Arte o macchine della scrittura?

8263c31c28d9f56788fb077fdd4f9b0b

Gertrude Stein, non ancora nota conferenziera, essendo di origine ebraico-tedesca la si presume di Loggia “Aschenazita”. Un legame profondo legherà i tedeschi d’America coi fratelli  aschenaziti d’europa.
Convertitasi al Giudaismo primario d’America gli resterà fedele fino alla morte. La miscela etnica Aschenazita e tedesco-americana, la Stein aveva le carte in regola per la creazione di un sistema forte di natura nazionalsociale da opporre al Comunismo. Dopo il successo della Grande Guerra 1914-18 ai danni dell’impero austroungarico, la vedremo ideologa e collaboratrice durante del regime nazista.

La vedremo anche promotrice per la  nomina di Adolf Hitler a Premio Nobel, ma poi, quando il mostro Nazista, sfuggirà al controllo dell’Alleanza, la Stein come molti ebrei si batterono per polverizzare la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini e il Giappone imperiale coalizzati sullo stesso asse. Roma- Berlino- Tokio.

Gertrude Stein,  capitalista ma intellettualmente onesta, non ha mai negato la sua origine ebraica, anzi, l’ha sottolineata più volte, cosa che  farà anche la sua amica del cuore Alice B. Toklas della quale, poco si sa e poco trapela sulla sua origine vera. Lei affermerà nelle nella “Autobiografia di Alice Toklas” di essere di origine  ebreo-americana,  essere di origine Californiana, con alte conoscenze di Stato  che le permetterà di cambiare le generalità di agenti segreti e rifugiati dando nuovi documenti ufficiali. Ma da un dettaglio inquietante, non solo la si saprà di genitore paterno francese, ma anche pedina sulla scacchiera ebraico-giacobina francese sotto la giuda del noto scacchista Marcel Duchamp che la utilizzerà nelle sue partite d’azzardo e mosse strategiche.

Fu il Poeta Invisibile a dare ordini a Duchamp di usare Alice Toklas  per  spiare la stessa Gertrude Stein? Questa è normale  prassi dei Servizi segreti di tenere sotto crollo i propri agenti anche se fedelissimi, in quanto, i crolli psicologici per stress avvengono sovente. Negli ultimi anni di vita di Alice Toklas, per il trattamento inflittole dalla FBI ad opera degli eredi di Gertrude Stain, si porterà verso la conversione Cristiana per due motivi:

  • il primo è d’amore verso Gertrude sentendo il suo  spirito defunto  aggirarsi nelle stanze riconoscendo la presenza dell’anima viva in una vita extra terrena, cosa che l’ebraismo nega in modo assoluto.
  • Il secondo motivo fu, che nelle “Autobiografie di Alice B. Toklas” e in alcune ricette (in codice), la Toklas svela molte responsabilità sugli intrecci della Comunità Ebraica  ai danni dell’Umanità europea e russa nelle tre guerre mondiali fratricide. (Guerra zero la rima e la seconda guerra mondiale)

Per tale motivo Alice entrò come altri americano-europei (vedi Duchamp) nel mirino della FBI quale spia comunista per l’esportazione di materiale scientifico atto alla costruzione dell’Atomica russa, quindi per questi ed altri motivi ancora, le furono requisiti tutti i beni materiali e patrimoniali acquisiti durante la vita di coppia con la Stein riducendola in miseria (Ragione di Stato). Ciò mette in luce che, alla fine di una vita sotto mentite spoglie di “artisti”,  l’Arte vera, si presenta in tutto il suo mistero, imponendosi per confonderci e smarrirci nei suoi misteri.

Gertrude Stein, donna di lettere, grazie all’opera enigmatica del Poeta Invisibile francese, studiandolo a fondo imparerà a mettere tra le parole  le soluzioni enigmatiche utilizzando la “circolarità della frase” criptate, metodo per ingannare spie e lettori – come la stessa Alice Toklas che, nonostante che, quelle frasi riscriveva a macchina di giorno gli sfuggivano i sensi annessi delle misteriosi notti di Gertrude stando e la Sirena che stava in fondo al mare.
Il piacere di Gertrude Stein era di ingannare l’astuta Alice e il piacere della Toklas era di scovare i messaggi criptati dell’amata Gertrude. In questo idillio intellettuale, l’astuzia le farà innamorare una dell’altra. Mai ignare nemiche, si sfidarono anche se sospettose, divertendosi assai ambedue. Divennero amanti intriganti non tanto per il sesso che con l’arte e  la storia ha poco a che vedere,  ma per il piacere dell’anima  quando diventa gemella di tradire e rincorrere e amare la gemella. Da qui, l’attributo convivio Lesbico.

Ambedue amavano la Francia e l’America in quanto Stati  alleati da sempre, e dobbiamo ammetterlo servirono le rispettive patrie a meraviglia. Ambedue comunicavano con dovizia religiosa riportando ogni cosa ai Superiori, Grandi Ufficiali e severissimi intelligenti. Sui loro superiori si potrebbero aprire oscure cartelle (dossier)  che stanno emergendo in queste indagine. Ma per la complessità storico militare si rischia di uscire dal tema Arte, e di essere forvianti. Il nostro compito artistico invece è indagare sulla “Fine dell’Arte” come la fine di un mondo per cercare di comprendere il meccanismo intrinseco sull’autodistruzione.
Ma per noi artisti poco importa per comprendere meglio l’Arte Moderna scatenata all’inizio del secolo novecento da una truffa intellettuale. A noi interessa liberare l’Arte dalle catene della disonestà intellettuale.

Perché Gertrude Stein scriveva di notte e Alice Toklas traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e eschimesi dove per fondo non s’intendo l’abisso sottostante profondo, ma infondo intendevano oltre l’orizzonte del mare, la dove ci sono le verdi praterie.
I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso e ancora sconosciuto alla moltitudine europea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina scrivente viene menzionata  in codice come “stufetta elettrica” e, l’installatore manutentore responsabile del “centro dati” del paesino “vacanziero” di Belley, base logistica vicino al confine di Ginevra, dove tutto si tramerà, sarà noto col nikname l’ “Elettricista”.

