Ai tre i presidenti conquistatori del mondo, la Russia gli sfuggirà ancora per un soffio grazie all’astuzia politica di un simpatico demonio chiamato Stalin già informato sui fatti cosmopoliti, manipolandoli senza rivelarsi.

Il cliché dei Bordelli :

Targa di un Bordello italiano (detto Casino)

Nell’ottocento il Bordello francese, grazie alla Rivoluzione “popolare francese, diventa un modello universale da esportazione. I Bordelli si espansero nelle varie nazioni confinanti laddove le religioni chiudevano un occhio al peccato (ma ai solo militari). La sua ricetta era sempre identica: tre etnie di prostitute straniere e qualche nazionale approvvigionavano i Bordelli della lussuria, donne provenienti da aree poco cristianizzate come la targa insegna di Madama Elvì allegata dimostra. Le prostitute Elvi erano prevalentemente di nazionalità francese, abissine ed emiliane (Italia). Nel capolavoro di Picasso vediamo anche spagnole e marocchine. Ora, se osserviamo le etnie che compongono il bordello di Madama Elvì del 1930 e lo raffrontiamo al capolavoro di Pablo Picasso, notiamo una stana coincidenza etnica tra le prostitute. Se ne deduce che Picasso era già a conoscenza nel 1906/7 di un piano fascista antecedente e prossimo su scala europea, dove era contemplato anche il Bordello quale attacco diretto ai dogmi matrimoniali della Madre Chiesa Romana. Per ciò, esiste una ragione politica che esporremo durante l’analisi della nomenclatura monarca e fascista analizzando la loro opere e Arte.

I viaggi di Picasso in Italia coincidono coi “balletti russi”, una sorta di Congresso itinerante e di coinvolgimento bellico che toccherà diverse tappe militari nelle capitali europee che vedremo alleate nella prima e seconda guerra mondiale per lo stesso identico intento: la Russia.

Quei viaggi di Picasso in Italia lasceranno le impronte digitali del suo passaggio tra gli artisti italiani che aderiranno alla prima guerra e fascismo poi, come altre impronte lascerà sui palcoscenici europei laddove si mettevano in scena gli emblematici “Balletti Russi” (vedi a Napoli sede della Marina Reale, presso Marina Francese e la Marina Inglese.), Picasso fu il fornitore ufficiale degli emblematici “Congressi”.
Chi era veramente Picasso e quale ruolo assunse?

L’Alleanza delle tre armate che formeranno l’esercito del generalissimo Francisco Franco nella guerra Civile di Spagna saranno formate da: spagnoli, abissini, francesi e italiani. Quelle cinque prostitute sono la raffigurazione delle armate chiamate in causa che hanno prestato giuramento offensivo. Nel dipinto mancano le prostitute germaniche. I germanici li ritroveremo invece aviatori alleati ai volontari fascisti italiani nella Guerra Civile, quali sterminatori di anarco/repubblicani insorti a difesa della democrazia.

La Prostituta

Alla data della composizione delle Demoiselle d’Avignon la posizione dell’esercito tedesco non era ancora definita in quanto erano in corso (dal 1906) i preparativi eversivi per l’abbattimento di tutte le Monarchie in Europa. Per la casa reale di Spagna i piani eversivi erano già in pieno svolgimento da un trentennio, sia all’interno del regno, come nelle loro colonie dove si chiedeva ad alta voce l‘Indipendenza e la Libertà dalla Spagna senza nulla sapere sul loro futuro misero e destino.

Picasso e i cubisti rientreranno in questo svolgimento strategico dove, dopo aver visto della Spagna la definitiva caduta secolare, quell’impero monarca spagnolo scomparirà dalla scena geopolitica mondiale per essere diretto dal cosmopoliti promotori di quella disfatta. Con la sconfitta a Cuba, la Spagna perderà l’amministrazione metafisica assegnatale da Cristo per la loro devozione Santissima, (vedi la Santità di Isabella). Per chi mastica un poco di politica sa che i piani trentennali e cinquantennali di Stato vengono stillati dai militari futurologi; la politica poi dovrà scrupolosamente attenersi ai piani segretati coinvolgendo il popolo nelle “riforme” imposte dal Ministero della Difesa o dai conquistatori in caso di fallimento.

Les demoiselles d’Avignon. è datato a un anno dalla guerra Russia/Giappone e preceduto, si dice, da molteplici studi e forse, il suo vero titolo sarebbe stato “Las Señoritas de Avinyò “ non fosse per il fatto che, Parigi essendo la Capitale mondiale della prostituzione fu deputata ideale perché ampiamente cosmopolita e sempre alla Moda.

Parigi, metropoli spumeggiante, accogliente, disinibita ed onorata, fu sede di molteplici intellettuali del mondo. Barcellona invece, decaduta militarmente, non poteva vantare grande disponibilità e nemmeno disobbedire gli ordini della nuova matriarca Gertrude Stein , giovane ambasciatrice in Europa dei cosmopoliti americani, quindi, Barcellona, perse il suo primato anche per il fatto che, gli spagnoli (a quei tempi ) pur essendo stati colonialisti ed imperialisti furono ritenuti dalla signorina Stein ignoranti, svogliati agli studi e agli interessi industriali. (Gertrude Stein: Biografie sugli Artisti).

Le bateau lavoir Paris | Montmartre paris, Bateau lavoir, Vieux paris
Bateau Lavoir

La direzione della prostituzione in Parigi invece, verrà assegnata ad un pittore di modeste capacità pittoriche di origine olandese: Kees van Dongen, uomo alto, sofisticato, presuntuoso, di estrazione borghese, dagli aspetti classici e che ritroviamo non casualmente tra i membri fondatori del Bateau Lavoir sede “collegiale artistica” di Pablo Picasso. Il Battello di Picasso era di fatto una “Base Operativa” militante europea. Da quel momento in poi i pittori di Avanguardia vanno messi sotto lente d’ingrandimento per capire meglio il loro ruolo artistico, politico e organizzativo tra le lesbiche, le prostitute, le modelle e intrattenitrici cosmopolite parigine, arruolate in massa per la causa della rinascita di Israele sancita a Basilea, tutti come agenti devoti e senza scrupoli pronte a spillare sodi ai ricchi turisti russi, per l’autofinanziamento e intrighi politico sindacali in Russia. La lussuria sessuale dei sovrani e nobili russi fu un tema di propaganda moralista dei cosmopoliti russi, tema per la presa del Palazzo d’Inverno, giurando di moralizzarlo.

Scoppiata la prima Guerra Mondiale, tutte le prostitute parigine per ordine militare verranno ingaggiate al fronte per soddisfare le esigenze dei giovani militari , e per tale motivo le entrate “dell’organizzazione” vennero a meno. Di ciò si lamentava Gertrude Stein con Picasso per quella penuria economica di franchi francesi. Pablo Picasso, praticone e determinato, subito trovò la soluzione e rispose sfacciatamente: “Noi in Spagna abbiamo ottimi Tori ben dotati”. Lei sorrise. Da quel momento la prostituzione a Parigi fu allargata agli uomini per soddisfare le esigenze di tante vedove, separate e belle signore borghesi annoiate, mogli di militari e di ufficiali disposte anche a pagare per amore del piacere tanto trascurato… Le casse dell’organizzazione s’impinguarono nuovamente e la gioia sessuale riprese allegramente a suon di marcette libertine a passo di danza.

Tipico Bordello di lusso

Due opere sorelle

Les Demoiselle di Avignon
La danza” di Matisse: un girotondo di armonia in capo al mondo
Enri Matisse: DANZA

Le stesse anomalie delle Demoiselle le troveremo nell’analisi del capolavoro di Enri Matisse “Danza”, opera per la costituzione e finanziamento dell’Armata Rossa non ancora comunista.
L’Opera venduta ad un magnate del Cotone russo e a caro prezzo, era il proprietario del noto cotonificio “Filo Rosso” di Pietrogrado, dove avverrà la prima insurrezione russa nel febbraio 1917. Il Comunismo e la “Stella Rossa” sui berretti militari si realizzerà più avanti sopra le teste dei rivoluzionari riportando ordine tra gli insorti sottomettendo i cosmopoliti al nuovo regime popolare. La Dittatura del Proletariato.




Con Danza e le Demoiselle, siamo in presenza di due quadri PENTAGONALI promotori di alleanze militari protese alla conquista del Mondo industriale diventando icone sacre d’Arte Cosmopolita. (Girotondo introno al mondo)

Le prostitute, le lesbiche, le modelle, le ballerine europee come anche in questo caso in Russia, che tanto hanno contribuito al disfacimento morale dei nobili devoti allo Zar, erano cosmopolite animate per il rastrellamento di capitale e la creazione della “Penuria da Capitale” per poi applicare la Sindrome Cubana.