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse nel 1905 non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto poteva “tradursi” già in tipografico editoriale grazie alle telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)


Foto:Samuele Morse,
pittore pluridecorato inventore USA dell’omonimo linguaggio  Morse e telescrivente.

 


 

cri_000000434540linguaggi criptati: 

Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’

Traduz. 1 “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi dalle parole squisite”

Traduz. 2 “Schiva i lividi degli eschimesi con parole squisite ”

Pizza per nastrini  di Telescriventi?

 

cf7d327806b868dd312c06538c115089     Foto : DADA Tristan Tzara

 


home page
Gertrude Stein

Picasso: ritratto da Juan Gris

Il tricolore di Picasso 

2 picasso prw

Sul finire del 1905, Montmartre-Parigi, fu invasa da una comunità ebraica internazionale allo sbando trasformando quel quartiere urbano in un  “Ghetto” mimetizzato.Il quartiere era affollato prevalentemente da insurrezionalisti internazionali reduci sconfitti  da battaglie a sostegno dei moti popolari di piazza nella  Russia durante la guerra del 1905 contro il Giappone.
La Rivoluzione Bundista (BUND ebrei di stampo socialista), forza animatrice per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, le Forze Armate non previste dei Cosacchi non permisero di portare a termine quel Colpo di Stato.
Vigila nella comunità ebraica una sorte di regola (molto rispettata) che chi chiede prestiti  d’impresa – tra loro – e fallisce, deve con le proprie forze e inventiva onorare il prestito. altrimenti scattano le sanzioni debitorie accompagnate da pesanti interessi sul capitale ricevuto (Spread). La comunità colpita, coinvolta insieme,  si fa carico del debito risparmiando anche sul pane. Le comunità ebraiche di Montmartre si strinsero intorno attivando la sussistenza. Ma poiché la loro operazione bellica rientrava nella strategia americana nella guerra russo/giapponese, nei confronti degli insorti avevano un debito morale organizzando la ripresa economica. con aiuti umanitari. E’qui che entra in scena Gertrude Stein agente. 

Scriverà Gertrude Stein sulla biografia di Picasso:

 “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Rileggendo il testo attentamente notiamo che i tre periodi colorati di Picasso:  Blu, Rosa e Nero,  corrispondono a tre tempi socio-politici diversi. Nel “Periodo Blu” legò il suo impegno a favore della casa Reale di Spagna, (sangue blu). Gli resterà vicino fino a quando un ventennio più tardi il Sovrano  sarà  sotto scacco  dei Liberali e i “motti popolari”.  Picasso ai sovrani regalerà due aerei da guerra. Nel Periodo Nero, o squattrinato, anche lui doveva sopperire con aiuti alla comunità ebraica spagnola reduce della guerra del 1905, mentre nel seguente “Periodo Rosa” l’artista piantò le radici nella ricchezza grazie ai collezionisti americani, curati da  Gertrude Stein quale piazzista e garante (1906). Coi proventi delle vendite cubiste l’artista finanzierà le operazioni prebelliche che  sfoceranno nella Prima Guerra Mondiale: nome in codice “Parade”.

images

Superato lo shock nero, Picasso tornerà dalla Spagna in Francia entusiasta col suo nuovo progetto Copyright, il “Cubismo” . A  quel punto dichiarerà chiusi  i  tre “periodi”  colorati della sua gioventù.

Foto: base logistica di Picasso e dei capi “cubisti in Spagna.

Nota: Cosmopolita,  colui che riconosce o rivendica il Mondo come Patria o di luogo nascosto in cui far confluire caratteri, motivi, interessi universali della Lobby.

Domanda: Come funzionarono i piani insurrezionali dei Cosmopolita per conquistare uno Stato estero e far crollare i Governi in carica? Nella guerra Ispano-Americana del 1898 la corona di Spagna si trovò a combattere sulla questione CUBA. La Spagna perderà con essa la flotta navale e il possesso coloniale dell’isola come anche i porti dell’intera America Latina. In una lettera intercettata  di José Martí, al suo amico Gonzalo de Quesada i quali animavano la rivoluzione cubana per l’indipendenza dalla Spagna scrive il 4 dicembre 1889 mettendolo in guardia sulla possibilità di un intervento decisivo statunitense:

“Sulla nostra terra, Gonzalo, grava un altro piano più tenebroso […]: il diabolico piano di forzare l’isola, di farla piombare nella guerra per avere il pretesto per intervenirvi e con il credito di mediatore e garante, tenersela per se”.

Quindi la caduta di Santiago di Cuba avvenuta nel 1898 segna il tramonto della presenza spagnola in America. Cuba diverrà l’esperimento americano d’esportazione per tutte le rivoluzioni avvenire: l’Embargo (termine coniato dalla marina militare americana a Chicago), ovvero: affamare il popolo per farlo ribellare ai propri superiori e intervenire poi con gli “Aiuti Umanitari” come grdto di clemenza internazionale. Di fatto quel porto marittimo finito sotto il controllo degli Stati Uniti, proprio perché gli Usa si erano affacciati al mondo come il “Mediatore e Garante” dell’isola, Cuba divenne per decenni il “Porto Clandestino” strategico da dove far partire tutto ciò che di illecito potesse raggiungere l’Europa e viceversa negli Stati Uniti.
Le Rotte marittime Cuba-Spagna le ritroveremo approvvigionatrici di capitali illeciti, contrabbando di armi, droga, articoli, sussidi  per finanziare i cosmopoliti europei per nuovi piani d’intervento strategici, ancora una volta, contro la Russia. Useranno le Avanguardie artistiche come manovalanza per l’invasione culturale e ideologica. Su questo principio bellico, Cuba diverrà in futuro una colonia americana fantasma, base affaristica di tutti i Capi Mafia e Gangster cosmopoliti mondiali.

Gertrude Stein, aveva messo gli occhi sul Fratello di fede Pablo Picasso ingaggiandolo quale futuro governatore ideale per tali traffici in Spagna. Si trattava di integrare il piccolo contrabbando di Pablo Picasso col grafo di Ufficiale nella Marina Militare americana nella grande organizzazione mondiale Cosmopolita: “l’Arca dell’Alleanza”.

2 picasso prw

Juan Gris: Ritratto di Picasso del 1912.

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80"><em>S</em>ebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: <em>“Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.<br></em>Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell'Alleanza. Aveva ancora i capelli.Sebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: “Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.
Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell’Alleanza. Aveva ancora i capelli.

FOTO: Pablo Picasso in Uniforme

Juan Gris muore l’11 maggio 1927 a Boulogne-sur-Seine senza vedere la sua programmata Guerra Civile di Spagna, tanto simile a quella cubana, e che erigerà al potere il Generalissimo Fancisco Franco deporre il sovrano: Alfonso XIII di Borbone e governare al posto suo per conto del grande “Mediatore Garante”.
Per il Grande Mediatore (USA), la Spagna Repubblica era troppo inquinata di Anarchia, Socialismo e Comunismo e quindi da ripulire. Dopo l’esempio rivoluzionario popolare del 1917 che vedrà Lenin beffare il “Grande Mediatore” finanziatore, la Spagna divenne per precauzione il primo laboratorio di sterminio di masse delle Sinistre europee e sperimento della guerra tradizionale da trincea trasformarsi in guerra urbana e quindi la legittimazione di bombardare i centri civili e città dal cielo: Barcellona e Guernica.

Nel 1906 Juan Gris si trasferisce a Parigi e diventa amico di Henri Matisse, Georges Braque e Fernand Léger (gran soggettoni pure questi)

matisse-henri.jpg
Braque
AVT_Fernand-Leger_9876

L’indagine continua…


juan_gris_foto2
biografia_juan_gris_1

A differenza di Picasso e Braque le cui opere sono  monocromatiche, Juan Gris si concentrerà  sulla pittura a colori vivaci, l’ordine e composizione equilibrata.

L’indagine continua..


home page
Il Cubismo

Gertrude Stein: Ritratto di Picasso

Il Pittore visto con gli occhi dalla modella.

c5514dc6b098a5a8194b36cdf54c925a

Come scriverà Gertude Stein nella biografia intitolata: “Picasso” (ed. Adelphi): “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Foto: Getrude Stein, Parigi 1904

Clima politico.
Siamo nel 1906  a Parigi, “i colori sono molto costosi” dicevano: “non ce li possiamo permettere”  e utilizzavano quel poco che bastava per fare apparire un immagine, un quadro. Indagando si scoprirà che ciò non era vero, il motivo era un altro, era religioso.

Da qui partono le indagini sull’ereditiera americana Gertrude Stein e Pablo Picasso.

Gertrude Stein nasce in Allegheny, 3 febbraio 1874, Pennsylvania, città americana industriale nota per i suoi laminatoi e le acciaierie. Sull’origine della fortuna economica  di famiglia Stein, poco si sa se non che il padre dirigesse in città una linea tranviaria di proprietà. Nell’universo letterario dell’arte poco si sa di lui , qualcosa verrebbe fuori dai testi teatrali scritti da Gertrude, ma non essendo egli pertinente alla storia dell’Arte la figura paterna passerà in secondo piano anche se, come figura politica e che abbia determinato la costruzione del carattere di Gertrude,  sapere qualcosa in più di lui risolverebbe certi aspetti politici avvenuti in Bruxelles, città chiave di lettura degli avvenimenti politici europei e dell’universo delle Avanguardie, ma soprattutto del perché Bruxelles  è stata al centro di grandi eventi storici succeduti in Europa per diversi secoli.

I fratelli Stein sono cinque, tre maschi, lei e la sorella Berta. Quelli che  arrivano a Parigi nel 1904 via Londra sono Leo e Gertrude, attorno ai quali, ruota la storia dell’Arte delle Avanguardie dei primi ‘900. Dovendo gli Stein  distribuire a Montmartre una discreta somma di danaro come “aiuti umanitari” della Comunità ebraica americana alla Comunità ebraica europea caduta in disgrazia durante i motti in Russi 1905, Gertrude Stein, dopo essersi guardata intorno a Parigi, puntò gli occhi su in certo Pablo Picasso, pittore chiacchierato,  per meglio sondarlo da vicino, e se il caso d’ingaggiarlo per ulteriori piani eversivi futuri.

picasso

Gertrude seppe di Lui da un uomo della “Centrale” e volendo sondare sulle acclamate capacità sovversive, organizzative ed intellettuali, lo volle avvicinare. Perché scelse Pablo Picasso e non altri artisti contemporanei più noti e più bravi di lui?

Fiuto di donna?
No! Gertrude Stein seppe dai suoi informatori di un certo  Pablo Picasso da contattare quale piccolo capo banda di un gruppo di manigoldi e truffatori rigorosamente ebreo-artisti che si animavano nella illegalità di Montmartre per campare ed imporsi. La sua  Centrale Ebraica stava creando piccole gang  locali in Parigi (città cosmopolita), per la ricostruzione di gruppi dal forte carattere spregiudicato per  imprese ardite a cui affidare la gestione di merce illegale proveniente via Spagna dalle Americhe. Ma essendo la Spagna da poco vittima perdente nella guerra di Cuba contro la marina USA, nessun spagnolo amava dare servizi agli americani e Gertrude era americana e quindi doveva avvicinarsi al giovane Pablo Picasso in modo soft per conquistarlo quale futuro interlocutore ambizioso per compenetrare il sistema finanziario spagnolo e francese; insomma, doveva farselo amico e trasformarlo in spia americana. Pablo Picasso poteva essere la chiave di volta per intraprendere l’impresa che Gertrude Stein  aveva in testa.