Con questa operazione intrepida, si era presentata per le donne una occasione politica importantissima: la partecipazione diretta alla politica non come soubrette ma come protagoniste.
Scopriremo anche in Russia nel loro operato per l’autofinanziamento, la creazione di un esercito femminile e femminista di formazione russo-ebraica che s’imporrà in tutti i campi sociali, sghettizzando le donne in marcia verso un nuovo ruolo che le confà.

La parola Liberazione tra le donne prenderà connotati sociali diversi e non più fortemente militari o rivoluzionari. La Liberazione è per le femmine ebree promotrici una promozione in campo alla subalternità dai Fratelli maschi; donne in marcia verso un altro modo di costruire un futuro prossimo industriale che annetti la loro presenza in direzione. Nelle Avanguardie francesi invece, scopriremo nella rivoluzione femminista una, Gertrude Stein Grande Sacerdotessa Matriarca officiante anche funzioni religiose e non solo lei, tenendo nascosto alla storia il proprio ruolo Leader .

archive photo of Picasso at the age of 23 years, in 1904... handsome :) |  Picasso self portrait, Picasso art, Famous artists
Pablo Picasso

1907:
Picasso porta a Parigi le Demoiselle dichiarandole un opera Cubista quando di cubismo nessuno ne capiva una cippa. Parigi comincia a domandarsi cosa fosse il cubismo mormorando l’avvento di un matto più matto di Enri Matisse. Era un nuovo immigrato, un duro e deciso, uno che non si tirava indietro a niente e nessuno e che voleva conquistare un posto al sole a Parigi; praticamente un capobanda cosmopolita spagnolo, uno che non rispetta le vecchie regole imponendo le proprie. Picasso, arruolati i nuovi adepti., fonda Bateau Lavoir imponendo il rispetto per se e il suo monopolio economico in Arte.

1908;
Il gruppo più consistente di artisti stabilitisi quell’anno al Bateau Lavoir di Pablo Picasso è composto da: Georges Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Tahiti adunatisi in onore del gran pittore (Patriarca) Rousseau detto il Doganiere.
La cornice evidenzia un “Quadretto di Famiglia” che aduna tutti i componenti di spicco di Avanguardia ed altri artisti che si aggregheranno al gruppo storico.

Quindi, Avanguardia nel 1908 diventa una nuova “formazione artistica”, ovvero, un gruppo omogeneo di artisti rigorosamente della stessa origine etnica anche se di popoli diversi, adunati sotto forma di Clan, Lobby o Mafia. Tutti i componenti di Avanguardia sono rigorosamente di origine ebrea tranne qualche gregario esterno di fede cattolica lasciati perennemente in anticamera. Finti sacerdoti Cattolici e finti Pastori, verranno impegnati nelle scalate religiose per il controllo e dominio delle Chiese come la Culture e Formazione in Francia e più tardi anche del mondo.

Domanda: Qual è il motivo cardine di una simile adunanza in Arte?

Le indagini proseguono a pag. 2/2 sull’origine di frantumismo grafico.


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I Cubisti

Corilla n. 55

Bello come un Dio

I tuoi occhi perfetti appuntiti
i bei riccioli d’oro sparsi
la bocca d’amore su di me
ti guardo estasiata stasera.

E t’accarezzo le tonde spalle
il bel nudo petto sollevato
vergognandomi sotto te scomposta
tu che mi osservi un filo canaglia
mentre d’Unicorno mi torturi dentro
devastata nel mio baricentro.

E ti esalto: “Andrea sei bello come un dio”
vergognandomi di ciò che ho detto
ma è vero, giro il volto sconvolta
esalandolo un altra volta:

“Andrea come sei bello… ”
beata nell’essere tua prescelta
accarezzandoti digitale la testa
tra i riccioli tuoi d’oro dispersa
cedendomi esplosa rosa fiorita
al tuo beffardo sorriso divertito.


Cubisti – Il cubo magico.

Chi sono i Cubisti?
“habitantes de los Cubos.”

La teoria d’Arte che il Cubismo sia ciò che attribuiamo come una invenzione pittorica di Pablo Picasso ha bisogno di una seria riflessione politica e storica. L’idea della tecnica pittorica raggiunta da Picasso nel quadro “Les Demoiselle d’Avignon” nasce nell’inverno 1906/07 presentata poi a Parigi di ritorno dalla Spagna furono elaborate da molti studi preliminari.

Barcellona: vista aerea.