La presenza di una giovane donna disinibita per un “contatto” difficile iniziale si prestava come l’unica occasione possibile per lei, e poiché Picasso presentava le caratteristiche di macho spagnolo, l’occasione sensuale si sa, fa l’uomo amante. Si trattava di dargli in seguito una licenza di agente  particolare con forte copertura politico/militare, licenza da concedere sulla fiducia “imprenditoriale” ad un arrivista, parola ancora poco in uso nella Francia di inizio secolo.
Tale licenza, se ben gestita, poteva creargli un discreto indotto iniziale sanando l’economia disastrata della sua piccola Comunità di Montmartre. Il progetto era di avere un agente  per poi usarlo, come  fecero gli americani in passato con Claude Monet, in veste di “Ambasciatore” occulto tra i giapponesi, ma Monet era arrivato al suo tramonto e andava sostituito, diventando Picasso “l’artista” attraverso il quale far entrare in Francia un cospicuo capitale  illegale da giostrare internamente a fini insurrezionali, diventando Picasso e il suo gruppo di fuoco, la possibile Centrale antagonista da mettere in concorrenza a Enri Matisse, oramai totalmente assorbito nella preparazione di agenti internazionali nei sotterranei della sua Accademia di belle Arti, per riorganizzare intrighi in Russi, Giappone e Usa, atti alla preparazione della prima Guerra Mondiale.

 Per onestà intellettuale una cosa va sottolineata ed è che, nella religione ebraica il danaro non ha la funzione di ricchezza personale come in genere si crede, esso va reinvestito per la conquista del mondo in quanto, tale Capitale non appartiene al singolo individuo ebreo, ma alla intera comunità che si autofinanzia attraverso il risparmio dei fedeli portandola fino all’estremo cavilloso risultato. Tale risparmio è frainteso come “avarizia ebraica”, ma che avarizia non è in quanto, è orgoglio individuale apportare il massimo risparmio personale nelle cassa della Comunità  . La “Proprietà Privata” è il meccanismo attraverso il quale essi possono “amministrare e governare” gli stati conquistati. Il modello promosso è il Capitalismo e quindi i partecipanti sono tutti associati rigorosamente al registro delle quote individuali che ne determina il diritto decisionale sulle singole azioni politiche nel mondo e i rispettivi futuri guadagni. Insomma, la Comunità ebraica è di fatto una S.p.A Multinazionale e quindi non politica come la intendiamo noi  ma Cosmopolitica, senza confini. 

Chi alla signorina Gertrude Stein aveva segnalato Pablo Picasso? Il suo fiuto? Macché!

Le indagini ci porteranno al “Poeta Innominato ”, che dall’interno dell’Intendenza di Finanza di Francia seguiva scrupolosamente gli spostamenti delle banconote numerate che transitavano illegalmente tra Spagna, Francia, Inghilterra e America. Altri all’interno dell’Intendenza seguiranno miriadi di conteggi, canali e canaletti cosmopoliti; questi sono gli impiegati “ombra” che formano un esercito sociale esterno ma anche interno allo stato cui appartengono.

Gertrude Stein super agente,  attuò il suo piano: incontrare presso il noto mercante d’arte Vollard quel tale Picasso  commissionargli “casualmente” un propino ritratto pagandolo bene. Picasso sentito la cifra accettò immediatamente. Quel giorno, nello studio di Montmartre, i due giocatori d’azzardo si affrontarono. I due caratteri mastini si saranno  squadrati e, per due tipi del genere basta un occhiata o l’odore del sudore per capire chi hanno davanti. Accordata la sostanziosa somma di partenza, la scelta del soggetto lo impose la nostra super tarantola. Gertrude  si  presentò dal pittore vestita di scuro, imponendolo di propria volontà, il colore marrone predominante: “Lo voglio bi-cromo. Prendere o lasciare”.

Prima di iniziare: Mi parli di lei …” disse Picasso.

Ella accettò, fissandolo negli occhi come chi giovane intraprendente americana non abbassa mai lo sguardo davanti a nessuno, e cominciò con un racconto enigmatico: parlava di aver incontrato a Bruxelles in piazza: una bambina mentre giocava, sui 12 anni circa, con le trecce, “vestita di marrone” e che alla domanda rivoltale,  la bimba rispose che stava giocando a imitare il padre che era morto. Quella bambina era Gertrude Stein.

“BRUXELLES?” annui Picasso…

Pablo Picasso intuì subito il grosso “calibro” che aveva davanti e cominciò il ritratto. E lei?
Lei spiegava, si spiegava e lo interrogava,  e lo ascoltava, spiegandosi reciprocamente  tra le pieghe e sottintesi … “Bruxelles?..”  Eravamo all’ inizio ventesimo secolo…

2 new per blog

Pablo aderì al progetto Cosmopolita con tutti i rischi e le “prospettive”  presentate. Picasso cancellò il volto del ritratto e si recò immediatamente a Gòsol in Spagna. Li incontrerà chi doveva, ricevendo e impartendo nuovi  ordini alla sua organizzazione di contrabbandieri diretti da cosmopoliti di Barcellona i futuri “Cubisti” . Tornato a Parigi, senza la presenza della modella, Picasso portò a termine il volto del ritratto facendolo pervenire finito. Come buon augurio le aveva dipinto il volto come sarebbe stato 25 anni dopo.” se non le assomiglia” – ripeteva agli amici scherzosi – “Le assomiglierà“. Picasso su ciò non sbagliò affatto. Lei, di quel quadro sosterrà sempre: “sono io” e lo amò.

gertrudestein

l costo dell’opera fu di zero franchi francesi. I giorni di posa 93. Picasso del quadro gliene fece dono. Il patto Gertrude Stein / Pablo Picasso andò a buon fine. Picasso fu arruolato nell’Alleanza. La loro amicizia durò fino alla morte di lei.

l’indagine continua


home page
(Gertrude Stein)

Poesia saffica n. 1

AI QUATTRO VENTI

Qui narrerò di me saffica
e altre ancora da deporre,
rime plananti trasparenti
lasciandomi spettinare dai venti
i bei capelli al cielo come veli,
lievi se sollevati dagli Alisei
funesti per doloroso Noto vento
e bizzarri alla Borea dispettosa
per nodi che si divertono arruffare
nel dispensare pensieri telescriventi
che dita stirano i crini indietro
pettine di carne per riordinarli
offrendomi a volto scoperto e gaia
sapendovi maliziose alla gioia
per guancia su guancia deposte
labbra su labbra i baci composti
sfuggendo gli sguardi incipienti
per sentire quel solletico in pancia
quando il cuore ci  sobbalza
alle impreviste richieste e scosse.
che scosse!… che scosse!…

 

Blu Marina
(Pavia, da te 22 dic. 2018)


home page

Blu Marina

Poesia saffica n.3

Ma come ti permetti

Mi ama lo so e lo sa di me.
Sento nel concavo bacino
il flusso lento destarsi
agitato da bacetti istigatori che,
mi ondeggiano languida molle
i flussi dai moti ondosi lenti
come onde senza spume su scogli
le carezze dalle dita curiose,
ispettrici nel portarsi oltre,
soave richiesta farsi stele,
sussulto di ogni moto inquieto
offrendomi carne alle dita
seducente fiore stimolato
le apertesi piccole sedotte.

“ma come ti permetti…dai”

E tiepide labbra fuori luogo
tiepide sulle intime spalle
non so se lasciarle profanare
allontanando la mano indecente:

“Non me la sento… non qui, non ora ”
ma non ascolta e prosegue.

lei sa la mia fine prossima
a quel contorto divenire
che sul viso labbra accolgo
labbra su labbra magistrali
si scambiano desiose gioie
“non smettere… ruffiana”
e mi squassa e sconquassa
capo, corpo e ventre in febbre
e tutto si permette l’indecente .

 

Blu Marina,
(Pavia, oltre 24 dic. 2018)


home page

DORA MAAR

DORA MAAR Fotografa (compagna di Picasso?)

Dora Maar, il cui vero nome di battesimo era Henriette Theodora Marković.
Il padre è l’autore del padiglione della “Bosnia Erzegovina” all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 che gli permetterà buone commesse in Argentina.
Durante gli studi  artistici di pittura, Dora Maar si appassionerà alla fotografia e si iscrive all’École de Photographie de la Ville de Paris.

A parte qualche opera pittorica (tra le quali due nature morte su legno ovali  che Dora vendette per necessità economica dopo essersi divisa da Picasso, Dora abbandonerà da subito la pittura per dedicarsi alla fotografia. Conoscerà Man Ray.
Durante la crisi del 1929 si dedicherà alla “fotografia di strada” scattando fotografie ai miserabili delle baraccopoli parigine. Ciò la spingerà ad aderire al modello comunista dal quale, conosciuto Picasso, si allontanerà.

Dora: “A venticinque anni ero molto di sinistra, non come adesso…”

Questa sua presa di posizione entrò in contraddizione con l’istintiva inclinazione all’esoterismo soprannaturale, pratica che sovente rapisce gli artisti sensibili e sensitivi durante la ricerca  ed esperienza di lavoro durante lo  svolgimento di opere nuove dai lunghi silenzi per concentrazione artistiche che il caso richiede.
Le pratiche spirituali le rivedremo in altri colleghi nel mondo delle Arti e non solo, negli  affari, in  politica, scienze, religione ecc. Magie per scopi e fini diversi legati alla gestione del Potere. Parlare di Arte esentando le esperienze spiritistiche e spirituali è pressoché impossibile, a meno che si resti nella sfera artigianale e non è detto, in quanto la magia è un desiderio antico dell’uomo che per elevarsi è disposto fare i patti con chiunque, anche col diavolo. Siamo  negli anni in cui il confine che separa la Vita dalla Morte è breve e la medicina era ancora impotente. L’immortalità dell’anima era sentita come una esigenza inseparabile dalla Vita quotidiana. Tutto ciò era affidato in larga parte al mondo metafisico e religioso e la psicologia muoveva i primi passi verso la distruzione di quel mondo. Quindi la Psicologia divise fin da principio nei suoi primi passi, il mondo metafisico dell’anima immortale  dallo spirito dissolto o dissoluto dell’IO materiale.
La strada intrapresa da Dora Maar nell’arte fu quella di allearsi a Picasso restando affascinata dalla sua dissolutezza intellettuale e pratica quotidiana aderendo al mondo giudeo di Picasso dove l’anima raggiunge l’immortalità attraverso l’Impresa.

quando_dora_maar_divenne_apollinaire_per_picasso_2

Prima di scoprire le carte su Dora Maar, bisogna sapere chi è il vero Pablo Picasso che si nascose sotto il mantello protettivo dell’Arte e che non si vuole far conoscere; solo poi è possibile capire perché Dora Maar sia uscita dalla corrente Surrealista per confluirei nel Cubismo mettendosi a disposi-zione di Pablo  Picasso con tutta la propria esperienza divinatoria. Divenuta compagna spirituale non che fotoreporter ed altro  nella “organizzazione” presieduta da Picasso, terrà in ordine  gli archivi.
Scoperta l’entità sull’impero di Picasso e il ruolo da lui presieduto, Dora Maar lo asservirà in segreto come maga, fotografa archivista e pittrice, lavorando per lui in sua assenza. Nell’amministrare quel  “Tesoro” verrà a conoscenza della lunga e riservatissima lista di finanziatori del Cubismo e dell’intera organizzazione eversiva con base a Barcellona. Come fotografa, sono famose le sue sequenziale durante la lavorazione del quadro “Guernica”.

9048060_orig.jpg

Dora: “Io non sono stata l’amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone.