Con il materiane Biografico circolante al di fuori del circuito dalle Accademie d’Arte su Pablo Picasso, risulta che l’artista sia un personaggio ancora sconosciuto e tutto da riscoprire.
Se ne deduce che, il Picasso artista che conosciamo non è il Picasso reale che ha movimentato la storia politica europea nei primi del Novecento. Le sue pagine oscure sono ancora segretate e inaccessibili piombiate negli archivi dell’Arca delle Alleanze.

Chicago: vista dal faro

Che fare?
Per ricostruire la reale Bibliografia di Picasso e aggiungere memoria alla memoria ci dovremmo trasformare in fantasmi e raggiungere Chicago regno dei gangster per estrapolare qualche notizia in merito, impresa non facile. Perché a Chicago?
Perché Chicago era ed è ancora, la base logistica di molte gestioni truffaldine economiche mondiali ai danni di tanti stati che non scelsero il loro modello social capitalista del Novecento ma lo subirono con la forza e con l’inganno.
Chicago, come protettorato del malaffare internazionale, divenne nei primi del secolo una metropoli potente al punto da essersi imposta al di sopra degli Stati americani, interpretando le leggi finanziarie a modo loro. Stranamente le strade oscure di Picasso ci portano sempre a Chicago. Perché?

Chicago !967: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso

Per capire questo concetto oscuro bisogna fare una passeggiata a ritroso nella Storia dell’Arte e precisamente al 1905 in Europa. Questa data sta diventando una ossessione, ma è l’ora “X” di una serie di eventi che cambieranno il corso della storia mondiale.

Nel 1905 dopo la sonora sconfitta dei cosmopoliti Bundiani nella Russia occidentale, (durante la guerra Russia-Giappone) i BUND si erano alleati ai cosmopoliti insurrezionalisti europei per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, per poi ripiegare invece in massa, perdenti e squattrinati a Parigi. Picasso un anno dopo volle – a favore alla sua comunità ebraica spagnola – mettere a disposizione la propria capacità organizzativa di capo gang e pittorica dopo le relazione oscure avvenute tra i cosmopoliti di Spagna e Francia. L’artista si animerà per la creazione di una traffico illegale gestito coi contrabbandieri Baschi esportandolo definitivamente in Francia.

Incontrerà a breve l’ereditiera Gertrude Stein. Da quel momento la sua vita subirà una trasformazione radicale. La Stein lo inciterà a creare uno stile pittorico personale distaccandosi da tutti, affiancandogli esperti del settore per le lezioni d’aggiornamento concettuale.

Dal 1902, i dominanti in arte furono i Secessionisti viennesi . Gli austriaci, ottimi pittori e grandi decoratori, avevano messo in moto questa corrente artistica, dimostrarono di essere – per raffinatezza e maestria – la punta di diamante del collezionismo europeo portando a casa le più belle commesse d’Arte, commesse capaci di squalificare le Avanguardie francesi in campo.

Per sbarrare il passo ai Secessionisti, all’Avanguardia francese serviva una “strategia bluff” ; quindi, mentre le armate sotto il controllo cosmopolita preparavano i piani segreti d’invasione ai Reali di Germania, Austria e Russia le Avanguardie progettavano la successione del potere in Arte.

Per mettere fuori gioco i Secessionisti viennesi bisognava creare un Mercato artistico bluff, una critica feroce di arretratezza diventando per l’avanguardia ciò ed diventa una priorità politica assoluta. Il fine commerciale sarebbe quello di inserire i beni dei sovrani d’Austria nella lista nera dei beni imperiali austroungarici da sequestrare. I cosmopoliti polacchi, tedeschi, rumeni, bulgari ecc. furono rinforzati economicamente con capitali ombra attraverso le Avanguardie artistiche francesi impegnate a creare confusione e disordini nelle culture dei popoli da conquistare.

La trama

Salomè: Gustav Klimt

Per i cosmopoliti il futuro di Vienna, Mosca e Berlino erano capitali già capitolate. Era solo questione di tempo. Per i cosmopoliti del nuovo mondo industriale non c’era posto per altri che non fossero loro stessi alla guida della grande rivoluzione industriale del XX° secolo e la creazione dei più estesi monopoli mondiali. L’egemonia delle scienze e della tecnica era una strategia sotto il diretto controllo delle loro Banche che intercettavano capitali, cambiali, lettere di credito e giri d’affari delle più grandi industrie. Nessun era ammesso al di sopra di loro, neanche ai RE. Inoltre i cosmopoliti volevano il monopolio assoluto di tutte le Corone imperiali, poteri militari, politici e legislativi di ogni stato conquistato.

Lo scacco di Picasso

La mossa strategica per la rivoluzione post 1905 partirà da Enri Matisse dopo il presunto ritiro forzato di Claude Monet e il Gran Maestro Paul Césanne per limite d’età e malattia del secondo, proponendosi Enri Matisse con la “linea” più dura dei Fauve. I Patriarca dell’impressionismp andavano sostituiti perché non impressionavano più nessuno, sia come pittori che amministratori dei capitali americani nell’organizzazione i volontari alle guerre. I grandi gruppi finanziari americani avevano si, allertato gli stati Fratelli interessati alla futura spartizione dei nuovi regni, ma il fallimento degli insorti in Russia portò un forte ritardo e sconforto alla riuscita della conquista.
Si trattava ora di creare “nuove trame” tessute dalle Avanguardie. I grandi Cartelli del Cotone e Acciaierie riconfermarono la fiducia agli insorti, rifinanziando le operazioni di preparazione alla nuova invasione. Nuovo giro di regali, nuovi artisti sconosciuti da finanziare e , nuovi Movimenti da creare.

La Torre Eiffel fu la punta che meglio organizzò la rivoluzione culturale, politica e militare col nuovo Giappone non più diretto dall’Imperatore sovrano ma nazione diretto ora dal Ministro del Commercio estero.
Nel 1905 il Giappone attaccherà sul lato sinistro la Russia. Gli insorti Bundisti attaccheranno la casa reale dello Zar con volontari rivoluzionari sedicenti marxisti rivelandosi poi non esserlo. Monet, il patriarca dei Cosmopoliti filo americano-giapponese, aveva goduto un successo artistico non di poco conto. “andando alle stelle” le sue quotazioni grazie al capitale di copertura delle “strisce bianche e rose e stelle”.

Sempre nel 1905 la Repubblica Dominicana (isola sottostante a Cuba) vede un susseguirsi di Presidenti democraticamente eletti ma il debito estero nei confronti degli Usa cresce sempre di più, tanto che nel 1905 questi assumono il controllo doganale della Repubblica finendo per impoverirla ulteriormente. Iniziano già l’anno successivo una serie di rivolte e conflitti interni con vari colpi di stato che porteranno nel 1914 il presidente americano Wilson a lanciare un ultimatum alle fazioni in lotta: se non avessero trovato un accordo sarebbero stati gli Stati Uniti ad imporne uno. (come fece T. Roosevelt in Russia contro il Giappone). La dura repressione della Repubblica Domenicana farà il giro del mondo intimorendo i Latini.

interno di un cotonificio

Nel 1905 in Francia nasce FAUVE di Enri Matisse, palestra violenta per la preparazione di futuri “quadri ombra” cosmopoliti, uomini particolarmente duri da impegnare in operazioni dove la vita personale entrava in gioco. Gli allievi preferiti ai corsi “artistici” di Matisse, erano prevalentemente giapponesi e ragazzi violenti di Chicago, specializzandoli ancor più in crudeltà. Ed è in questa occasione che il duro Picasso capobanda, avvicinerà Enri Matisse per soffiargli metà del guadagno investito dai cosmopoliti nell’Arte come finanziamento occulto da parte del Cartello Internazionale del Cotone, di cui Matisse era un rampollo discendente di quella categoria, direttore politico fiduciario alla conquista globale di quel settore merceolo-gico per la creazione della prima Lobby “multinazionale” che governerà per decenni e decenni i prezzi dei filati a livello mondiale.

Pablo Picasso, presso Matisse e Gertrude Stein non solo verrà a conoscenza dell’intrigo internazionale in atto, ma da buon spagnolo ebreo, volle diventare il governatore (Patriarca) della sua Squadra politica: i Cubisti di Barcellona. Presso Enri Matisse, Picasso conoscerà i ragazzi di Chicago che daranno vita negli anni nel proibizionismo alla mafia emergente ebrea che riprenderà il controllo politico di tutte le mafie americane ed estere dopo dalla sconfitta di Al Capone.
Da wikypedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Chicago_Outfit

Al Capone

La Chicago Outfit inizialmente fu un “Sindacato del crimine” composto da gangster italiani ed ebrei, guidato da Giacomo “Big Jim” Colosimo, originario della Calabria e immigrato a Chicago nel 1895. Colosimo non tardò a creare grazie anche alla moglie maitresse Vittoria Moresco una serie di case di tolleranze in tutta la città e divenne un potente sfruttatore di prostitute. La ricchezza e il potere di Colosimo aumentarono a tal punto che gli strozzini della Mano Nera  incominciarono a chiedergli le tangenti .