 

fuma-237x300

Dora Maar

Per un certo periodo della vita segreta di Picasso, di Dora si scoprirà essere stata tutto per lui: assistente spiritistica, dipendente, segretaria, archivista, servizio stampa, responsabile della produzione esterna e interna e distribuzione delle opere. Pagata bene? No.
Dora Maar era per Pablo una deliziosa e affidabile sensuale mantenuta dipendete della    poliedrica organizzazione cubista, la Fabbrica di “Vida o Muerte” (vita o morte) della famigerata Pablo Picasso & Cubisti Associati, un infernale macchina da Guerra. Non le fece mancare niente, ma non poteva toccare niente.

Di Picasso dirà Dora, essere stato per lei il Titolare d’Impresa. (Padrone)
Per la collaborazione data fu licenziata senza una dignitosa liquidazione.
Perché fu diseredata? Quale sacrilegio ha commesso?

Dora Maar cristiana?… Non puoi entrare a far parte di una organizzazione militare ebraica come quella Cubista se non si è di origine ebrea.

(altre indagine sono ancora in corso)


home page
Dora Maar

 

 

 

 

CLAUDE CAHUN

Claude Cahun (nata Lucy Schwob)

tumblr_ouy5k5a5kF1qizpqvo1_1280

Renée Mathilde Schwob, meglio nota come: di Alfredo Accatino — Daniela e Dintorni. https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

La scheda generata da Alfredo Accantino et Daniela e Dintorni sulla riscoperta dell’arti-sta Claude Cahun, porta alla luce una straordinaria fotografa pressoché dimenticata nei limbi dalla Storia dell’Arte, artista che con disinvoltura utilizzò il proprio corpo come vettore artistico. Le Performance raggiunte in quegli anni da Claude Cahum, aprivano come i Dada, nuovi confini sul l’uso disinvolto del corpo.

La sua auto-dichiarazione lesbica, nulla a che vedere o comprometta il risultato estetico delle opere, che, invece, prevalgono sulla sessualità di genere. La Macchina Fotografica,  fu il suo mezzo prediletto per raggiungere l’immortalità  della storia. Cahun si “Mima” arte tra i mimi, arte appresa tra gli artisti circensi che senza parola, i mimi perpetuano  le  eredità dal Teatro greco e Circo romano, arte della comunicazione muta a distanza.

Era prassi per le Avanguardie parigine verso fine settimana, andare tutti insieme al  Circo Merano per esibirsi allegramente come:

  • Acrobati.
  • Funamboli.
  • Trapezisti
  • Clowns.
  • Giocolieri.
  • Contorsionisti.
  • Giullari.
  • Spettacoli Circo Cinese.
  • Freak Show.
  • musicisti e aiutanti di scena ecc

Perché?

Il Circo Medrano fu la base logistica delle Avanguardie parigine come lo sarà a Zurigo il Cabaret Valtaire o altri sedi sparse per l’Europa, (Dichiarazione di Gertrude Stein)

Cirque_Medrano_(Paris)

 

 

 

 

 

Circo Medreano (c. 1898)

 

Una sbirciatina al link rende chiara l’idea: https://en.wikipedia.org/wiki/Cirque_Medrano

Il Cirque Medrano (in inglese : Circus Medrano) è un circo francese che si trovava al 63 Boulevard de Rochechouart, all’angolo di rue des Martyrs, nel 18 ° arrondissement ai margini Montmartre a Parigi . Originariamente era chiamato Cirque Fernando

Durante le indagini sull’operato di Claude Cahub, un dettaglio ci rileva essere un “anello di congiunzione” mancante nell’universo artistico  parigino delle Avanguardie.
La troveremo impegnata come Reporter e scrittrice. Il dettaglio inquietante della sua rivelata appartenenza lo evidenzia nella ‘ “immagine-opera” allegata sotto, dove, l’amuleto sull’indice della mano  sta ad indicare l’inequivocabile appartenenza al settore spionistico tanto caro alla moglie di Pablo Picasso: Dora Maar,  responsabile e coordinatrice dell’Ordine della Manina,  organizzazione finanziata dalla “Sessione d’Oro”  cubista,  a favore del distaccamento strategico dove le fotografe/i finiranno sotto il controllo del supervisore Man Ray.

250px-Photographer_Alfred_Stieglitz_self-portrait,_c._1894

Claude Cahub si allontanerà per un breve periodo dai cubisti per poi riavvicinarsi all’arte arruolandosi nel gruppo dei  Surrealisti, nuova corrente artistica emergetene  diretta sempre dal fotografo russo-americano Man Ray e il fotografo Alfred Stieglitz.
Con un gruppo nutrito di surrealisti, Claude Cahub aderirà ai rivoluzionari di sinistra di “ContrAttacco” contrapponendosi all’ascesa di Hitler in Germania e alla destra fascista in Francia. Nella comunità artistica ebraica europea, in quegli anni,  si evidenzierà l’insanabile frattura ideolo-gica che genera due tronconi politici: la destra e la sinistra e che vedrà le sinistre europee sconfitte e sterminate nei Lager ad opera dei confratelli nazisti: gli Askenaziti (ebrei non semiti)

Foto: Alfred Stieglitz. (capo Servizi)

Seguendo i link di Daniela e Dintorni, la blogger Daniela Dintorni , ne propone altri e ghiotti di straordinario interesse sull’artista. La narrazione della riscoperta di  Claude Cahun e della sua compagna diletta Suzanne Malherbe, ci offre uno spaccato interessante sulle tragedie belliche subite dalle due inseparabili “amichette”: Claude Cahun (nata Lucy Schwob) e Marcel Moore (nata Suzanne Malherbe).
Il grosso del loro archivio fotografico, scritti e anni di lavoro, verrà distrutto al momento del loro arresto e internamento da parte della S.S. perché due ebree ostili al regime. Qualcosa Calude riuscirà salvare imboscandolo in un un’altra parte dell’isola, materiale poco e scarno, prevalentemente “provini”,  e che comunque merita la conquista all’immortalità tra gli immortali dell’Arte del 900 quando ci conferma l’esistenza delle due organizzazioni eversive invisibili operanti ancora oggi nel mondo e in Europa: la “Manina Bianca” di natura spionistico-femminile, e la “Mano Nera” di natura criminale e terroristica con sedi a Chicago.