Ma i cubisti di Barcellona non andavano tanto per il sottile neanche loro. Reduci di comportamenti violenti e terroristici in America latina durante l’impero spagnolo, sia in Francia che Europa faranno rispettare i loro interessi

Però una cosa aveva capito allora Picasso – anche se giovane ed ancora ingenuo come truffatore – egli era cosciente che la Spagna era l’unica candidata in Europa e nel resto del mondo occidentale in grado di realizzare questo nuovo modello concettuale di unione delle Arti, come lo fu in passato la Zarzuela adunatrice interclassista tutte le espressioni geometriche di un capoluogo cubista come Barcellona, capitale labirinto, dedalo urbano ottimo per gli agguati e controllo territoriale ove scegliere i più intrepidi uomini a difesa di un nuovo prodotto sfacciato che nessun sfidante in arte fu in grado di immaginare: “L’Arte Bruta” o brutale.

La letteratura spagnola invece, non ebbe il successo sperato pur avendo grandi artisti. Ma si sa, l’analfabetismo in tutto il mondo predilige come vettore culturale il canto, le poesie,le preghiere, i proverbi, gli aneddoti ed altro ancora, fonte depositaria della cultura nobile e rurale di un popolo. Ancora oggi i Latini sudamericani leggono poco, ma conoscono a memoria una infinità gamma di liriche delle proprie canzoni, prevalentemente rivolte alle questioni di “corason” (cuore) quale sede dell’Anima e delle passioni carnali. Infantili ed ignoranti per volere del potere mai latino, la riproduzione della carne è il perno sul quale ruota come una trottola “Vida y Muerte” (Vita e Morte)

Le sensazione, il presentimento, il sentimento, l’erotismo, l’orgoglio, il rispetto altero ed altri atteggiamenti che concorrono a creare la cultura autoctona di Spagna, in cinquecento anni di esportazione di tale cultura cavalleresca del “gaucho” diede vita a un modello politico ed urbano che ancora oggi domina l’America Latina, special modo nella suddivisione geometrica urbana in “Quadre”, agglomerati riquadrati su modello Cubista di Barcellona. Ma la “Quadra” urbana diverrà il modello per molte città d’oltreoceano, tra queste Chicago nata sulla spinta dell’immigrazione forzosa di latini e sudisti del mondo.

Questi concetti ed altri radicati nella cultura popolare, trasformo uno spagnolo in fante e il capitano in conquistatore che non fa a metà con nessuno, ciò fu causa di continue perdite territoriali ed imperi. Picasso no, Picasso è un Fante ne un Conquistador perché non è spagnolo, ma eclettico intrepido avanguardista, ombra cosmopolita.

Chicago: monumento a Picasso

Arte e Capitale 3/3

III°
Arte come Errore amato e armato

Philippe Daverio
Philippe Daverio splendido critico d’Arte italiano.

Philippe Daverio se ne è ben guardato di andare oltre quella sua scoperta che stava dietro la parola “Avanguardia” inventata da Giulio Cesare per sondare il terreno dei nemici e attacchi di sorpresa. Daverio limitandosi ad accennarla si esonerò dalle responsabilità del caso, come se, in politica tutto ciò fosse non una novità; ma lo fu certamente per il mondo dell’ARTE che sempre tace per non sollevare un polverone storico..
Philippe Daverio rese pubblica la sua scoperta in modo soft, gentile, col sorriso sulle lebbra, ironico, astutamente  ingenuo come sempre, come chi  ne parla senza ragion di causa come dire: chi vuol intendere  intenda, insomma un suggerimento. Ma  come asserisce la cosmopolita  Rita Levi Montalcini, neurobiologa quando afferma che, l’intelligenza umana sia nata da un errore del cervello evolvendosi, così fu per l’Avanguardia una volta che ebbe profanato l’Arte classica perseguendo nell’errore di genere in un Arte Moderna senza sapere dove ci avrebbe portato.
Di quest’Arte Moderna se ne parla sempre meno e senza capire a fondo di cosa si stia parlando, sostenendola comunque ad’oltranza nell’errore fino al diniego assoluto amato ed armato.

Balla e Despero futuristi: “ costruiremo milioni di animali metallici, per la più Grande Guerra..”.
boccioni
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Citazione:

Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà morale e fisica viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.

Karl Marx, “Miseria della filosofia”

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