E’ consigliabile la lettura del link sottostante per una migliore lettura sull’artista in questione:
Link a Daniela Dintorni: https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

 


“Manina Bianca  e Mano Nera” 

claude-cahunhand

Dora Maar

 

 

 

 

 

 

 

F1                      F2

                       Claude Cahun                                                                       Dora Maar


manina biancaOhne Titel

 

 

 

 

 

 

 

F. 3            F.4

 

Man Ray                                                                                                              Dora Maar


manina 2 mano nera

 

 

 

 

F. 5          F. 6

Man Ray                                                                                 Man Ray


home page
Artiste del ‘900

Lee Miller

LEE MILLER: Modella e Fotografa

tumblr_mfkbfdlpai1r606w6o1_500_large

Modella e Fotografa di Moda

Elizabeth “Lee” Miller, Lady Penrose  (Poughkeepsie 23-Aprile_1907 – Chiddingly, 21 luglio 1977),  è stata una modella, una fotografa e fotoreporter di guerra degli Stati Uniti.

Chiunque, in grado di guardare una figura impressa in una fotografia s’accorge dallo sguardo di questa modella che qualcosa non sta andando per il verso giusto e che il soggetto non sa nascondere. L’immagine sprigiona qualcosa di molto profondo come chi è punita ingiustamente da Fato per un destino che  mal sopporta non sentendolo meritato. Quella lunga attesa nei suoi occhi, presente in tutte le immagini e che la ritraggono è lo stato di “rassegnazione”. Lee Miller è portatrice di un male oscuro quanto palese: un’infezione di “gonorrea” , microbo minore del ceppo della sifilide, male contratto da bambina durante una violenza carnale subita da un marinaio – sostiene il padre – male che le impedirà di avere normali rapporti sessuali vivendo in castità. Ciò è l’origine della sua mancata felicità nel suo sguardo.

Lee-y-Theodore-Miller

La famiglia di Lee Miller è di origine ebrea, composta dal padre Theodore, ingegnere, inventore e uomo d’affari di origine tedesca e dalla madre Florence Miller nata MacDonald, di origine canadese, scozzese ed irlandese; dal fratello minore Erik e dal fratello maggiore John. 
Lee era la figlia preferita del padre. Egli si dilettava con la fotografia amatoriale insegnando tutto sulle tecniche fotografiche ai propri figli quando erano ancora piccoli. Lee Miller oltre ad esserle allieva, fu del padre la modella preferita  che la ritraeva spesso nelle sue fotografie ” stereoscopiche”.


6-Lee-Miller-by-George-Hoyningen1928

In tutte le immagini dove ella posa solitaria, il suo sguardo si abbandona in un limbo ove cerca la causa del proprio peccato originale a motivo  del suo male nascosto. I Psicologi analisti sforneranno  molteplici soluzioni immaginarie per lei ma senza risultati, in quanto, la psicanalisi di quegli anni era ancora una materia sconosciuta in fase primordiale. Ma il male oscuro di Lee Miller non era psicologico ma  di  natura batteriologica e inguaribile ai tempi. Oggi è divenuta una malattia curabile. Solo negli anni cinquanta, l’avvento dell’antibiotico metterà fine al suo disturbo fisiologico e dell’anima diventando anche madre.
Nel frattempo non potendo donare niente di proprio ad un amore etero, Man Ray rimase fulminato la prima volta che la vide in scena da modella. Egli s’innamorò perdutamente di Lee Miller, perdendoci la testa Saputo della tragedia non potendola amare, l’avviò delicatamente ad accettare amorini saffici  ai quali aderì svogliatamente.  Dopo tutto, non aveva scelta: la malattia era incurabile e i lamenti e pianti per bruciore durante al toilette mettevano in chiaro la sorte sessuale di Lee Miller. Eppure Man Ray la volle sempre vicina per quella sua delicatezza e femminilità, arte che seppe ammaliare i colleghi artisti dell’avanguardia francese,  ignari della tragedia, amandola per quel portamento divino, statuale e di bella presenza.


8753ef7980e73a2a03449c145e6b742a

Analizzare l’Arte di Lee Miller, ci obbliga ad andare lontano, e più ci allontaniamo dal punto di partenza  più la Macchina del Tempo (la Storia), ci conduce verso le responsabilità del Padre, sospettato di essere l’ipotetico violentatore iniziale,(soffrivano dello stesso male). Tutto ciò poco interessa per tracciare un profilo chiaro della nostra artista,  ma andando oltre il consentito, oltre il privato, su Theodore Miller padre, la ricerca ci porterà ai limiti di un reato politico di fine ottocento.

Trasferendoci negli anni in cui T. Miller era ancora giornalista, egli venne  coinvolto quale testimone diretto di  un sacrilegio politico avvenuto negli Stati Uniti nel quale, forti sospetti lo vedono tra gli indiziati ma che, grazie alla sua testimonianza di giornalista  depistò dai fatti la pubblica opinione americana. Tutto ciò meriterebbe un capitolo che verrà svolto più avanti, un indagine che si presenta difficile perché impossibilitato ad andare oltreoceano. Ci affideremo ad internet .


90fef6d6bbced50a387c76ab8210a0f3

Tornando alla delicata figura di Lee, ignara e lontana dai sospetti accennati, la vita artistica della modella fotografa e promotrice dei cambiamenti del costume femminile americano (Moda), fu tutto sommato un’avventura scontata, borghese e poco interessante, fino a quando, “sulla strada che porta Damasco” incontrò quel bell’imbusto di Man Ray, che narrandole il pensiero avanzato di Parigi, capitale delle arti e mode le introdurrà nella macchina delle Avanguardie , promotori di nuovi modelli di pensiero e comportamento. Lee  lo inseguì in Europa. Aggiornandosi spogliandosi del provincialismo americano e una volta acquisiti i principi generali della cultura europea,  applicò alla lettera, negli Stati Uniti, quel nuovo modo di pensare, creare, fare Arte e Moda in modo propositivo, contribuendo ad elevare di grado la Moda americana fino a diventare questa, propositiva attraverso  il cinema, arte che seppe conquistare le sale cinematografiche mondiali.


 

Arruolata da Man Ray come spia e poi reporter di guerra per la futura Nato, presterà servizio in Europa attraversandola sotto le bombe per conto dell’esercito degli Stati Uniti. Diventerà la prima e forse l’unica americana reporter con le credenziali di guerra. Dopo aver visto, fotografato e testimone il pessimo risultato degli ideali di gioventù per la nascita un mondo migliore (Israele), vederselo in diretta sfociare in quel grande macello di carne umana senza fine, tragedia organizzata dai suoi dirigenti politici americani, cadde in una profonda “crisi depressiva”. Cominciò a rifiutare l’organizzazione cui ebbe aderito con entusiasmo, crisi che colpirà altri agenti segreti ebrei che si dissoceranno dalla grande direzione ebraica mondiale: i Cosmopoliti. Alcuni si convertirono ad altre religioni, ma per tali scelte verranno  puniti dalla stessa macchina infernale misteriosa che li costituì e che infine li scomunicò, altri invece, diventeranno cimeli di guerra e cimeli d’arte del “raggiro”, diventando ricchi e fmosi

LEE MILLER

00d1f39404901652d4903fd8ccde40ea

                     home page

                    Lee Miller Penrose

Duchamp – Macina caffè

Quando l’Arte di Duchamp era ancora Pittura

Duchamp-moulin-p

“Macina Caffè” è apparentemente un opera senza significato artistico e pittorico. L’immagine non presenta nessuna novità stilistica. L’immagine è attribuita a Marcel Duchamp.

Manca la data. Il disegno è al di fuori di ogni corrente artistica del tempo. Se per caso l’opera venisse trovata in uno scantinato o solaio impolverato, l’oggetto verrebbe spedito in discarica come tutte le cose inutili durante lo sgombero. Il disegno è classificale come bozzetto appartenuto ad un costruttore autodidatta. Ma se la firma (Invisibile) imputa il bozzetto all’artista  Marcel Duchamp, l’opera acquisisce un valore di mercato e un interesse tale da soddisfare la brama dei collezionisti feticisti.

Non si nota firma, non esiste.

Se non ci fossero testimonianze editoriali in merito, il disegno risulterebbe anonimo, invece, questa opera insignificante assume per lo storico d’arte, un valore particolare da salvare non tanto come opera d’arte, ne come cimelio industriale, piuttosto come prova comprovata per una accusa pesante che vedrà Marcel Duchamp sul banco degli Imputati e rispondere alle accuse  di “Delitti contro l’Umanità” davanti ad un tribunale Internazionale artistico augurandogli di trovarsi per l’occasione un buon Avvocato Critico d’Arte e che sappia improntare una sostenuta difesa.

“Esagerato?”

Davanti a simile affermazione e senza prove: “Esagerato” è la prima esclamazione ovvia per una bocciatura imminente da parte di  un qualsiasi professore di Storia dell’Arte. Cercare il nesso o la prova per un impianto accusatorio è una impresa non da poco, e tanto per cominciare, dobbiamo gettare le basi per un piano di lavoro progressivo capace di ricostruire gli eventi accusatori mossegli contro.

Militare di vocazione, Marcel Duchamp lo conosciamo sotto mentite spoglie di Artista, ma di militare con alto grado Ufficiale trattasi.

marcel_duchamp_in_uniform_0 Foto: Marcel Duchamp

L’indagine ha inizio:

Il fondatore dei DADA utilizza il suono di una mitragliatrice appunto : DADA! DADA! suono caratteristico della  Gardner gun sopranominata dai fucilieri con in dotazione la mitragliatrice Agar: coffee grinder “Macinino da Caffe”, mitragliatrice di fine ottocento e  primi novecento ritenuta fino al 1905 un arma segreta di  distruzione di massa in forze agli Usa e Inghilterra. Il costruttore del principio della mitraglia è un  inventore americano (contadino) appassionato di macchine agricole delle omonime seminatrici. Durante la guerra civile americana si unirà alle forze nordiste approntando la prima mitraglia utilizzando il principio della seminatrice applicato alle munizioni. Arma di grande successo militare sopperì alla inferiorità numerica di soldati nordisti combattenti rispetto i sudisti.   
DADA , fondata a New York nel 1916, diventerà una organizzazione paramilitare insidiatasi in Europa con sede a Zurigo. Fece gran presa a Berlino, Francoforte e a Colonia durante i disordini post bellici del 1918 che daranno origine al partito Nazista. Chi erano in realtà i dadaisti? Quali sono i rapporti diretti “dall’artista” Duchamp con la storia delle guerre nel novecento in fattispecie con  la preparazione della Seconda Guerra Mondiale?
Qui su FiloRossoArt, è in svolgimento la ricostruzione d’identità del più misterioso artista del novecento cofondatore delle Avanguardie, svelando al pubblico lettore quel suo “strano”  profilo misterioso.
Tutti gli articoli di questo “Blog /cofanetto”, sono i risultati parziali di una Collana di Perle che daranno nuova forma e vita alle oscure pagine e manovre delle Avanguardie francesi.
Filo Rosso  sta ricomponendo la vera storia storia dell’Arte europea  a partire dalla “Guerra delle Nazioni”  (Napoleone) attraversando altre tre grandi guerre mondiali: la 1905 Russia Giappone: la Grande Guerra 1914/18 e la Seconda Guerra Mondiale…  per meglio capire le nostre attuali.

 Fontana, opera di Marcel Duchamp è la chiave di lettura che apre la cassaforte di tutte le “mosse invisibili” geopolitiche sostenute e tenute nascoste e di tanta ferocia avvenuta.

Qui da noi si parla d’Arte e si indaga sui falsari nell’Arte.

Fontana – Marcel Duchamp

home page
Marcel Duchamp